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Il Baro-metro: sguardi dalla sala (01/2016) – 7

II TRIMESTRE STAGIONE 2015 / 2016

BOX-OFFICE STAGIONALE

Come da copione, la classifica dei film più visti della stagione, al secondo trimestre, subisce un totale stravolgimento.

Box-office - Dal: 01/08/2015 Al: 31/01/2016

Posizione - Film – Incasso - Presenze

1    QUO VADO? - € 64.029.961 - 9.146.813

2    STAR WARS: IL RISVEGLIO DELLA FORZA - € 25.440.712 - 3.340.546

3    INSIDE OUT - € 25.357.036 - 4.065.947

4    MINIONS - € 23.435.343 - 3.568.666

5    SPECTRE - € 12.461.533 - 1.808.315

6    REVENANT – REDIVIVO - € 11.029.046 - 1.637.089

7    IL PONTE DELLE SPIE - € 10.608.939 - 1.573.574

8    HOTEL TRANSYLVANIA 2 - € 9.923.770 - 1.698.342

9    IL PICCOLO PRINCIPE - € 9.048.787 - 1.413.107

10  HUNGER GAMES - IL CANTO DELLA RIVOLTA: PARTE 2 - € 8.172.423 - 1.191.843

Inside Out è stato il film più visto del 2015 e dominava il trimestre precedente. Ora scende dal top della classifica e cede allo strapotere di Checco Zalone e di Star Wars. Se il confronto con Quo Vado? è impari, con la saga stellare la lotta è più combattuta. il film Pixar, infatti, soccombe a livello di incassi al newquel di J.J. Abrams, ma come numero di biglietti venduti non c’è competizione. Difficile, infatti, che, a sfruttamento bruscamente concluso, Star Wars: Il risveglio della forza conquisti altri 700 mila spettatori. La differenza è dovuta ovviamente al fatto che, soprattutto nelle prime settimane, in tanti hanno scelto per Star Wars la visione stereoscopica, inoltre il film Pixar ha sicuramente strappato un maggior numero di biglietti ridotti. A scendere in classifica sono anche i Minions, pure loro con più spettatori rispetto a Star Wars: Il risveglio della forza. E scende anche Hotel Transylvania 2, dal terzo all’ottavo posto, che nonostante voli bassissimo come contenuti e divertimento è ormai diventato un brand spendibile in tutto il mondo e ha beneficiato della nuova ondata favorevole nei confronti dei cartoon.

Ma partiamo dal basso e vediamo come è cambiata la top-10 stagionale. Escono Città di carta, Padri e figlie, Suburra, Everest, Ant-Man, Mission Impossible – Rogue Nation e Sopravvissuto: The Martian. Al decimo posto entra l’ultimo capitolo della saga Hunger Games, ma non rispetta la classica escalation che vuole l’episodio conclusivo fare il botto. Con tutta probabilità la colpa è della penultima puntata, che aveva incassato 8 milioni 794 mila euro, forzatamente suddivisa in due parti per ragioni esclusivamente commerciali e non così gradita come le precedenti. Andamento simile negli Stati Uniti, con numeri sempre enormi ma in calo: dai 337 milioni di dollari del terzo capitolo, ai 280 milioni di dollari del quarto. Il resto del mondo segue la scia, con un dato worldwide di 652 milioni di dollari contro i 755 precedenti. I drammi, ovviamente, sono altri.

 Al nono posto l’exploit de Il Piccolo principe, maggior successo commerciale di sempre della Lucky Red, che beneficia dell’uscita nel primo giorno dell’anno sfidando con successo il colosso Zalone. Ancora un film di animazione in classifica, quindi, che però si rivolge a un pubblico trasversale, gli estimatori di ogni età dell’omonimo racconto di Antoine De Saint-Exupéry e il target famiglie, bramoso di novità (ma i più piccini rischiano l’abbiocco). Finora nel mondo 80 milioni di dollari, ma mancano ancora all’appello gli U.S.A., dove è previsto a partire dal 16 marzo. Il Piccolo Principe è anche il film di animazione non americano con il maggiore incasso di sempre sul mercato italiano.

Si pensava non fosse propriamente un film natalizio, invece la 20th Century Fox ci ha visto giusto a posizionare Il ponte delle spie per le festività. Parte subito discretamente, ma senza superlativi. Nel primo week-end poco più di un milione di euro e il quarto posto al box-office, nel ricco fine settimana natalizio resiste al quarto posto e mentre con gennaio i cinepanettoni vecchi e nuovi escono di scena, il film di Steven Spielberg continua inossidabile a mantenere la quarta posizione. Nel week-end successivo arrivano Macbeth, Carol, Assolo, ma Il ponte delle spie non molla il quarto posto e prosegue la sua marcia inarrestabile fino alla fine di gennaio. Era forse l’alternativa che mancava nell’offerta natalizia, il film classico e solido in grado di attirare sia gli spettatori più sofisticati che il pubblico generalista. In U.S.A. 72 milioni di dollari. Il budget di 40 milioni di dollari viene quadruplicato. Al di fuori dei confini americani, è quello italiano il risultato migliore, a conferma di un andamento molto positivo che ha piacevolmente colto di sorpresa un po’ tutti.

