REPORTAGE STAGIONE CINEMATOGRAFICA 
2007-200
8

“È tutto oro quello che luccica ?

di   Luca Baroncini

 

I dati numerici, aggiornati al 27 luglio 2008, sono stati gentilmente forniti dall’Agis e si riferiscono ai cinema aderenti al circuito Cinetel, che copre circa l’85% del mercato (ad esclusione dei dati relativi agli incassi Usa reperiti dal sito “Boxofficemojo”)

 

Istruzioni per l’uso

È tempo di bilanci per l’industria cinematografica, con l’analisi dei dati della stagione appena conclusa. L’ormai consueto reportage si differenzia rispetto agli anni precedenti per la presenza di alcune pagine in più, che vorrebbero dare una visione trasversale ai “generi”, e per l’eliminazione di altre, quelle meno oggettive nelle classificazioni. Inutile, ad esempio, parlare di “primo week-end” quando ormai, come da moda lanciata oltreoceano, i film non escono quasi mai il venerdì, ma sono già nelle sale da mercoledì o giovedì sgonfiando inevitabilmente il dato del week-end (a probabile beneficio, anche se non è sempre detto, del risultato complessivo, perché pare che i primi giorni siano determinanti per l’andamento del film). Non semplice, comunque, accorpare dati che per la loro natura numerica dovrebbero essere il massimo dell’obiettività e che invece a seconda di chi li interpreta possono assumere significati e quindi pesi differenti. Basta pensare che può cambiare tutto solo se si ragiona in base ad  andamento “stagionale” (come a scuola, da agosto ad agosto), oppure ad anno solare (da gennaio a dicembre), se i dati vengono commentati mensilmente o con cadenza trimestrale, oppure magari semestrale. Può essere sufficiente l’andamento di un film a risollevare il mercato e il fallimento di un atteso blockbuster ad affossarlo. Cambia tutto, poi, se i numeri vengono diffusi da chi i film li produce e/o distribuisce (spesso si leggono commenti di vivo entusiasmo per film che si rivelano veri e propri fallimenti commerciali) oppure dalle società preposte alla rilevazione di incassi e spettatori. Quanto scritto nel presente reportage è, quindi, quanto mai soggettivo. Come sempre mi scuso per eventuali dimenticanze ed omissioni (magari segnalatele in modo da rendere più completo il reportage in futuro ed avviare anche un dialogo).

Non mi resta che augurarvi una piacevole lettura.

 

 

·         Dalle stelle…alle stalle

·         Gli incassi per genere: “SEQUEL”

·         Gli incassi per genere: “ANIMAZIONE”

·         Gli incassi per genere: “HORROR”

·         Gli incassi per genere: “3D”

·         Conta ancora l’Oscar per il successo di un film?

·         Il cinema italiano: bene nonostante tutto

·         Flop, quasi Flop e Floppissimi

 

 

DALLE STELLE … ALLE STALLE

La situazione della stagione appena terminata si può considerare complementare alla precedente. I dati relativi al secondo semestre del 2007 sono infatti assai positivi, mentre i primi sei mesi del 2008 sono all’insegna del segno meno. Questo, in più che rapida sintesi, l’andamento del periodo 1 agosto 2007 – 31 luglio 2008 ma, ovviamente, entriamo nel dettaglio e cerchiamo di capire cosa è cambiato dal 2007 al 2008 e perché. Partendo da una visione macro, il  primo dato significativo viene annunciato con entusiasmo dalle associazioni di categoria (Anec, Anica, Anem) a fine novembre: dal 1° gennaio 2007 al 25 novembre 2007 +11,65% in termini di incasso (con 526.613.608 euro) e +11,17% di presenze (con 88.704.361 spettatori). Nel solo mese di novembre gli incassi sono aumentati del 30,50%. Nello stesso periodo la quota di mercato per il cinema italiano (coproduzioni comprese) è del 27,78%, mentre nel 2006 era del 20,85%. A fine anno il dato è leggermente in calo rispetto alle previsioni ma sostanzialmente più che positivo: 103,6 milioni di biglietti venduti secondo Cinetel e un dato finale che oscillerà quindi intorno ai 115 milioni. In termini percentuali, un'aumento del 12,28% rispetto al 2006. I commenti sul “Giornale dello Spettacolo” sono all’insegna dell’euforia: "È il miglior risultato degli ultimi venti anni, con la sola eccezione del 1998, quando per l'effetto “Titanic”, si raggiunse quota 118 milioni di biglietti. Ma se, allora, del blockbuster Usa beneficiarono i mercati del mondo intero, oggi l'Italia segna un risultato positivo ancora più evidente perché in diversi paesi europei, come Francia, Germania e Spagna, i bilanci del 2007 sono contrassegnati da un segno meno, e in altri, come l'Inghilterra ma anche gli stessi Stati Uniti, da una crescita decisamente più contenuta di quella italiana". Grazie agli ottimi risultati natalizi, il cinema nazionale chiude l'anno con una quota di mercato superiore al 31%. Il 2008 parte invece negativo Nei primi tre mesi si registra infatti una perdita percentuale del 7% con 31,8 milioni di biglietti di biglietti staccati, 2,4 milioni in meno rispetto al 2007 (solo a marzo uno sconfortante – 20% nelle presenze che si replica anche a maggio). Allargando il confronto ai primi cinque mesi del 2008, la percentuale negativa sale al -9,3%. Grazie al successo di alcuni titoli  in uscita a fine maggio (“Gomorra”, “Il divo”, “Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo”, “Sex and the City”) i dati migliorano considerando il primo semestre nella sua globalità, ma il segno meno permane con un – 6%. Tra le motivazioni, c’è chi sottolinea i soliti aumenti della pirateria e del download illegale dalla rete, la presenza di molti titoli ma di pochi film effettivamente forti come nelle stagioni precedenti, l’irrazionalità nelle uscite, ma sono in tanti a pensare che la congiuntura negativa dei mercati finanziari, con una situazione economica prossima alla recessione, sia il motivo primario della contrazione degli incassi. In una situazione di crisi, a rimetterci sono i beni non di prima necessità, quindi gli svaghi in primis. Anche se, forse, quando tutto è nero il cinema potrebbe essere una boccata d’ossigeno, una via di fuga, forse l’unica possibile, al grigiore imperante. In attesa di vedere se l’arte ci salverà, perlomeno lo spirito, entriamo ancora più nel dettaglio analizzando brevemente l’andamento dei singoli mesi (eventuali percentuali in incremento o decremento sono, ovviamente, in relazione ai dati della stagione precedente):

- estate 2007: segno più grazie all’uscita in luglio di “Harry Potter e l’Ordine della Fenice” che ottiene un risultato analogo o superiore rispetto agli altri capitoli usciti nel periodo invernale; al di là del maghetto, però, il vuoto: l’effetto traino latita e a richiamare sono ancora una volta le anteprime;

- settembre 2007: + 6% grazie soprattutto allo straordinario successo di due film di animazione: “Shrek Terzo” e “I Simpson – il film”. Il cinema italiano, invece, boccheggia; a sorpresa, tra i film nostrani presentati al Festival di Venezia scala il botteghino “La ragazza del lago”, mentre “Il dolce e l’amaro” e “L’ora di punta” non raggiungono il milione di euro e “Nessuna qualità agli eroi” viene più volte annunciato e poi definitivamente rimandato al 2008 (ma gli incassi saranno magri anche allora);

- ottobre 2007: dopo una stagione di stallo è l’animazione a trionfare; continuano la loro corsa “Shrek Terzo” e “I Simpson – il film” e debutta fortissimo “Ratatouille”, per tre settimane in testa al box-office; risultati superiori alle previsioni per l’italiano “SMS –Sotto Mentite Spoglie” di Vincenzo Salemme. Non strafà “Michael Clayton”;

