GOLA PROFONDA
(Gerard DAMIANO)

U.S.A. - 1972
con Linda Lovelace, Harry Reems, Dolly Sharp, Bill Harrison, William Love, Carol Connors

 

Linda Lovelace non riesce a godere sessualmente, visitata dal dottor Young scoprirà che il suo problema è dovuto ad un piccolo inconveniente fisico: ha il clitoride in fondo alla gola. Sarà lo stesso dottor Young ad insegnarle la tecnica della “gola profonda”: l’unico modo per far raggiungere alla donna un orgasmo degno di fuochi d’artificio e campane.

 

C’era una volta in una gelida mattina d’inverno a New York

La storia è presto detta. Tutto cominciò nel 1972, quando Chuck e Linda Traynor ebbero l’idea di farsi immortalare in un loop, uno di quei filmetti per soli adulti che giravano, allora clandestinamente, gli States attraverso i peepshow o il sistema di vendita per corrispondenza. Chuck Traynor era il gestore di un topless bar, il marito di Linda, e il grande sostenitore della tecnica della deep throat. Linda era una ragazza qualunque, completamente assoggettata al marito, mero strumento di esibizione della deep throat. La deep throat non era niente altro che una tecnica (più atletica che erotica) importata in occidente dalle prostitute giapponesi (da cui Traynor l’aveva scoperta), che consisteva in una fellatio in cui la testa della donna ingoiava fin nell’esofago il membro maschile. L’aspirante coppia a luci rosse finisce così nell’ufficio di New York di un certo Gerard Damiano. Gerard Damiano era un ex parrucchiere del Queens, uno che si era reinventato regista di film hard alla fine degli anni ‘60 (per arrotondare le entrate, su suggerimento del proprio commercialista), e nel 1972 non era ancora nessuno. Ma i tempi andavano maturando un profondo cambiamento. Un cambiamento che non coinvolgerà solo Linda, Damiano e il popolo dei raincoat crowd (ovvero gli abituali frequentatori dei cinema a luci rosse). Un cambiamento che, con intensità e durata diverse, sconvolgerà un’idea di nazione, uno stile di vita, un modo di pensare. La voglia di cambiare nasce e prende forza nella cultura underground dell’epoca che cresce e prospera all’ombra dell’élite americana e del sogno che ne alimenta il fascino e il limite insieme, ed è fatta di fuorilegge (The Godfather), di frustrazione (Taxi Driver), di sacrifici (Vietnam) e di voglia di fuggire (Easy Rider). Proprio questa grande voglia di libertà (sessuale, sociale e politica) avrà attraverso la pornografia un mezzo di manifestazione forte e un dialogo privilegiato con la borghesia americana, almeno fino a quando la pornografia sarà capace di farsi espressione entusiastica e sincera di un mondo autonomo, prima, cioè, di rinnegare i propri artisti, di trasformarsi in mercato, e di vivere dei successi d'una moda che, si sa, dura solo una stagione. Quella stagione iniziò una gelida mattina d’inverno del 1972, a New York.

 

Nella storia del porno perché tutti hanno sentito parlare di Deep Throat?

