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REPORTAGE
STAGIONE CINEMATOGRAFICA
2008-2009


di
Luca Baroncini
II dati numerici, aggiornati al 26 luglio 2009, sono
stati gentilmente forniti dall’Agis e si riferiscono ai cinema aderenti
al circuito Cinetel, che copre circa l’85% del mercato (ad esclusione
dei dati relativi agli incassi Usa reperiti dal sito “Boxofficemojo”)
Istruzioni per l’uso
È nuovamente tempo di bilanci
per l’industria cinematografica, con l’analisi dei dati della stagione
appena conclusa. L’ormai consueto reportage si differenzia rispetto agli
anni precedenti per la presenza di alcune pagine in più, l’eliminazione
di qualche sezione, e qualche ritorno (i cicli e i ricicli sono pane
quotidiano di chi ama il cinema). Ancora una volta piuttosto complicato
raccogliere i dati e raggrupparli in modo da trarre considerazione il più
possibile obiettive. Come sempre l’interpretazione dei numeri non ha
nulla a che vedere con un discorso qualitativo e quanto scritto è
assolutamente soggettivo e frutto di calcoli, elaborazioni, deduzioni e
digressioni personali, di conseguenza opinabili. Mi scuso per eventuali
dimenticanze ed omissioni, sicuramente presenti. L’invito a segnalarle,
per instaurare una forma di dialogo costruttivo, è sempre valida.
È ancora
una volta con estremo piacere, quindi, che vi invito alla lettura.
·
Il cinema al tempo della crisi
·
Gli incassi per genere: “SEQUEL”
·
Gli incassi per genere: “ANIMAZIONE”
·
Gli incassi per genere: “HORROR”
·
Gli incassi per genere: “3D”
·
Dai “FESTIVAL” alle sale
·
Oscar
2009
·
Ombre scure sul cinema italiano
· Flop,
quasi Flop e Floppissimi
IL
CINEMA AL TEMPO DELLA CRISI
Notizie positive e notizie negative si accavallano
guardando i dati relativi alla stagione appena conclusa. Il periodo di
riferimento è sempre lo stesso. Si comincia il 1° agosto e si termina il
31 luglio. Di positivo c’è che, nonostante la crisi sempre più
evidente nel calo dei consumi che sperimentiamo ogni giorno e che
respiriamo intorno a noi (vacanze escluse, per cui gli italiani pare non
siano disposti ad accettare compromessi), il cinema ha retto molto bene.
Resta la forma di intrattenimento preferita dagli italiani, probabilmente,
alla luce degli aumenti che hanno interessato un po’ tutti i settori,
anche quella più economica, o meno costosa che dir si voglia. C’è fame
di film, di storie in cui buttarsi a capofitto per fuggire la non sempre
rosea realtà. Le statistiche confermano quindi la tenuta del cinema in
tempo di crisi, quasi un sostegno per il pubblico in cerca di svago dagli
affanni quotidiani. Non è un caso che a dominare negli interessi del
pubblico siano l’action e la
commedia, due dei generi meno impegnati in assoluto. E dire che i primi
mesi della stagione non lasciavano ben sperare: dal 1° gennaio 2008 a
metà novembre, infatti, nelle sale monitorate da Cinetel sono stati
staccati 81,5 milioni di biglietti contro gli 86,4 del 2007, quindi un
rilevante 5,6% in meno. È però il record di biglietti venduti nel
periodo natalizio a stabilizzare i dati riducendo la percentuale di
perdita a un più accettabile meno 4% di presenze rispetto al 2007. A
inizio anno arrivano anche i dati relativi al 2008 a livello europeo, con
la Francia che, grazie a un +6,2%, si erge a primo mercato europeo, e
risultati positivi anche per Gran Bretagna (+2,5%) e Germania (+1,5%), con
invece un consistente segno meno per la
Spagna (in calo dell’8%). Dopo l’ottimo andamento delle feste
l’inizio del 2009 comincia, però, subito male: fino al 15 febbraio
– 5% rispetto all’analogo periodo del 2008. Non che i mesi
successivi vadano meglio, il segno meno perdura, ma la situazione pare in
via di miglioramento. Basta pensare che il week-end pasquale (quest’anno
circa a metà aprile) segna solo una diminuzione del 3% rispetto a Pasqua
2008. Estendendo il periodo di analisi a livello annuale, da gennaio
2009 al 20 aprile, il saldo negativo risale al -3,3% grazie al
successo di “Mostri contro alieni”
e “Fast & Furious – solo
parti originali”. Il buon risultato di questi due titoli conferma
una tendenza in atto per tutta la stagione: sono singoli film a salvare
gli incassi complessivi, mentre è la mancanza di titoli forti, o il
mancato successo di film attesi, a determinare il proliferare dei segni
meno. Succede anche in maggio dove con “Angeli
e demoni” è quasi parità con un -1,3% di presenze e addirittura
un +2% negli incassi rispetto all’analogo periodo del 2008. Per non
parlare del trionfo di “Harry
Potter e il principe mezzosangue” a metà luglio, che farà sprecare
fiumi di inchiostro e di byte parlando di estate trionfale quando ad
esclusione del maghetto seriale più famoso del mondo è penuria assoluta,
con un’estate da anni mai così povera di titoli e proposte. Il dato
positivo alleggerisce quindi le tensioni a livello macro ma non è molto
confortante scendendo nel micro perché occulta una struttura vacillante
in cui chi non proietta il successo del periodo rischia risultati
tutt’altro che positivi. E, come si sa, sono soprattutto i multiplex a
proiettare film commerciali destinati a grandi numeri, con la conseguenza
diretta di molte monosale cittadine in sofferenza. Il dato del primo
semestre (escluso “Harry Potter” che probabilmente aumenterà
ancora le percentuali) evolve quindi in un poco preoccupante -2%.
Le apparenze sono salve, ma in aggiunta alle problematiche sopra esposte,
si affaccia anche un dato allarmante per il cinema italiano che, oltre a
essere abbandonato dalle istituzioni, si dimostra incapace di mantenere il
trend ascendente impostato negli ultimi anni. Veniamo quindi alle note
dolenti: se il cinema inteso come interesse degli spettatori verso
l’oggetto “film” si mantiene pressoché costante, il cinema
nazionale, dopo i trionfi delle ultime stagioni dovuti per lo più
all’affermazione del filone giovanilistico, segna una brusca battuta
d’arresto: 8% in meno nella
quota di mercato. Otto punti percentuali che sono passati direttamente
dalle casse nostrane a quelle, già piuttosto piene, del cinema americano,
mai così pingui come in questa stagione. Un dato tutt’altro che
rassicurante che conferma la crisi in atto nel settore, perché una
creatività che non trova il contatto con il pubblico rischia di
esaurirsi, a meno di non trovare nuove linfa, risorse e vitalità. Le
premesse per la nuova stagione alle porte, in cui pare si verificherà
l’apice della crisi economica intorno a settembre/ottobre, non sono
quindi particolarmente ottimistiche. Da parte nostra potremmo provare a
staccarci un po’ di più dal televisore, scaricare meno film da internet
e osare maggiormente non buttandoci sempre sui soliti noti ma affrontando
anche cinematografie meno ammiccanti. Chissà, la sorpresa potrebbe essere
dietro l’angolo, così come la sòla, ma almeno avremo sperimentato un
po’ uscendo dal consueto. Che non è poca cosa. In attesa di vedere come
proseguirà l’avventura sugli schermi vediamo intanto com’è andata in
questa stagione. Di seguito, il dettaglio mese per mese, con un breve
riepilogo di ciò che ha fatto fortuna e sfortuna del botteghino
(eventuali percentuali in incremento o decremento sono, ovviamente, in
relazione ai dati della stagione precedente):
- estate 2008: domina “Il
cavaliere oscuro”, ma non fa sfracelli; la colpa, comunque, non è
dell’uscita estiva ma dei troppi supereroi che invadono gli schermi, da
sempre beniamini del mercato americano, molto meno di quello europeo;
Ferragosto vede l’arrivo de “Le Cronache di Narnia: il Principe
Caspian” che si difende bene, ma il secondo capitolo delle avventure
dei fratelli Pevensie ha un brusco calo in tutto il mondo rispetto al
capostipite; anche in questo caso non è la canicola a frenare gli
spettatori, ma un prodotto globalmente meno forte; è la prima estate
senza il traino delle anteprime e la risposta del pubblico è nel
complesso positiva nonostante dietro ai pochi titoli forti ci sia il
vuoto.
- settembre 2008:
nonostante il perdurare della stagione calda debutto con il botto sia per
“Kung Fu Panda”, con circa 4 milioni e 500 mila euro, che per
“Hancock”, che con quasi 5 milioni e 100 mila euro è uno dei
migliori primi week-end della stagione; discreto anche il riscontro per i
film italiani provenienti dal Festival di Venezia. Parte bene “Un
giorno perfetto” di Ozpetek, ma non regge al passa-parola e sarà
superato da “Il papà di Giovanna” di Pupi Avati; lusinghiero
il risultato di “Il seme della discordia” di Pappi Corsicato,
che supera il milione di euro e si mantiene in classifica per tutto il
mese, mentre non decolla “La terra degli uomini rossi –
Birdwatchers” di Marco Bechis. Il vero outsider è “Pranzo di
Ferragosto”; nel complesso, però, segno meno rispetto all’analogo
periodo del 2007, forte dei trionfi animati di “Shrek terzo” e “I
Simpson – il film”.
- ottobre 2008: finalmente il segno più rispetto a
ottobre 2007 (+2%) grazie all’ottimo andamento di “Mamma mia!”,
“Wall-E” e “Vicky Cristina Barcelona”; Italia al
palo: con “No Problem” Vincenzo Salemme non replica l’exploit
di “SMS –Sotto Mentite Spoglie”.
- novembre 2008: torna il segno meno nonostante il buon
andamento di alcuni titoli come “High School Musical 3: Senior Year”,
“Quantum of Solace” e “Twilight”. A pesare è
l’assenza di un titolo italiano forte. L’anno scorso con “Matrimonio
alle Bahamas” Massimo Boldi aveva ottenuto risultati quasi natalizi;
quest’anno “La fidanzata di papà” incassa il 30% in meno.
- dicembre 2008: un mese
da record grazie alla competizione tra “Natale a Rio” e “Madagascar
2”.
Terzo incomodo “Il cosmo sul comò”.
+5% rispetto a Natale 2007 (vedi articolo relativo)
- gennaio 2009: dopo il boom delle festività si
conferma il calo fisiologico di gennaio; i titoli forti del mese sono “Sette
anime”, che grazie al binomio Muccino-Smith in proporzione va meglio
da noi che in America, e “Italians”
di Giovanni Veronesi. Molto bene anche “Yes
Man” e “Viaggio al centro
della terra 3D”, che inaugura ufficialmente la fortuna del cinema 3D
nelle sale italiane. L’horror di inizio anno è “The
Strangers” che pur se meteora porta a casa più di due milioni di
euro.
- febbraio
2009: sono, esattamente come per il 2008, i titoli italiani a far
quadrare i conti: “Italians”
ed “Ex” dominano il box-office, e forse si rubano spettatori, fino a
quando non arriva “Il curioso
caso di Benjamin Button” che, in odore di Oscar, primeggia nelle
settimane centrali del mese. Per San Valentino ci prova anche “Questo piccolo grande amore” che parte discretamente ma crolla
subito.
- marzo 2009: segno meno a causa di titoli italiani
che non decollano: “Iago”,
“Giulia non esce la sera”,
“Due partite”, “Fortapasc”, “L’ultimo
Crodino”, e “Il caso
dell’infedele Klara”; a salvarsi dalla débâcle
è “La matassa”, in linea
con i risultati del precedente “Il 7 e l’8” sempre di Ficarra e
Picone. Discreto anche l’andamento di “Diverso
da chi?” che, comunque, non fa risultati eclatanti. L’Oscar
aggiunge poco al successo dei film candidati e quasi tutti già usciti.
Resta al palo “Watchmen”.
Il film del mese è “Gran Torino”.
- aprile
2009: un mese con il botto: rispetto al 2008 quasi +10% nelle presenze
e addirittura +20% negli incassi; il divario è dovuto al successo di “Mostri contro alieni” per cui, nelle sale attrezzate, l’entrata
costa circa 2 euro in più per i biglietti interi e dai 3 ai 4 euro per i
ridotti. Ma aprile segna anche il trionfo di “Fast & Furios – solo parti originali”; meno bene il cinema
italiano: “I mostri oggi”
non decolla e “Questione di cuore”
fa meno del previsto; si difende “Gli
amici del bar Margherita”.
- maggio 2009: arriva “Angeli e demoni” ed è subito record, ma si comporta meglio del
previsto anche “San Valentino di
sangue”; si difende “X-Men
le origini: Wolverine” mentre “Star
Trek” conferma il poco appeal della serie televisiva e delle
relative trasposizione sul pubblico italiano; l’Italia esce di scena;
unici titoli con numeri dignitosi, ma bassini, sono “Generazione
1000 euro” e “Vincere”,
poco aiutato dall’assenza di premi ottenuti a Cannes.
- giugno
2009: calo di presenze del 20%. A deludere sono soprattutto “Terminator Salvation” e il cine-cocomero “Un’estate ai Caraibi”. Nel complesso mancano titoli abbastanza
forti o in grado di aprirsi un varco nell’interesse degli spettatori per
spingerlo a uscire di casa e cercare la sala cinematografica.
E questo nonostante l’assenza dei temutissimi Mondiali di Calcio!
luglio 2009: un’estate mai così pessima con una
penuria di offerta inaccettabile. Se uno non ha interesse per “Transformers
– la vendetta del caduto” e “Harry Potter e il principe
mezzosangue” non trova altro che fondi di magazzino americani, per
lo più commedie. Unico outisider “Una notte da leoni”: sempre
di commedia si tratta, ma almeno è riuscita. Il film fatica comunque a
ritagliarsi uno spazio. Il cine-cocomero “Un’estate ai Caraibi”,
anticipando l’uscita, arriva alla canicola già spompo. Il cinema di
qualità latita.
