ADÁS - TRANSMISSION

(Adás )

di Roland Vranik
TRAMA

Da quando gli schermi si sono spenti, l’umanità convive in un apparente e algida calma. La crisi è un’esistenza asettica, priva di stimoli, ossessivamente relegata al nostalgico vuoto che la tecnologia, ora assente, ha creato. Qualcosa però spezza del tutto,ciò che è rimasto della fragile coesistenza sociale. Quasi avvenisse per caso (l’accidentale morte di una donna dopo un litigio con il marito), il primo sistema, quello famigliare, inizia a disgregarsi.


RECENSIONI

Transmission segue il filone (post)apocalittico. Viene a galla una tremolante componente ballardiana nell’ambientazione post-urbana, nella psicopatologia collettiva e nel gelido taglio clinico dal quale emerge lentamente una tensione violenta, antitetica (più che giustificato rimandare a High-Rise); questa si sposa con un accuratissima e teorematica costruzione visiva, di chiara influenza hopperiana. Su quest’ultimo punto bisogna dare atto del grande lavoro di messa in scena dell’autore, spesso così maniacale ed esplicito di fronte alla propria fonte di ispirazione che ripropone un susseguirsi, minuzioso, di effetti-dipinto. La ricerca estetica ha la sua buona giustificazione (c’è una progressiva ri-configurazione dell’esterno in interno, come a voler ripristinare i valori spaziali pre-apocalittici).
Dopo aver reso i meriti ad una sperimentazione visiva coraggiosa (anche se fin troppo propagandistica, riferendosi alla presa di distanza dai “classici film action” da parte dell’autore alla presentazione del film in sala. C’è pure un’inquadratura che rincara la dose….). ci discostiamo da un risultato complessivo un po’ troppo rigido. Lasciando stare uno script che manca di spessore, l’esperienza di Transmission cade, dopo le premesse, nel baratro di un’aridità emotiva tipica del più sordo manierismo: un compiacimento cerebrale che trova la sua coronazione nel giochino finale (telecomandato) con l’Enunciazione filmica.
E se tutto fosse, in realtà, una Transmission? 

Marco Compiani
Voto: 6
  
(29/12/2009)




Compiani
6

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