| Linda
Lovelace non riesce a godere sessualmente, visitata dal dottor Young
scoprirà che il suo problema è dovuto ad un piccolo inconveniente
fisico: ha il clitoride in fondo alla gola. Sarà lo stesso dottor Young
ad insegnarle la tecnica della “gola profonda”: l’unico modo per
far raggiungere alla donna un orgasmo degno di fuochi d’artificio e
campane.
C’era
una volta in una gelida mattina d’inverno a New York
La storia è presto detta. Tutto cominciò nel 1972,
quando Chuck e Linda Traynor ebbero l’idea di farsi immortalare in un loop,
uno di quei filmetti per soli adulti che giravano, allora
clandestinamente, gli States attraverso i peepshow o il sistema di
vendita per corrispondenza. Chuck Traynor era il gestore di un topless
bar, il marito di Linda, e il grande sostenitore della tecnica della deep
throat. Linda era una ragazza qualunque, completamente assoggettata al
marito, mero strumento di esibizione della deep throat. La deep
throat non era niente altro che una tecnica (più atletica che
erotica) importata in occidente dalle prostitute giapponesi (da cui
Traynor l’aveva scoperta), che consisteva in una fellatio in cui la
testa della donna ingoiava fin nell’esofago il membro maschile.
L’aspirante coppia a luci rosse finisce così nell’ufficio di New York
di un certo Gerard Damiano. Gerard Damiano era un ex parrucchiere del
Queens, uno che si era reinventato regista di film hard alla fine degli
anni ‘60 (per arrotondare le entrate, su suggerimento del proprio
commercialista), e nel 1972 non era ancora nessuno. Ma i tempi andavano
maturando un profondo cambiamento. Un cambiamento che non coinvolgerà
solo Linda, Damiano e il popolo dei raincoat crowd (ovvero gli
abituali frequentatori dei cinema a luci rosse). Un cambiamento che, con
intensità e durata diverse, sconvolgerà un’idea di nazione, uno stile
di vita, un modo di pensare. La voglia di cambiare nasce e prende forza
nella cultura underground dell’epoca che cresce e prospera all’ombra
dell’élite americana e del sogno che ne alimenta il fascino e il limite
insieme, ed è fatta di fuorilegge (The Godfather), di frustrazione
(Taxi Driver), di sacrifici (Vietnam) e di voglia di fuggire (Easy
Rider). Proprio questa grande voglia di libertà (sessuale, sociale e
politica) avrà attraverso la pornografia un mezzo di manifestazione forte
e un dialogo privilegiato con la borghesia americana, almeno fino a quando
la pornografia sarà capace di farsi espressione entusiastica e sincera di
un mondo autonomo, prima, cioè, di rinnegare i propri artisti, di
trasformarsi in mercato, e di vivere dei successi d'una moda che, si sa,
dura solo una stagione. Quella stagione iniziò una gelida mattina
d’inverno del 1972, a New York.
Nella storia del porno perché
tutti hanno sentito parlare di Deep Throat?
Nel suo ufficio di New York, Gerard Damiano è
talmente colpito dalla performance di Linda, da decidere di scriverci
sopra un film. Linda Traynor, ribattezzata Linda Lovelace, sarà la star
femminile. Chuck Traynor (gelosissimo della moglie) si accontenta di
diventare il factotum di Damiano. Mentre il film si intitolerà Deep
Throat, ovvero Gola Profonda (in Italia uscirà nel 1977 con il
titolo de La vera gola profonda, per distinguerlo dal sequel uscito
nel 1973), e sarà tutto incentrato sulle avventure della sua protagonista
alla ricerca disperata dell’orgasmo, e ovviamente, sulla tecnica della
deep throat. Il film esce il 15 novembre del 1972 al New World Theater di
New York ed è un enorme successo di pubblico, critica e libertà
d’espressione. Ma perché nella storia del porno tutti hanno sentito
parlare di Gola Profonda? Perché Gola Profonda ha cambiato
il mondo. Ha cambiato il modo di vedere i film pornografici perché ha
cambiato la pornografia, ha cambiato la gente perché ha portato la gente
a vedere i film porno, e ha cambiato il mercato del porno perché ha
conquistato al porno il concetto di popolare. Gola Profonda è un
film che non ha nessun merito artistico, sebbene sia stato definito il
primo porno d’autore per via dello stile inconfondibile di Damiano, non
ha introdotto nessuna novità a livello tecnico nella storia del cinema,
più che un film, quello di Damiano, è “una trovata a metà tra il
kitsch e il geniale”1,
eppure lo hanno visto milioni di persone, e tutti ne hanno sentito
parlare. Gola Profonda è stato semplicemente il film giusto al
momento giusto, la sua importanza nella storia dei costumi sessuali, della
mentalità e della pornografia è squisitamente accidentale2.
