L'ANIMA E LA CARNE

(Heaven knows, Mr. Allison )

di John Huston
TRAMA

La storia di un amore non consumato tra una sorella prossima a prendere i voti ed un ruvido marine. Tutto questo avviene in un'isola deserta nel Pacifico, minacciata dai giapponesi durante la seconda guerra mondiale.


RECENSIONI

Il titolo italiano di questo melo' limaccioso e "sporco" (topi giganti e fango dominano incontrastati) del 1957 palesa la natura del film, centrato sul contrasto tra gli opposti, sullo scontro tra istituzioni (la Chiesa e l'Esercito), tra scelte di vita, tra simboli-icone (il crocifisso e l'arma da fuoco), su un'impossibile discordia concors. Il titolo originale, "Heaven Knows, Mr. Hallison", è più ironico e sintetizza, di fatto, quelle che saranno le scelte finali dei due protagonisti, ognuno rispettoso delle scelte esistenziali dell'altro. Ambientato nel 1944, in una sperduta isola del Pacifico, il film di Huston si colloca a metà strada tra il melodramma ed il film bellico, con piccole incursioni nel genere avventuroso di ascendenza defoeiana (l'approdo nell'isola deserta del protagonista, accompagnato solo dai suoni della natura, rimanda ovviamente al "Robinson Crusoe"). Numerosi sono i film degli anni cinquanta che, riaccostandosi ad una seconda guerra mondiale ormai storicizzata, hanno messo al centro storie con la "s" minuscola, private, personali, dandosi facoltà di lasciare sullo sfondo i bombardamenti e le azioni militari. Robert Mitchum, straordinario come sempre, veste i panni di Allison, rude capitano dell'esercito dei Marines, sfuggito ad un'incursione giapponese. Trovatello, forse abbandonato perché figlio illegittimo, ha scelto l'esercito come famiglia cui dedicarsi interamente. Deborah Kerr, premiata con l'Oscar, interpreta invece una donna ormai decisa a prendere i voti. Nella sua accecante veste bianca, cerca di fuggire dai fantasmi del peccato e della libertà nel nome di un dio silenzioso e onnisciente, che, come dice il titolo originale, "tutto sa". Nel confronto/scontro tra questi opposti, John Huston fa emergere gradualmente gli elementi comuni ad entrambi o, quasi a voler dimostrare come essi siano in realtà speculari, opposti ma complementari, in grado di completarsi. Essi devono necessariamente unirsi per la ricostituzione della famigerata mela platonica. In questa disamina dei sentimenti umani, il regista, pur rispettando i vincoli imposti dal codice Hays, riesce a non sublimare eccessivamente la storia d'amore, a non fare dei personaggi astratti caratteri. Nel fondo del cratere bolle una magmatica sensualità, latente, repressa ma pronta a travolgere un rapporto platonico che, sebbene rimanga casto fino alla fine, spingerà il personaggio della "promessa suora" Angela a macchiare del fango della passione la propria nivea veste virginale e a precipitare, bruciata, in un breve ma sconvolgente delirio d'amore. Se le minacce esterne ed il pericolo più grande della morte attenuano i conflitti tra la sorella ed il capitano, quando esse si allontanano (con la partenza dall'isola dei giapponesi) le tensioni sessuali riesplodono più forti che mai ("Non ha nessuno che l'attende a casa?" chiede la sorella; "Se vuole le colgo dei fiori" dice il capitano). La guerra diventa uno sfondo di una notte illuminata dai bagliori dei bombardamenti, un argomento di cui parlare per non parlare d'altro, quasi una forma di esorcismo. Fino alla dichiarazione d'amore di lui: "Non lo faccia" (di prendere i voti); "le chiedo di sposarmi". Fino al rifiuto sofferto di lei ("il mio sposo sarà Gesù"). Hallison, quasi a voler stabilire un legame impossibile con lei ed individuare una sostanziale affinità tra i doveri monacali e quelli del soldato, risponde "Anche i marines non devono sposarsi.". Cullato dal sakè, le canta, almeno nella versione italiana, "Sotto il melo non deve andare." (come non pensare ad Eva la peccatrice?). Nell'acme della tensione emotiva, sorella Angela fugge sotto la pioggia, cerca di purificarsi, macchia la sua veste che, più avanti, lo stesso Mitchum, consapevole della risolutezza della donna, ferma nella sua scelta ed ormai nelle mani di Dio, le cambierà con panni ancora più "immacolati". Con il bombardamento degli americani ed il loro sbarco sull'isola si chiude la vicenda e si esauriscono le tensioni. Ciò non impedisce al saggio Huston di "vendicarsi" della decisione della sorella decapitandole il crocifisso. Un tocco di genio blasfemo ed irriverente. Adorabile.

Manuel Billi
Voto: 8




Billi
8

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