REPORTAGE STAGIONE CINEMATOGRAFICA 
2008-200
9


di   Luca Baroncini

 

II dati numerici, aggiornati al 26 luglio 2009, sono stati gentilmente forniti dall’Agis e si riferiscono ai cinema aderenti al circuito Cinetel, che copre circa l’85% del mercato (ad esclusione dei dati relativi agli incassi Usa reperiti dal sito “Boxofficemojo”)

 

Istruzioni per l’uso

È nuovamente tempo di bilanci per l’industria cinematografica, con l’analisi dei dati della stagione appena conclusa. L’ormai consueto reportage si differenzia rispetto agli anni precedenti per la presenza di alcune pagine in più, l’eliminazione di qualche sezione, e qualche ritorno (i cicli e i ricicli sono pane quotidiano di chi ama il cinema). Ancora una volta piuttosto complicato raccogliere i dati e raggrupparli in modo da trarre considerazione il più possibile obiettive. Come sempre l’interpretazione dei numeri non ha nulla a che vedere con un discorso qualitativo e quanto scritto è assolutamente soggettivo e frutto di calcoli, elaborazioni, deduzioni e digressioni personali, di conseguenza opinabili. Mi scuso per eventuali dimenticanze ed omissioni, sicuramente presenti. L’invito a segnalarle, per instaurare una forma di dialogo costruttivo, è sempre valida.
È ancora una volta con estremo piacere, quindi, che vi invito alla lettura.

 

 

·         Il cinema al tempo della crisi

·         Gli incassi per genere: “SEQUEL”

·         Gli incassi per genere: “ANIMAZIONE”

·         Gli incassi per genere: “HORROR”

·         Gli incassi per genere: “3D”

·         Dai “FESTIVAL” alle sale

·         Oscar 2009

·         Ombre scure sul cinema italiano

·       Flop, quasi Flop e Floppissimi

   

 

IL CINEMA AL TEMPO DELLA CRISI

Notizie positive e notizie negative si accavallano guardando i dati relativi alla stagione appena conclusa. Il periodo di riferimento è sempre lo stesso. Si comincia il 1° agosto e si termina il 31 luglio. Di positivo c’è che, nonostante la crisi sempre più evidente nel calo dei consumi che sperimentiamo ogni giorno e che respiriamo intorno a noi (vacanze escluse, per cui gli italiani pare non siano disposti ad accettare compromessi), il cinema ha retto molto bene. Resta la forma di intrattenimento preferita dagli italiani, probabilmente, alla luce degli aumenti che hanno interessato un po’ tutti i settori, anche quella più economica, o meno costosa che dir si voglia. C’è fame di film, di storie in cui buttarsi a capofitto per fuggire la non sempre rosea realtà. Le statistiche confermano quindi la tenuta del cinema in tempo di crisi, quasi un sostegno per il pubblico in cerca di svago dagli affanni quotidiani. Non è un caso che a dominare negli interessi del pubblico siano l’action e la commedia, due dei generi meno impegnati in assoluto. E dire che i primi mesi della stagione non lasciavano ben sperare: dal 1° gennaio 2008 a metà novembre, infatti, nelle sale monitorate da Cinetel sono stati staccati 81,5 milioni di biglietti contro gli 86,4 del 2007, quindi un rilevante 5,6% in meno. È però il record di biglietti venduti nel periodo natalizio a stabilizzare i dati riducendo la percentuale di perdita a un più accettabile meno 4% di presenze rispetto al 2007. A inizio anno arrivano anche i dati relativi al 2008 a livello europeo, con la Francia che, grazie a un +6,2%, si erge a primo mercato europeo, e risultati positivi anche per Gran Bretagna (+2,5%) e Germania (+1,5%), con invece un consistente segno meno per la  Spagna (in calo dell’8%). Dopo l’ottimo andamento delle feste l’inizio del 2009 comincia, però, subito male: fino al 15 febbraio – 5% rispetto all’analogo periodo del 2008. Non che i mesi successivi vadano meglio, il segno meno perdura, ma la situazione pare in via di miglioramento. Basta pensare che il week-end pasquale (quest’anno circa a metà aprile) segna solo una diminuzione del 3% rispetto a Pasqua 2008. Estendendo il periodo di analisi a livello annuale, da gennaio 2009 al 20 aprile, il saldo negativo risale al -3,3% grazie al successo di “Mostri contro alieni” e “Fast & Furious – solo parti originali”. Il buon risultato di questi due titoli conferma una tendenza in atto per tutta la stagione: sono singoli film a salvare gli incassi complessivi, mentre è la mancanza di titoli forti, o il mancato successo di film attesi, a determinare il proliferare dei segni meno. Succede anche in maggio dove con “Angeli e demoniè quasi parità con un -1,3% di presenze e addirittura un +2% negli incassi rispetto all’analogo periodo del 2008. Per non parlare del trionfo di “Harry Potter e il principe mezzosangue” a metà luglio, che farà sprecare fiumi di inchiostro e di byte parlando di estate trionfale quando ad esclusione del maghetto seriale più famoso del mondo è penuria assoluta, con un’estate da anni mai così povera di titoli e proposte. Il dato positivo alleggerisce quindi le tensioni a livello macro ma non è molto confortante scendendo nel micro perché occulta una struttura vacillante in cui chi non proietta il successo del periodo rischia risultati tutt’altro che positivi. E, come si sa, sono soprattutto i multiplex a proiettare film commerciali destinati a grandi numeri, con la conseguenza diretta di molte monosale cittadine in sofferenza. Il dato del primo semestre (escluso “Harry Potter” che probabilmente aumenterà ancora le percentuali) evolve quindi in un poco preoccupante -2%. Le apparenze sono salve, ma in aggiunta alle problematiche sopra esposte, si affaccia anche un dato allarmante per il cinema italiano che, oltre a essere abbandonato dalle istituzioni, si dimostra incapace di mantenere il trend ascendente impostato negli ultimi anni. Veniamo quindi alle note dolenti: se il cinema inteso come interesse degli spettatori verso l’oggetto “film” si mantiene pressoché costante, il cinema nazionale, dopo i trionfi delle ultime stagioni dovuti per lo più all’affermazione del filone giovanilistico, segna una brusca battuta d’arresto: 8% in meno nella quota di mercato. Otto punti percentuali che sono passati direttamente dalle casse nostrane a quelle, già piuttosto piene, del cinema americano, mai così pingui come in questa stagione. Un dato tutt’altro che rassicurante che conferma la crisi in atto nel settore, perché una creatività che non trova il contatto con il pubblico rischia di esaurirsi, a meno di non trovare nuove linfa, risorse e vitalità. Le premesse per la nuova stagione alle porte, in cui pare si verificherà l’apice della crisi economica intorno a settembre/ottobre, non sono quindi particolarmente ottimistiche. Da parte nostra potremmo provare a staccarci un po’ di più dal televisore, scaricare meno film da internet e osare maggiormente non buttandoci sempre sui soliti noti ma affrontando anche cinematografie meno ammiccanti. Chissà, la sorpresa potrebbe essere dietro l’angolo, così come la sòla, ma almeno avremo sperimentato un po’ uscendo dal consueto. Che non è poca cosa. In attesa di vedere come proseguirà l’avventura sugli schermi vediamo intanto com’è andata in questa stagione. Di seguito, il dettaglio mese per mese, con un breve riepilogo di ciò che ha fatto fortuna e sfortuna del botteghino (eventuali percentuali in incremento o decremento sono, ovviamente, in relazione ai dati della stagione precedente):

- estate 2008: domina “Il cavaliere oscuro”, ma non fa sfracelli; la colpa, comunque, non è dell’uscita estiva ma dei troppi supereroi che invadono gli schermi, da sempre beniamini del mercato americano, molto meno di quello europeo; Ferragosto vede l’arrivo de “Le Cronache di Narnia: il Principe Caspian” che si difende bene, ma il secondo capitolo delle avventure dei fratelli Pevensie ha un brusco calo in tutto il mondo rispetto al capostipite; anche in questo caso non è la canicola a frenare gli spettatori, ma un prodotto globalmente meno forte; è la prima estate senza il traino delle anteprime e la risposta del pubblico è nel complesso positiva nonostante dietro ai pochi titoli forti ci sia il vuoto.

- settembre 2008: nonostante il perdurare della stagione calda debutto con il botto sia per “Kung Fu Panda”, con circa 4 milioni e 500 mila euro, che per “Hancock”, che con quasi 5 milioni e 100 mila euro è uno dei migliori primi week-end della stagione; discreto anche il riscontro per i film italiani provenienti dal Festival di Venezia. Parte bene “Un giorno perfetto” di Ozpetek, ma non regge al passa-parola e sarà superato da “Il papà di Giovanna” di Pupi Avati; lusinghiero il risultato di “Il seme della discordia” di Pappi Corsicato, che supera il milione di euro e si mantiene in classifica per tutto il mese, mentre non decolla “La terra degli uomini rossi – Birdwatchers” di Marco Bechis. Il vero outsider è “Pranzo di Ferragosto”; nel complesso, però, segno meno rispetto all’analogo periodo del 2007, forte dei trionfi animati di “Shrek terzo” e “I Simpson – il film”.

 - ottobre 2008: finalmente il segno più rispetto a ottobre 2007 (+2%) grazie all’ottimo andamento di “Mamma mia!”, “Wall-E” e “Vicky Cristina Barcelona”; Italia al palo: con “No Problem” Vincenzo Salemme non replica l’exploit di “SMS –Sotto Mentite Spoglie”.

 - novembre 2008: torna il segno meno nonostante il buon andamento di alcuni titoli come “High School Musical 3: Senior Year”, “Quantum of Solace” e “Twilight”. A pesare è l’assenza di un titolo italiano forte. L’anno scorso con “Matrimonio alle Bahamas” Massimo Boldi aveva ottenuto risultati quasi natalizi; quest’anno “La fidanzata di papà” incassa il 30% in meno.

- dicembre 2008: un mese da record grazie alla competizione tra “Natale a Rio” e “Madagascar 2. Terzo incomodo “Il cosmo sul comò”. +5% rispetto a Natale 2007 (vedi articolo relativo)

- gennaio 2009: dopo il boom delle festività si conferma il calo fisiologico di gennaio; i titoli forti del mese sono “Sette anime”, che grazie al binomio Muccino-Smith in proporzione va meglio da noi che in America, e “Italians” di Giovanni Veronesi. Molto bene anche “Yes Man” e “Viaggio al centro della terra 3D”, che inaugura ufficialmente la fortuna del cinema 3D nelle sale italiane. L’horror di inizio anno è “The Strangers” che pur se meteora porta a casa più di due milioni di euro.

 - febbraio 2009: sono, esattamente come per il 2008, i titoli italiani a far quadrare i conti: “Italians” ed “Ex” dominano il box-office, e forse si rubano spettatori, fino a quando non arriva “Il curioso caso di Benjamin Button” che, in odore di Oscar, primeggia nelle settimane centrali del mese. Per San Valentino ci prova anche “Questo piccolo grande amore” che parte discretamente ma crolla subito.

- marzo 2009: segno meno a causa di titoli italiani che non decollano: “Iago”, “Giulia non esce la sera”, “Due partite”, “Fortapasc”, “L’ultimo Crodino”, e “Il caso dell’infedele Klara”; a salvarsi dalla débâcle è “La matassa”, in linea con i risultati del precedente “Il 7 e l’8” sempre di Ficarra e Picone. Discreto anche l’andamento di “Diverso da chi?” che, comunque, non fa risultati eclatanti. L’Oscar aggiunge poco al successo dei film candidati e quasi tutti già usciti. Resta al palo “Watchmen”. Il film del mese è “Gran Torino”.

 - aprile 2009: un mese con il botto: rispetto al 2008 quasi +10% nelle presenze e addirittura +20% negli incassi; il divario è dovuto al successo di “Mostri contro alieni” per cui, nelle sale attrezzate, l’entrata costa circa 2 euro in più per i biglietti interi e dai 3 ai 4 euro per i ridotti. Ma aprile segna anche il trionfo di “Fast & Furios – solo parti originali”; meno bene il cinema italiano: “I mostri oggi” non decolla e “Questione di cuore” fa meno del previsto; si difende “Gli amici del bar Margherita”.

- maggio 2009: arriva “Angeli e demoni” ed è subito record, ma si comporta meglio del previsto anche “San Valentino di sangue”; si difende “X-Men le origini: Wolverine” mentre “Star Trek” conferma il poco appeal della serie televisiva e delle relative trasposizione sul pubblico italiano; l’Italia esce di scena; unici titoli con numeri dignitosi, ma bassini, sono “Generazione 1000 euro” e “Vincere”, poco aiutato dall’assenza di premi ottenuti a Cannes.

 - giugno 2009: calo di presenze del 20%. A deludere sono soprattutto “Terminator Salvation” e il cine-cocomero “Un’estate ai Caraibi”. Nel complesso mancano titoli abbastanza forti o in grado di aprirsi un varco nell’interesse degli spettatori per spingerlo a uscire di casa e cercare la sala cinematografica. E questo nonostante l’assenza dei temutissimi Mondiali di Calcio!

 luglio 2009: un’estate mai così pessima con una penuria di offerta inaccettabile. Se uno non ha interesse per “Transformers – la vendetta del caduto” e “Harry Potter e il principe mezzosangue” non trova altro che fondi di magazzino americani, per lo più commedie. Unico outisider “Una notte da leoni”: sempre di commedia si tratta, ma almeno è riuscita. Il film fatica comunque a ritagliarsi uno spazio. Il cine-cocomero “Un’estate ai Caraibi”, anticipando l’uscita, arriva alla canicola già spompo. Il cinema di qualità latita.