Ma i fatti e le cifre danno ragione di questo incredibile successo in
maniera irrefutabile. La deregulation della pornografia, iniziata
negli anni ’60 e ‘70 in America (Sturman, Damiano) e in Europa (Lasse
Braun, Rasmussen), ha prodotto numerosi effetti sulla vita sociale e
culturale occidentale, effetti di portata indiscutibile, come
indiscutibile è il giro di boa segnato nel 1972 in America, proprio
grazie al film di Damiano. Vediamo di dare ragione della portata di
quest’ultimo a partire dai fatti “certi”, ovvero dal punto di vista
degli atti giuridici e delle cifre. Nel 1972 i film pornografici sono
ancora fortemente censurati,
il corpo nudo si può vedere solo nei peepshow di Sturman, oppure
nei documentari sui campi nudisti, i cosiddetti nudies. Ma le cose
stanno lentamente cambiando. In Europa Lasse Braun sta facendo crescere la
domanda di pornografia fornendo con ogni mezzo, legale e illegale,
materiale per soli adulti. In Danimarca nel 1966 il parlamento danese
autorizza, per la prima volta, la pubblicazione di scritti pornografici
(ma non di immagini), mentre nel 1969 a Copenaghen si svolge la prima
fiera del sesso (con relativo documentario: Censorship in Denmark).
Intanto in America il sotterfugio dei nudies viene a poco a poco
scavalcato da film sempre più audaci, come The immoral Mr. Teas di
Russ Meyer che introduce per la prima volta, nel 1959, il senso
dell’umorismo e del grottesco in un film pornografico. Il mercato dei
film pornografici è ancora relegato ai confini dell’industria
cinematografica, nella periferia dello zero budget. I film porno
sono artigianali, girati in condizioni precarie, con una distribuzione
altrettanto limitata, ma con un discreto ritorno economico, ovvero
rispondono ad una domanda che è sempre più in crescita. Basti pensare
che nel 1971, anche il re del cinema a costo zero, Ed Wood, gira un
sex-horror: Necromania. Intanto, anche le regole di vigilanza del
codice etico dei film subiscono una flessione e si mostrano più
comprensive nei confronti del nuovo clima sociale. Nel 1952 i film
rientrano finalmente nell’articolo della costituzione (il Primo
Emendamento) che protegge la libertà di parola e d’espressione, mentre
nel 1968 la MPAA (la commissione di vigilanza per la censura) chiude con
il vecchio codice Hays, e introduce la classificazione in base al rating,
cioè all’età dello spettatore. I tempi sono maturi per il grande
salto, la pornografia è pronta a confrontarsi a viso aperto con il grande
pubblico, la borghesia americana è pronta a farsi il primo spinello a
base di porno sotto i riflettori delle grandi serate mondane. Gola
Profonda esce al New World Theater, ed è un successo assoluto di
pubblico, in poche settimane incassa, solo a New York, più di un milione
di dollari. Ma soprattutto è un grande successo giuridico per tutta la
pornografia (e non solo nello stato di New York). Definito osceno dal
giudice (“questa è una gola che merita di essere tagliata”), i
proprietari del New World Theater sono trascinati in processo e condannati
per oscenità. Ma in appello la nuova giuria assolve Gola Profonda,
ed è la vittoria della svolta. Il film viene proiettato liberamente e
rimarrà in cartellone fino al 1980 (per ben otto anni), incassando in
tutto il mondo 100 milioni di dollari (ma qualcuno dice addirittura 600
milioni3), “cifra che lo colloca a pieno
titolo nella classifica dei dieci migliori incassi di tutti i tempi
assieme a Titanic, E.T. e Biancaneve e i sette nani”4,
per non parlare delle 500.000 videocassette vendute solo negli Stati
Uniti. Non male per un film che era costato 23.000 dollari e sei giorni di
riprese tra Fort Lauderdale e New York. Ma se queste sono le cifre del
fenomeno Gola Profonda, i suoi effetti sono ben più profondi e
ramificati. Jack Nicolson, Warren Beatty e altre eminenti personalità del
mondo dello spettacolo si schierano senza indugi dalla parte del cinema
pornografico (arrivando addirittura a pagare l’avvocato più costoso
d’America per difendere Harry Reems dall’accusa di possesso illegale
di materiale pornografico), il New York Times conia l’etichetta di “porno-chic”,
mentre il Washington Post soprannomina “Gola Profonda” l’informatore
del caso Watergate, ma soprattutto le sale che proiettano il film di
Damiano sono prese d’assalto per la prima volta da ogni genere di
spettatore: manager, gruppi di amici, coppie borghesi, signore e
signorine. Gola Profonda da specchio di un certo clima sociale e
culturale, quello della liberazione sessuale della fine degli anni ’60,
si trasforma a sua volta in un catalizzatore di atteggiamenti e mentalità.
