UN GIORNO PER CASO

(One Fine Day )

di Michael Hoffman
TRAMA

Divorziato lui, divorziata lei: si conoscono perdendo entrambi il traghetto della gita scolastica dei figli. Si odiano ed amano da subito. È dura conciliare il lavoro con il babysitting.


RECENSIONI

Commedia sentimentale vecchio stile, spiegata nell’arco di una giornata, dove due belli e bravi (ma il più convincente è George Clooney) tentano, con poco successo, di replicare le adorabili schermaglie amorose che hanno reso memorabile una coppia come Katharine Hepburn e Spencer Tracy ne LA COSTOLA DI ADAMO. Promessa in TERRA PROMESSA (una delle sue prime opere) che s’è rimangiata la parola, Michael Hoffman, di quel film, replica il cast tecnico al femminile e la struttura del racconto in parallelo, ma la classe e il divertimento latitano ad ogni dove (le piccole pesti, briose nelle intenzioni, sono invece odiose, cerebrolese da schiaffeggiare ed i genitori ne sono inverosimilmente succubi), oscurati inesorabilmente dal proposito principe di lusingare i cuori con cliché e messaggi edificanti per famiglie (coltivare la fiducia, il senso di responsabilità e l’amore per i figli: in una società di corsa e in carriera, il tempo per loro va ritagliato anche nel caos). La sceneggiatura di Ellen Simon (che aveva già dimostrato, in MOONLIGHT & VALENTINO, di avere meno talento di papà Neil) e Terrel Seltzer procede schematica ed artificiosa, senza un'invenzione degna di nota: ma l'errore più grande, che maestri come George Cukor e Howard Hawks non si sarebbero mai sognati di fare, è stato quello di non aver reso più credibile il rapporto d'amore/odio fra i due protagonisti che si beccano senza motivo e, contemporaneamente, si piacciono troppo presto, senza pathos e/o climax. Meglio le commedie rosa à la Meg Ryan. La sequenza più riuscita è quella finale, con lei che si trucca e lui che si addormenta. Irrinunciabile, nel clima generale di buonismo, la citazione de IL MAGO DI OZ.

Niccolò Rangoni Machiavelli
Voto: 5




Rangoni Machiavelli
5

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