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REPORTAGE
STAGIONE CINEMATOGRAFICA
2007-2008


“È
tutto oro quello che luccica ?”
di
Luca Baroncini
I dati numerici, aggiornati al 27 luglio 2008, sono stati
gentilmente forniti dall’Agis e si riferiscono ai cinema aderenti al
circuito Cinetel, che copre circa l’85% del mercato (ad esclusione dei
dati relativi agli incassi Usa reperiti dal sito “Boxofficemojo”)
Istruzioni per l’uso
È tempo di bilanci per l’industria
cinematografica, con l’analisi dei dati della stagione appena conclusa.
L’ormai consueto reportage si differenzia rispetto agli anni precedenti
per la presenza di alcune pagine in più, che vorrebbero dare una visione
trasversale ai “generi”, e per l’eliminazione di altre, quelle meno
oggettive nelle classificazioni. Inutile, ad esempio, parlare di “primo
week-end” quando ormai, come da moda lanciata oltreoceano, i film non
escono quasi mai il venerdì, ma sono già nelle sale da mercoledì o
giovedì sgonfiando inevitabilmente il dato del week-end (a probabile
beneficio, anche se non è sempre detto, del risultato complessivo,
perché pare che i primi giorni siano determinanti per l’andamento del
film). Non semplice, comunque, accorpare dati che per la loro natura
numerica dovrebbero essere il massimo dell’obiettività e che invece a
seconda di chi li interpreta possono assumere significati e quindi pesi
differenti. Basta pensare che può cambiare tutto solo se si ragiona in
base ad andamento “stagionale”
(come a scuola, da agosto ad agosto), oppure ad anno solare (da gennaio a
dicembre), se i dati vengono commentati mensilmente o con cadenza
trimestrale, oppure magari semestrale. Può essere sufficiente l’andamento
di un film a risollevare il mercato e il fallimento di un atteso
blockbuster ad affossarlo. Cambia tutto, poi, se i numeri vengono diffusi
da chi i film li produce e/o distribuisce (spesso si leggono commenti di
vivo entusiasmo per film che si rivelano veri e propri fallimenti
commerciali) oppure dalle società preposte alla rilevazione di incassi e
spettatori. Quanto scritto nel presente reportage è, quindi, quanto mai
soggettivo. Come sempre mi scuso per eventuali dimenticanze ed omissioni
(magari segnalatele in modo da rendere più completo il reportage in
futuro ed avviare anche un dialogo).
Non mi resta che augurarvi una
piacevole lettura.
·
Dalle stelle…alle stalle
·
Gli incassi per genere: “SEQUEL”
·
Gli incassi per genere: “ANIMAZIONE”
·
Gli incassi per genere: “HORROR”
·
Gli incassi per genere: “3D”
·
Conta ancora l’Oscar per il successo
di un film?
·
Il cinema italiano: bene nonostante
tutto
·
Flop, quasi Flop e Floppissimi
DALLE
STELLE … ALLE STALLE
La situazione della stagione appena terminata si può
considerare complementare alla precedente. I dati relativi al secondo
semestre del 2007 sono infatti assai positivi, mentre i primi sei mesi del
2008 sono all’insegna del segno meno. Questo, in più che rapida
sintesi, l’andamento del periodo 1 agosto 2007 – 31 luglio 2008 ma,
ovviamente, entriamo nel dettaglio e cerchiamo di capire cosa è cambiato
dal 2007 al 2008 e perché. Partendo da una visione macro, il
primo dato significativo viene annunciato con entusiasmo dalle
associazioni di categoria (Anec, Anica, Anem) a fine novembre: dal 1°
gennaio 2007 al 25 novembre 2007 +11,65% in termini di incasso (con
526.613.608 euro) e +11,17% di presenze (con 88.704.361
spettatori). Nel solo mese di novembre gli incassi sono aumentati del
30,50%. Nello stesso periodo la quota di mercato per il cinema
italiano (coproduzioni comprese) è del 27,78%, mentre nel
2006 era del 20,85%. A fine anno il dato è leggermente in calo rispetto
alle previsioni ma sostanzialmente più che positivo: 103,6
milioni di biglietti venduti secondo Cinetel e un dato finale che
oscillerà quindi intorno ai 115 milioni. In termini percentuali, un'aumento del
12,28% rispetto al 2006. I commenti sul “Giornale dello
Spettacolo” sono all’insegna dell’euforia: "È
il miglior risultato degli ultimi venti anni, con la sola eccezione
del 1998, quando per l'effetto “Titanic”,
si raggiunse quota 118 milioni di biglietti. Ma se, allora, del
blockbuster Usa beneficiarono i mercati del mondo intero, oggi l'Italia
segna un risultato positivo ancora più evidente perché in diversi paesi
europei, come Francia, Germania e Spagna, i bilanci del 2007 sono
contrassegnati da un segno meno, e in altri, come l'Inghilterra ma anche
gli stessi Stati Uniti, da una crescita decisamente più contenuta di
quella italiana". Grazie agli ottimi risultati natalizi, il
cinema nazionale chiude l'anno con una quota di mercato superiore al 31%.
Il 2008 parte invece negativo Nei primi tre mesi si registra infatti
una perdita percentuale del 7% con
31,8 milioni di biglietti di
biglietti staccati, 2,4 milioni in meno rispetto al 2007 (solo a marzo uno
sconfortante – 20% nelle presenze che si replica anche a maggio).
Allargando il confronto ai primi cinque mesi del 2008, la percentuale
negativa sale al -9,3%. Grazie al successo di alcuni titoli
in uscita a fine maggio (“Gomorra”,
“Il divo”, “Indiana
Jones e il regno del teschio di cristallo”,
“Sex and the City”) i dati
migliorano considerando il primo semestre nella sua globalità, ma
il segno meno permane con un – 6%. Tra le motivazioni, c’è chi
sottolinea i soliti aumenti della pirateria e del download illegale dalla
rete, la presenza di molti titoli ma di pochi film effettivamente forti
come nelle stagioni precedenti, l’irrazionalità nelle uscite, ma sono
in tanti a pensare che la congiuntura negativa dei mercati finanziari, con
una situazione economica prossima alla recessione, sia il motivo primario
della contrazione degli incassi. In una situazione di crisi, a rimetterci
sono i beni non di prima necessità, quindi gli svaghi in primis. Anche
se, forse, quando tutto è nero il cinema potrebbe essere una boccata d’ossigeno,
una via di fuga, forse l’unica possibile, al grigiore imperante. In
attesa di vedere se l’arte ci salverà, perlomeno lo spirito, entriamo
ancora più nel dettaglio analizzando brevemente l’andamento dei singoli
mesi (eventuali percentuali in incremento o decremento sono, ovviamente,
in relazione ai dati della stagione precedente):
- estate 2007:
segno più grazie all’uscita in luglio di “Harry Potter e l’Ordine della Fenice” che ottiene un risultato analogo o
superiore rispetto agli altri capitoli usciti nel periodo invernale; al di
là del maghetto, però, il vuoto: l’effetto traino latita e a
richiamare sono ancora una volta le anteprime;
- settembre 2007:
+ 6% grazie soprattutto allo straordinario successo di due film di
animazione: “Shrek Terzo” e “I Simpson – il film”. Il cinema italiano, invece, boccheggia; a
sorpresa, tra i film nostrani presentati al Festival di Venezia scala il
botteghino “La ragazza del lago”, mentre “Il dolce e l’amaro” e “L’ora di punta” non raggiungono il milione di euro e “Nessuna qualità agli eroi” viene più volte annunciato e poi
definitivamente rimandato al 2008 (ma gli incassi saranno magri anche
allora);
- ottobre 2007:
dopo una stagione di stallo è l’animazione a trionfare; continuano la
loro corsa “Shrek Terzo” e “I Simpson – il film” e debutta fortissimo “Ratatouille”,
per tre settimane in testa al box-office; risultati superiori alle
previsioni per l’italiano “SMS –Sotto
Mentite Spoglie” di Vincenzo
Salemme. Non strafà “Michael Clayton”;
- novembre 2007:
l’uscita in anticipo sui tempi del primo cine-panettone natalizio (“Matrimonio alle Bahamas”) scalda il botteghino e prepara il terreno
a De Sica e Pieraccioni; buono il riscontro del pubblico anche per “Come tu mi vuoi”, che segna il ritorno della coppia Vapodiris/Capotondi dopo “Notte
prima degli esami”; trova riscatto in Italia “Lo spaccacuori” con Ben Stiller, fiasco in U.S.A.;
- dicembre 2007: un mese da record con
un incremento del 14,5% rispetto al Natale 2006 e
del 2,3% rispetto al 2005. (vedi articolo relativo)
- gennaio 2008: come ogni anno il post
Natale segna un calo fisiologico e, come ogni anno, nella sfida De Sica /
Pieraccioni è quest’ultimo a dominare il week-end della Befana; il
titolo forte del mese è però “Io
sono leggenda”, che conferma il successo d’oltreoceano, mentre gli
italiani ottengono buoni risultati grazie a “L’allenatore
nel pallone 2”, “Bianco e
Nero” e “Scusa ma ti chiamo
amore”. Il consueto appuntamento con l’horror di inizio anno non
è più con la saga di “Saw” (grosso errore spostare un appuntamento
ormai consolidato), ma con il nuovo “Halloween
– The Beginning” di Rob Zombie;
- febbraio 2008: sono i titoli italiani
a tirare il mercato (“Scusa ma ti
chiamo amore”, “Caos Calmo”,
“Parlami d’amore”), ma
manca un blockbuster americano di successo; risultato: una diminuzione
pari a circa il 7% nelle presenze e negli incassi;
- marzo 2008: perdita di presenze pari
al 20% nonostante l’ottimo debutto di “Grande,
grosso e … Verdone”, ma il confronto risente di un marzo 2007
segnato dal successo stellare di “Ho voglia di te” e “300”;
- aprile 2008: ancora fuga di spettatori
con risultati inferiori alle attese per quasi tutti i film in uscita (l’eccezione
è “Il cacciatore
di aquiloni”), sia italiani (“Tutta
la vita davanti”, “Amore,
Bugie e Calcetto”, “Non
pensarci” ), che stranieri (“Juno”,
“The Eye”, “Shoot’em Up”, “Ortone e
il mondo dei Chi”);
- maggio 2008: sempre peggio, con -20%
negli spettatori; discreto ma non ottimo il debutto di “Iron Man”, pessimo, invece, quello di “Speed Racer”; male anche “Tutti
pazzi per l’oro” e peggio del previsto l’italiano “Gli ultimi della classe”; parte bene, invece, e proseguirà
meglio, “Gomorra”;
- giugno 2008: ancora segno meno (-4%),
ma un miglioramento delle percentuali grazie all’uscita di alcuni titoli
di successo: “Il divo”, “Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo”, “Sex and the City”, “E venne il giorno”, “L’incredibile Hulk”. “Gomorra”
procede inarrestabile la sua marcia. Il dato è comunque positivo se si
considera che tra le congiunture negative, oltre all’aggiunta del caldo,
da sempre nemico delle sale cinematografiche, ci sono stati anche gli
Europei di calcio;
- luglio 2008:
i dati saranno disponibili solo da agosto, a reportage pubblicato, ma
sembra che il botteghino continui a languire, almeno fino all’uscita del
“sesto” Batman; è comunque la prima estate con uscite regolari e
abbastanza di richiamo ogni week-end (“Un’estate al mare”, “Wanted – scegli il tuo destino”, “Agente Smart – Casino totale”, “Hellboy – The Golden Army”, “Funny Games”).
