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Il Baro-metro: sguardi dalla sala (01/2017) – 5

II TRIMESTRE STAGIONE 2016 / 2017

COSA IL PUBBLICO NON HA VISTO

La premessa è sempre la stessa. Il titolo della sezione può essere fuorviante perché ambisce a un’oggettività, quella dei numeri, che è invece del tutto discutibile.

Masha e Orso - Nuovi Amici  € 436.894,37

Sing Street  € 428.496,81

La ragazza senza nome  € 387.371,79

Palle di neve - Snowtime! € 382.008,81

Free State of Jones  € 363.664,77

Paw Patrol  € 357.591,66

Il viaggio di Fanny  (EVENTO) € 356.203,71

Amore e inganni € 323.098,17

Peppa Pig in giro per il mondo € 301.752,21

Ti Amo Presidente  € 300.176,81

Agnus Dei  € 289.843,08

Roberto Bolle - L'arte della danza (EVENTO)  € 241.870,00

Dopo l'amore € 240.228,30

La verità negata  € 238.348,09

One Piece GOLD - Il film  € 220.602,50

Aquarius  € 211.195,18

La pelle dell'orso  € 210.619,82

Knight of Cups  € 199.361,33

3 Generations - Una famiglia quasi perfetta  € 198.688,04

Bianca & Grey e la Pozione Magica  € 169.424,47

Botticelli. Inferno  (EVENTO) € 148.138,64

Il cittadino illustre  € 133.357,10

La mia vita da Zucchina  € 124.173,13

Lo Schiaccianoci - Bolshoi Ballet 2016-17 (EVENTO) € 123.848,10

Il curioso mondo di Hieronymus Bosch (EVENTO) € 122.842,40

La stoffa dei sogni  € 115.105,19

Segantini - ritorno alla natura (EVENTO) € 110.827,20

Tutti al cinema con Topolino e Disney Junior (EVENTO) € 101.402,03

Robinù  (EVENTO) € 90.234,10

Romeo e Giulietta (EVENTO) € 83.033,00

Le Stagioni di Louise  € 82.136,78

Yo-Yo Ma e i musicisti della via della seta   € 67.683,00

Nebbia in agosto € 52.407,90

Il mago di Oz  € 50.070,54

Rocco (EVENTO) € 44.477,50

Father and Son (EVENTO)  € 44.102,00

La ragazza del mondo  € 36.745,78

Saint Amour   € 34.552,84

I Am Bolt (EVENTO) € 28.175,00

Per mio figlio  € 25.722,50

Alps   € 17.894,85

Opéra di Parigi: Il lago dei cigni (EVENTO) € 16.806,00

Sherlock Jr. vs. The Kid  € 16.790,60

Naples '44  € 15.702,10

The Birth of A Nation    € 12.354,15

La morte corre sul fiume € 12.214,90

La leggenda di Bob Wind  € 11.827,50

Riparare i viventi € 10.603,31

Il più grande sogno € 9.705,28

In bici senza sella € 8.535,45

Austerlitz € 6.148,00

Monte  € 5.995,33

Un mostro dalle mille teste  € 5.838,00

Fratelli di sangue  € 5.755,18

Magic Island  € 2.943,50

Les Ogres € 2.818,00

Racconto Calabrese  € 1.897,42

 

Se è assodato che Masha e Orso - Nuovi Amici, Peppa Pig in giro per il mondo e Paw Patrol non siano riusciti, come in passato, ad attirare le folle di genitori e bimbi nelle sale (della serie fessi sì, ma stavolta non ci caschiamo nel tranello di vedere la tv al cinema), in altri casi la situazione è più sfumata.

Tra i titoli che il pubblico ha snobbato spiccano due opere americane che sembravano destinate a premi e grandi incassi, soprattutto in patria:

Free State of Jones doveva essere il filmone sulla guerra civile in grado di raccontare un popolo e le sue contraddizioni, invece non ha funzionato. Poco hanno potuto la presenza di Matthew McConaughey e un lancio in grande stile. Flop non solo da noi (troppi i 231 schermi messi a disposizione dalla 01 Distribution e poi calati drasticamente a 89 già la seconda settimana), ma ovunque. In U.S.A., nonostante di storia americana si tratti, solo 20,8 milioni di dollari in 2.815 schermi e nel resto del mondo l’incasso più alto è quello francese con 704 mila dollari. Poca voglia del pubblico americano di tuffarsi nel passato per meglio comprendere il presente? Pagine di storia che non si ha più voglia di riaprire? Troppa enfasi, retorica, eccessi? Sarebbe curioso capire cosa, pur funzionando in altri casi, ha invece prodotto questa volta un netto rifiuto da parte del pubblico. Critica abbastanza tiepida, ma di solito questo non incide.

