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Il Baro-metro: sguardi dalla sala (08/2013)

CAPITOLO FINALE - STAGIONE 2012 / 2013

ESTATE

È la prima vera estate in cui il cinema non va del tutto in vacanza. A restare aperti sono quasi esclusivamente i multiplex, mentre le monosale cittadine chiudono in maggior parte per ferie. Bisogna dare atto ai distributori di averci provato, garantendo almeno un film di richiamo alla settimana. I risultati, nonostante gli sforzi e la maggiore varietà dell’offerta, sono abbastanza in linea con quelli dell’anno scorso, dove due soli titoli (The Amazing Spiderman e Biancaneve e il cacciatore) monopolizzavano il periodo. Quest’anno i numeri sono quindi solo maggiormente ripartiti, ma siamo ancora lontani dall’avere cambiato un’abitudine quanto mai radicata: disertare le sale con il caldo. Nonostante aria condizionata e titoli dal presunto appeal. Il problema è forse anche che se i titoli distribuiti fossero pure belli magari il pubblico accorrerebbe con maggiore entusiasmo. Ma non è detto, abbiamo già avuto modo di verificare che la vera chiave per il successo non è per forza la qualità quanto, principalmente, una promozione adeguata. Come sempre inesistenti il cinema d’essai e quello italiano, a causa soprattutto dell’assenza di sale disponibili, per lo più con le serrande abbassate o impegnate in un’inutile concorrenza con i multiplex periferici. Ancora una volta ottimi, invece, i riscontri nelle arene estive, vero e proprio ripasso di stagione per un’ampia fetta di pubblico.


I FILM

CHA CHA CHA

DATA DI USCITA 20 GIUGNO 2013 - INCASSO € 239.182

Rarissimo tentativo di cinema di genere in Italia. Marco Risi osa l’impensabile e gira un noir, ma al botteghino fa flop. La promozione punta sul nudo di Luca Argentero, che fa il giro dei rotocalchi, e sulla presenza della ex-top-model Eva Herzigova, ma nessuno pare accorgersene. Nel giovedì di debutto gli spettatori sono 1.998 per un incasso di 11 mila 165 euro. Per dire, L’uomo d’acciaio debutta al primo posto con 57.370 spettatori e incassa 418 mila 239 euro. Nel week-end si piazza al 6° posto con quasi 91 mila euro, ma considerando le 172 sale in cui viene distribuito la media è disastrosa (€ 529). Alla settimana successiva è già 13°, con una media in ulteriore calo (€ 415) nonostante un numero maggiore di schermi a disposizione (183). Che cosa non ha funzionato? Di sicuro il clima ha inciso, perché si tratta del primo vero week-end d’afa estiva, ma il rifiuto del pubblico potrebbe derivare da un blackout comunicativo tra il film e il target di riferimento (a proposito, qual è?). In questo senso il titolo si è rivelato quanto mai depistante, suggerendo più ritmi latini che atmosfere noir.

L’UOMO D’ACCIAIO

DATA DI USCITA 20 GIUGNO 2013 - INCASSO € 4.706.568

La speranza era che il reboot di uno dei supereroi più celebri rivitalizzasse il mercato estivo. Se la cosa è avvenuta nel resto del mondo, in Italia la vera kriptonite per Superman (audace la scelta di non citarlo nel titolo) è stato il caldo. Il week-end è suo con un milione 819 mila euro, ma l’uscita mastodontica in 823 sale non ha dato i frutti sperati (la media è dignitosa, € 2.210, ma non eccelsa). La settimana successiva è già tempo di cedere lo scettro agli zombi di Brad Pitt (la media scende a € 1.168) e con l’arrivo di luglio la situazione non migliora (alla terza settimana è terzo in classifica ma la media per sala è di un misero € 771). L’America dimostra invece di amare ancora l’ennesima versione del suo supereroe meno problematico, qui incupito grazie al Christopher Nolan’s touch (autore del soggetto e produttore), con un cast all star (Diane Lane, Kevin Costner, Amy Adams, Russell Crowe, Michael Shannon, Laurence Fishburne) e un regista di tendenza (Zack Snyder). Nel week-end di debutto il bottino è di 116 milioni 620 mila dollari e a sfruttamento non ancora concluso l’incasso è di 290 milioni di dollari. Buono anche il riscontro worldwide che aggiunge altri 360 milioni di dollari permettendo di ripagare il budget astronomico di 225 milioni di dollari. Incassi record in Cina (63 milioni di dollari) e Gran Bretagna (46 milioni di dollari), patria del protagonista Henry Cavill. Il precedente reboot ad opera di Bryan Singer, Superman Returns, era costato ancora di più (270 milioni di dollari), aveva raggiunto i 200 milioni di dollari negli U.S.A., ma nel resto del mondo aveva ottenuto risultati più modesti (191 milioni di dollari), da qui la scelta di ripartire da zero con un progetto nuovo e dal maggiore appeal. Curioso che l’Italia sia l’unico paese al mondo in cui invece ha incassato di più (5 milioni 430 mila euro). Che l’uomo in calzamaglia invincibile e senza ombre ci abbia un po’ stancato? Probabilmente sì, il mistero è perché solo a noi?

