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NIP/TUCK

(Nip/Tuck )

Nazione: U.S.A.
Anno Produzione: 2003
Interpreti: Dylan Walsh, Julian McMahon, Joely Richardson, John Hensley, Roma Maffia
Sceneggiatore: Ryan Murphy
Numero Puntate: 100


Prima Stagione: 2003

Guest Star: Valerie Cruz

Il matrimonio fra Sean e Julia (Joely Richardson) è in crisi e la partnership con Christian ne soffre, anche per l’ innegabile attrazione fra la moglie di Sean e il suo avvenente socio. L’arrivo di un’attraente psicologa come consulente non fa che esacerbare la situazione.

Seconda Stagione: 2004

Guest Star: Famke Janssen, Joan Rivers

In crisi di mezza età, Sean e Christian reagiscono arroccandosi nelle loro posizioni di sempre; l’uno cerca disperatamente di salvare il suo matrimonio, mentre l’altro si getta voracemente su nuove e sempre più estreme avventure sessuali. Nel frattempo, il primogenito di Sean, Matt (John Hensley) stringe uno strano sodalizio con la misteriosa Ava Moore (Famke Janssen).

Terza Stagione: 2005

Guest Star: Bruno Campos, Anne Heche

Un maniaco soprannominato “The Carver” (“l’intagliatore”) terrorizza Miami; dopo avere violentato le sue vittime, le sfigura con un coltello. Sean e Christian intervengono a riparare i danni fisici che The Carver infligge alle sue vittime, e si vedono costretti ad assumere un terzo chirurgo, il brillante e seducente Dr. Quentin Costa (Bruno Campos).

Quarta Stagione: 2006

Guest Star: Mario López, Jacqueline Bisset, Alanis Morissette

Quando la seducente maîtresse James LeBeau entra nella vita di Sean e Christian, i due chirurghi si ritrovano coinvolti nel racket internazionale del traffico d’organi.

Quinta Stagione, Prima Parte: 2007

Guest Star: Portia de Rossi, Bradley Cooper

La McNamara/Troy si trasferisce a Los Angeles, ma gli affari languono. Sean e Christian si ritrovano però a interpretare i chirurghi in un “medical drama” televisivo intitolato sardonicamente “Hearts and Scalpels.” (“cuori e bisturi”)

Quinta Stagione, Seconda Parte: 2008-2009

Guest Star: Oliver Platt

I chirurghi combattono contro due traumi di natura differente. Christian scopre di avere un cancro e deve confrontarsi con l’improvvisa consapevolezza della propria mortalità. Sean invece, grazie alla sua nuova popolarità televisiva, è vittima di un’aggressione all’arma bianca.

Sesta Stagione: 2009-2010

Guest Star: Rose mcGowan,

Numerose tragedie si abbattono sullo studio McNamara/Troy, e il rapporto fra i due chirurghi amici/nemici ne esce logorato. Nemmeno la terapia di coppia riesce a salvare il loro ventennale sodalizio. La lunga stagione conclusiva, a volte erroneamente suddivisa in sesta e settima stagione, si conclude con il definitivo divorzio della coppia.

Trasmesso dall’emittente FX dal 2003 al 2010, la creatura di Ryan Murphy è stato il primo show televisivo di fiction ad essere interamente dedicato alla chirurgia plastica. Protagonisti due affascinanti chirurghi in forte ascesa professionale, due amici/nemici apparentemente male assortiti, ma legati da un sodalizio ventennale. In realtà, Christian Troy (interpretato da Julian McMahon) e Sean McNamara (Dylan Walsh) sono due personaggi speculari e complementari. Entrambi maschi caucasici eterosessuali, Christian e Sean si ritrovano a navigare un mondo in cui la diversità e l’imperfezione sono condannate, in cui l’unica pulsione accettabile è quella dell’aspirazione all’eterna giovinezza. Ad una prima occhiata, Nip/Tuck è al tempo stesso glorificazione della soap opera e del suo formato ripetitivo e la condanna della stessa. La bellezza patinata dei personaggi e quella di interni ed esterni sono infatti solo esteriori, il loro successo solamente apparente. Sotto la superficie si nascondono traumi e segreti, coscienze tormentate, problemi reali e azioni torbide. È attraverso le crepe di questa lucente coltre di sapore hollywoodiano che lo spettatore intravede la reale natura dell’amicizia fra i due protagonisti, le loro pulsioni, i loro rapporti con il mondo. Dietro i magnetici occhi verdi, i denti bianchissimi, e l’irresistibile cinismo di Christian, personaggio danneggiato/danneggiante, si nasconde la violenza subita e quella perpetrata, la manipolazione, la vendetta esistenziale consumata quotidianamente sulla pelle degli altri, chiunque essi siano. A fargli da contrappunto è la maschera increspata di Sean, perennemente e ipocritamente intento a conservare la propria innocenza di marito, padre e medico; eppure le sue pulsioni lo portano altrove, la sua ricerca di felicità oscilla fra il perbenismo e l’edonismo che non è mai, purtoppo per lui, libero da sensi di colpa come quello che tanto invidia a Christian.

