Nike Air Max Hyperfuse 2016 Nike Air Max 95 360 2016 Nike Air Max Zero 2016 Nike Roshe Run 2014 Commemorative 2016 Nike Roshe Run Dyn FW QS 2016

Classifica film dell'anno 2016/2017 di

Luca Pacilio

GALLERIA ANNUALE - Tocchi d'autore

Ah-ga-ssi - Park Chan-wook

«All’inizio  volevo girare il film in 3D. (...) Il 3D avrebbe fatto emergere il punto di vista di ogni personaggio. Alla fine non l'abbiamo potuto fare per ragioni finanziarie, ma credo che i movimenti di camera si sostituiscano agli effetti che avevo immaginato»

Amori & Inganni - Whit Stillman

«Mi identifico totalmente nel punto di vista di Jane Austen. In ogni cosa»

Animali notturni - Tom Ford

«La cosa più importante è trovare persone che significhino davvero qualcosa nella tua vita. E non lasciare che vadano via. Questa è una storia su ciò che succede alla tua vita quando lasci andar via quelle persone»

Atlanta - Donald Glover (creatore)

«Pensavo: questa cosa sarà diversissima da tutte le altre. E credo che sia la questione più importante oggi praticando qualsiasi tipo di arte. Che sia diversa»

The Childhood of a Leader - Brady Corbet

«L’idea era di fare un film che fosse totalmente allegorico (...). Per me questo personaggio è la manifestazione fisica di quello che gli sta accadendo attorno»

I cormorani - Fabio Bobbio

«Prediligendo alla messa in scena una “messa in situazione” e creando dei confini fittizi entro i quali i personaggi avrebbero potuto muoversi liberamente, ho potuto sperimentare una narrazione aperta e mutevole, in modo che il racconto potesse nascere e stratificarsi in un confronto continuo con il reale»

È solo la fine del mondo - Xavier Dolan

«Faccio film espressivi. Non mi risparmio, non giro film prudenti, ma emotivamente ed emozionalmente onesti. O almeno ci provo»

Frantz - François Ozon

«Gioco con le attese e i desideri dello spettatore. Ci provo sempre quando racconto una storia. È la lezione di Hitchcock: bisogna includere lo spettatore nella storia che si racconta»

Jours de France - Jérôme Reybaud

«È la strada il personaggio del film. Ed è qualcosa che non si vede molto al cinema. I road movie troppo spesso mentono. Non parlano della strada, ma di un tragitto astratto, per poterci rifilare le storie dei personaggi»

Manchester By the Sea - Kenneth Lonergan

«Ciò che davvero mi interessa sono le persone che lottano con situazioni più grandi di loro, e ne sono travolte. E la disparità di esperienza, la varietà di esperienza umana: come una persona può avere un certo tipo di vita e il suo vicino averne uno completamente diverso, sotto ogni aspetto. Questo non cessa mai di affascinarmi, confondermi, colpirmi»

Nocturama - Bertrand Bonello

«Le esplosioni sono messe in scena in modo quasi astratto, come dei quadri. Non ci sono figuranti o fini realistici. Sono immagini»

O Ornitologo - João Pedro Rodrigues

«Il punto di vista dei droni non ha alcun senso; la sola cosa che puoi filmare con un drone è il punto di vista di un uccello… O quello di un dio»

Personal Shopper - Oliver Assayas

«L’umano è tutto ciò che esiste tra il visibile e l’invisibile»

Serianevada - Cristi Puiu

«Un proverbio rumeno dice Essere generosi non è dare ciò che si ha, ma ciò che si è. E trovo che in questo l’attore sia nella migliore posizione»

Swiss Army Man - Daniel Kwan, Daniel Scheinert

«Ci piace pensare ai nostri film come a degli orfani. Ci sono cattive idee che nessuno vuole adottare»

20th Century Women - Mike Mills

«Non voglio fare un diario. Non voglio fare qualcosa che sia personale. Uso le mie cose personali per fare un buon film»

Favoritismi

Film: Swiss Army Man

Regista: Cristi Puiu (Sieranevada)

Attore: Casey Affleck (Manchester By The Sea)

Attrice: Annette Bening (20th Century Women)

Attore non protagonista: Robert Pattinson (Civiltà perduta)

Attrice non protagonista: Michelle Williams (Manchester By the Sea)

Sceneggiatura originale: Mike Mills (20th Century Women)

Sceneggiatura non originale: François Ozon (Frantz)

Direzione della fotografia: Darius Khondji (Civiltà perduta)

Musiche: Andy Hull & Robert McDowell (Swiss Army Man)

Ella danza: Chloë Sevigny

Addio con applausi: Jonathan Demme (Justin Timberlake + the Tennessee Kids)

Ai limiti: L’estate addosso - Gabriele Muccino

Out(siders):À jamais (Benoît Jacquot), Rester Vertical (Alain Guiraudie), Ana, mon amour  (Cãlin Peter Netzer)

Re-make Re-model: Jackie (Pablo Larraìn)

Incompreso: Questi giorni (Giuseppe Piccioni)

Ignorato: Parola di Dio (Kirill Serebrennikov)

Sottovalutato: Equals (Drake Doremus)