Gli
incassi per genere: “SEQUEL”
|
SEQUEL
|
|
|
|
POS
|
TITOLO
|
INCASSO ITALIA
|
|
1
|
MADAGASCAR 2
|
€
25.087.325,28
|
|
2
|
NATALE A RIO
|
€
24.675.997,31
|
|
3
|
ANGELI E DEMONI
|
€
18.578.414,30
|
|
4
|
HARRY POTTER E IL PRINCIPE MEZZOSANGUE
|
€
14.036.917,46
|
|
5
|
HIGH SCHOOL MUSICAL 3
|
€
9.166.860,02
|
|
6
|
FAST & FURIOUS - SOLO PARTI ORIGINALI
|
€
8.316.732,04
|
|
7
|
LE CRONACHE DI NARNIA: IL PRINCIPE
CASPIAN
|
€
8.067.497,19
|
|
8
|
TRANSFORMERS: LA VENDETTA DEL CADUTO
|
€
7.617.204,85
|
|
9
|
QUANTUM OF SOLACE
|
€
7.085.181,78
|
|
10
|
UNA NOTTE AL MUSEO 2 : LA FUGA
|
€
6.879.919,13
|
|
11
|
LA MUMMIA - LA TOMBA DELL'IMPERATORE
DRAGONE
|
€
5.398.963,72
|
|
12
|
X-MEN LE ORIGINI: WOLVERINE
|
€
4.956.234,54
|
|
13
|
TERMINATOR SALVATION
|
€
3.482.347,85
|
|
14
|
SAW V - NON CREDERAI AI TUOI OCCHI
|
€
2.396.882,59
|
|
15
|
STAR TREK
|
€
2.270.254,23
|
|
16
|
I MOSTRI OGGI
|
€
1.964.430,40
|
|
17
|
X-FILES - VOGLIO CREDERCI
|
€
1.326.893,65
|
|
18
|
VENERDÌ 13
|
€
1.248.387,45
|
|
19
|
UNDERWORLD: LA RIBELLIONE DEI LYCANS
|
€
1.198.647,26
|
|
20
|
LA PANTERA ROSA 2
|
€
1.014.558,23
|
|
21
|
TORNO A VIVERE DA SOLO
|
€
791.652,00
|
|
22
|
IMPY SUPERSTAR - MISSIONE LUNA PARK
|
€
121.407,33
|
|
23
|
KEN IL GUERRIERO - LA LEGGENDA DI RAOUL
|
€
85.551,55
|
I sequel si confermano uno degli
strumenti più utilizzati e di maggiore successo per vincere la pigrizia
dello spettatore, spingerlo a uscire di casa, abbandonare il peer-to-peer
e varcare la soglia di una sala cinematografica. Un’immagine nota offre
garanzie, dà l’idea di sedersi a tavola con un amico, evoca un “dove
eravamo rimasti?”, stimola un “cosa hai combinato in tutto questo
tempo?”. Che poi spesso la delusione si palesi ingrigendo le rosee
aspettative poco importa. I produttori hanno verificato che anche un
prodotto mediocre offre spesso risultati superiori a un nuovo film, e
comunque raggiungibili con un minore sforzo di fantasia. Insomma,
ancorarsi a un immaginario consolidato assicura una sorta di minimo
garantito a cui difficilmente chi decide di investire si sottrae.
Indipendentemente dalle motivazioni, artistiche ma soprattutto economiche,
la legge dei sequel è un dato di fatto e anche quest’anno una ventina
di titoli derivativi si sono affacciati sul mercato, alcuni confermando il
trend di origine, altri invece deludendo, comunque incassando nel
complesso più di 155 milioni di euro. Rispetto alla stagione precedente
meno film ma 30 milioni di euro in più. Siamo comunque lontano dal 2007
(circa 185 milioni di euro) in cui la vera differenza, in termini
meramente economici, l’hanno fatta gli incassi record dei sequel
italiani (“Manuale d’amore 2 – Capitoli successivi”, “Ho voglia
di te”, “Notte prima degli esami - oggi”). La novità è che per una
volta non è il cine-panettone targato De Laurentiis (“Natale a Rio”) a dominare. Per un soffio gli ha sottratto il trono
il tornado “Madagascar 2”,
trionfatore, abbastanza a sorpresa, del Natale nostrano. Prevedibile il
buon esito di “Angeli e demoni”
dopo la fortuna de “Il Codice da Vinci”, anche se i quasi 29 milioni
di euro delle prime avventure del professore di simbologia Robert Langdon
sono piuttosto lontani (e comunque è tutto il pianeta a decretargli
un’accoglienza meno calorosa). Restando ai segni meno, a soffrire
rispetto ai predecessori sono anche “Le
Cronache di Narnia – il Principe Caspian” e “Una
notte al museo 2: la fuga”. Entrambi infatti, dimezzano gli incassi,
allineandosi all’andamento, buono ma non eccezionale, che i due film
hanno avuto un po’ in tutto il mondo. Del resto è la dura legge dei
sequel: l’aumento del budget è inversamente proporzionale ai risultati
economici. Quando però si parla di cifre da capogiro (“Le cronache di
Narnia - Il leone, la strega e l'armadio” ha raggranellato nel mondo
qualcosa come 745 milioni di dollari e “Una notte al museo” 575
milioni), anche numeri inferiori garantiscono all’ingranaggio di
continuare a scorrere oliato. Più o meno in linea, invece, il Bond nuova
maniera con Daniel Craig: in Italia per “Quantum
of solace” un milione di euro in meno rispetto a “Casino Royale”,
nel mondo cifre da capogiro collocate tra i 550 e i 600 milioni di
dollari. Anche in questo caso, però, il nuovo capitolo ha visto levitare
il budget di ben 50 milioni di dollari. Discorso analogo anche per il
quarto capitolo “X-Men le origini
– Wolverine”, un po’ inferiore alle attese negli Usa ma in grado
di reggere la ruggine di una nuova puntata che non sapendo più che pesci
pigliare affronta una delle varianti tipiche del “genere”: la fuga nel
prequel. Espediente a cui ricorre anche J.J.Abrams con “Star
Trek”, ottimo successo soprattutto negli Stati Uniti (in Italia c’è
uno zoccolo duro di trekkers, ma da noi la serie tv e i tanti capitoli
cinematografici non hanno mai attecchito). A sorpresa fa numeri
importanti, grazie soprattutto all’apporto dei mercati internazionali,
anche il terzo capitolo del brand “la mummia” con “La
mummia - La tomba dell'imperatore Dragone”, tanto che è già in
cantiere un quarto capitolo di ambientazione peruviana dal titolo "La
Mummia: L'ascesa del'Azteco". Restando alle sorprese, perlomeno in
termini economici, sono superiori a ogni più rosea aspettativa i
risultati di “Fast & Furios
– solo parti originali”, sia in Italia (con incassi quadruplicati
rispetto al terzo capitolo) che nel mondo. Tra le ragioni il ritorno di
Vin Diesel, un marketing più aggressivo e che altro? Boh, un vero
mistero! Non cambia il ritornello per “Transformers
- la vendetta del caduto”, per cui in America è record e che anche
nel resto del mondo, Italia compresa, si avvia a superare la frastornante
prima puntata. Al di là di ogni attesa, poi, l’accoglienza trionfale
per il debutto al cinema, dopo due puntate televisive, di “High School Musical 3: Senior Year”. Basta pensare che i soli
incassi italiani coprono gli esigui costi di produzione (11 milioni di
dollari). Un vero business per la Disney! Battuta d’arresto, invece, per
“Terminator Salvation”:
siamo lontani dai risultati del terzo capitolo “Terminator 3 - Le
macchine ribelli”, il saluto al cinema di Arnold Schwarzenegger prima di
abbracciare la carriera politica, che in Italia aveva raggiunto i 5,5
milioni di euro. Tra gli altri, “Saw”
si conferma serie longeva, nonostante un calo fisiologico (ma cinque
puntate cominciano a diventare tante e la sesta è già in produzione),
mentre, per restare all’horror, il restyling di “Venerdì
13” è restato, almeno in Italia, nell’ombra e il nuovo passaggio
dal piccolo al grande schermo della serie “X-Files”
è stato trascurato un po’ dappertutto (gli incassi maggiori li ha avuti
in Russia). Indifferenza globale anche per il ritorno dell’ispettore
Clouseau con “La Pantera Rosa 2”. In tempo di rivalutazione indistinta
l’Italia tenta due colpacci: la riproposizione delle mostruosità della
penisola, a 32 anni di distanza dall’ultimo capitolo e addirittura 45
dall’inarrivabile prototipo di Dino Risi, con “I
mostri oggi” e il ritorno dell’icona eighties
Giacomo-Jerry Calà con “Torno a
vivere da solo”. Per entrambi la bocciatura del pubblico è stata
sonora nonostante il lancio in grande stile. Fresco di uscita, e di
record, è invece il sesto (o settimo, oppure due al prezzo di uno, oppure
mezzo, boh, chi se lo ricorda?) episodio della saga del maghetto più
famoso del mondo. “Harry Potter e il principe mezzosangue”, dopo avere battuto vari
record nel giorno di debutto, si avvia a diventare uno dei capitoli
economicamente più fortunati della serie e in sole due settimane riesce a
raggiungere addirittura il 5° posto tra i film più visti nel nostro
paese. Non credete comunque a chi vi dirà che l’estate 2009 è stata
all’insegna del cinema. Un film fenomeno e indipendente dalle stagioni
non è “il cinema”, ma un caso isolato. Se, quindi, Harry Potter gode
ottima salute, il cinema nella sua globalità non sta altrettanto bene. La
gente non va al cinema d’estate, ma d’estate (come d’inverno,
autunno e primavera), corre a vedere Harry Potter. Ma è il pubblico che
d’estate si allontana dalla sala o, viceversa, la sala che d’estate
abbandona il pubblico? Il quesito è, come sempre, aperto, ma un’idea
sulle ragioni della mancata complicità tra spettatori e canicola si può
avere sfogliando i quotidiani e controllando la programmazione di luglio:
v u o t o a s s o l u t o ! !
!
Gli
incassi per genere: “ANIMAZIONE”
|
ANIMAZIONE
|
|
|
|
POS
|
TITOLO
|
INCASSO ITALIA
|
|
1
|
MADAGASCAR 2
|
€
25.087.325,28
|
|
2
|
KUNG FU PANDA
|
€
17.038.597,23
|
|
3
|
WALL-E
|
€
8.701.661,27
|
|
4
|
MOSTRI CONTRO ALIENI
|
€
7.288.634,47
|
|
5
|
BOLT - UN EROE A QUATTRO ZAMPE
|
€
5.261.635,62
|
|
6
|
CORALINE E LA PORTA MAGICA
|
€
3.158.299,46
|
|
7
|
L'ARCA DI NOÈ
|
€
797.632,43
|
|
8
|
PONYO SULLA SCOGLIERA
|
€
775.353,18
|
|
9
|
VALZER CON BASHIR
|
€
767.472,96
|
|
10
|
SPACE CHIMPS
|
€
556.337,16
|
|
11
|
LE AVVENTURE DEL TOPINO DESPEREAUX
|
€
472.863,85
|
|
12
|
LISSY - PRINCIPESSA ALLA RISCOSSA
|
€
466.344,45
|
|
13
|
STAR WARS: THE
CLONE WARS
|
€
323.114,86
|
|
14
|
BATTAGLIA PER LA TERRA 3D
|
€
222.635,65
|
|
15
|
IMPY SUPERSTAR - MISSIONE LUNA PARK
|
€
121.407,33
|
|
16
|
TIFFANY E I TRE BRIGANTI
|
€
97.200,35
|
|
17
|
KEN IL GUERRIERO - LA LEGGENDA DI RAOUL
|
€
85.551,55
|
|
18
|
DONKEY XOTE
|
€
52.186,50
|
È
d’animazione il film più visto dell’anno (“Madagascar
2”), ma i risultati globali del “genere” sono in calo, a parità
di film proposti, di circa 15 milioni di euro rispetto alla stagione
precedente. La differenza è dovuta soprattutto al minor successo del film
Pixar (8 milioni e 700 mila per “Wall-E”
contro i 17 e mezzo di “Ratatouille”) e all’assenza di un titolo
trasversale come “I Simpson”, capace di convogliare al “genere”
un’ampia fetta di pubblico non per forza devota. Per il resto,
l’arrivo del 3D ha prodotto numeri importanti ma non sufficienti per
fare il botto. “Mostri contro
alieni” conquista il pubblico pasquale, ma non raggiunge le vette,
per restare alla Dreamworks, di un film in “normale” computer grafica
come “Kung Fu Panda”,
dominatore assoluto di inizio stagione. Il difficile compito di chiudere
la stagione spetta invece a “Coraline
e la porta magica”, anch’esso in 3D, che si difende bene
(conquista anche il primo posto nel week-end di debutto) ma non fa
sfracelli. Nulla di fatto invece per “Battaglia per la terra”, che in molte città non utilizza nemmeno
il traino del 3D per agganciare il pubblico e viene presentato
direttamente in versione tradizionale. Avrebbe meritato miglior sorte il
disneyano “Bolt”, ma non è
certo facile convincere lo scettico spettatore quando il titolo di un film
e il nome di un detersivo coincidono. Rispetto all’anno scorso mancano
anche quei titoli in assenza di superlativi ma capaci di mantenersi in una
remunerativa via di mezzo. Se infatti nella precedente stagione i film di
animazione con incasso superiore al milione di euro erano 11, quest’anno
sono solo 6. A livello puramente numerico non fanno il miracolo il maestro
Hayao Miyazaki con il pesciolino “Ponyo
sulla scogliera”, il pittorico ma un po’ noiosetto “Le
avventure del Topino Desperaux” e nemmeno il tentativo di sfruttare
anche in computer grafica il successo planetario della saga di “Guerre
Stellari” con “Star Wars: the
Clone Wars”. Non solo film a stelle strisce, comunque, ma opere in
arrivo anche da altre latitudini. Oltre ai già citati “Le
avventure del Topino Desperaux” (co-produzione anglo-americana) e al
nipponico “Ponyo sulla scogliera”,
ben tre film dalla Germania: “Lissy
– Principessa alla riscossa” ricorre alla suggestione iconografica
dell’imperatrice d'Austria e regina d'Ungheria (l’amatissima
principessa Sissi), scomoda Lorella Cuccarini per il doppiaggio e prenota
un centinaio di sale, ma resta al palo. Ha meno pretese, ma in pochi
l’hanno visto (forse perché in Italia l’omonimo e pluripremiato libro
di Tomi Ungerer è meno noto che altrove), “Tiffany
e i tre briganti”; si conferma invece un must per i piccolissimi il
dinosauro Impy, con “Impy
Superstar - Missione Luna Park”; rispetto all’uscita massiccia del
precedente capitolo (“Impy e il mistero dell’isola magica”) la
Mediafilm riduce astutamente le copie (da 100 a 25) ottenendo, però, gli
stessi risultati; del resto si tratta di prodotti a target molto specifico
(la primissima infanzia) destinati per forza di cose a un pubblico esiguo.