La politica delle anteprime pare quindi definitivamente tramontata, ma i
risultati, considerando gli elevati investimenti, non sembrano soddisfare
completamente. Grande il riscontro, dicevamo, per “Il cavaliere oscuro”, che in America furoreggia e in Italia,
considerando il periodo, parte più che bene (700 mila euro nel primo
giorno di programmazione, mercoledì 23 luglio, e quasi due milioni di
euro nel primo week-end).
Gli
incassi per genere: “SEQUEL”
|
SEQUEL
|
|
|
|
POS
|
TITOLO
|
INCASSO ITALIA
|
|
1
|
NATALE IN CROCIERA
|
€
23.461.775,34
|
|
2
|
SHREK TERZO
|
€
20.240.474,80
|
|
3
|
GRANDE, GROSSO E... VERDONE
|
€
12.932.624,07
|
|
4
|
INDIANA JONES E IL REGNO DEL TESCHIO DI CRISTALLO
|
€
11.419.874,31
|
|
5
|
IL MISTERO DELLE PAGINE
PERDUTE
|
€
8.896.623,39
|
|
6
|
L'ALLENATORE NEL PALLONE 2
|
€
7.647.898,33
|
|
7
|
THE BOURNE ULTIMATUM - IL
RITORNO DELLO SCIACALLO
|
€
4.749.467,95
|
|
8
|
ELIZABETH: THE GOLDEN AGE
|
€
4.486.522,75
|
|
9
|
MILANO PALERMO - IL RITORNO
|
€
3.975.802,00
|
|
10
|
STEP UP 2 - LA STRADA PER IL SUCCESSO
|
€
3.761.139,51
|
|
11
|
JOHN RAMBO
|
€
3.709.247,85
|
|
12
|
DIE HARD - VIVERE O MORIRE
|
€
3.298.268,60
|
|
13
|
IL CAVALIERE OSCURO
|
€
3.160.337,28
|
|
14
|
SAW IV
|
€
2.783.903,71
|
|
15
|
HALLOWEEN: THE BEGINNING
|
€
2.319.707,33
|
|
16
|
HELLBOY - THE GOLDEN ARMY
|
€
2.005.819,18
|
|
17
|
RESIDENT EVIL: EXTINCTION
|
€
1.944.111,10
|
|
18
|
ALIENS VS PREDATOR 2
|
€
888.311,97
|
|
19
|
ALLA DERIVA - OPEN WATER 2
|
€
562.208,70
|
|
20
|
L'ETA' BARBARICA
|
€
535.998,45
|
|
21
|
28 SETTIMANE DOPO
|
€
503.844,05
|
|
22
|
RUSH HOUR - MISSIONE PARIGI
|
€
361.563,70
|
|
23
|
BOOGEYMAN 2 - IL RITORNO DELL'UOMO NERO
|
€
310.650,70
|
|
24
|
I GUARDIANI DEL GIORNO
|
€
13.090,60
|
Quasi
invariato il numero dei sequel usciti nel corso della stagione, a conferma
che “ri-tentare non nuoce”, perlomeno al botteghino (alla fantasia
inevitabilmente di più!). Inossidabile l’accoppiata Neri Parenti/Christian
De Sica al vertice della classifica con un risultato pressoché identico
al 2007 per il brand “Natale a …”. Pare che il prossimo anno sarà
la volta di Rio e ci sono tutti i presupposti per un ennesimo successo. La
domanda è: fino a quando? Sarà il pubblico, ovviamente, a decidere! Per
restare al cinema italiano, sono aumentati notevolmente i seguiti, o
riesumazioni che dir si voglia, per cercare di acchiappare il pubblico. È
andata molto bene a Carlo Verdone “(Grande,
grosso e…Verdone”), bene a Lino Banfi (“L’allenatore
nel pallone 2”), e discretamente a Claudio Fragasso con Raoul Bova,
Giancarlo Giannini e Ricky Memphis (“Milano
Palermo – il ritorno”). Prevedibile, ma non scontato, l’esito di
“Shrek Terzo” dopo che il
secondo capitolo aveva entusiasmato sia il pubblico che la critica.
Difficilmente si replicherà a questi livelli nel 2010 con “Shrek goes
Fourth” vista la poca riuscita del terzo episodio, ma non è detto; del
resto anche “Shrek” è ormai un brand spendibile con facilità.
Discorso analogo per l’atteso ritorno di Indiana Jones (“Indiana
Jones e il regno del teschio di cristallo”), anche se c’è da
pensare che se fosse stato pure bel film forse il pubblico sarebbe stato
ancora più numeroso, mentre il passaparola non lo ha premiato. Per
restare ai blockbuster americani, supera addirittura il modello “Il
mistero delle pagine perdute” (“Il mistero dei Templari” si era
fermato a 7 milioni 900 mila euro nel 2005) beneficiando probabilmente
dell’uscita natalizia. Ascesa anche per Jason Bourne che con “Ultimatum”, grazie al tempismo di un provvidenziale cofanetto in
dvd con i due titoli precedenti astutamente accorpati, batte sia “Supremacy”
(€ 3.518.000) che “Identity” (€ 4.448.000). In salita anche il
pubblico per Cate Blanchett ancora una volta nei panni di Elisabetta I (“Elizabeth
- The Golden Age”) e stabile
invece quello per “Step Up”, fenomeno per lo più
adolescenziale. Poco il clamore per il ritorno del veterano John McClane/Bruce
Willis (forse per vergogna, chissà, il numero 4 non compare nel titolo,
il semplice “Die Hard - Vivere o morire”) e battuta d’arresto
per Sylvester Stallone. Il nuovo “John Rambo” incassa
infatti poco più della metà del nuovo “Rocky”, replicando l’andamento
del mercato americano (ma si riscatta a livello internazionale superando
comunque i 110 milioni di dollari). Passando a uno dei generi più
soggetti a sequel, l’horror, se la cavano, pur senza strafare, sia “Saw”
che “Halloween” e “Resident
Evil” (meno “28 settimane dopo” e “Boogeyman 2”),
mentre “Aliens vs Predator 2” non raggiunge il milione di euro,
ma il risultato internazionale, considerando che si tratta del sequel di
una contaminazione (leggi doppia furbata), è di ben 128 milioni di
dollari, con quasi il 70% dell’incasso derivante dai mercati
internazionali e solo il 30 da quello americano. Il terzo episodio di “Rush
Hour”, come i primi due del resto, passa nella totale indifferenza
(la domanda è: perché, allora, farlo debuttare in ben 132 sale?), mentre
“I guardiani del giorno”, seguito de “I guardiani della notte”,
non regge più di una settimana tra le prime cinquanta posizioni,
debuttando in 20 sale a uno sconsolante 26° posto. Più che discreto l’andamento
di “Hellboy – The Golden Army”, che in appena due settimane,
estive tra l’altro, doppia il prototipo. Ottimo invece il debutto
italiano de “Il cavaliere oscuro”, sesto bat-film e secondo con
Christopher Nolan in regia, anche se difficilmente replicherà il trionfo
americano. L’Italia, infatti, sembra essersi un po’ stancata dei
supereroi americani e non accorre più in massa (vedi i risultati positivi
ma non eclatanti di “Iron Man” e “L’incredibile
Hulk”).
