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Shopero! / Novembre & Dicembre 2013

Top 10 per uno shopping spietato

#1

Cofanetto Edgar Reitz
Ripley's Home Video, 45 € 

12 film rari. O inediti. 6 lungometraggi e 6 cortometraggi di Edgar Reitz. In un cofanetto Ripley’s Home Video contenente 7 dvd, ognuno con un’intervista all’autore. Dai primi cortometraggi a Mahlzeiten (1966), Leone d’Argento a Venezia, impietoso studio sul discorso amoroso, da Cardillac (1969), furente appello contestario sul disagio d’artista nella società sua contemporanea tratto da E.T.A. Hoffman a Das Goldene Ding (1972), sperimentazione di film collettivo sul mito degli argonauti interpretato da adolescenti, dalla commedia leggiadra letteralmente d’evasione Die Reise Nach Wein (1973), dal road movie di calligrafica cronaca d’un tempo sospeso, quello tra la fine della Seconda guerra mondiale e l’attesa della pace Stunde Null (1977), sino al fallimento critico e di pubblico di Der Shneider Von Ulm (1978), da una poesia di Brecht, sul fallimento di un’idea e di un’ideologia, film condanna da cui lo salva solo il lavoro su Heimat. Tra pubblico e privato, storia con la s maiuscola e non, lettere e documentario, reminiscenze adorniane filtrate da Kluge e influssi dell’avanguardia musicale, le opere di un regista che ha fatto la modernità del cinema, non solo tedesco. L’unico neo di un’edizione clamorosa: l’assenza del caleidoscopio narrativo Gershichten von Kübelkind e della docufiction francofortese (codiretta con Kluge) Gefahr und grösster Not bringt der Mittelweg den Tod, altri due notevoli episodi del periodo pre-Heimat. A corredo dei 7 dvd un booklet con un saggio di Giovanni Spagnoletti, una dichiarazione poetica di Reitz e le schede dei film.

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Ripley's Home Video (pagina facebook)
Edgar Reitz


#2

Il ruggito del Leone - Hollywood alla conquista dell’impero dei sogni nell’Italia di Mussolini - Gian Piero Brunetta
Marsilio Editori, 25 €

«Il cinema ha modificato la storia e la geografia dei nostri cervelli». Gian Piero Brunetta ricostruisce, con l’abituale sguardo radicalmente multidisciplinare e la minuzia filologica della documentazione, il rapporto tra Hollywood e il ventennio fascista, periodo in cui il Sogno Americano s’è radicato e fatto italiano e in cui l’”Altro americano”, da sconosciuto, è divenuto “il prossimo tuo”. Il tutto letto nei testi giornalistici e nelle dichiarazioni degli intellettuali, nel rapporto tra gli spettatori e la narrativa dei corpi divistici, nelle lettere del pubblico alle riviste specializzate e nelle richieste implicite dei paratesti pubblicitari. «Mi sono sforzato di mettere in luce i meccanismi d’induzione alla tentazione cinematografica che consentono nel ventennio fascista a milioni di italiani, grazie al cinema di Hollywood, di reagire agli aspetti più negativi della realtà circostante». Indispensabile, come ogni libro di Brunetta.

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Gian Piero Brunetta (dall'enciclopedia Treccani)
Marsilio Editori


#3

Su Re - Giovanni Columbu
Bellas mariposas - Salvatore Mereu

Cecchi Gori Home Video, 14,99€ l'uno

Cecchi Gori Home Video edita in dvd due film italiani, girati in Sardegna da autori sardi, due ipotesi di (un altro) cinema italiano che quest’anno ci hanno convinto, che abbiamo difeso e cercato di promuovere. Lo facciamo anche in questa rubrica. Su Re e Bellas Mariposas escono in dvd e non avete nessuna scusa per non recuperarli.

