DAVID LYNCH E LA SINTESI AUDIOVISIVA
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Ma
quale fu la strada che portò Lynch a dirigere un film come Eraserhead ?
Egli si pose fin da subito come “autore” in senso stretto, curando
quasi tutti gli aspetti della realizzazione del film (dalla stesura dello screenplay
fino alla sonorizzazione); ma l’originalità del suo primo lavoro non
nasce dal nulla ed anzi affonda le proprie radici in una serie di
“sperimentazioni” precedenti, cioè in film brevi che possono essere
considerati esperienze in qualche modo propedeutiche alla realizzazione di
Eraserhead. Anzi, le esperienze precedenti al primo lungometraggio
di Lynch vanno considerate un tirocinio fondamentale per acquisire quella
sicurezza stilistica presente in Eraserhead e divenuta oramai
tipica del cinema di David Lynch. Cerchiamo
di ricostruire un percorso sicuramente singolare perché, come vedremo,
consta di poche realizzazioni che si offrono alla visione dello spettatore
come “arti visive multimediali” (del resto la passione per il suono e
per la pittura, in Lynch, sono ben note). Un’elegante edizione americana
in DVD, per ora invisibile in Italia, racchiude tutta la produzione
breve del regista, da Six Figures fino a tempi più recenti, sotto
il titolo The Short Films Of David Lynch. Il “montaggio” delle
varie opere viene presentato con un elemento di congiunzione: una
divertente intervista al regista che ci racconta di se stesso e di ogni
sua singola opera breve. Così il DVD risulta assolutamente impedibile,
soprattutto perché ci offre le prime opere di Lynch commentate, in
versione integrale ed in ordine cronologico; si tratta di piccoli
capolavori che in Italia non vedremo tanto facilmente (ma comunque c’è
stato un rapido passaggio su Rai Tre, all’interno di Fuori
Orario, qualche anno fa). I
film che a noi interessa menzionare, però, sono solamente tre: Six
Figures, The Alphabet e The Grandmother; si tratta di
cortometraggi basati sull’utilizzo di una tecnica che definirei
“mista” – ripresa, stop-motion, collage, pittura e scultura –
aventi in comune la volontà di sperimentare una contaminazione fra le
tecniche cinematografiche e quelle appartenenti ad altre forme visive
(specie la pittura in bianco e nero) e che si pongono alla base dello
“stile” così apprezzato ed originale presente in Eraserhead. Insomma,
è proprio il caso di dire che il primo lungometraggio di Lynch, ma anche
alcuni elementi della sua produzione successiva, trae linfa vitale dalla
sperimentazione precedente; e, sul piano dei risultati, questi “short
film” non sono certo classificabili come “minori”. Se
facessimo una breve ricerca in Internet, troveremmo numerosi shorts
pubblicitari diretti da Lynch che, oltre ad essere originali e
godibilissimi, mostrano quanto egli si trovi a suo agio con la sintesi
audiovisiva. Alcuni spot per la Playstation 2, ad esempio,
ricordano molto le atmosfere tipiche del cinema di Lynch e soprattutto i
suoi primi cortometraggi. Da questo punto di vista, quindi, c’è una
continuità impressionante nella carriera del cineasta americano: la sua
“lucida follia” gli permette di vedere le cose (cioè la realtà) con
occhi ben diversi da quelli legati alla quotidianità. La scrittura
cinematografica e lo stile registico di Lynch ricordano molto da vicino
l’esperienza di “scrittura automatica” dei surrealisti e
l’approccio cinematografico di Buñuel e Dalì in Un Chien Andalou,
nonostante Lynch ripeta più volte di aver visto il breve film surrealista
solamente dopo aver realizzato Eraserhead (e quindi anche i
precedenti lavori).
The
Grandmother (1970) è il mediometraggio che anticipa sotto molti punti
di vista, primo fra tutti il “dramma” della vita familiare, le
tematiche presenti in Eraserhead. Realizzato basandosi perlopiù
sull’immagine filmata e meno sulle tecniche di animazione, comunque
presenti ed interessanti, The Grandmother rende per la prima volta
tangibile l’orrore presente nel mondo descritto da Lynch: L’invito
rivolto al lettore è quello di procurarsi questi Short Films per
avere un’idea globale sull’arte di un regista davvero originale ed
inquietante come David Lynch. E’ del tutto superfluo fornire
suggerimenti bibliografici in quanto su numerosi testi si possono reperire
facilmente informazioni sulla produzione di Lynch da Six Figures in
poi; diverso è il discorso sul come reperire i film veri e propri.
Se disponete di un lettore DVD regione 1 (U.S.A. e Canada), potete tentare
di ordinare il disco direttamente dall’America; se avete un sistema di
condivisione dei files Peer to Peer – e gli utenti internet sanno
a cosa mi riferisco – non dovreste avere difficoltà a reperirli nella
Rete.
Claudio Dezi
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