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ADDICTED

SERIE TV E DIPENDENZE

Autore: Michele Casella, Jacopo Cirillo, Marika Di Maro, Leonardo Gregorio, Carlotta Susca (a cura di Carlotta Susca)
Anno: 2017
Casa editrice: LiberAria
Prezzo: 10€
Formato: cm 12x20
Pagine: 132
Collana: Metronomi
ISBN: 978-88-97089-71

Addicted non solo tende a ricostruire il discorso della serialità televisiva (di cui oramai si teorizza ad nauseam da qualche anno) nei suoi fondamenti, ma lo inquadra da prospettive diverse, fertili, che passano anche attraverso il dibattito e la discussione social che si accompagna al dipanarsi di questa forma moderna di narrazione. Che la alimenta e la condiziona.
Un’opera che fa notare come il concetto stesso di dipendenza sia soggetto a molte interpretazioni, letture e applicazioni.
Si prenda ad esempio il primo saggio del “nostro” Leonardo Gregorio: in esso si misura la dipendenza della serialità televisiva dal cinema, il suo modo di fare proprie e riadattare storie che il grande schermo ha già raccontato. Di qui l’approfondimento su Ash vs. Evil Dead - che fa del ciclo cinematografico di Sam Raimi «guascona liturgia» -, Minority Report e soprattutto Fargo, come reale - e sperimentale - sviluppo inedito di un mondo sì noto, ma nello stesso tempo tutto da esplorare.
Anche il secondo contributo, a firma di Michele Casella, guarda alla serialità da un punto di vista inaspettato, quello della musica, esponendo come quest’ultima condizioni la costruzione di molte narrazioni e creazioni seriali. E allora si parla dell’intera saga di Twin Peaks, naturalmente - con un approfondimento specifico sulla terza stagione - ma non solo: si dice di come e in che misura la resa di situazioni, personaggi, sviluppi dipenda dal soundtrack in produzioni come The Knick e Stranger Things; si racconta di prodotti condizionati dal linguaggio del web e del videoclip (Sense 8 e The Get Down); si sottolinea come la musica innervi la narrazione nella rievocazione storica di una scena musicale (Vynil), per sbarcare imprevedibilmente a Gomorra e chiudere con una riflessione che ingloba tante espressioni seriali del televisivo contemporaneo (da 13 a Love)

Se a Marika Di Maro spetta il compito di riassumere i fondamenti teorici della narrazione seriale con l'attenta descrizione delle strategie messe in atto per creare dipendenza negli spettatori (e i puntuali approfondimenti su Pretty Little Lies e The Big Band Theory), Jacopo Cirillo approfondisce la questione dell’attaccamento sentimentale dello spettatore a situazioni e personaggi, di come le serie tv costituiscano veri e propri oggetti di affezione. E, soprattutto, di come questa love addiction finisca per essere anche uno strumento di organizzazione del racconto (le dimostrazioni passano attraverso serie come The Affair e Ray Donovan).
Infine Carlotta Susca, che cura l’edizione e il progetto grafico del volume (e a cui si deve l’introduzione dello stesso), si sofferma sul delicatissimo tema dei finali, di come dall’attesa della conclusione dipenda il modo stesso dello spettatore di fruire di una narrazione seriale, aprendo l’analisi agli ending alternativi, alle brusche interruzioni (Sense 8), alle considerazioni sul successo di un prodotto come chiave per comprenderne anche la concezione in fieri, ai vari tipi di riaperture, agli spin off (Better Call Saul, che è anche un prequel).
Per una generazione che sta crescendo divorando questo tipo di narrazione audiovisiva, in questi tempi dominati dalla dipendenza dalle serie tv, in cui voracemente un pubblico di appassionati si lascia andare acriticamente alla perversa pratica del binge watching, un volume come questo - sintetico, agile, che questi meccanismi, con scrivere complice (ché nell’addiction, probabilmente, sguazzano anche gli autori) tende ad analizzare - non solo dà un concreto aiuto ad orientarsi in uno sconfinato universo, ma contribuisce anche a creare, in coloro che lo frequentano, della sana consapevolezza.

SITO UFFICIALE

Luca   Pacilio