JE VOUS SALUE MARIE
(Jean-Luc GODARD)

Fra/Svi - 1985
con Myriem Roussel, Thierry Rode, Philippe Lacoste, Juliette Binoche

 

A Maria, figlia di un benzinaio, giocatrice di basket,  Gabriele annuncia la nascita di un figlio. Il fidanzato di lei, Giuseppe, inizialmente crede che ci sia un altro uomo ma...

 

- E' vero che l'anima ha un corpo?
- Ma cosa stai dicendo? E' il corpo che ha l'anima!
- E' molto triste: credevo il contrario.

Maria č fatta di carne e sangue e la Nativitą senza sesso annunciata dall'arcangelo Gabriele con modi spicci e un po' brutali (rispecchiano una visione di Dio come entitą perentoria e risoluta: quando la giovane gli chiede da chi provenga il frutto del ventre suo, Gabriele le risponde: "Non fare l'innocente") le porta incertezze e dubbi. Maria dal ginecologo che le conferma gravidanza e verginitą, Maria che non si fa toccare ma solo guardare da Giuseppe, un fidanzato e poi un marito che decide di accettare questa realtą anomala ma che come la sua sposa rimane essere umano e non rinuncia a cercare di capire. Maria vergine ma donna e con una sessualitą in subbuglio si agita nuda nel letto: "La terra e il sesso sono dentro di noi. Fuori non ci sono che le stelle". Maria che, nel bellissimo finale, una volta che il figlio ha preso la sua strada, mette il rossetto su labbra che si dischiudono occupando l'intero schermo e decide di vivere. Godard "in quel tempo" (en ce temps lą) narra la Nativitą per frammenti e immagini bellissime, concedendo alla pellicola i colori e gli umori primevi di una natura serena e incontaminata, non rinuncia alla provocazione ma evita da par suo facilonerie e gratuitą. La sua rilettura in chiave contemporanea e  problematica della Sacra Famiglia č tenera e sagace, non attenta i dogmi, pur giocandoci con ironia, e si incrocia con i temi dell'origine del mondo e del significato della vita (parallelamente si seguono le vicende di un professore, che parla di questi temi nelle sue lezioni e sostiene l'esistenza di una suprema mente ordinatrice, e di una studentessa che gli si concede carnalmente). il Papa si scomoderą e bollerą il film ma la delicatezza del tocco e lo splendore delle immagini durano nella memoria pił dell'anacronistico anatema.

Sono un'anima prigioniera del corpo, sono una gioia.

Luca Pacilio

 

 

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