Al sesto posto si impone in poche settimane il filmone degli Oscar, quello che s’ha da vedere costi quel che costi (anche 10 euro), forte delle 12 candidature agli Oscar, incluse le più importanti. Revenant arriva nelle sale con un tempismo perfetto e ottiene subito risultati importanti: quasi 3 milioni di euro nel primo week-end a metà gennaio dietro a Quo Vado?, con però due giornate in meno rispetto agli altri titoli perché in uscita sabato 16 causa prima nazionale a Roma con tanto di regista e protagonista. E infatti alla settimana successiva, caso più unico che raro, gli incassi risultano in crescita del 24%. Alla terza settimana Carlo Verdone gli soffia il podio, ma l’interesse verso il film di Iñárritu è sempre molto alto. Un risultato che conferma l’appeal di Leonardo DiCaprio sul pubblico, una delle poche star in grado di portare il pianeta nelle sale. Negli States, finora, sono 149 i milioni di dollari incassati, a cui si aggiungono i 176 milioni degli altri mercati, per un totale di 326 milioni di dollari che, a sfruttamento in pieno corso, ha già ampiamente ripagato il budget di 135 milioni di dollari. Ne riparleremo nel prossimo numero, insieme agli altri film candidati agli Oscar. 

Al quinto posto uno dei film più attesi della stagione, l’unico capace di portare un po’ di ottimismo agli esercenti nel mesto, almeno sul fronte degli incassi, mese di novembre: Spectre. Dopo il successo colossale di Skyfall, Daniel Craig e Sam Mendes sono riusciti a confermare un personaggio un po’ datato come James Bond al centro dell’interesse del pubblico mondiale. I numeri di Skyfall reclamavano un bis: 1.108 milioni di dollari in tutto il globo, di cui 304 milioni negli Stati Uniti, 161 milioni in Gran Bretagna e 85 milioni in Germania. Il risultato artistico della nuova avventura (la 24esima) delude i più, ma il pubblico, sull’onda del precedente successo, impiega un po’ ad accorgersene. Incassi in calo un po’ ovunque, ma sempre molto alti: worldwide 878 milioni di dollari, di cui 199 milioni negli Stati Uniti, 135 milioni in Gran Bretagna e 72 milioni in Germania. Il budget monster di 245 milioni di dollari è ampiamente ripagato. In Italia Skyfall aveva incassato 12 milioni 840 mila euro, piazzandosi al nono posto del box-office stagionale. Spectre è per ora quinto con un incasso non così distante. L’Italia è quindi uno dei paesi in cui il calo si è sentito meno. È forse merito della “lady Bond” Monica Bellucci e dei suoi imbarazzanti cinque minuti? È probabile che a incidere sulla buona tenuta sia stato piuttosto il fatto che uno dei luoghi in cui è stato girato il film sia Roma. Una campagna mediatica, quella avvenuta nel nostro paese, con la cronaca giornaliera dei problemi prima, durante e dopo le riprese, che ha sicuramente contribuito ad alimentare le aspettative e la curiosità.

Entra direttamente al secondo posto del box-office stagionale Star Wars: il risveglio della forza. Un’operazione esclusivamente commerciale, nata dall’acquisizione della Lucas Film da parte della Disney, capace di mettere sostanzialmente d’accordo tre generazioni di pubblico: i nostalgici della prima trilogia (cronologicamente la seconda), i sostenitori della seconda trilogia e i nuovi adepti. Risultato: tutto il pianeta al cinema. Negli U.S.A. è vero e proprio trionfo, basta pensare che nel primo week-end il film batte tutti i record (il precedente era Jurassic World) con 247 milioni di dollari in tre giorni (più di 120 milioni di dollari incassati solo nella prima giornata). Dopo otto settimane è ancora al quarto posto e ha superato i 900 milioni di dollari, battendo Avatar che era a quota 760 milioni di dollari. A livello globale, difficilmente supererà Titanic (2.186 milioni di dollari) e Avatar (2 milioni 788 milioni di dollari), ma ha già raggiunto il terzo posto con più di 2.000 milioni di dollari, decuplicando il budget di 200 milioni di dollari. L’Italia fa la sua parte, decretando al film un grande successo, a partire dal debutto il 16 dicembre con un milione 811 mila euro, il miglior esordio di sempre per un film della saga di Guerre Stellari nel nostro paese. Per dire, il secondo classificato, Vacanze ai Caraibi, si deve accontentare di 122 mila euro. Con il nuovo anno subisce l’attacco di Quo Vado? e de Il piccolo principe, ma resta in top-10 fino al 19 gennaio, anche perché viene tolto bruscamente dalle sale quando aveva ancora potenzialità da esprimere, soprattutto nei week-end. A livello internazionale si distinguono gli incassi di Gran Bretagna (176 milioni di dollari), Cina (122 milioni di dollari, comunque lontani dai 390 milioni di dollari raccolti da Fast & Furious 7) e Germania (104 milioni di dollari). Per gli amanti delle statistiche, in base ai dati S.I.A.E., il film della saga più visto in Italia resta Guerre Stellari con 4.886.740 spettatori, Il risveglio della forza si piazza secondo, mentre il meno visto è La vendetta dei Sith, con “appena” 1.474.741 spettatori e neanche 10 milioni di euro come incasso complessivo.

