L'AMANTE INGLESE

(Partir )

di Catherine Corsini
TRAMA

Suzanne, inglese che vive a Nîmes, marito danaroso, due figli adolescenti, bella casa, s’innamora di Ivan, immigrato spagnolo squattrinato e con piccoli precedenti. Devo specificare che la tragedia è dietro l’angolo?


RECENSIONI
Partire è un po’ tediare

L’amante inglese (delirante adattamento stile Harmony – vedi alla voce c – del più sensato Partir) è un film che ci ricorda alcune cose.
Nell’ordine:
a) non basta scegliere un tema “importante” come l’adulterio per fare un film anche solo guardabile;
b) indipendentemente dal tema che si sceglie, non ci si può limitare a enunciarlo. Occorre svilupparlo, esplorarlo, colmarne lo schermo e le ombre che lo popolano, altrimenti il film, per quanto conciso (Partir non supera l’ora e venti), sembrerà interminabile;
c) se il tema è abusato (vedi alla voce a) sarebbe consigliabile infondere ai personaggi un sia pure minimo spessore. La Bovary di provincia tutta velleità e slanci tragici, il marito ridicolo e manesco e l’amante vigoroso (ma anch)e dolcemente premuroso sono accettabili (forse) in un romanzo rosa, non in un film che ha la velleità di proporre estratti musicali da pellicole di Truffaut (sic);
d) un’attrice elegante e algida come Kristin Scott Thomas, abbandonata a se stessa, è la parodia della grande interprete che sarebbe necessaria, specie con uno script così inconsistente;
e) Sergi López non ha bisogno di un nuovo film per dimostrarci che è perfetto nei panni del sensuale proletario (vedi, per tutti, Ricky);
f) non bastano due inquadrature di differenti vegetazioni (Spagna : country club = libertà : schiavitù), qualche immagine fuori fuoco e una soggettiva con macchina a mano per fare una regia;
g) le scene di sesso non dovrebbero servire solo ad allungare il brodo (vedi alla voce b). Meglio evitare, nel caso.

Stefano Selleri
Voto: 3
  
(07/03/2010)




BellucciSasoSelleri
4 4.5 3

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