Per concludere, un breve commento su due falsi sequel. “Open Water 2”
è un film tedesco (titolo originale “Alla deriva”, usato come
didascalia nel titolo italiano) che non ha nulla a che vedere con l’originale
americano “Open Water”. E “L’età
barbarica” ha in comune con “Le invasioni barbariche” solo il
nome del regista (Denys Arcand). Il titolo originale è infatti “L'Âge
des ténèbres”, cioè “L’età delle tenebre” ed è solo grazie ai
“prodigi” della distribuzione che sia il cartellone che il titolo
richiamano il grande successo di critica e pubblico del 2003.
Gli
incassi per genere: “ANIMAZIONE”
|
ANIMAZIONE
|
|
|
|
POS
|
TITOLO
|
INCASSO ITALIA
|
|
1
|
SHREK TERZO
|
€
20.240.474,80
|
|
2
|
RATATOUILLE
|
€
17.473.000,60
|
|
3
|
I SIMPSON - IL FILM
|
€
16.204.840,35
|
|
4
|
COME D'INCANTO
|
€
6.875.191,13
|
|
5
|
BEE MOVIE
|
€
6.195.558,53
|
|
6
|
WINX CLUB - IL SEGRETO DEL REGNO PERDUTO
|
€
4.620.651,60
|
|
7
|
ALVIN SUPERSTAR
|
€
3.910.399,34
|
|
8
|
LA LEGGENDA DI BEOWULF
|
€
3.446.532,40
|
|
9
|
ORTONE E IL MONDO DEI CHI
|
€
2.236.690,95
|
|
10
|
SURF'S UP - I RE DELLE ONDE
|
€
1.491.708,80
|
|
11
|
PERSEPOLIS
|
€
1.150.182,13
|
|
12
|
CENERENTOLA E GLI 007 NANI
|
€
868.850,23
|
|
13
|
KEN IL GUERRIERO - LA LEGGENDA DI HOKUTO
|
€
501.533,87
|
|
14
|
UIBÙ - FANTASMINO FIFONE
|
€
390.121,80
|
|
15
|
IMPY E IL MISTERO DELL'ISOLA MAGICA
|
€
104.286,63
|
|
16
|
NIGHTMARE BEFORE CHRISTMAS-3D
2007
|
€
65.175,86
|
|
17
|
UNDERDOG - STORIA DI UN VERO SUPEREROE
|
€
47.702,17
|
|
18
|
BENTORNATO PINOCCHIO
|
€
22.687,40
|
|
19
|
AMICI NEMICI LE AVVENTURE DI GAV E MAI
|
€
10.837,95
|
Dopo un anno in sordina, l’animazione
torna non solo a grandi numeri, ma anche a dominare la classifica globale
dei film più visti della stagione. Basta pensare che la somma dei 18 film
di animazione usciti tra agosto 2007 e luglio 2008 raccoglie quasi 86
milioni di euro contro i poco più di 40 milioni dei 21 titoli della
stagione precedente. Un risultato davvero eccezionale, quindi, dovuto
essenzialmente al clamoroso successo di tre film: “Shrek
Terzo”; “I Simpson - il
film” e “Ratatouille”.
Prima di passare agli altri titoli della classifica, occorre fare una
precisazione. Non è sempre facile incasellare un film in un “genere”,
perché spesso la contaminazione rende difficile la decisione.
Solitamente, però, il problema non si pone con l’animazione. È infatti
la tecnica utilizzata a imporre la scelta. Beh, mai come quest’anno
anche l’animazione ha comportato serie difficoltà. Molti, infatti, i
film a tecnica mista che, per scelta soggettiva, e quindi opinabile, ho
ritenuto opportuno accorpare all’animazione pura. Ecco quindi titoli
come “Come d’incanto”,
successo Disney che comincia a cartoni animati per proseguire in
live-action, oppure come “Alvin
Superstar”, in cui il live-action incrocia la computer grafica,
incredibile successo U.S.A. (217 milioni di dollari) che non passa
inosservato nemmeno da noi. Molto più sfumato il consenso per la
produzione tedesca “Uibù –
fantasmimo fifone”, in cui, sempre con tecnica mista, si raccontano
le gesta del fantasma Uibù, celebre soprattutto in Germania, incapace di
spaventare i visitatori del castello in cui vaga perché molto pauroso. L’utilizzo
dell’animazione computerizzata
serve invece per far parlare gli animali in “Underdog - Storia
di un vero supereroe”, ma
la stessa Walt Disney che lo distribuisce sembra non crederci troppo e
infatti lo fa uscire in appena 15 sale. Diverso il discorso per “La
leggenda di Beowulf”. Come in “Polar Express”, dello stesso
Zemeckis, la tecnica utilizzata è il “performance capturing”,
un'evoluzione del "motion capture" che permette, attraverso l’applicazione
di sensori posti sul viso degli attori, di trasformare in pixel
espressioni umane, rendendo di sintesi il mondo reale. Un’evoluzione
della tecnica che ha permesso al film un discreto piazzamento un po’
ovunque, non consentendogli però di rientrare dei debordanti costi di
produzione (budget dichiarato 150 milioni di dollari). A parte i casi
particolari il resto è animazione pura, suddivisa tra bidimensione e
computer grafica. Il film di Natale della Dreamworks, “Bee Movie”, rientra tra questi ultimi e, partito in modo
abbastanza deludente (un milione 250 mila euro nel week-end di Natale in
259 sale), si riprende nelle successive giornate di festa. Meno del
previsto anche per “Winx Club -
il segreto del regno perduto”. Uscito a fine novembre in 532 sale il
film di Iginio Straffi perde presto terreno e arriva alle festività
natalizie già a fine corsa. Maggiore, però, la delusione per “Ortone
e il mondo dei Chi”. I film tratti dalle opere del Dr. Seuss,
scrittore e vignettista famosissimo soprattutto negli Stati Uniti (“Il
Grinch”, “Il gatto e il cappello matto”), sono forse troppo legati a
un immaginario lontano dal nostro per aprirsi un varco di interesse e il
flop italiano di Ortone lo conferma. Non sfonda nemmeno “Surf's
Up - i re delle onde”, ma dopo “Madagascar”, “La marcia dei
pinguini” e “Happy Feet” il mercato pare davvero saturo di film con
pinguini protagonisti. Significativo il risultato ottenuto da “Persepolis”
di Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud, dimostrazione di come l’animazione
non sia per forza destinata a un pubblico infantile. L’estate porta
fortuna a “Ken
il Guerriero - La leggenda di Hokuto”, versione cinematografica
della celebre saga televisiva trasmessa negli anni Ottanta, che ottiene un
risultato di tutto rispetto; un po’ meno alla produzione tedesca “Impy
e il mistero dell'isola magica”, nonostante le 131 sale a
disposizione. Nella parte bassa della classifica troviamo poi l’ennesimo
tentativo di prendersi gioco delle favole (“Shrek” ha davvero fatto
scuola) con la co-produzione tra U.S.A. e Germania “Cenerentola
e gli 007 nani”, inizialmente previsto in 2D ma poi realizzato in
tridimensione. Chiudono la classifica “Nightmare
Before Christmas-3d 2007”, il classico di Tim Burton in edizione 3D,
penalizzato dalla necessità di attrezzature adeguate agli elevati
standard tecnologici richiesti per la proiezione tridimensionale e quindi
distribuito in solo 7 sale e “Bentornato
Pinocchio”, produzione italiana di Orlando Corradi distribuita dalla
Moviemax in 42 cinema a metà novembre con una media per sala, nel
week-end di debutto, di neanche 350 euro. Fanalino di coda è invece un
piccolo gioiellino dal Giappone: “Amici
nemici le avventure di Gav e Mai” di Gisaburo
Sugii, “ucciso” da un’uscita senza alcuna promozione in piena
caldana ferragostana e ad orari prevalentemente pomeridiani. La
conflittuale amicizia tra un lupo e una capretta merita senz’altro un
recupero. Inutile dire che con appena un po’ di marketing il risultato
avrebbe potuto essere di tutt’altra specie.
