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Classifica film dell'anno 2016/2017 di

Luca Baroncini

Stagione atipica perché, dopo tante annate stimolanti ma tiepide, ho finalmente un film del cuore. Cos’è un film del cuore? Beh, un’opera che lascia un segno indelebile nel tuo immaginario e che pensi abbia forza per imporsi anche nell’immaginario altrui. Uno di quei film in cui bellezza e creatività vanno di pari passo trovando un impasto non solo piacevole e comunicativo, ma anche in grado di andare oltre la razionalità. Un film, quindi, che in qualche modo ti si appiccica addosso vestendo per un po’ la tua sensibilità. Sto parlando di La La Land di Damien Chazelle, da molti amato, da altrettanti odiato, e già per questa sua capacità di non lasciare indifferenti degno sicuramente di nota. Un concentrato di cinema allo stato puro, di canzoni e musiche memorabili, di attori meravigliosi, di gioco consapevole, di regia prodigiosa, di citazioni non ingombranti, di Lieto Fine non frusto ma aggiornato ai tempi e alla natura umana, di ritorno al “campo lungo” (finalmente!!!) dopo montaggi compulsivi che davano ritmo senza valorizzare le coreografie. Il sogno come rifugio alla malinconia del vivere. Insomma, un film in grado di lasciare un segno, almeno in me.
Stagione comunque ricca di titoli interessanti, da Arrival di Denis Villeneuve ad Animali notturni di Tom Ford passando per Une Vie di Stéphane Brizé, The Journey di Nick Hamm e Il cittadino illustre di Mariano Cohn e Gaston Duprat, a dimostrazione di un Festival di Venezia nettamente superiore ai deludenti Berlino e Cannes.
A seguire, come al solito, una lista suddivisa per categorie (ordinate alfabeticamente) in modo da scandagliare sinteticamente luci e ombre della stagione.
So che chi legge qualunque tipo di classifica cerca conferme al proprio sentire. Trovare un punto di vista in cui rispecchiarsi è sempre bello, rassicura, è una nicchia calda in cui cullarsi, ma ogni tanto una doccia gelata offre ottime occasioni di confronto. Tale premessa per ricordare, come ogni anno, di non prendersi troppo sul serio. In fondo, sono solo film.

DELUSIONI

Alla ricerca di Dory di Angus MacLane e Andrew Stanton: clonato

American Pastoral di Ewan McGregor: anestetizzato

Florence di Stephen Frears: scontato

Il GGG - Il Grande Gigante Gentile di Steven Spielberg: puerile

I magnifici 7 di Antoine Fuqua: BANG! BANG!

On The Milky Road di Emir Kusturica: scaduto

Pets di Yarrow Cheney e Chris Renaud: esile

La ragazza del treno di Tate Taylor: fuori fuoco

La tenerezza di Gianni Amelio: m(od)esto

 

SOTTOVALUTATI

Alien: Covenant di Ridley Scott: funzionale

Baby Boss di Tom McGrath: spassoso

Il clan di Pablo Trapero: viscerale

La famiglia Fang di Jason Bateman: originale, almeno

Io prima di te di Thea Sharrock: onesto

Loving di Jeff Nichols: asciutto

Mal di pietre di Nicole Garcia: struggente

Man in the Dark di Fede Alvarez: spaventoso

Piuma di Roan Johnson: leggero, leggero, leggerissimo

Victoria di Sebastian Schipper: virtuosistico

 

SOPRAVVALUTATI

Captain Fantastic di Matt Ross: superficiale

Io, Daniel Blake di Ken Loach: schiacciato

Jackie di Pablo Larraìn: invadente

Kong: Skull Island di Jordan Vogt-Roberts: inutile

Paterson di Jim Jarmusch: fasullo

Sully di Clint Eastwood: retorico

The Witch di Robert Eggers: illusorio

 

BRUTTI

The Dinner di Oren Moverman: distruttivo (di un bel romanzo)

Equals di Drake Doremus: pretenzioso

Fallen di Scott Hicks: fallimentare

Fortunata di Sergio Castellitto: artefatto

Go With Me di Daniel Alfredson: brutto brutto

Inferno di Ron Howard: frastornante

La luce sugli oceani di Derek Cianfrance : forzato

Planetarium di Rebecca Zlotowski: estenuante

Per mio figlio di Frédéric Mermoud: inconsistente

The Ring 3 di Francisco Javier Gutiérrez: vacuo 

Il segreto di Jim Sheridan: pasticciato