- novembre 2007: l’uscita in anticipo sui tempi del primo cine-panettone natalizio (“Matrimonio alle Bahamas”) scalda il botteghino e prepara il terreno a De Sica e Pieraccioni; buono il riscontro del pubblico anche per “Come tu mi vuoi”, che segna il ritorno della coppia Vapodiris/Capotondi dopo “Notte prima degli esami”; trova riscatto in Italia “Lo spaccacuori” con Ben Stiller, fiasco in U.S.A.;

- dicembre 2007: un mese da record con un incremento del 14,5% rispetto al Natale 2006 e del 2,3% rispetto al 2005. (vedi articolo relativo)

- gennaio 2008: come ogni anno il post Natale segna un calo fisiologico e, come ogni anno, nella sfida De Sica / Pieraccioni è quest’ultimo a dominare il week-end della Befana; il titolo forte del mese è però “Io sono leggenda”, che conferma il successo d’oltreoceano, mentre gli italiani ottengono buoni risultati grazie a “L’allenatore nel pallone 2”, “Bianco e Nero” e “Scusa ma ti chiamo amore”. Il consueto appuntamento con l’horror di inizio anno non è più con la saga di “Saw” (grosso errore spostare un appuntamento ormai consolidato), ma con il nuovo “Halloween – The Beginning” di Rob Zombie;

- febbraio 2008: sono i titoli italiani a tirare il mercato (“Scusa ma ti chiamo amore”, “Caos Calmo”, “Parlami d’amore”), ma manca un blockbuster americano di successo; risultato: una diminuzione pari a circa il 7% nelle presenze e negli incassi;

- marzo 2008: perdita di presenze pari al 20% nonostante l’ottimo debutto di “Grande, grosso e … Verdone”, ma il confronto risente di un marzo 2007 segnato dal successo stellare di “Ho voglia di te” e “300”;

- aprile 2008: ancora fuga di spettatori con risultati inferiori alle attese per quasi tutti i film in uscita (l’eccezione è “Il cacciatore di aquiloni”), sia italiani (“Tutta la vita davanti”, “Amore, Bugie e Calcetto”, “Non pensarci” ), che stranieri (“Juno”, “The Eye”, “Shoot’em Up”, “Ortone e il mondo dei Chi”);

- maggio 2008: sempre peggio, con -20% negli spettatori; discreto ma non ottimo il debutto di “Iron Man”, pessimo, invece, quello di “Speed Racer”; male anche “Tutti pazzi per l’oro” e peggio del previsto l’italiano “Gli ultimi della classe”; parte bene, invece, e proseguirà meglio, “Gomorra”;

- giugno 2008: ancora segno meno (-4%), ma un miglioramento delle percentuali grazie all’uscita di alcuni titoli di successo: “Il divo”, Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo”, “Sex and the City”, “E venne il giorno”, “L’incredibile Hulk”. “Gomorra” procede inarrestabile la sua marcia. Il dato è comunque positivo se si considera che tra le congiunture negative, oltre all’aggiunta del caldo, da sempre nemico delle sale cinematografiche, ci sono stati anche gli Europei di calcio;

- luglio 2008: i dati saranno disponibili solo da agosto, a reportage pubblicato, ma sembra che il botteghino continui a languire, almeno fino all’uscita del “sesto” Batman; è comunque la prima estate con uscite regolari e abbastanza di richiamo ogni week-end (“Un’estate al mare”, “Wanted – scegli il tuo destino”, “Agente Smart – Casino totale”, “Hellboy – The Golden Army”, “Funny Games”). La politica delle anteprime pare quindi definitivamente tramontata, ma i risultati, considerando gli elevati investimenti, non sembrano soddisfare completamente. Grande il riscontro, dicevamo, per “Il cavaliere oscuro”, che in America furoreggia e in Italia, considerando il periodo, parte più che bene (700 mila euro nel primo giorno di programmazione, mercoledì 23 luglio, e quasi due milioni di euro nel primo week-end).

 

Gli incassi per genere: “SEQUEL”

SEQUEL

 

 