Gola Profonda diventa l’argomento più “in” delle serate
mondane, i suoi protagonisti vengono invitati a tenere conferenze nelle più
prestigiose università americane, l’immaginario e la terminologia del
film di Damiano penetrano in ambiti seri come la politica e la teoria
cinematografica, ma soprattutto Gola Profonda è capace di valicare
i confini ristretti del film culto per farsi simbolo dello spirito di
un’intera epoca.
Attraverso la Gola Profonda
Ma quali sono i meriti effettivi di Gola Profonda
a livello tecnico, di contenuti, e di stile. Da un certo punto di vista Gola
Profonda non inventa nulla e non si eleva oltre la media della
pornografia del suo tempo. A livello di contenuti pornografici non propone
niente di nuovo. La pornografia è nata “adulta” non solo perché agli
adulti si è sempre rivolta, ma perché ha scoperto da subito i propri
limiti: il nudo e l’atto sessuale da ogni punto di vista. Con la nascita
del cinema nascono i French Film, ovvero i primi film pornografici, con lo
scopo dichiarato di eccitare sessualmente il pubblico (maschile) mostrando
le nudità (femminili). Per eccitare sessualmente non servono molti
minuti, e non serve una trama, basta mostrare quello che di solito non
viene mostrato. La prima donna nuda della storia del cinema appare in un
French Film del 1896 (Le Bain), poi vengono mostrati i dettagli dei
genitali (El Satario, 1907), e infine l’atto sessuale completo.
All’inizio del secolo in Francia, ma anche in America, Inghilterra,
Argentina e nel resto del mondo, la pornografia ha già esplorato e
conquistato al pubblico delle fiere di paese e dei bordelli l’intero
universo sessuale: voyeurismo, satanismo, lesbismo, zoofilia. Da questo
punto di vista Gola Profonda non produce nessuna innovazione (non
avrebbe potuto), ma non si spinge nemmeno al limite delle conquiste
dell’oscenità. Anzi, possiamo dire che rimane persino indietro rispetto
alle conquiste più ardite della pornografia del suo tempo, nel senso che,
da una parte presenta una pornografia con un “grado di oscenità”
contenuto (anal, facial, money shot), quando la stessa protagonista aveva
fatto ben oltre in passato (fist-fucking, foot-fucking, zoofilia),
dall’altra, introduce all’interno della logica dell’economia
dell’eccitamento sessuale, una narrazione che non è totalmente
pornografica, ma prevede una recitazione, dei dialoghi, dei personaggi che
si evolvono in base ad una trama. Gola Profonda non è più un loop
di pochi minuti, è un film che aspira ad avere la forma narrativa, ma
soprattutto, l’incidenza di gradimento pubblico, del cinema ufficiale. Gola
profonda è il primo porno-popolare della storia del cinema. Il
discorso tecnico non può invece prescindere dalla figura e dall’opera
di Gerard Damiano. Gola Profonda non è un semplice “porno” per
due motivi: perché contiene una trama narrativa e una grande dose di
ironia (inusuale in un porno), e perché Damiano ha uno stile e può
essere considerato un autore. Gola Profonda non è il primo porno
narrativo della storia (l’aveva preceduto nel 1970 Mona – The
Virgin Nimph di Bill Osco), è recitato pessimamente (nelle parti non
pornografiche), e presenta numerose ingenuità narrative. Ma allora perché
introdurre una trama in un film porno? La trama narrativa serve a Damiano
per imbastire un discorso sulla pornografia, che per la prima volta nella
storia, si rifiuta di avere come enunciatario il ristretto popolo dei
frequentatori delle sale a luci rosse, e si rivolge decisamente verso il
grande pubblico, le coppie e le donne, per intenderci. Damiano è convinto
che il porno possa parlare alla gente comune, e per far questo il porno
deve “spogliarsi” dei contenuti osceni e maschilisti e indossare i