Gli
incassi per genere: “HORROR”
|
HORROR
|
|
|
|
POS
|
TITOLO
|
INCASSO ITALIA
|
|
1
|
1408
|
€
3.729.690,45
|
|
2
|
SAW IV
|
€
2.783.903,71
|
|
3
|
30 GIORNI DI BUIO
|
€
2.481.799,41
|
|
4
|
HALLOWEEN: THE BEGINNING
|
€
2.319.707,33
|
|
5
|
LA TERZA MADRE
|
€
2.077.260,40
|
|
6
|
RESIDENT EVIL: EXTINCTION
|
€
1.944.111,10
|
|
7
|
REC - LA PAURA IN DIRETTA
|
€
1.376.411,26
|
|
8
|
CAPTIVITY
|
€
1.239.023,26
|
|
9
|
IL NASCONDIGLIO
|
€
1.091.462,30
|
|
10
|
THE HITCHER
|
€
700.164,84
|
|
11
|
GRINDHOUSE - PLANET TERROR
|
€
625.634,90
|
|
12
|
THE EYE
|
€
592.757,51
|
|
13
|
28 SETTIMANE DOPO
|
€
503.844,05
|
|
14
|
CHIAMATA SENZA RISPOSTA
|
€
473.681,16
|
|
15
|
LE MORTI DI IAN STONE
|
€
312.534,34
|
|
16
|
BOOGEYMAN 2 - IL RITORNO DELL'UOMO NERO
|
€
310.650,70
|
|
17
|
SEVERANCE - TAGLI AL PERSONALE
|
€
309.995,05
|
|
18
|
LA SETTA DELLE TENEBRE
|
€
207.508,56
|
|
19
|
L'INCUBO DI JOANNA MILLS - THE RETURN
|
€
156.320,23
|
|
20
|
IDENTITÀ SOSPETTE
|
€
88.823,14
|
|
21
|
ROVINE
|
€
50.138,96
|
|
22
|
-2 - LIVELLO DEL TERRORE
|
€
32.373,50
|
|
23
|
BLACK CHRISTMAS
|
€
25.756,00
|
|
24
|
FEED
|
€
24.502,00
|
|
25
|
CHE LA FINE ABBIA INIZIO
|
€
15.843,54
|
|
26
|
BLACK HOUSE
|
€
11.250,50
|
|
27
|
PERFECT CREATURE
|
€
5.510,30
|
|
28
|
IL BOSCO FUORI
|
€
1.599,00
|
L’horror continua a destare
interesse senza particolari picchi. Di nuovo c’è che Jigsaw cede lo
scettro a un film mainstream come “1408”,
tratto da uno dei racconti meno paurosi di Stephen King. Alla quarta
puntata (“Saw IV”), una
delle saghe horror più leali nei confronti dello spettatore (ogni puntata
inizia esattamente dov’era finita la precedente senza stridenti
cambiamenti di stile) comincia infatti a perdere terreno, ma parliamo
comunque di un film dal budget irrisorio che nel mondo ha raggranellato
quasi 140 milioni di dollari. Inevitabile l’arrivo di un quinto
capitolo. Negli U.S.A. l’attesa è alta grazie anche all’uscita di
ogni nuova puntata nel week-end di Halloween, l’Italia ha invece perso l’occasione
di agganciare il pubblico dopo i primi due capitoli usciti a inizio anno,
il terzo a marzo e il quarto a maggio. Spostamenti che rischiano di
disorientare. Per soddisfare la curiosità dei cultori della serie si
ricorda che il maggiore incasso italiano è per il numero 2 con oltre 5
milioni di euro (risultato determinato dalla riuscita del capostipite), a
cui segue il primo episodio con quasi 5 milioni di euro, poi il terzo (3
milioni e 700 mila euro) e infine il quarto (circa 2 milioni e 800 mila
euro). Un trend discendente che continua però a garantire risultati più
che soddisfacenti. Tra gli altri titoli presenti in classifica, ottiene
una posizione di rilievo grazie all’ottimo trailer (il film un po’
meno) “30
giorni di buio”, mentre il classico appuntamento di fine-buonismo
(inizio del nuovo anno dopo le festività natalizie) premia questa volta
Rob Zombie con “Halloween: The Beginning”. Per restare in tema, il periodo di
Halloween, sempre più imposto dai pubblicitari decisi a vendere zucche e
gadget, garantisce risultati dignitosi a “La
terza madre” di Dario Argento, bocciato però dal passaparola (al
secondo week-end il calo al botteghino è del 60%, mentre al terzo il film
è già quasi scomparso dalla programmazione). Altro fulmine (non
sopravvive nemmeno lui al terzo week-end) è il terzo episodio del
video-game-movie “Resident Evil: Extinction”, che conferma però di avere un nutrito
pubblico di affezionati. Diverso il caso di “Rec – la paura in diretta”, per cui il secondo week-end il calo
è contenuto al solo 33%, segno di un riscontro positivo del passaparola.
La Filmauro si dichiara soddisfatta di “Captivity”,
perché in Italia ha
incassato circa 2 milioni di dollari contro i 2 milioni e 627 mila dollari
totalizzati negli Stati Uniti, ma la verità è che il tentativo di
imporre Elisha Cuthbert (baby-star della serie televisiva “24”) come
reginetta horror si è rivelato un fiasco globale. Fiacca anche l’accoglienza
per il ritorno di Pupi Avati all’horror dopo tanti anni di commedie
drammatico/bolognesi/intimiste più o meno riuscite: “Il
nascondiglio”, nonostante una protagonista brava e famosa come Laura
Morante e un discreto riscontro critico, non fa grandi numeri. Tra gli
altri, si segnalano i troppi remake senza alcuna necessità, che si
accontentano di un rapido passaggio nelle sale in attesa di battere
altrettanto rapidamente cassa nell’home video (“The Hitcher”, “The Eye”,
“Chiamata senza risposta”,
“Black Christmas”) e
qualche titolo appositamente predisposto per la canicola estiva giusto per
dire che “il cinema non va in vacanza” (“Rovine”,
“Feed”, “Identità sospette”, “Perfect
Creature”, “Che la fine
abbia inizio”, “Le morti di
Ian Stone”, “-2 – Livello
del terrore”, “Black House”).
Da notare, ed è un discorso trasversale a tutti i generi, come per
aprirsi un varco nell’interesse degli spettatori, con risultati spesso
modesti, sia comunque necessario uscire in un numero di sale elevato,
generalmente tra le 100 e le 200. Tanto per fare un esempio, “The
Hitcher” ha debuttato in 205 sale per un non certo esaltante incasso
di 260 mila euro nel primo week-end. Discorso analogo per il secondo
capitolo di “Grindhouse”, il “Planet Terror” di Rodriguez, che ha prevedibilmente incassato
molto meno dell’”A prova di morte” di Tarantino. La distribuzione di
Medusa ha dimostrato di “provarci” (esordio in 200 sale) ma non di “crederci”
(sale più che dimezzate alla seconda settimana), sicuramente scoraggiata
dal deludente debutto (nemmeno 300 mila euro). Da segnalare, infine, l’ottimo
piazzamento di “Il
bosco fuori” di Gabriele Albanesi. Non in Italia, però, dove non è
stato praticamente distribuito, quanto in Giappone, dove è uscito in
dvd con il titolo “Italian
Chiansaw” piazzandosi subito al decimo posto nella
classifica dei film più venduti.
Gli
incassi per genere: “3D”
Lo si dice già da parecchi anni. Il cinema non è
certo morto, anzi, ma in via di evoluzione. I film restano infatti una
delle forme di svago preferite in Italia e nel mondo, un modo per tuffarsi
in storie di altri, per ritrovare emozioni proprie, cercare se stessi o,
piuttosto, fuggire da se stessi, in un altrove dove tutto, ma soprattutto
l’impossibile, può succedere. Ciò che sta cambiando è il modo di
fruire del viaggio. Come già sottolineato l’anno scorso, forse è
inutile opporsi al progresso che avanza ancorandosi a nostalgie elitarie
(per chi scrive la sala cinematografica resta il modo migliore per vivere
l’esperienza di un film), l’importante è cercare di vedere dove il
mondo si sta dirigendo. E, a quanto pare, il mondo sta andando verso un
cinema che perde la sua dimensione collettiva per farsi esperienza singola
o condivisa con pochi attraverso dvd, di prima e ultima generazione,
download dalla rete, più o meno legali, televisioni via cavo, videofonini,
e tutto ciò che i prodigi della tecnologia renderanno possibile. Per
rendere nuovamente appetibile la sala cinematografica, produttori e
distributori americani stanno pensando di ritornare al passato. In
pratica, il motto è ancora una volta “se
non puoi convincerli, confondili”. Per attirare spettatori nel buio
della sala è necessario che quando calano le luci e lo spettacolo si
accende cominci qualche cosa di impossibile in qualunque altro posto. Ecco
quindi il rilancio dei film in 3-D, quelli che necessitano di appositi
occhiali per provare la sensazione di essere dentro l’immagine
eliminando i rigidi e oggettivi confini della normale pellicola. L’illusione,
molto in voga negli anni cinquanta, basterà per riportare le masse nelle
sale? Mentre l’America si sta attrezzando (è appena uscito l’ennesimo
“Viaggio al centro della terra” in tridimensione), anche il resto del
mondo si sta adeguando. L’Italia è un po’ indietro rispetto agli
altri paesi europei, ma qualcosa si sta muovendo. Già una quarantina di
sale sono attrezzate per le proiezioni in digitale e una ventina anche per
le proiezioni tridimensionali. In questa stagione tre sono i titoli
usciti, o rieditati, con questa tecnica:
|
3D
|
|
|
|
POS
|
TITOLO
|
INCASSO ITALIA
|
|
1
|
U2 3D
|
€
113.855,08
|
|
2
|
NIGHTMARE BEFORE CHRISTMAS-3D 2007
|
€
65.175,86
|
|
3
|
HANNAH MONTANA/MILEY CYRUS:
BEST OF BOTH WORLDS CONCERT TOUR
|
€
30.448,09
|
Non particolarmente significativi i numeri ottenuti,
importanti però per evidenziare la tendenza in atto. Il più visto dei 3
è “U2 3D”, la ripresa del tour Vertigo della celebre band; poi
viene la riedizione dell’ormai classico di Tim Burton “Nightmare
Before Christmas-3d 2007” (gli esiti sono stupefacenti, ma a
soffrirne è la luminosità dei colori). Conclude il trio ancora un
concerto, quello della diva Disney Hannah Montana, protagonista anche di
una serie televisiva che racconta le “gesta” di una ragazzina, di
giorno come tante, di notte regina pop. In America il film “Hannah
Montana/Miley Cyrus: Best of Both Worlds Concert Tour” ha incassato
65 milioni di dollari, nel resto del mondo solo 5, ma, si sa, la Disney sa
essere molto persuasiva …
Conta
ancora l’Oscar per il successo di un film?
