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Francia, XVII secolo. Urban Grandier, capo
spirituale e carismatico di Loudun, difende la sua città dalle mire di
Richielieu che ha ordinato la distruzione di tutte le fortificazioni per
impedire una rinascita ugonotta. La vita dissoluta del prete sarà il
mezzo che l'inviato del cardinale, il barone De Laubardemont, userà per
vincere le sue resistenze. Accusatolo di stregoneria, riuscirà a
ottenere, grazie al padre esorcista Barré, una confessione di suor
Giovanna degli Angeli che si dirà posseduta da lui. Sarà il rogo per
Grandier, la distruzione per Loudun.
Mentre
Luigi XIII nasce come Venere glam dalla falsa spuma di un mare di teatrale
cartapesta, altrove si vivono estasi mistico-erotiche: nel convento in
questione, le suore, che non sanno cosa sia la vocazione e lì dentro ci
sono finite per contingenze che con lo spirito hanno poco a che vedere,
non sanno tenere a bada una carne che continua a prudere. Le geometrie
impossibili dell'interno dell'istituto (le incredibili scenografie sono di
Derek Jarman), algide e di biancore accecante, sottolineano ancor di più
la morbosità e l'onanismo multicolore e sfrenato che strepitano dagli
sguardi di queste sorelle in Cristo. Padre Grandier (Oliver Reed,
splendido), prete illuminato ma, accidenti
a lui, scopatore impenitente, è oggetto delle fantasie sessuali persino
della deforme madre badessa (una schizzatissima, indimenticabile Vanessa
Redgrave): eccolo sensuale Gesù discendere dalla croce, eccolo avvicinato
da suor Jeanne\Maddalena che sembra leccargli le stimmate sanguinanti
salvo farsi prendere da orgasmo e rotolarsi nel fango col suddetto. Un
prete esorcista, che è quasi un idolo pop seguito da stuoli di suore, fan
urlanti e isteriche, riuscirà, in un esorcismo di inaudita violenza, a
ottenere quel che i Tramatori cercavano. Capolavoro truculento e scomodo,
disturbante e meraviglioso I DIAVOLI è un adattamento del dramma teatrale
di Whiting tratto da un romanzo di Huxley e ispirato a una storia vera.
Sfrenato e violentissimo, Russell (cattolico, si badi bene), mai più così
perfetto nel mediare tra il suo furore visionario e la pregnanza di una
messinscena che accumula tutto e in cui tutto è fuori dalle epoche, fa
passare un urlo che, per quanto assordante, è sempre intonato ed emesso
nei Tempi. La Storia si concede al travestitismo ma sotto il lustrino,
grattato l'ombretto, il discorso è di limpidezza esemplare: dietro la
relatività della depravazione e della dannazione, al suono ambiguo delle
Sacre Scritture, il Potere percorre qualsiasi strada per raggiungere i
suoi scopi. E i diavoli? Sono le armi di cui si serve la Chiesa. E la
Chiesa? E' l'arma imbracciata dalla peggiore Politica. Ieri come oggi.
Luca Pacilio |