Gli incassi per genere: “SEQUEL”  

SEQUEL

 

 

POS

TITOLO

INCASSO ITALIA

1

MADAGASCAR 2

    25.087.325,28

2

NATALE A RIO

    24.675.997,31

3

ANGELI E DEMONI

    18.578.414,30

4

HARRY POTTER E IL PRINCIPE MEZZOSANGUE

    14.036.917,46

5

HIGH SCHOOL MUSICAL 3

     9.166.860,02

6

FAST & FURIOUS - SOLO PARTI ORIGINALI

     8.316.732,04

7

LE CRONACHE DI NARNIA: IL PRINCIPE CASPIAN

     8.067.497,19

8

TRANSFORMERS: LA VENDETTA DEL CADUTO

     7.617.204,85

9

QUANTUM OF SOLACE

     7.085.181,78

10

UNA NOTTE AL MUSEO 2 : LA FUGA 

     6.879.919,13

11

LA MUMMIA - LA TOMBA DELL'IMPERATORE DRAGONE

     5.398.963,72

12

X-MEN LE ORIGINI: WOLVERINE

     4.956.234,54

13

TERMINATOR SALVATION

     3.482.347,85

14

SAW V - NON CREDERAI AI TUOI OCCHI

     2.396.882,59

15

STAR TREK

     2.270.254,23

16

I MOSTRI OGGI

     1.964.430,40

17

X-FILES - VOGLIO CREDERCI

     1.326.893,65

18

VENERDÌ 13

     1.248.387,45

19

UNDERWORLD: LA RIBELLIONE DEI LYCANS

     1.198.647,26

20

LA PANTERA ROSA 2

     1.014.558,23

21

TORNO A VIVERE DA SOLO

        791.652,00

22

IMPY SUPERSTAR - MISSIONE LUNA PARK

        121.407,33

23

KEN IL GUERRIERO - LA LEGGENDA DI RAOUL

          85.551,55

 

I sequel si confermano uno degli strumenti più utilizzati e di maggiore successo per vincere la pigrizia dello spettatore, spingerlo a uscire di casa, abbandonare il peer-to-peer e varcare la soglia di una sala cinematografica. Un’immagine nota offre garanzie, dà l’idea di sedersi a tavola con un amico, evoca un “dove eravamo rimasti?”, stimola un “cosa hai combinato in tutto questo tempo?”. Che poi spesso la delusione si palesi ingrigendo le rosee aspettative poco importa. I produttori hanno verificato che anche un prodotto mediocre offre spesso risultati superiori a un nuovo film, e comunque raggiungibili con un minore sforzo di fantasia. Insomma, ancorarsi a un immaginario consolidato assicura una sorta di minimo garantito a cui difficilmente chi decide di investire si sottrae. Indipendentemente dalle motivazioni, artistiche ma soprattutto economiche, la legge dei sequel è un dato di fatto e anche quest’anno una ventina di titoli derivativi si sono affacciati sul mercato, alcuni confermando il trend di origine, altri invece deludendo, comunque incassando nel complesso più di 155 milioni di euro. Rispetto alla stagione precedente meno film ma 30 milioni di euro in più. Siamo comunque lontano dal 2007 (circa 185 milioni di euro) in cui la vera differenza, in termini meramente economici, l’hanno fatta gli incassi record dei sequel italiani (“Manuale d’amore 2 – Capitoli successivi”, “Ho voglia di te”, “Notte prima degli esami - oggi”). La novità è che per una volta non è il cine-panettone targato De Laurentiis (“Natale a Rio”) a dominare. Per un soffio gli ha sottratto il trono il tornado “Madagascar 2”, trionfatore, abbastanza a sorpresa, del Natale nostrano. Prevedibile il buon esito di “Angeli e demoni” dopo la fortuna de “Il Codice da Vinci”, anche se i quasi 29 milioni di euro delle prime avventure del professore di simbologia Robert Langdon sono piuttosto lontani (e comunque è tutto il pianeta a decretargli un’accoglienza meno calorosa). Restando ai segni meno, a soffrire rispetto ai predecessori sono anche “Le Cronache di Narnia – il Principe Caspian” e “Una notte al museo 2: la fuga”. Entrambi infatti, dimezzano gli incassi, allineandosi all’andamento, buono ma non eccezionale, che i due film hanno avuto un po’ in tutto il mondo. Del resto è la dura legge dei sequel: l’aumento del budget è inversamente proporzionale ai risultati economici. Quando però si parla di cifre da capogiro (“Le cronache di Narnia - Il leone, la strega e l'armadio” ha raggranellato nel mondo qualcosa come 745 milioni di dollari e “Una notte al museo” 575 milioni), anche numeri inferiori garantiscono all’ingranaggio di continuare a scorrere oliato. Più o meno in linea, invece, il Bond nuova maniera con Daniel Craig: in Italia per “Quantum of solace” un milione di euro in meno rispetto a “Casino Royale”, nel mondo cifre da capogiro collocate tra i 550 e i 600 milioni di dollari. Anche in questo caso, però, il nuovo capitolo ha visto levitare il budget di ben 50 milioni di dollari. Discorso analogo anche per il quarto capitolo “X-Men le origini – Wolverine”, un po’ inferiore alle attese negli Usa ma in grado di reggere la ruggine di una nuova puntata che non sapendo più che pesci pigliare affronta una delle varianti tipiche del “genere”: la fuga nel prequel. Espediente a cui ricorre anche J.J.Abrams con “Star Trek”, ottimo successo soprattutto negli Stati Uniti (in Italia c’è uno zoccolo duro di trekkers, ma da noi la serie tv e i tanti capitoli cinematografici non hanno mai attecchito). A sorpresa fa numeri importanti, grazie soprattutto all’apporto dei mercati internazionali, anche il terzo capitolo del brand “la mummia” con “La mummia - La tomba dell'imperatore Dragone”, tanto che è già in cantiere un quarto capitolo di ambientazione peruviana dal titolo "La Mummia: L'ascesa del'Azteco". Restando alle sorprese, perlomeno in termini economici, sono superiori a ogni più rosea aspettativa i risultati di “Fast & Furios – solo parti originali”, sia in Italia (con incassi quadruplicati rispetto al terzo capitolo) che nel mondo. Tra le ragioni il ritorno di Vin Diesel, un marketing più aggressivo e che altro? Boh, un vero mistero! Non cambia il ritornello per “Transformers - la vendetta del caduto”, per cui in America è record e che anche nel resto del mondo, Italia compresa, si avvia a superare la frastornante prima puntata. Al di là di ogni attesa, poi, l’accoglienza trionfale per il debutto al cinema, dopo due puntate televisive, di “High School Musical 3: Senior Year”. Basta pensare che i soli incassi italiani coprono gli esigui costi di produzione (11 milioni di dollari). Un vero business per la Disney! Battuta d’arresto, invece, per “Terminator Salvation”: siamo lontani dai risultati del terzo capitolo “Terminator 3 - Le macchine ribelli”, il saluto al cinema di Arnold Schwarzenegger prima di abbracciare la carriera politica, che in Italia aveva raggiunto i 5,5 milioni di euro. Tra gli altri, “Saw” si conferma serie longeva, nonostante un calo fisiologico (ma cinque puntate cominciano a diventare tante e la sesta è già in produzione), mentre, per restare all’horror, il restyling di “Venerdì 13” è restato, almeno in Italia, nell’ombra e il nuovo passaggio dal piccolo al grande schermo della serie “X-Files” è stato trascurato un po’ dappertutto (gli incassi maggiori li ha avuti in Russia). Indifferenza globale anche per il ritorno dell’ispettore Clouseau con “La Pantera Rosa 2”. In tempo di rivalutazione indistinta l’Italia tenta due colpacci: la riproposizione delle mostruosità della penisola, a 32 anni di distanza dall’ultimo capitolo e addirittura 45 dall’inarrivabile prototipo di Dino Risi, con “I mostri oggi” e il ritorno dell’icona eighties Giacomo-Jerry Calà con “Torno a vivere da solo”. Per entrambi la bocciatura del pubblico è stata sonora nonostante il lancio in grande stile. Fresco di uscita, e di record, è invece il sesto (o settimo, oppure due al prezzo di uno, oppure mezzo, boh, chi se lo ricorda?) episodio della saga del maghetto più famoso del mondo. “Harry Potter e il principe mezzosangue”, dopo avere battuto vari record nel giorno di debutto, si avvia a diventare uno dei capitoli economicamente più fortunati della serie e in sole due settimane riesce a raggiungere addirittura il 5° posto tra i film più visti nel nostro paese. Non credete comunque a chi vi dirà che l’estate 2009 è stata all’insegna del cinema. Un film fenomeno e indipendente dalle stagioni non è “il cinema”, ma un caso isolato. Se, quindi, Harry Potter gode ottima salute, il cinema nella sua globalità non sta altrettanto bene. La gente non va al cinema d’estate, ma d’estate (come d’inverno, autunno e primavera), corre a vedere Harry Potter. Ma è il pubblico che d’estate si allontana dalla sala o, viceversa, la sala che d’estate abbandona il pubblico? Il quesito è, come sempre, aperto, ma un’idea sulle ragioni della mancata complicità tra spettatori e canicola si può avere sfogliando i quotidiani e controllando la programmazione di luglio: v u o t o  a s s o l u t o ! ! !

 

Gli incassi per genere: “ANIMAZIONE”

ANIMAZIONE

 

 

POS

TITOLO

INCASSO ITALIA

1

MADAGASCAR 2

  25.087.325,28

2

KUNG FU PANDA

  17.038.597,23

3

WALL-E

    8.701.661,27

4

MOSTRI CONTRO ALIENI

    7.288.634,47

5

BOLT - UN EROE A QUATTRO ZAMPE

    5.261.635,62

6

CORALINE E LA PORTA MAGICA

    3.158.299,46

7

L'ARCA DI NOÈ

      797.632,43

8

PONYO SULLA SCOGLIERA 

      775.353,18

9

VALZER CON BASHIR

      767.472,96

10

SPACE CHIMPS

      556.337,16

11

LE AVVENTURE DEL TOPINO DESPEREAUX

      472.863,85

12

LISSY - PRINCIPESSA ALLA RISCOSSA

      466.344,45

13

STAR WARS: THE CLONE WARS

      323.114,86

14

BATTAGLIA PER LA TERRA 3D

      222.635,65

15

IMPY SUPERSTAR - MISSIONE LUNA PARK

      121.407,33

16

TIFFANY E I TRE BRIGANTI

        97.200,35

17

KEN IL GUERRIERO - LA LEGGENDA DI RAOUL

        85.551,55

18

DONKEY XOTE

        52.186,50

 

È d’animazione il film più visto dell’anno (“Madagascar 2”), ma i risultati globali del “genere” sono in calo, a parità di film proposti, di circa 15 milioni di euro rispetto alla stagione precedente. La differenza è dovuta soprattutto al minor successo del film Pixar (8 milioni e 700 mila per “Wall-E” contro i 17 e mezzo di “Ratatouille”) e all’assenza di un titolo trasversale come “I Simpson”, capace di convogliare al “genere” un’ampia fetta di pubblico non per forza devota. Per il resto, l’arrivo del 3D ha prodotto numeri importanti ma non sufficienti per fare il botto. “Mostri contro alieni” conquista il pubblico pasquale, ma non raggiunge le vette, per restare alla Dreamworks, di un film in “normale” computer grafica come “Kung Fu Panda”, dominatore assoluto di inizio stagione. Il difficile compito di chiudere la stagione spetta invece a “Coraline e la porta magica”, anch’esso in 3D, che si difende bene (conquista anche il primo posto nel week-end di debutto) ma non fa sfracelli. Nulla di fatto invece per “Battaglia per la terra”, che in molte città non utilizza nemmeno il traino del 3D per agganciare il pubblico e viene presentato direttamente in versione tradizionale. Avrebbe meritato miglior sorte il disneyano “Bolt”, ma non è certo facile convincere lo scettico spettatore quando il titolo di un film e il nome di un detersivo coincidono. Rispetto all’anno scorso mancano anche quei titoli in assenza di superlativi ma capaci di mantenersi in una remunerativa via di mezzo. Se infatti nella precedente stagione i film di animazione con incasso superiore al milione di euro erano 11, quest’anno sono solo 6. A livello puramente numerico non fanno il miracolo il maestro Hayao Miyazaki con il pesciolino “Ponyo sulla scogliera”, il pittorico ma un po’ noiosetto “Le avventure del Topino Desperaux” e nemmeno il tentativo di sfruttare anche in computer grafica il successo planetario della saga di “Guerre Stellari” con “Star Wars: the Clone Wars”. Non solo film a stelle strisce, comunque, ma opere in arrivo anche da altre latitudini. Oltre ai già citati “Le avventure del Topino Desperaux” (co-produzione anglo-americana) e al nipponico “Ponyo sulla scogliera”, ben tre film dalla Germania: “Lissy – Principessa alla riscossa” ricorre alla suggestione iconografica dell’imperatrice d'Austria e regina d'Ungheria (l’amatissima principessa Sissi), scomoda Lorella Cuccarini per il doppiaggio e prenota un centinaio di sale, ma resta al palo. Ha meno pretese, ma in pochi l’hanno visto (forse perché in Italia l’omonimo e pluripremiato libro di Tomi Ungerer è meno noto che altrove), “Tiffany e i tre briganti”; si conferma invece un must per i piccolissimi il dinosauro Impy, con  Impy Superstar - Missione Luna Park”; rispetto all’uscita massiccia del precedente capitolo (“Impy e il mistero dell’isola magica”) la Mediafilm riduce astutamente le copie (da 100 a 25) ottenendo, però, gli stessi risultati; del resto si tratta di prodotti a target molto specifico (la primissima infanzia) destinati per forza di cose a un pubblico esiguo. Dopo i 500 mila euro incassati a sorpresa da “Ken il guerriero – la leggenda di Hokuto”, la Mikado rischia meno (38 sale contro 56) e il terzo capitolo della “battle saga” di Ken il guerriero dal titolo “Ken il guerriero – la leggenda di Raoul” non raggiunge nemmeno i 100 mila euro. Curioso che tra le due puntate ce ne sia un’altra, “Ken il guerriero – la leggenda di Julia”, approdata direttamente in home-video. Che ciò abbia contribuito all’insuccesso del terzo capitolo? Si difende “Space Chimps”, ultimo sfornato della Vanguard Animation, quella del piccione viaggiatore “Valiant” per intenderci, ma con 183 sale a disposizione era lecito attendersi qualcosa di più. E per finire, significativo il risultato ottenuto da  Valzer con Bashir”, co-produzione tra Israele, Germania e Francia in cui attraverso un’animazione scarna si racconta in modo originale e visionario la guerra in Libano del 1982, in particolare gli orrori di Sabra e Shatila: i campi profughi dove molte centinaia di palestinesi furono trucidati da falangisti in cerca di vendetta per l’uccisione del loro leader Bashir Jemayel. Anche in questo caso, facendo paragoni con il cartone “impegnato” della stagione scorsa (“Persepolis”), i risultati sono decisamente inferiori (750 mila euro contro 1 milione e 150 mila euro).

