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Il Baro-metro: sguardi dalla sala (01/2017) – 2

II TRIMESTRE STAGIONE 2016 / 2017

NATALE

BOX OFFICE DAL 16 DICEMBRE 2016 AL 6 GENNAIO 2017

Posizione - Film – Incasso - Presenze

1        OCEANIA - € 11.053.633 - 1.676.247

2        ROGUE ONE: A STAR WARS STORY - € 8.997.794 - 1.244.289

3        POVERI MA RICCHI - € 6.352.907 - 938.428

4        MISTER FELICITA’ - € 5.670.440 - 836.865

5        MISS PEREGRINE - € 12.424.815 -  838.646

6        NATALE A LONDRA - € 4.232.393 - 640.324

7        PASSENGERS - € 3.296.313 - 470.311

8        IL GGG - IL GRANDE GIGANTE GENTILE - € 2.896.935 - 444.545

9        FUGA DA REUMA PARK - € 2.892.511 - 418.331

10      LION - € 2.720.447 - 411.044

Per il capitolo dedicato al Natale occorre ribadire un concetto già espresso in precedenza: il confronto con la stagione precedente non ha molto senso. Gli articoli comparsi su molti giornali e riviste si sono limitati a confrontare i dati numerici dello stesso periodo (dal 16 dicembre 2016 al 6 gennaio 2017) per cominciare la solita litania di piagnistei sulla morte del cinema in sala, la disaffezione degli spettatori, il disastro imminente, “oddio, moriremo tutti!”. Perché non ha senso un confronto del genere? Beh, perché il 1° gennaio 2016 è uscito Quo Vado? che in soli 6 giorni ha incassato quasi 38 milioni di euro per arrivare, a fine corsa, a 65 milioni di euro. Un evento epocale per il botteghino nazionale, difficilmente replicabile. Quindi, è vero che il Natale 2016 ha subito un calo rispetto al 2015, ma il dato va ridimensionato considerando l’eccezionalità del risultato di un solo film che ha finito per condizionare in positivo i risultati complessivi. Bisogna inoltre aggiungere che quest’anno, rispetto al 2015, molte festività sono cadute di sabato o domenica, e questa sovrapposizione ha ridotto le giornate di festa in cui mediamente l’afflusso al cinema è più alto.

Vero è, però, che il cinema italiano, quello in grado di fare la differenza al box-office, soprattutto nel periodo delle feste in cui chi va al cinema una volta all’anno cerca spesso il prodotto nazionale, ha particolarmente deluso le aspettative. Per dire, i quattro titoli italiani usciti a ridosso del Natale (Poveri ma ricchi, Mister Felicità, Natale a Londra e Fuga da Reuma Park) hanno totalizzato meno di 20 milioni di euro, confermando la disaffezione del pubblico nei confronti di un cinema che evidentemente non interessa più come un tempo. Occorrono quindi formule nuove o più lungimiranza nella distribuzione. Concentrare 4 film rivolti allo stesso target di pubblico in un periodo così limitato, con tra l’altro ancora in circolazione Un Natale al Sud e Non c’è più religione, si è tradotto in un sottrarsi spettatori a vicenda, con la conseguenza, ampiamente prevedibile, di scontentare un po’ tutti. Certo, probabilmente numeri così bassi per Aldo, Giovanni e Giacomo e il brand “Natale a …” non se li aspettava nessuno, ma chi si lamenta del calo di pubblico si è anche preso la briga di vedere i film di cui parla?

A dominare il periodo è l’animazione targata Disney in grado, con Oceania, di proporre un’opera trasversale capace di compiacere il target primario di riferimento, i bambini, senza allontanare i più grandicelli, e nemmeno gli adulti. Certo, non siamo dalle parti di Frozen che nella stagione 2013/2014 riuscì a incassare 19,3 milioni di euro, ma si tratta del maggior incasso Disney da allora. Sia Big Hero 6 (9,5 milioni di euro) che Zootropolis (11,3 milioni di euro), infatti, nel nostro paese hanno ottenuto numeri inferiori.