Dopo i 500 mila euro incassati a sorpresa da “Ken il guerriero – la
leggenda di Hokuto”, la Mikado rischia meno (38 sale contro 56) e il
terzo capitolo della “battle saga” di Ken il guerriero dal titolo “Ken
il guerriero – la leggenda di Raoul” non raggiunge nemmeno i 100
mila euro. Curioso che tra le due puntate ce ne sia un’altra, “Ken il
guerriero – la leggenda di Julia”, approdata direttamente in
home-video. Che ciò abbia contribuito all’insuccesso del terzo
capitolo? Si difende “Space Chimps”, ultimo sfornato della Vanguard Animation, quella
del piccione viaggiatore “Valiant” per intenderci, ma con 183 sale a
disposizione era lecito attendersi qualcosa di più. E per finire,
significativo il risultato ottenuto da “Valzer con Bashir”, co-produzione tra Israele, Germania e Francia
in cui attraverso un’animazione scarna si racconta in modo originale e
visionario la guerra in Libano del 1982, in particolare gli orrori di
Sabra e Shatila: i campi profughi dove molte centinaia di palestinesi
furono trucidati da falangisti in cerca di vendetta per l’uccisione del
loro leader Bashir Jemayel. Anche in questo caso, facendo paragoni con il
cartone “impegnato” della stagione scorsa (“Persepolis”), i
risultati sono decisamente inferiori (750 mila euro contro 1 milione e 150
mila euro).
Gli
incassi per genere: “HORROR”
|
HORROR
|
|
|
|
POS
|
TITOLO
|
INCASSO ITALIA
|
|
1
|
SAN VALENTINO DI SANGUE 3D
|
€
6.023.656,57
|
|
2
|
SAW V - NON CREDERAI AI TUOI OCCHI
|
€
2.396.882,59
|
|
3
|
THE STRANGERS
|
€
2.062.464,47
|
|
4
|
IL MAI NATO
|
€
1.859.779,07
|
|
5
|
THE ORPHANAGE
|
€
1.472.687,20
|
|
6
|
THE MIST
|
€
1.380.910,82
|
|
7
|
VENERDÌ 13
|
€
1.248.387,45
|
|
8
|
UNDERWORLD: LA RIBELLIONE DEI LYCANS
|
€
1.198.647,26
|
|
9
|
IMAGO MORTIS
|
€
796.449,48
|
|
10
|
SHROOMS - TRIP SENZA RITORNO
|
€
781.709,93
|
|
11
|
OMBRE DAL PASSATO
|
€
536.928,77
|
|
12
|
FRONTIERS
|
€
499.987,76
|
|
13
|
IL RESPIRO DEL DIAVOLO
|
€
388.455,11
|
|
14
|
RIFLESSI DI PAURA
|
€
360.746,78
|
|
15
|
DENTI
|
€
277.598,45
|
|
16
|
BORDERLAND - LINEA DI CONFINE
|
€
169.777,11
|
|
17
|
THE UNINVITED
|
€
106.566,86
|
|
18
|
VISIONS
|
€
80.280,48
|
|
19
|
MARTYRS
|
€
77.373,90
|
|
20
|
REEKER - TRA LA VITA E LA MORTE
|
€
52.786,85
|
|
21
|
QUARANTINE
|
€
43.202,26
|
|
22
|
BLACK SHEEP - PECORE ASSASSINE
|
€
27.054,40
|
L’horror continua a mietere
vittime. Generalmente dominatore del botteghino estivo, arriva invece a
colpire in ogni mese dell’anno, anche se in questa stagione l’offerta
ha un po’ latitato rispetto agli anni passati (22 film contro i 28 della
precedente annata). Oramai comunque ci sono appuntamenti cadenzati a cui
l’appassionato del genere difficilmente può sottrarsi: il ritorno di
JigSaw (“Saw V” è in
caduta fisiologica ma regge piuttosto bene), l’horror di inizio anno (è
toccato a “The Strangers” che in sole tre settimane ha ottenuto ottimi
risultati grazie soprattutto all’assenza di concorrenza dopo i bagordi e
il buonismo natalizi) e da quest’anno probabilmente l’horror in 3D. La
stereoscopia ha consentito infatti a “San
Valentino di sangue 3D”, un filmetto da fondo classifica costato 15
milioni di dollari, di incassarne 75 in tutto il mondo, con una punta
particolarmente elevata nel nostro paese dove ha fatto parlare ben più
del dovuto. Basta pensare che da solo rappresenta quasi un terzo degli
incassi complessivi del genere horror. Per dirla con toni più
preoccupanti: senza di lui quest’anno gli incassi del genere sarebbero
in caduta libera.
Nel complesso molti i titoli superflui, alcuni baciati inaspettatamente
dal successo (“Il mai nato”), altri in rapido e trasparente passaggio prima di
andare a infittire il cestone delle offerte di un mall periferico (“Shrooms
– Trip senza ritorno”, “Il
respiro del diavolo”, “Reeker
– tra la vita e la morte”, “Borderland
– linea di confine”). Qualche segno di innovazione, però, c’è.
Se negli anni scorsi di parlava molto della Spagna (presente comunque in
classifica con l’ottimo “The
Orphanage”), questa è stata la stagione della “nouvelle
vague dell’horror transalpina”; un tuffo a capofitto nel rosso del
sangue e nel nero delle cattive intenzioni in cui non è prevista alcuna
redenzione e dove la violenza è estrema e senza sconti; un prendere o
lasciare dove il dolore si fa stile e in cui c’è spazio anche per un
retrogusto politico o filosofico; il pubblico italiano per adesso sta alla
finestra (“Frontiers” si difende, “Martyrs”
viene lanciato con cautela e il disturbante “À l'intérieur” non viene nemmeno distribuito), ma in rete questi
titoli impazzano, segno di una crescente curiosità. L’Italia continua a
essere non rappresentata, ad esclusione di “Imago
Mortis”, che comunque dopo una partenza in sordina, nonostante più
di 160 sale a disposizione, alla seconda settimana ha un crollo verticale,
e dell’insalvabile “Visions”,
per cui il passa parola ha avuto gli effetti devastanti di uno sfollagente
(-92% alla seconda settimana). Meno bene del previsto anche l’ennesimo
remake a stelle e strisce. Il nuovo “Venerdì
13” di Marcus Nispel, infatti, debutta debolmente (645 mila euro in
198 sale) e non arriva alla terza settimana di programmazione. Diverso
l’andamento negli Stati Uniti dove, però, i 40 milioni di dollari
dell’esordio in prima posizione hanno avuto le gambe corte. Il film ha
infatti terminato la sua presenza nelle sale con un cumulo di 65 milioni
di dollari. Considerando la partenza a razzo, un totale al di sotto delle
aspettative. La moda dei remake non ha risparmiato il bel “REC”,
successo spagnolo dello scorso anno replicato nell’anodino “Quarantine”,
e due horror giapponesi: “Shutter” diventa “Ombre
dal passato” e “Two Sisters” si reinventa “The
Uninvited”. Tutti e tre baciati dall’insuccesso. Smacco
commerciale, almeno in Italia, anche per l’accoppiata Kiefer Shuterland
/ Alexandre Aja: “Riflessi di
paura” (non era meglio l’originale “Mirrors” o, al limite,
“Specchi?”) debutta con 220 mila euro in 180 sale (meglio di lui fa
pure “Kung Fu Panda” alla sesta settimana di programmazione) e alla
settimana successiva è in calo dell’85%. È un caso (dal fiato molto
corto, però) di inizio stagione “Denti”, per cui la Mediafilm azzarda un’uscita in ben 114 sale e
che si deve accontentare di soli 110 mila euro. Alla seconda settimana il
crollo è del 66%. In proporzione si riscatta dall’insuccesso americano
“The Mist”, che giunge sui
nostri schermi con un anno di ritardo ma riesce a ritagliarsi uno spazio
dignitoso. La saga “Underworld”,
al terzo capitolo, perde spettatori (“Evolution” aveva incassato circa
un milione e 700 mila euro), ma ha un nocciolo duro di fedelissimi. Da
fondo classifica sghignazzano gli ovini assetati di sangue degli antipodi
di “Black Sheep – pecore
assassine”, coraggiosamente distribuito dalla Mediafilm.
Non ho
incluso nella classifica film ibridi ma con elementi orrorifici come “Lasciami
entrare”, “Twilight”,
“The Horsemen” e “Passengers
– terrore ad alta quota” proprio perché non completamente
radicati nel “genere”.
Gli
incassi per genere: “3D”
|
3D
|
|
|
|
POS
|
TITOLO
|
INCASSO ITALIA
|
|
1
|
VIAGGIO AL CENTRO DELLA TERRA 3D
|
€
8.044.825,14
|
|
2
|
MOSTRI CONTRO ALIENI
|
€
7.288.634,47
|
|
3
|
SAN VALENTINO DI SANGUE 3D
|
€
6.023.656,57
|
|
4
|
BOLT
|
€
5.261.635,62
|
|
5
|
CORALINE E LA PORTA MAGICA
|
€
3.158.299,46
|
|
6
|
BATTAGLIA PER LA TERRA 3D
|
€
222.635,65
|
|
7
|
JONAS BROTHERS: THE 3D
CONCERT EXPERIENCE
|
€
7.027,30
|
Carnevalata o evoluzione tecnologica in grado di
imprimere vitalità a una forma di intrattenimento in declino?
Probabilmente entrambe le cose, perché se è vero che il rischio della
tecnica stroboscopica è quello di ridurre la sala cinematografica a un
Luna Park, è anche vero che è stata proprio questa scelta a salvare il
cinema dal segno rosso in un periodo di forte contrazione dei consumi come
quello attuale. Sta di fatto che quando i potenti dell’industria si
muovono, ai gregari non resta che adeguarsi. E se pionieri del calibro di
Jeffrey Katzenberg, Steven Spielberg, Robert Zemeckis, James Cameron,
George Lucas e Peter Jackson definiscono il 3d come “l’innovazione più eccitante della storia del cinema dopo l’avvento
del sonoro e quello del colore”, possiamo stare certi che i loro
progetti finiranno per condizionare gusti e scelte del mercato globale.
Narra la leggenda che dietro al ritorno del 3D dopo il boom degli anni
‘50 e ‘60 (ovviamente non si inventa nulla e siamo dalla parte dei
cicli e ricicli) ci sia un tentativo di combattere il dilagare della
pirateria. In effetti, per quanto uno sia abile nello scaricare film
tramite internet, molto difficilmente riuscirà a ricreare la magia di
entrare in un grande schermo. Come più volte sottolineato sarà il tempo
a farci capire se si tratta dell’illusione di un breve periodo storico
(magari nel 2040 qualcuno parlerà di ennesimo ritorno dopo un forte
boom senza seguito a inizio millennio) o se il futuro è adesso,
sui nostri schermi, nei nostri sogni, non più piatti ma in magico
rilievo, nei nostri occhi, protetti da occhialini sempre più sofisticati.
Rispetto all’anno scorso, comunque, molte cose sono cambiate. Se il 3D
era più che altro un vezzo e le sale attrezzate pochissime, quest’anno
il 3D è diventato una realtà e le sale attrezzate sono diventate un
centinaio. I risultati, anche in termini economici, si sono fatti sentire
(sia in un’uscita che in entrata). L’onere per l’esercente è quello
di una spesa non piccola per dotare la sala di una tecnologia in grado di
supportare il 3D. Anche per lo spettatore, però, la magia ha un prezzo.
Mediamente il biglietto costa 2 euro in più, raggiungendo da più parti
la cifra tonda dei 10 euro complessivi. Molto più alto l’aumento per i
biglietti ridotti (bambini e convenzioni varie) che passano da 5 a 8 o
anche 9 euro.
Ad aprire le danze è a fine novembre il cartoon Disney “Bolt”,
ma l’avvento del 3D è ancora in fase embrionale e la maggior parte
delle sale lo proietta nella versione tradizionale. Più forte l’impatto
di “Viaggio al centro della Terra”, che grazie alla “novità”
del 3D raggiunge in Italia risultati insperati ed è il film presentato
anche in tridimensione che raggiunge i maggiori risultati economici. Il
pubblico comincia a scegliere di spendere un paio di euro in più per
vivere un’esperienza diversa. La consacrazione però, nonostante incassi
leggermente inferiori all’action
per famiglie con Brendan Fraser, avviene con “Mostri contro alieni”,
che invade l’Italia nel periodo pasquale e trova un centinaio di sale
pronte ad accoglierlo in versione stereoscopica. Il film d'animazione
della DreamWorks conferma la tendenza in atto registrando il 55% del
fatturato con il 18% delle copie, ossia quelle proiettate nelle sale 3D.
Non solo film d’azione o cartoni animati, però, finiscono nel mirino
della “nuova” tecnologia. Il 3D permette ad un horror altrimenti privo
di sorprese come “San Valentino di sangue” di ottenere un
successo al di là di ogni aspettativa: debutto al primo posto del
box-office a inizio maggio, battendo un blockbuster come “Star Trek”
proiettato in una cinquantina di sale in più, e lunga tenitura (5
settimane nelle prime dieci posizioni). Probabilmente è sempre il 3D a
sostenere anche “Coraline e la porta magica”, che affronta con
successo la stagione estiva, generalmente poco favorevole al cinema in
Italia, debuttando al primo posto a metà giugno. Trascurabili invece i
risultati di “Battaglia per la terra” e del film concerto “Jonas
Brothers: The 3d Concert Experience”, ma evidentemente non basta una
nuova tecnologia per rendere appetibili opere prive di particolare
attrattiva (e la distribuzione ha fiutato il rischio non eccedendo nel
numero delle copie).
E il futuro?