POS

TITOLO

INCASSO ITALIA

1

NATALE IN CROCIERA

  23.461.775,34

2

SHREK TERZO

  20.240.474,80

3

GRANDE, GROSSO E... VERDONE

  12.932.624,07

4

INDIANA JONES E IL REGNO DEL TESCHIO DI CRISTALLO

  11.419.874,31

5

IL MISTERO DELLE PAGINE PERDUTE

    8.896.623,39

6

L'ALLENATORE NEL PALLONE 2

    7.647.898,33

7

THE BOURNE ULTIMATUM - IL RITORNO DELLO SCIACALLO

    4.749.467,95

8

ELIZABETH: THE GOLDEN AGE

    4.486.522,75

9

MILANO PALERMO - IL RITORNO

    3.975.802,00

10

STEP UP 2 - LA STRADA PER IL SUCCESSO

    3.761.139,51

11

JOHN RAMBO

    3.709.247,85

12

DIE HARD - VIVERE O MORIRE

    3.298.268,60

13

IL CAVALIERE OSCURO

    3.160.337,28

14

SAW IV

    2.783.903,71

15

HALLOWEEN: THE BEGINNING

    2.319.707,33

16

HELLBOY - THE GOLDEN ARMY

    2.005.819,18

17

RESIDENT EVIL: EXTINCTION

    1.944.111,10

18

ALIENS VS PREDATOR 2

      888.311,97

19

ALLA DERIVA - OPEN WATER 2

      562.208,70

20

L'ETA' BARBARICA 

      535.998,45

21

28 SETTIMANE DOPO

      503.844,05

22

RUSH HOUR - MISSIONE PARIGI

      361.563,70

23

BOOGEYMAN 2 - IL RITORNO DELL'UOMO NERO

      310.650,70

24

I GUARDIANI DEL GIORNO

        13.090,60

Quasi invariato il numero dei sequel usciti nel corso della stagione, a conferma che “ri-tentare non nuoce”, perlomeno al botteghino (alla fantasia inevitabilmente di più!). Inossidabile l’accoppiata Neri Parenti/Christian De Sica al vertice della classifica con un risultato pressoché identico al 2007 per il brand “Natale a …”. Pare che il prossimo anno sarà la volta di Rio e ci sono tutti i presupposti per un ennesimo successo. La domanda è: fino a quando? Sarà il pubblico, ovviamente, a decidere! Per restare al cinema italiano, sono aumentati notevolmente i seguiti, o riesumazioni che dir si voglia, per cercare di acchiappare il pubblico. È andata molto bene a Carlo Verdone “(Grande, grosso e…Verdone”), bene a Lino Banfi (“L’allenatore nel pallone 2”), e discretamente a Claudio Fragasso con Raoul Bova, Giancarlo Giannini e Ricky Memphis (“Milano Palermo – il ritorno”). Prevedibile, ma non scontato, l’esito di “Shrek Terzo” dopo che il secondo capitolo aveva entusiasmato sia il pubblico che la critica. Difficilmente si replicherà a questi livelli nel 2010 con “Shrek goes Fourth” vista la poca riuscita del terzo episodio, ma non è detto; del resto anche “Shrek” è ormai un brand spendibile con facilità. Discorso analogo per l’atteso ritorno di Indiana Jones (“Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo”), anche se c’è da pensare che se fosse stato pure bel film forse il pubblico sarebbe stato ancora più numeroso, mentre il passaparola non lo ha premiato. Per restare ai blockbuster americani, supera addirittura il modello “Il mistero delle pagine perdute” (“Il mistero dei Templari” si era fermato a 7 milioni 900 mila euro nel 2005) beneficiando probabilmente dell’uscita natalizia. Ascesa anche per Jason Bourne che con “Ultimatum”, grazie al tempismo di un provvidenziale cofanetto in dvd con i due titoli precedenti astutamente accorpati, batte sia “Supremacy” (€ 3.518.000) che “Identity” (€ 4.448.000). In salita anche il pubblico per Cate Blanchett ancora una volta nei panni di Elisabetta I (“Elizabeth - The Golden Age”) e stabile invece quello per “Step Up”, fenomeno per lo più adolescenziale. Poco il clamore per il ritorno del veterano John McClane/Bruce Willis (forse per vergogna, chissà, il numero 4 non compare nel titolo, il semplice “Die Hard - Vivere o morire”) e battuta d’arresto per Sylvester Stallone. Il nuovo “John Rambo” incassa infatti poco più della metà del nuovo “Rocky”, replicando l’andamento del mercato americano (ma si riscatta a livello internazionale superando comunque i 110 milioni di dollari). Passando a uno dei generi più soggetti a sequel, l’horror, se la cavano, pur senza strafare, sia “Saw” che “Halloween” e “Resident Evil” (meno “28 settimane dopo” e “Boogeyman 2”), mentre “Aliens vs Predator 2” non raggiunge il milione di euro, ma il risultato internazionale, considerando che si tratta del sequel di una contaminazione (leggi doppia furbata), è di ben 128 milioni di dollari, con quasi il 70% dell’incasso derivante dai mercati internazionali e solo il 30 da quello americano. Il terzo episodio di “Rush Hour”, come i primi due del resto, passa nella totale indifferenza (la domanda è: perché, allora, farlo debuttare in ben 132 sale?), mentre “I guardiani del giorno”, seguito de “I guardiani della notte”, non regge più di una settimana tra le prime cinquanta posizioni, debuttando in 20 sale a uno sconsolante 26° posto. Più che discreto l’andamento di “Hellboy – The Golden Army”, che in appena due settimane, estive tra l’altro, doppia il prototipo. Ottimo invece il debutto italiano de “Il cavaliere oscuro”, sesto bat-film e secondo con Christopher Nolan in regia, anche se difficilmente replicherà il trionfo americano. L’Italia, infatti, sembra essersi un po’ stancata dei supereroi americani e non accorre più in massa (vedi i risultati positivi ma non eclatanti di “Iron Man” e “L’incredibile Hulk”).
Per concludere, un breve commento su due falsi sequel. “Open Water 2” è un film tedesco (titolo originale “Alla deriva”, usato come didascalia nel titolo italiano) che non ha nulla a che vedere con l’originale americano “Open Water”. E “L’età barbarica” ha in comune con “Le invasioni barbariche” solo il nome del regista (Denys Arcand). Il titolo originale è infatti “L'Âge des ténèbres”, cioè “L’età delle tenebre” ed è solo grazie ai “prodigi” della distribuzione che sia il cartellone che il titolo richiamano il grande successo di critica e pubblico del 2003.

 

Gli incassi per genere: “ANIMAZIONE”

ANIMAZIONE

 

 

POS

TITOLO

INCASSO ITALIA

1

SHREK TERZO

  20.240.474,80

2

RATATOUILLE

  17.473.000,60

3

I SIMPSON - IL FILM

  16.204.840,35

4

COME D'INCANTO 

    6.875.191,13

5

BEE MOVIE

    6.195.558,53

6

WINX CLUB - IL SEGRETO DEL REGNO PERDUTO

    4.620.651,60

7

ALVIN SUPERSTAR 

    3.910.399,34

8

LA LEGGENDA DI BEOWULF

    3.446.532,40

9

ORTONE E IL MONDO DEI CHI

    2.236.690,95

10

SURF'S UP - I RE DELLE ONDE

    1.491.708,80

11

PERSEPOLIS

    1.150.182,13

12

CENERENTOLA E GLI 007 NANI

      868.850,23

13

KEN IL GUERRIERO - LA LEGGENDA DI HOKUTO

      501.533,87

14

UIBÙ - FANTASMINO FIFONE

      390.121,80

15

IMPY E IL MISTERO DELL'ISOLA MAGICA

      104.286,63

16

NIGHTMARE BEFORE CHRISTMAS-3D 2007

        65.175,86

17

UNDERDOG - STORIA DI UN VERO SUPEREROE

        47.702,17

18

BENTORNATO PINOCCHIO

        22.687,40

19

AMICI NEMICI LE AVVENTURE DI GAV E MAI

        10.837,95

 

Dopo un anno in sordina, l’animazione torna non solo a grandi numeri, ma anche a dominare la classifica globale dei film più visti della stagione. Basta pensare che la somma dei 18 film di animazione usciti tra agosto 2007 e luglio 2008 raccoglie quasi 86 milioni di euro contro i poco più di 40 milioni dei 21 titoli della stagione precedente. Un risultato davvero eccezionale, quindi, dovuto essenzialmente al clamoroso successo di tre film: “Shrek Terzo”; “I Simpson - il film” e “Ratatouille”. Prima di passare agli altri titoli della classifica, occorre fare una precisazione. Non è sempre facile incasellare un film in un “genere”, perché spesso la contaminazione rende difficile la decisione. Solitamente, però, il problema non si pone con l’animazione. È infatti la tecnica utilizzata a imporre la scelta. Beh, mai come quest’anno anche l’animazione ha comportato serie difficoltà. Molti, infatti, i film a tecnica mista che, per scelta soggettiva, e quindi opinabile, ho ritenuto opportuno accorpare all’animazione pura. Ecco quindi titoli come “Come d’incanto”, successo Disney che comincia a cartoni animati per proseguire in live-action, oppure come “Alvin Superstar”, in cui il live-action incrocia la computer grafica, incredibile successo U.S.A. (217 milioni di dollari) che non passa inosservato nemmeno da noi. Molto più sfumato il consenso per la produzione tedesca “Uibù – fantasmimo fifone”, in cui, sempre con tecnica mista, si raccontano le gesta del fantasma Uibù, celebre soprattutto in Germania, incapace di spaventare i visitatori del castello in cui vaga perché molto pauroso. L’utilizzo dell’animazione computerizzata  serve invece per far parlare gli animali in “Underdog - Storia di un vero supereroe”, ma la stessa Walt Disney che lo distribuisce sembra non crederci troppo e infatti lo fa uscire in appena 15 sale. Diverso il discorso per “La leggenda di Beowulf”. Come in “Polar Express”, dello stesso Zemeckis, la tecnica utilizzata è il “performance capturing”, un'evoluzione del "motion capture" che permette, attraverso l’applicazione di sensori posti sul viso degli attori, di trasformare in pixel espressioni umane, rendendo di sintesi il mondo reale. Un’evoluzione della tecnica che ha permesso al film un discreto piazzamento un po’ ovunque, non consentendogli però di rientrare dei debordanti costi di produzione (budget dichiarato 150 milioni di dollari). A parte i casi particolari il resto è animazione pura, suddivisa tra bidimensione e computer grafica. Il film di Natale della Dreamworks, “Bee Movie”, rientra tra questi ultimi e, partito in modo abbastanza deludente (un milione 250 mila euro nel week-end di Natale in 259 sale), si riprende nelle successive giornate di festa. Meno del previsto anche per “Winx Club - il segreto del regno perduto”. Uscito a fine novembre in 532 sale il film di Iginio Straffi perde presto terreno e arriva alle festività natalizie già a fine corsa. Maggiore, però, la delusione per “Ortone e il mondo dei Chi”. I film tratti dalle opere del Dr. Seuss, scrittore e vignettista famosissimo soprattutto negli Stati Uniti (“Il Grinch”, “Il gatto e il cappello matto”), sono forse troppo legati a un immaginario lontano dal nostro per aprirsi un varco di interesse e il flop italiano di Ortone lo conferma. Non sfonda nemmeno “Surf's Up - i re delle onde”, ma dopo “Madagascar”, “La marcia dei pinguini” e “Happy Feet” il mercato pare davvero saturo di film con pinguini protagonisti. Significativo il risultato ottenuto da “Persepolis” di Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud, dimostrazione di come l’animazione non sia per forza destinata a un pubblico infantile. L’estate porta fortuna a “Ken il Guerriero - La leggenda di Hokuto”, versione cinematografica della celebre saga televisiva trasmessa negli anni Ottanta, che ottiene un risultato di tutto rispetto; un po’ meno alla produzione tedesca “Impy e il mistero dell'isola magica”, nonostante le 131 sale a disposizione. Nella parte bassa della classifica troviamo poi l’ennesimo tentativo di prendersi gioco delle favole (“Shrek” ha davvero fatto scuola) con la co-produzione tra U.S.A. e Germania “Cenerentola e gli 007 nani”, inizialmente previsto in 2D ma poi realizzato in tridimensione. Chiudono la classifica “Nightmare Before Christmas-3d 2007”, il classico di Tim Burton in edizione 3D, penalizzato dalla necessità di attrezzature adeguate agli elevati standard tecnologici richiesti per la proiezione tridimensionale e quindi distribuito in solo 7 sale e “Bentornato Pinocchio”, produzione italiana di Orlando Corradi distribuita dalla Moviemax in 42 cinema a metà novembre con una media per sala, nel week-end di debutto, di neanche 350 euro. Fanalino di coda è invece un piccolo gioiellino dal Giappone: “Amici nemici le avventure di Gav e Mai” di Gisaburo Sugii, “ucciso” da un’uscita senza alcuna promozione in piena caldana ferragostana e ad orari prevalentemente pomeridiani. La conflittuale amicizia tra un lupo e una capretta merita senz’altro un recupero. Inutile dire che con appena un po’ di marketing il risultato avrebbe potuto essere di tutt’altra specie.

