LES CHORISTES

(Les Choristes )

di Christophe Barratier
TRAMA

Clément Mathieu, insegnante di musica disoccupato, accetta un posto di sorvegliante in un collegio per ragazzi difficili: creerà un coro capace d’incrinare l’opprimente disciplina imposta dal direttore Rachin.


RECENSIONI
La buona educazione

Campione d’incassi in patria e candidato francese alle prossime nomination agli Oscar, LES CHORISTES è, sulla carta, un sunto del peggio del cinema transalpino (non solo) di oggi: il remake di una vecchia pellicola (LA CAGE AUX ROSSIGNOLS di Jean Dréville, 1945) come occasione ideale per una galleria di bozzetti d’epoca, patinati e intrisi di compiaciuto nepotismo (l’opera nasce sotto l’alto patrocinio di Jacques Perrin, produttore, destinatario di un cameo nonché zio dell’esordiente Barratier). Intendiamoci: il film è tutto questo, ma anche, fortunatamente, altro. Pur in una cornice (il flashback generato da un diario) quanto mai classica, il quadr(ett)o presenta interessanti asperità, cercando di proporre figure a tutto tondo e non (solo) tasselli di un edificante mosaico, proiettando sull’ingiallito album dei ricordi l’ombra di passioni riprovevoli quanto diffuse (il Franti di turno è solo in apparenza un corpo estraneo), dimostrando nelle sequenze interamente dedicate alla musica (le audizioni, il concerto) una tenerezza asciutta appena screziata d’ironia. Nel complesso, però, il film risulta approssimativo nel disegno dei caratteri (i meccanici sbalzi di umore di Rachin, la ribellione finale dei colleghi di Mathieu), zoppicante nel mélange di sorriso (quasi sempre fiacco) e pathos (vicino allo zero), fin troppo sbrigativo nella costruzione drammatica: l’apprendistato musicale e umano dei ragazzi, potenziale cuore dell’opera, è trascurato a favore di una relazione sentimentale tanto programmaticamente impossibile da suonare soporifera. E il finale, risolto in modo pedestre, richiama più il terrificante MONA LISA SMILE che l’auspicato ATTIMO FUGGENTE. François Berléand conferisce a Rachin la necessaria alterigia, risultando l’elemento migliore di un cast di buon livello.

Stefano Selleri
Voto: 5




Selleri
5

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