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Il Baro-metro: sguardi dalla sala (07/2016) – 1

IV TRIMESTRE STAGIONE 2015 / 2016

(dal 1º maggio al 31 luglio 2016)

Ultimo trimestre della stagione. Quello più debole, quest’anno ancora meno forte del solito, perché se è vero che andare al cinema, soprattutto per i giovanissimi, è ancora una delle forme di intrattenimento preferite, e la tendenza di non abbandonare la sala con la bella stagione si sta faticosamente consolidando, è anche vero che ciò che è mancato nel periodo estivo è stato soprattutto il prodotto. Sì, insomma, i film. Affronteremo la questione nell’apposita sezione, ma il film acchiappapubblico, il blockbuster estivo in grado di spingere le masse nella sale indipendentemente da gelo o canicola, ha fatto sentire a livello commerciale la sua mancanza.

 

Il dettaglio dei singoli mesi:

- bilancio positivo per MAGGIO, con incassi in crescita del 24,50% e biglietti del 14,34% rispetto al 2015. A dominare il box-office nel mese è sicuramente Captain America: Civil War, unico film in grado di rivoluzionare la classifica stagionale entrando direttamente al nono posto. Il divario tra presenze e incassi deriva, come sempre, dal maggior costo applicato al biglietto in 3D. Ah, no, occorre considerare anche la nuova, deprecabile, trovata, in alcuni multiplex, di considerare certi film come TOP, quindi meritevoli di un ulteriore sovrapprezzo di 1 euro.

- saldo negativo, invece, nel mese di GIUGNO, dove gli incassi sono scesi del 7,85% e le presenze del 2,98% rispetto al 2015; in questo caso sono aumentati i biglietti a prezzo ridotto, tentando di attirare spettatori con la venuta dei primi caldi e degli Europei di Calcio. Nessuna iniziativa di concerto decisa insieme alle associazioni di categoria, però, ma slanci creativi di singole sale. Il film del mese è sicuramente Alice attraverso lo specchio.

- per il mese di LUGLIO i dati sono parziali, perché aggiornati a livello statistico fino al 17. In ogni caso i numeri sono poco rassicuranti. Rispetto al 2015, infatti, incassi in caduta libera del 16,05% e biglietti dell’11,85%. The Legend of Tarzan e Star Trek Beyond fanno quello che possono, ma trovare film da vedere al cinema in questo mese è dura. A funzionare bene sono invece, come sempre, le arene estive, con la riproposizione dei successi invernali.

Nonostante il trend negativo  i dati annuali restano positivi in confronto al 2015: +13,56% gli incassi e +14,28% i biglietti. Insomma, Checco Zalone ha salvato anche quest’anno la baracca. 

Nelle prossime sezioni affronteremo tutto ciò che ha caratterizzato l’ultimo trimestre della stagione: Cannes, i flop, i film di animazione e per famiglie, il cinema d’essai, quello italiano, l’horror, il mistero, gli eventi, il box-office stagionale e la nuova sezione “Salvati dalla Cina”.

Ricordo le fonti: Cinetel, Boxofficemojo, Giornale dello Spettacolo, BoxOfficeBenful e Anec.

Da tenere a mente, infine, che gli incassi sono calcolati alla data del 31 luglio 2016.

Buona lettura.


CANNES

C’era un tempo in cui il mese di maggio segnava la fine della programmazione cinematografica e l’inizio del periodo estivo, con la chiusura di tantissime sale. Ora la situazione è un po’ cambiata, nel senso che la chiusura è slittata a fine giugno / inizio luglio, favorita anche da un mutamento climatico che vuole il freddo perdurare fino a maggio inoltrato. Sta di fatto che i film presentati sulla Croisette, al festival più importante del mondo, non vengono tutti posticipati all’autunno, ma molti trovano la strada della sala a ridosso della manifestazione. L’idea è buona perché, nonostante lo spazio sempre più ridotto e incline al gossip con cui la stampa cartacea liquida i festival cinematografici, in rete il fermento è grande. Tutta pubblicità gratuita, quindi, che permette di risparmiare sulla promozione e di raggiungere risultati un tempo impensabili. Basta pensare al successo eclatante di La pazza gioia di Paolo Virzì, presentato tra lacrime di gioia e commozione a Cannes e immediatamente in sala. 6 milioni di euro raggiunti nel mese di agosto, più anche de Il capitale umano che ha beneficiato di un’uscita invernale, ottenuti grazie a un passaparola travolgente e a un film, va detto, capace di parlare al cuore.