Tra i titoli di maggior rilievo si segnala Rogue One: A Star Wars Story, che dimezza gli incassi rispetto al sequel/remake dell’anno scorso, ma riesce comunque a ottenere numeri importanti. Del resto la strada dello spin-off era tutta in salita, si sapeva, e la scelta ha sì disorientato i più, che pensavano di trovarsi davanti un seguito de Il risveglio della forza, ma si è comunque tradotta in un grande successo. Se Il risveglio della forza aveva infatti incassato nel mondo duemila milioni di dollari (terzo maggiore incasso mondiale di tutti i tempi), Rogue One si ferma alla metà, ma parliamo comunque del 21° posto nella classifica dei maggiori incassi mondiali di tutti i tempi. Un risultato, quindi, davvero ottimo, che dimostra la longevità di una saga che è stata capace di rinnovarsi attirando le nuove generazioni senza perdere le vecchie. In Italia in proporzione va un po’ peggio, perché se Il risveglio della forza aveva incassato 25,5 milioni di euro, lo spin-off dedicato alla genesi della saga supera di poco i 10 milioni di euro, con un calo che supera quindi il 60%.

Va meglio da noi che altrove, invece, l’ultimo Tim Burton, Miss Peregrine – La casa dei ragazzi speciali, che ha dato il meglio nei mercati extra-americani totalizzando 198,5 milioni di dollari, il 69,5% del totale di 285,6 milioni di dollari. Un andamento globale che consente al film di essere in attivo nonostante il budget sostanzioso di 110 milioni di dollari e l’incasso U.S.A. così così (87 milioni di dollari). Determinante il contributo di Francia (20,1 milioni di dollari), Corea del Sud (18,6 milioni di dollari), Cina (17 milioni di dollari), Russia e Gran Bretagna (15,3 milioni di dollari). Il ritorno al goticheggiante è stato quindi piuttosto apprezzato, sicuramente più del precedente Big Eyes, che si era fermato a 29,2 milioni di dollari worldwide.

Va molto bene in Italia Passengers, bollato come flop prima ancora di uscire e stroncatissimo dalla maggior parte della critica con un accanimento decisamente inspiegabile, se non pensando alla solita modalità di ragionare per sentito dire e non con la propria testa. Comunque sia anche in questo caso sono i mercati internazionali a salvare il film coprendo, con 192,7 milioni di dollari, il 66,7% degli incassi complessivi (289 milioni di dollari). Tutt’altro che un flop considerando il budget di 110 milioni di dollari, già coperto con il solo theatrical. Una dimostrazione dello star power di Jennifer Lawrence e Chris Pratt. Il mondo è decisamente ancora loro!

Gran dibattere in rete sulla decisione di Medusa di far uscire in sala il 1º gennaio GGG di Steven Spielberg, a sette mesi dalla presentazione a Cannes e dopo che in rete era disponibile lo streaming illegale già da un bel po’. Un’opera che non ha entusiasmato, costata uno sproposito (140 milioni di dollari) e con un incasso worldwide di 183 milioni di dollari. Un flop, quindi, di sensibile intensità in U.S.A., dove i 55,4 milioni di dollari coprono solo il 30,3% del totale degli incassi. Tolta la Gran Bretagna, dove è andato molto bene (40,3 milioni di dollari), il film non si è particolarmente distinto altrove. Il risultato italiano, però, è uno dei migliori d’Europa, meglio di Germania (2,7 milioni di dollari), Spagna (2,9 milioni di dollari) e Francia (4,5 milioni di dollari), in cui è uscito nella canicola estiva. Domanda: siamo sicuri che un’uscita in luglio o agosto, oppure a ridosso del festival di Cannes, avrebbe permesso di ottenere nel nostro paese lo stesso rimarchevole risultato? Considerando l’andamento dei titoli usciti in primavera/estate è davvero improbabile. Ergo, fare previsioni è molto difficile e ognuno ha la propria strategia, discutibile, perché impedisce a quella nicchia che lo vorrebbe di godere di un prodotto già pronto e visibile in altri territori, ma anche comprensibile e a volte, come in questo caso, premiante.

Conclude la classifica delle feste Lion, un film piuttosto snobbato dalla critica che, grazie a un buon passaparola e a 6 candidature all’Oscar, riesce nel miracolo di godere di una programmazione superiore alle canoniche tre settimane, senza quindi che l’Epifania, come succede alla maggior parte dei film usciti a metà dicembre, se lo porti via. A fine gennaio è ancora in top-20. Costato 12 milioni di dollari, con i 33,9 milioni di dollari raccolti globalmente finora è già in attivo, ma i numeri sono destinati a crescere, anche perché l’espansione sul territorio americano si avrà solo a partire da febbraio. Significativo l’incasso in Australia (8,6 milioni di dollari) che co-produce e mette a disposizione i suoi talenti (il regista Garth Devis e Nicole Kidman tra gli altri).


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Luca   Baroncini