Nel suo ufficio di New York, Gerard Damiano è talmente colpito dalla performance di Linda, da decidere di scriverci sopra un film. Linda Traynor, ribattezzata Linda Lovelace, sarà la star femminile. Chuck Traynor (gelosissimo della moglie) si accontenta di diventare il factotum di Damiano. Mentre il film si intitolerà Deep Throat, ovvero Gola Profonda (in Italia uscirà nel 1977 con il titolo de La vera gola profonda, per distinguerlo dal sequel uscito nel 1973), e sarà tutto incentrato sulle avventure della sua protagonista alla ricerca disperata dell’orgasmo, e ovviamente, sulla tecnica della deep throat. Il film esce il 15 novembre del 1972 al New World Theater di New York ed è un enorme successo di pubblico, critica e libertà d’espressione. Ma perché nella storia del porno tutti hanno sentito parlare di Gola Profonda? Perché Gola Profonda ha cambiato il mondo. Ha cambiato il modo di vedere i film pornografici perché ha cambiato la pornografia, ha cambiato la gente perché ha portato la gente a vedere i film porno, e ha cambiato il mercato del porno perché ha conquistato al porno il concetto di popolare. Gola Profonda è un film che non ha nessun merito artistico, sebbene sia stato definito il primo porno d’autore per via dello stile inconfondibile di Damiano, non ha introdotto nessuna novità a livello tecnico nella storia del cinema, più che un film, quello di Damiano, è “una trovata a metà tra il kitsch e il geniale”1, eppure lo hanno visto milioni di persone, e tutti ne hanno sentito parlare. Gola Profonda è stato semplicemente il film giusto al momento giusto, la sua importanza nella storia dei costumi sessuali, della mentalità e della pornografia è squisitamente accidentale2. Ma i fatti e le cifre danno ragione di questo incredibile successo in maniera irrefutabile. La deregulation della pornografia, iniziata negli anni ’60 e ‘70 in America (Sturman, Damiano) e in Europa (Lasse Braun, Rasmussen), ha prodotto numerosi effetti sulla vita sociale e culturale occidentale, effetti di portata indiscutibile, come indiscutibile è il giro di boa segnato nel 1972 in America, proprio grazie al film di Damiano. Vediamo di dare ragione della portata di quest’ultimo a partire dai fatti “certi”, ovvero dal punto di vista degli atti giuridici e delle cifre. Nel 1972 i film pornografici sono ancora fortemente censurati, il corpo nudo si può vedere solo nei peepshow di Sturman, oppure nei documentari sui campi nudisti, i cosiddetti nudies. Ma le cose stanno lentamente cambiando. In Europa Lasse Braun sta facendo crescere la domanda di pornografia fornendo con ogni mezzo, legale e illegale, materiale per soli adulti. In Danimarca nel 1966 il parlamento danese autorizza, per la prima volta, la pubblicazione di scritti pornografici (ma non di immagini), mentre nel 1969 a Copenaghen si svolge la prima fiera del sesso (con relativo documentario: Censorship in Denmark). Intanto in America il sotterfugio dei nudies viene a poco a poco scavalcato da film sempre più audaci, come The immoral Mr. Teas di Russ Meyer che introduce per la prima volta, nel 1959, il senso dell’umorismo e del grottesco in un film pornografico. Il mercato dei film pornografici è ancora relegato ai confini dell’industria cinematografica, nella periferia dello zero budget. I film porno sono artigianali, girati in condizioni precarie, con una distribuzione