Continuerà il trend in ascesa o subirà una brusca frenata? Beh,
sicuramente per i prossimi due o tre anni il cinema ci guarderà in
tridimensione. Sono tanti, infatti, i progetti in fase di lavorazione e di
imminente uscita che si affideranno al 3D. La maggior parte sono film di
animazione, ma non solo. Si comincia il 28 agosto con ”L’era
glaciale 3: l'alba dei dinosauri” per poi proseguire in settembre
con “G-Force: Superspie in missione”, in cui
una
squadra speciale di animali addestrati dai servizi segreti deve impedire
che un diabolico criminale miliardario domini il mondo. Già
fissata la data di uscita anche di “Up” (15 ottobre 2009), il nuovo capolavoro annunciato Pixar, ma entro
il nuovo anno dovrebbe arrivare anche, distribuito dalla Moviemax, la
rivisitazione in 3D del classico di Jack London “Il richiamo della foresta”. A
novembre è previsto l’arrivo di ”A Christmas Carol”
di Robert Zemeckis, in cui il 3D incontra il "performance capture" nella rivisitazione con Jim Carrey di un
classico racconto natalizio di Charles Diskens, e a dicembre uscirà
finalmente “Avatar” di James Cameron, che segna il ritorno del
regista di “Titanic” dopo un decennio di silenzio. Natale segna anche
il ritorno della Disney al cartone tradizionale, ma in 3D, con “La
principessa e il ranocchio”. Tanti poi i titoli annunciati per
il 2010: “How to Train Your Dragon” (trasposizione
del libro per bambini a base di draghi di Cressida Cowell); “Step
Up 3D”, terza puntata del music-brand “Step
Up”; l’attesissimo “Alice nel paese delle meraviglie” di
Tim Burton; il documentario “Oceans 3D – Voyage of a Turtle”
di Jean-Jacques Mantello, incentrato sulle avventure
di una tartaruga marina a spasso tra gli splendidi fondali dell'Australia
e del Messico. Ancora da definire le date di
uscita, ma già in lavorazione, “Shrek 4”, “Kung Fu Panda
2” “Madagascar 3”, ”Cars 2” e “Pirati dei
Caraibi 4”. Girano anche voci di un progetto di Ridley Scott,
attualmente sul set del “Robin Hood” con Russell Crowe, intitolato “The
Forever War” e sono in corso trattative della Sony per un possibile
“Spiderman 4” in 3D. Una cosa è certa, con tutti questi sequel
annunciati i titoli avranno un bel po’ di numeri e si ridurranno a
codici. L’horror, genere che si presta ai buh! improvvisi (qualcuno
ricorda gli occhi squizzati dalla testa di una malcapitata vittima nello
slasher “Venerdì 13 III – Weekend di terrore” del 1982?), non
mancherà l’appuntamento con il 3D grazie all’ennesimo remake. Questa
è la volta di “Piranha 3D”, rifacimento a tre dimensioni del
cult del 1978 di Joe Dante, diretto per l’occasione dal lanciatissimo
Alexandre Aja (quello di “Alta tensione” e “Le colline hanno gli
occhi” per intenderci). Pare, poi, che addirittura Aurelio De Laurentiis
avrebbe dichiarato di voler realizzare in 3D il classico cine-panettone
con Christian De Sica. Questo per quanto riguarda il nuovo, ma è previsto
anche l’adattamento alle nuove tecnologie di classici di animazione: dai
due “Toy Story”, presentati in anteprima mondiale al prossimo
festival di Venezia dove la Pixar riceverà un Leone d’Oro alla
Carriera, al cartoon “La bella e la bestia”.
Per lo spettatore si aspetta quindi una lunga serie
di titoli improntati all’effetto, speriamo speciale non solo
nell’immediato. Non resta quindi che armarsi di occhialini (allo studio
modelli sempre meno pesanti e più evoluti) e buttarsi nella corsa
entrando in una sala attrezzata. Sarà il lungo periodo a farci capire chi
ha ragione.
Intanto è freschissima la notizia che il 3D invade anche il salotto di
casa. Lo testimonia il successo di vendite del Dvd “Viaggio al
centro della Terra” uscito in giugno anche in versione
tridimensionale. Il cofanetto fornisce 4 occhialini e l’effetto è
possibile tramite un televisore Full HD regolando in maniera adeguata la
luminosità dello schermo.
La guerra tra piccolo e grande schermo, quindi,
continua! Anzi, non è che agli inizi!
Dai
“FESTIVAL” alle sale
|
FESTIVAL
|
|
|
|
|
POS
|
TITOLO
|
FESTIVAL
|
INCASSO ITALIA
|
|
1
|
THE MILLIONAIRE
|
Toronto
|
€
6.121.598,37
|
|
2
|
BURN AFTER READING - A PROVA DI SPIA
|
Venezia
|
€
6.101.113,15
|
|
3
|
VICKY CRISTINA BARCELONA
|
Cannes
|
€
5.850.068,87
|
|
4
|
CHANGELING
|
Cannes
|
€
5.226.115,18
|
|
5
|
IL PAPÀ DI GIOVANNA
|
Venezia
|
€
3.413.825,19
|
|
6
|
UN GIORNO PERFETTO
|
Venezia
|
€
3.007.324,92
|
|
7
|
MILK
|
Berlino
|
€
2.486.280,02
|
|
8
|
UN MATRIMONIO ALL'INGLESE
|
Roma
|
€
2.472.458,12
|
|
9
|
PRANZO DI FERRAGOSTO
|
Venezia
|
€
2.127.742,12
|
|
10
|
THE WRESTLER
|
Venezia
|
€
2.126.309,04
|
|
11
|
LA DUCHESSA
|
Roma
|
€
2.089.723,97
|
|
12
|
CHE - L'ARGENTINO
|
Cannes
|
€
2.039.552,03
|
|
13
|
VINCERE
|
Cannes
|
€
2.037.990,24
|
|
14
|
SI PUÒ FARE
|
Roma
|
€
1.904.975,99
|
|
15
|
LA CLASSE
|
Cannes
|
€
1.681.593,09
|
|
16
|
L'OSPITE INATTESO
|
Deauville
|
€
1.506.125,42
|
|
17
|
PRIDE AND GLORY - IL PREZZO DELL'ONORE
|
Roma
|
€
1.435.940,63
|
|
18
|
L'UOMO CHE AMA
|
Roma
|
€
1.374.415,87
|
|
19
|
THE BURNING PLAIN - IL CONFINE DELLA SOLITUDINE
|
Venezia
|
€
1.309.840,48
|
|
20
|
IL GIARDINO DI LIMONI
|
Berlino
|
€
1.091.869,15
|
|
21
|
THE INTERNATIONAL
|
Berlino
|
€
1.091.412,87
|
|
22
|
MIRACOLO A SANT'ANNA
|
Toronto
|
€
1.075.706,68
|
|
23
|
IL SEME DELLA DISCORDIA
|
Venezia
|
€
1.065.100,64
|
|
24
|
LA FELICITÀ PORTA FORTUNA
|
Berlino
|
€
926.278,75
|
|
25
|
TWO LOVERS
|
Cannes
|
€
910.811,97
|
|
26
|
PONYO SULLA SCOGLIERA
|
Venezia
|
€
775.353,18
|
|
27
|
VALZER CON BASHIR
|
Cannes
|
€
767.472,96
|
|
28
|
IL PASSATO È UNA TERRA STRANIERA
|
Roma
|
€
721.078,57
|
|
29
|
CHE- GUERRIGLIA
|
Cannes
|
€
669.046,35
|
|
30
|
GALANTUOMINI
|
Roma
|
€
565.880,80
|
|
31
|
LOUISE MICHEL
|
Roma/Sundance
|
€
550.416,09
|
|
32
|
LASCIAMI ENTRARE
|
Torino
|
€
523.549,85
|
|
33
|
ANTICHRIST
|
Cannes
|
€
512.872,07
|
|
34
|
FRONTIERS
|
Ravenna
|
€
499.987,76
|
|
35
|
L'ONDA
|
Torino
|
€
472.979,13
|
|
36
|
TI AMERÒ SEMPRE
|
Berlino
|
€
434.524,61
|
|
37
|
UN GIOCO DA RAGAZZE
|
Roma
|
€
420.852,02
|
|
38
|
STELLA
|
Venezia
|
€
417.790,47
|
|
39
|
VERSO L'EDEN
|
Berlino
|
€
412.593,76
|
|
40
|
IL MATRIMONIO DI LORNA
|
Cannes
|
€
407.256,57
|
|
41
|
LA TERRA DEGLI UOMINI ROSSI - BIRDWATCHERS
|
Venezia
|
€
347.191,78
|
|
42
|
LA BANDA BAADER MEINHOF
|
Roma
|
€
287.224,55
|
|
43
|
APPALOOSA
|
Roma
|
€
272.328,20
|
|
44
|
LEZIONE VENTUNO
|
Locarno
|
€
259.149,56
|
|
45
|
LEZIONI D'AMORE
|
Berlino
|
€
255.339,13
|
|
46
|
PA-RA-DA
|
Venezia
|
€
230.091,79
|
|
47
|
RACHEL STA PER SPOSARSI
|
Venezia
|
€
225.190,40
|
|
48
|
RIUNIONE DI FAMIGLIA
|
Roma
|
€
199.044,76
|
|
49
|
IL CANTO DI PALOMA
|
Berlino
|
€
183.097,30
|
|
50
|
FROZEN RIVER - FIUME DI GHIACCIO
|
Sundance
|
€
179.251,40
|
|
51
|
RACCONTO DI NATALE
|
Cannes
|
€
175.486,18
|
|
52
|
KATYN
|
Berlino
|
€
168.034,56
|
|
53
|
TEZA
|
Venezia
|
€
160.389,67
|
|
54
|
MACHAN - LA VERA STORIA DI UNA FALSA SQUADRA
|
Venezia
|
€
160.056,63
|
|
55
|
TONY MANERO
|
Torino
|
€
133.865,85
|
|
56
|
LE TRE SCIMMIE (THREE MONKEYS)
|
Cannes
|
€
128.912,07
|
|
57
|
HOME
|
Cannes
|
€
126.327,96
|
|
58
|
SACRO E PROFANO
|
Cannes/Berlino
|
€
119.615,07
|
|
59
|
PALERMO SHOOTING
|
Cannes
|
€
117.762,16
|
|
60
|
THE HURT LOCKER
|
Venezia
|
€
111.688,23
|
|
61
|
SETTIMO CIELO
|
Cannes/Trieste
|
€
109.530,43
|
|
62
|
QUALCUNO CON CUI CORRERE
|
Giffoni
|
€
103.709,92
|
|
63
|
LA RABBIA DI PASOLINI
|
Venezia
|
€
99.132,08
|
|
64
|
NOTORIOUS B.I.G.
|
Berlino
|
€
97.115,64
|
|
65
|
L'AMORE NASCOSTO
|
Roma
|
€
87.313,90
|
|
66
|
TULPAN - LA RAGAZZA CHE NON C'ERA
|
Cannes
|
€
81.601,80
|
|
67
|
UN ALTRO PIANETA
|
Venezia
|
€
58.924,28
|
|
68
|
GARAGE
|
Torino
|
€
53.695,71
|
|
69
|
ELDORADO ROAD
|
Cannes
|
€
30.238,30
|
|
70
|
W.
|
Torino
|
€
21.628,00
|
|
71
|
LA FABBRICA DEI TEDESCHI
|
Venezia
|
€
16.395,50
|
|
72
|
IL PRIMO GIORNO D'INVERNO
|
Venezia
|
€
16.278,50
|
|
73
|
IL SOL DELL'AVVENIRE
|
Locarno
|
€
5.521,50
|
|
74
|
VALZER
|
Venezia
|
€
5.092,00
|
|
75
|
CHROMOPHOBIA
|
Cannes
|
€
3.128,80
|
|
76
|
TAXI TO THE DARK SIDE
|
Roma
|
€
2.149,86
|
|
77
|
PUCCINI E LA FANCIULLA
|
Venezia
|
€
1.843,00
|
Per la prima volta quest’anno
introduciamo una nuova sezione dedicata alle opere provenienti dai più
importanti festival cinematografici del mondo. Difficile selezionare i
titoli, perché di festival ce ne sono centinaia, quindi per forza di cose
si tratta di una lista incompleta e imprecisa. Diciamo che, soffermandoci
sui più significativi, si è cercato di trarre un bilancio sulla funzione
delle manifestazioni a carattere cinematografico. In sintesi: qual è lo
scopo di un festival? Non certo indurre grandi incassi, ma dare visibilità
a opere che altrimenti non avrebbero canali di diffusione. La cosa più
importante, infatti, oltre a produrre un film e arrivare ad avere
l’opera finita, è trovare occhi disposti a guardare. Il rischio è
altrimenti quello di una morte prematura. E come si sa, per trovare tanti
occhi è necessario prima di tutto trovarne pochi ma fiduciosi e in grado
di guardare oltre alle immagini per capire se e come ciò che scorre a
ventiquattro fotogrammi al secondo potrà arrivare a un pubblico. Non
sempre i festival svolgono la loro funzione primaria, che è quella di
scoperta e/o conferma. In molti casi si limitano a fungere da vetrina per
i potenti dell’industria e magari rifiutano o dimenticano opere
importanti prive degli appigli giusti. Vediamo un po’ come è andata in
questa stagione. La classifica per incasso è, ovviamente, solo
indicativa, non essendo le cifre alte il punto di arrivo dei festival ma
solo uno degli elementi.
Ci sono film per cui un festival è decisivo (l’accoglienza tributata a
“The Millionaire” a
Toronto) e, viceversa, ci sono festival per cui è un film ad essere
decisivo (“Burn After Reading”
scelto per aprire Venezia 2008). Senza il trampolino di Toronto
probabilmente il film di Danny Boyle sarebbe uscito negli Stati Uniti
direttamente in dvd e senza la presenza di George Clooney e Brad Pitt
molti meno riflettori si sarebbero accesi sul festival italiano più
importante. Mentre “The
Millionaire” non avrebbe incassato granché, però, il film di
Soderbergh lo avrebbero visto comunque in parecchi. È curioso come un
festival possa influire in modo diverso su un film. Prendiamo l’ultimo
festival di Venezia. Ferzan Ozpetek con “Un giorno perfetto” è stato massacrato dalla critica e anche il
pubblico lo ha amato poco. In questo caso la vetrina festivaliera ha
nuociuto al film. Diverso il discorso per “Il
papà di Giovanna” di Pupi Avati, che ha beneficiato della Coppa
Volpi come Migliore Attore a Silvio Orlando. Anche Pappi Corsicato grazie
a commenti critici lusinghieri (e a un poster che ha fatto parlare) ha
ottenuto il suo maggiore successo di pubblico con “Il
seme della discordia”. Calma piatta, invece per Bechis e il suo “La
terra degli uomini rossi – Birdwatchers”, accolto freddamente sia
dalla critica che dal pubblico. Senza il festival di Venezia non sarebbe
esploso il caso “Pranzo di
Ferragosto”, mentre sia “Machan”
che “Pa-Ra-Da” ottengono
qualche recensione positiva ma il pubblico non ne vuole sapere nonostante
escano a ridosso della manifestazione. Ininfluente, invece, il Leone
d’Oro a “The Wrestler”,
anche perché il film non esce subito dopo il verdetto della giuria ma in
prossimità degli Oscar a cui Mickey Rourke è, invano, candidato.
Scorrendo l’elenco dei film, può essere che l’assenza di premi a
Cannes abbia nuociuto, o comunque non abbia aiutato, “Vincere”
di Marco Bellocchio, accolto piuttosto tiepidamente; così come la Palma
d’Oro attribuita a “La classe”
di Laurent Cantet ha sicuramente inciso sulla distribuzione massiccia
decisa dalla Mikado (106 sale) e sul riscontro positivo del pubblico. Per
altri titoli, molti, vale invece la regola “per fortuna che c’è stato
il festival altrimenti nessuno avrebbe avuto la possibilità di
vederlo”. È il caso di “Tony
Manero” di Pablo Larrain che deve alla vittoria al Torino Film
Festival la disponibilità di 16 sale. Stessa cosa per l’opera prima “Un altro pianeta” di Stefano Tummolini, distribuito come il
precedente dalla Ripley’s, le cui dodici copie sono frutto della
curiosità suscitata a Venezia nella sezione “Giornate degli Autori”.