comodi abiti del racconto borghese di formazione e del senso di colpa. A
livello narrativo domina la figura del dottore (Harry Reems), vero e
proprio maestro iniziatore ai piaceri sessuali. Ma questa volta il
protagonista non è un novello Casanova, incapace di identificarsi con il
proprio corpo che abbandona ad ogni donna indistintamente, e nemmeno un
Don Giovanni seduttore che usa le donne come numeri per la propria
statistica. Protagonista è invece proprio una donna e la sua ricerca del
piacere. All’interno di questi due poli narrativi, il dottore che svezza
la novella, e la donna alla ricerca del proprio “oggetto di valore”
(l’orgasmo), la struttura espositiva è semplice, lineare, progressiva.
La protagonista seguirà la propria formazione sessuale fino allo
scioglimento del nodo che le impediva di raggiungere la soddisfazione.
L’escamotage della gola-profonda ha la funzione di presentare una
tecnica erotica tradizionalmente umiliante per la donna, da un punto di
vista femminile: la donna è ben contenta di prestarsi alla pratica, non
per sottomettersi al desiderio maschile, ma, avendo il clitoride in gola,
per soddisfare la propria sessualità. Questa trovata da una parte
dimostra l’intelligenza e la portata del genio narrativo di Damiano,
dall’altra, nel momento del free love, è forse una delle più
penetranti raffigurazioni dell’immaginario erotico delle fantasie da
matricole universitarie dell’era Vietnam. Ma se la materia è originale,
originalissimo è il colores, ovvero il modo di disporre la
materia. Infatti, se la trovata della gola-profonda innalza l’oscenità
delle scene di sesso alla dimensione del fantastico, rendendole più
digeribili per un pubblico di neofiti, Damiano ricorre all’umorismo per
sollevare una sostanza narrativa altrimenti risibile. Se a livello
narrativo, l’autorialità di Damiano si manifesta attraverso il
fantastico e lo humour, a livello stilistico domina la jump cutting technique.
E anche qui il genio artigianale di Damiano è sorprendente. Non potendo
avere a che fare con una materia alta, e con grandi mezzi, Damiano decide
di saccheggiare un culto cinematografico del calibro di Arancia
Meccanica e utilizzare la tecnica del jump cutting per
illustrare l’unica cosa che nella pornografia non può essere mostrata:
l’orgasmo femminile. Per definizione un film è considerato pornografico
quando mostra il congiungimento dei genitali, ma un film pornografico è
considerato serio (dagli addetti ai lavori) solo quando mostra il
cosiddetto money shot, ovvero l’eiaculazione maschile (e gli
attori vengono pagati in base al numero di money shot). Ma se
l’orgasmo maschile possiede una forza plastica e rappresentativa
indubbia, l’orgasmo femminile non offre nessuna possibilità di
rappresentazione. La donna gode o finge di godere? E quando la donna gode
cosa prova? Damiano ha risposto a queste domande, dando la soluzione al
problema della rappresentazione, alla sua maniera: ha applicato un
registro alto ad un tema basso. Secondo Bazin, l’amore e la morte sono
gli unici momenti incapaci di render ragione al paradosso della
ripetizione cinematografica. L’atto sessuale e la morte sono due momenti
irripetibili, non possono essere replicati nella rappresentazione:
“l’amore si vive non si rappresenta […] o almeno non lo si
rappresenta senza violazione della sua natura. Questa violazione si chiama
oscenità.”5. Stanley Kubrick aveva
paragonato la rappresentazione della morte e del sesso con l’oscenità
del linguaggio della ripetizione e della serialità proprio della
comunicazione commerciale. In Arancia Meccanica aveva sostituito
l’oscenità con la sua riproduzione culturale. Era un discorso alto.