altrettanto limitata, ma con un discreto ritorno economico, ovvero rispondono ad una domanda che è sempre più in crescita. Basti pensare che nel 1971, anche il re del cinema a costo zero, Ed Wood, gira un sex-horror: Necromania. Intanto, anche le regole di vigilanza del codice etico dei film subiscono una flessione e si mostrano più comprensive nei confronti del nuovo clima sociale. Nel 1952 i film rientrano finalmente nell’articolo della costituzione (il Primo Emendamento) che protegge la libertà di parola e d’espressione, mentre nel 1968 la MPAA (la commissione di vigilanza per la censura) chiude con il vecchio codice Hays, e introduce la classificazione in base al rating, cioè all’età dello spettatore. I tempi sono maturi per il grande salto, la pornografia è pronta a confrontarsi a viso aperto con il grande pubblico, la borghesia americana è pronta a farsi il primo spinello a base di porno sotto i riflettori delle grandi serate mondane. Gola Profonda esce al New World Theater, ed è un successo assoluto di pubblico, in poche settimane incassa, solo a New York, più di un milione di dollari. Ma soprattutto è un grande successo giuridico per tutta la pornografia (e non solo nello stato di New York). Definito osceno dal giudice (“questa è una gola che merita di essere tagliata”), i proprietari del New World Theater sono trascinati in processo e condannati per oscenità. Ma in appello la nuova giuria assolve Gola Profonda, ed è la vittoria della svolta. Il film viene proiettato liberamente e rimarrà in cartellone fino al 1980 (per ben otto anni), incassando in tutto il mondo 100 milioni di dollari (ma qualcuno dice addirittura 600 milioni3), “cifra che lo colloca a pieno titolo nella classifica dei dieci migliori incassi di tutti i tempi assieme a Titanic, E.T. e Biancaneve e i sette nani4, per non parlare delle 500.000 videocassette vendute solo negli Stati Uniti. Non male per un film che era costato 23.000 dollari e sei giorni di riprese tra Fort Lauderdale e New York. Ma se queste sono le cifre del fenomeno Gola Profonda, i suoi effetti sono ben più profondi e ramificati. Jack Nicolson, Warren Beatty e altre eminenti personalità del mondo dello spettacolo si schierano senza indugi dalla parte del cinema pornografico (arrivando addirittura a pagare l’avvocato più costoso d’America per difendere Harry Reems dall’accusa di possesso illegale di materiale pornografico), il New York Times conia l’etichetta di “porno-chic”, mentre il Washington Post soprannomina “Gola Profonda” l’informatore del caso Watergate, ma soprattutto le sale che proiettano il film di Damiano sono prese d’assalto per la prima volta da ogni genere di spettatore: manager, gruppi di amici, coppie borghesi, signore e signorine. Gola Profonda da specchio di un certo clima sociale e culturale, quello della liberazione sessuale della fine degli anni ’60, si trasforma a sua volta in un catalizzatore di atteggiamenti e mentalità. Gola Profonda diventa l’argomento più “in” delle serate mondane, i suoi protagonisti vengono invitati a tenere conferenze nelle più prestigiose università americane, l’immaginario e la terminologia del film di Damiano penetrano in ambiti seri come la politica e la teoria cinematografica, ma soprattutto Gola Profonda è capace di valicare i confini ristretti del film culto per farsi simbolo dello spirito di un’intera epoca.