 

Gli incassi per genere: “HORROR”

HORROR

 

 

POS

TITOLO

INCASSO ITALIA

1

1408

  3.729.690,45

2

SAW IV

  2.783.903,71

3

30 GIORNI DI BUIO 

  2.481.799,41

4

HALLOWEEN: THE BEGINNING

  2.319.707,33

5

LA TERZA MADRE

  2.077.260,40

6

RESIDENT EVIL: EXTINCTION

  1.944.111,10

7

REC - LA PAURA IN DIRETTA

  1.376.411,26

8

CAPTIVITY

  1.239.023,26

9

IL NASCONDIGLIO

  1.091.462,30

10

THE HITCHER

     700.164,84

11

GRINDHOUSE - PLANET TERROR

     625.634,90

12

THE EYE

     592.757,51

13

28 SETTIMANE DOPO

     503.844,05

14

CHIAMATA SENZA RISPOSTA

     473.681,16

15

LE MORTI DI IAN STONE

     312.534,34

16

BOOGEYMAN 2 - IL RITORNO DELL'UOMO NERO

     310.650,70

17

SEVERANCE - TAGLI AL PERSONALE

     309.995,05

18

LA SETTA DELLE TENEBRE

     207.508,56

19

L'INCUBO DI JOANNA MILLS - THE RETURN

     156.320,23

20

IDENTITÀ SOSPETTE

      88.823,14

21

ROVINE

      50.138,96

22

-2 - LIVELLO DEL TERRORE

      32.373,50

23

BLACK CHRISTMAS

      25.756,00

24

FEED

      24.502,00

25

CHE LA FINE ABBIA INIZIO

      15.843,54

26

BLACK HOUSE

      11.250,50

27

PERFECT CREATURE

        5.510,30

28

IL BOSCO FUORI

        1.599,00

L’horror continua a destare interesse senza particolari picchi. Di nuovo c’è che Jigsaw cede lo scettro a un film mainstream come “1408”, tratto da uno dei racconti meno paurosi di Stephen King. Alla quarta puntata (“Saw IV”), una delle saghe horror più leali nei confronti dello spettatore (ogni puntata inizia esattamente dov’era finita la precedente senza stridenti cambiamenti di stile) comincia infatti a perdere terreno, ma parliamo comunque di un film dal budget irrisorio che nel mondo ha raggranellato quasi 140 milioni di dollari. Inevitabile l’arrivo di un quinto capitolo. Negli U.S.A. l’attesa è alta grazie anche all’uscita di ogni nuova puntata nel week-end di Halloween, l’Italia ha invece perso l’occasione di agganciare il pubblico dopo i primi due capitoli usciti a inizio anno, il terzo a marzo e il quarto a maggio. Spostamenti che rischiano di disorientare. Per soddisfare la curiosità dei cultori della serie si ricorda che il maggiore incasso italiano è per il numero 2 con oltre 5 milioni di euro (risultato determinato dalla riuscita del capostipite), a cui segue il primo episodio con quasi 5 milioni di euro, poi il terzo (3 milioni e 700 mila euro) e infine il quarto (circa 2 milioni e 800 mila euro). Un trend discendente che continua però a garantire risultati più che soddisfacenti. Tra gli altri titoli presenti in classifica, ottiene una posizione di rilievo grazie all’ottimo trailer (il film un po’ meno) “30 giorni di buio”, mentre il classico appuntamento di fine-buonismo (inizio del nuovo anno dopo le festività natalizie) premia questa volta Rob Zombie con “Halloween: The Beginning”. Per restare in tema, il periodo di Halloween, sempre più imposto dai pubblicitari decisi a vendere zucche e gadget, garantisce risultati dignitosi a “La terza madre” di Dario Argento, bocciato però dal passaparola (al secondo week-end il calo al botteghino è del 60%, mentre al terzo il film è già quasi scomparso dalla programmazione). Altro fulmine (non sopravvive nemmeno lui al terzo week-end) è il terzo episodio del video-game-movie “Resident Evil: Extinction”, che conferma però di avere un nutrito pubblico di affezionati. Diverso il caso di “Rec – la paura in diretta”, per cui il secondo week-end il calo è contenuto al solo 33%, segno di un riscontro positivo del passaparola. La Filmauro si dichiara soddisfatta di “Captivity”, perché in Italia  ha incassato circa 2 milioni di dollari contro i 2 milioni e 627 mila dollari totalizzati negli Stati Uniti, ma la verità è che il tentativo di imporre Elisha Cuthbert (baby-star della serie televisiva “24”) come reginetta horror si è rivelato un fiasco globale. Fiacca anche l’accoglienza per il ritorno di Pupi Avati all’horror dopo tanti anni di commedie drammatico/bolognesi/intimiste più o meno riuscite: “Il nascondiglio”, nonostante una protagonista brava e famosa come Laura Morante e un discreto riscontro critico, non fa grandi numeri. Tra gli altri, si segnalano i troppi remake senza alcuna necessità, che si accontentano di un rapido passaggio nelle sale in attesa di battere altrettanto rapidamente cassa nell’home video (“The Hitcher”, “The Eye”, “Chiamata senza risposta”, “Black Christmas”) e qualche titolo appositamente predisposto per la canicola estiva giusto per dire che “il cinema non va in vacanza” (“Rovine”, “Feed”, “Identità sospette”, “Perfect Creature”, “Che la fine abbia inizio”, “Le morti di Ian Stone”, “-2 – Livello del terrore”, “Black House”). Da notare, ed è un discorso trasversale a tutti i generi, come per aprirsi un varco nell’interesse degli spettatori, con risultati spesso modesti, sia comunque necessario uscire in un numero di sale elevato, generalmente tra le 100 e le 200. Tanto per fare un esempio, “The Hitcher” ha debuttato in 205 sale per un non certo esaltante incasso di 260 mila euro nel primo week-end. Discorso analogo per il secondo capitolo di “Grindhouse”, il “Planet Terror” di Rodriguez, che ha prevedibilmente incassato molto meno dell’”A prova di morte” di Tarantino. La distribuzione di Medusa ha dimostrato di “provarci” (esordio in 200 sale) ma non di “crederci” (sale più che dimezzate alla seconda settimana), sicuramente scoraggiata dal deludente debutto (nemmeno 300 mila euro). Da segnalare, infine, l’ottimo piazzamento di “Il bosco fuori” di Gabriele Albanesi. Non in Italia, però, dove non è stato praticamente distribuito, quanto in Giappone, dove è uscito in dvd con il titolo “Italian Chiansaw” piazzandosi subito al decimo posto nella classifica dei film più venduti.