WORLD WAR Z

DATA DI USCITA 27 GIUGNO 2013 - INCASSO € 5.004.192

Complimenti ai geni del marketing che hanno trasformato un ordinario film di zombi in un evento imperdibile, grazie a un trailer azzeccato, a una ottima campagna poster (uno diverso per ogni paese con la distruzione dei principali monumenti delle maggiori capitali del mondo) e a una vera e propria invasione su ogni sito e giornale, con fior di dettagli sui problemi di lavorazione che il film ha avuto (e che si sentono tutti). La presenza di Brad Pitt fa il resto, illudendo il pianeta che brividi e mainstream possano in qualche modo convivere. Il risultato non va oltre le convenzioni del genere (per dire, la riuscita della serie televisiva The Walking Dead è distante anni luce), ma come sempre non è la qualità a fare la differenza e il film riesce comunque a trasformarsi in un grande successo planetario. Raggiunge infatti, a sfruttamento non ancora concluso, i 518 milioni di dollari complessivi, in grado di coprire pienamente il budget enorme di 190 milioni di dollari, dovuto principalmente alla necessità di dover rigirare un terzo del film a riprese in teoria concluse. In America il debutto è superiore alle più rosee aspettative (66 milioni 412 milioni di dollari) e anche nelle settimane successive continua a incassare bene sfiorando i 200 milioni di dollari (probabilmente li raggiungerà). Nel resto del mondo ottiene buoni risultati un po’ ovunque, superando i 30 milioni di dollari in Corea del Sud e i 20 milioni di dollari in Russia, Gran Bretagna, Messico e Francia. L’Italia è un po’ il fanalino di coda, ma il film di Marc Forster deve vedersela non solo con la canicola estiva, ma anche con le partite di calcio della Confederation Cup. Se la cava comunque discretamente (primo week-end di 2 milioni 20 mila euro con media buona di € 3.167 in 638 sale), ma sottotono rispetto agli altri paesi del mondo. Si rifà nelle settimane successive, restando nella top-20 per tutta l’estate.

THE LONE RANGER

DATA DI USCITA 3 LUGLIO 2013 - INCASSO € 3.885.746

È il vero mistero dell’estate, il film che tutti pensavano sfondasse e che invece pochi, comunque meno del previsto, sono andati a vedere: girato con dispendio di mezzi, con un attore protagonista, Johnny Depp, per molti feticcio, con un ritmo adrenalinico e colpi di scena a ripetizione. La cosa curiosa, e inspiegabile, è il voltafaccia del pubblico che ha seguito fedelmente i quattro pallosissimi capitoli della saga Pirati dei Caraibi. The Lone Ranger, infatti, ha gli stessi elementi ma in chiave western, quindi si tratta di una sorta di luna park costruito a tavolino per compiacere una platea globale in cerca di svago. E a suo modo funziona. Ha anche gli stessi difetti (su cui il pubblico mondiale ha finora glissato) della saga dei Pirati: la prima ora scivola piacevolmente, il problema è che dura due ore e mezzo e si arriva alla fine estenuati. Sul film aleggia anche la maledizione del genere western, da sempre a rischio flop, ma lo era anche quello piratesco, eppure i Pirati dei Caraibi hanno ottenuto fin da subito cifre da capogiro. Che un certo tipo di intrattenimento roboante, anestetizzante e piuttosto prevedibile abbia cominciato a stancare? Che la stella di Depp, diciamolo, miracolato dal successo raggiunto, si stia appannando? Il risultato sarebbe dignitoso per qualsiasi altro film (88 milioni di dollari negli U.S.A. e altri 130 milioni nel resto del mondo), il problema è che si tratta di un film che è costato 215 milioni di dollari su cui la Disney puntava per l’estate. Al di fuori del mercato americano ottiene i migliori risultati in Russia e Giappone (in entrambi i paesi incassi superiori ai 15 milioni di dollari) e in Italia si difende meglio che altrove. Resta da capire come l’insuccesso inciderà sulla quinta puntata dei Pirati dei Caraibi già in pre-produzione e prevista nelle sale U.S.A dal 10 luglio 2015.

