AMISTAD

(Amistad )

di Steven Spielberg
TRAMA

1839: l'ammutinamento degli schiavi a bordo della nave Amistad è oggetto di processo.


RECENSIONI

Ancora IL COLORE VIOLA, la tolleranza degli E.T., il rendiconto dell'antisemitismo, la violenza storica sui più deboli: Spielberg parte con un potente linguaggio per immagini e s'arrende alla retorica. Primissimo piano del sudato e fiero ribelle della Sierra Leone, blu elettrico, epiche inquadrature dal basso per stagliare la figura contro le stelle della libertà. La nave della miseria e quella dell'opulenza si sfiorano nella nebbia, mirandosi attonite e spaventate. Rabbia e sangue sono le coordinate delle migliori sequenze del film: l'ammutinamento e quelle, agghiaccianti, relative alla deportazione con "taglio dei rami secchi". Poi giunge la nefasta parola: il parallelo cristologico; Davide e Golia; la boriosa lezione di democrazia con l'enfasi del "Date noi liberi!" degli imputati e dell'arringa finale, fra Dichiarazione d'Indipendenza e radici con gli antenati (i Padri Fondatori). La verbosità dilaga per poi barricarsi in un banale e interminabile schema processuale. Il nero della tribù dei Mendi comprende la Bibbia attraverso le sole figure, Spielberg non accorda la stessa fiducia allo spettatore: spiega, urla, semplifica, dicotomizza, sottolinea. Il suo kolossal accademico soffoca nella stiva di un commento sonoro ingombrante e lascia che l'amata dimensione favolistica s'impossessi di un soggetto degno di maggior elaborazione per affrontare la contrapposizione fra sistemi di valori ("Fra "All'incirca" e "Avrei dovuto" che civiltà è la vostra?", dice il leone africano), il paradosso dell'Amicizia (Amistad) che rispecchia l'ipocrisia di principi disattesi (la schiavitù era stata abolita), il rischio del fine che giustifica i mezzi (la Guerra Civile alle porte e la commistione fra potere esecutivo e giudiziario), l'assurdità di esseri umani rivendicati come proprietà da più soggetti. E' sintomatico che le dinamiche fra i personaggi funzionino nell'incomunicabilità (divertenti i reciproci commenti sul linguaggio) e si rivestano di artificiosità didascalica nel momento della comprensione.

Niccolò Rangoni Machiavelli
Voto: 6




Rangoni Machiavelli
6

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