 

Attraverso la Gola Profonda

Ma quali sono i meriti effettivi di Gola Profonda a livello tecnico, di contenuti, e di stile. Da un certo punto di vista Gola Profonda non inventa nulla e non si eleva oltre la media della pornografia del suo tempo. A livello di contenuti pornografici non propone niente di nuovo. La pornografia è nata “adulta” non solo perché agli adulti si è sempre rivolta, ma perché ha scoperto da subito i propri limiti: il nudo e l’atto sessuale da ogni punto di vista. Con la nascita del cinema nascono i French Film, ovvero i primi film pornografici, con lo scopo dichiarato di eccitare sessualmente il pubblico (maschile) mostrando le nudità (femminili). Per eccitare sessualmente non servono molti minuti, e non serve una trama, basta mostrare quello che di solito non viene mostrato. La prima donna nuda della storia del cinema appare in un French Film del 1896 (Le Bain), poi vengono mostrati i dettagli dei genitali (El Satario, 1907), e infine l’atto sessuale completo. All’inizio del secolo in Francia, ma anche in America, Inghilterra, Argentina e nel resto del mondo, la pornografia ha già esplorato e conquistato al pubblico delle fiere di paese e dei bordelli l’intero universo sessuale: voyeurismo, satanismo, lesbismo, zoofilia. Da questo punto di vista Gola Profonda non produce nessuna innovazione (non avrebbe potuto), ma non si spinge nemmeno al limite delle conquiste dell’oscenità. Anzi, possiamo dire che rimane persino indietro rispetto alle conquiste più ardite della pornografia del suo tempo, nel senso che, da una parte presenta una pornografia con un “grado di oscenità” contenuto (anal, facial, money shot), quando la stessa protagonista aveva fatto ben oltre in passato (fist-fucking, foot-fucking, zoofilia), dall’altra, introduce all’interno della logica dell’economia dell’eccitamento sessuale, una narrazione che non è totalmente pornografica, ma prevede una recitazione, dei dialoghi, dei personaggi che si evolvono in base ad una trama. Gola Profonda non è più un loop di pochi minuti, è un film che aspira ad avere la forma narrativa, ma soprattutto, l’incidenza di gradimento pubblico, del cinema ufficiale. Gola profonda è il primo porno-popolare della storia del cinema. Il discorso tecnico non può invece prescindere dalla figura e dall’opera di Gerard Damiano. Gola Profonda non è un semplice “porno” per due motivi: perché contiene una trama narrativa e una grande dose di ironia (inusuale in un porno), e perché Damiano ha uno stile e può essere considerato un autore. Gola Profonda non è il primo porno narrativo della storia (l’aveva preceduto nel 1970 Mona – The Virgin Nimph di Bill Osco), è recitato pessimamente (nelle parti non pornografiche), e presenta numerose ingenuità narrative. Ma allora perché introdurre una trama in un film porno? La trama narrativa serve a Damiano per imbastire un discorso sulla pornografia, che per la prima volta nella storia, si rifiuta di avere come enunciatario il ristretto popolo dei frequentatori delle sale a luci rosse, e si rivolge decisamente verso il grande pubblico, le coppie e le donne, per intenderci. Damiano è convinto che il porno possa parlare alla gente comune, e per far questo il porno deve “spogliarsi” dei contenuti osceni e maschilisti e indossare i comodi abiti del racconto borghese di formazione e del senso di colpa. A livello narrativo domina la figura del dottore (Harry Reems), vero e proprio maestro iniziatore ai piaceri sessuali. Ma questa volta il protagonista non è un novello Casanova, incapace di identificarsi con il proprio corpo che abbandona ad ogni donna indistintamente, e nemmeno un Don Giovanni seduttore che usa le donne come numeri per la propria statistica. Protagonista è invece proprio una donna e la sua ricerca del piacere. All’interno di questi due poli narrativi, il dottore che svezza la novella, e la donna alla ricerca del proprio “oggetto di valore” (l’orgasmo), la struttura espositiva è semplice, lineare, progressiva. La protagonista seguirà la propria formazione sessuale fino allo scioglimento del nodo che le impediva di raggiungere la soddisfazione. L’escamotage della gola-profonda ha la funzione di presentare una tecnica erotica tradizionalmente umiliante per la donna, da un punto di vista femminile: la donna è ben contenta di prestarsi alla pratica, non per sottomettersi al desiderio maschile, ma, avendo il clitoride in gola, per soddisfare la propria sessualità. Questa trovata da una parte dimostra l’intelligenza e la portata del genio narrativo di Damiano, dall’altra, nel momento del free love, è forse una delle più penetranti raffigurazioni dell’immaginario erotico delle fantasie da matricole universitarie dell’era Vietnam. Ma se la materia è originale, originalissimo è il colores, ovvero il modo di disporre la materia. Infatti, se la trovata della gola-profonda innalza l’oscenità delle scene di sesso alla dimensione del fantastico, rendendole più