Per restare alla storia del popolo americano, fa flop anche The Birth of a Nation - Il risveglio di un popolo, incentrato sul movimento di liberazione degli afroamericani in Virginia guidato da uno schiavo nel 1831. Vincitore al Sundance del premio del pubblico e del gran premio della giuria, sembrava il film destinato a fare incetta di Oscar, invece l’interesse nei suoi confronti è calato progressivamente. Cosa è successo? In questo caso una pur discutibile oggettività ci ha messo lo zampino. A pochi mesi dall’uscita del film, infatti, è emersa, e vi è stato dato grande risalto, una brutta storia del passato relativa al regista, sceneggiatore e protagonista Nate Parker, accusato, quando era al college, dello stupro di una ragazza che si è poi suicidata. Nel momento della diffusione della notizia ogni chance del film è finita. Da film degli Oscar a opera tossica il passo è stato brevissimo e a portata di clic. Nonostante i motivi siano tutti extracinematografici e competenza di un tribunale e non di una platea di spettatori, il film è diventato così una patata bollente di cui liberarsi in fretta. Grande il rifiuto del pubblico americano (15,8 milioni di dollari in 2.105 schermi) e scarse le vendite nei mercati extra-americani. In Italia è stato presentato senza clamori alla Festa di Roma e la 20th Century Fox ha previsto un’uscita tecnica in una manciata di sale a metà dicembre, dove è stato quasi impossibile intercettarlo.

Poco amato dal pubblico anche La verità negata, altro titolo che aveva tutti gli elementi giusti per rientrare nella season award: storia vera, tema edificante (la battaglia legale compiuta e vinta dall’ebrea americana Deborah Lipstadt contro lo storico negazionista dell'Olocausto David Irving), interpreti di razza (Rachel Weisz, Tom Wilkinson, Timothy Spall). Invece è andata diversamente. Tutti parlano di cinema solido, classico, ben costruito, pochi lodano il regista Mick Jackson (perché ha diretto Guardia del corpo?) e pochissimi lo vanno a vedere al cinema. In U.S.A. il passaggio dall’uscita test in 5 sale a quella più sostanziosa in 648 schermi non dà i risultati sperati, infatti la media per sala passa da 18.746 dollari a 1.472 dollari. Nessuna ulteriore opportunità viene concessa al film che esce con il contagocce nel resto del mondo (ma in alcuni mercati importanti, come la Germania, arriverà in aprile). In Italia debutta a metà novembre in 72 schermi al 16° posto. Alla seconda settimana perde già 33 schermi e crolla in 24esima posizione. Sarebbe cambiato qualcosa se la protagonista fosse rimasta la prima scelta Hilary Swank? Considerando la capacità dell’attrice di sbagliare film, tolti i due premi Oscar come protagonista, è ipotizzabile di no!

Piuttosto maltrattato, poi, Il cittadino illustre, il film di Gastón Duprat e Mariano Cohn che ha consegnato la Coppa Volpi come migliore attore all’argentino Oscar Martinez. Un’opera in grado di piacere al pubblico e forse per questo criticata da molti cinephile. A portarlo in Italia è la Movies Inspired in 24 sale a fine novembre. Il debutto è al 27° posto con una media per sala modesta (€ 1.535) e mantiene un interesse costante per le settimane successive nonostante un calo delle sale e numeri inevitabilmente piccoli. In Argentina è al 21° posto nel box-office dei più visti del 2016, con 3,3 milioni di dollari.

Ecco, un film pop come Sing Street, scritto e diretto dall’irlandese John Carney, ambientato a Dublino e celebrazione divertente e divertita degli anni ’80, pareva inevitabile campione di incassi in Gran Bretagna, invece in patria ha incassato solo 1,8 milioni di dollari. È andato meglio in Corea del Sud (3,8 milioni di dollari) e U.S.A. (3,2 milioni di dollari in 525 sale). In Italia ha infiammato la Festa di Roma ed è stato distribuito dalla BIM a inizio novembre in 52 schermi. Il debutto è al 17º posto del box-office, ma il fermento intorno al film è notevole, dimostrato da un calo pari appena all’11% la seconda settimana, in cui le sale diventano 65. Tomo tomo quatto quatto, marcia con costanza nelle retrovie fino al periodo natalizio. Un caso di potenzialità inespresse. Un maggiore sostegno distributivo gli avrebbe infatti consentito, senza troppa fatica, un risultato più soddisfacente.