Primo posto dei record per Checco Zalone, diretto da Gennaro Nunziante, in Quo Vado?. L’attesa era altissima, ma era difficile prevedere un andamento così travolgente: debutto il primo gennaio con 6 milioni 852 mila euro (quasi un milione di spettatori e migliore apertura di sempre in Italia), replica il 2 gennaio con altri 6 milioni 834 mila euro, domenica 3 gennaio addirittura 7 milioni 770 mila euro. Un primo week-end da più di 22 milioni di euro, con una media per sala, nelle 1.212 in cui è programmato, pari a € 18.357. Il secondo week-end il calo è del 45%, ma parliamo di altri 12 milioni e mezzo di euro, con una media per sala di € 10.768. A fine gennaio incassa quanto la metà di tutti i film italiani usciti nel 2015. Non è il film che ha incassato di più in Italia, perché sopra di lui ci sono ancora Avatar  con 66 milioni 800 mila euro, ancora raggiungibile, e Titanic, che grazie anche alla riedizione in 3D, con i suoi 71 milioni 100 mila euro, sembra difficilmente superabile. Considerando invece i biglietti venduti, Quo Vado? si piazza intorno al cinquantesimo posto, tra La Ciociara e Il bisbetico domato. Ricordo che, in base alle elaborazioni effettuate dal sito BoxOfficeBenful, al primo posto come spettatori c’è Il Dottor Zivago, con quasi 23 milioni di spettatori, in pratica un italiano su 3 lo ha visto  suo tempo al cinema. Numeri impossibili da raggiungere oggi, dove i 9 milioni di Checco Zalone fanno gridare al miracolo. A proposito, è vero miracolo? Si è creato un circolo virtuoso di spettatori che hanno riscoperto il piacere di andare al cinema e sono poi tornati in sala per vedere altri film? È vero che i milioni di euro incassati non finiranno solo nelle tasche di Pietro Valsecchi (il produttore) e Medusa (la casa di produzione e distribuzione) ma daranno respiro al cinema italiano nel suo complesso favorendo la ricerca di nuovi talenti e investimenti in strade anche alternative e meno omologate? Difficile dare risposte, per ora limitiamoci a ricordarci le domande per non arrivare impreparati al futuro. Una cosa, però, pare certa: la maggiorazione applicata al biglietto per il solo film di Zalone da The Space in seguito alla denominazione di film “top” (stratagemma utilizzato successivamente anche per altri titoli molto attesi come Revenant e The Hateful Eight), rischia di rivelarsi un boomerang. Certo, adesso la gente fa la fila e paga senza fiatare, magari brontolando solo un po’, ma siamo sicuri che nel lungo periodo l’ingordigia attuale si tradurrà in voglia di andare a vedere un film al cinema? Sembra che il 3D e le insulse maggiorazioni scacciapubblico applicate, con biglietti fino a 14 euro, non abbiamo insegnato niente.

 


Il barometro del primo trimestre della stagione lo potete trovare qui:

- I Trimestre stagione 2015 /2016: dal 01/08/2015 al 31/10/2015 - parte 1

- I Trimestre stagione 2015 /2016: dal 01/08/2015 al 31/10/2015 - parte 2


La prima parte del Barometro, con un’ANALISI STATISTICA DEL BOX OFFICE STAGIONALE:

II Trimestre stagione 2015 /2016: dal 01/11/2015 al 31/01/2016 - parte 1

La seconda parte del Barometro, con uno sguardo sui FLOP:

II Trimestre stagione 2015 /2016: dal 01/11/2015 al 31/01/2016 - parte 2

La terza parte del Barometro, con uno sguardo sul NATALE e sui FILM DI ANIMAZIONE E PER FAMIGLIE:

II Trimestre stagione 2015 /2016: dal 01/11/2015 al 31/01/2016 - parte 3

La quarta parte del Barometro, con uno sguardo sul CINEMA D’ESSAI:

II Trimestre stagione 2015 /2016: dal 01/11/2015 al 31/01/2016 - parte 4

La quinta parte del Barometro, con uno sguardo sull’ITALIA:

II Trimestre stagione 2015 /2016: dal 01/11/2015 al 31/01/2016 - parte 5

La sesta parte del Barometro, con uno sguardo sugli ALTRI FILM DEL TRIMESTRE e gli EVENTI:

II Trimestre stagione 2015 /2016: dal 01/11/2015 al 31/01/2016 - parte 6


Come sempre, per confronti, opinioni, chiacchiere, consigli, proposte, suggerimenti, l’indirizzo è:

LUCA BARONCINI

Luca   Baroncini