È grazie al premio "Coup de Coeur" al Festival di Cannes 2008 e
alla vittoria alla XX edizione del Trieste Film Festival se un piccolo
film come “Settimo cielo”
di Andreas Dresen raggiunge in 17 copie le sale italiane. Senza
l’attenzione suscitata a Venezia chi avrebbe avuto l’opportunità di
vedere l’etiope “Teza” di Hailè Gerima o “Stella”
di Sylvie Verheyde che con sole 14 copie ha incassato quasi 500 mila euro?
Il Gran Premio del Pubblico al festival di Deauville ha sicuramente
contribuito a inserire “L’ospite
inatteso” nei listini dei distributori di film di qualità
garantendo al film una distribuzione internazionale e quasi 17 milioni di
dollari di incasso nel mondo. Chi avrebbe fatto buoni numeri comunque è
invece il Woody Allen di “Vicky
Cristina Barcelona” che, grazie alle promesse bollenti in salsa
catalana, ha incassato a livello globale qualcosa come 93 milioni di
dollari (battendo anche il grande successo di “Match Point” a quota 85
milioni).
Come si può
notare, analizzando l’elenco dei film, sono molti i titoli giunti a noi
grazie al riscontro positivo ottenuto a un festival internazionale. Può
essere divertente quindi, assecondando gusti e pareri personali,
ringraziare o maledire uno o più festival. In generale, e visti i tempi
bui, meglio ringraziare. Il rischio è che in assenza di fondi le
manifestazioni siano sempre più striminzite e meno inclini al rischio,
con la conseguenza di mostrare ancora meno film.
OSCAR
2009
|
OSCAR
|
|
|
|
|
|
|
POS
|
TITOLO
|
INCASSO
U.S.A
|
INCASSO
NEL MONDO (*)
|
INCASSO
ITALIA
|
BUDGET
|
|
1
|
IL CURIOSO CASO DI BENJAMIN BUTTON
|
$127,509,326
|
$332,582,711
|
€ 10.904.362,91
|
$150
million
|
|
2
|
IL CAVALIERE OSCURO
|
$533,345,358
|
$1,001,921,825
|
€
9.487.529,98
|
$185
million
|
|
3
|
WALL-E
|
$223,808,164
|
$534,767,889
|
€
8.701.661,27
|
$180
million
|
|
4
|
THE MILLIONAIRE
|
$141,319,928
|
$360,032,690
|
€
6.121.598,37
|
$15
million
|
|
5
|
VICKY CRISTINA BARCELONA
|
$23,216,709
|
$93,087,565
|
€
5.850.068,87
|
-
|
|
6
|
REVOLUTIONARY ROAD
|
$22,911,480
|
$75,212,169
|
€
3.604.512,70
|
$35
million
|
|
7
|
THE READER - A VOCE ALTA
|
$34,194,407
|
$89,749,216
|
€
2.510.220,42
|
$32
million
|
|
8
|
MILK
|
$31,841,299
|
$53,796,834
|
€
2.486.280,02
|
$20
million
|
|
9
|
THE WRESTLER
|
$26,238,243
|
$43,171,241
|
€
2.126.309,04
|
$6
million
|
|
10
|
LA DUCHESSA
|
$13,848,978
|
$43,061,495
|
€
2.089.723,97
|
-
|
|
11
|
IL DUBBIO
|
$33,446,470
|
$50,847,196
|
€
1.846.325,45
|
$20
million
|
|
12
|
FROST/NIXON - IL DUELLO
|
$18,622,031
|
$27,430,034
|
€
662.773,59
|
$25
million
|
|
13
|
FROZEN RIVER - FIUME DI GHIACCIO
|
$2,511,476
|
$4,376,606
|
€
179.251,40
|
-
|
Quest’anno
l’effetto Oscar si è fatto sentire trascinando una piccola opera
indipendente dalle stalle alle stelle. È il ”sogno americano”,
protagonista di tante, troppe, pellicole, non solo americane, vissuto in
diretta nella notte dell’anno più popolata di stelle. Narra la leggenda
che un film intitolato “The
Millionaire” si vedesse rifiutare la distribuzione nelle sale degli
Stati Uniti per cambi nelle strategie commerciali della Warnes Bros.
Sempre la leggenda continua raccontando l’arrivo in extremis della Fox
Searchlight che accetta gli inviti ai Festival di Toronto e di Telluride
(rifiutati in precedenza dalla Warner) in cui il film di Danny Boyle
mostra tutte le sue potenzialità vincendo premi e incantando il pubblico.
Da lì la sua ascesa è stata inarrestabile. A conquistare i giurati
dell’Academy la ennesima variante del “sogno americano” ha
sicuramente contribuito. Ecco quindi la prova tangibile di come chiunque,
grazie a determinazione, spirito di sopravvivenza e un pizzico di fortuna,
ce la può fare ad emergere. Curioso, che a dispetto delle immagini
passate nei telegiornali (la folla riunita davanti alle tv fuori dalle
baracche in trepidante attesa del risultato), il film di Boyle sia stato
apprezzato in tutto il mondo tranne che in India dove, anzi, ha destato
parecchi dissensi proprio per l’immagine stereotipata che dà del paese.
Comunque sia il successo è stato globale e l’effetto Oscar ha permesso
al film di raggiungere cifre impensabili negli Stati Uniti e in tutto il
mondo. In Italia, secondo paese in cui il film è uscito dopo l’America,
la Lucky Red punta sul Natale. I risultati sono dignitosi ma senza
clamori. Il film mantiene una buona tenitura garantendo incassi stabili
fino alla notte degli Oscar in cui arriva con un bottino di circa 3
milioni e mezzo di euro. Immediato l’aumento delle copie in circolazione
dopo la pioggia di statuette (da 60 a 160) e buono il riscontro del
pubblico che aggiunge altri 2 milioni e mezzo di euro all’incasso
globale. Il grande rivale e sconfitto, “Il curioso caso di Benjamin Button”, non risente granché della
bocciatura dell’Academy (solo Miglior Trucco e Migliori
Effetti Speciali Visivi) e, uscito in largo anticipo rispetto alla
cerimonia, viene subito accolto, nonostante la lunga durata (o forse,
chissà, grazie anche a quella), come filmone imperdibile e conquista
immediatamente le prime posizioni del box-office mondiale. In questa
annata più dei premi in sé sembrano avere inciso sugli incassi le
candidature. Il premio a Sean Penn come Miglior Attore Protagonista
per “Milk” non aggiunge
pubblico al film (risale dalla sedicesima alla quindicesima posizione),
così come non ne toglie al rivale dato per favorito Mickey Rourke (“The
Wrestler” esce strategicamente a inizio marzo proprio per sfruttare
l’eco del quasi scontato premio a Rourke). “The
Reader”, con la premiata (Migliore Attrice Protagonista) Kate
Winslet, esce proprio a ridosso della cerimonia e l’effetto traino è
garantito. Buona la tenuta, almeno fino alla premiazione, anche per “Il
dubbio”, che esce a bocca asciutta ma con un discreto incasso
complessivo. In generale si tratta comunque, escludendo il fenomeno “Il
curioso caso di Benjamin Button” e lo sconfitto “Frost/Nixon – il duello”, di opere che non fanno il botto ma che
mantengono un andamento costante, cosa sempre più rara nel mordi e fuggi
con cui i film si affacciano per periodi sempre più brevi sugli schermi.
Per quello che riguarda gli altri premi, “Vicky
Cristina Barcelona” (Penelope Cruz Migliore Attrice Non
Protagonista), “Il cavaliere
oscuro” (Heath Ledger Migliore Attore Non Protagonista), “Wall-E”
(Miglior Film di Animazione) e “La
Duchessa” (Migliori Costumi), hanno già terminato il loro
sfruttamento nelle sale e non vengono nuovamente distribuiti. A
beneficiare dell’effetto Oscar sono in questi casi noleggi e vendite nel
settore home-video. Snobbato dall’Academy, ottiene risultati dignitosi
anche “Revolutionay Road”
(ma nell’anno in cui a vincere è il “sogno americano”, non poteva
certo essere preso in considerazione un film che del sogno ne fa polpette)
e visibilità “Frozen River –
Fiume di ghiaccio”, che, senza le candidature per la sceneggiatura e
a Melissa Leo come Migliore Attrice Protagonista, forse non avrebbe
trovato nemmeno la via della distribuzione. Grande assente, per ora,
“Okuribito” (titolo per il mercato internazione “Departures”),
Migliore Film Straniero (Giappone). Il film di Takita Yojiro è
uscito con grande successo in Giappone nel settembre del 2008 e ha
ottenuto 78 premi in tutto il mondo. Per ora in Italia è stato presentato
in anteprima al Far East Film Festival. Dalle pagine degli Spietati un
monito: distributori, dateci la possibilità di vedere un film che ha
fatto tanto parlare di sé. Magari non ci piacerà, chissà, le strade del
gusto sono imperscrutabili, ma vorremmo poterlo decidere con i nostri
occhi! Che almeno l’Oscar, oltre che agli amanti del gossip e agli
attori in vetrina globale, possa servire anche al cinema!!!
Ombre
scure sul cinema italiano
|
ITALIA
|
|
|
|
POS
|
TITOLO
|
INCASSO ITALIA
|
|
1
|
NATALE
A RIO
|
€
24.675.997,31
|
|
2
|
IL
COSMO SUL COMÒ
|
€
13.126.718,01
|
|
3
|
ITALIANS
|
€
12.150.597,61
|
|
4
|
EX
|
€
10.628.426,97
|
|
5
|
LA
MATASSA
|
€
7.551.065,98
|
|
6
|
LA
FIDANZATA DI PAPÀ
|
€
7.142.051,00
|
|
7
|
NO
PROBLEM
|
€
3.829.371,75
|
|
8
|
QUESTO
PICCOLO GRANDE AMORE
|
€
3.677.101,19
|
|
9
|
UN'ESTATE
AI CARAIBI
|
€
3.576.772,18
|
|
10
|
IL
PAPÀ DI GIOVANNA
|
€
3.413.825,19
|
|
11
|
COME
DIO COMANDA
|
€
3.375.599,38
|
|
12
|
DIVERSO
DA CHI?
|
€
3.195.763,33
|
|
13
|
UN
GIORNO PERFETTO
|
€
3.007.324,92
|
|
14
|
GLI
AMICI DEL BAR MARGHERITA
|
€
2.975.633,91
|
|
15
|
QUESTIONE
DI CUORE
|
€
2.695.919,18
|
|
16
|
SOLO
UN PADRE
|
€
2.216.806,78
|
|
17
|
PRANZO
DI FERRAGOSTO
|
€
2.127.742,12
|
|
18
|
VINCERE
|
€
2.037.990,24
|
|
19
|
IAGO
|
€
2.002.364,49
|
|
20
|
I
MOSTRI OGGI
|
€
1.964.430,40
|
|
21
|
SI
PUÒ FARE
|
€
1.904.975,99
|
|
22
|
SBIRRI
|
€
1.750.226,34
|
|
23
|
DUE
PARTITE
|
€
1.528.634,84
|
|
24
|
L'UOMO
CHE AMA
|
€
1.374.415,87
|
|
25
|
GENERAZIONE
1000 EURO
|
€
1.295.511,56
|
|
26
|
IL
SEME DELLA DISCORDIA
|
€
1.065.100,64
|
|
27
|
GIULIA
NON ESCE LA SERA
|
€
844.236,86
|
|
28
|
ALBAKIARA
- IL FILM
|
€
811.251,73
|
|
29
|
IL
CASO DELL'INFEDELE KLARA
|
€
804.671,30
|
|
30
|
IMAGO
MORTIS
|
€
796.449,48
|
|
31
|
TORNO
A VIVERE DA SOLO
|
€
791.652,00
|
|
32
|
IL
PASSATO È UNA TERRA STRANIERA
|
€
721.078,57
|
|
33
|
FORTAPASC
|
€
710.988,00
|
|
34
|
GALANTUOMINI
|
€
565.880,80
|
|
35
|
TI
STRAMO
|
€
438.196,95
|
|
36
|
UN
GIOCO DA RAGAZZE
|
€
420.852,02
|
|
37
|
LA
TERRA DEGLI UOMINI ROSSI - BIRDWATCHERS
|
€
347.191,78
|
|
38
|
TUTTA
COLPA DI GIUDA
|
€
275.852,95
|
|
39
|
LEZIONE
VENTUNO
|
€
259.149,56
|
|
40
|
FEISBUM!
- IL FILM
|
€
239.724,42
|
|
41
|
PA-RA-DA
|
€
230.091,79
|
|
42
|
TERRA
MADRE
|
€
183.329,34
|
|
43
|
MARIO
IL MAGO
|
€
179.726,62
|
|
44
|
MACHAN
- LA VERA STORIA DI UNA FALSA SQUADRA
|
€
160.056,63
|
|
45
|
LA
SICILIANA RIBELLE
|
€
158.622,75
|
|
46
|
CENCI
IN CINA
|
€
118.679,00
|
|
47
|
TRAPPOLA
D'AUTORE
|
€
112.141,20
|
|
48
|
MAR
NERO
|
€
110.791,89
|
|
49
|
LA
RABBIA DI PASOLINI
|
€
99.132,08
|
|
50
|
COMPLICI
DEL SILENZIO
|
€
89.614,92
|
|
51
|
AMORE
CHE VIENI, AMORE CHE VAI
|
€
88.834,06
|
|
52
|
L'AMORE
NASCOSTO
|
€
87.313,90
|
|
53
|
VISIONS
|
€
80.280,48
|
|
54
|
L'ULTIMO
CRODINO
|
€
78.980,20
|
|
55
|
IL
SANGUE DEI VINTI
|
€
73.416,00
|
|
56
|
IO
NON CI CASCO
|
€
68.425,29
|
|
57
|
FOCACCIA
BLUES
|
€
67.091,47
|
|
58
|
UN
ALTRO PIANETA
|
€
58.924,28
|
|
59
|
LA
CASA SULLE NUVOLE
|
€
57.359,55
|
|
60
|
ASPETTANDO
IL SOLE
|
€
49.128,95
|
|
61
|
PRINCIPESSA
|
€
44.161,60
|
|
62
|
L'ULTIMO
PULCINELLA
|
€
41.969,50
|
|
63
|
IL
PROSSIMO TUO
|
€
40.818,00
|
|
64
|
SOPRA
LE NUVOLE
|
€
30.649,50
|
|
65
|
ANIMANERA
|
€
29.489,09
|
|
66
|
TRE
LIRE, PRIMO GIORNO
|
€
24.843,00
|
|
67
|
FUGA
DAL CALL CENTER
|
€
24.640,14
|
|
68
|
BILLO,
IL GRAND DAKHAAR
|
€
20.752,00
|
|
69
|
CAPITAN
BASILICO
|
€
18.627,70
|
|
70
|
NIENT'ALTRO
CHE NOI!
