AENIGMA


di Lucio Fulci
TRAMA

Nei pressi di Boston Kathy, una giovane ragazza, dopo essere rimasta vittima di un incidente provocato da uno scherzo architettato dalla goliardia maligna dei compagni di college, si vendica sui responsabili a modo suo.


RECENSIONI

Aenigma è il risultato di un’operazione decisamente coraggiosa in un 1987 in cui è sempre più difficile produrre cinema di genere, soprattutto se è destinato ad attraversare gli impervi territori del fantastico. Fulci, da grande mitopoieta della visione quale è, sta conoscendo una fatidica fase interlocutoria nel suo cinema che lo condurrà lentamente al declino di una parabola irreggimentata sulle tematiche del gore più estremo, molto spesso giocoso, e fondamentalmente fine a se stesso. Gira con poca convinzione l’ennesimo horror a medio budget (messogli a disposizione con una certa fatica da Ettore Spagnuolo) incentrato su un college femminile, partendo da un suo soggetto sceneggiato insieme a Giorgio Mariuzzo. L’idea di partenza in realtà è sufficientemente accattivante laddove è in grado di arrischiare improbabili ibridazioni tra medicina e parapsicologia tentando di indagare, in maniera certo approssimativa e favolistica, le zone oscure della vita mentale durante lo stato di coma profondo. L’esile filo tramico imbastito dalla struttura narrativa del film (l’anomala storia di vendetta improntata sugli stilemi del thriller) abdicando a qualsivoglia costruzione della suspense lascia inesorabilmente spazio alla suggestione delle atmosfere malsane e sanguinolente degli interni del college e dell’ospedale e se non fosse per quei pochi grandi momenti di folgorante visionarietà fulciana (come quello più volte ricordato del corpo della ragazza avviluppato e asfissiato da una coltre di lumache assassine, o delle allucinazioni all’interno del museo) che squarciano ex abrupto l’incedere diegetico dell’opera concedendole derive di rara potenzialità immaginifica, il film non andrebbe davvero da nessuna parte.

Mauro F. Giorgio
Voto: 4.5




Giorgio
4.5

Back