TO THE WONDER

DATA DI USCITA 4 LUGLIO 2013 - INCASSO € 144.386

Presentato tra applausi, e soprattutto fischi, al Festival di Venezia, l’opera di Terrence Malick era stata promessa dalla 01 Distribution con il freddo, e si immaginava un’uscita a ridosso del Natale. Probabilmente la sensazione di avere tra le mani una patata bollente piuttosto che un  cult deve avere inciso sui continui posticipi e su un’uscita con il contagocce (35 copie). Per dire, il precedente The Tree of Life, forte anche di una Palma d’Oro conquistata a Cannes e della presenza di Brad Pitt e Sean Penn, era approdato in 180 sale. L’uscita tardiva, e di sicuro anche l’aura di scult che lo circonda, non aiutano il film, che debutta nel primo week-end al 9° posto con 40 mila euro e una media piuttosto bassa (€ 1.143). Alla settimana successiva aumentano le copie, che diventano 39, ma la media crolla a 742 euro, insieme alla posizione in classifica (10° posto). Negli Stati Uniti esce in 60 sale e in proporzione va un po’ meglio, con un incasso di 588 mila dollari. Incassi minimali (inferiori ai 400 mila dollari) in tutti gli altri paesi in cui è stato distribuito.

QUESTI SONO I 40

DATA DI USCITA 4 LUGLIO 2013 - INCASSO € 23.617

La comicità di Judd Apatow non ha mai attecchito in Italia. A parte 40 anni vergine, che ha raggiunto 4 milioni 720 mila euro, il suo maggiore successo commerciale, Molto incinta, (in U.S.A. quasi 150 milioni di dollari), da noi si è limitato a un incasso di 1 milione 744 mila euro. Con l’ultimo film, però, il rifiuto del pubblico italiano è stato particolarmente significativo, una porta sbattuta in faccia: esordisce nel primo week-end al 13° posto con appena 23.617 euro in ben 110 sale. Nel giovedì di debutto, in 89 schermi, la media per sala è di appena 41 euro. Una vera debacle, probabilmente dovuta sia alla congiuntura negativa del periodo (l’estate è arrivata) e all’assenza di volti noti nel cast che a una diffidenza nei confronti di una commedia all’apparenza uguale a tante altre, solo molto più lunga (i film di Apatow superano quasi sempre abbondantemente le due ore). Cambiando prospettiva, potrebbe invece essere che il pubblico a cui si rivolge, i quarantenni, sia quello che meno frequenta le sale cinematografiche, impegnato a gestire la famiglia, lavorare e scaricare film tramite internet. Comunque sia, l’Italia è uno specchio, un po’ più catastrofico, dell’accoglienza riservata ai film di Apatow nel mondo. Ovunque, infatti, l’impatto è piuttosto soft e Judd Apatow si configura come fenomeno prettamente americano e di difficile esportazione. Restando all’ultimo film, in U.S.A. incasso di 67 milioni 545 mila dollari, mentre gli altri mercati aggiungono 20 milioni 514 mila dollari. Il budget di 35 milioni di dollari è comunque ripagato.

PACIFIC RIM

DATA DI USCITA 11 LUGLIO 2013 - INCASSO € 2.917.205

Davvero si pensava di risolvere l’estate internazionale con un film basato sulla battaglia tra robottoni e mostricioni, sulla carta rivolto a un pubblico globale, sostanzialmente invece solo per fedelissimi del genere? Il debutto sembra dare ragione agli scettici (37 milioni 285 mila dollari negli U.S.A.) e il recupero del budget monstre di 190 milioni di dollari pare impossibile, poi, invece, il film è capace di crescere gradualmente. Ma bando alle ciance, a trasformarlo in un successo da 395 milioni di dollari globali è essenzialmente il mercato cinese in cui incassa nientepopodimenoche 100 milioni di dollari, cifra che, insieme ai 20 milioni di dollari della Russia, ai 16 del Messico e ai 18 della Corea del Sud, permette ai conti miracolosamente di quadrare. Negli U.S.A. sfiora i 100 milioni di dollari, ma l’incasso americano rappresenta solo il 25% di quello complessivo. In Italia nel primo week-end supera di poco il milione di euro e si deve accontentare della seconda posizione, dietro a Now You See Me che raggiunge il podio con molte meno sale a disposizione (366 rispetto alle 478 per il film di Guillermo del Toro). A favorire l’impatto soft sicuramente la promozione, in cui il lato umano è stato completamente bypassato. L’andamento di Pacific Rim pone un serio interrogativo: il futuro dei kolossal americani sarà quello di compiacere sempre più il mercato cinese?