Sopravvalutato: Ritratto di famiglia con tempesta (Hirokazu Kore-eda)

Tiro al piccione: Planetarium (Rebecca Zlotowski)

Fottesega (già Ci-cale): Elle (Paul Verhoeven)

Delusione: Sing (Garth Jennings)

Cortometraggio: Les îles (Yann Gonzales)

Documentario: One More Time with Feeling (Andrew Dominik)

The Big Sleep: Neruda (Pablo Larraìn)

Favoritismo alla carriera: Terence Davies (A Quiet Passion)

Battuta:  Jamie: Age is a bourgeois construct. (20th Century Women)

Dialogo: Julie: Half the time I regret it.
             Jamie: Then why do you do it?
             Julie: Because half the time I don’t regret it. (20th Century Women)

Trailer: Animali notturni

Incipit: Nocturama

Finale: Animali notturni

Scena: Manchester By The Sea

Amplesso: la sodomia/ suicidio assistito di Rester Vertical

Song: Montage Andy Hull & Robert McDowell, feat. Paul Dano, Daniel Radcliffe (Swiss Army Man)

Cine Qua Non

Serie TV: The OA, Tredici, The Leftovers, House of Cards

Miniserie TV: Feud

Monumenti autoeretti in TV: Taboo (Tom Hardy)

FotteSega (già Ci-cale) in TV: Westworld

Fuffa + Gattamorta: The Handmaid’s Tale
 

Danza:

Nicht Schlafen - Alain Platel (Les Ballets C de la B)

Auguri - Olivier Dubois (Ballet du Nord)

Paradoxe mélodie - Danièle Desnoyer (CDL)
 

Prosa:
Natale in casa Cupiello (Eduardo De Filippo) regia di Antonio Latella
Il sindaco del rione Sanità (Eduardo De Filippo) regia di Mario Martone
Pinocchio (da Collodi) regia di Antonio Latella
Lehman Trilogy (Stefano Massini) regia di Luca Ronconi

Le cose che mi hanno fatto davvero innamorare degli ultimi anni vengono dal videoclip (ma guarda un po’). Dopo David Fincher, Michel Gondry, Spike Jonze, Garth Jennings, Floria Sigismondi, Joseph Kahn (l’elenco è ancora lungo e sempre in aggiornamento). Dopo Jonathan Glazer e il suo epocale Under the Skin, un film che vale l’ultimo decennio, ecco Swiss Army Man, il debutto dei Daniels, i videomaker più intelligenti e creativi dell’ultima generazione: film troppo importante, complesso, stratificato da rendere impossibile sintetizzare in poche righe la sua dolcezza, asprezza,  gioia, dolore, tutte le sue lacrime, il suo sangue, il suo sperma. Nessun dubbio per il sottoscritto: questo lavoro fuori da ogni convenzione surclassa qualsiasi cosa sia passata sugli schermi nell’ultimo anno. Qualsiasi. E prima o poi chiuderò quel file che ne raccoglie la recensione fiume: ho vissuto quest’anno nel terrore che uscisse in sala e che questa cosa mi costringesse a fare i conti con una recensione da licenziare. Per fortuna non è avvenuto, per fortuna è rimasto quell’oggetto strano, inclassificabile, invendibile che è sembrato fin dalla sua prima apparizione al Sundance 2016.
20th Century Women è il terzo film di un maestro del campo, Mike Mills: l’insuccesso e la generale indifferenza col quale è stato accolto è pari solo alla sua bellezza. Film scritti, diretti, interpretati così sono una benedizione.
Atlanta ripresenta Donald Glover in accoppiata con Hiro Murai, colui che, con Patrick Daughters, ha assorbito al meglio la lezione dei maestri Jonze-Gondry, reinventandone la maniera: nome roccaforte, dunque, dell’arte verde, ma matura, di mettere in immagini la musica. Si dice che Atlanta sia una serie: per me prescinde da tutto, è una cosa talmente avanti, inedita, ever seen before che trovo difficile catalogarla in un qualsiasi modo.
Lo ripeto per l’ennesima volta: la storia del cinema negli ultimi anni ha i suoi prossimamente nella videomusica, i videoclip sono i suoi trailer, è lì tutto lì quello che conta e che ritroveremo sul grande schermo: l’ìinnovazione, le idee, l’avanguardia, la creatività, figure autoriali già mature in attesa di irregimentarsi/ esaltarsi/ bruciarsi/ trionfare nel percorso compromissorio che il cinema prevede per loro.
E naturalmente il film più importante del 2018 sarà il secondo lungometraggio di Romain Gavras, Le monde ou rien, con Vincent Cassel e Isabelle Adjani. Non c’è altro da attendere, se c’è questo da attendere. Il tempo lo dirà, ma io lo dico adesso, ché  il tempo non l’ho mai aspettato.
Popcorn!

Grazie agli amici Kazuya Akimoto, Gerhard Alten, Andrea Appiani, Honoré Daumier, Georges de La Tour, David Hockney, Lucio Fontana, Domenico Gnoli, Fernand Léger, Max Liebermann, Bernardino Luino, Kazimir Malevich, Julian Schnabel, Antoni Taule, Alexander Timofeev, Jack Vettriano