 

Gli incassi per genere: “3D”

Lo si dice già da parecchi anni. Il cinema non è certo morto, anzi, ma in via di evoluzione. I film restano infatti una delle forme di svago preferite in Italia e nel mondo, un modo per tuffarsi in storie di altri, per ritrovare emozioni proprie, cercare se stessi o, piuttosto, fuggire da se stessi, in un altrove dove tutto, ma soprattutto l’impossibile, può succedere. Ciò che sta cambiando è il modo di fruire del viaggio. Come già sottolineato l’anno scorso, forse è inutile opporsi al progresso che avanza ancorandosi a nostalgie elitarie (per chi scrive la sala cinematografica resta il modo migliore per vivere l’esperienza di un film), l’importante è cercare di vedere dove il mondo si sta dirigendo. E, a quanto pare, il mondo sta andando verso un cinema che perde la sua dimensione collettiva per farsi esperienza singola o condivisa con pochi attraverso dvd, di prima e ultima generazione, download dalla rete, più o meno legali, televisioni via cavo, videofonini, e tutto ciò che i prodigi della tecnologia renderanno possibile. Per rendere nuovamente appetibile la sala cinematografica, produttori e distributori americani stanno pensando di ritornare al passato. In pratica, il motto è ancora una volta “se non puoi convincerli, confondili”. Per attirare spettatori nel buio della sala è necessario che quando calano le luci e lo spettacolo si accende cominci qualche cosa di impossibile in qualunque altro posto. Ecco quindi il rilancio dei film in 3-D, quelli che necessitano di appositi occhiali per provare la sensazione di essere dentro l’immagine eliminando i rigidi e oggettivi confini della normale pellicola. L’illusione, molto in voga negli anni cinquanta, basterà per riportare le masse nelle sale? Mentre l’America si sta attrezzando (è appena uscito l’ennesimo “Viaggio al centro della terra” in tridimensione), anche il resto del mondo si sta adeguando. L’Italia è un po’ indietro rispetto agli altri paesi europei, ma qualcosa si sta muovendo. Già una quarantina di sale sono attrezzate per le proiezioni in digitale e una ventina anche per le proiezioni tridimensionali. In questa stagione tre sono i titoli usciti, o rieditati, con questa tecnica:

 

3D

 

 

POS

TITOLO

INCASSO ITALIA

1

U2 3D

    113.855,08

2

NIGHTMARE BEFORE CHRISTMAS-3D 2007

      65.175,86

3

HANNAH MONTANA/MILEY CYRUS: BEST OF BOTH WORLDS CONCERT TOUR

      30.448,09

Non particolarmente significativi i numeri ottenuti, importanti però per evidenziare la tendenza in atto. Il più visto dei 3 è “U2 3D”, la ripresa del tour Vertigo della celebre band; poi viene la riedizione dell’ormai classico di Tim Burton “Nightmare Before Christmas-3d 2007” (gli esiti sono stupefacenti, ma a soffrirne è la luminosità dei colori). Conclude il trio ancora un concerto, quello della diva Disney Hannah Montana, protagonista anche di una serie televisiva che racconta le “gesta” di una ragazzina, di giorno come tante, di notte regina pop. In America il film “Hannah Montana/Miley Cyrus: Best of Both Worlds Concert Tour” ha incassato 65 milioni di dollari, nel resto del mondo solo 5, ma, si sa, la Disney sa essere molto persuasiva …

 

Conta ancora l’Oscar per il successo di un film?

OSCAR

 

 

 

 

 

POS

TITOLO

INCASSO U.S.A

INCASSO NEL  MONDO (*)

INCASSO ITALIA

BUDGET

1

RATATOUILLE

$206,445,654

$621,416,583

  17.473.000,60

$150 million

2

LA BUSSOLA D'ORO

$70,107,728

$372,234,666

    9.392.718,00

$180 million

3

NON È UN PAESE PER VECCHI

$74,283,625

$160,664,335

    5.760.629,76

-

4

THE BOURNE ULTIMATUM - IL RITORNO DELLO 
SCIACALLO

$227,471,070

$442,817,159

    4.749.467,95

$110 million

5

ELIZABETH: THE GOLDEN AGE

$16,383,509

$72,727,655

    4.486.522,75

-

6

MICHAEL CLAYTON

$49,033,882

$92,914,585

    4.243.412,25

-

7

SWEENEY TODD: IL DIABOLICO BARBIERE DI 
FLEET STREET

$52,898,073

$152,518,432

    3.925.494,77

$50 million

8

JUNO

$143,495,265

$229,237,127

    1.933.491,23

$7.5 million

9

IL PETROLIERE

$40,222,514

$76,490,398

    1.669.554,51

$25 million

10

ESPIAZIONE

$50,927,067

$128,092,742

      989.199,90

 

11

ONCE

$9,439,923

$19,420,176

      411.940,35

$150,000

12

IL FALSARIO - OPERAZIONE BERNHARD

$5,463,111

$17,459,952

      215.912,60

-

13

LA VIE EN ROSE

-

-

-

-

 

La risposta è “dipende”. Ci sono infatti titoli che vengono premiati a sfruttamento nelle sale terminato, altri che trovano nell’ambita statuetta un rilancio, altri ancora che nonostante il premio ricevuto non vengono nemmeno distribuiti. Quest’anno il tempismo della distribuzione è stato provvidenziale per “Non è un paese per vecchi”, dichiarato dall’Academy “Migliore Film dell’anno” e vincitore di un totale di quattro Oscar. La Universal fa infatti uscire il film dei fratelli Coen a ridosso della premiazione, aumentando il numero delle copie a verdetto deliberato, con un risultato davvero sorprendente per un film tutt’altro che facile e hollywoodiano. L’effetto Oscar premia anche, pur con risultati inferiori, “Il petroliere” (Daniel Day-Lewis Migliore Attore e Robert Elswit per la Migliore Fotografia) e “Sweeney Todd: Il diabolico barbiere di Fleet Street” (Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo per la Migliore Scenografia), anche se l’accoppiata Burton/Depp avrebbe comunque destato interesse nel pubblico. Un film per cui l’effetto Oscar è quasi assente è invece “Juno”, premiato per la Migliore Sceneggiatura Originale di Diablo Cody, che nonostante le 239 sale incassa al debutto poco più di 550 mila euro senza risentire nelle settimane successive degli esiti positivi del passaparola. C’è da dire che l’Italia è uno degli ultimi paesi al mondo in cui esce, probabilmente dopo che tutti quelli che erano incuriositi dal film hanno avuto modo di scaricarlo dalla rete. Analoghe considerazioni per “Il falsario - Operazione Bernhard”, primo oscar vinto dall’Austria nella categoria Migliore Film Straniero. La Lady Film che lo distribuisce non aumenta il numero di copie dopo la premiazione, lasciando sonnecchiare il film di Stefan Ruzowitzky nelle retrovie del box-office. “La Vie En Rose” (Marion Cotillard Migliore Attrice Protagonista) rientra nella stagione precedente e non viene ri-distribuito dalla Mikado.