Tra gli altri titoli si distinguono i film d’essai provenienti dai più importanti festival internazionali:

Cannes (La ragazza senza nome, Aquarius, Dopo l’amore, La mia vita da Zucchina),

Venezia (oltre a Il cittadino illustre, di cui abbiamo parlato sopra, anche La ragazza del mondo, Alps, Riparare i viventi, Il più grande sogno, Austerlitz, Monte, Un mostro dalle mille teste),

Sundance (Amore e inganni, Ti amo presidente, il succitato Sing Street e Agnus Dei),

Berlinale (Knight of Cups, Saint Amour),

Toronto (3 Generations, Yo-Yo Ma e i musicisti della via della seta),

Annecy (Le stagioni di Louise),

Locarno (Per mio figlio).

Una dimostrazione dell’importanza dei festival come terreno di scoperta e fucina di autori vecchi e nuovi che altrimenti non avremmo modo di conoscere e/o approfondire.

Tra gli eventi a distinguersi sono soprattutto Il viaggio di Fanny, strategicamente presentato a ridosso del Giorno della Memoria, e Roberto Bolle - L'arte della danza che dal 21 al 23 novembre è ai vertici del box-office giornaliero.


SE IL TITOLO NON AIUTA

Trimestre molto intenso per quello che riguarda le possibili confusioni derivanti da titoli birichini, fuorvianti e depistanti.

Per dire, Allied e Arrival, usciti a una settimana di distanza l’uno dall’altro, hanno creato qualche disorientamento. Ho un amico che ha chiesto il biglietto per Arrival e si è ritrovato nella sala in cui proiettavano Allied, e se ne è accorto solo dopo un po’ perché ha confuso Marion Cotillard con Amy Adams. Certo, vi starete chiedendo, ma che amici hai? Ma è vero che non sempre il pubblico arriva informato nelle sale e molti decidono quale film vedere scorrendo i titoli o vedendo i cartelloni del multiplex più vicino. Scelta discutibile ma diffusa. Si potrebbe anche parlare della pertinenza del sottotitolo, per Allied, “un’ombra nascosta”: quando un’ombra è nascosta e quando invece non lo è?

Probabilmente chi ha atteso il 17 novembre per vedere Animali fantastici e dove trovarli non era lo stesso che ha aspettato la stessa data per vedere Animali notturni, ma non è detto. E comunque due “animali” nello stesso primo week-end qualche spettro di broglio negli incassi lo lasciano supporre!!

Più difficile confondere Sing con Sing Street, perché a separarli ci sono due mesi.

Il Natale ricorre invece in tre titoli, il brand Natale a Londra, l’emulo Un Natale al Sud, ma anche La cena di Natale. La vera sfida è riconoscerli a partire dal titolo.

Il pezzo forte del trimestre è però la presenza di tante “ragazze”. Apre a fine ottobre La ragazza senza nome, il 3 novembre arriva La ragazza del treno e la settimana dopo La ragazza del mondo. Per confondere ulteriormente le acque ci si mette pure Quel bravo ragazzo il 17 novembre. E a Natale arriva La casa dei ragazzi speciali, per fortuna in compagnia di Miss Peregrine.

Palma dell’anonimato a Che vuoi che sia, uno di quei titoli che leggi e rileggi ma non riesci ad associare al film giusto, in questo caso l’ultima regia di Edoardo Leo.

Non va meglio a Il cliente, che subito porta alla memoria il romanzo di John Grisham e la relativa trasposizione di Joel Schumacher del 1994. Il titolo utilizzato per il mercato internazionale è The Salesman, cioè Il venditore.


IL POSTER CHE VERRÀ

Il film è il tedesco Tony Erdmann, uscito da Cannes, dove è stato molto osannato, a mani vuote (a parte il Premio Fipresci). È una commedia tedesca di 162 minuti che parla, tra le altre cose, di un padre che ritrova una figlia e di una figlia che ritrova se stessa. Ora è in lizza per il premio Oscar (e quando leggerete queste righe si saprà già se ha vinto oppure no) ed è stato acquistato per la distribuzione italiana da Cinema di Valerio De Paolis che lo propone come Vi presento Toni Erdmann.

Avrebbe richiesto un po’ di coraggio mantenere il poster originale, perché non si capisce subito di cosa si tratta, e neanche dopo un po’ se non si è visto il film, ma per una volta perturbare (lo so, verbo odioso!), anziché rassicurare, avrebbe potuto fare la differenza e, soprattutto, incuriosire. Anche perché in quell’abbraccio, con quella testa bionda che si confonde in quel pelo ingombrante, c’è tutto il film.


Non mi resta che augurarvi buone visioni, su queste pagine e in sala.

Come sempre, per confronti, opinioni, chiacchiere, consigli, proposte, suggerimenti, l’indirizzo è:

LUCA BARONCINI


Luca   Baroncini