Nel corso delle sei stagioni i rapporti fra i personaggi diventano improbabilmente incestuosi, proprio come accade nelle soap che inanellano serie dopo serie e il cui arco drammatico non è stabilito a priori, ma viene scritto “in corsa.” Ma la promiscuità da girotondo Schnitzleriano, che esplora tutti i casi più estremi di combinazioni etero e omosessuali (tranne ovviamente quello fra i due protagonisti – che rimane perennemente inespresso e latente), è solo uno dei livelli su cui poggia l’impalcatura narrativa dello show. Se la formula dei due avvenenti quarantenni in crisi può sembrare risolversi nella celebrazione del melodramma maschile all’inizio del nuovo millennio, la critica culturale della società occidentale è invece affilata come gli strumenti chirurgici dello studio McNamara/Troy. Quasi ogni episodio è ancorato ad un paziente che si rivolge ai protagonisti per ricevere una qualche alterazione fisica. Salutata dal rituale “Tell Us What You Don’t Like About Yourself,” (“ci dica cosa non le piace di se stesso/a”) questa cornice offre la possibilità di esplorare i limiti del corpo umano ben oltre le modificazioni di carattere puramente cosmetico, che i chirurghi considerano pura routine, e di investigare le questioni etiche e morali che ne conseguono. Numerose guest star sono state “ritoccate” dalla coppia di medici, meccanismo che spesso si nutre della loro personalità pubblica e privata, a volte promuovendone un recupero, altre volte sacrificandole sull’altare del piccolo schermo. Da Joan Rivers a Kathleen Turner, da Larry Hagman a Brooke Shields, Nip/Tuck ritrae una Hollywood in decadenza, schiava dell’immagine che ha creato, delle aspettative del pubblico, delle nuove generazioni che spingono le vecchie fuori dalla luce della ribalta.

Le escursioni narrative di Nip/Tuck investono molti aspetti della cultura televisiva contemporanea, arrivando a satireggiare nella lunga quinta stagione anche i “medical drama” come Grey’s Anatomy o House M.D., l’antenato dei quali è sicuramente ER, la fortunata serie che lanciò la carriera di George Clooney nella metà degli anni novanta. Ciò che distingue Christian e Sean dagli altri aitanti dottori è proprio la critica stessa del formato in cui esistono, a dimostrare l’opacità raggiunta dal genere e della quale la serie è sempre cosciente. Oltre allo spettacolo delle avventure romantiche del duo sado(Christian)/maso(Sean), Nip/Tuck si propone anche di offrire l’inquietante bellezza della carne stessa, esposta e tormentata nelle operazioni che vengono esibite in tutti i loro dettagli più truculenti. L’effetto scioccante dello sanguinolente procedure è sempre accompagnato da musica diegetica di altissima qualità, uno dei fattori più unici e importanti della serie. Le performance chirurgiche sono montate come dei videoclip musicali, orchestrate su pezzi eterogenei e spesso molto famosi che commentano, di volta in volta, la natura della procedura medica o le implicazioni morali della vicenda. Vere e proprie miniature collocate al centro di ogni episodio, le operazioni trasformano lo spettatore in un voyeur il cui sguardo ha il con il potere di attraversare i limiti della carne. Modificando l’aspetto dei personaggi, plasmandone i corpi, Christian e Sean partecipano alla scrittura della serie stessa, del mondo che abitano e al quale faticano ad adattarsi. Questo coinvolgimento della diegesi nel processo creativo si evidenzia anche nel trasferimento dello studio McNamara/Troy da Miami a Los Angeles; lo show “si fa il lifting” da solo, non facendo quindi mistero della propria riflessione sul rapporto fra forma e contenuto. Dopo le metafore metatelevisive di Nip/Tuck, l’esistenza di serie mediche che si prendono sul serio sembra un esercizio vacuo e terribilmente fuori moda. Esplorandone i limiti più estremi e coinvolgendo talenti vecchi e nuovi ad ogni stagione, Ryan Murphy ha indicato la necessità di un rinnovamento del genere lavorandone al suo interno. I risultati sono stati discontinui, a volte ripetitivi e a volte straordinari, ma sicuramente sempre interessanti e di alta qualità.

Bibliografia

Tait, Sue. (2007) “Television And The Domestication Of Cosmetic Surgery.” Feminist Media Studies, 7: 2, 119 — 135
Smit, Alexia. (2008) “White Men with Scalpels: Technology, bodies and ‘male melodrama’ in Nip/Tuck”   eSharp, 12.

Alberto   Zambenedetti
Voto : 8
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