L'UDIENZA


di Marco Ferreri
TRAMA

Amedeo è deciso a ottenere un colloquio con il papa. La sua ostinazione lo condurrà alla morte.


RECENSIONI

La zelante ricerca di una risposta (sul dolore, l’amore, il peccato, il senso della vita? non lo sapremo mai) si trasforma in un raggelato calvario: Amedeo, taccuino alla mano, “segna” tutto, ossessionato da una domanda destinata a rimanere puro McGuffin. Attorno a lui, l’umanità variamente bestiale e apocalittica che popola il Vaticano: preti da rogo e/o falsamente cordiali, principi in maschera, sbirri melliflui, ragazze perdute (in ogni senso), comparse senza volto che seguono scrupolosamente il cerimoniale, indossano innumerevoli maschere, penetrano con lieta arroganza i segreti dell’anima, imprigionano e divorano con apostolica indifferenza. Il bersaglio finale resta una figura sfocata, un fantasma evocato tramite brandelli visivi e memorie sonore, il frutto di una gigantesca allucinazione collettiva: il percorso di umiliazione s’interrompe un attimo ed è già pronto a ricominciare. Ottima l’idea di partenza, indubbiamente kafkiana (è lo stesso Amedeo a dirlo) ma sviluppata con una così acida ironia (il primo interrogatorio) da evitare agilmente il sospetto di stanco citazionismo; ideale la scelta di Jannacci, non-attore perfettamente a disagio in un cast d’insuperabili istrioni (Tognazzi su tutti, al solito); semplicemente grandiose alcune sequenze che propongono sprazzi di compassata follia, orchestrati come parodia di rituali e stilemi cattolici (il “servizio particolare” preparatorio alla richiesta rivolta al principe, la clessidra che fissa i tempi del colloquio/confessione, il convento dei ribelli). Meno felice risulta il disegno generale dell’opera: a una prima ora inappuntabile per trovate (la voluttuosa ninfa Egeria fra gli specchi), ambiguità (l’impenetrabile mistero del protagonista) e cupa tensione (non) fa seguito una parte finale ricca di contrappunti scontati (la paternità mancata, il modellino di Piazza San Pietro), siparietti stiracchiati (il principe crociato), annotazioni inutilmente esplicite (il dialogo notturno con il frate). Una maggiore concisione avrebbe forse giovato.

Stefano Selleri
Voto: 7




Rangoni MachiavelliSelleri
7.5 7

Back