 

Gli incassi per genere: “HORROR”

HORROR

 

 

POS

TITOLO

INCASSO ITALIA

1

SAN VALENTINO DI SANGUE 3D 

  6.023.656,57

2

SAW V - NON CREDERAI AI TUOI OCCHI

  2.396.882,59

3

THE STRANGERS

  2.062.464,47

4

IL MAI NATO

  1.859.779,07

5

THE ORPHANAGE

  1.472.687,20

6

THE MIST

  1.380.910,82

7

VENERDÌ 13

  1.248.387,45

8

UNDERWORLD: LA RIBELLIONE DEI LYCANS

  1.198.647,26

9

IMAGO MORTIS

     796.449,48

10

SHROOMS - TRIP SENZA RITORNO

     781.709,93

11

OMBRE DAL PASSATO

     536.928,77

12

FRONTIERS

     499.987,76

13

IL RESPIRO DEL DIAVOLO

     388.455,11

14

RIFLESSI DI PAURA

     360.746,78

15

DENTI

     277.598,45

16

BORDERLAND - LINEA DI CONFINE

     169.777,11

17

THE UNINVITED

     106.566,86

18

VISIONS

      80.280,48

19

MARTYRS

      77.373,90

20

REEKER - TRA LA VITA E LA MORTE

      52.786,85

21

QUARANTINE

      43.202,26

22

BLACK SHEEP - PECORE ASSASSINE

      27.054,40

 

L’horror continua a mietere vittime. Generalmente dominatore del botteghino estivo, arriva invece a colpire in ogni mese dell’anno, anche se in questa stagione l’offerta ha un po’ latitato rispetto agli anni passati (22 film contro i 28 della precedente annata). Oramai comunque ci sono appuntamenti cadenzati a cui l’appassionato del genere difficilmente può sottrarsi: il ritorno di JigSaw (“Saw V” è in caduta fisiologica ma regge piuttosto bene), l’horror di inizio anno (è toccato a “The Strangers” che in sole tre settimane ha ottenuto ottimi risultati grazie soprattutto all’assenza di concorrenza dopo i bagordi e il buonismo natalizi) e da quest’anno probabilmente l’horror in 3D. La stereoscopia ha consentito infatti a “San Valentino di sangue 3D”, un filmetto da fondo classifica costato 15 milioni di dollari, di incassarne 75 in tutto il mondo, con una punta particolarmente elevata nel nostro paese dove ha fatto parlare ben più del dovuto. Basta pensare che da solo rappresenta quasi un terzo degli incassi complessivi del genere horror. Per dirla con toni più preoccupanti: senza di lui quest’anno gli incassi del genere sarebbero in caduta libera. 
Nel complesso molti i titoli superflui, alcuni baciati inaspettatamente dal successo (“Il mai nato”), altri in rapido e trasparente passaggio prima di andare a infittire il cestone delle offerte di un mall periferico (“Shrooms – Trip senza ritorno”, “Il respiro del diavolo”, “Reeker – tra la vita e la morte”, “Borderland – linea di confine”). Qualche segno di innovazione, però, c’è. Se negli anni scorsi di parlava molto della Spagna (presente comunque in classifica con l’ottimo “The Orphanage”), questa è stata la stagione della “nouvelle vague dell’horror transalpina”; un tuffo a capofitto nel rosso del sangue e nel nero delle cattive intenzioni in cui non è prevista alcuna redenzione e dove la violenza è estrema e senza sconti; un prendere o lasciare dove il dolore si fa stile e in cui c’è spazio anche per un retrogusto politico o filosofico; il pubblico italiano per adesso sta alla finestra (“Frontiers” si difende, “Martyrs” viene lanciato con cautela e il disturbante “À l'intérieur” non viene nemmeno distribuito), ma in rete questi titoli impazzano, segno di una crescente curiosità. L’Italia continua a essere non rappresentata, ad esclusione di “Imago Mortis”, che comunque dopo una partenza in sordina, nonostante più di 160 sale a disposizione, alla seconda settimana ha un crollo verticale, e dell’insalvabile “Visions”, per cui il passa parola ha avuto gli effetti devastanti di uno sfollagente (-92% alla seconda settimana). Meno bene del previsto anche l’ennesimo remake a stelle e strisce. Il nuovo “Venerdì 13” di Marcus Nispel, infatti, debutta debolmente (645 mila euro in 198 sale) e non arriva alla terza settimana di programmazione. Diverso l’andamento negli Stati Uniti dove, però, i 40 milioni di dollari dell’esordio in prima posizione hanno avuto le gambe corte. Il film ha infatti terminato la sua presenza nelle sale con un cumulo di 65 milioni di dollari. Considerando la partenza a razzo, un totale al di sotto delle aspettative. La moda dei remake non ha risparmiato il bel “REC”, successo spagnolo dello scorso anno replicato nell’anodino “Quarantine”, e due horror giapponesi: “Shutter” diventa “Ombre dal passato” e “Two Sisters” si reinventa “The Uninvited”. Tutti e tre baciati dall’insuccesso. Smacco commerciale, almeno in Italia, anche per l’accoppiata Kiefer Shuterland / Alexandre Aja: “Riflessi di paura” (non era meglio l’originale “Mirrors” o, al limite, “Specchi?”) debutta con 220 mila euro in 180 sale (meglio di lui fa pure “Kung Fu Panda” alla sesta settimana di programmazione) e alla settimana successiva è in calo dell’85%. È un caso (dal fiato molto corto, però) di inizio stagione “Denti”, per cui la Mediafilm azzarda un’uscita in ben 114 sale e che si deve accontentare di soli 110 mila euro. Alla seconda settimana il crollo è del 66%. In proporzione si riscatta dall’insuccesso americano “The Mist”, che giunge sui nostri schermi con un anno di ritardo ma riesce a ritagliarsi uno spazio dignitoso. La saga “Underworld”, al terzo capitolo, perde spettatori (“Evolution” aveva incassato circa un milione e 700 mila euro), ma ha un nocciolo duro di fedelissimi. Da fondo classifica sghignazzano gli ovini assetati di sangue degli antipodi di “Black Sheep – pecore assassine”, coraggiosamente distribuito dalla Mediafilm.

Non ho incluso nella classifica film ibridi ma con elementi orrorifici come “Lasciami entrare”, “Twilight”, “The Horsemen” e “Passengers – terrore ad alta quota” proprio perché non completamente radicati nel “genere”.

 

Gli incassi per genere: “3D”

3D

 

 

POS

TITOLO

INCASSO ITALIA

1

VIAGGIO AL CENTRO DELLA TERRA 3D

  8.044.825,14

2

MOSTRI CONTRO ALIENI

  7.288.634,47

3

SAN VALENTINO DI SANGUE 3D 

  6.023.656,57

4

BOLT

  5.261.635,62

5

CORALINE E LA PORTA MAGICA

  3.158.299,46

6

BATTAGLIA PER LA TERRA 3D

     222.635,65

7

JONAS BROTHERS: THE 3D CONCERT EXPERIENCE

        7.027,30

 

Carnevalata o evoluzione tecnologica in grado di imprimere vitalità a una forma di intrattenimento in declino?
Probabilmente entrambe le cose, perché se è vero che il rischio della tecnica stroboscopica è quello di ridurre la sala cinematografica a un Luna Park, è anche vero che è stata proprio questa scelta a salvare il cinema dal segno rosso in un periodo di forte contrazione dei consumi come quello attuale. Sta di fatto che quando i potenti dell’industria si muovono, ai gregari non resta che adeguarsi. E se pionieri del calibro di Jeffrey Katzenberg, Steven Spielberg, Robert Zemeckis, James Cameron, George Lucas e Peter Jackson definiscono il 3d come “l’innovazione più eccitante della storia del cinema dopo l’avvento del sonoro e quello del colore”, possiamo stare certi che i loro progetti finiranno per condizionare gusti e scelte del mercato globale. Narra la leggenda che dietro al ritorno del 3D dopo il boom degli anni ‘50 e ‘60 (ovviamente non si inventa nulla e siamo dalla parte dei cicli e ricicli) ci sia un tentativo di combattere il dilagare della pirateria. In effetti, per quanto uno sia abile nello scaricare film tramite internet, molto difficilmente riuscirà a ricreare la magia di entrare in un grande schermo. Come più volte sottolineato sarà il tempo a farci capire se si tratta dell’illusione di un breve periodo storico (magari nel 2040 qualcuno parlerà di ennesimo ritorno dopo un forte  boom senza seguito a inizio millennio) o se il futuro è adesso, sui nostri schermi, nei nostri sogni, non più piatti ma in magico rilievo, nei nostri occhi, protetti da occhialini sempre più sofisticati.
Rispetto all’anno scorso, comunque, molte cose sono cambiate. Se il 3D era più che altro un vezzo e le sale attrezzate pochissime, quest’anno il 3D è diventato una realtà e le sale attrezzate sono diventate un centinaio. I risultati, anche in termini economici, si sono fatti sentire (sia in un’uscita che in entrata). L’onere per l’esercente è quello di una spesa non piccola per dotare la sala di una tecnologia in grado di supportare il 3D. Anche per lo spettatore, però, la magia ha un prezzo. Mediamente il biglietto costa 2 euro in più, raggiungendo da più parti la cifra tonda dei 10 euro complessivi. Molto più alto l’aumento per i biglietti ridotti (bambini e convenzioni varie) che passano da 5 a 8 o anche 9 euro. 
Ad aprire le danze è a fine novembre il cartoon Disney “Bolt”, ma l’avvento del 3D è ancora in fase embrionale e la maggior parte delle sale lo proietta nella versione tradizionale. Più forte l’impatto di “Viaggio al centro della Terra”, che grazie alla “novità” del 3D raggiunge in Italia risultati insperati ed è il film presentato anche in tridimensione che raggiunge i maggiori risultati economici. Il pubblico comincia a scegliere di spendere un paio di euro in più per vivere un’esperienza diversa. La consacrazione però, nonostante incassi leggermente inferiori all’action per famiglie con Brendan Fraser, avviene con “Mostri contro alieni”, che invade l’Italia nel periodo pasquale e trova un centinaio di sale pronte ad accoglierlo in versione stereoscopica. Il film d'animazione della DreamWorks conferma la tendenza in atto registrando il 55% del fatturato con il 18% delle copie, ossia quelle proiettate nelle sale 3D. Non solo film d’azione o cartoni animati, però, finiscono nel mirino della “nuova” tecnologia. Il 3D permette ad un horror altrimenti privo di sorprese come “San Valentino di sangue” di ottenere un successo al di là di ogni aspettativa: debutto al primo posto del box-office a inizio maggio, battendo un blockbuster come “Star Trek” proiettato in una cinquantina di sale in più, e lunga tenitura (5 settimane nelle prime dieci posizioni). Probabilmente è sempre il 3D a sostenere anche “Coraline e la porta magica”, che affronta con successo la stagione estiva, generalmente poco favorevole al cinema in Italia, debuttando al primo posto a metà giugno. Trascurabili invece i risultati di “Battaglia per la terra” e del film concerto “Jonas Brothers: The 3d Concert Experience”, ma evidentemente non basta una nuova tecnologia per rendere appetibili opere prive di particolare attrattiva (e la distribuzione ha fiutato il rischio non eccedendo nel numero delle copie).
E il futuro?
Continuerà il trend in ascesa o subirà una brusca frenata? Beh, sicuramente per i prossimi due o tre anni il cinema ci guarderà in tridimensione. Sono tanti, infatti, i progetti in fase di lavorazione e di imminente uscita che si affideranno al 3D. La maggior parte sono film di animazione, ma non solo. Si comincia il 28 agosto con ”L’era glaciale 3: l'alba dei dinosauri” per poi proseguire in settembre con “G-Force: Superspie in missione”, in cui  u
na squadra speciale di animali addestrati dai servizi segreti deve impedire che un diabolico criminale miliardario domini il mondo. Già fissata la data di uscita anche di “Up” (15  ottobre 2009), il nuovo capolavoro annunciato Pixar, ma entro il nuovo anno dovrebbe arrivare anche, distribuito dalla Moviemax, la rivisitazione in 3D del classico di Jack London “Il richiamo della foresta”. A novembre è previsto l’arrivo di ”A Christmas Carol” di Robert Zemeckis, in cui il 3D incontra il "performance capture" nella rivisitazione con Jim Carrey di un classico racconto natalizio di Charles Diskens, e a dicembre uscirà finalmente “Avatar” di James Cameron, che segna il ritorno del regista di “Titanic” dopo un decennio di silenzio. Natale segna anche il ritorno della Disney al cartone tradizionale, ma in 3D, con “La principessa e il ranocchio”. Tanti poi i titoli annunciati per il 2010: How to Train Your Dragon” (trasposizione del libro per bambini a base di draghi di Cressida Cowell); “Step Up 3D”, terza puntata del music-brand “Step Up”; l’attesissimo “Alice nel paese delle meraviglie” di Tim Burton; il documentario “Oceans 3D – Voyage of a Turtle” di Jean-Jacques Mantello, incentrato sulle avventure di una tartaruga marina a spasso tra gli splendidi fondali dell'Australia e del Messico. Ancora da definire le date di uscita, ma già in lavorazione, “Shrek 4”, “Kung Fu Panda 2” “Madagascar 3”, ”Cars 2” e “Pirati dei Caraibi 4”. Girano anche voci di un progetto di Ridley Scott, attualmente sul set del “Robin Hood” con Russell Crowe, intitolato “The Forever War” e sono in corso trattative della Sony per un possibile “Spiderman 4” in 3D. Una cosa è certa, con tutti questi sequel annunciati i titoli avranno un bel po’ di numeri e si ridurranno a codici. L’horror, genere che si presta ai buh! improvvisi (qualcuno ricorda gli occhi squizzati dalla testa di una malcapitata vittima nello slasher “Venerdì 13 III – Weekend di terrore” del 1982?), non mancherà l’appuntamento con il 3D grazie all’ennesimo remake. Questa è la volta di “Piranha 3D”, rifacimento a tre dimensioni del cult del 1978 di Joe Dante, diretto per l’occasione dal lanciatissimo Alexandre Aja (quello di “Alta tensione” e “Le colline hanno gli occhi” per intenderci). Pare, poi, che addirittura Aurelio De Laurentiis avrebbe dichiarato di voler realizzare in 3D il classico cine-panettone con Christian De Sica. Questo per quanto riguarda il nuovo, ma è previsto anche l’adattamento alle nuove tecnologie di classici di animazione: dai due “Toy Story”, presentati in anteprima mondiale al prossimo festival di Venezia dove la Pixar riceverà un Leone d’Oro alla Carriera, al cartoon “La bella e la bestia”.
Per lo spettatore si aspetta quindi una lunga serie di titoli improntati all’effetto, speriamo speciale non solo nell’immediato. Non resta quindi che armarsi di occhialini (allo studio modelli sempre meno pesanti e più evoluti) e buttarsi nella corsa entrando in una sala attrezzata. Sarà il lungo periodo a farci capire chi ha ragione.
Intanto è freschissima la notizia che il 3D invade anche il salotto di casa. Lo testimonia il successo di vendite del DvdViaggio al centro della Terra” uscito in giugno anche in versione tridimensionale. Il cofanetto fornisce 4 occhialini e l’effetto è possibile tramite un televisore Full HD regolando in maniera adeguata la luminosità dello schermo.
La guerra tra piccolo e grande schermo, quindi, continua! Anzi, non è che agli inizi!