Damiano in Gola Profonda, non può contare né sull’oscenità né
sulla sua riproduzione culturale. Il cinema pornografico, infatti, è un
mezzo che non può mediare tra oscenità e rappresentazione, proprio perché
la pornografia non è nient’altro che rappresentazione e ripetizione. In
una rappresentazione pornografica del mondo, dove ogni cosa viene
mostrata, e ogni cosa viene ridotta ad una quantità di ripetizioni senza
qualità (tanti rapporti sessuali, tante posizioni, tanti partner, tante
eiaculazioni) la vera oscenità è rappresentata da ciò che non è
passibile di quantificazione e ripetizione, ovvero i sentimenti: il tempo
qualitativo per eccellenza. A questo punto Damiano decide di inventarsi il
problema della rappresentazione delle sensazioni femminili durante
l’orgasmo. In questo modo la censura dei sentimenti nella pornografia,
viene aggirata con ironia, e Damiano può permettersi di rappresentare il
sesso e, insieme, inventarsi la rappresentazione del sentire. Se il sesso
è osceno, il piacere è incomunicabile. Al momento dell’orgasmo,
attraverso un montaggio alternato, noi vediamo quello che vede Linda
Lovelace quando gode: fuochi d’artificio, campane che suonano, razzi che
decollano. In questo modo l’oscenità del sesso viene ulteriormente
distanziata, oltre che dal ricorso al registro fantastico e al tono
umoristico, anche grazie al ribaltamento: il problema di Linda (ovvero di
tutta la pornografia prima di Damiano) non è fare sesso, è trarne
piacere. Se la rappresentazione del sesso ha conquistato la norma nella
visibilità, il problema è quello della comunicazione del piacere
derivante da questa pratica. La conquista di Linda è la conquista di
un’intera società. Damiano non inventa solo la rappresentazione
dell’orgasmo femminile nel cinema pornografico, ma si dimostra capace di
interpretare le difficoltà femminili nel momento dell’emancipazione
sessuale della donna. La storia di Linda è, infatti, la storia di tutte
le donne che come lei, in quegli anni, cercavano disperatamente di
rappresentarsi una via femminile alla sessualità. Damiano ha avuto il
colpo di genio di sfruttare questo clima sociale per rilanciare il
discorso della pornografia in un ambito più vasto e pretenderne il
riconoscimento del grande pubblico. Damiano dimostrerà di essere
interessato a questo paradosso anche nei suoi film successivi, nei quali
l’oscenità del sesso sarà sempre accoppiata con il senso di colpa
dell’atto impuro, tipico di società puritane come quelle anglosassoni;
i toni si faranno più cupi, il comico lascerà il campo al drammatico (già
dal film successivo: The devil in Miss Jones, 1972), sesso e
rappresentazione vivranno di questo contrasto in maniera sempre più
consapevole e pessimistica. E non poteva essere altrimenti, nel momento in
cui anche l’oscenità vede violare la propria natura, e attraverso il
successo popolare, diventa un ritornello quotidiano svuotato di ogni
qualità di sovversione.