|
OSCAR
|
|
|
|
|
|
|
POS
|
TITOLO
|
INCASSO
U.S.A
|
INCASSO
NEL MONDO (*)
|
INCASSO
ITALIA
|
BUDGET
|
|
1
|
RATATOUILLE
|
$206,445,654
|
$621,416,583
|
€ 17.473.000,60
|
$150
million
|
|
2
|
LA BUSSOLA D'ORO
|
$70,107,728
|
$372,234,666
|
€
9.392.718,00
|
$180
million
|
|
3
|
NON È UN PAESE PER VECCHI
|
$74,283,625
|
$160,664,335
|
€
5.760.629,76
|
-
|
|
4
|
THE BOURNE ULTIMATUM - IL RITORNO DELLO
SCIACALLO
|
$227,471,070
|
$442,817,159
|
€
4.749.467,95
|
$110
million
|
|
5
|
ELIZABETH: THE GOLDEN AGE
|
$16,383,509
|
$72,727,655
|
€
4.486.522,75
|
-
|
|
6
|
MICHAEL CLAYTON
|
$49,033,882
|
$92,914,585
|
€
4.243.412,25
|
-
|
|
7
|
SWEENEY TODD: IL DIABOLICO BARBIERE DI
FLEET
STREET
|
$52,898,073
|
$152,518,432
|
€
3.925.494,77
|
$50
million
|
|
8
|
JUNO
|
$143,495,265
|
$229,237,127
|
€
1.933.491,23
|
$7.5
million
|
|
9
|
IL PETROLIERE
|
$40,222,514
|
$76,490,398
|
€
1.669.554,51
|
$25
million
|
|
10
|
ESPIAZIONE
|
$50,927,067
|
$128,092,742
|
€
989.199,90
|
|
|
11
|
ONCE
|
$9,439,923
|
$19,420,176
|
€
411.940,35
|
$150,000
|
|
12
|
IL FALSARIO - OPERAZIONE BERNHARD
|
$5,463,111
|
$17,459,952
|
€
215.912,60
|
-
|
|
13
|
LA VIE EN ROSE
|
-
|
-
|
-
|
-
|
La
risposta è “dipende”. Ci sono infatti titoli che vengono premiati a
sfruttamento nelle sale terminato, altri che trovano nell’ambita
statuetta un rilancio, altri ancora che nonostante il premio ricevuto non
vengono nemmeno distribuiti. Quest’anno il tempismo della distribuzione
è stato provvidenziale per “Non
è un paese per vecchi”, dichiarato dall’Academy “Migliore
Film dell’anno” e vincitore di un totale di quattro Oscar. La
Universal fa infatti uscire il film dei fratelli Coen a ridosso della
premiazione, aumentando il numero delle copie a verdetto deliberato, con
un risultato davvero sorprendente per un film tutt’altro che facile e
hollywoodiano. L’effetto Oscar premia anche, pur con risultati
inferiori, “Il petroliere”
(Daniel Day-Lewis Migliore Attore e Robert Elswit per la Migliore
Fotografia) e “Sweeney Todd:
Il diabolico barbiere di Fleet Street” (Dante Ferretti e Francesca
Lo Schiavo per la Migliore Scenografia), anche se l’accoppiata
Burton/Depp avrebbe comunque destato interesse nel pubblico. Un film per
cui l’effetto Oscar è quasi assente è invece “Juno”,
premiato per la Migliore Sceneggiatura Originale di Diablo Cody,
che nonostante le 239 sale incassa al debutto poco più di 550 mila euro
senza risentire nelle settimane successive degli esiti positivi del
passaparola. C’è da dire che l’Italia è uno degli ultimi paesi al
mondo in cui esce, probabilmente dopo che tutti quelli che erano
incuriositi dal film hanno avuto modo di scaricarlo dalla rete. Analoghe
considerazioni per “Il falsario -
Operazione Bernhard”, primo oscar vinto dall’Austria nella
categoria Migliore Film Straniero. La Lady Film che lo distribuisce
non aumenta il numero di copie dopo la premiazione, lasciando sonnecchiare
il film di Stefan Ruzowitzky nelle retrovie del box-office. “La
Vie En Rose” (Marion Cotillard Migliore Attrice Protagonista)
rientra nella stagione precedente e non viene ri-distribuito dalla Mikado.
Il
cinema italiano: bene nonostante tutto
|
ITALIA
|
|
|
|
POS
|
TITOLO
|
INCASSO ITALIA
|
|
1
|
NATALE IN CROCIERA
|
€
23.461.775,34
|
|
2
|
UNA MOGLIE BELLISSIMA
|
€
20.029.982,74
|
|
3
|
GRANDE, GROSSO E... VERDONE
|
€
12.932.624,07
|
|
4
|
SCUSA MA TI CHIAMO AMORE
|
€
12.665.713,99
|
|
5
|
GOMORRA
|
€
9.849.433,33
|
|
6
|
MATRIMONIO ALLE BAHAMAS
|
€
9.814.547,00
|
|
7
|
L'ALLENATORE NEL PALLONE 2
|
€
7.647.898,33
|
|
8
|
PARLAMI D'AMORE
|
€ 7.477.146,49
|
|
9
|
COME TU MI VUOI
|
€
7.095.174,00
|
|
10
|
CAOS CALMO
|
€
5.360.458,98
|
|
11
|
SMS - SOTTO MENTITE SPOGLIE
|
€
5.279.686,00
|
|
12
|
BIANCO E NERO
|
€
4.929.316,00
|
|
13
|
UN'ESTATE AL MARE
|
€
4.650.182,64
|
|
14
|
WINX CLUB - IL SEGRETO DEL REGNO PERDUTO
|
€
4.620.651,60
|
|
15
|
IL DIVO
|
€
4.384.875,98
|
|
16
|
MILANO PALERMO - IL RITORNO
|
€
3.975.802,00
|
|
17
|
TUTTA LA VITA DAVANTI
|
€
3.858.417,54
|
|
18
|
GIORNI E NUVOLE
|
€
3.800.944,26
|
|
19
|
QUESTA NOTTE È ANCORA NOSTRA
|
€
3.185.600,27
|
|
20
|
LA RAGAZZA DEL LAGO
|
€
2.975.226,89
|
|
21
|
COLPO D'OCCHIO
|
€
2.597.100,26
|
|
22
|
LEZIONI DI CIOCCOLATO
|
€
2.576.354,73
|
|
23
|
LA TERZA MADRE
|
€
2.077.260,40
|
|
24
|
2061 - UN ANNO ECCEZIONALE
|
€
1.825.273,05
|
|
25
|
LA SECONDA VOLTA NON SI SCORDA MAI
|
€
1.729.261,58
|
|
26
|
I VICERÈ
|
€
1.635.107,52
|
|
27
|
NON PENSARCI
|
€
1.405.451,78
|
|
28
|
AMORE, BUGIE E CALCETTO - L'ABC DELLA VITA MODERNA
|
€
1.402.545,34
|
|
29
|
IL NASCONDIGLIO
|
€
1.091.462,30
|
|
30
|
IL MATTINO HA L'ORO IN BOCCA
|
€
961.484,21
|
|
31
|
LA GIUSTA DISTANZA
|
€
949.468,50
|
|
32
|
IL DOLCE E L'AMARO
|
€
937.533,46
|
|
33
|
SCRIVILO SUI MURI
|
€
934.581,10
|
|
34
|
CEMENTO ARMATO
|
€
896.608,80
|
|
35
|
I DEMONI DI SAN PIETROBURGO
|
€
887.887,54
|
|
36
|
GLI ULTIMI DELLA CLASSE
|
€
675.608,38
|
|
37
|
PIANO, SOLO
|
€
666.669,20
|
|
38
|
SANGUEPAZZO
|
€
594.049,26
|
|
39
|
CI STA UN FRANCESE, UN INGLESE E UN NAPOLETANO
|
€
544.664,77
|
|
40
|
L'ANNO MILLE
|
€
492.254,40
|
|
41
|
L'AMORE NON BASTA
|
€
454.158,71
|
|
42
|
LE RAGIONI DELL'ARAGOSTA
|
€
426.885,60
|
|
43
|
LASCIA PERDERE, JOHNNY!