|
€
17.848,25
|
|
71
|
LA
FABBRICA DEI TEDESCHI
|
€
16.395,50
|
|
72
|
IL
PRIMO GIORNO D'INVERNO
|
€
16.278,50
|
|
73
|
DIARI
|
€
13.950,68
|
|
74
|
SE
CHIUDI GLI OCCHI
|
€
12.255,50
|
|
75
|
IL
SOGNO NEL CASELLO
|
€
10.756,50
|
|
76
|
RUMORE
BIANCO
|
€
8.781,25
|
|
77
|
LA
CANARINA ASSASSINATA
|
€
7.468,00
|
|
78
|
ARIA
|
€
6.907,98
|
|
79
|
QUELL'ESTATE
FELICE
|
€
5.724,50
|
|
80
|
IL
SOL DELL'AVVENIRE
|
€
5.521,50
|
|
81
|
VALZER
|
€
5.092,00
|
|
82
|
BEKET
|
€
5.055,50
|
|
83
|
IMPOTENTI
ESISTENZIALI
|
€
4.437,00
|
|
84
|
IL
SOFFIO DELL'ANIMA
|
€
4.181,00
|
|
85
|
POLVERE
|
€
3.002,10
|
|
86
|
UN
ATTIMO SOSPESI
|
€
2.821,50
|
|
87
|
STARE
FUORI
|
€
2.534,00
|
|
88
|
TUTTI
INTORNO A LINDA
|
€
2.091,90
|
|
89
|
LA
PERFEZIONISTA
|
€
2.088,20
|
|
90
|
PUCCINI
E LA FANCIULLA
|
€
1.843,00
|
|
91
|
IL
PUGILE E LA BALLERINA
|
€
1.450,00
|
|
92
|
ZOÈ
|
€
1.117,50
|
|
93
|
IO
RICORDO
|
€
1.001,00
|
|
94
|
CINEMA
UNIVERSALE D'ESSAI
|
€
973,00
|
|
95
|
LE
COSE IN TE NASCOSTE
|
€
862,50
|
|
96
|
LA
FONTANA DI MORÙ
|
€
702,00
|
Quest’anno
che nemmeno il cine-panettone “Natale
a Rio” riesce a conquistare il podio di film più visto dell’anno
per il cinema italiano tira una brutta aria. Dopo due anni di trionfo, con
una quota di mercato in costante aumento, i primi sei mesi del 2009
invertono la rotta. Mentre il settore cinema è leggermente in calo (un
segno meno pari al 2% corrispondente a circa un milione di biglietti in
meno), ma di questi tempi in cui la contrazione dei consumi e sotto gli
occhi e nelle tasche di tutti il risultato può considerarsi ampiamente
positivo, è la quota del cinema italiano a subire una forte discesa:
dal 32% al 24,2%. Un 8% che finisce nel bottino, già cospicuo, delle
produzioni americane. Gli Stati Uniti, infatti ,in parallelo aumentano la
propria quota di mercato raggiungendo il 63%. Cosa è successo a 4,6
milioni di spettatori che nella scorsa stagione avevano scelto titoli
nazionali? Cosa è cambiato? Cosa non ha funzionato?
Gli esperti del settore imputano la preoccupante sconfitta
all’insuccesso del filone giovanilistico. Se, infatti, l’anno scorso
“Scusa ma ti chiamo amore”, “Parlami d’amore” e “Come tu mi
vuoi” avevano funzionato molto bene, quest’anno il primo titolo
“gggiovane” è “Questo
piccolo grande amore”, di Riccardo Donna, all’ottavo posto con
neanche 4 milioni di euro di incasso. Per non parlare del risultato sotto
le attese di “Iago” di
Volfango De Biasi e del completo fallimento di “Albakiara
– il film” di Stefano Salvati e “Un
gioco da ragazze” di Matteo Rovere, tutti film sostenuti da una
distribuzione massiccia che però hanno raccolto molti meno frutti del
previsto. È andata meglio con “Generazione
1000 euro”, ma dall’incrocio di Massimo Venier tra commedia
generazionale e riflessione sul precariato era lecito attendersi qualcosa
di più (e non solo a livello di incassi). Purtroppo nella stagione in
corso nemmeno il cinema d’autore ha funzionato. Non c’è stato un
titolo forte come “Gomorra” l’anno scorso, o anche “Il divo”,
opere capaci di parlare a un pubblico ampio senza per forza cedere agli
“ismi” di chi si chiude nel proprio ego. Film d’autore (definizione
sempre più ambigua) capaci di comunicare. La prima opera a livello di
incassi, in tal senso, si può considerare “Come
Dio Comanda” di Gabriele Salvatores, che però non beneficia
probabilmente dell’uscita natalizia (e, dispiace dirlo, è assai poco
riuscito). Così come si attendevano incassi più alti anche per “Due
partite” di Enzo Monteleone, “Questione
di cuore” di Francesca Archibugi, “Fortapàsc”
di Marco Risi, “Giulia non esce
di sera” di Giuseppe Piccioni e “Vincere”
di Marco Bellocchio, per cui ha forse inciso l’assenza di riconoscimenti
ottenuti al Festival di Cannes dove era presentato in concorso. Anche il
beniamino del pubblico Ferzan Ozpetek pare avere Saturno ancora contro: il
suo “Un giorno perfetto”
raccoglie fischi al Festival di Venezia e molti meno spettatori del
previsto, dopo una partenza discreta, nelle 400 e passa sale in cui è
distribuito.
A tirare la carretta sono sempre le commedie, i comici, la pura evasione.
Anche in questo senso, però, in calo rispetto all’anno scorso, forse
perché non se ne può davvero più del cliché italico per cui tutto
finisce per ridursi a storie di corna o alla risoluzione di dubbi atavici
tipo “È meglio la bionda oppure la bruna?”. Comunque sia, se il
cine-panettone “Natale a Rio” è addirittura in aumento, il cine-cocomero “Un’estate
ai Caraibi” non riesce a risollevare le sorti di un’estate più
povera di titoli che mai (e non solo italiani) e, pur guadagnando
posizioni nella classifica, cala vistosamente rispetto ai 5 milioni di
euro incassati l’anno scorso dall’analogo “Un’estate al mare”.
Anche Vincenzo Salemme con “No
problem” perde un terzo del pubblico rispetto all’exploit
dell’anno scorso con “Sms – sotto mentite spoglie”. Così come
Massimo Boldi che, con “La
fidanzata di papà” e l’ubiqua Simona Ventura, perde per strada 3
milioni di euro. “I mostri oggi” di Enrico Oldoini, nonostante l’uscita monster
(più di 400 sale), si rivela un vero e proprio flop, così come il
ritorno di Jerry Calà con “Torno
a vivere da solo”.
A salvare il botteghino sono anche Aldo, Giovanni e Giacomo con “Il
cosmo sul comò”, comunque lontani dalle vette del passato, Giovanni
Veronesi con “Italians”, in cui il trio Castellitto/Scamarcio/Verdone (e
probabilmente il titolo fortemente nazionalista) attirano le masse, e
Fausto Brizzi che con “Ex”
abbandona notti, esami e fotocopie per addentrarsi con successo nella
commedia corale. Pupi Avati raddoppia e ottiene consensi da critica e
pubblico sia con “Il papà di
Giovanna” (forte anche del traino della Coppa Volpi conquistata da
Silvio Orlando al festival di Venezia) che con “Gli
amici del bar Margherita”. Tra i pochi exploit, senza superlativi
comunque a livello di incassi, due film di cui è protagonista Luca
Argentero. “Diverso da chi?”
e “Solo un padre” riescono
infatti a ritagliarsi uno spazio nel pubblico grazie al tentativo
(riuscito?) di disancorarsi dalla comicità pura e dal filone
giovanilistico. In proporzione molto maggiore il successo, forse perché
inatteso e insperato, di “Pranzo
di Ferragosto”, presentato a Venezia nella sezione “La Settimana
della Critica”: uno dei rari casi di lunga tenitura (una ventina di
settimane ad andamento costante o addirittura crescente) in cui la
Fandango ha dovuto progressivamente aumentare il numero delle copie
distribuite per soddisfare le richieste degli esercenti. A essere premiato
dal passaparola è anche la commedia di Giulio Manfredonia “Si
può fare” che acquista credibilità e spettatori lungo il cammino.
Tra i super-flop, invece, considerando gli sforzi distributivi, oltre ai
già citati, anche “Il passato è
una terra straniera” di Daniele Vicari e con Elio Germano (non il
suo anno questo a livello di incassi) che 01 Distribution lancia a fine
ottobre in ben 178 sale, l’instant-movie a episodi “Feisbum – il film” con 190 sale a disposizione e “L’ultimo
Crodino”, con l’inedita accoppiata Ricky Tognazzi/Enzo Iacchetti,
che debutta a fine marzo al 17° posto in 101 sale con la sconsolante
media per sala di 500 euro. Non decolla nemmeno uno dei rari tentativi di
parodia, nel caso specifico del filone giovanilistico: “Ti
stramo - Ho voglia di un'ultima notte da manuale prima di tre baci sopra
il cielo” di Pino Insegno viene distribuito dalla Mikado in 105
sale, ma non attecchisce.
Grande assente, ancora una volta e sempre di più, il cinema di genere:
due horror che non lasciano traccia (“Imago
Mortis” e “Visions”)
e null’altro.
Agli altri non restano che le briciole delle briciole.
Ovviamente il calo vistoso degli incassi e della quota di mercato del
cinema italiano fa discutere gli operatori del settore che evidenziano
almeno tre motivi nella disaffezione dello spettatore nostrano: un calo
delle sale destinate al cinema di qualità e uno spostamento sempre più
in disequilibrio verso la programmazione quasi esclusivamente commerciale
dei multiplex; la scarsa fantasia e i bassi investimenti nella promozione
dei film e l’irrazionalità delle uscite, con concentrazioni pericolose
di titoli rivolti allo stesso target di pubblico.
Per avere un’idea della crisi in cui versa la nostra cinematografia
basta confrontare gli incassi dei primi 30 film presenti in classifica
quest’anno con i primi 30 dell’anno scorso: 127 milioni di euro contro
175 milioni. 50 milioni in meno per il cinema nazionale finiti nelle
tasche dell’industria americana.
Intanto
sul fronte politico i rappresentanti del settore insorgono per
l’esclusione dell’industria dello spettacolo dai provvedimenti
anticrisi. Agis, Anica, Anac, 100Autori evidenziano in un comunicato che
“il Consiglio dei Ministri si è
rifiutato di adottare il decreto di parziale reintegro del pesante taglio
al Fus, Fondo unico dello spettacolo, che avrebbe consentito una
sopravvivenza minima delle attività culturali (teatro, cinema, danza,
opera, musica, circhi e spettacoli viaggianti), pur restando
l'investimento pubblico complessivo dell'Italia il più basso fra quelli
dei paesi sviluppati. Dall’inizio dell’anno sono stati adottati
diversi provvedimenti a sostegno delle imprese in molti settori ma nessuno
nello spettacolo, ignorandone non solo il ruolo di innovazione e
creazione, cruciale in una società avanzata, ma persino il fondamentale
rilievo in termini imprenditoriali e sopratutto occupazionali, mettendo in
ginocchio migliaia di imprese e a repentaglio il futuro di 200 mila
lavoratori del settore”.
Flop,
quasi Flop e Floppissimi
Come l’anno scorso anche per questa stagione
vengono elencati i film che in qualche modo hanno deluso le aspettative
incassando meno del previsto. In alcuni casi il flop è solo nazionale e
si riferisce a film che in altri mercati sono andati molto meglio. Per
altri titoli, invece, il fallimento è totale (sono quelli evidenziati in rosso)
e a ogni latitudine l’accoglienza è stata tremendamente fredda. Lungi
dall’essere oggettiva la classifica è quanto mai opinabile e indicativa
(e per questo presentata in ordine alfabetico).
Da notare l’ingente aumento di titoli in zona flop
rispetto all’anno scorso. Mai come quest’anno, infatti, l’interesse
del pubblico si è concentrato su pochi film lasciandone molti in
sofferenza.
I titoli italiani sono trattati nell’apposita sezione.
|
FLOP
|
|
|
|
|
|
|
|
TITOLO
|
INCASSO
U.S.A
|
INCASSO
NEL MONDO (*)
|
INCASSO
ITALIA
|
BUDGET
|
|
|
AUSTRALIA
|
$49,554,002
|
$211,342,221
|
€ 5.099.052,70
|
$130
million
|
|
|
BABYLON A.D.
|
$22,532,572
|
$72,105,690
|
€ 2.643.761,99
|
$70
million
|
|
|
BATTAGLIA PER LA TERRA 3D
|
$1,644,803
|
n.p.