Oltre la
Gola Profonda
Gola Profonda ha cambiato la pornografia nel senso che ha trovato
alla pornografia una misura. La pornografia, d’altronde, è sempre
esistita, dalle incisioni della Venere del corno del Paleolitico
Superiore, alle figure dipinte sui vasi della dinastia Han del 200
a.C., agli affreschi erotici del lupanare di Pompei, ha
rappresentato, senza soluzione di continuità, un culto che ha
accompagnato la civiltà dell’uomo in ogni epoca e in ogni luogo. E se
oggi, ogni anno, si producono ben 10.000 film pornografici in tutto il
mondo, possiamo affermare con una certa sicurezza che, oggi più che mai,
la pornografia “la troviamo viva e vegeta”6. Ma se la
pornografia è universale, il merito di Gola Profonda è di aver
restituito la pornografia alle regole del genere più popolare in
assoluto: la fabula. Gerard Damiano, infatti, se da un lato rimane
un autore marginale, perché non possiede una cultura artistica, perché
come regista non può essere definito un virtuoso, perché pratica sempre
e solo un genere minore (il progetto per un film mainstream con la
MGM nel 1971 naufragò ben presto), dall’altro è stato abile a
trasformare il genere pornografico in un consumo di massa, da semplice
valvola di sfogo per le frustrazioni sessuali di una ristretta classe di
persone a fenomeno di costume. Damiano riesce a guadagnare quest’ambito
popolare alla pornografia attraverso l’espressione di una mentalità
sociale e di un punto di vista originale e al passo coi tempi. La mentalità
sociale a cui fa riferimento Gola Profonda è quella del free
love, la pratica del sesso libera da ogni falso moralismo e
dogmatismo, e in questo Damiano si permette il lusso di mettere alla
berlina le teorie psicanalitiche e i camici bianchi della rivoluzione
sessuale che furoreggiavano in quegli anni nella società americana:
l’unica regola è aver cura di sé e godere dei piaceri del sesso. Il
Dottor Young è una parodia degli psicanalisti, la sua scienza, la
patafisica, è una scienza da strapazzo, mentre il problema di Linda non
è psicologico ma fisico. Se la mentalità è scanzonata, dominata dalla
vocazione alla parodia e dalla voglia di evasione fantastica dalla realtà,
il punto di vista è quello femminile. La pornografia può permettersi di
diventare un genere popolare solo se riesce a vendere anche alle donne, e
soprattutto alle coppie che rappresentano il nucleo dell’aggregazione
sociale, e quindi della popolarità. In questo modo il cinema pornografico
può parlare a tutti senza distinzione di classe e di sesso. In questo sta
tutta l’originalità di Gola Profonda, e il motivo del suo
successo presso il pubblico e la forza del cambiamento che ha innescato.
Ma Gola Profonda è popolare anche, e soprattutto, perché è
capace di rappresentarsi attraverso le forme di una favola moderna, nella
struttura del racconto come nella vocazione alla parodia. Tipico di questo
genere è la presenza di una serie di personaggi fissi (il dottore che ha
il compito di istruire alle gioie del sesso, la bella novizia alla ricerca
del piacere o lo stallone alla ricerca di nuove conquiste) in grado di
comunicare una serie di “maschere” fortemente tipizzate e costituenti
un formulario capace di farsi immaginario, cioè tradizione. Ma è nella
cornice prospettica in cui è racchiuso il racconto che vengono fornite le
chiavi di interpretazione dell’opera. Il cartello iniziale di Gola
Profonda (“… ma state tranquilli volevamo solo scherzare”) non
è altro che il “calumniari si quis autem voluerit/ quod arbores
loquantur, non tantum ferae/ fictis iocari nos meminerit fabulis”7
fedriano (“se poi qualcuno facesse delle critiche/ perché in essa
parlano alberi, non solo bestie/ si ricordi che noi scherziamo con favole
d’invenzione”), mentre il finale tra Linda e Wilber (Calogero nella
versione italiana) con la promessa di un futuro matrimonio, rappresenta
bene quel finale con morale universale proprio di tutte le narrazioni
favolistiche. Ma anche la più bella delle favole finisce, e dietro la
fine di una favola spesso inizia l’espansione di un più redditizio
mercato. Gola Profonda è stata la favola del cinema pornografico.
Dopo Gola Profonda sarà il momento dell’industria del porno:
telecamera, videoregistratore e qualità di merda.
Massimiliano Troni
______________________________
[1] http://www.ilnuovo.it/nuovo/foglia/0,1007,129399,00.html
[2] http://www.dvdtimes.org.uk/reviews/region2/deepthroat.html
[3]
http://www.reelinsider.com/deepthroat.html
[4] CALÒ
P., CIPONTE G.G. Gola Profonda, la pornografia prima e dopo Linda
Lovelace, Lindau 2002
[5] BAZIN
A., Che cosa è il cinema, Garzanti Editore, 1999
[6] http://www.cybercore.com/redpen/xtales03.htm
[7] FEDRO, Fabulae,
Prologus, 1
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