I DIAVOLI
(Ken RUSSELL)

GB - 1971
con Oliver Reed, Vanessa Redgrave, Dudley Sutton, Max Adrian, Gemma Jones

 

Francia, XVII secolo. Urban Grandier, capo spirituale e carismatico di Loudun, difende la sua città dalle mire di Richielieu che ha ordinato la distruzione di tutte le fortificazioni per impedire una rinascita ugonotta. La vita dissoluta del prete sarà il mezzo che l'inviato del cardinale, il barone De Laubardemont, userà per vincere le sue resistenze. Accusatolo di stregoneria, riuscirà a ottenere, grazie al padre esorcista Barré, una confessione di suor Giovanna degli Angeli che si dirà posseduta da lui. Sarà il rogo per Grandier, la distruzione per Loudun.

 

Mentre Luigi XIII nasce come Venere glam dalla falsa spuma di un mare di teatrale cartapesta, altrove si vivono estasi mistico-erotiche: nel convento in questione, le suore, che non sanno cosa sia la vocazione e lì dentro ci sono finite per contingenze che con lo spirito hanno poco a che vedere, non sanno tenere a bada una carne che continua a prudere. Le geometrie impossibili dell'interno dell'istituto (le incredibili scenografie sono di Derek Jarman), algide e di biancore accecante, sottolineano ancor di più la morbosità e l'onanismo multicolore e sfrenato che strepitano dagli sguardi di queste sorelle in Cristo. Padre Grandier (Oliver Reed, splendido), prete illuminato ma, accidenti a lui, scopatore impenitente, è oggetto delle fantasie sessuali persino della deforme madre badessa (una schizzatissima, indimenticabile Vanessa Redgrave): eccolo sensuale Gesù discendere dalla croce, eccolo avvicinato da suor Jeanne\Maddalena che sembra leccargli le stimmate sanguinanti salvo farsi prendere da orgasmo e rotolarsi nel fango col suddetto. Un prete esorcista, che è quasi un idolo pop seguito da stuoli di suore, fan urlanti e isteriche, riuscirà, in un esorcismo di inaudita violenza, a ottenere quel che i Tramatori cercavano. Capolavoro truculento e scomodo, disturbante e meraviglioso I DIAVOLI è un adattamento del dramma teatrale di Whiting tratto da un romanzo di Huxley e ispirato a una storia vera. Sfrenato e violentissimo, Russell (cattolico, si badi bene), mai più così perfetto nel mediare tra il suo furore visionario e la pregnanza di una messinscena che accumula tutto e in cui tutto è fuori dalle epoche, fa passare un urlo che, per quanto assordante, è sempre intonato ed emesso nei Tempi. La Storia si concede al travestitismo ma sotto il lustrino, grattato l'ombretto, il discorso è di limpidezza esemplare: dietro la relatività della depravazione e della dannazione, al suono ambiguo delle Sacre Scritture, il Potere percorre qualsiasi strada per raggiungere i suoi scopi. E i diavoli? Sono le armi di cui si serve la Chiesa. E la Chiesa? E' l'arma imbracciata dalla peggiore Politica. Ieri come oggi.

Luca Pacilio

 

 

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