Superano i due milioni di euro anche due film diversissimi come Julieta, di Pedro Almodóvar, e Money Monster, di Jodie Foster, presentati l’uno in concorso e l’altro al di fuori dalla competizione ufficiale. Il primo non ha entusiasmato la critica (chissà perché, viene da chiedersi), ma il pubblico italiano si è lasciato sedurre dal bellissimo poster e da un regista che è ancora capace di sedurre con la bellezza e l’eleganza delle sue immagini (basta pensare ai bellissimi titoli di testa). Anche in questo caso il film ottiene in Italia, a maggio, un risultato superiore alle ultime prove del regista spagnolo presentate con temperature più favorevoli, teoricamente, al buio della sala: Gli amanti passeggeri, uscito  a marzo del 2013, e La pelle che abito, distribuito nel settembre del 2011. Certo, i 6 milioni 800 mila euro di Volver sono lontani, ma l’interesse nei confronti di Pedro Almodóvar è diminuito anche in patria, e in misura ben maggiore.  In Spagna, infatti, dove Julieta è uscito in aprile, il risultato è affine al nostro, mentre i due titoli precedenti hanno entrambi superato i 6 milioni di dollari.

Il secondo titolo che supera i due milioni di euro è invece, come già detto, Money Monster, che considerando i talenti coinvolti non ha certamente brillato. Le fotografie di George Clooney e Julia Roberts, bellissimi e sorridenti alla conferenza stampa e sulla Montée des Marches, hanno fatto il giro del mondo, illudendo sull’efficacia di un thriller che la firma di Jodie Foster garantiva solido. Invece, ahimè, il film è davvero poca cosa e il passaparola non lo ha certo premiato. Parte quindi bene ovunque, ma non regge sulla lunga distanza. Certo, 93 milioni di dollari raccolti worldwide non sono una bazzecola, e il budget di 27 milioni di dollari permette una chiusura della contabilità in grande attivo, ma se fosse anche stato un bel film, oltre a reggere commercialmente avrebbe potuto anche lasciare un segno nell’immaginario.

Discorso simile per un’altra coppia in gran spolvero a Cannes che mostra una buona alchimia sul grande schermo ma che, però, non si difende altrettanto bene commercialmente: Russell Crowe e Ryan Gosling insieme in The Nice Guys. In Italia il film di Shane Black sfiora i due milioni di euro ed è uno dei migliori risultati al mondo. Con il mezzo flop negli States (36 milioni 200 mila dollari) e senza il supporto della Cina, infatti, l’incasso mondiale di 57,3 milioni di dollari è ben lungi dal ricoprire il budget di 50 milioni di dollari.

Sfruttano la vetrina del festival, e trovano bagliori di interesse, anche due film italiani dal piccolo budget ma dalle grandi ambizioni: Fiore di Claudio Giovannesi e Pericle il nero di Stefano Mordini. Il primo debutta in appena 8 sale con la migliore media per sala della top-20 (€ 3.203), risultato che spinge la BIM ad aumentare il parco sale fino a 54, permettendo al film di raggiungere un incasso di 230 mila euro. Pericle il nero, invece, anticipa la presentazione a Cannes di una settimana, ma il maggior numero di sale a disposizione (82) gli regala un debutto meno spumeggiante (media per sala € 1.196) e la seconda settimana, nonostante la fiducia della BIM (le sale passano a 96), la media ha un tracollo (€ 346). Alla terza settimana resta solo in 12 schermi. Il totale a fine sfruttamento è di 164 mila euro.

Il vero flop di Cannes è però The Neon Demon di Nicolas Winding Refn, sicuramente il film più discusso in rete ma meno visto nelle sale. In Italia esce in ben 196 sale grazie alla fiducia di Koch Media, ma al primo week-end non va oltre la 13esima posizione con la peggiore media per sala della top-20 (€ 510). La seconda settimana crolla al 22º posto e perde 152 schermi, uscendo praticamente di scena con un totale di 187 mila euro. Non va meglio negli Stati Uniti, dove la media bassa ottenuta al debutto in 783 schermi (752 dollari) non consente ulteriori allunghi. Il totale worldwide di 3,4 milioni di dollari non consente di ripagare il budget di 7 milioni di dollari. I 76 milioni di dollari raccolti in tutto il mondo da Drive sono piuttosto lontani, ma anche i 10 milioni 37 mila dollari incassati con l’altrettanto discusso Only God Forgives. Mancano all’appello ancora alcuni mercati, dove il film uscirà nei prossimi mesi, ma Messico, Brasile e Grecia non sembrano in grado di fare la differenza.


A seguire, la seconda parte del Barometro, con uno sguardo sui FLOP.

Luca   Baroncini