digeribili per un pubblico di neofiti, Damiano ricorre all’umorismo per sollevare una sostanza narrativa altrimenti risibile. Se a livello narrativo, l’autorialità di Damiano si manifesta attraverso il fantastico e lo humour, a livello stilistico domina la jump cutting technique. E anche qui il genio artigianale di Damiano è sorprendente. Non potendo avere a che fare con una materia alta, e con grandi mezzi, Damiano decide di saccheggiare un culto cinematografico del calibro di Arancia Meccanica e utilizzare la tecnica del jump cutting per illustrare l’unica cosa che nella pornografia non può essere mostrata: l’orgasmo femminile. Per definizione un film è considerato pornografico quando mostra il congiungimento dei genitali, ma un film pornografico è considerato serio (dagli addetti ai lavori) solo quando mostra il cosiddetto money shot, ovvero l’eiaculazione maschile (e gli attori vengono pagati in base al numero di money shot). Ma se l’orgasmo maschile possiede una forza plastica e rappresentativa indubbia, l’orgasmo femminile non offre nessuna possibilità di rappresentazione. La donna gode o finge di godere? E quando la donna gode cosa prova? Damiano ha risposto a queste domande, dando la soluzione al problema della rappresentazione, alla sua maniera: ha applicato un registro alto ad un tema basso. Secondo Bazin, l’amore e la morte sono gli unici momenti incapaci di render ragione al paradosso della ripetizione cinematografica. L’atto sessuale e la morte sono due momenti irripetibili, non possono essere replicati nella rappresentazione: “l’amore si vive non si rappresenta […] o almeno non lo si rappresenta senza violazione della sua natura. Questa violazione si chiama oscenità.”5. Stanley Kubrick aveva paragonato la rappresentazione della morte e del sesso con l’oscenità del linguaggio della ripetizione e della serialità proprio della comunicazione commerciale. In Arancia Meccanica aveva sostituito l’oscenità con la sua riproduzione culturale. Era un discorso alto. Damiano in Gola Profonda, non può contare né sull’oscenità né sulla sua riproduzione culturale. Il cinema pornografico, infatti, è un mezzo che non può mediare tra oscenità e rappresentazione, proprio perché la pornografia non è nient’altro che rappresentazione e ripetizione. In una rappresentazione pornografica del mondo, dove ogni cosa viene mostrata, e ogni cosa viene ridotta ad una quantità di ripetizioni senza qualità (tanti rapporti sessuali, tante posizioni, tanti partner, tante eiaculazioni) la vera oscenità è rappresentata da ciò che non è passibile di quantificazione e ripetizione, ovvero i sentimenti: il tempo qualitativo per eccellenza. A questo punto Damiano decide di inventarsi il problema della rappresentazione delle sensazioni femminili durante l’orgasmo. In questo modo la censura dei sentimenti nella pornografia, viene aggirata con ironia, e Damiano può permettersi di rappresentare il sesso e, insieme, inventarsi la rappresentazione del sentire. Se il sesso è osceno, il piacere è incomunicabile. Al momento dell’orgasmo, attraverso un montaggio alternato, noi vediamo quello che vede Linda Lovelace quando gode: fuochi d’artificio, campane che suonano, razzi che decollano. In questo modo l’oscenità del sesso viene ulteriormente distanziata, oltre che dal ricorso al registro fantastico e al tono umoristico, anche grazie al ribaltamento: il problema di Linda (ovvero di tutta la pornografia prima di Damiano) non è fare sesso, è trarne piacere. Se la rappresentazione del sesso ha conquistato la norma nella visibilità, il problema è quello della comunicazione del piacere derivante da questa pratica. La conquista di Linda è la conquista di un’intera società. Damiano non inventa solo la rappresentazione dell’orgasmo femminile nel cinema pornografico, ma si dimostra capace di interpretare le difficoltà femminili nel momento dell’emancipazione sessuale della donna. La storia di Linda è, infatti, la storia di tutte le donne che come lei, in quegli anni, cercavano disperatamente di rappresentarsi una via femminile alla sessualità. Damiano ha avuto il colpo di genio di sfruttare questo clima sociale per rilanciare il discorso della pornografia in un ambito più vasto e pretenderne il riconoscimento del grande pubblico. Damiano dimostrerà di essere interessato a questo paradosso anche nei suoi film successivi, nei quali l’oscenità del sesso sarà sempre accoppiata con il senso di colpa dell’atto impuro, tipico di società puritane come quelle anglosassoni; i toni si faranno più cupi, il comico lascerà il campo al drammatico (già dal film successivo: The devil in Miss Jones, 1972), sesso e rappresentazione vivranno di questo contrasto in maniera sempre più consapevole e pessimistica. E non poteva essere altrimenti, nel momento in cui anche l’oscenità vede violare la propria natura, e attraverso il successo popolare, diventa un ritornello quotidiano svuotato di ogni qualità di sovversione.

