PROIBITI

 

 

 

 

 

 

 

THE BABY OF MACON - Peter Greenaway 
BERLINGUER TI VOGLIO BENE - Giuseppe Bertolucci
LA BESTIA - Walerian Borowczyk
CANNIBAL HOLOCAUST - Ruggero Deodato
CRASH - David Cronenberg
I DIAVOLI - Ken Russell
FLESH - Paul Morrissey
FRITZ IL GATTO - Ralph Bakshi
GOLA PROFONDA - Gerard Damiano
L'IMPERO DEI SENSI - Nagisa Oshima
L'IMPERO DELLA PASSIONE - Nagisa Oshima
JE VOUS SALUE MARIE - Jean-Luc Godard
NON APRITE QUELLA PORTA - Tobe Hooper
SALO' O LE 120 GIORNATE DI SODOMA - Pier Paolo Pasolini
TOTO' CHE VISSE DUE VOLTE - Daniele Ciprì-Franco Maresco
TRASH - Paul Morrissey
 

 

Porgiamo all'attenzione dei nostri lettori un pugno di film che le reti nazionali non manderanno mai (mai?) in onda: alcuni per divieti espliciti (i film vietati ai minori di 18 anni non possono essere trasmessi, quelli vietati ai minori di 14 solo dopo le 22.30 - L.223\1990), altri che, nonostante una visibilità ipotetica, vengono messi accortamente da parte per motivi diversi, i più vari (generalmente di "politica aziendale" che significa, inutile dirlo, di politica tout court). A proposito della suddetta legge (la Mammì) va detto che soprattutto alcuni divieti ormai obsoleti sono aggirati per mezzo della derubricazione (recente, ad esempio, quella di ARANCIA MECCANICA film che, passato da un divieto ai minori di 18 a quello di 14, attende la sua prima tv su una rete nazionale - il nostro discorso si concentra solo su queste e prescinde da circuiti satellitari -), pratica che, tra l'altro, non trova espressa legittimazione in alcun testo di legge e che consiste in una revoca o modifica del divieto a seguito di una revisione della pellicola, alla luce di un cambiamento del comune senso del pudore e del modo di sentire della società, o, ahinoi, sulla base di ritocchi e sforbiciate varie (pratica barbara: di molti film mutilati, parlo soprattutto di film degli anni 60 e 70, oramai è difficile reperire le versioni integrali; senza contare che i programmatori assetati di audience non si fanno scrupolo di far scempio anche di pellicole ipoteticamente programmabili in versione integrale - FUGA DI MEZZANOTTE ieri, FIGHT CLUB oggi, ad esempio - per poterle trasmettere in prima serata e rendendo "per tutti" anche un'opera che, dopo le 22.30, sarebbe stata trasmissibile senza tagli).
Questo speciale è comunque anche un'occasione per riflettere su un fenomeno, quello dei film "scomodi", che sembra oramai sempre meno frequente (gli ultimi casi clamorosi sono quelli di CRASH e di TOTO' CHE VISSE DUE VOLTE). Il fatto che non accada quasi più che un film crei problemi di "visibilità", lungi dal rappresentare una tendenza positiva, mi pare piuttosto il deprimente segnale di una consolidata abitudine: quella della censura preventiva. Gli stessi autori, o in loro vece i produttori, in vista del passaggio televisivo della pellicola, si guardano bene dall'inserire o far inserire determinati concetti, scene e comunque elementi "vietabili" nelle pellicole, pellicole che, paradossalmente, nascono quindi già censurate. Tutti problemi non certo nuovi: Vieri Razzini (uno che ha pagato sulla sua pelle il problema "censura" dato che da programmatore di film su RAI 3 fu defenestrato dopo la programmazione in prima serata di un filmetto, L'ULTIMA SEDUZIONE, che, nonostante fosse "per tutti", presentava un passaggio di dialogo piuttosto esplicito - roba orale -) scriveva nel 1993: a suscitare sospetto e dispetto nei censori è quasi sempre il film d'autore, quasi mai il prodotto di basso conio. Ovvero si mira alla censura del pensiero. Così fioccano i divieti ai minori di 18 anni su Ferreri e Almodovar e Jarman e passano indenni cose altrettanto hard e solo più pacchiane per mancanze di idee. Il che non danneggia, naturalmente, se non la formazione del gusto. E il sesso, comunque, è sempre di segno progressista, liberatorio quanto la violenza è imprigionante. Forse per questo l'uno è inviso e l'altra beneaccetta.
Cosa aggiungere?
Buona visione (si fa per dire).

Luca Pacilio

 

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