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Il Baro-metro: sguardi dalla sala (07/2016) – 5

IV TRIMESTRE STAGIONE 2015 / 2016

SALVATI DALLA CINA

Come da fastidioso cliché giornalistico del momento, ecco lo scenario in 10 punti:

La Cina è grande, molto grande, ma come mercato si può considerare molto giovane. In base ai dati forniti dalla SAPPRFT (State Administration of Press, Publication, Radio, Film and Television), l’industria cinematografica è un business sempre più remunerativo. Le sale, infatti, crescono a ritmo vertiginoso. A seconda delle fonti cambiano i dati, ma una cosa è certa, ogni giorno, nell’enorme Cina, nascono nuove sale cinematografiche.

In Cina ci sono 31mila schermi cinematografici. In Nord America 39mila. Dando un’occhiata tramite internet, e confrontando dati con tutta probabilità non aggiornati, si evince che in Cina ci sono circa un miliardo 382 milioni di abitanti, mentre nel Nord America 528 milioni. Si deduce, quindi, che il parco sale cinese ha quasi raggiunto quello americano, ma ha ancora ampi margini di crescita.

Si prevede che tra il 2017 e il 2018 il mercato cinese sorpasserà quello nordamericano diventando il più grande del mondo (in alcuni mesi precedenti il sorpasso si è già verificato).

Distribuire un film straniero in Cina non è affatto semplice. Ci sono regole rigide da seguire, vincoli a cui sottostare, leggi da rispettare. Il film deve essere approvato dal Consiglio di Stato per tutelare la produzione nazionale, solo un numero limitato di film può essere distribuito, il periodo massimo in cui il film può permanere nelle sale è 30 giorni, nei periodi delle festività non ci possono essere film stranieri nelle sale. Grazie al protezionismo previsto dalle autorità cinesi, ma anche a titoli che hanno funzionato benissimo, nel box-office del 2015 la quota relativa ai film cinesi è stata del 62%.

L’America sta da tempo guardando al mercato cinese cercando in tutti i modi di aprirsi spiragli e varchi. Per avere meno vincoli una strada è quella delle co-produzioni che rendono immediato l’accesso al mercato cinese. Una co-produzione, però, deve sottostare a certi criteri relativi agli attori impiegati, ai contenuti trasmessi, alla partecipazione di società cinesi nella produzione e all’ambientazione di alcune sequenze in metropoli cinesi. Esemplificativo il caso di Iron Man 3, co-produzione tra America e Cina,  per cui, nel 2013, è stata prevista una versione ad hoc proprio per la Cina, dove il film ha incassato la bellezza di 121 milioni di dollari. La strada delle co-produzioni tra U.S.A. e Cina si è spalancata grazie al grande successo di La tigre e il dragone nel 2000.

Hengdian World Studios. È il più grande studio cinematografico del mondo ed ha sede in Cina. Il denaro cinese sta acquistando Hollywood. Sono sempre di più, infatti, le multinazionali cinesi che investono in società americane. Ha fatto scalpore, a gennaio 2016, l’acquisizione della statunitense Legendary Entertainment da parte della cinese Dalian Wanda.

A proposito, tra la fine del 2016 e i primi mesi del 2017 uscirà in tutto il mondo The Great Wall diretto da Zhang Yimou, con protagonista Matt Damon e prodotto, guarda caso, proprio dalla Legendary di cui al punto sopra. Il plot è incentrato sulla leggendaria e fantasiosa origine della Grande Muraglia, nata per difendere l’umanità dall’attacco di un mostro.

whitewashing, segnatevi questo termine. Letteralmente significa sbiancare e nelle pubblicità dei dentifrici è molto diffuso, ma ultimamente viene utilizzato per sottolineare la tendenza di “sbiancare” i protagonisti dei film attribuendogli un aspetto caucasico in modo da renderli teoricamente più appetibili per un pubblico occidentale. Per dirla fuori dai denti: perché il destino del mondo è nelle mani di un bianco e non di un ispanico, di un nero, o di un cinese? Insomma, perché sulla Grande Muraglia a salvare il mondo troviamo Matt Damon e non Tony Leung Chiu-Wai?

Tutto bene quindi? Non proprio! È infatti fresca la notizia che nel mese di luglio il box-office cinese ha avuto un calo del 18%. Già aria di crisi? O di assestamento dopo una crescita che sembrava inarrestabile?