 

Il cinema italiano: bene nonostante tutto

ITALIA

 

 

POS

TITOLO

INCASSO ITALIA

1

NATALE IN CROCIERA

€ 23.461.775,34

2

UNA MOGLIE BELLISSIMA

€ 20.029.982,74

3

GRANDE, GROSSO E... VERDONE

€ 12.932.624,07

4

SCUSA MA TI CHIAMO AMORE

€ 12.665.713,99

5

GOMORRA

€ 9.849.433,33

6

MATRIMONIO ALLE BAHAMAS

€ 9.814.547,00

7

L'ALLENATORE NEL PALLONE 2

€ 7.647.898,33

8

PARLAMI D'AMORE

€ 7.477.146,49

9

COME TU MI VUOI

€ 7.095.174,00

10

CAOS CALMO

€ 5.360.458,98

11

SMS - SOTTO MENTITE SPOGLIE

€ 5.279.686,00

12

BIANCO E NERO

€ 4.929.316,00

13

UN'ESTATE AL MARE

€ 4.650.182,64

14

WINX CLUB - IL SEGRETO DEL REGNO PERDUTO

€ 4.620.651,60

15

IL DIVO

€ 4.384.875,98

16

MILANO PALERMO - IL RITORNO

€ 3.975.802,00

17

TUTTA LA VITA DAVANTI

€ 3.858.417,54

18

GIORNI E NUVOLE

€ 3.800.944,26

19

QUESTA NOTTE È ANCORA NOSTRA

€ 3.185.600,27

20

LA RAGAZZA DEL LAGO

€ 2.975.226,89

21

COLPO D'OCCHIO

€ 2.597.100,26

22

LEZIONI DI CIOCCOLATO

€ 2.576.354,73

23

LA TERZA MADRE

€ 2.077.260,40

24

2061 - UN ANNO ECCEZIONALE

€ 1.825.273,05

25

LA SECONDA VOLTA NON SI SCORDA MAI

€ 1.729.261,58

26

I VICERÈ

€ 1.635.107,52

27

NON PENSARCI

€ 1.405.451,78

28

AMORE, BUGIE E CALCETTO - L'ABC DELLA VITA MODERNA

€ 1.402.545,34

29

IL NASCONDIGLIO

€ 1.091.462,30

30

IL MATTINO HA L'ORO IN BOCCA

€ 961.484,21

31

LA GIUSTA DISTANZA

€ 949.468,50

32

IL DOLCE E L'AMARO

€ 937.533,46

33

SCRIVILO SUI MURI

€ 934.581,10

34

CEMENTO ARMATO

€ 896.608,80

35

I DEMONI DI SAN PIETROBURGO

€ 887.887,54

36

GLI ULTIMI DELLA CLASSE

€ 675.608,38

37

PIANO, SOLO

€ 666.669,20

38

SANGUEPAZZO

€ 594.049,26

39

CI STA UN FRANCESE, UN INGLESE E UN NAPOLETANO

€ 544.664,77

40

L'ANNO MILLE

€ 492.254,40

41

L'AMORE NON BASTA

€ 454.158,71

42

LE RAGIONI DELL'ARAGOSTA

€ 426.885,60

43

LASCIA PERDERE, JOHNNY!

€ 412.965,30

44

SIGNORINAEFFE

€ 345.630,27

45

PROVA A VOLARE

€ 314.508,41

46

IL VENTO FA IL SUO GIRO (E L’AURA FAI SON VIR)