|
€
222.635,65
|
-
|
|
|
CADILLAC RECORDS
|
$8,195,551
|
$8,349,360
|
€
15.718,50
|
$12
million
|
|
|
CHE
|
$1,497,109
|
$1,733,532
|
|
-
|
|
|
CHE - L'ARGENTINO
|
|
|
€ 2.039.552,03
|
|
|
|
CHE- GUERRIGLIA
|
|
|
€
669.046,35
|
|
|
|
CORSA A WITCH MOUNTAIN
|
$67,172,594
|
$100,236,223
|
€
22.430,40
|
-
|
|
|
CROSSING OVER
|
$455,654
|
$1,037,335
|
€
110.574,51
|
-
|
|
|
DAVANTI AGLI OCCHI
|
$303,439
|
$1,496,862
|
€
291.225,87
|
$13
million
|
|
|
DEATH RACE
|
$36,316,032
|
$74,947,577
|
€
300.986,25
|
$45
million
|
|
|
DISASTRO A HOLLYWOOD
|
$1,090,947
|
$4,815,790
|
€ 1.031.364,60
|
-
|
|
|
EMBER - IL MISTERO DELLA CITTÀ DI LUCE
|
$7,873,007
|
$17,876,661
|
€ 1.200.952,93
|
$55
million
|
|
|
DELGO
|
$694,782
|
$694,782
|
-
|
$40
million
|
|
|
FROST/NIXON - IL DUELLO
|
$18,622,031
|
$27,430,034
|
€
662.773,59
|
$25
million
|
|
|
HOTEL BAU
|
$73,034,460
|
$115,723,658
|
€
74.162,86
|
-
|
|
|
HOUDINI - L'ULTIMO MAGO
|
$5,665
|
$7,756,937
|
€ 1.207.165,21
|
-
|
|
|
IDENTIKIT DI UN DELITTO
|
-
|
$7,114,657
|
€
386.132,76
|
-
|
|
|
IL NOME DEL MIO ASSASSINO
|
$7,498,716
|
$9,595,945
|
€
53.921,80
|
-
|
|
|
IN THE NAME OF THE KING
|
$4,775,656
|
$13,097,915
|
€
27.764,63
|
$60
million
|
|
|
INKHEART - LA LEGGENDA DI CUORE D'INCHIOSTRO
|
$17,303,424
|
$57,490,374
|
€ 2.440.462,73
|
$60
million
|
|
|
JUST FRIENDS - SOLO AMICI
|
$32,619,671
|
$50,817,508
|
€
82.880,45
|
-
|
|
|
LA VITA SEGRETA DELLE API
|
$37,770,162
|
$39,752,558
|
€
12.914,00
|
$11
million
|
|
|
LEZIONI D'AMORE
|
$3,581,642
|
$13,981,595
|
€
255.339,13
|
-
|
|
|
MIRACOLO A SANT'ANNA
|
$7,919,117
|
$9,290,894
|
€ 1.075.706,68
|
$45
million
|
|
|
NEMICO PUBBLICO N. 1 - L'ORA DELLA FUGA
|
-
|
-
|
€
530.592,54
|
-
|
|
|
NEMICO PUBBLICO N.1 - L'ISTINTO DI MORTE
|
-
|
-
|
€
70.369,72
|
-
|
|
|
NON MI SCARICARE
|
$63,172,463
|
$105,173,115
|
€
47.078,35
|
$30
million
|
|
|
PALERMO SHOOTING
|
-
|
-
|
€
117.762,16
|
-
|
|
|
PASSENGERS - MISTERO AD ALTA QUOTA
|
$292,437
|
$4,763,917
|
€
584.245,76
|
-
|
|
|
PIACERE DAVE
|
$11,803,254
|
$50,650,079
|
€ 1.520.691,91
|
$60
million
|
|
|
POSTAL
|
-
|
$146,741
|
€
2.557,15
|
$15
million
|
|
|
PRIDE AND GLORY - IL PREZZO DELL'ONORE
|
$15,740,721
|
$30,694,087
|
€ 1.435.940,63
|
$30
million
|
|
|
RACCONTI INCANTATI
|
$110,101,975
|
$212,425,000
|
€
786.774,98
|
$80
million
|
|
|
RIFLESSI DI PAURA
|
$30,691,439
|
$77,488,607
|
€
360.746,78
|
-
|
|
|
ROCKNROLLA
|
$5,700,626
|
$25,728,089
|
€
311.429,03
|
-
|
|
|
SEX LIST - OMICIDIO A TRE
|
$4,598,506
|
$17,517,983
|
€
455.202,04
|
-
|
|
|
STAR SYSTEM - SE NON CI SEI NON ESISTI
|
$2,778,752
|
$17,416,598
|
€
186.752,14
|
$28
million
|
|
|
STAR WARS: THE
CLONE WARS
|
$35,161,554
|
$68,282,844
|
€
323.114,86
|
-
|
|
|
THE BURNING PLAIN - IL CONFINE DELLA SOLITUDINE
|
-
|
$3,763,760
|
€ 1.309.840,48
|
-
|
|
|
THE ROCKER - IL BATTERISTA NUDO
|
$6,409,528
|
$8,767,338
|
€
288.731,23
|
$15
million
|
|
|
THE SPIRIT
|
$19,806,188
|
$39,031,337
|
€ 2.184.324,27
|
-
|
|
|
THE WOMEN
|
$26,902,075
|
$49,015,144
|
€
871.976,55
|
$16
million
|
|
|
TUTTI INSIEME INEVITABILMENTE
|
$120,146,040
|
$163,733,697
|
€
403.903,15
|
$80
million
|
|
|
UN SEGRETO TRA DI NOI
|
-
|
$2,457,545
|
€
649.708,22
|
-
|
|
|
VALÉRIE - DIARIO DI UNA NINFOMANE
|
-
|
-
|
€
200.386,29
|
-
|
|
|
VERSO L'EDEN
|
-
|
-
|
€
412.593,76
|
-
|
|
|
WATCHMEN
|
$107,509,799
|
$182,735,282
|
€ 2.760.782,43
|
$130
million
|
AUSTRALIA
Doveva essere il “Via col Vento degli antipodi”,
invece ne è uscito un pasticciaccio che ha lasciato scontenti i più.
Flop negli Stati Uniti, dove non arriva a 50 milioni di dollari, si
riscatta nel resto del mondo. L’Italia apprezza, l’Europa anche; il
paese che dà il titolo al film si muove in massa facendo raggiungere al
film di Luhrmann il quarto posto dei film più visti in Australia nel
2008.
BABYLON
A.D.
Uno di quei film partiti con il piede sbagliato che
probabilmente troveranno nuova vita in dvd con l’integrazione di tutto
ciò che la versione per il grande schermo non ha potuto mostrare. Pare
infatti che la Fox abbia imposto tagli (circa 15 minuti) e un montaggio
che stravolge il senso del film così come lo aveva pensato il regista
Mathieu Kassovitz. Nella scontentezza generale, il floppissimo è
soprattutto negli U.S.A. Nel resto del mondo, Italia compresa, la presenza
di Vin Diesel funziona da calamita per il pubblico.
Battaglia per la Terra 3D
Un soggetto
molto simile al prossimo “Avatar” di James Cameron (gli abitanti di un
pianeta chiamato Terra vengono attaccati dagli ultimi sopravvissuti della
razza umana), l’abbinamento computer grafica/stereoscopia, eppure il
fiasco è globale. In patria non basta il doppiaggio di voci famose (Evan
Rachel Wood, Dennis Quaid, Amanda Peet, Brian Cox, Luke Wilson) per
salvare dal disastro. In Italia la Sony, temendo forse di allontanare con
il prezzo maggiorato i pochi volonterosi, non sfrutta la tecnologia 3D in
tutte le sale dove potrebbe. Risultato: al primo week-end (fine maggio
piuttosto caldo occorre sottolineare), 84 mila euro in 117 sale.
CADILLAC
RECORDS
10 copie distribuite dalla Sony in Italia per questo
tuffo nel fermento musicale della Chicago dei Fifties. Inevitabile il flop.
È andata meglio con il pubblico americano, destinatario primario
dell’opera, ma gli spettatori non sono accorsi in massa.
CHE -
L'ARGENTINO + CHE – GUERRIGLIA
Per non snaturare l’anima dell’opera di Steven
Soderbergh e superare il problema della durata dell’intero film (più di
quattro ore) la BIM sceglie di distribuirlo in due tranche. La scelta si
rivela vincente, perché ovunque il film è andato peggio rispetto
all’Italia. Il problema, in questi casi, è però l’uscita della
seconda parte. Il gradimento del numero 1, infatti, almeno stando ai
numeri, non ha premiato il seguito. Se, infatti, “L’argentino”
incassa più di 2 milioni di euro, “Guerriglia”
non arriva a 700 mila euro. Segno che su 3 persone che hanno visto “L’argentino” solo una ha deciso di varcare nuovamente la soglia
del cinema per vedere “Guerriglia”.
CORSA
A WITCH MOUNTAIN
La Disney non punta su questo film per il nostro
paese, discreto successo americano. E, alla luce dei risultati, fa bene.
Senza alcuna promozione arriva in 14 sale a fine maggio conquistando una
sconsolante media per sala di 400 euro.
CROSSING
OVER
Nelle intenzioni doveva essere un incrocio tra
“Crash – contatto fisico” e “Babel”, ma la distribuzione
americana l’ha boicottato facendolo uscire solo in 42 sale e
l’auspicato riscatto europeo non c’è stato. Il tema
dell’immigrazione è evidentemente ancora scottante, oppure sviluppato
in modo meno didascalico altrove, sta di fatto che anche in Italia,
nonostante il cast altisonante e un attore, Harrison Ford, che rischia per
la prima volta nella sua carriera, è passato nell’indifferenza. Certo,
l’assenza di marketing e la notizia che pare sia stato Sean Penn a
chiedere il taglio della sua parte, non hanno di sicuro giovato al magro
risultato.
DAVANTI
AGLI OCCHI
Un soggetto interessante, un regista (Vadim Perelman)
che ha ottenuto un discreto successo con "La casa di sabbia e
nebbia", una star in declino (Uma Thurman), una diva in ascesa (Evan
Rachel Wood). Risultato: 38 sale in Italia, 48 negli Stati Uniti con
incassi molto modesti e allineati. Nella nostra penisola esce a inizio
anno senza che si abbia il tempo di accorgersene e in due settimane è già
fuori scena. Comunque sia l’Italia è il paese europeo, insieme alla
Francia, in cui il film è andato meglio.
DEATH
RACE
Action movie di medio budget (45 milioni di dollari,
comunque, non sono un’inezia), cast senza stelle e un regista
specializzato nel genere (il Paul W.S.Anderson di “Mortal Kombat”). In
Italia il debutto è in 100 sale, ma il misero incasso (165 mila euro e
undicesima posizione) gli sega le gambe. Alla settimana successiva le sale
sono rimaste 17 e la posizione al box office settimanale diventa la
venticinquesima.
DISASTRO A HOLLYWOOD
Ogni tanto esce un film che gioca con i
cliché del mondo del cinema in cui gli attori interpretano se stessi.
Questa volta tocca al veterano Barry Levinson; il cast include il
protagonista Robert De Niro oltre a Sean Penn e Bruce Willis nel ruolo di
se stessi. Il film ha concluso senza particolari clamori il penultimo
festival di Cannes e in America ha avuto una distribuzione piuttosto
limitata (88 sale). In Italia, invece, Medusa lo fa uscire in ben 275
sale. In proporzione magro il bottino ma superiore a quello americano.
L’Italia è comunque il paese al mondo in cui il film ha avuto il
maggiore incasso, il che getta una luce oscura sulle dimensioni del flop
(e sulla lungimiranza della distribuzione italiana). Mai titolo (nella
traduzione italiana), comunque, fu più profetico!!!
EMBER – IL MISTERO DELLA CITTÀ DI LUCE
Doveva essere
l’alternativa natalizia per le famiglie ma non se lo è filato nessuno
nonostante il periodo più generoso dell’anno nei confronti del cinema.
La Eagle Pictures prova a credere nel progetto e, sfidando un debutto non
esaltante in 125 sale a metà dicembre (circa 205 mila euro), per Natale
aumenta il numero delle copie. La concorrenza, però, evidentemente lo
schiaccia e il film mantiene un andamento calante per poi scomparire
definitivamente dalla scena dopo l’Epifania. Non è andata meglio nel
resto del mondo, America inclusa. Considerando l’origine letteraria
(l’omonimo romanzo di Jeanne DuPrau), un cast di livello (tra gli altri
Bill Murray, Tim Robbins, Martin Landau) e l’investimento, un vero e
proprio flop globale. Per capire che non avrebbe funzionato, comunque,
bastava vedere il trailer con un sempre più svogliato Bill Murray che
gioca a fare il sindaco Cole.
DELGO
È il disastro di Natale del mercato americano.
Cartoon distribuito dalla Freestyle Releasing, “Delgo”
è uscito nei cinema statunitensi in ben 2.160 schermi incassando al primo
week-end poco più di 500 mila dollari. Tempo una settimana e il film è
stato smontato ovunque scomparendo dalle sale. E questo nonostante i nomi
famosi al doppiaggio (Jennifer Love Hewitt, Val Kilmer, Burt Reynolds e
addirittura Anne Bancroft nel suo ultimo ruolo), e una storia non certo
originale, ma adatta al target di riferimento, in cui un ragazzo si trova
a dover salvare il mondo dal conflitto tra due popoli in lotta. La batosta
è stata tale che nessun altro paese ha ancora avuto il coraggio di
distribuirlo.
FROST/NIXON
– IL DUELLO
Sconfitto nella notte degli Oscar, non trova
solidarietà nemmeno dal pubblico, a differenza di altri esclusi dal
verdetto dell’Academy (“Il
curioso caso di Benjamin Button” su tutti, ma anche “Il
dubbio” e “Revolutionary
Road”). Forse sono tante 151 sale per un tema così americano, già
ampiamente dibattuto e senza star note al grosso pubblico. Considerevole
calo del 64% alla seconda settimana di programmazione. Alla terza rimane
in sole 27 sale e il verdetto dell’Academy deve ancora arrivare. Meglio,
ovviamente, in patria, ma a livello globale non rientra dei modesti costi
di produzione (25 milioni di dollari lo sono per un film americano).
HOTEL
BAU
L’ondata cinofila contagia i botteghini di tutto
il mondo e il film di Thor Freudenthal ottiene risultati lusinghieri un
po’ ovunque. Da noi uscita limitata a fine febbraio (49 sale), con una
bassa media per sala (721 euro) che sicuramente scoraggia la Universal.
Certo, l’assenza di marketing e l’orribile titolo italiano
(l’originale era “Hotel for Dogs”) hanno fatto la loro parte.
HOUDINI – L’ULTIMO
MAGO
Marciva nei magazzini della Eagle Pictures da un
paio d’anni. Più volte annunciato e poi posticipato, arriva in 187 sale
a fine aprile. Debutto niente male (circa 550 mila euro), ma alla seconda
settimana il calo è del 61%. Evidentemente non premiato dal passaparola,
alla terza settimana resiste in 92 sale ma il calo è ancora consistente
(-52%) e alla quarta esce quasi definitivamente di scena (solo 16 sale
continuano a programmarlo). Un successone, comunque, se paragonato al
disastro negli U.S.A. dove esce in sole due sale per una settimana e
incassa poco più di 5 mila dollari. Meglio dell’Italia fa solo il
mercato spagnolo. Negli altri paesi è fiasco totale.
IDENTIKIT
DI UN DELITTO
Film problematico quello che segna il debutto
americano di Andrew Lau (già responsabile della trilogia “Infernal
Affairs”). Pare che Lau abbia abbandonato il film in fase di montaggio e
sia subentrato Niels Mueller. Sembra anche che i vari rimaneggiamenti
subiti dal girato non siano piaciuti a Richard Gere che ha considerato il
risultato finale troppo morboso e ha pagato a sue spese un nuovo montaggio
più vicino alla visione di Lau. Risultato: circolano due film e due dvd,
uno per il mercato europeo e uno per quello americano, dove, però, sul
grande schermo il film non è mai uscito. In Italia l’uscita estiva lo
penalizza; nel mondo non lascia particolari tracce.
IL NOME DEL MIO
ASSASSINO
Bollato come
l’ennesimo flop di Lindsay
Lohan fin dal suo debutto nelle sale americane (uscita prudenziale in
1.320 sale con un incasso di 3 milioni e mezzo di dollari), arriva in
Italia a inizio settembre. Uscita defilata da parte della Moviemax (solo
22 sale), si mantiene a cavallo tra la sedicesima e la diciottesima
posizione del box-office per poi scomparire definitivamente alla terza
settimana. Non esce nemmeno in tutte le città capofila.
IN THE NAME OF
THE KING
Oramai il
tedesco Uwe Boll ha la nomea di peggior regista del mondo (tra gli altri
“House of the Dead” e “Alone in the Dark”). Nonostante la fama
conquistata sul campo, però, ruestNoonoiesce
ancora a trovare chi lo produce. In Italia il film non supera il 28°
posto. Negli Stati Uniti si trova comunque a disposizione 1.632 sale.