|
€
412.965,30
|
|
44
|
SIGNORINAEFFE
|
€
345.630,27
|
|
45
|
PROVA A VOLARE
|
€
314.508,41
|
|
46
|
IL VENTO FA IL SUO GIRO (E L’AURA FAI SON VIR)
|
€
314.479,65
|
|
47
|
GO GO TALES
|
€
301.432,42
|
|
48
|
LA RABBIA
|
€
262.475,24
|
|
49
|
CARNERA - THE WALKING MOUNTAIN
|
€
259.828,77
|
|
50
|
IL RESTO DELLA NOTTE
|
€
182.330,91
|
|
51
|
SONETAULA
|
€
179.370,74
|
|
52
|
RIPRENDIMI
|
€
176.995,09
|
|
53
|
L'ABBUFFATA
|
€
148.013,60
|
|
54
|
ROSSO MALPELO
|
€
146.321,57
|
|
55
|
L'ORA DI PUNTA
|
€
132.882,40
|
|
56
|
VOGLIAMO ANCHE LE ROSE
|
€
117.435,62
|
|
57
|
FINE PENA MAI
|
€
109.655,80
|
|
58
|
COVER-BOY
|
€
102.644,10
|
|
59
|
RIPARO
|
€
97.622,82
|
|
60
|
BIUTIFUL CAUNTRI
|
€
79.537,38
|
|
61
|
PIACERE, MICHELE IMPERATORE
|
€
75.096,70
|
|
62
|
IL RABDOMANTE
|
€
75.066,00
|
|
63
|
TUTTI FRUTTI
|
€
74.363,40
|
|
64
|
L'UOMO PRIVATO
|
€
73.230,00
|
|
65
|
HOTEL MEINA
|
€
72.529,66
|
|
66
|
NELLE TUE MANI
|
€
57.641,13
|
|
67
|
TUTTO TORNA
|
€
54.122,30
|
|
68
|
FORSE DIO È MALATO
|
€
52.917,26
|
|
69
|
NESSUNA QUALITA' AGLI EROI
|
€
52.427,05
|
|
70
|
HO AMMAZZATO BERLUSCONI
|
€
50.989,52
|
|
71
|
LA VELOCITA' DELLA LUCE
|
€
46.603,40
|
|
72
|
THE MINIS… NANI A CANESTRO
|
€
44.607,70
|
|
73
|
CORAZONES DE MUJER
|
€
41.539,20
|
|
74
|
JIMMY DELLA COLLINA
|
€
39.724,20
|
|
75
|
IL PESO DELL'ARIA
|
€
36.962,60
|
|
76
|
NON C'È PIÙ NIENTE DA FARE
|
€
36.489,98
|
|
77
|
CHIAMAMI SALOMÈ
|
€
36.405,63
|
|
78
|
BASTARDI
|
€
24.066,40
|
|
79
|
CIVICO 0
|
€
24.008,00
|
|
80
|
BENTORNATO PINOCCHIO
|
€
22.687,40
|
|
81
|
CHI NASCE TONDO
|
€
21.534,50
|
|
82
|
ALL'AMORE ASSENTE
|
€
11.612,00
|
|
83
|
ITALIAN DREAM
|
€
7.953,48
|
|
84
|
IL NOSTRO MESSIA
|
€
7.473,50
|
|
85
|
L'ARIA DEL LAGO
|
€
6.425,76
|
|
86
|
SURFIN' TORINO
|
€
3.639,00
|
|
87
|
PAROLE SANTE
|
€
3.241,50
|
|
88
|
ANGELI DISTRATTI - FALLUJAH: APRENDO LE PORTE
DELL'INFERNO
|
€
2.898,00
|
|
89
|
IL BOSCO FUORI
|
€
1.599,00
|
|
90
|
GLI ARCANGELI
|
€
859,00
|
Se
l’anno scorso ci si domandava se per l’Italia fosse vero trionfo,
quest’anno si può tirare, perlomeno a livello economico, un sospiro di
sollievo. I dati numerici, infatti, sono confortanti e anche se il primo
semestre del 2008 ha dati globali in calo, l’Italia sembra difendersi
molto bene.
Le buone notizie cominciano a fine 2007, con una quota di mercato che per
il cinema italiano si attesta intorno a valori superiori al 31%, in
leggero calo rispetto ai picchi di alcuni singoli mesi del 2007, ma segno
di un andamento più che positivo. Per quanto riguarda il I semestre del
2008 i dati complessivi non sono ancora stati elaborati, ma sono già
stati diffusi quelli da inizio anno a fine maggio. Nei primi cinque
mesi del 2008, a fronte di un calo complessivo quantificato in un 6%, diminuisce
anche la quota relativa al cinema italiano, ma in misura
inferiore, solo di un 1,3%, passando dal 34,9% dello stesso periodo
dell’anno scorso al 33,6% attuale. 15.633.000
spettatori per il cinema italiano contro i 17.262.000 dei primi cinque
mesi del 2007. I dati di giugno lasciano ben sperare visto il risultato
straordinario di “Gomorra”, il buon andamento de “Il divo” e l’uscita del cine-cocomero “Un’estate al mare” che sfida il solleone imitando il brand “Vacanze
a …” e riproponendo il modello dei film a episodi della più tipica
commedia all’italiana (il debutto a fine giugno è stato discreto, con
il 1° posto e un milione 300 mila euro, ma le aspettative erano
superiori). Analizzando la classifica italiana, svetta ancora una volta il
cine-panettone natalizio, questa volta un generico “Vacanze
in crociera”, in leggerissimo calo rispetto alle “Vacanze a New
York” (nemmeno 100 mila euro di differenza) ma sostanzialmente stabile,
segno che da metà dicembre all’Epifania l’Italia si muove in blocco
per il rito organizzato da Neri Parenti e Christian De Sica, con buona
pace della critica che continua a restare allibita per la portata del
consenso. Migliora anche Boldi con “Matrimonio
alla Bahamas”, vicino ai 10 milioni di euro rispetto ai poco più di
otto di “Olè” , che gioca d’anticipo uscendo in novembre. Come
sempre anche Leonardo Pieraccioni fa il pieno a Natale con “Una
moglie bellissima” che batte anche un record personale. Non è
infatti il suo maggiore incasso di sempre, ma quello che ha incassato di
più dalla data di uscita (sempre o quasi metà dicembre) al giorno di
Natale. Gli altri risultati superiori ai 10 milioni di euro includono il
ritorno di Carlo Verdone ai personaggi che gli hanno dato la popolarità (“Grande, grosso e … Verdone”),
anche se forse ci si aspettava qualcosa di più (“Il mio miglior nemico”
aveva incassato quasi 19 milioni di euro) e la commedia “Scusa
ma ti chiamo amore” di Federico Moccia, che si conferma calamita (o
calamità, opps!) per il pubblico adolescenziale. La vera sorpresa della
stagione è però “Gomorra” di Matteo Garrone dal romanzo “fenomeno” di Roberto
Saviano, di cui parliamo più approfonditamente nella sezione “Outsider”.
Buoni piazzamenti anche per il ritorno di Nanni Moretti davanti alla
macchina da presa con “Caos
Calmo”, con un marketing che punta il dito sullo scandalo e attira
frotte di spettatori (esordio al vertice del box-office con un milione e
mezzo di euro), il debutto alla regia di Silvio Muccino con “Parlami
d’amore”, che prende le distanze dal filone giovanilistico, ma il
pubblico ha modo di accorgersene solo dopo l’uscita strategica nel
giorno di San Valentino (in 4 giorni e 600 sale quasi 3 milioni e mezzo di
euro) e il ritorno della coppia Nicolas Vaporidis/Cristiana Capotondi dopo
i fasti di “Notte prima degli esami” con “Come
tu mi vuoi”. A dimostrazione del buon riscontro del pubblico per il
cinema nazionale, basta pensare che se nel 2006 i film con un incasso
superiore al milione di euro erano 15 e nel 2007 21, nella stagione
attuale diventano 29. Sommando, come tutti gli anni all’interno di
questa sezione, le prime trenta posizioni, si ottiene un totale di circa
175 milioni di euro, circa 37 milioni di euro in più rispetto alla
stagione precedente. Maggiore anche il numero dei film italiani usciti: 90
contro gli 81 dell’anno precedente. A livello di tendenze si può dunque
sottolineare l’aumento di titoli medi, non per questo mediocri, che
incassano senza sfondare il botteghino ma consentendo importanti rientri
economici e in alcuni casi ripagando già i bassi costi di produzione con
i soli incassi delle sale. Sono aumentati anche i sequel, sul modello non
proprio lungimirante e fantasioso del cinema seriale americano, con il
ritorno a personaggi rodati e amati dal pubblico che, infatti, dimostra di
apprezzare moltissimo (“Vacanze
in crociera”), molto (“Grande,
Grosso e … Verdone”), parecchio (“L’allenatore
nel pallone 2”), discretamente (“Milano
Palermo – il ritorno”). È andata peggio a Diego Abatantuono che,
con “2061 - Un Anno Eccezionale”,
diretto da Carlo Vanzina “omaggia” Attila ma non acchiappa più di
tanto (745 mila euro in 378 sale al debutto) e a quei titoli che pur non
essendo sequel traggono spunto da successi precedenti attraverso la scelta
degli attori e i rimandi del titolo, ad esempio “Questa
notte è ancora nostra” o “Gli
ultimi della classe”. In questo caso, però, il pubblico ha fiutato
l’inganno rispondendo con moderazione. Una costante degli ultimi anni,
relativa non solo al cinema italiano ma a tutte le uscite sul territorio
nazionale (lo abbiamo già sottolineato parlando di horror), è poi la
necessità di uscire subito con un enorme numero di copie, pena l’invisibilità.