€ 314.479,65

47

GO GO TALES

€ 301.432,42

48

LA RABBIA

€ 262.475,24

49

CARNERA - THE WALKING MOUNTAIN

€ 259.828,77

50

IL RESTO DELLA NOTTE

€ 182.330,91

51

SONETAULA

€ 179.370,74

52

RIPRENDIMI

€ 176.995,09

53

L'ABBUFFATA

€ 148.013,60

54

ROSSO MALPELO

€ 146.321,57

55

L'ORA DI PUNTA

€ 132.882,40

56

VOGLIAMO ANCHE LE ROSE

€ 117.435,62

57

FINE PENA MAI

€ 109.655,80

58

COVER-BOY

€ 102.644,10

59

RIPARO

€ 97.622,82

60

BIUTIFUL CAUNTRI

€ 79.537,38

61

PIACERE, MICHELE IMPERATORE

€ 75.096,70

62

IL RABDOMANTE

€ 75.066,00

63

TUTTI FRUTTI

€ 74.363,40

64

L'UOMO PRIVATO

€ 73.230,00

65

HOTEL MEINA

€ 72.529,66

66

NELLE TUE MANI

€ 57.641,13

67

TUTTO TORNA

€ 54.122,30

68

FORSE DIO È MALATO

€ 52.917,26

69

NESSUNA QUALITA' AGLI EROI

€ 52.427,05

70

HO AMMAZZATO BERLUSCONI

€ 50.989,52

71

LA VELOCITA' DELLA LUCE

€ 46.603,40

72

THE MINIS… NANI A CANESTRO

€ 44.607,70

73

CORAZONES DE MUJER

€ 41.539,20

74

JIMMY DELLA COLLINA

€ 39.724,20

75

IL PESO DELL'ARIA

€ 36.962,60

76

NON C'È PIÙ NIENTE DA FARE

€ 36.489,98

77

CHIAMAMI SALOMÈ

€ 36.405,63

78

BASTARDI

€ 24.066,40

79

CIVICO 0

€ 24.008,00

80

BENTORNATO PINOCCHIO

€ 22.687,40

81

CHI NASCE TONDO

€ 21.534,50

82

ALL'AMORE ASSENTE

€ 11.612,00

83

ITALIAN DREAM

€ 7.953,48

84

IL NOSTRO MESSIA

€ 7.473,50

85

L'ARIA DEL LAGO

€ 6.425,76

86

SURFIN' TORINO

€ 3.639,00

87

PAROLE SANTE

€ 3.241,50

88

ANGELI DISTRATTI - FALLUJAH: APRENDO LE PORTE DELL'INFERNO

€ 2.898,00

89

IL BOSCO FUORI

€ 1.599,00

90

GLI ARCANGELI

€ 859,00

Se l’anno scorso ci si domandava se per l’Italia fosse vero trionfo, quest’anno si può tirare, perlomeno a livello economico, un sospiro di sollievo. I dati numerici, infatti, sono confortanti e anche se il primo semestre del 2008 ha dati globali in calo, l’Italia sembra difendersi molto bene.
Le buone notizie cominciano a fine 2007, con una quota di mercato che per il cinema italiano si attesta intorno a valori superiori al 31%, in leggero calo rispetto ai picchi di alcuni singoli mesi del 2007, ma segno di un andamento più che positivo. Per quanto riguarda il I semestre del 2008 i dati complessivi non sono ancora stati elaborati, ma sono già stati diffusi quelli da inizio anno a fine maggio. Nei primi cinque mesi del 2008, a fronte di un calo complessivo quantificato in un 6%, diminuisce anche la quota relativa al cinema italiano, ma in misura inferiore, solo di un 1,3%, passando dal 34,9% dello stesso periodo dell’anno scorso al 33,6% attuale. 15.633.000 spettatori per il cinema italiano contro i 17.262.000 dei primi cinque mesi del 2007. I dati di giugno lasciano ben sperare visto il risultato straordinario di “Gomorra”, il buon andamento de “Il divo” e l’uscita del cine-cocomero “Un’estate al mare” che sfida il solleone imitando il brand “Vacanze a …” e riproponendo il modello dei film a episodi della più tipica commedia all’italiana (il debutto a fine giugno è stato discreto, con il 1° posto e un milione 300 mila euro, ma le aspettative erano superiori). Analizzando la classifica italiana, svetta ancora una volta il cine-panettone natalizio, questa volta un generico “Vacanze in crociera”, in leggerissimo calo rispetto alle “Vacanze a New York” (nemmeno 100 mila euro di differenza) ma sostanzialmente stabile, segno che da metà dicembre all’Epifania l’Italia si muove in blocco per il rito organizzato da Neri Parenti e Christian De Sica, con buona pace della critica che continua a restare allibita per la portata del consenso. Migliora anche Boldi con “Matrimonio alla Bahamas”, vicino ai 10 milioni di euro rispetto ai poco più di otto di “Olè” , che gioca d’anticipo uscendo in novembre. Come sempre anche Leonardo Pieraccioni fa il pieno a Natale con “Una moglie bellissima” che batte anche un record personale. Non è infatti il suo maggiore incasso di sempre, ma quello che ha incassato di più dalla data di uscita (sempre o quasi metà dicembre) al giorno di Natale. Gli altri risultati superiori ai 10 milioni di euro includono il ritorno di Carlo Verdone ai personaggi che gli hanno dato la popolarità (“Grande, grosso e … Verdone”), anche se forse ci si aspettava qualcosa di più (“Il mio miglior nemico” aveva incassato quasi 19 milioni di euro) e la commedia “Scusa ma ti chiamo amore” di Federico Moccia, che si conferma calamita (o calamità, opps!) per il pubblico adolescenziale. La vera sorpresa della stagione è però “Gomorra” di Matteo Garrone dal romanzo “fenomeno” di Roberto Saviano, di cui parliamo più approfonditamente nella sezione “Outsider”. Buoni piazzamenti anche per il ritorno di Nanni Moretti davanti alla macchina da presa con “Caos Calmo”, con un marketing che punta il dito sullo scandalo e attira frotte di spettatori (esordio al vertice del box-office con un milione e mezzo di euro), il debutto alla regia di Silvio Muccino con “Parlami d’amore”, che prende le distanze dal filone giovanilistico, ma il pubblico ha modo di accorgersene solo dopo l’uscita strategica nel giorno di San Valentino (in 4 giorni e 600 sale quasi 3 milioni e mezzo di euro) e il ritorno della coppia Nicolas Vaporidis/Cristiana Capotondi dopo i fasti di “Notte prima degli esami” con “Come tu mi vuoi”. A dimostrazione del buon riscontro del pubblico per il cinema nazionale, basta pensare che se nel 2006 i film con un incasso superiore al milione di euro erano 15 e nel 2007 21, nella stagione attuale diventano 29. Sommando, come tutti gli anni all’interno di questa sezione, le prime trenta posizioni, si ottiene un totale di circa 175 milioni di euro, circa 37 milioni di euro in più rispetto alla stagione precedente. Maggiore anche il numero dei film italiani usciti: 90 contro gli 81 dell’anno precedente. A livello di tendenze si può dunque sottolineare l’aumento di titoli medi, non per questo mediocri, che incassano senza sfondare il botteghino ma consentendo importanti rientri economici e in alcuni casi ripagando già i bassi costi di produzione con i soli incassi delle sale. Sono aumentati anche i sequel, sul modello non proprio lungimirante e fantasioso del cinema seriale americano, con il ritorno a personaggi rodati e amati dal pubblico che, infatti, dimostra di apprezzare moltissimo (“Vacanze in crociera”), molto (“Grande, Grosso e … Verdone”), parecchio (“L’allenatore nel pallone 2”), discretamente (“Milano Palermo – il ritorno”). È andata peggio a Diego Abatantuono che, con “2061 - Un Anno Eccezionale”, diretto da Carlo Vanzina “omaggia” Attila ma non acchiappa più di tanto (745 mila euro in 378 sale al debutto) e a quei titoli che pur non essendo sequel traggono spunto da successi precedenti attraverso la scelta degli attori e i rimandi del titolo, ad esempio “Questa notte è ancora nostra” o “Gli ultimi della classe”. In questo caso, però, il pubblico ha fiutato l’inganno rispondendo con moderazione. Una costante degli ultimi anni, relativa non solo al cinema italiano ma a tutte le uscite sul territorio nazionale (lo abbiamo già sottolineato parlando di horror), è poi la necessità di uscire subito con un enorme numero di copie, pena l’invisibilità. Spesso è il primo week-end a decretare il successo o l’insuccesso, con migliaia di euro, dati dai costi per stampare le pellicole, spesso in fumo dopo appena una settimana. Tra gli altri titoli ad andamento positivo si segnala sicuramente “Il divo” di Paolo Sorrentino, forte del riconoscimento ottenuto al festival di Cannes e maggiore successo del regista. Exploit anche per Vincenzo Salemme, che esce dai confini campani per imporsi in tutta la penisola con “SMS – Sotto Mentite Spoglie”. Torna al successo, senza sfondare però, anche Silvio Soldini con “Giorni e nuvole”, dopo l’abbandono del pubblico per “Agata e la tempesta” e “Brucio nel vento”. La crisi di una coppia borghese a causa dell’improvvisa perdita del lavoro di lui debutta al 5° posto del box-office a fine ottobre e resta tra le prime dieci posizioni per quattro settimane, con perdite minime tra un week-end e l’altro. È di metà luglio, poi, la notizia dell’uscita del film sul mercato americano con il titolo “Days and Clouds”. Debutto incoraggiante: nonostante i soli due cinema in cui è uscito, infatti, il film di Soldini ha ottenuto una media per sala molto alta di 8.478 dollari. Buono anche il risultato, in Italia però, di “Bianco e nero”, in cui Cristina Comencini dirige la coppia Fabio Volo/Ambra Angiolini. Passando alle delusioni commerciali, forse da “Winx il film - Il segreto del regno perduto“ ci si aspettava qualcosa di più, invece il film esce a inizio dicembre ma arriva già con il fiato corto alle festività natalizie. Anche il film più premiato dell’anno, “Tutta la vita davanti” di Paolo Virzì, non è un grande successo, dimostrando una inspiegabile disaffezione del pubblico italiano verso uno dei registi più equilibrati tra autorialità e substrato popolare (era successo anche l’anno scorso con l’ancora più penalizzato “N (Io e Napoleone)”). Il secondo film più premiato d’Italia, “La ragazza del lago” di Andrea Molaioli, si avvicina ai 3 milioni di euro e per un’opera di debutto è un buon risultato, anche se considerando la doppia vita del film con una nuova uscita massiccia dopo la vittoria di 10 David di Donatello, si poteva pensare a qualcosa di più. Resta comunque il film che ha incassato di più tra quelli presentati al festival di Venezia: “Il dolce e l’amaro” non raggiunge il milione di euro, “L’ora di punta” risente delle stroncature festivaliere e si ferma molto prima, “Nessuna qualità agli eroi” viene annunciato e rimandato più volte, ma senza particolare fiuto commerciale, e “Non pensarci” viene lanciato in grande stile dalla 01 Distribution (222 copie), ma non raggiunge i risultati sperati. Come anche il triangolo Rubini/Scamarcio/Puccini in chiave thriller con “Colpo d’occhio”, che parte discretamente in quasi 400 sale (un milione 220 mila euro) ma non trova il conforto del passaparola e al secondo week-end perde già il 66%. Dopo i fasti della stagione precedente, Scamarcio perde quindi quota. Lo confermano anche il corale “Go Go Tales” di Abel Ferrara, ma soprattutto la furbata “Prova a volare”, ripescaggio di un filmetto di Lorenzo Cicconi Massi del 2003 inspiegabilmente lanciato in grande stile dall’Istituto Luce (ben 184 copie). Ma il vero flop dell’anno è “Cemento armato” di Marco Martani, che punta sui presunti idoli adolescenziali del momento (
Nicolas Vaporidis e Carolina Crescentini), sulla popolarità di Giorgio Faletti e sull’abbandono della commedia per intraprendere la strada del quasi noir. Il tonfo è notevole: 328 sale per un debutto di soli 411 mila euro. Conferma invece di avere un pubblico fedele Dario Argento che se con “La terza madre” avesse fatto anche un bel film probabilmente non sarebbe stato massacrato dal passaparola (-60% alla seconda settimana e -78% alla terza). Tornando alle delusioni (sempre in termini di incassi) e restando al genere horror, non incontra il grande pubblico il ritorno al genere di Pupi Avati con Laura Morante (“Il nascondiglio”) e non cavalca la moda dei “writer”, nonostante la presenza di Cristiana Capotondi (che dimostra di funzionare, commercialmente parlando, solo con Vapodiris, e viceversa), “Scrivilo sui muri”. Il film di  Giancarlo Scarchilli è infatti sostenuto dalla Eagle Pictures che lo fa debuttare con ben 290 copie, ma nel week-end di esordio il bottino è magro: solo 455 mila euro. Troppa fiducia anche da Medusa per la biografia di Marco Baldini interpretata da Elio Germano: “Il mattino ha l’oro in bocca” debutta con 253 copie e un incasso di soli 365 mila euro. Qualcosina di più ci si aspettava anche da “Sanguepazzo” di Marco Tullio Giordana e “Il resto della notte” di Francesco Munzi. Entrambi hanno goduto di un discreto interesse mediatico grazie alla vetrina del Festival di Cannes. Per il film di Giordana si è anche tentata timidamente la strada dello scandalo a causa di un bacio saffico con protagonista Monica Bellucci, ma l’amo ha raccolto meno pesci del previsto. Tanti i film indipendenti usciti in poche città e in poche copie che dimostrano, però, la vitalità del sottobosco. Continua a mancare, comunque, il ritorno al cinema di “genere” che potrebbe segnare invece una svolta per il cinema italiano a livello internazionale. Basta pensare che un film oggettivamente insalvabile come “La terza madre” è stato venduto un po’ ovunque e un film che sembrava un giallo appassionante come “La ragazza del lago” ha subito destato interesse nel pubblico. Per concludere, un accenno di polemica: curioso che agli annunci di giubilo per il buon andamento del cinema italiano, proprio al momento di massima consacrazione internazionale, con la doppia premiazione al festival di Cannes per “Gomorra” e “Il divo”, abbia corrisposto la decisione del ministro Bondi di cancellare le norme relative a “tax credit” (un credito di restituzione che si fa valere attraverso la compensazione con il debito d'imposta in sede di dichiarazione oppure mediante rimborso) e “tax shelter” (una detassazione degli utili d'impresa grazie alla riduzione del reddito imponibile consistente in una riduzione dei pagamenti dovuti all'Erario). Unanime il coro di dissensi, sia degli addetti ai lavori che, incredibilmente, anche di maggioranza e opposizione. Fortunatamente in un mese circa tutto si è sistemato. Scrive infatti l’Ansa in data 8 luglio che “il sottosegretario alla Presidenza Gianni Letta ha firmato l'emendamento alla manovra finanziaria che reintegra tax credit e tax shelter. Da quanto si apprende, i fondi sarebbero stati trovati al di fuori del bilancio del MiBAC. Soddisfatto il ministro Bondi, che è riuscito a convincere il collega Tremonti sulla necessità e l'opportunità di un tale provvedimento, che riguarda le agevolazioni fiscali in favore del cinema.