NOW YOU SEE ME - I MAGHI DEL CRIMINE

DATA DI USCITA 11 LUGLIO 2013 - INCASSO € 4.051.400

È stata l’unica vera sorpresa dell’estate, il film non sequel, spin-off o prequel capace di imporsi per l’originalità del soggetto e la furbizia degli sviluppi. Peccato che l’apparenza sia meglio della sostanza, e alla fine il film non soddisfi pienamente, ma l’intrattenimento è garantito e un po’ ovunque il pubblico lo ha premiato. Negli U.S.A. non riesce a scardinare Fast & Furious 6 dalla prima posizione, ma debutta al secondo posto con un più che dignitoso incasso di 29 milioni 350 mila dollari, battendo il disastro con Will Smith After Earth, con molte più sale a disposizione (3.401 contro 2.925). In Italia debutta subito al primo posto, battendo i robottoni di Guillermo Del Toro, e resta nel top-ten per tutta l’estate. A livello internazionale il primato degli incassi spetta alla Russia (più di 21 milioni di dollari), ma sia in Gran Bretagna che in Francia supera i 16 milioni di dollari. Con un incasso globale di 275 milioni di dollari, il budget di 75 milioni di dollari è più che triplicato. Determinante per il successo l’efficacia del trailer, in grado di promettere molto più di quello che poi il film è in grado di mantenere.

WOLVERINE: L’IMMORTALE

DATA DI USCITA 25 LUGLIO 2013 - INCASSO € 4.432.569

Rischia grosso il film di James Mangold in Italia, perché esce in piena estate, proprio nelle settimane di maggior caldo, in cui comincia l’esodo delle folle dalle città per raggiungere i luoghi di villeggiatura. Eppure si difende discretamente. Nei primi due giorni di programmazione raggiunge infatti i 663 mila euro e l’incasso alla fine del primo week-end supera il milione e mezzo di euro. Un buon risultato, sostenuto anche da giornalieri sostanziosi che dimostrano l’interesse del pubblico indipendentemente dalle condizioni climatiche. Poi, il film è quel che è, ma evidentemente non delude i fan che dimostrano di apprezzare. Probabilmente negli U.S.A. si aspettavano di più, ma 122 milioni di dollari non sono comunque bruscolini. Il resto del mondo aggiunge altri 215 milioni di dollari e il budget di 120 milioni di dollari è più che ripagato. È la solita Russia, con 21 milioni di dollari, a dominare il mercato extra-americano. Come per altre saghe ormai spremute fino all’osso, pare che anche stavolta non ce l’abbiamo fatta a liberarci degli X-Men, pardon, di una loro costola.


IL BOX OFFICE STAGIONALE

BOX OFFICE DAL 01/08/2012 AL 31/07/2013

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01 - MADAGASCAR 3: RICERCATI IN EUROPA - € 21.912.942