 

Dai “FESTIVAL” alle sale

FESTIVAL

 

 

 

POS

TITOLO

FESTIVAL

INCASSO ITALIA

1

THE MILLIONAIRE

Toronto

  6.121.598,37

2

BURN AFTER READING - A PROVA DI SPIA

Venezia

  6.101.113,15

3

VICKY CRISTINA BARCELONA

Cannes

  5.850.068,87

4

CHANGELING

Cannes

  5.226.115,18

5

IL PAPÀ DI GIOVANNA

Venezia

  3.413.825,19

6

UN GIORNO PERFETTO

Venezia

 3.007.324,92

7

MILK

Berlino

  2.486.280,02

8

UN MATRIMONIO ALL'INGLESE

Roma

  2.472.458,12

9

PRANZO DI FERRAGOSTO

Venezia

  2.127.742,12

10

THE WRESTLER

Venezia

  2.126.309,04

11

LA DUCHESSA

Roma

  2.089.723,97

12

CHE - L'ARGENTINO

Cannes

  2.039.552,03

13

VINCERE

Cannes

  2.037.990,24

14

SI PUÒ FARE

Roma

  1.904.975,99

15

LA CLASSE

Cannes

  1.681.593,09

16

L'OSPITE INATTESO

Deauville

  1.506.125,42

17

PRIDE AND GLORY - IL PREZZO DELL'ONORE

Roma

  1.435.940,63

18

L'UOMO CHE AMA

Roma

  1.374.415,87

19

THE BURNING PLAIN - IL CONFINE DELLA SOLITUDINE

Venezia

  1.309.840,48

20

IL GIARDINO DI LIMONI

Berlino

  1.091.869,15

21

THE INTERNATIONAL

Berlino

  1.091.412,87

22

MIRACOLO A SANT'ANNA

Toronto

  1.075.706,68

23

IL SEME DELLA DISCORDIA

Venezia

  1.065.100,64

24

LA FELICITÀ PORTA FORTUNA

Berlino

     926.278,75

25

TWO LOVERS

Cannes

     910.811,97

26

PONYO SULLA SCOGLIERA 

Venezia

     775.353,18

27

VALZER CON BASHIR

Cannes

     767.472,96

28

IL PASSATO È UNA TERRA STRANIERA

Roma

     721.078,57

29

CHE- GUERRIGLIA

Cannes

     669.046,35

30

GALANTUOMINI

Roma

     565.880,80

31

LOUISE MICHEL

Roma/Sundance

     550.416,09

32

LASCIAMI ENTRARE

Torino

     523.549,85

33

ANTICHRIST

Cannes

     512.872,07

34

FRONTIERS

Ravenna

     499.987,76

35

L'ONDA

Torino

     472.979,13

36

TI AMERÒ SEMPRE

Berlino

     434.524,61

37

UN GIOCO DA RAGAZZE

Roma

     420.852,02

38

STELLA

Venezia

     417.790,47

39

VERSO L'EDEN

Berlino

     412.593,76

40

IL MATRIMONIO DI LORNA

Cannes

     407.256,57

41

LA TERRA DEGLI UOMINI ROSSI - BIRDWATCHERS

Venezia

     347.191,78

42

LA BANDA BAADER MEINHOF

Roma

     287.224,55

43

APPALOOSA

Roma

     272.328,20

44

LEZIONE VENTUNO

Locarno

     259.149,56

45

LEZIONI D'AMORE

Berlino

     255.339,13

46

PA-RA-DA

Venezia

     230.091,79

47

RACHEL STA PER SPOSARSI

Venezia

     225.190,40

48

RIUNIONE DI FAMIGLIA

Roma

     199.044,76

49

IL CANTO DI PALOMA

Berlino

     183.097,30

50

FROZEN RIVER - FIUME DI GHIACCIO

Sundance

     179.251,40

51

RACCONTO DI NATALE

Cannes

     175.486,18

52

KATYN

Berlino

     168.034,56

53

TEZA

Venezia

     160.389,67

54

MACHAN - LA VERA STORIA DI UNA FALSA SQUADRA

Venezia

     160.056,63

55

TONY MANERO

Torino

     133.865,85

56

LE TRE SCIMMIE (THREE MONKEYS)

Cannes

     128.912,07

57

HOME

Cannes

     126.327,96

58

SACRO E PROFANO

Cannes/Berlino

     119.615,07

59

PALERMO SHOOTING

Cannes

     117.762,16

60

THE HURT LOCKER

Venezia

     111.688,23

61

SETTIMO CIELO

Cannes/Trieste

     109.530,43

62

QUALCUNO CON CUI CORRERE

Giffoni

     103.709,92

63

LA RABBIA DI PASOLINI

Venezia

      99.132,08

64

NOTORIOUS B.I.G.

Berlino

      97.115,64

65

L'AMORE NASCOSTO

Roma

      87.313,90

66

TULPAN - LA RAGAZZA CHE NON C'ERA

Cannes

      81.601,80

67

UN ALTRO PIANETA

Venezia

      58.924,28

68

GARAGE

Torino

      53.695,71

69

ELDORADO ROAD

Cannes

      30.238,30

70

W.

Torino

      21.628,00

71

LA FABBRICA DEI TEDESCHI

Venezia

      16.395,50

72

IL PRIMO GIORNO D'INVERNO

Venezia

      16.278,50

73

IL SOL DELL'AVVENIRE

Locarno

        5.521,50

74

VALZER

Venezia

        5.092,00

75

CHROMOPHOBIA

Cannes

        3.128,80

76

TAXI TO THE DARK SIDE

Roma

        2.149,86

77

PUCCINI E LA FANCIULLA

Venezia

        1.843,00

 

Per la prima volta quest’anno introduciamo una nuova sezione dedicata alle opere provenienti dai più importanti festival cinematografici del mondo. Difficile selezionare i titoli, perché di festival ce ne sono centinaia, quindi per forza di cose si tratta di una lista incompleta e imprecisa. Diciamo che, soffermandoci sui più significativi, si è cercato di trarre un bilancio sulla funzione delle manifestazioni a carattere cinematografico. In sintesi: qual è lo scopo di un festival? Non certo indurre grandi incassi, ma dare visibilità a opere che altrimenti non avrebbero canali di diffusione. La cosa più importante, infatti, oltre a produrre un film e arrivare ad avere l’opera finita, è trovare occhi disposti a guardare. Il rischio è altrimenti quello di una morte prematura. E come si sa, per trovare tanti occhi è necessario prima di tutto trovarne pochi ma fiduciosi e in grado di guardare oltre alle immagini per capire se e come ciò che scorre a ventiquattro fotogrammi al secondo potrà arrivare a un pubblico. Non sempre i festival svolgono la loro funzione primaria, che è quella di scoperta e/o conferma. In molti casi si limitano a fungere da vetrina per i potenti dell’industria e magari rifiutano o dimenticano opere importanti prive degli appigli giusti. Vediamo un po’ come è andata in questa stagione. La classifica per incasso è, ovviamente, solo indicativa, non essendo le cifre alte il punto di arrivo dei festival ma solo uno degli elementi.
Ci sono film per cui un festival è decisivo (l’accoglienza tributata a “The Millionaire” a Toronto) e, viceversa, ci sono festival per cui è un film ad essere decisivo (“Burn After Reading” scelto per aprire Venezia 2008). Senza il trampolino di Toronto probabilmente il film di Danny Boyle sarebbe uscito negli Stati Uniti direttamente in dvd e senza la presenza di George Clooney e Brad Pitt molti meno riflettori si sarebbero accesi sul festival italiano più importante. Mentre “The Millionaire” non avrebbe incassato granché, però, il film di Soderbergh lo avrebbero visto comunque in parecchi. È curioso come un festival possa influire in modo diverso su un film. Prendiamo l’ultimo festival di Venezia. Ferzan Ozpetek con “Un giorno perfetto” è stato massacrato dalla critica e anche il pubblico lo ha amato poco. In questo caso la vetrina festivaliera ha nuociuto al film. Diverso il discorso per “Il papà di Giovanna” di Pupi Avati, che ha beneficiato della Coppa Volpi come Migliore Attore a Silvio Orlando. Anche Pappi Corsicato grazie a commenti critici lusinghieri (e a un poster che ha fatto parlare) ha ottenuto il suo maggiore successo di pubblico con “Il seme della discordia”. Calma piatta, invece per Bechis e il suo “La terra degli uomini rossi – Birdwatchers”, accolto freddamente sia dalla critica che dal pubblico. Senza il festival di Venezia non sarebbe esploso il caso “Pranzo di Ferragosto”, mentre sia “Machan” che “Pa-Ra-Da” ottengono qualche recensione positiva ma il pubblico non ne vuole sapere nonostante escano a ridosso della manifestazione. Ininfluente, invece, il Leone d’Oro a “The Wrestler”, anche perché il film non esce subito dopo il verdetto della giuria ma in prossimità degli Oscar a cui Mickey Rourke è, invano, candidato. Scorrendo l’elenco dei film, può essere che l’assenza di premi a Cannes abbia nuociuto, o comunque non abbia aiutato, “Vincere” di Marco Bellocchio, accolto piuttosto tiepidamente; così come la Palma d’Oro attribuita a “La classe” di Laurent Cantet ha sicuramente inciso sulla distribuzione massiccia decisa dalla Mikado (106 sale) e sul riscontro positivo del pubblico. Per altri titoli, molti, vale invece la regola “per fortuna che c’è stato il festival altrimenti nessuno avrebbe avuto la possibilità di vederlo”. È il caso di “Tony Manero” di Pablo Larrain che deve alla vittoria al Torino Film Festival la disponibilità di 16 sale. Stessa cosa per l’opera prima “Un altro pianeta” di Stefano Tummolini, distribuito come il precedente dalla Ripley’s, le cui dodici copie sono frutto della curiosità suscitata a Venezia nella sezione “Giornate degli Autori”. È grazie al premio "Coup de Coeur" al Festival di Cannes 2008 e alla vittoria alla XX edizione del Trieste Film Festival se un piccolo film come “Settimo cielo” di Andreas Dresen raggiunge in 17 copie le sale italiane. Senza l’attenzione suscitata a Venezia chi avrebbe avuto l’opportunità di vedere l’etiope “Teza” di Hailè Gerima o “Stella” di Sylvie Verheyde che con sole 14 copie ha incassato quasi 500 mila euro? Il Gran Premio del Pubblico al festival di Deauville ha sicuramente contribuito a inserire “L’ospite inatteso” nei listini dei distributori di film di qualità garantendo al film una distribuzione internazionale e quasi 17 milioni di dollari di incasso nel mondo. Chi avrebbe fatto buoni numeri comunque è invece il Woody Allen di “Vicky Cristina Barcelona” che, grazie alle promesse bollenti in salsa catalana, ha incassato a livello globale qualcosa come 93 milioni di dollari (battendo anche il grande successo di “Match Point” a quota 85 milioni).
Come si può notare, analizzando l’elenco dei film, sono molti i titoli giunti a noi grazie al riscontro positivo ottenuto a un festival internazionale. Può essere divertente quindi, assecondando gusti e pareri personali, ringraziare o maledire uno o più festival. In generale, e visti i tempi bui, meglio ringraziare. Il rischio è che in assenza di fondi le manifestazioni siano sempre più striminzite e meno inclini al rischio, con la conseguenza di mostrare ancora meno film.

