CRONACA DI UN AMORE


di Michelangelo Antonioni
TRAMA

Già amanti, si ritrovano molti anni dopo. Decidono di far fuori il ricco marito di lei, ma...


RECENSIONI

Il primo lungometraggio di Antonioni è un superbo dramma da camera mascherato da impeccabile noir: imprigionati nel lusso pacchiano delle ville alla moda o nel grigiore della periferia milanese, i personaggi sono complici e vittime di un destino che gioca con le esistenze e fomenta le illusioni (non ultime quelle dello spettatore: gli stilemi gialli si rivelano indizi depistanti, macerie ancestrali) per poi dissolverle in prossimità della svolta decisiva. Duplice ironia del titolo: la cronaca cede il passo a un racconto ellittico e ciclico come un (doppio) sogno, l’amore è soltanto nostalgia, ripicca e calcolo, poco più di un gioco mondano insomma, ma avvinghiato con puerile ostinazione all’alito della morte. I percorsi e le indagini si sovrappongono fino a smarrirsi, i dialoghi scabri e insinuanti punteggiano con rapinosa maestria immagini di crudele bellezza, impietosi piani sequenza che non concedono (quasi mai) scampo, con sommesse tracce jazz a scandire e lacerare gli eloquenti silenzi di un’impossibile convivenza erotica (non solo coniugale). Lucia Bosé, cigno d’inquieta perfezione, è l’elemento migliore di un cast di buon livello.

Stefano Selleri
Voto: 8.5




Selleri
8.5

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