02 - THE TWILIGHT SAGA: BREAKING DAWN – PARTE 2 - € 18.687.674

03 - L’ERA GLACIALE 4: CONTINENTI ALLA DERIVA- € 16.574.389

04 - LO HOBBIT: UN VIAGGIO INASPETTATO - € 16.415.375

05 - IRON MAN 3 - € 16.078.666

06 - IL CAVALIERE OSCURO – IL RITORNO - € 14.670.760

07 - IL PRINCIPE ABUSIVO - € 14.342.784

08 - FAST & FURIOUS 6 - € 12.873.069

09 - SKYFALL - € 12.840.758

10 - UNA NOTTE DA LEONI 3 - € 12.531.753

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Salta subito agli occhi la poca originalità dei campioni d’incasso della stagione. Ad eccezione del nostrano Il principe abusivo, infatti, non si fa altro che rimestare nel noto, con ulteriori parti di saghe, fumettistiche e non, che continueranno fino a quando ci saranno spettatori disposti a pagare per vederle. E raschiare il fondo del barile, evidentemente, produce risultati degni di nota. Altro aspetto evidente è il dominio dell’animazione. Sia il film Dreamworks che quello Blue Sky, infatti, pur incassando meno dei predecessori (soprattutto per il quarto capitolo de L’era Glaciale il divario è notevole), si piazzano ai vertici della classifica stagionale (ci sono anche I Croods al 12º posto). Da questo si può derivare un'altra caratteristica abbastanza atipica rispetto alle stagioni precedenti: l’assenza di uno o più filmoni acchiappa pubblico. Per dire, l’anno scorso Benvenuti al Nord aveva superato i 27 milioni di euro, nella stagione 2010 / 2011, Che bella giornata si avvicinava ai 44 milioni di euro e c’era pure Benvenuti al Sud con quasi 30 milioni di euro, per arrivare al 2009 / 2010 dove si sono ottenute vette difficilmente ancora raggiungibili grazie ad Avatar, con 65 milioni 600 mila euro, e Alice in Wonderland e L’era glaciale 3 – l’alba dei dinosauri entrambi sui 30 milioni di euro. La stagione appena conclusa, invece, ha visto il pubblico spalmarsi su più film. A colpire positivamente è l’assenza del predominio di titoli usciti solo in autunno, o a Natale, ma la presenza nelle prime dieci posizioni di tutte e quattro le stagioni. Basta pensare che Madagascar 3: ricercati in Europa è uscito il 22 agosto e in piena canicola incassò un milione e mezzo di euro in una sola giornata. Purtroppo evidente la situazione difficile per il cinema italiano. A parte il caso, forse più regionale che nazionale, di Alessandro Siani (abbiamo già avuto modo di discutere sul divario tra Nord e Sud negli incassi del film), infatti, per l’Italia è tabula rasa.

Interessante, al riguardo, un’occhiata alle posizioni successive, quelle dall’undicesimo al ventesimo posto, dove i titoli nazionali sono cinque:

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11 - DJANGO UNCHAINED - € 12.031.288

12 - I CROODS - € 11.522.826

13 - TED- € 11.065.721

14 – COLPI DI FULMINE - € 10.052.923

15 - LA MIGLIORE OFFERTA - € 9.039.451

16 – I DUE SOLITI IDIOTI - € 8.770.730

17 - TUTTO TUTTO NIENTE NIENTE - € 8.577.569

18 – BENVENUTO PRESIDENTE! - € 8.515.916

19 - VITA DI PI - € 8.395.689

20 - IL GRANDE E POTENTE OZ - € 8.137.737

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La commedia e i comici, da sempre punto di forza degli incassi nostrani, non sembrano attirare più, o perlomeno non più come un tempo: il cinepanettone, morto e risorto come film a episodi per famiglie (Colpi di fulmine), si deve accontentare del 14º posto e di poco più di 10 milioni di euro, Antonio Albanese, così come Francesco Mandelli e Fabrizio Biggio, sono in caduta libera e anche Benvenuto Presidente!, che ha comunque dominato le classifiche per lungo tempo, non va oltre la diciottesima posizione.

Il primo film, escludendo Siani, totalmente originale che compare in classifica è Django Unchained (trae origine da Django di Sergio Corbucci, ma in forma più che altro di omaggio) che è diventato un fenomeno di costume oltre che cinematografico e conferma l’appeal di Tarantino sul pubblico, uno dei pochi registi viventi con uno stile così riconoscibile da essere aggettivato (forse tarantiniano non è sempre un complimento ed è spesso usato a sproposito, però è entrato nel parlare comune).

Anche Ted non ha appendici derivative (se non quelle relative all’immaginario del suo creatore Seth MacFarlane), ma sicuramente, dato il riscontro globale ricevuto (550 milioni di dollari) sarà in grado di generarne.

Il vero outsider nazionale, forse il film italiano più (diciamolo, esageratamente) premiato dell’ anno è La migliore offerta di Giuseppe Tornatore. Fa piacere che un film, seppure decisamente imperfetto, sfori qualunque previsione, cresca grazie al passaparola ed entri nel cuore del pubblico. Certo, se la cosa avvenisse per un film che ti ha esaltato sarebbe ancora meglio, ma evidentemente non si può avere tutto.

L’outsider internazionale è invece Vita di Pi di Ang Lee, film molto rischioso che si è, abbastanza a sorpresa, trasformato in un successo globale da 610 milioni di dollari.

Solo 71º Reality di Matteo Garrone (2 milioni 81 mila euro), mentre La grande bellezza è 28º (6 milioni 344 mila). Solo 75º Les Miserables (che nel mondo ha incassato 442 milioni di dollari) con neanche 2 milioni di euro.