 

OSCAR 2009

      OSCAR

 

 

 

 

 

POS

TITOLO

INCASSO U.S.A

INCASSO NEL  MONDO (*)

INCASSO ITALIA

BUDGET

1

IL CURIOSO CASO DI BENJAMIN BUTTON

$127,509,326

$332,582,711

  10.904.362,91

$150 million

2

IL CAVALIERE OSCURO

$533,345,358

$1,001,921,825

    9.487.529,98

$185 million

3

WALL-E

$223,808,164

$534,767,889

    8.701.661,27

$180 million

4

THE MILLIONAIRE

$141,319,928

$360,032,690

    6.121.598,37

$15 million

5

VICKY CRISTINA BARCELONA

$23,216,709

$93,087,565

    5.850.068,87

-

6

REVOLUTIONARY ROAD

$22,911,480

$75,212,169

    3.604.512,70

$35 million

7

THE READER - A VOCE ALTA

$34,194,407

$89,749,216

    2.510.220,42

$32 million

8

MILK

$31,841,299

$53,796,834

    2.486.280,02

$20 million

9

THE WRESTLER

$26,238,243

$43,171,241

    2.126.309,04

$6 million

10

LA DUCHESSA

$13,848,978

$43,061,495

    2.089.723,97

-

11

IL DUBBIO

$33,446,470

$50,847,196

    1.846.325,45

$20 million

12

FROST/NIXON - IL DUELLO

$18,622,031

$27,430,034

      662.773,59

$25 million

13

FROZEN RIVER - FIUME DI GHIACCIO

$2,511,476

$4,376,606

      179.251,40

-

 

Quest’anno l’effetto Oscar si è fatto sentire trascinando una piccola opera indipendente dalle stalle alle stelle. È il ”sogno americano”, protagonista di tante, troppe, pellicole, non solo americane, vissuto in diretta nella notte dell’anno più popolata di stelle. Narra la leggenda che un film intitolato “The Millionaire” si vedesse rifiutare la distribuzione nelle sale degli Stati Uniti per cambi nelle strategie commerciali della Warnes Bros. Sempre la leggenda continua raccontando l’arrivo in extremis della Fox Searchlight che accetta gli inviti ai Festival di Toronto e di Telluride (rifiutati in precedenza dalla Warner) in cui il film di Danny Boyle mostra tutte le sue potenzialità vincendo premi e incantando il pubblico. Da lì la sua ascesa è stata inarrestabile. A conquistare i giurati dell’Academy la ennesima variante del “sogno americano” ha sicuramente contribuito. Ecco quindi la prova tangibile di come chiunque, grazie a determinazione, spirito di sopravvivenza e un pizzico di fortuna, ce la può fare ad emergere. Curioso, che a dispetto delle immagini passate nei telegiornali (la folla riunita davanti alle tv fuori dalle baracche in trepidante attesa del risultato), il film di Boyle sia stato apprezzato in tutto il mondo tranne che in India dove, anzi, ha destato parecchi dissensi proprio per l’immagine stereotipata che dà del paese. Comunque sia il successo è stato globale e l’effetto Oscar ha permesso al film di raggiungere cifre impensabili negli Stati Uniti e in tutto il mondo. In Italia, secondo paese in cui il film è uscito dopo l’America, la Lucky Red punta sul Natale. I risultati sono dignitosi ma senza clamori. Il film mantiene una buona tenitura garantendo incassi stabili fino alla notte degli Oscar in cui arriva con un bottino di circa 3 milioni e mezzo di euro. Immediato l’aumento delle copie in circolazione dopo la pioggia di statuette (da 60 a 160) e buono il riscontro del pubblico che aggiunge altri 2 milioni e mezzo di euro all’incasso globale. Il grande rivale e sconfitto, “Il curioso caso di Benjamin Button”, non risente granché della bocciatura dell’Academy (solo Miglior Trucco e Migliori Effetti Speciali Visivi) e, uscito in largo anticipo rispetto alla cerimonia, viene subito accolto, nonostante la lunga durata (o forse, chissà, grazie anche a quella), come filmone imperdibile e conquista immediatamente le prime posizioni del box-office mondiale. In questa annata più dei premi in sé sembrano avere inciso sugli incassi le candidature. Il premio a Sean Penn come Miglior Attore Protagonista per “Milk” non aggiunge pubblico al film (risale dalla sedicesima alla quindicesima posizione), così come non ne toglie al rivale dato per favorito Mickey Rourke (“The Wrestler” esce strategicamente a inizio marzo proprio per sfruttare l’eco del quasi scontato premio a Rourke). “The Reader”, con la premiata (Migliore Attrice Protagonista) Kate Winslet, esce proprio a ridosso della cerimonia e l’effetto traino è garantito. Buona la tenuta, almeno fino alla premiazione, anche per “Il dubbio”, che esce a bocca asciutta ma con un discreto incasso complessivo. In generale si tratta comunque, escludendo il fenomeno “Il curioso caso di Benjamin Button” e lo sconfitto “Frost/Nixon – il duello”, di opere che non fanno il botto ma che mantengono un andamento costante, cosa sempre più rara nel mordi e fuggi con cui i film si affacciano per periodi sempre più brevi sugli schermi. Per quello che riguarda gli altri premi, “Vicky Cristina Barcelona” (Penelope Cruz Migliore Attrice Non Protagonista), “Il cavaliere oscuro” (Heath Ledger Migliore Attore Non Protagonista), “Wall-E” (Miglior Film di Animazione) e “La Duchessa(Migliori Costumi), hanno già terminato il loro sfruttamento nelle sale e non vengono nuovamente distribuiti. A beneficiare dell’effetto Oscar sono in questi casi noleggi e vendite nel settore home-video. Snobbato dall’Academy, ottiene risultati dignitosi anche “Revolutionay Road” (ma nell’anno in cui a vincere è il “sogno americano”, non poteva certo essere preso in considerazione un film che del sogno ne fa polpette) e visibilità “Frozen River – Fiume di ghiaccio”, che, senza le candidature per la sceneggiatura e a Melissa Leo come Migliore Attrice Protagonista, forse non avrebbe trovato nemmeno la via della distribuzione. Grande assente, per ora, “Okuribito” (titolo per il mercato internazione “Departures”), Migliore Film Straniero (Giappone). Il film di Takita Yojiro è uscito con grande successo in Giappone nel settembre del 2008 e ha ottenuto 78 premi in tutto il mondo. Per ora in Italia è stato presentato in anteprima al Far East Film Festival. Dalle pagine degli Spietati un monito: distributori, dateci la possibilità di vedere un film che ha fatto tanto parlare di sé. Magari non ci piacerà, chissà, le strade del gusto sono imperscrutabili, ma vorremmo poterlo decidere con i nostri occhi! Che almeno l’Oscar, oltre che agli amanti del gossip e agli attori in vetrina globale, possa servire anche al cinema!!!

 

Ombre scure sul cinema italiano

ITALIA

 

 

POS

TITOLO

INCASSO ITALIA

1

NATALE A RIO

       24.675.997,31

2

IL COSMO SUL COMÒ

       13.126.718,01

3

ITALIANS

       12.150.597,61

4

EX

       10.628.426,97

5

LA MATASSA

         7.551.065,98

6

LA FIDANZATA DI PAPÀ

         7.142.051,00

7

NO PROBLEM

         3.829.371,75

8

QUESTO PICCOLO GRANDE AMORE

         3.677.101,19

9

UN'ESTATE AI CARAIBI

         3.576.772,18

10

IL PAPÀ DI GIOVANNA

         3.413.825,19

11

COME DIO COMANDA

         3.375.599,38

12

DIVERSO DA CHI?

         3.195.763,33

13

UN GIORNO PERFETTO

         3.007.324,92

14

GLI AMICI DEL BAR MARGHERITA

         2.975.633,91

15

QUESTIONE DI CUORE

         2.695.919,18

16

SOLO UN PADRE

         2.216.806,78

17

PRANZO DI FERRAGOSTO

         2.127.742,12

18

VINCERE

         2.037.990,24

19

IAGO

         2.002.364,49

20

I MOSTRI OGGI

         1.964.430,40

21

SI PUÒ FARE

         1.904.975,99

22

SBIRRI

         1.750.226,34

23

DUE PARTITE

         1.528.634,84

24

L'UOMO CHE AMA

         1.374.415,87

25

GENERAZIONE 1000 EURO

         1.295.511,56

26

IL SEME DELLA DISCORDIA

         1.065.100,64

27

GIULIA NON ESCE LA SERA

           844.236,86

28

ALBAKIARA - IL FILM

           811.251,73

29

IL CASO DELL'INFEDELE KLARA

           804.671,30

30

IMAGO MORTIS

           796.449,48

31

TORNO A VIVERE DA SOLO

           791.652,00

32

IL PASSATO È UNA TERRA STRANIERA

           721.078,57

33

FORTAPASC

           710.988,00

34

GALANTUOMINI

           565.880,80

35

TI STRAMO

           438.196,95

36

UN GIOCO DA RAGAZZE

           420.852,02

37

LA TERRA DEGLI UOMINI ROSSI - BIRDWATCHERS

           347.191,78

38

TUTTA COLPA DI GIUDA

           275.852,95

39

LEZIONE VENTUNO

           259.149,56

40

FEISBUM! - IL FILM

           239.724,42

41

PA-RA-DA

           230.091,79

42

TERRA MADRE

           183.329,34

43

MARIO IL MAGO

           179.726,62

44

MACHAN - LA VERA STORIA DI UNA FALSA SQUADRA

           160.056,63

45

LA SICILIANA RIBELLE

           158.622,75

46

CENCI IN CINA

           118.679,00

47

TRAPPOLA D'AUTORE

           112.141,20

48

MAR NERO

           110.791,89

49

LA RABBIA DI PASOLINI

             99.132,08

50

COMPLICI DEL SILENZIO

             89.614,92

51

AMORE CHE VIENI, AMORE CHE VAI

             88.834,06

52

L'AMORE NASCOSTO

             87.313,90

53

VISIONS

             80.280,48

54

L'ULTIMO CRODINO

             78.980,20

55

IL SANGUE DEI VINTI

             73.416,00

56

IO NON CI CASCO

             68.425,29

57

FOCACCIA BLUES

             67.091,47

58

UN ALTRO PIANETA

             58.924,28

59

LA CASA SULLE NUVOLE

             57.359,55

60

ASPETTANDO IL SOLE

             49.128,95

61

PRINCIPESSA

             44.161,60

62

L'ULTIMO PULCINELLA

             41.969,50

63

IL PROSSIMO TUO

             40.818,00

64

SOPRA LE NUVOLE

             30.649,50

65

ANIMANERA

             29.489,09

66

TRE LIRE, PRIMO GIORNO

             24.843,00

67

FUGA DAL CALL CENTER

             24.640,14

68

BILLO, IL GRAND DAKHAAR

             20.752,00

69

CAPITAN BASILICO

             18.627,70

70

NIENT'ALTRO CHE NOI!

