CALL IF YOU NEED ME

(Call if you need me )

di James Lee
TRAMA

Or Kia parte dal piccolo villaggio in cui vive per raggiungere il cugino Ah Soon, emigrato anni prima nella grande città, dove lavora nel settore recupero crediti per conto di un boss della malavita. Inizialmente impacciato, Or Kia si unisce al gruppo di piccoli criminali e finisce per surclassare Ah Soon, arrivando a capeggiare la banda. (dal catalogo del TFF)


RECENSIONI

L’immaginario contemporaneo, tag: De La Hoya Sudoku Videogame Porno Manchester United Taxi driver I – Phone, lascia che le tracce del suo garbuglio si affastellino nel tempo dilatato di un long-take, nello spazio ampio e disponibile di un campo medio stabile, stampo pacatamente realista in Betacam: gli uomini che abitano Call me if you need aspirano a farsi personaggi noir, inquadrature à la Hou Hsiao-Hsien si popolano del desiderio di trasfigurare la realtà in cinema, per questo i dialoghi rifanno Quentin Tarantino, i Goodfellas recitano i propri comportamenti, credono ai valori che ricostruiscono a tavolino. La realtà al di fuori del micro-mondo della malavita è solo un fiume carsico (straziante, per quanto raramente visibile), il protagonista - svuotato, in piena deriva atarassica, sottomesso al proprio destino – si colma del senso tragico di un Il padrino, dell’ineluttabilità di un Election II, mentre la mdp registra, costantemente, uno scarto, l’inadeguatezza irrecuperabile di un mondo irreale che si fa reale abisso. Quando Or Kia abbandona Ah Soon tra le mani dei suoi sicari, la mdp lo segue: ferocia del fuori campo, accento sulla costruzione di un capo. Gangster movie crudelmente apatico, a misura di tempi vuoti, racconto di formazione in forma d’ effetto domino.

Giulio Sangiorgio
Voto: 7
  
(29/12/2009)




Sangiorgio
7

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