Al 100º posto Cogan - Killing Them Softly di Andrew Dominik, con un incasso di un milione 395 mila euro.

Fuori dai primi 100, titoli importanti come Bella addormentata (110º posto con un milione 244 mila euro), Amour (117º posto con un milione 85 mila euro), Moonrise Kingdom (119º posto con un milione 74 mila euro), Paranormal Activity 4 (137º posto con 747 mila euro), che nel mondo ha incassato 140 milioni di dollari a fronte di un costo di appena 5 milioni di dollari (e infatti nel 2014 arriverà un quinto capitolo), Nella casa (138º posto con 745 mila euro), Miele (141º posto con 685 mila euro), Solo Dio Perdona (149º posto con 587 mila euro), Un sapore di ruggine e ossa (156º posto con 510 mila euro), Promised Land (175º posto con 330 mila euro) e addirittura al 200º posto il bellissimo Killer Joe, con appena 219 mila euro.


SCRIVETE

La rubrica relativa alla corrispondenza con i lettori in questo numero conclusivo è interamente dedicata agli scambi intercorsi con due distributori e un esercente, molto disponibili a rispondere alle nostre domande rendendoci partecipi di come hanno vissuto la stagione cinematografica appena conclusa. Vediamo quindi cosa succede dall’altra parte, dove il cinema non si fa ma si vende, in ogni caso si ama.


LUCKY RED

È una delle più note e apprezzate società indipendenti di produzione e distribuzione cinematografica. Nasce nel 1987 grazie all’intraprendenza e all’intuizione di Andrea Occhipinti e si specializza inizialmente in film d’essai. Dal 2006, grazie alle Key Films, distribuisce anche film commerciali.

A rispondere alle nostre domande è la gentilissima Olga Brucciani.

Come reputate l’andamento della stagione che si concluderà il 31 luglio 2013? Quali le maggiori difficoltà e i punti di forza?

Per noi la stagione è stata positiva.

Le difficoltà maggiori che abbiamo avuto sono state prevalentemente climatiche (abbiamo distribuito due film quando l’Italia era stretta nella morse della neve e di conseguenza il rendimento è stato penalizzato). L’altro serio problema che ci ha messi in difficoltà, soprattutto sui film di maggiore richiamo commerciale, è la pirateria.

I punti di forza sono legati all’offerta del nostro listino che, spaziando dal grande cinema d’autore ai prodotti più commerciali, ci permette di raggiungere pubblici diversi. A questo si aggiunge il nostro scrupoloso e attento lavoro volto al posizionamento dei film sul mercato.

C’è qualche film che vi ha particolarmente soddisfatto?

Sul versante d’autore The Master è un film che - nonostante la difficoltà del tema - ha avuto un ottimo riscontro in Italia, mentre sulla parte commerciale ci piace citare Magic Mike e Ghost Movie. Due grandi successi di pubblico.

Qualche delusione?

Sicuramente Dead Man Down che ha avuto un esito non particolarmente positivo in Italia come nel resto del mondo.

Quali pensate che saranno le conseguenze dell’imminente digitalizzazione degli schermi? Siete ottimisti al riguardo?

La digitalizzazione permetterà alla lunga un abbattimento dei costi sulla filiera. Siamo ottimisti perché terminata la digitalizzazione potremmo iniziare a pensare alla multiprogrammazione in maniera articolata ed efficiente.

Se le sale cinematografiche arrancano, i film godono di ottima salute. Quale sarà il futuro?

Il futuro sarà sempre legato alla sala cinematografica. Per noi è la partenza di qualsiasi sfruttamento ed è centrale rispetto alla filiera.

L’andamento cinematografico italiano sembra come sempre vittima della stagionalità: se è brutto tempo le sale si riempiono, mentre il sole allontana gli spettatori. Una soluzione è possibile?

La soluzione è quella di abituare il pubblico alla fruizione del cinema anche in estate: è un processo lungo, partito qualche anno fa, che sta trovando compimento quest’anno dove verranno distribuiti molti blockbuster nei mesi più caldi e rischiosi.

Qualche anticipazione della nuova stagione?

Abbiamo grandi registi che in passato hanno dimostrato di coniugare il gusto del pubblico e delle critica (dai fratelli Coen, ad Alexander Payne, passando per la Coppola e Stephen Frears) e film commerciali che possono darci grandi soddisfazioni come Gigolò per caso, il nuovo film con Woody Allen.