             17.848,25

71

LA FABBRICA DEI TEDESCHI

             16.395,50

72

IL PRIMO GIORNO D'INVERNO

             16.278,50

73

DIARI

             13.950,68

74

SE CHIUDI GLI OCCHI

             12.255,50

75

IL SOGNO NEL CASELLO

             10.756,50

76

RUMORE BIANCO

               8.781,25

77

LA CANARINA ASSASSINATA

               7.468,00

78

ARIA

               6.907,98

79

QUELL'ESTATE FELICE

               5.724,50

80

IL SOL DELL'AVVENIRE

               5.521,50

81

VALZER

               5.092,00

82

BEKET

               5.055,50

83

IMPOTENTI ESISTENZIALI

               4.437,00

84

IL SOFFIO DELL'ANIMA

               4.181,00

85

POLVERE

               3.002,10

86

UN ATTIMO SOSPESI

               2.821,50

87

STARE FUORI

               2.534,00

88

TUTTI INTORNO A LINDA

               2.091,90

89

LA PERFEZIONISTA

               2.088,20

90

PUCCINI E LA FANCIULLA

               1.843,00

91

IL PUGILE E LA BALLERINA

               1.450,00

92

ZOÈ

               1.117,50

93

IO RICORDO

               1.001,00

94

CINEMA UNIVERSALE D'ESSAI

                  973,00

95

LE COSE IN TE NASCOSTE

                  862,50

96

LA FONTANA DI MORÙ

                  702,00

 

Quest’anno che nemmeno il cine-panettone “Natale a Rio” riesce a conquistare il podio di film più visto dell’anno per il cinema italiano tira una brutta aria. Dopo due anni di trionfo, con una quota di mercato in costante aumento, i primi sei mesi del 2009 invertono la rotta. Mentre il settore cinema è leggermente in calo (un segno meno pari al 2% corrispondente a circa un milione di biglietti in meno), ma di questi tempi in cui la contrazione dei consumi e sotto gli occhi e nelle tasche di tutti il risultato può considerarsi ampiamente positivo, è la quota del cinema italiano a subire una forte discesa: dal 32% al 24,2%. Un 8% che finisce nel bottino, già cospicuo, delle produzioni americane. Gli Stati Uniti, infatti ,in parallelo aumentano la propria quota di mercato raggiungendo il 63%. Cosa è successo a 4,6 milioni di spettatori che nella scorsa stagione avevano scelto titoli nazionali? Cosa è cambiato? Cosa non ha funzionato?
Gli esperti del settore imputano la preoccupante sconfitta all’insuccesso del filone giovanilistico. Se, infatti, l’anno scorso “Scusa ma ti chiamo amore”, “Parlami d’amore” e “Come tu mi vuoi” avevano funzionato molto bene, quest’anno il primo titolo “gggiovane” è “Questo piccolo grande amore”, di Riccardo Donna, all’ottavo posto con neanche 4 milioni di euro di incasso. Per non parlare del risultato sotto le attese di “Iago” di Volfango De Biasi e del completo fallimento di “Albakiara – il film” di Stefano Salvati e “Un gioco da ragazze” di Matteo Rovere, tutti film sostenuti da una distribuzione massiccia che però hanno raccolto molti meno frutti del previsto. È andata meglio con “Generazione 1000 euro”, ma dall’incrocio di Massimo Venier tra commedia generazionale e riflessione sul precariato era lecito attendersi qualcosa di più (e non solo a livello di incassi). Purtroppo nella stagione in corso nemmeno il cinema d’autore ha funzionato. Non c’è stato un titolo forte come “Gomorra” l’anno scorso, o anche “Il divo”, opere capaci di parlare a un pubblico ampio senza per forza cedere agli “ismi” di chi si chiude nel proprio ego. Film d’autore (definizione sempre più ambigua) capaci di comunicare. La prima opera a livello di incassi, in tal senso, si può considerare “Come Dio Comanda” di Gabriele Salvatores, che però non beneficia probabilmente dell’uscita natalizia (e, dispiace dirlo, è assai poco riuscito). Così come si attendevano incassi più alti anche per “Due partite” di Enzo Monteleone, “Questione di cuore” di Francesca Archibugi, “Fortapàsc” di Marco Risi, “Giulia non esce di sera” di Giuseppe Piccioni e “Vincere” di Marco Bellocchio, per cui ha forse inciso l’assenza di riconoscimenti ottenuti al Festival di Cannes dove era presentato in concorso. Anche il beniamino del pubblico Ferzan Ozpetek pare avere Saturno ancora contro: il suo “Un giorno perfetto” raccoglie fischi al Festival di Venezia e molti meno spettatori del previsto, dopo una partenza discreta, nelle 400 e passa sale in cui è distribuito.
A tirare la carretta sono sempre le commedie, i comici, la pura evasione. Anche in questo senso, però, in calo rispetto all’anno scorso, forse perché non se ne può davvero più del cliché italico per cui tutto finisce per ridursi a storie di corna o alla risoluzione di dubbi atavici tipo “È meglio la bionda oppure la bruna?”. Comunque sia, se il cine-panettone “Natale a Rio” è addirittura in aumento, il cine-cocomero “Un’estate ai Caraibi” non riesce a risollevare le sorti di un’estate più povera di titoli che mai (e non solo italiani) e, pur guadagnando posizioni nella classifica, cala vistosamente rispetto ai 5 milioni di euro incassati l’anno scorso dall’analogo “Un’estate al mare”. Anche Vincenzo Salemme con “No problem” perde un terzo del pubblico rispetto all’exploit dell’anno scorso con “Sms – sotto mentite spoglie”. Così come Massimo Boldi che, con “La fidanzata di papà” e l’ubiqua Simona Ventura, perde per strada 3 milioni di euro. “I mostri oggi” di Enrico Oldoini, nonostante l’uscita monster (più di 400 sale), si rivela un vero e proprio flop, così come il ritorno di Jerry Calà con “Torno a vivere da solo”. 
A salvare il botteghino sono anche Aldo, Giovanni e Giacomo con “Il cosmo sul comò”, comunque lontani dalle vette del passato, Giovanni Veronesi con “Italians”, in cui il trio Castellitto/Scamarcio/Verdone (e probabilmente il titolo fortemente nazionalista) attirano le masse, e Fausto Brizzi che con “Ex” abbandona notti, esami e fotocopie per addentrarsi con successo nella commedia corale. Pupi Avati raddoppia e ottiene consensi da critica e pubblico sia con “Il papà di Giovanna” (forte anche del traino della Coppa Volpi conquistata da Silvio Orlando al festival di Venezia) che con “Gli amici del bar Margherita”. Tra i pochi exploit, senza superlativi comunque a livello di incassi, due film di cui è protagonista Luca Argentero. “Diverso da chi?” e “Solo un padre” riescono infatti a ritagliarsi uno spazio nel pubblico grazie al tentativo (riuscito?) di disancorarsi dalla comicità pura e dal filone giovanilistico. In proporzione molto maggiore il successo, forse perché inatteso e insperato, di “Pranzo di Ferragosto”, presentato a Venezia nella sezione “La Settimana della Critica”: uno dei rari casi di lunga tenitura (una ventina di settimane ad andamento costante o addirittura crescente) in cui la Fandango ha dovuto progressivamente aumentare il numero delle copie distribuite per soddisfare le richieste degli esercenti. A essere premiato dal passaparola è anche la commedia di Giulio Manfredonia “Si può fare” che acquista credibilità e spettatori lungo il cammino. Tra i super-flop, invece, considerando gli sforzi distributivi, oltre ai già citati, anche “Il passato è una terra straniera” di Daniele Vicari e con Elio Germano (non il suo anno questo a livello di incassi) che 01 Distribution lancia a fine ottobre in ben 178 sale, l’instant-movie a episodi “Feisbum – il film” con 190 sale a disposizione e “L’ultimo Crodino”, con l’inedita accoppiata Ricky Tognazzi/Enzo Iacchetti, che debutta a fine marzo al 17° posto in 101 sale con la sconsolante media per sala di 500 euro. Non decolla nemmeno uno dei rari tentativi di parodia, nel caso specifico del filone giovanilistico: “Ti stramo - Ho voglia di un'ultima notte da manuale prima di tre baci sopra il cielo” di Pino Insegno viene distribuito dalla Mikado in 105 sale, ma non attecchisce.
Grande assente, ancora una volta e sempre di più, il cinema di genere: due horror che non lasciano traccia (“Imago Mortis” e “Visions”) e null’altro.
Agli altri non restano che le briciole delle briciole.
Ovviamente il calo vistoso degli incassi e della quota di mercato del cinema italiano fa discutere gli operatori del settore che evidenziano almeno tre motivi nella disaffezione dello spettatore nostrano: un calo delle sale destinate al cinema di qualità e uno spostamento sempre più in disequilibrio verso la programmazione quasi esclusivamente commerciale dei multiplex; la scarsa fantasia e i bassi investimenti nella promozione dei film e l’irrazionalità delle uscite, con concentrazioni pericolose di titoli rivolti allo stesso target di pubblico.
Per avere un’idea della crisi in cui versa la nostra cinematografia basta confrontare gli incassi dei primi 30 film presenti in classifica quest’anno con i primi 30 dell’anno scorso: 127 milioni di euro contro 175 milioni. 50 milioni in meno per il cinema nazionale finiti nelle tasche dell’industria americana.
Intanto sul fronte politico i rappresentanti del settore insorgono per l’esclusione dell’industria dello spettacolo dai provvedimenti anticrisi. Agis, Anica, Anac, 100Autori evidenziano in un comunicato che “il Consiglio dei Ministri si è rifiutato di adottare il decreto di parziale reintegro del pesante taglio al Fus, Fondo unico dello spettacolo, che avrebbe consentito una sopravvivenza minima delle attività culturali (teatro, cinema, danza, opera, musica, circhi e spettacoli viaggianti), pur restando l'investimento pubblico complessivo dell'Italia il più basso fra quelli dei paesi sviluppati. Dall’inizio dell’anno sono stati adottati diversi provvedimenti a sostegno delle imprese in molti settori ma nessuno nello spettacolo, ignorandone non solo il ruolo di innovazione e creazione, cruciale in una società avanzata, ma persino il fondamentale rilievo in termini imprenditoriali e sopratutto occupazionali, mettendo in ginocchio migliaia di imprese e a repentaglio il futuro di 200 mila lavoratori del settore”.

 

Flop, quasi Flop e Floppissimi

Come l’anno scorso anche per questa stagione vengono elencati i film che in qualche modo hanno deluso le aspettative incassando meno del previsto. In alcuni casi il flop è solo nazionale e si riferisce a film che in altri mercati sono andati molto meglio. Per altri titoli, invece, il fallimento è totale (sono quelli evidenziati in rosso) e a ogni latitudine l’accoglienza è stata tremendamente fredda. Lungi dall’essere oggettiva la classifica è quanto mai opinabile e indicativa (e per questo presentata in ordine alfabetico). 
Da notare l’ingente aumento di titoli in zona flop rispetto all’anno scorso. Mai come quest’anno, infatti, l’interesse del pubblico si è concentrato su pochi film lasciandone molti in sofferenza.
I titoli italiani sono trattati nell’apposita sezione.
 

FLOP

 

 

 

 

 

 

TITOLO

INCASSO U.S.A

INCASSO NEL  MONDO (*)

INCASSO ITALIA

BUDGET

 

AUSTRALIA

$49,554,002

$211,342,221

  5.099.052,70

$130 million

 

BABYLON A.D.

$22,532,572

$72,105,690

  2.643.761,99

$70 million

 

BATTAGLIA PER LA TERRA 3D

$1,644,803

n.p.

     222.635,65

-

 

CADILLAC RECORDS

$8,195,551

$8,349,360

      15.718,50

$12 million

 

CHE

$1,497,109

$1,733,532

 

-

 

CHE - L'ARGENTINO

 

 

  2.039.552,03

 

 

CHE- GUERRIGLIA

 

 

     669.046,35

 

 

CORSA A WITCH MOUNTAIN

$67,172,594

$100,236,223

      22.430,40

-

 

CROSSING OVER

$455,654

$1,037,335

     110.574,51

-

 

DAVANTI AGLI OCCHI

$303,439

$1,496,862

     291.225,87

$13 million

 

DEATH RACE

$36,316,032

$74,947,577

     300.986,25

$45 million

 

DISASTRO A HOLLYWOOD

$1,090,947

$4,815,790

  1.031.364,60

-

 

EMBER - IL MISTERO DELLA CITTÀ DI LUCE 

$7,873,007

$17,876,661

  1.200.952,93

$55 million

 

DELGO

$694,782

$694,782

-

$40 million

 

FROST/NIXON - IL DUELLO

$18,622,031

$27,430,034

     662.773,59

$25 million

 

HOTEL BAU

$73,034,460

$115,723,658

      74.162,86

-

 

HOUDINI - L'ULTIMO MAGO

$5,665

$7,756,937

  1.207.165,21

-

 

IDENTIKIT DI UN DELITTO

-

$7,114,657

     386.132,76

-

 

IL NOME DEL MIO ASSASSINO

$7,498,716

$9,595,945

      53.921,80

-

 

IN THE NAME OF THE KING

$4,775,656

$13,097,915

      27.764,63

$60 million

 

INKHEART - LA LEGGENDA DI CUORE D'INCHIOSTRO

$17,303,424

$57,490,374

  2.440.462,73

$60 million

 

JUST FRIENDS - SOLO AMICI

$32,619,671

$50,817,508

      82.880,45

-

 

LA VITA SEGRETA DELLE API

$37,770,162

$39,752,558

      12.914,00

$11 million

 

LEZIONI D'AMORE

$3,581,642

$13,981,595

     255.339,13

-

 

MIRACOLO A SANT'ANNA

$7,919,117

$9,290,894

  1.075.706,68

$45 million

 

NEMICO PUBBLICO N. 1 - L'ORA DELLA FUGA

-

-

     530.592,54

-

 

NEMICO PUBBLICO N.1 - L'ISTINTO DI MORTE

-

-

      70.369,72

-

 

NON MI SCARICARE

$63,172,463

$105,173,115

      47.078,35

$30 million

 

PALERMO SHOOTING

-

-

     117.762,16

-

 

PASSENGERS - MISTERO AD ALTA QUOTA

$292,437

$4,763,917

     584.245,76

-

 

PIACERE DAVE

$11,803,254

$50,650,079

  1.520.691,91

$60 million

 