Risultati, ovunque, da dimenticare.
INKHEART – LA
LEGGENDA DI CUORE D’INCHIOSTRO
Doveva essere
il primo di una trilogia dai romanzi di Cornelia Funke (insieme a
Inkspell' e Inkdeath), ma l’insuccesso è stato tale da obbligare la New
Line Cinema ad abbandonare il progetto. Più volte annunciato e poi
posticipato ha subito ritardi anche a causa dello sciopero degli
sceneggiatori. In Italia la Eagle Pictures ci prova mettendogli a
disposizione 270 sale a fine febbraio e in proporzione il film va meglio
da noi che altrove. Forse incide il fatto che sia stato quasi totalmente
girato in Italia, nella zona del Ponente Ligure.
JUST FRIENDS – SOLO
AMICI
Il genere commedia si conferma uno dei più
difficilmente esportabili. E allora perché mettere a disposizione 75 sale
per un film senza star che anche in America non ha fatto scintille? Alla
seconda settimana le sale restano 18, alla terza il film è già fuori
dalle prime cinquanta posizioni.
LA
VITA SEGRETA DELLE API
Dall’omonimo
romanzo di Sue Monk Kidd un melodramma al femminile ambientato nella
Carolina del Sud del 1964 che ha avuto una vita commerciale quasi
esclusivamente negli Stati Uniti. In Italia l’uscita è limitata a 10
città senza alcuna promozione. Inevitabile l’insuccesso.
LEZIONI D’AMORE
Un romanzo acclamato (“L’animale morente” di
Philip Roth), due attori famosi (Ben Kingsley e Penelope Cruz, tra
l’altro la diva spagnola fresca di Oscar al momento dell’uscita del
film), eppure evidentemente la 01 Distribution non crede tanto al film e
lo lancia in soli 33 schermi. La dignitosa media per sala (circa 2.200
euro) non cambia le strategie e il film sonnecchia per qualche settimana
tra la sedicesima e la ventesima posizione del box-office. Non aiuta di
sicuro la banalità del titolo italiano, che allontana anche i lettori del
libro. Ma l’andamento dell’opera di Isabel Coixet delude un po’
ovunque, a cominciare dagli Stati Uniti dove viene distribuito con il
contagocce (solo 142 sale).
MIRACOLO A SANT’ANNA
Comincia subito male: anteprima mondiale
al Festival di Toronto stroncata da Variety che giudica la pellicola con
riserve a causa delle “troppe
storie sul traliccio storico annacquato, non amalgamato“. Il film,
ambientato per lunga parte in Italia (è incentrato sulla tragedia dei
soldati americani che combatterono contro i tedeschi durante la Seconda
Guerra Mondiale nel paesino toscano di Sant'Anna di Stazzema) suscita
perplessità anche in Italia. Chi lo accusa di revisionismo, chi di
rilettura poco fedele dei fatti, chi di americanata. Il pubblico, per una
volta, sembra fidarsi della critica e diserta le sale nonostante
l’uscita massiccia prevista dalla 01 Distribution (263 le sale il primo
week-end di inizio ottobre con 425 mila euro di incasso).
NEMICO
PUBBLICO N. 1 - L’ISTINTO DI MORTE + NEMICO PUBBLICO N. 1 – L'ORA
DELLA FUGA
Il problema dei film a puntate, analogo al “Che”
di Soderbergh, è che se non incassa la prima parte, la seconda non può
che peggiorare. La storia di Jacques Mesrine, il gangster più famoso di
Francia, parte discretamente. La prima parte arriva ai 530 mila euro
complessivi. Fiduciosa la Eagle Pictures che mette a disposizione 178
copie. Più cauta con la seconda parte che viene lanciata in sole 23 sale.
Un divario comunque eccessivo tra i due film. Difficili da memorizzare i
due titoli italiani e totalmente depistante il N.1 presente sia nel titolo
della prima che della seconda parte.
NON MI
SCARICARE
Ancora una commedia americana che in patria ha
funzionato mentre da noi fa cilecca. Debutto disastroso a fine agosto in
ben 100 sale con una media per sala di appena 470 euro. Alla settimana
successiva il film di Nicholas Stoller è già fuori dalle prime cinquanta
posizioni del box-office settimanale. La commedia si conferma decisamente
difficile da esportare.
PALERMO
SHOOTING
Stroncata da più parti, a cominciare dal festival
di Cannes dove è stata presentata in Concorso, l’opera di Wim Wenders
con Giovanna Mezzogiorno esce in 40 sale debuttando al 17° posto del
box-office. Alla settimana successiva è già alla 27esima posizione in
solo 18 sale. Il resto è indifferenza.
PASSENGERS
- MISTERO AD ALTA QUOTA
E intanto Anne Hathaway non azzecca un film. Questo
pasticcio di Rodrigo García, che ambisce al metafisico e arriva
all’insipido, esce in 125 sale negli Stati Uniti e 103 in Italia.
Resiste un paio di settimane in entrambi i paesi con risultati piuttosto
modesti poi scompare nell’oblio da cui proviene. In proporzione,
comunque, incassa più da noi che negli U.S.A.
PIACERE
DAVE
Disastro in patria parzialmente riscattato dai
mercati stranieri. Generosa la 20th Century Fox che in Italia lo
distribuisce in ben 307 copie a fine agosto facendolo balzare subito al 2°
posto dietro al secondo capitolo di Narnia.
POSTAL
Ancora Uwe Boll per un film boicottato un po’
ovunque per la scorrettezza, pare, estrema. Spingere sul pedale
dell’acceleratore del trucido non ha però giovato agli incassi,
globalmente nulli. Negli U.S.A. non è nemmeno uscito. Tanto per restare a
Boll, a quando l’uscita del terribile e disturbante “Seed”?
PRIDE
AND GLORY – IL PREZZO DELL’ONORE
Uno di quei film che se chiedi in giro nessuno sa
che è uscito. Eppure la Eagle Pictures lo ha distribuito a inizio
novembre in 245 sale e il cast include l’accoppiata Edward Norton e
Colin Farrell. Sarà l’anonimato del titolo (sia quello originale che il
sottotitolo italiano), il poster routinario, un marketing poco efficace,
comunque sia gli incassi non sono stati proporzionali al potenziale del
film.
RACCONTI INCANTATI
Grande successo ovunque tranne che in Italia. Adam
Sandler si conferma fiele per il botteghino nostrano, ma la Walt Disney
fiuta l’insuccesso e lo distribuisce solo in un’ottantina di sale. Per
restare a Sandler, è andata meglio alla Sony che con “Zohan” azzarda
221 schermi e arriva quasi a 3 milioni di euro.
RIFLESSI DI PAURA
L’accoppiata Kiefer Shuterland/Alexandre Aja non
convince la critica e non sfonda al botteghino. Quasi ottanta milioni di
dollari nel mondo non sono comunque poca cosa. In Italia la 20th Century
Fox lo lancia in 178 sale ma un debutto sottotono (220 mila euro)
scoraggia ogni ulteriore sostegno e alla seconda settimana il film rimane
in sole 68 sale con un vistoso calo negli incassi pari all’85%. Alla
terza settimana gli schermi restano 3 e alla quarta esce definitivamente
di scena con un bottino complessivo piuttosto magro.
RockNRolla
Poco marketing, assenza di divi, un regista famoso
più che altro per la moglie, un poster che potrebbe essere di un Bond
qualsiasi e un lancio allo sbaraglio da parte della Warner Bros in 138
cinema. Prevedibili gli incassi tiepidi (debutto a fine aprile al 14°
posto), così come la scarsa tenuta (seconda settimana in caduta libera
alla 22esima posizione e terza alla 39esima). Però il titolo è bello!!
SEX LIST - OMICIDIO A TRE
Il triangolo
Ewan McGregor, Hugh Jackman e Michelle Williams fa flop a livello globale.
In Italia la Mikado intorbidisce ulteriormente le acque inserendo la
parola “sex” nel titolo (l’originale “Deception”, cioè
“inganno”, suonava forse troppo sobrio) e ci prova a fine agosto in
208 sale. Debutto soft (208 mila euro) che preclude ulteriori sviluppi
alla durata commerciale del film. Alla settimana successiva schermi
dimezzati e calo del 65% negli incassi. Il resto è oblio.
STAR SYSTEM – SE NON CI SEI NON ESISTI
Un film che
sulla carta, titolo italiano a parte, aveva tutte le caratteristiche per
sfondare: cast di richiamo (tra gli altri, Kirsten Dunst, Jeff Bridges e
la lanciatissima Megan Fox), un’origine letteraria di successo (il
memoriale “Un alieno a Vanity Fair” dell'ex giornalista di Vanity Fair
Toby Young), un appeal modaiolo alla “Il diavolo veste Prada”, un soggetto classicissimo del “pesce fuor d’acqua”, nello
specifico un intellettuale inglese disilluso che odia lo star system e si
ritrova redattore della rivista più alla moda di New York. Risultato:
nemmeno 3 milioni di dollari negli Stati Uniti (nonostante il lancio in
ben 1.750 sale) e neanche 200 mila euro in Italia, con un debutto
disastroso di 120 mila euro in 156 sale. È andata un po’ meglio in
Inghilterra con circa 7 milioni di dollari, ma l’incasso globale è
stato ben lontano dai 28 milioni di dollari di budget.
STAR WARS: THE CLONE WARS
A George Lucas non è bastata una nuova trilogia di
“Guerre Stellari” e ci prova anche con l’animazione, producendo un
film in computer grafica che si colloca tra ”Star Wars Episodio II -
Attacco dei cloni” e “Star Wars Episodio III - La vendetta dei Sith”.
Quasi 200 sale a disposizione, comunque, sono davvero tante e basta il
trailer per capire che solo i patiti oltremisura accorreranno.
THE
BURNING PLAIN - IL CONFINE DELLA SOLITUDINE
Presentato in anteprima mondiale al Festival di
Venezia il debutto alla regia di Guillermo Arriaga con Charlize Theron e
Kim Basinger gode in Italia di una distribuzione generosa (216 sale) che dà
i suoi frutti, pur senza produrre risultati eclatanti. Meglio comunque del
resto del mondo dove il film arriva con il contagocce. In America uscirà
il 17 settembre 2009.
THE ROCKER - IL BATTERISTA NUDO
Uno di quei
film che tutti pensavano andasse bene e invece non ha incassato un soldo.
Peter Cattaneo, che dopo “Full Monty” continua a girare lo stesso
film, ripropone la ricetta a base di risate, malinconia, simpatia e
buonismo ma manca l’approccio trasversale in grado di accontentare un
pubblico ampio. Alle fine risulta troppo ingenuo per i teen-ager ed
eccessivamente adolescenziale per gli adulti. In America debutto in 2.784
cinema al 13° posto con neanche 3 milioni di dollari. In Italia la 20th
Century Fox lo distribuisce in 150 sale con esiti analoghi. Probabilmente
si rifarà nell’home video.
THE SPIRIT
Annunciato con
grande enfasi, con un’uscita day-and-date
il giorno di Natale, si rivela invece uno dei grandi flop delle festività.
Quali le cause? Un trailer orribile, un’apparenza troppo derivativa da
“Sin City”, un ennesimo supereroe di cui pochi sanno qualcosa,
un’inflazione delle graphic novel, una cura per l’immagine che non
trova solide basi narrative. Comunque sia, il fuggi fuggi è generale.
THE
WOMEN
Remake del classico di George Cukor del 1939 si
configura immediatamente come film per signore e non riesce a porsi in
modo trasversale. Il cast nutrito assicura un po’ dappertutto incassi
dignitosi che coprono i bassi costi di produzione, ma l’esito è sotto
le attese. In Italia la Bim lo lancia in 214 sale, che non sono poche. E
poi, visto che di remake si tratta, perché lasciare il titolo in
originale e non sfruttare il richiamo del semplice e oramai entrato nel
mito “Donne”?
TUTTI
INSIEME INEVITABILMENTE
Anche gli americani hanno il loro cine-panettone. La
differenza è che il loro viene esportato in tutto il mondo e ce lo
dobbiamo sorbire in 123 sale; comunque poche rispetto al numero di schermi
destinati ai possibili successi provenienti dagli U.S.A., segno che la
Warner Bros ha fiutato le scarse possibilità del film in un mercato
diverso da quello americano (che ha tributato al film il 73,4% degli
incassi complessivi).
UN
SEGRETO TRA DI NOI
Lanciato come il ritorno di Julia Roberts dopo la
pausa per gravidanza gemellare (quando in realtà la Roberts ha un ruolo
da non protagonista), è uno di quei film dallo strano destino destinato a
una scarsa visibilità. Dove è uscito non ha destato interesse, da molte
parti (Stati Uniti inclusi) non è nemmeno uscito. L’Italia è stata
invece generosa grazie a Medusa che gli ha messo a disposizione 174 sale
con risultati, però, deludenti.
VALÉRIE
- DIARIO DI UNA NINFOMANE
La Sony ha tentato la strada dello scandalo, ma i
trafiletti che per un paio di giorni hanno invaso i quotidiani sulla
censura che ha colpito il provocante e provocatorio manifesto del film,
proibito anche in patria (Madrid), non hanno compiuto il miracolo: €
1.150 la media per sala al debutto e 14esima posizione al box-office di
inizio maggio. Situazione che è destinata rapidamente a peggiorare nelle
settimane successive.
VERSO
L'EDEN
Costa-Gravas e Riccardo Scamarcio. Doveva essere la
consacrazione internazionale del divo nostrano, ma già le prime
recensioni dalla Berlinale 2009, dove è stato presentato Fuori Concorso,
non sono incoraggianti. Medusa lo distribuisce a inizio marzo in 179 sale,
ma l’esordio alla dodicesima posizione del box-office è decisamente
sotto tono (circa 245 mila euro). Alla seconda settimana il calo è del
79% e alla terza crolla di un ulteriore 91%.
WATCHMEN
Una volta
risolta la disputa tra Warner Bros. e Fox per i diritti di distribuzione
del film (che rischiava il rinvio dell’uscita), il costoso blockbuster
esce in tutto il mondo ma gli incassi non lo premiamo. In Italia debutta
al 1° posto in 344 sale con numeri bassini (circa un milione e 200 mila
euro) soffiando il podio per pochi euro a “I
Love Shopping” alla seconda settimana di programmazione. Ad attirare
sono la regia di Zack Snyder, dopo i fasti di “300”, e il marketing
massiccio. Ad allontanare, invece, la durata fiume (163 minuti), gli
ennesimi supereroi di cui solo pochi fedelissimi conoscono le gesta, la
parola “graphic novel” nel press-book e un trailer alquanto bolso.
Alla seconda settimana il calo è di un significativo 53% e alla terza più
della metà delle sale abbandonano il gruppetto mascherato al suo destino.
continua... ==>

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