  

Oltre la Gola Profonda

Gola Profonda ha cambiato la pornografia nel senso che ha trovato alla pornografia una misura. La pornografia, d’altronde, è sempre esistita, dalle incisioni della Venere del corno del Paleolitico Superiore, alle figure dipinte sui vasi della dinastia Han del 200 a.C., agli affreschi erotici del lupanare di Pompei, ha rappresentato, senza soluzione di continuità, un culto che ha accompagnato la civiltà dell’uomo in ogni epoca e in ogni luogo. E se oggi, ogni anno, si producono ben 10.000 film pornografici in tutto il mondo, possiamo affermare con una certa sicurezza che, oggi più che mai, la pornografia “la troviamo viva e vegeta”6. Ma se la pornografia è universale, il merito di Gola Profonda è di aver restituito la pornografia alle regole del genere più popolare in assoluto: la fabula. Gerard Damiano, infatti, se da un lato rimane un autore marginale, perché non possiede una cultura artistica, perché come regista non può essere definito un virtuoso, perché pratica sempre e solo un genere minore (il progetto per un film mainstream con la MGM nel 1971 naufragò ben presto), dall’altro è stato abile a trasformare il genere pornografico in un consumo di massa, da semplice valvola di sfogo per le frustrazioni sessuali di una ristretta classe di persone a fenomeno di costume. Damiano riesce a guadagnare quest’ambito popolare alla pornografia attraverso l’espressione di una mentalità sociale e di un punto di vista originale e al passo coi tempi. La mentalità sociale a cui fa riferimento Gola Profonda è quella del free love, la pratica del sesso libera da ogni falso moralismo e dogmatismo, e in questo Damiano si permette il lusso di mettere alla berlina le teorie psicanalitiche e i camici bianchi della rivoluzione sessuale che furoreggiavano in quegli anni nella società americana: l’unica regola è aver cura di sé e godere dei piaceri del sesso. Il Dottor Young è una parodia degli psicanalisti, la sua scienza, la patafisica, è una scienza da strapazzo, mentre il problema di Linda non è psicologico ma fisico. Se la mentalità è scanzonata, dominata dalla vocazione alla parodia e dalla voglia di evasione fantastica dalla realtà, il punto di vista è quello femminile. La pornografia può permettersi di diventare un genere popolare solo se riesce a vendere anche alle donne, e soprattutto alle coppie che rappresentano il nucleo dell’aggregazione sociale, e quindi della popolarità. In questo modo il cinema pornografico può parlare a tutti senza distinzione di classe e di sesso. In questo sta tutta l’originalità di Gola Profonda, e il motivo del suo successo presso il pubblico e la forza del cambiamento che ha innescato. Ma Gola Profonda è popolare anche, e soprattutto, perché è capace di rappresentarsi attraverso le forme di una favola moderna, nella struttura del racconto come nella vocazione alla parodia. Tipico di questo genere è la presenza di una serie di personaggi fissi (il dottore che ha il compito di istruire alle gioie del sesso, la bella novizia alla ricerca del piacere o lo stallone alla ricerca di nuove conquiste) in grado di comunicare una serie di “maschere” fortemente tipizzate e costituenti un formulario capace di farsi immaginario, cioè tradizione. Ma è nella cornice prospettica in cui è racchiuso il racconto che vengono fornite le chiavi di interpretazione dell’opera. Il cartello iniziale di Gola Profonda (“… ma state tranquilli volevamo solo scherzare”) non è altro che il “calumniari si quis autem voluerit/ quod arbores loquantur, non tantum ferae/ fictis iocari nos meminerit fabulis”7 fedriano (“se poi qualcuno facesse delle critiche/ perché in essa parlano alberi, non solo bestie/ si ricordi che noi scherziamo con favole d’invenzione”), mentre il finale tra Linda e Wilber (Calogero nella versione italiana) con la promessa di un futuro matrimonio, rappresenta bene quel finale con morale universale proprio di tutte le narrazioni favolistiche. Ma anche la più bella delle favole finisce, e dietro la fine di una favola spesso inizia l’espansione di un più redditizio mercato. Gola Profonda è stata la favola del cinema pornografico. Dopo Gola Profonda sarà il momento dell’industria del porno: telecamera, videoregistratore e qualità di merda.  

 Massimiliano Troni

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[1] http://www.ilnuovo.it/nuovo/foglia/0,1007,129399,00.html

[2] http://www.dvdtimes.org.uk/reviews/region2/deepthroat.html

[3] http://www.reelinsider.com/deepthroat.html

[4] CALÒ P., CIPONTE G.G. Gola Profonda, la pornografia prima e dopo Linda Lovelace, Lindau 2002

[5] BAZIN A., Che cosa è il cinema, Garzanti Editore, 1999

[6] http://www.cybercore.com/redpen/xtales03.htm

[7] FEDRO, Fabulae, Prologus, 1

 

 

 

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