POSTAL

-

$146,741

        2.557,15

$15 million

 

PRIDE AND GLORY - IL PREZZO DELL'ONORE

$15,740,721

$30,694,087

  1.435.940,63

$30 million

 

RACCONTI INCANTATI

$110,101,975

$212,425,000

     786.774,98

$80 million

 

RIFLESSI DI PAURA

$30,691,439

$77,488,607

     360.746,78

-

 

ROCKNROLLA

$5,700,626

$25,728,089

     311.429,03

-

 

SEX LIST - OMICIDIO A TRE

$4,598,506

$17,517,983

     455.202,04

-

 

STAR SYSTEM - SE NON CI SEI NON ESISTI

$2,778,752

$17,416,598

     186.752,14

$28 million

 

STAR WARS: THE CLONE WARS

$35,161,554

$68,282,844

     323.114,86

-

 

THE BURNING PLAIN - IL CONFINE DELLA SOLITUDINE

-

$3,763,760

  1.309.840,48

-

 

THE ROCKER - IL BATTERISTA NUDO

$6,409,528

$8,767,338

     288.731,23

$15 million

 

THE SPIRIT

$19,806,188

$39,031,337

  2.184.324,27

-

 

THE WOMEN

$26,902,075

$49,015,144

     871.976,55

$16 million

 

TUTTI INSIEME INEVITABILMENTE

$120,146,040

$163,733,697

     403.903,15

$80 million

 

UN SEGRETO TRA DI NOI

-

$2,457,545

     649.708,22

-

 

VALÉRIE - DIARIO DI UNA NINFOMANE

-

-

     200.386,29

-

 

VERSO L'EDEN

-

-

     412.593,76

-

 

WATCHMEN

$107,509,799

$182,735,282

  2.760.782,43

$130 million

 

AUSTRALIA

Doveva essere il “Via col Vento degli antipodi”, invece ne è uscito un pasticciaccio che ha lasciato scontenti i più. Flop negli Stati Uniti, dove non arriva a 50 milioni di dollari, si riscatta nel resto del mondo. L’Italia apprezza, l’Europa anche; il paese che dà il titolo al film si muove in massa facendo raggiungere al film di Luhrmann il quarto posto dei film più visti in Australia nel 2008.

BABYLON A.D.

Uno di quei film partiti con il piede sbagliato che probabilmente troveranno nuova vita in dvd con l’integrazione di tutto ciò che la versione per il grande schermo non ha potuto mostrare. Pare infatti che la Fox abbia imposto tagli (circa 15 minuti) e un montaggio che stravolge il senso del film così come lo aveva pensato il regista Mathieu Kassovitz. Nella scontentezza generale, il floppissimo è soprattutto negli U.S.A. Nel resto del mondo, Italia compresa, la presenza di Vin Diesel funziona da calamita per il pubblico.

Battaglia per la Terra 3D

Un soggetto molto simile al prossimo “Avatar” di James Cameron (gli abitanti di un pianeta chiamato Terra vengono attaccati dagli ultimi sopravvissuti della razza umana), l’abbinamento computer grafica/stereoscopia, eppure il fiasco è globale. In patria non basta il doppiaggio di voci famose (Evan Rachel Wood, Dennis Quaid, Amanda Peet, Brian Cox, Luke Wilson) per salvare dal disastro. In Italia la Sony, temendo forse di allontanare con il prezzo maggiorato i pochi volonterosi, non sfrutta la tecnologia 3D in tutte le sale dove potrebbe. Risultato: al primo week-end (fine maggio piuttosto caldo occorre sottolineare), 84 mila euro in 117 sale.

CADILLAC RECORDS

10 copie distribuite dalla Sony in Italia per questo tuffo nel fermento musicale della Chicago dei Fifties. Inevitabile il flop. È andata meglio con il pubblico americano, destinatario primario dell’opera, ma gli spettatori non sono accorsi in massa.

CHE - L'ARGENTINO + CHE – GUERRIGLIA

 

Per non snaturare l’anima dell’opera di Steven Soderbergh e superare il problema della durata dell’intero film (più di quattro ore) la BIM sceglie di distribuirlo in due tranche. La scelta si rivela vincente, perché ovunque il film è andato peggio rispetto all’Italia. Il problema, in questi casi, è però l’uscita della seconda parte. Il gradimento del numero 1, infatti, almeno stando ai numeri, non ha premiato il seguito. Se, infatti, “L’argentino” incassa più di 2 milioni di euro, “Guerriglia” non arriva a 700 mila euro. Segno che su 3 persone che hanno visto “L’argentino” solo una ha deciso di varcare nuovamente la soglia del cinema per vedere “Guerriglia”.

CORSA A WITCH MOUNTAIN

La Disney non punta su questo film per il nostro paese, discreto successo americano. E, alla luce dei risultati, fa bene. Senza alcuna promozione arriva in 14 sale a fine maggio conquistando una sconsolante media per sala di 400 euro.

CROSSING OVER

Nelle intenzioni doveva essere un incrocio tra “Crash – contatto fisico” e “Babel”, ma la distribuzione americana l’ha boicottato facendolo uscire solo in 42 sale e l’auspicato riscatto europeo non c’è stato. Il tema dell’immigrazione è evidentemente ancora scottante, oppure sviluppato in modo meno didascalico altrove, sta di fatto che anche in Italia, nonostante il cast altisonante e un attore, Harrison Ford, che rischia per la prima volta nella sua carriera, è passato nell’indifferenza. Certo, l’assenza di marketing e la notizia che pare sia stato Sean Penn a chiedere il taglio della sua parte, non hanno di sicuro giovato al magro risultato.

DAVANTI AGLI OCCHI

Un soggetto interessante, un regista (Vadim Perelman) che ha ottenuto un discreto successo con "La casa di sabbia e nebbia", una star in declino (Uma Thurman), una diva in ascesa (Evan Rachel Wood). Risultato: 38 sale in Italia, 48 negli Stati Uniti con incassi molto modesti e allineati. Nella nostra penisola esce a inizio anno senza che si abbia il tempo di accorgersene e in due settimane è già fuori scena. Comunque sia l’Italia è il paese europeo, insieme alla Francia, in cui il film è andato meglio.

DEATH RACE

Action movie di medio budget (45 milioni di dollari, comunque, non sono un’inezia), cast senza stelle e un regista specializzato nel genere (il Paul W.S.Anderson di “Mortal Kombat”). In Italia il debutto è in 100 sale, ma il misero incasso (165 mila euro e undicesima posizione) gli sega le gambe. Alla settimana successiva le sale sono rimaste 17 e la posizione al box office settimanale diventa la venticinquesima.

DISASTRO A HOLLYWOOD

Ogni tanto esce un film che gioca con i cliché del mondo del cinema in cui gli attori interpretano se stessi. Questa volta tocca al veterano Barry Levinson; il cast include il protagonista Robert De Niro oltre a Sean Penn e Bruce Willis nel ruolo di se stessi. Il film ha concluso senza particolari clamori il penultimo festival di Cannes e in America ha avuto una distribuzione piuttosto limitata (88 sale). In Italia, invece, Medusa lo fa uscire in ben 275 sale. In proporzione magro il bottino ma superiore a quello americano. L’Italia è comunque il paese al mondo in cui il film ha avuto il maggiore incasso, il che getta una luce oscura sulle dimensioni del flop (e sulla lungimiranza della distribuzione italiana). Mai titolo (nella traduzione italiana), comunque, fu più profetico!!!

EMBER – IL MISTERO DELLA CITTÀ DI LUCE

Doveva essere l’alternativa natalizia per le famiglie ma non se lo è filato nessuno nonostante il periodo più generoso dell’anno nei confronti del cinema. La Eagle Pictures prova a credere nel progetto e, sfidando un debutto non esaltante in 125 sale a metà dicembre (circa 205 mila euro), per Natale aumenta il numero delle copie. La concorrenza, però, evidentemente lo schiaccia e il film mantiene un andamento calante per poi scomparire definitivamente dalla scena dopo l’Epifania. Non è andata meglio nel resto del mondo, America inclusa. Considerando l’origine letteraria (l’omonimo romanzo di Jeanne DuPrau), un cast di livello (tra gli altri Bill Murray, Tim Robbins, Martin Landau) e l’investimento, un vero e proprio flop globale. Per capire che non avrebbe funzionato, comunque, bastava vedere il trailer con un sempre più svogliato Bill Murray che gioca a fare il sindaco Cole.

DELGO

È il disastro di Natale del mercato americano. Cartoon distribuito dalla Freestyle Releasing, “Delgo” è uscito nei cinema statunitensi in ben 2.160 schermi incassando al primo week-end poco più di 500 mila dollari. Tempo una settimana e il film è stato smontato ovunque scomparendo dalle sale. E questo nonostante i nomi famosi al doppiaggio (Jennifer Love Hewitt, Val Kilmer, Burt Reynolds e addirittura Anne Bancroft nel suo ultimo ruolo), e una storia non certo originale, ma adatta al target di riferimento, in cui un ragazzo si trova a dover salvare il mondo dal conflitto tra due popoli in lotta. La batosta è stata tale che nessun altro paese ha ancora avuto il coraggio di distribuirlo.

FROST/NIXON – IL DUELLO

Sconfitto nella notte degli Oscar, non trova solidarietà nemmeno dal pubblico, a differenza di altri esclusi dal verdetto dell’Academy (“Il curioso caso di Benjamin Button” su tutti, ma anche “Il dubbio” e “Revolutionary Road”). Forse sono tante 151 sale per un tema così americano, già ampiamente dibattuto e senza star note al grosso pubblico. Considerevole calo del 64% alla seconda settimana di programmazione. Alla terza rimane in sole 27 sale e il verdetto dell’Academy deve ancora arrivare. Meglio, ovviamente, in patria, ma a livello globale non rientra dei modesti costi di produzione (25 milioni di dollari lo sono per un film americano).

HOTEL BAU

L’ondata cinofila contagia i botteghini di tutto il mondo e il film di Thor Freudenthal ottiene risultati lusinghieri un po’ ovunque. Da noi uscita limitata a fine febbraio (49 sale), con una bassa media per sala (721 euro) che sicuramente scoraggia la Universal. Certo, l’assenza di marketing e l’orribile titolo italiano (l’originale era “Hotel for Dogs”) hanno fatto la loro parte.

HOUDINI – L’ULTIMO MAGO

Marciva nei magazzini della Eagle Pictures da un paio d’anni. Più volte annunciato e poi posticipato, arriva in 187 sale a fine aprile. Debutto niente male (circa 550 mila euro), ma alla seconda settimana il calo è del 61%. Evidentemente non premiato dal passaparola, alla terza settimana resiste in 92 sale ma il calo è ancora consistente (-52%) e alla quarta esce quasi definitivamente di scena (solo 16 sale continuano a programmarlo). Un successone, comunque, se paragonato al disastro negli U.S.A. dove esce in sole due sale per una settimana e incassa poco più di 5 mila dollari. Meglio dell’Italia fa solo il mercato spagnolo. Negli altri paesi è fiasco totale.

IDENTIKIT DI UN DELITTO

Film problematico quello che segna il debutto americano di Andrew Lau (già responsabile della trilogia “Infernal Affairs”). Pare che Lau abbia abbandonato il film in fase di montaggio e sia subentrato Niels Mueller. Sembra anche che i vari rimaneggiamenti subiti dal girato non siano piaciuti a Richard Gere che ha considerato il risultato finale troppo morboso e ha pagato a sue spese un nuovo montaggio più vicino alla visione di Lau. Risultato: circolano due film e due dvd, uno per il mercato europeo e uno per quello americano, dove, però, sul grande schermo il film non è mai uscito. In Italia l’uscita estiva lo penalizza; nel mondo non lascia particolari tracce.

IL NOME DEL MIO ASSASSINO

Bollato come l’ennesimo flop di Lindsay Lohan fin dal suo debutto nelle sale americane (uscita prudenziale in 1.320 sale con un incasso di 3 milioni e mezzo di dollari), arriva in Italia a inizio settembre. Uscita defilata da parte della Moviemax (solo 22 sale), si mantiene a cavallo tra la sedicesima e la diciottesima posizione del box-office per poi scomparire definitivamente alla terza settimana. Non esce nemmeno in tutte le città capofila.

IN THE NAME OF THE KING

Oramai il tedesco Uwe Boll ha la nomea di peggior regista del mondo (tra gli altri “House of the Dead” e “Alone in the Dark”). Nonostante la fama conquistata sul campo, però, ruestNoonoiesce ancora a trovare chi lo produce. In Italia il film non supera il 28° posto. Negli Stati Uniti si trova comunque a disposizione 1.632 sale. Risultati, ovunque, da dimenticare.

INKHEART – LA LEGGENDA DI CUORE D’INCHIOSTRO

Doveva essere il primo di una trilogia dai romanzi di Cornelia Funke (insieme a Inkspell' e Inkdeath), ma l’insuccesso è stato tale da obbligare la New Line Cinema ad abbandonare il progetto. Più volte annunciato e poi posticipato ha subito ritardi anche a causa dello sciopero degli sceneggiatori. In Italia la Eagle Pictures ci prova mettendogli a disposizione 270 sale a fine febbraio e in proporzione il film va meglio da noi che altrove. Forse incide il fatto che sia stato quasi totalmente girato in Italia, nella zona del Ponente Ligure.