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Su Re 
Bellas mariposas (pagina facebook)
Cecchi Gori Home Video

 


#4

Atlante sentimentale del cinema per il XXI secolo - Incontri con cinquanta registi contemporanei - Donatello Fumarola e Alberto Momo 
Derive e approdi, 25€

Dalla A di Abel Ferrara alla Z di Zelimir Zilnik, 50 registi chiamati per nome proprio e ordinati in ordine alfabetico, 50 incontri confidenziali ripresi (al Torino Film Festival ne hanno proiettati due: quello a Béla Tarr e quello ad Alberto Grifi) e poi trascritti in pagine che non cercano di compiersi nella forma giornalistica dell’intervista, ma divengono il resoconto di dialoghi nel qui e ora, mentre altre persone passano, mentre le cose accadono, si muovono. Una cronaca di viaggio, dicono gli autori. 50 verbali sentimentali, 50 descrizioni di artisti nascoste nelle frasi con cui s’esprimono in quel luogo e in quel tempo, e dunque 50 istantanee dello scorrere di un pensiero e delle sue incertezze, della fragilità delle posizioni colte in un istante, della resistenza al tempo di altre, radicate. Riflessioni su cosa sia il cinema. E su come nascono e crescono i film. Le domande generose di chi il cinema lo vive e le risposte di chi il cinema lo fa. Frammenti di visioni. Aneddoti dietro le opere. Parole & utopie. 

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Derive e approdi

 


#5

Tristanoil - Nanni Balestrini
Il canneto editore, 18€
 

«Tristanoil è un film generato attraverso un computer che riassembla in sequenze di 10 minuti ciascuna, oltre 150 clip in modo che ogni sequenza sia diversa dall’altra, pur trattando il medesimo argomento: la distruzione del pianeta attraverso un uso predatorio delle sue risorse». Tristanoil è, dunque, un film infinito, il cui modello generativo - programmato da un computer - elabora combinazioni sempre differenti, inesauste. Un flusso di frammenti che prende la forma della sua collocazione (la durata di una mostra, ad esempio, come fu per il documenta(13) di Kassel), una macchina che ricicla la catastrofe, un film che non produce immagini, ma le riproduce ricollocando e ridefinendo altrove il loro senso non più originale. In ogni clip brandelli di tragedie ambientali, miseria e povertà, immagini di Wall Street e la plastica di Dallas, la soap opera al tempo dell’edonismo amorale e della speculazione petrolifera, si sciolgono l’una nell’altra, sul vociare di giornalisti e conduttori di tg americani e sulla voce di Balestrini che legge brandelli di Tristano (romanzo padre, cutup rieditato nel 2007 in forma fieramente antiguthemberghiana, distribuito in copie singole l’una differente dall’altra). Sulla loro superficie, il petrolio, che le lega, le soffoca, le fa rilucere di patologia. Creato da Nanni Balestrini, che di certo non sarò io a presentarvi, con il videoartista Giacomo Verde, un film fuori dal soggetto, un’opera celibe, profondamente marxista, un sistema di produzione del senso alienato che nella sua prassi associa tardocapitalismo e apocalissi presente. «È il flusso di un sogno interrotto. Un sogno senza veglia. Senza pause. È l’agonia della realtà che vi appare in tutte le sue sfumature, in un film che è privo di sfumature, le cui immagini fluide sono interamente permeate da una patina di petrolio» (Nanni Balestrini) Oltre al dvd, contenente la demo e 10 sequenze del film (in mostra permanente al Madre di Napoli), un catalogo con testi di Manuela Gandini, Paolo Bertetto, Giacomo Verde, Vittorio Pellegrineschi, Gian Maria Annovi e fotogrammi dell’opera.

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Nanni Balestrini 
Giacomo Verde 
Il canneto editore 


#6

Analitica del cinematografo (1) - Luca Ferri
Nomadica, 0€

Questo (cliccate qui) è un regalo che vi fanno Luca Ferri e l'ammirevole Nomadica. Un'opera in Text on new TAB + Page Background Audio (by mechanical voice). Un omaggio al maestro Augusto Tretti. Un dizionarietto patafisico che è anche manifesto d'intenti. E di stenti. Propri, ma, soprattutto, d'altri. Un gioco linguistico. Una critica seria. Serissima. Nel pdf trovate anche un testo di Dario Agazzi, raffinato musicologo, compositore per sé e per le immagini di Ferri, di cui è il miglior esegeta. Poteva anche non esserlo. 

Nello spot, un altro: Luca Ferri e Dario Agazzi saranno i protagonisti del nostro Italians do it better#4.