Molti titoli americani sono stati salvati a livello economico dal botteghino cinese. Senza l’incasso, a volte stratosferico, della Cina, i flop americani in questa stagione sarebbero, decisamente, molti di più. Molti sequel made in U.S.A., infatti, hanno funzionato in patria meno del previsto e alcune novità non hanno brillato. Ecco i casi più eclatanti (i dati sono espressi in milioni di dollari):

Film                                  Budget      Cina             U.S.A.        Mondo

WARCRAFT                        $ 160      $ 220,84       $   47,22      $ 433,54      

KUNG FU PANDA 3             $ 145     $ 154,30       $  143,52     $ 519,88

X-MEN: APOCALYPSE         $ 178      $ 120,76       $  155,44     $ 542,72

ANGRY BIRDS                    $  73       $  75,87       $  107,45     $ 346,67

TARTARUGHE NINJA 2       $ 135       $  58,93       $  81,92       $ 239,30

ALICE 2                            $ 170       $  58,78        $  77,01       $ 294,46

ATTACCO AL POTERE 2       $  70       $  52,30        $  98,92       $ 161,03

GODS OF EGYPT                $ 140      $  35,59        $  31,15       $ 145,74


EVENTI

Calo anche nella proposta degli eventi in sala - quindi tutto il pacchetto sempre più consolidato di concerti, visite a musei, opera, balletto, teatro e anche film - per lo più concentrato nel mese di maggio e nella prima metà di giugno.

A trovare uno spazio significativo sono:

Leonardo da Vinci - il genio a Milano, documentario che, partendo dalla mostra a Palazzo Reale, racconta gli anni trascorsi da Leonardo a Milano. In tre giornate (dal 2 al 4 maggio) occupa i vertici del box-office giornaliero arrivando a incassare 212 mila euro.

Queen: A night in Bohemia, il concerto del 1975 all’Hammersmith Odeon di Londra della celeberrima band inglese. L’occasione è la celebrazione del 40° anniversario di Bohemian Rhapsody. Dal 16 al 18 maggio ravviva la top-10 giornaliera incassando complessivamente 195 mila euro.

Painting the modern garden: Monet to Matisse - L'arte di dipingere il giardino moderno. Anche in questo caso, mix di arte e museo al cinema nella proposta della mostra della Royal Academy of Arts dedicata ai giardini che hanno conquistato gli artisti moderni. Terzo e quarto posto nel box-office giornaliero delle giornate del 24 e 25 maggio, per un totale di 141 mila euro.

Istanbul e il Museo dell'innocenza di Pamuk, che racconta uno dei musei più visitati di Istanbul, quando ancora la bellissima città turca rientrava nelle mete turistiche, nato grazie al successo del libro di Orhan Pamuk “Il museo dell’innocenza”, in cui Pamuk raccoglie le memorie di Kemal Basmacı e del suo amore per la giovane e bella Füsun. Proiettato il 7 e l’8 giugno il film risente già del clima quasi estivo: quinto e settimo posto nel box-office giornaliero per un totale di € 71 mila euro.

Non mancano, poi, i lungometraggi. Come abbiamo avuto già modo di constatare, però, la proposta di film a prezzo maggiorato senza un surplus che lo giustifichi non sembra appagare lo spettatore che con 12 euro il film se lo compera in dvd e gli resta pure qualcosa per i popcorn! Se, quindi, la versione integrale di La grande bellezza, con la proposta di scene inedite, ottiene un certo riscontro nelle tre giornate di fine giugno in cui è programmato, il documentario di Michael Moore Where to Invade Next incassa invece briciole e avrebbe avuto di sicuro più chance di intercettare una più ampia fetta di pubblico attraverso una programmazione normale. Discorso affine per il lungometraggio italiano Era d’estate di Fiorella Infascelli, con Massimo Popolizio e Beppe Fiorello impegnati rispettivamente nei ruoli di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, programmato per sole due giornate in concomitanza con la commemorazione del XXIV Anniversario delle stragi di Capaci e via D’Amelio.

Non rientra nelle top-10 giornaliere la riedizione di Rocky. È un film mito, con una folta schiera di appassionati, ma davvero si pensa che lo spettatore sia disposto a spendere dai 10 ai 12 euro per rivederlo?


La prima parte del Barometro, con l’INTRODUZIONE e CANNES dal punto di vista degli incassi la potete trovare qui.

La seconda parte del Barometro dedicata ai FLOP la potete trovare qui.

La terza parte del Barometro dedicata a ANIMAZIONE E FILM PER FAMIGLIE, CINEMA D’ESSAI E ITALIA la potete trovare qui.

La quarta parte del Barometro dedicata a HORROR, ESTATE E MISTERO la potete trovare qui

A seguire, la sesta e ultima parte  parte del Barometro, con il BOX-OFFICE STAGIONALE.

Luca   Baroncini