Spesso è il primo week-end a decretare il successo o l’insuccesso, con
migliaia di euro, dati dai costi per stampare le pellicole, spesso in fumo
dopo appena una settimana. Tra gli altri titoli ad andamento positivo si
segnala sicuramente “Il divo” di Paolo Sorrentino, forte del riconoscimento ottenuto al
festival di Cannes e maggiore successo del regista. Exploit anche per
Vincenzo Salemme, che esce dai confini campani per imporsi in tutta la
penisola con “SMS – Sotto
Mentite Spoglie”. Torna al successo, senza sfondare però, anche
Silvio Soldini con “Giorni e nuvole”, dopo l’abbandono del pubblico per “Agata e
la tempesta” e “Brucio nel vento”. La crisi di una coppia borghese a
causa dell’improvvisa perdita del lavoro di lui debutta al 5° posto del
box-office a fine ottobre e resta tra le prime dieci posizioni per quattro
settimane, con perdite minime tra un week-end e l’altro. È di metà
luglio, poi, la notizia dell’uscita del film sul mercato americano con
il titolo “Days and Clouds”. Debutto incoraggiante: nonostante i soli
due cinema in cui è uscito, infatti, il film di Soldini ha ottenuto una
media per sala molto alta di 8.478 dollari. Buono anche il risultato, in
Italia però, di “Bianco e nero”, in cui Cristina Comencini dirige la coppia Fabio
Volo/Ambra Angiolini. Passando alle delusioni commerciali, forse da “Winx
il film - Il segreto del regno perduto“ ci si aspettava qualcosa di
più, invece il film esce a inizio dicembre ma arriva già con il fiato
corto alle festività natalizie. Anche il film più premiato dell’anno,
“Tutta la vita davanti” di
Paolo Virzì, non è un grande successo, dimostrando una inspiegabile
disaffezione del pubblico italiano verso uno dei registi più equilibrati
tra autorialità e substrato popolare (era successo anche l’anno scorso
con l’ancora più penalizzato “N (Io e Napoleone)”). Il secondo film
più premiato d’Italia, “La
ragazza del lago” di Andrea Molaioli, si avvicina ai 3 milioni di
euro e per un’opera di debutto è un buon risultato, anche se
considerando la doppia vita del film con una nuova uscita massiccia dopo
la vittoria di 10 David di Donatello, si poteva pensare a qualcosa di
più. Resta comunque il film che ha incassato di più tra quelli
presentati al festival di Venezia: “Il dolce e
l’amaro” non raggiunge il milione di euro, “L’ora di punta” risente delle stroncature festivaliere e si
ferma molto prima, “Nessuna
qualità agli eroi” viene annunciato e rimandato più volte, ma
senza particolare fiuto commerciale, e “Non
pensarci” viene lanciato in grande stile dalla 01 Distribution (222
copie), ma non raggiunge i risultati sperati. Come anche il triangolo
Rubini/Scamarcio/Puccini in chiave thriller con “Colpo
d’occhio”, che parte discretamente in quasi 400 sale (un milione
220 mila euro) ma non trova il conforto del passaparola e al secondo
week-end perde già il 66%. Dopo i fasti della stagione precedente,
Scamarcio perde quindi quota. Lo confermano anche il corale “Go
Go Tales” di Abel Ferrara, ma soprattutto la furbata “Prova
a volare”, ripescaggio di un filmetto di Lorenzo Cicconi Massi del
2003 inspiegabilmente lanciato in grande stile dall’Istituto Luce (ben
184 copie). Ma il vero flop dell’anno è “Cemento
armato” di Marco Martani, che punta sui presunti idoli
adolescenziali del momento (Nicolas Vaporidis
e Carolina Crescentini), sulla popolarità di Giorgio Faletti e sull’abbandono
della commedia per intraprendere la strada del quasi noir. Il tonfo è
notevole: 328 sale per un debutto di soli 411 mila euro. Conferma invece
di avere un pubblico fedele Dario Argento che se con “La
terza madre” avesse fatto anche un bel film probabilmente non
sarebbe stato massacrato dal passaparola (-60% alla seconda settimana e
-78% alla terza). Tornando alle delusioni (sempre in termini di incassi) e
restando al genere horror, non incontra il grande pubblico il ritorno al
genere di Pupi Avati con Laura Morante (“Il
nascondiglio”) e non cavalca la moda dei “writer”, nonostante la
presenza di Cristiana Capotondi (che dimostra di funzionare,
commercialmente parlando, solo con Vapodiris, e viceversa), “Scrivilo
sui muri”. Il film di Giancarlo
Scarchilli è infatti sostenuto dalla Eagle Pictures che lo fa debuttare
con ben 290 copie, ma nel week-end di esordio il bottino è magro: solo
455 mila euro. Troppa fiducia anche da Medusa per la biografia di Marco
Baldini interpretata da Elio Germano: “Il
mattino ha l’oro in bocca” debutta con 253 copie e un incasso di
soli 365 mila euro. Qualcosina di più ci si aspettava anche da “Sanguepazzo”
di Marco Tullio Giordana e “Il
resto della notte” di Francesco Munzi. Entrambi hanno goduto di un
discreto interesse mediatico grazie alla vetrina del Festival di Cannes.
Per il film di Giordana si è anche tentata timidamente la strada dello
scandalo a causa di un bacio saffico con protagonista Monica Bellucci, ma
l’amo ha raccolto meno pesci del previsto. Tanti i film indipendenti
usciti in poche città e in poche copie che dimostrano, però, la
vitalità del sottobosco. Continua a mancare, comunque, il ritorno al
cinema di “genere” che potrebbe segnare invece una svolta per il
cinema italiano a livello internazionale. Basta pensare che un film
oggettivamente insalvabile come “La terza madre”
è stato venduto un po’ ovunque e un film che sembrava un giallo
appassionante come “La ragazza
del lago” ha subito destato interesse nel pubblico. Per concludere, un
accenno di polemica: curioso che agli annunci di giubilo per il buon
andamento del cinema italiano, proprio al momento di massima consacrazione
internazionale, con la doppia premiazione al festival di Cannes per “Gomorra”
e “Il divo”, abbia corrisposto la decisione del ministro Bondi di
cancellare le norme relative a “tax credit” (un credito di
restituzione che si fa valere attraverso la compensazione con il debito
d'imposta in sede di dichiarazione oppure mediante rimborso) e “tax
shelter” (una detassazione degli utili d'impresa grazie alla
riduzione del reddito imponibile consistente in una riduzione dei
pagamenti dovuti all'Erario). Unanime il coro di dissensi, sia degli
addetti ai lavori che, incredibilmente, anche di maggioranza e
opposizione. Fortunatamente in un mese circa tutto si è sistemato. Scrive
infatti l’Ansa in data 8 luglio che “il sottosegretario alla Presidenza Gianni Letta ha firmato l'emendamento
alla manovra finanziaria che reintegra tax credit e tax shelter. Da quanto
si apprende, i fondi sarebbero stati trovati al di fuori del bilancio del
MiBAC. Soddisfatto il ministro Bondi, che è riuscito a convincere il
collega Tremonti sulla necessità e l'opportunità di un tale
provvedimento, che riguarda le agevolazioni fiscali in favore del cinema.”
Flop,
quasi Flop e Floppissimi
Il termine inglese flop significa letteralmente tonfo,
fiasco, ed è la parola
utilizzata per descrivere l’esito economicamente fallimentare dei film.
Le sfumature sono però tantissime. Diciamo che, in generale, si parla di
flop quando le aspettative sono alte, quasi scontate a causa degli elevati
investimenti, del marketing stratosferico, dei sofisticati effetti
speciali, dei costosissimi attori protagonisti, e invece il pubblico non
risponde e diserta le sale. Occorrono però dei distinguo. Ci sono infatti
fiaschi in alcuni mercati che su altre piazze diventano grandi successi.
La classifica che segue è quindi quanto mai imprecisa e soggettiva e per
questo i film sono elencati in ordine alfabetico e brevemente dettagliati
per spiegare la loro inclusione in questo capitolo del reportage. A volte
si tratta anche di film che hanno incassato bene (vedi “Iron Man”,
uno dei film più visti dell’anno a livello planetario) ma non
abbastanza rispetto alle attese. Non tutto è però così sfumato e i
titoli evidenziati in rosso sono i
veri e propri flop globali, quelli che nessun mercato è stato in grado di
salvare dal fallimento economico. Nulla vieta, poi, che accoglienze
tiepide nelle sale possano trovare riscatto nell’home video. Emblematico
il caso di qualche anno fa di “Tre metri sopra il cielo”, con incassi
modesti all’uscita nei cinema e vendite invece considerevoli in dvd. Per
i flop italiani, leggere l’articolo relativo all’andamento dei film
italiani.