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Luca Ferri
Dario Agazzi
Nomadica


#7

Il piccolo fuggitivo - Morris Engel, Ruth Orkin, Ray Ashley
Ripley's Home Video, 12,99 €

La benemerita Ripley's Home Video edita un titolo centrale del cinema moderno, Il piccolo fuggitivo, Leone d'argento a Venezia 1953, film indipendente al crocevia tra neorealismo e onde che verranno, sul tragitto percorso in fotografia da Paul Strand e la street photography. Culto personale di François Truffaut, a cui I 400 colpi rende evidentemente omaggio, decostruisce con leggiadra nonchalance i canoni narrativi, istituendone di nuovi all'insegna dell'istantaneità, della presenza, del gioco e del pedinamento: girato ad altezza infanzia con una mdp (studiata per l'occasione) che segue i passi, le corse di un tenero e crudele bimbo vagabondo, è cinema che studia i propri caratteri, e quelli dell'ambiente, tramite le tensioni emotive create dal movimento. Un gioiellino, presentato in un cofanetto a due dischi che fa impallidire l'edizione (non autorizzata) di A&R: da un master restaurato, presentato anche a Venezia Classici di quest'anno, RHV propone le due versioni (quella theatrical voluta dal produttore + quella integrale con commento opzionale di Morris Engel) accompagnate dai due documentari, Ruth Orkin: Frames of Life e Morris Engel: The Indipendent.

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Ripley's Home Video (pagina facebook)
M
orris Engel Archive


#8

In Purgatorio - Giovanni Cioni
Cinemaitaliano.info, 9,99€

Se questo è l’anno in cui l’Italia ricopre d’alloro il cinema del reale, con i premi - sia a Venezia che a Roma - a due opere che si sottraggono alla media di un’antica concezione di documentario (che comunque ammorba la produzione del paese, tra lirici documentari di denuncia e ritratti arty d’artista), è il caso di recuperare il lavoro di un’eccellenza italiana, Giovanni Cioni, di cui il sito cinemaitaliano.info ha ammirevolmente edito in dvd In purgatorio (2009). In questi giorni in Concorso al Festival dei Popoli con Per Ulisse (già al fondamentale Visions du Réel di Nyon), Cioni è un regista pressoché ignorato al di fuori dei circuiti festivalieri, nonostante i suoi film abbiano trovato la via della distribuzione in sala sia in Belgio che in Francia (dove ha studiato, dove è nato). In questo In purgatorio Cioni gira per Napoli come a cercare di catturare il transito tra le vite e le morti, tra i resti dei corpi inscheletriti dalla peste del 1652 e i riti nell’attualità, in un cinema che all’antropologia predilige la materia fisica colta nell’atto di ricercare un oltre, nell’atto di domandare, elemosinare, farsi investire da una metafisica. E se la verità è nell’aura dei corpi, quest’aura nasce e rinasce da una posa, eccede da un’ipotesi di recitazione, da una precisa stilizzazione. Recuperatelo: serve a ricollocare la ricerca di Sacro Gra e Tir nell'ambito di un cinema che dovrebbe essere medio, ed è scambiato per avanguardia.

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cinemaitaliano.info
Giovanni Cioni
 


#9

Dimenticare Venezia -Franco Brusati 
Mustang/CGHV, 9,99€

Pasqualino Settebellezze - Lina Wertmüller 
Mustang/CGHV, 12,99€

I miserabili. Caccia all'uomo e I miserabili. Tempesta su Parigi - Riccardo Freda
Cristaldi/CGHV, 9,99€ l'uno