NEXO DIGITAL

Nexo Digital nasce nel 2009 dai 60 anni di esperienza dei suoi soci fondatori nel campo della distribuzione e dell’esercizio cinematografico in Italia con l’obiettivo di promuovere la digitalizzazione delle sale in tutta Italia attraverso la produzione e la distribuzione di contenuti in alta definizione cinematografica (2K). Avvalendosi delle nuove tecnologie satellitari si propone anche di supportare contemporaneamente la satellitarizzazione delle stesse sale al fine di consentire la nascita di un nuovo “broadcast” cinematografico, in grado di proiettare prodotti di molteplice natura (concerti, eventi sportivi, manifestazioni) in altissima qualità cinematografica ed in diretta via satellite.

Come reputate l’andamento della stagione che si concluderà il 31 luglio 2013? Quali le maggiori difficoltà e i punti di forza?

Abbiamo avuto grandi soddisfazioni: dalle conferme della stagione del balletto del Bolshoi, amatissimo dal pubblico, al progetto rivelazione degli Anime al cinema, che ha conquistato i fan di tutta Italia che hanno aderito in massa. E poi naturalmente siamo particolarmente lieti dell'importante risultato dello spettacolo del Cirque du Soleil in 3D firmato da James Cameron.

C’è qualche film che vi ha particolarmente soddisfatto?

Tra i risultati più importanti c'è il successo oltre ogni aspettativa di Akira, riportato sul grande schermo in occasione dei 25 anni dall'uscita. Hanno partecipato in tantissimi confermando così l'attenzione e la passione con cui in Italia i fan seguono l'animazione giapponese.

Qualche delusione?

In realtà no. Ma certamente bisogna sempre migliorarsi e per la seconda metà dell'anno ci prefiggiamo obiettivi anche più ambiziosi.

Quali pensate che saranno le conseguenze dell’imminente digitalizzazione degli schermi? Siete ottimisti al riguardo?

Certamente ottimisti. La digitalizzazione ci permette di raggiungere con i nostri contenuti un numero sempre maggiore di strutture e quindi un pubblico diffuso capillarmente sul territorio che richiede a gran voce concerti ed eventi in diretta in tutte le sale italiane.

L’andamento cinematografico italiano sembra come sempre vittima della stagionalità: se è brutto tempo le sale si riempiono, mentre il sole allontana gli spettatori. Una soluzione è possibile?

Noi ci proviamo. Coi contenuti alternativi e con gli appuntamenti che diamo al nostro pubblico attraverso eventi a date uniche: solo per un giorno o solo per una sera si può partecipare a un evento irripetibile: visitare una mostra da Oslo, assistere a un balletto del Bolshoi di Mosca, godersi un concerto in contemporanea mondiale. In questo caso, che piova o ci sia il sole, speriamo che il pubblico decida di non perdere l'occasione. E partecipi invece con entusiasmo come in effetti capita.

Quali aspettative avete per la prossima stagione?

Lavoreremo sui film classici digitalizzati, come è ormai nostra consuetudine, ma anche su nuove stagioni teatrali e nuovi eventi musicali che sappiamo essere molto attesi. Li stiamo pianificando in questi mesi e ne siamo decisamente orgogliosi!


RICCARDO BIZZARRI gestore del CINEMA ZENITH DI PERUGIA, monosala cittadina dedicata alla programmazione prevalentemente d’essai

Come reputate l’andamento della stagione che si concluderà il 31 luglio 2013?

Per quanto mi riguarda, andamento positivo. Faccio una valutazione personale e non so quanto sia rappresentativa di una situazione generale. È stata positiva nel senso che, rispetto allo scorso anno abbiamo mantenuto, anzi incrementato (seppur di poco), l’incasso e le presenze. La paura della crisi in atto mi aveva fatto pensare ad una situazione peggiore.

Quali le maggiori difficoltà e i punti di forza?

Di fronte ad un calo generalizzato, alla concorrenza dei multiplex, a tutti i problemi connessi alla rete … trovare un problema che superi gli altri non è facile.

Quello che resta è concentrarsi su ciò che proponi. Programmazione, ambiente accogliente, differenti situazioni di interesse per il pubblico…

Per esempio la programmazione deve essere affascinante ed equilibrata. Come a dire non solo film mattoni, ma anche qualche commedia; riuscire a inserire qualche film inaspettato e di tendenza (quest’anno abbiamo fatto Blue Valentine quando nessuno ci credeva ed è stato di grande richiamo, almeno per una certa fascia di pubblico), organizzare eventi, incontri, rassegne. Tutto questo fa si che l’attenzione della gente sia sempre alta.