|
FLOP
|
|
|
|
|
|
|
|
TITOLO
|
INCASSO
U.S.A
|
INCASSO
NEL MONDO (*)
|
INCASSO
ITALIA
|
BUDGET
|
|
|
ALIENS VS PREDATOR 2
|
$41,797,066
|
$128,850,564
|
€
888.311,97
|
-
|
|
|
ALLA SCOPERTA DI CHARLIE
|
$268,461
|
$1,002,065
|
€
192.786,93
|
-
|
|
|
ESPIAZIONE
|
$50,927,067
|
$128,092,742
|
€
989.199,90
|
-
|
|
|
GONE BABY GONE
|
$20,300,218
|
$34,209,788
|
€
74.862,80
|
-
|
|
|
GRINDHOUSE - PLANET TERROR
|
$25,037,897
|
-
|
€
625.634,90
|
$67
million
|
|
|
IL DIARIO DI UNA TATA
|
$25,930,652
|
$44,758,354
|
€
397.930,50
|
-
|
|
|
INVASION
|
$15,074,191
|
$40,170,558
|
€
704.208,00
|
$80
million
|
|
|
IO NON SONO QUI
|
$4,017,609
|
$11,045,847
|
€
664.264,80
|
-
|
|
|
IRON MAN
|
$314,905,000
|
$566,635,682
|
€ 6.944.408,81
|
$140
million
|
|
|
JOHN RAMBO
|
$42,754,105
|
$113,242,653
|
€ 3.709.247,85
|
$50
million
|
|
|
JUNO
|
$143,495,265
|
$229,237,127
|
€ 1.928.284,23
|
$7.5
million
|
|
|
LA LEGGENDA DI BEOWULF
|
$82,195,215
|
$196,172,588
|
€ 3.446.532,40
|
$150
million
|
|
|
L'AMORE SECONDO DAN
|
$47,636,541
|
$62,745,217
|
€
197.362,70
|
-
|
|
|
L'ASSASSINIO DI JESSE JAMES
PER MANO DEL
CODARDO ROBERT FORD
|
$3,909,149
|
$15,001,776
|
€
395.182,10
|
$30
million
|
|
|
MOLTO INCINTA
|
$148,768,917
|
$219,001,261
|
€ 1.743.554,00
|
$30
million
|
|
|
ORTONE E IL MONDO DEI CHI
|
$154,354,622
|
$295,242,166
|
€ 2.236.690,95
|
$85
million
|
|
|
QUEL TRENO PER YUMA
|
$53,606,916
|
$68,128,568
|
€
685.629,20
|
$55
million
|
|
|
RENDITION - DETENZIONE
ILLEGALE
|
$9,736,045
|
$26,612,477
|
€
308.809,79
|
-
|
|
|
SAPORI E DISSAPORI
|
$43,107,979
|
$92,601,050
|
€ 1.102.003,90
|
-
|
|
|
SETA
|
$1,103,075
|
$7,551,009
|
€
954.223,75
|
-
|
|
|
SHOOT'EM UP - SPARA O MUORI!
|
$12,807,139
|
$26,012,272
|
€
345.907,69
|
$39
million
|
|
|
SLEUTH - GLI INSOSPETTABILI
|
$342,895
|
$4,676,783
|
€
460.489,80
|
-
|
|
|
SPEED RACER
|
$43,819,290
|
$86,019,290
|
€
492.127,05
|
$120
million
|
|
|
STARDUST
|
$38,634,938
|
$135,553,806
|
€ 2.207.143,90
|
$70
million
|
|
|
THE EYE
|
$31,418,697
|
$56,567,155
|
€
592.757,51
|
-
|
|
|
TUTTI PAZZI PER L'ORO
|
$70,231,041
|
$110,399,734
|
€
654.977,28
|
$70
million
|
|
|
UN AMORE SENZA TEMPO
|
$12,492,481
|
$18,731,617
|
€
725.794,58
|
-
|
|
|
UN BACIO ROMANTICO - MY
BLUEBERRY NIGHTS
|
$867,275
|
$19,462,443
|
€
425.173,75
|
-
|
|
|
UN'ALTRA GIOVINEZZA
|
$244,397
|
$2,384,256
|
€
631.650,70
|
-
|
|
|
WAITRESS - RICETTE D'AMORE
|
$19,074,800
|
$22,138,625
|
€
59.950,00
|
-
|
|
|
WATER HORSE - LA LEGGENDA DEGLI ABISSI
|
$40,412,817
|
$102,483,762
|
€ 1.223.989,84
|
-
|
ALIENS
VS PREDATOR 2
La contaminazione genera mostri, in questo caso
addirittura li raddoppia. Il solido successo del primo film (171 milioni
di dollari a sfruttamento concluso su tutti mercati) ha reso “necessario”
la replica. Accoglienza tiepida in Italia con un debutto in 190 copie
salutato da un incasso di 485 mila euro (8° posto al box-office
settimanale), ma alla settimana successiva il calo è superiore al 70%,
alla terza le sale si riducono a 21 e alla quarta il film è già
scomparso dalle prime 50 posizioni. In America l’uscita “wide”
(2.617 cinema) ha permesso un bottino di quasi 42 milioni di dollari. Il
riscatto è però a livello internazionale con un incasso globale
superiore ai 128 milioni di dollari, in cui i mercati “altri” pesano
per il 67,6%. Unanime, invece, il disappunto della critica.
ALLA
SCOPERTA DI CHARLIE
Il ritorno di Michael Douglas, il nome di Alexander
Payne tra i produttori, un’attrice in ascesa come Evan Rachel Wood,
eppure il film è snobbato un po’ ovunque. Superiore il misero incasso
italiano rispetto a quello americano. Va detto, comunque, che il mercato
italiano sembra avere creduto nel film maggiormente di quello U.S.A. (110
sale contro 28).
ESPIAZIONE
Ha aperto il festival di Venezia, ha ricevuto
candidature agli Oscar vincendone uno per la colonna sonora, ha tra i
protagonisti la diva del momento Keira
Knightley, ha una matrice letteraria prestigiosa (l’omonimo romanzo di
Ian McEwan), eppure il film non conquista il pubblico italiano incassando
meno di un milione di euro. A fine stagione non rientra nemmeno tra i
primi 100 film più visti. Disastroso il debutto in 221 sale a ridosso del
festival di Venezia con solo 375 mila euro di incasso. Il riscatto è a
livello globale, grazie soprattutto al mercato inglese.
GONE
BABY GONE
Flop italiano progettato a tavolino dalla Walt
Disney, probabilmente in seguito agli scarsi risultati ottenuti in
America. Uscito in sole 16 sale, fuori per lo più dai circuiti
commerciali, non ha avuto modo di farsi notare. Media per sala al debutto,
comunque, non esaltante (1.687 euro).
GRINDHOUSE
- PLANET TERROR
Ne abbiamo già parlato nel capitolo relativo al
cinema horror. Senza il traino del patron Tarantino, il secondo episodio
delle bighellonate horror di Rodriguez scompare rapidamente dai cinema a
causa di un riscontro tiepido nonostante l’uscita massiccia prevista da
Medusa.
IL
DIARIO DI UNA TATA
Scarlett Johansson in versione dimessa viene accolta
freddamente un po’ ovunque. Era comunque lecito attendersi qualcosa di
più dal mercato italiano con a disposizione ben 121 sale.
INVASION
Primo vero e
proprio flop di stagione che nulla è riuscito a salvare, nemmeno due star
come Nicole Kidman e il neo Bond Daniel Craig. Ma i problemi sono
cominciati direttamente sul set. Pare infatti che siano stati parecchi i
dissidi tra il regista Oliver Hirschbiegel e la Warner Bros, tanto che a
riprese finite sono stati chiamati i fratelli Wachowski (anno, questo, non
particolarmente fortunato per loro) che da ottobre 2006 a febbraio 2007
hanno rigirato il 70% del film, finale compreso.
IO
NON SONO QUI
La personale rivisitazione operata da Todd Haynes
sull’icona musicale Bob Dylan resta lontano dal pubblico. Presentato in
concorso a Venezia, esce in Italia in concomitanza con il festival, ma i
grandi sforzi della Bim (quasi 200 sale) non sono ricompensati e al
debutto il bottino è magro (neanche 200 mila euro), comunque inferiore
alle lecite aspettative. In America esce a fine novembre, ma la
distribuzione è parca (149 sale), come gli incassi. A poco sono valsi gli
ulteriori riconoscimenti ottenuti da Cate Blanchett (Coppa Volpi a
Venezia, il Golden Globe e la candidatura agli Oscar).
IRON
MAN
Cifre da capogiro per l’ennesimo supereroe della
Marvel, ma in Italia le vette di Spider Man sono lontane, come anche il
traguardo dei 10 milioni di euro dei Fantastici Quattro. Parliamo di cifre
astronomiche, che farebbero la felicità di qualsiasi distributore, ma il
risultato dà comunque adito a considerazioni, anche perché il film è
uscito in più di 500 sale. Prima di tutto “Iron Man” in Italia non
gode della stessa popolarità che ha negli Stati Uniti, inoltre è sempre
maggiore la disaffezione degli spettatori italiani verso i colossi tutti
effetti speciali made in U.S.A.. Come dire, il pubblico comincia a
diffidare. Troppe, forse, le delusioni degli anni passati (tra gli altri,
i vari X-Men, Transformers, Pirati dei Caraibi, Eragon, Superman, ecc.)?
JOHN
RAMBO
Ha incassato dignitosamente, ma la delusione deriva
dal confronto con il Rocky del nuovo corso uscito nella stagione
precedente. Costi di produzione raddoppiati (50 milioni di dollari contro
i 24 di Rocky), 30 milioni di
incasso in meno sul mercato americano, e 15 su quello internazionale. In
Italia incassi inferiori di circa il 50%. Va comunque riconosciuto un
ottimo debutto direttamente al primo posto. È il passaparola che non
premia il granitico Stallone. Al secondo week-end il calo è infatti pari
al 60%.
JUNO
Esce in aprile il film di Jason Reitman vincitore di
innumerevoli premi (tra cui quello della Festa di Roma e l’Oscar alla
sceneggiatura di Diablo Cody) e campione al botteghino americano, ma l’accoglienza
in Italia è tiepida, nonostante 240 sale a disposizione.
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