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Jan Svankmajer

Autore: a cura di Costanzo Antermite e Gemma Lanzo
Anno: 2011
Casa editrice: Gemma Lanzo Editore
Prezzo: 12,00 €
Formato: 21x29,7
Pagine: 114
Collana: Moviement
ISBN:

Sesto numero di Moviement, pubblicazione di cultura cinematografica dalla periodicità scostante, ma capace di presentare un progetto coerente e coraggioso nel panorama della critica italiana. Cahier dal formato 21x29,7, sobria copertina monocromatica, più di cento pagine in bianco e nero corredate di fotografie e dense di parole, riflessioni dalla portata accademica, ma per lo più al di fuori delle secche dell'accademismo.

Dedicato a Jan Svankmajer, che l'introduzione dei curatori definisce, tramite una citazione, “uno dei pochi artisti viventi che lavorano nel cinema che si merita il termine abusato di genio”, il volume va ad affiancare quella che sino ad oggi si presentava come l'unica pubblicazione monografica dedicata al cineasta ceco, "Jan Svankmajer" di Fornara, Pitassio e Signorelli, edito in occasione di una fondamentale personale curata dal Bergamo Film Meeting nel 1997.

L'impostazione del volume è quella abituale: a un'introduzione a cura di Costanzo Antermite e Gemma Lanzo, che contestualizza l'autore non solo storicamente, ma in un sistema di influenze e filiazioni, seguono le sezioni Insights, Film Analysis e Conversazioni.

In Dovete chiudere gli occhi, altrimenti non vedrete niente Luigi Castellito, responsabile dell'arguto e raffinato blog occhiosulleespressioni.blogspot.com, percorre trasversalmente la carriera di Svankmajer, addensando la produzione del regista intorno a nuclei tematici che, consapevolmente, riducono la poetica dell'autore a termini minimi: il compito – ingrato, di fronte alla complessità dell'autore, ma brillantemente risolto - è quello di introdurre il lettore alla poetica misconosciuta dell'artista, proponendo percorsi di lettura elementari ma mai banali e enucleando i concetti cardine. Appagata l'inevitabile necessità divulgativa nel saggio di presentazione, il percorso del volume si fa via via più complesso, addentrandosi sempre più in profondità nell'analisi, lasciando il macro per il micro. Tre saggi di professori universitari approcciano Svankmajer tramite il filtro di referenti imprescindibili per la comprensione della sua opera: così se L'oggetto del film in Jan Svankmajer di David Sorfa (direttore editoriale di "Film Philosophy") legge due dei capolavori del maestro, Conspirators of Pleasure e Lunacy, attraverso Sade e Fourier, per interposta analisi di Barthes, sviscerando la paradossalità del concetto di libertà proposto dai film (parti di un pensiero riflesso in un'intera produzione), in Il domani potrebbe salvarti. Jan Svankmajer e le storie di Edgar Allan Poe Timothy R. White e J. Emmet Winn sviscerano il rapporto tra Poe e l'autore, riflettendo sulla politicità intimamente ceca e antitotalitaria degli adattamenti La caduta della casa Usher e Il pozzo, il pendolo e la speranza; allo stesso modo Michael O'Pray affronta l'anima manierista (il manierismo del periodo di Rodolfo II) di Svankmajer analizzando l'ossessione dell'autore per l'opera di Arcimboldo. Adrian Martin chiude la sezione Insights con l'illuminante Gioco con il Dvd: saggio che con agilità impiega un ampio bagaglio di conoscenze e riferimenti di Storia del Cinema e relative Teoriche, per donare al lettore un terreno fertile su cui contestualizzare il gioco/cinema di Jan Svankmajer e analizzarne (tramite la pratica stupratrice del freeze frame catturato con il dvd), la poetica, ponendosi questioni in libertà suggerite dal testo e tentando di darsi risposta.

In Film Analysis Michele Faggi, direttore editoriale di Indie-eye network , si concentra su quello stilizzato compendio di ossessioni che è l'ultimo Svankmajer, quel Surviving life presentato all'ultimo Festival di Venezia: Faggi, tra suggestioni visive, pensieri sottratti a fotografi, iconologi, teorici e dichiarazioni del regista stesso, nega lo statuto di semplice destrutturazione psicanalitica fatta immagine all'opera e delinea con perizia le coordinate del luogo dell'immaginario in cui il film si pone.

In Conversazioni, a una serie di stralci di intervista con l'autore realizzati da Peter Hames, segue un decalogo di aforismi sull'arte dell'animatore partoriti da Svankmajer stesso, in un paio di pagine di grande fascino.

Filmografia e Consigli in movimento chiudono un volume capace di un reale approfondimento sul lavoro – stratificato, denso di influssi novecenteschi, di un'idea della creazione cinematografica immune alle logiche industriali, ma vicina all'utopica purezza sovversiva dell'arte, pregno di una concezione alta della cultura - di Jan Svankmajer, cineasta mai sufficientemente considerato nel nostro paese, maestro dell'animazione, genio surrealista, autore seminale mai consacrato come tale.

Giulio   Sangiorgio