L’ambiente deve essere gradevole e accogliente, architettonicamente e umanamente. Su questo dobbiamo ancora lavorare.

Quando parlo di situazioni di interesse, mi riferisco a occasioni differenti dalle proiezioni. Principalmente penso a corsi e incontri con giovani, studenti e non. È un ambito complesso e imprescindibile, sul quale c’è molto da lavorare.

Penso però anche ad altre situazioni: per esempio abbiamo aperto un ristorante che è di servizio per gli spettatori ma non solo, che crea interesse e curiosità. Due risorse, ristorante e cinema, che interagiscono e migliorano il servizio.

C’è qualche film che vi ha particolarmente soddisfatto?

Quest’anno non c’è stato il film o i film, che hanno dato la svolta alla stagione, almeno da un punto di vista economico.

Il film con l’incasso più alto è stato Quartet nel 2013, ma The Master, Educazione siberiana, Un giorno devi andare, La grande bellezza e altri erano lì.

Ci sono state delle sorprese come appunto Blue Valentine, Django Unchained in versione originale, Il re della terra selvaggia, Il figlio dell’altra, insomma film piccoli che sono andati come, o quasi, quelli attesi.

Ormai i film più importanti, fatti in contemporanea con i multiplex, rendono poco. Con il tempo probabilmente, sarà richiesta una sempre maggiore specializzazione.

Quali pensate che saranno le conseguenze dell’imminente digitalizzazione degli schermi? Siete ottimisti al riguardo?

Non ne ho idea. Posso dire quali sono le speranze, che è un’altra cosa.

La digitalizzazione, contestuale ad una crisi internazionale, può rappresentare un momento di grandi cambiamenti, di rinnovamento, di rottura con le regole del passato e di maggiore libertà di azione. Oggi l’esercente deve avere delle competenze che un tempo non erano richieste, competenze per lo più cinematografiche, ma anche comunicative e imprenditoriali. Per reggere a questa onda d’urto deve essere bravo e libero. Libero di sperimentare forme di programmazioni particolari, nella proposta di film, del genere, degli orari. Libero di proporre questi benedetti contenuti alternativi e multiprogrammare. Ma soprattutto deve essere liberato dal potere e dal controllo dei distributori.

Per esempio questa estate ho tenuto aperto il cinema e ho scelto di fare i film di distributori minori, scelti sulla base della qualità ma anche perché non chiedevano il minimo garantito.

Sperimentare una stagione più lunga non può ricadere tutto sulle spalle dell’esercente. Io so che, perché funzioni, ci vuole tempo, anni. Devo rischiare da solo? No lo trovo giusto.

Il piccolo esercizio da anni è tenuto in nessun conto. Dai distributori ma anche dall’ANEC che non lo sostiene.

Credo che per il lavoro qualitativo e quantitativo che svolgiamo, dovremmo guadagnare molto di più. Come dire una ripartizione più equa del guadagno del film.

Ma questi comportamenti sono legati alla storia e alla tradizione.

Per cambiarli bisogna cambiare, nel senso di sostituire, le persone che gestiscono il potere.

Il digitale sarà una rivoluzione non solo tecnologica? Staremo a vedere.

L’andamento cinematografico italiano sembra come sempre vittima della stagionalità: se è brutto tempo le sale si riempiono, mentre il sole allontana gli spettatori. Una soluzione è possibile?

Io personalmente non credo alla meteorologia come elemento destabilizzante. Credo che il cinema funziona con i buoni film, e credo che le abitudini si possono modificare con il lavoro e il tempo.

Quali aspettative avete per la prossima stagione?

Ogni anno si inizia e non si sa se arriveremo alla fine. Ci sarà da fare.

Una situazione stimolante e stancante al tempo stesso.

SPERIAMO BENE….


Per questa stagione è tutto, ora c’è il festival di Venezia e poi si ricomincia. Rinnovo l’invito a continuare a scrivere all’indirizzo:

luca.baroncini.spietati@gmail.com

Le vostre parole saranno di spunto per i prossimi sguardi dalla sala…

l precedenti SGUARDI DALLA SALA li potete trovare qui:

Il Baro-metro: sguardi dalla sala (10/2012)

Il Baro-metro: sguardi dalla sala (01/2013)

Il Baro-metro: sguardi dalla sala (04/2013)

Il Baro-metro: sguardi dalla sala (07/2013)

         LUCA BARONCINI

 

 

Luca   Baroncini