Corpo a corpo - Claude Sautet 
Cristaldi/CGHV, 9,99€

4 film editi da Cecchi Gori Home Video, casa che al prodotto di lusso e qualità ha sempre preferito termini come accessibilità e quantità, e che continua a colmare lacune del mercato italiano con titoli inediti: dal catalogo Mustang, ecco dunque Dimenticare Venezia (1979) di Brusati, capitolo fondamentale per una storia queer del cinema italiano, film di un autore legato al sentimento di un'omosessualità lacerata e colposa, ronde sentimentale nel ristagno marcescente di traumi e memorie: uno psicodramma nostalgico sui luoghi fisici del sentimento, sul degrado, il dolore di ricordi e madeleine. Nello scarno dvd, oltre al trailer, interviste a Eleonora Giorgi e Andrea Occhipinti. Altro recupero importante, il Pasqualino Settebellezze (1977) della Wertmüller, tragicomico ritratto amorale di un uomo infame, capace di rinunciare per la sopravvivenza a ogni forma possibile di dignità: uno dei frammenti più estremi di quella commedia all'italiana settantesca che si faceva sempre più cupa e sporca, regressiva e grottesca mentre metteva in scena i figli dell'italianità che prima aveva parcamente criticato e redento e che la coscienza degli autori vedeva ora come irrecuperabile, compromessa, terminale. Nominato a 4 premi Oscar. Nel dvd, insieme ai sempre discutibili contenuti testuali (le filmografie della regista e di Giannini), l'extra A proposito di Pasqualino Settebellezze, con l'attore protagonista. I film del catalogo Cristaldi presentano una pura gioia cinefila: il poter attingere alle due parti di I miserabili di Freda (1948), ovviamente da Hugo, prima produzione imponente del dopoguerra italiano. Un'opera di un regista fieramente antineorealista, dedito al cinema di genere e di cassetta, raffinatissimo esteta prestato al kitsch industriale. Adattatore di testi letterari dall'elevato coefficiente spettacolare e drammatico, il modernissimo Freda dimostrava anche in questo kolossal di sapersene allontanare irriguardosamente, per raggiungere il piacere dell'invenzione cinematografica, del gioco con il mercato divistico, della sardonica beffa d'autore. Meraviglioso. Un unico extra, nel dvd della seconda parte: La grandezza della factory Lux, intervista allo storico del cinema Antonio Fabio Familiari. Altro titolo da recuperare, nonostante presentato in mera edizioni doppiata, priva dell'audio originale, il Corpo a corpo di Sautet (1965), faticoso polar comportamentistico, ennesimo studio dell'autore sul topos dell'isolamento. 

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Cecchi Gori Home Video


#10

Tentacle erotica. Orrore, seduzione, immaginari pornografici - Marco Benoît Carbone 
Mimesis Media/Eros, 122 pagine, 12€ 
 

Prendi, per esempio, polpi e donne in amore coatto. «Attraverso espressioni come Tentacle Sex, Tentacle Porn o Tentacle Erotica si è descritta, nel corso dell'ultimo decennio, una particolare declinazione dell'immaginario sessuale, in cui erotismo e pornografia si accompagnano a determinati elementi fantastici e orrorifici. Più prosaicamente, il tentacle sex accoglie nella sua definizione quelle fantasia in cui entità dotate di tentacoli o altre appendici falliche – demoni, dei, mostri, alieni, animali – intrattengono rapporti sessuali con personaggi umani o antropomorfi». Alla base di questo volume si muove una figura grafica peculiare, un tropo visuale eccentrico. Ma decisamente meno di quel che sembra. Carbone, con una grazia metodologica che è il principale motivo d'interesse del saggio, riporta la storia, transnazionale e transmediale, di questa figura retorica di volta in volta pornografica, orrorifica, erotica, analizzando i contesti sociologici della sua manifestazione, le forme che assume nei diversi media, le declinazioni nella cultura pop da oriente a occidente: esente da pregiudizi, la spoglia da quel "diverso, perverso" che ammorba l'occhio dell'Europa sul Giappone, la segue dalle grafie degli shunga ai pixel dei videogame, passando per Picasso, si concentra sugli imprinting psichici e sociali che sublima, ne individua pubblici e ideologie sottese. Il capitolo I è quello che maggiormente indaga il cinema, da Zulawski a Cronenberg, da Corman a Ridley Scott, ma ciò che affascina, soprattutto, è la capacità di formulare ipotesi, tentativi di capire dinamiche culturali partendo da una figura così particolare, muovendosi rizomicamente, liberamente, fuor di vergogna e omertà, fuori dai già dati, da binari interpretativi chiusi. Un mirabile esercizio di comprensione.

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Mimesis Edizioni
Marco Benoît Carbone

(continua)

Giulio   Sangiorgio