JUST FRIENDS – SOLO AMICI

Il genere commedia si conferma uno dei più difficilmente esportabili. E allora perché mettere a disposizione 75 sale per un film senza star che anche in America non ha fatto scintille? Alla seconda settimana le sale restano 18, alla terza il film è già fuori dalle prime cinquanta posizioni.

LA VITA SEGRETA DELLE API

Dall’omonimo romanzo di Sue Monk Kidd un melodramma al femminile ambientato nella Carolina del Sud del 1964 che ha avuto una vita commerciale quasi esclusivamente negli Stati Uniti. In Italia l’uscita è limitata a 10 città senza alcuna promozione. Inevitabile l’insuccesso.

LEZIONI D’AMORE

Un romanzo acclamato (“L’animale morente” di Philip Roth), due attori famosi (Ben Kingsley e Penelope Cruz, tra l’altro la diva spagnola fresca di Oscar al momento dell’uscita del film), eppure evidentemente la 01 Distribution non crede tanto al film e lo lancia in soli 33 schermi. La dignitosa media per sala (circa 2.200 euro) non cambia le strategie e il film sonnecchia per qualche settimana tra la sedicesima e la ventesima posizione del box-office. Non aiuta di sicuro la banalità del titolo italiano, che allontana anche i lettori del libro. Ma l’andamento dell’opera di Isabel Coixet delude un po’ ovunque, a cominciare dagli Stati Uniti dove viene distribuito con il contagocce (solo 142 sale).

MIRACOLO A SANT’ANNA

Comincia subito male: anteprima mondiale al Festival di Toronto stroncata da Variety che giudica la pellicola con riserve a causa delle “troppe storie sul traliccio storico annacquato, non amalgamato“. Il film, ambientato per lunga parte in Italia (è incentrato sulla tragedia dei soldati americani che combatterono contro i tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale nel paesino toscano di Sant'Anna di Stazzema) suscita perplessità anche in Italia. Chi lo accusa di revisionismo, chi di rilettura poco fedele dei fatti, chi di americanata. Il pubblico, per una volta, sembra fidarsi della critica e diserta le sale nonostante l’uscita massiccia prevista dalla 01 Distribution (263 le sale il primo week-end di inizio ottobre con 425 mila euro di incasso).

NEMICO PUBBLICO N. 1 - L’ISTINTO DI MORTE + NEMICO PUBBLICO N. 1 – L'ORA DELLA FUGA

Il problema dei film a puntate, analogo al “Che” di Soderbergh, è che se non incassa la prima parte, la seconda non può che peggiorare. La storia di Jacques Mesrine, il gangster più famoso di Francia, parte discretamente. La prima parte arriva ai 530 mila euro complessivi. Fiduciosa la Eagle Pictures che mette a disposizione 178 copie. Più cauta con la seconda parte che viene lanciata in sole 23 sale. Un divario comunque eccessivo tra i due film. Difficili da memorizzare i due titoli italiani e totalmente depistante il N.1 presente sia nel titolo della prima che della seconda parte.

NON MI SCARICARE

Ancora una commedia americana che in patria ha funzionato mentre da noi fa cilecca. Debutto disastroso a fine agosto in ben 100 sale con una media per sala di appena 470 euro. Alla settimana successiva il film di Nicholas Stoller è già fuori dalle prime cinquanta posizioni del box-office settimanale. La commedia si conferma decisamente difficile da esportare.

PALERMO SHOOTING

Stroncata da più parti, a cominciare dal festival di Cannes dove è stata presentata in Concorso, l’opera di Wim Wenders con Giovanna Mezzogiorno esce in 40 sale debuttando al 17° posto del box-office. Alla settimana successiva è già alla 27esima posizione in solo 18 sale. Il resto è indifferenza.

PASSENGERS - MISTERO AD ALTA QUOTA

E intanto Anne Hathaway non azzecca un film. Questo pasticcio di Rodrigo García, che ambisce al metafisico e arriva all’insipido, esce in 125 sale negli Stati Uniti e 103 in Italia. Resiste un paio di settimane in entrambi i paesi con risultati piuttosto modesti poi scompare nell’oblio da cui proviene. In proporzione, comunque, incassa più da noi che negli U.S.A.

PIACERE DAVE

Disastro in patria parzialmente riscattato dai mercati stranieri. Generosa la 20th Century Fox che in Italia lo distribuisce in ben 307 copie a fine agosto facendolo balzare subito al 2° posto dietro al secondo capitolo di Narnia.

POSTAL

Ancora Uwe Boll per un film boicottato un po’ ovunque per la scorrettezza, pare, estrema. Spingere sul pedale dell’acceleratore del trucido non ha però giovato agli incassi, globalmente nulli. Negli U.S.A. non è nemmeno uscito. Tanto per restare a Boll, a quando l’uscita del terribile e disturbante “Seed”?

PRIDE AND GLORY – IL PREZZO DELL’ONORE

Uno di quei film che se chiedi in giro nessuno sa che è uscito. Eppure la Eagle Pictures lo ha distribuito a inizio novembre in 245 sale e il cast include l’accoppiata Edward Norton e Colin Farrell. Sarà l’anonimato del titolo (sia quello originale che il sottotitolo italiano), il poster routinario, un marketing poco efficace, comunque sia gli incassi non sono stati proporzionali al potenziale del film.

RACCONTI INCANTATI

Grande successo ovunque tranne che in Italia. Adam Sandler si conferma fiele per il botteghino nostrano, ma la Walt Disney fiuta l’insuccesso e lo distribuisce solo in un’ottantina di sale. Per restare a Sandler, è andata meglio alla Sony che con “Zohan” azzarda 221 schermi e arriva quasi a 3 milioni di euro.

RIFLESSI DI PAURA

L’accoppiata Kiefer Shuterland/Alexandre Aja non convince la critica e non sfonda al botteghino. Quasi ottanta milioni di dollari nel mondo non sono comunque poca cosa. In Italia la 20th Century Fox lo lancia in 178 sale ma un debutto sottotono (220 mila euro) scoraggia ogni ulteriore sostegno e alla seconda settimana il film rimane in sole 68 sale con un vistoso calo negli incassi pari all’85%. Alla terza settimana gli schermi restano 3 e alla quarta esce definitivamente di scena con un bottino complessivo piuttosto magro.

RockNRolla

Poco marketing, assenza di divi, un regista famoso più che altro per la moglie, un poster che potrebbe essere di un Bond qualsiasi e un lancio allo sbaraglio da parte della Warner Bros in 138 cinema. Prevedibili gli incassi tiepidi (debutto a fine aprile al 14° posto), così come la scarsa tenuta (seconda settimana in caduta libera alla 22esima posizione e terza alla 39esima). Però il titolo è bello!!

SEX LIST - OMICIDIO A TRE

Il triangolo Ewan McGregor, Hugh Jackman e Michelle Williams fa flop a livello globale. In Italia la Mikado intorbidisce ulteriormente le acque inserendo la parola “sex” nel titolo (l’originale “Deception”, cioè “inganno”, suonava forse troppo sobrio) e ci prova a fine agosto in 208 sale. Debutto soft (208 mila euro) che preclude ulteriori sviluppi alla durata commerciale del film. Alla settimana successiva schermi dimezzati e calo del 65% negli incassi. Il resto è oblio.

STAR SYSTEM – SE NON CI SEI NON ESISTI

Un film che sulla carta, titolo italiano a parte, aveva tutte le caratteristiche per sfondare: cast di richiamo (tra gli altri, Kirsten Dunst, Jeff Bridges e la lanciatissima Megan Fox), un’origine letteraria di successo (il memoriale “Un alieno a Vanity Fair” dell'ex giornalista di Vanity Fair Toby Young), un appeal modaiolo alla “Il diavolo veste Prada”, un soggetto classicissimo del “pesce fuor d’acqua”, nello specifico un intellettuale inglese disilluso che odia lo star system e si ritrova redattore della rivista più alla moda di New York. Risultato: nemmeno 3 milioni di dollari negli Stati Uniti (nonostante il lancio in ben 1.750 sale) e neanche 200 mila euro in Italia, con un debutto disastroso di 120 mila euro in 156 sale. È andata un po’ meglio in Inghilterra con circa 7 milioni di dollari, ma l’incasso globale è stato ben lontano dai 28 milioni di dollari di budget.

STAR WARS: THE CLONE WARS

A George Lucas non è bastata una nuova trilogia di “Guerre Stellari” e ci prova anche con l’animazione, producendo un film in computer grafica che si colloca tra ”Star Wars Episodio II - Attacco dei cloni” e “Star Wars Episodio III - La vendetta dei Sith”. Quasi 200 sale a disposizione, comunque, sono davvero tante e basta il trailer per capire che solo i patiti oltremisura accorreranno.

THE BURNING PLAIN - IL CONFINE DELLA SOLITUDINE

Presentato in anteprima mondiale al Festival di Venezia il debutto alla regia di Guillermo Arriaga con Charlize Theron e Kim Basinger gode in Italia di una distribuzione generosa (216 sale) che dà i suoi frutti, pur senza produrre risultati eclatanti. Meglio comunque del resto del mondo dove il film arriva con il contagocce. In America uscirà il 17 settembre 2009. 

THE ROCKER - IL BATTERISTA NUDO

Uno di quei film che tutti pensavano andasse bene e invece non ha incassato un soldo. Peter Cattaneo, che dopo “Full Monty” continua a girare lo stesso film, ripropone la ricetta a base di risate, malinconia, simpatia e buonismo ma manca l’approccio trasversale in grado di accontentare un pubblico ampio. Alle fine risulta troppo ingenuo per i teen-ager ed eccessivamente adolescenziale per gli adulti. In America debutto in 2.784 cinema al 13° posto con neanche 3 milioni di dollari. In Italia la 20th Century Fox lo distribuisce in 150 sale con esiti analoghi. Probabilmente si rifarà nell’home video.

THE SPIRIT

Annunciato con grande enfasi, con un’uscita day-and-date il giorno di Natale, si rivela invece uno dei grandi flop delle festività. Quali le cause? Un trailer orribile, un’apparenza troppo derivativa da “Sin City”, un ennesimo supereroe di cui pochi sanno qualcosa, un’inflazione delle graphic novel, una cura per l’immagine che non trova solide basi narrative. Comunque sia, il fuggi fuggi è generale.

THE WOMEN

Remake del classico di George Cukor del 1939 si configura immediatamente come film per signore e non riesce a porsi in modo trasversale. Il cast nutrito assicura un po’ dappertutto incassi dignitosi che coprono i bassi costi di produzione, ma l’esito è sotto le attese. In Italia la Bim lo lancia in 214 sale, che non sono poche. E poi, visto che di remake si tratta, perché lasciare il titolo in originale e non sfruttare il richiamo del semplice e oramai entrato nel mito “Donne”?

TUTTI INSIEME INEVITABILMENTE

 

Anche gli americani hanno il loro cine-panettone. La differenza è che il loro viene esportato in tutto il mondo e ce lo dobbiamo sorbire in 123 sale; comunque poche rispetto al numero di schermi destinati ai possibili successi provenienti dagli U.S.A., segno che la Warner Bros ha fiutato le scarse possibilità del film in un mercato diverso da quello americano (che ha tributato al film il 73,4% degli incassi complessivi).

UN SEGRETO TRA DI NOI

Lanciato come il ritorno di Julia Roberts dopo la pausa per gravidanza gemellare (quando in realtà la Roberts ha un ruolo da non protagonista), è uno di quei film dallo strano destino destinato a una scarsa visibilità. Dove è uscito non ha destato interesse, da molte parti (Stati Uniti inclusi) non è nemmeno uscito. L’Italia è stata invece generosa grazie a Medusa che gli ha messo a disposizione 174 sale con risultati, però, deludenti.

VALÉRIE - DIARIO DI UNA NINFOMANE

La Sony ha tentato la strada dello scandalo, ma i trafiletti che per un paio di giorni hanno invaso i quotidiani sulla censura che ha colpito il provocante e provocatorio manifesto del film, proibito anche in patria (Madrid), non hanno compiuto il miracolo: € 1.150 la media per sala al debutto e 14esima posizione al box-office di inizio maggio. Situazione che è destinata rapidamente a peggiorare nelle settimane successive.

VERSO L'EDEN

Costa-Gravas e Riccardo Scamarcio. Doveva essere la consacrazione internazionale del divo nostrano, ma già le prime recensioni dalla Berlinale 2009, dove è stato presentato Fuori Concorso, non sono incoraggianti. Medusa lo distribuisce a inizio marzo in 179 sale, ma l’esordio alla dodicesima posizione del box-office è decisamente sotto tono (circa 245 mila euro). Alla seconda settimana il calo è del 79% e alla terza crolla di un ulteriore 91%.

WATCHMEN

Una volta risolta la disputa tra Warner Bros. e Fox per i diritti di distribuzione del film (che rischiava il rinvio dell’uscita), il costoso blockbuster esce in tutto il mondo ma gli incassi non lo premiamo. In Italia debutta al 1° posto in 344 sale con numeri bassini (circa un milione e 200 mila euro) soffiando il podio per pochi euro a “I Love Shopping” alla seconda settimana di programmazione. Ad attirare sono la regia di Zack Snyder, dopo i fasti di “300”, e il marketing massiccio. Ad allontanare, invece, la durata fiume (163 minuti), gli ennesimi supereroi di cui solo pochi fedelissimi conoscono le gesta, la parola “graphic novel” nel press-book e un trailer alquanto bolso. Alla seconda settimana il calo è di un significativo 53% e alla terza più della metà delle sale abbandonano il gruppetto mascherato al suo destino.

 

 

continua... ==>

  

 

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