CONTRATTO PER UCCIDERE

(The Killers (Ernest Hemingway's The Killers) )

di Don Siegel
TRAMA

In un istituto per ciechi viene ucciso un insegnante di meccanica. Pur avvertito dell'arrivo di due killer l'uomo non si muove ed aspetta la propria sorte. Questa cosa non va proprio giù a Charlie Strom e, con il suo psicopatico collega si mette sulle tracce di un milione di dollari


RECENSIONI

A diciotto anni di distanza dal capolavoro di Siodmak, Siegel si cimenta con il racconto di Hemingway non dimentico della lezione noir di The Killers con Burt Lancaster. Fedele al proprio inesorabile stile tutto viene asciugato e viene ridotto il numero dei i flashback. Doveva essere proprio il regista americano a dirigere il primo film ma problemi contrattuali lo avevano impedito. Nel '64 è la NBC a commissionare un film per la televisione, poi distribuito in sala come "Ernest Hemingway's The Killers". La purezza dello stile siegeliano non viene per nulla intaccata dalla commissione televisiva ed il cast, fatta eccezione per lo stalagmitico Reagan, non si risparmia nel dare spettacolo. Sono minuzie ma ogni singolo gesto e movimento di Marvin e Cassavetes imprimono energia al nitido quadro composto dal regista. Il ritratto di un mondo senza cuore, in cui gli individui vengono intaccati prima e distrutti poi, non lascia scampo e le sequenze si susseguono nel rintracciare il filo narrativo per concludersi nella frustrazione definitiva in un finale agghiacciante. "The Killers" è un noir vicino a Fleischer più che alla classicità hollywoodiana, è secco e mai adagiato sulle convenzioni narrative. Tutto, ogni azione, ogni oggetto, ha un senso e un uso che si manifesta con chiarezza, senza alcuna possibilità di fraintendimento. E l'assunzione del punto di vista dei due killer, dopo la raccapricciante sequenza d'apertura, mette in una scomoda posizione lo spettatore nel momento in cui debba valutare quali sono le dimensioni morali dell'universo presentato.

Luigi Garella
Voto: 9
  
(08/08/2008)




Garella
9

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