 

Flop, quasi Flop e Floppissimi

Il termine inglese flop significa letteralmente tonfo, fiasco, ed è la parola utilizzata per descrivere l’esito economicamente fallimentare dei film. Le sfumature sono però tantissime. Diciamo che, in generale, si parla di flop quando le aspettative sono alte, quasi scontate a causa degli elevati investimenti, del marketing stratosferico, dei sofisticati effetti speciali, dei costosissimi attori protagonisti, e invece il pubblico non risponde e diserta le sale. Occorrono però dei distinguo. Ci sono infatti fiaschi in alcuni mercati che su altre piazze diventano grandi successi. La classifica che segue è quindi quanto mai imprecisa e soggettiva e per questo i film sono elencati in ordine alfabetico e brevemente dettagliati per spiegare la loro inclusione in questo capitolo del reportage. A volte si tratta anche di film che hanno incassato bene (vedi “Iron Man”, uno dei film più visti dell’anno a livello planetario) ma non abbastanza rispetto alle attese. Non tutto è però così sfumato e i titoli evidenziati in rosso sono i veri e propri flop globali, quelli che nessun mercato è stato in grado di salvare dal fallimento economico. Nulla vieta, poi, che accoglienze tiepide nelle sale possano trovare riscatto nell’home video. Emblematico il caso di qualche anno fa di “Tre metri sopra il cielo”, con incassi modesti all’uscita nei cinema e vendite invece considerevoli in dvd. Per i flop italiani, leggere l’articolo relativo all’andamento dei film italiani.

FLOP

 

 

 

 

 

 

TITOLO

INCASSO U.S.A

INCASSO NEL  MONDO (*)

INCASSO ITALIA

BUDGET

 

ALIENS VS PREDATOR 2

$41,797,066

$128,850,564

     888.311,97

-

 

ALLA SCOPERTA DI CHARLIE

$268,461

$1,002,065

     192.786,93

-

 

ESPIAZIONE

$50,927,067

$128,092,742

     989.199,90

-

 

GONE BABY GONE

$20,300,218

$34,209,788

      74.862,80

-

 

GRINDHOUSE - PLANET TERROR

$25,037,897

-

     625.634,90

$67 million

 

IL DIARIO DI UNA TATA 

$25,930,652

$44,758,354

     397.930,50

-

 

INVASION

$15,074,191

$40,170,558

     704.208,00

$80 million

 

IO NON SONO QUI

$4,017,609

$11,045,847

     664.264,80

-

 

IRON MAN

$314,905,000

$566,635,682

  6.944.408,81

$140 million

 

JOHN RAMBO

$42,754,105

$113,242,653

  3.709.247,85

$50 million

 

JUNO

$143,495,265

$229,237,127

  1.928.284,23

$7.5 million

 

LA LEGGENDA DI BEOWULF

$82,195,215

$196,172,588

  3.446.532,40

$150 million

 

L'AMORE SECONDO DAN

$47,636,541

$62,745,217

     197.362,70

-

 

L'ASSASSINIO DI JESSE JAMES PER MANO DEL 
CODARDO ROBERT FORD

$3,909,149

$15,001,776

     395.182,10

$30 million

 

MOLTO INCINTA

$148,768,917

$219,001,261

  1.743.554,00

$30 million

 

ORTONE E IL MONDO DEI CHI

$154,354,622

$295,242,166

  2.236.690,95

$85 million

 

QUEL TRENO PER YUMA

$53,606,916

$68,128,568

     685.629,20

$55 million

 

RENDITION - DETENZIONE ILLEGALE

$9,736,045

$26,612,477

     308.809,79

-

 

SAPORI E DISSAPORI

$43,107,979

$92,601,050

  1.102.003,90

-

 

SETA

$1,103,075

$7,551,009

     954.223,75

-

 

SHOOT'EM UP - SPARA O MUORI!

$12,807,139

$26,012,272

     345.907,69

$39 million

 

SLEUTH - GLI INSOSPETTABILI

$342,895

$4,676,783

     460.489,80

-

 

SPEED RACER

$43,819,290

$86,019,290

     492.127,05

$120 million

 

STARDUST

$38,634,938

$135,553,806

  2.207.143,90

$70 million

 

THE EYE

$31,418,697

$56,567,155

     592.757,51

-

 

TUTTI PAZZI PER L'ORO

$70,231,041

$110,399,734

     654.977,28

$70 million

 

UN AMORE SENZA TEMPO

$12,492,481

$18,731,617

     725.794,58

-

 

UN BACIO ROMANTICO - MY BLUEBERRY NIGHTS

$867,275

$19,462,443

     425.173,75

-

 

UN'ALTRA GIOVINEZZA

$244,397

$2,384,256

     631.650,70

-

 

WAITRESS - RICETTE D'AMORE

$19,074,800

$22,138,625

      59.950,00

-

 

WATER HORSE - LA LEGGENDA DEGLI ABISSI

$40,412,817

$102,483,762

  1.223.989,84

-

 

 

ALIENS VS PREDATOR 2

La contaminazione genera mostri, in questo caso addirittura li raddoppia. Il solido successo del primo film (171 milioni di dollari a sfruttamento concluso su tutti mercati) ha reso “necessario” la replica. Accoglienza tiepida in Italia con un debutto in 190 copie salutato da un incasso di 485 mila euro (8° posto al box-office settimanale), ma alla settimana successiva il calo è superiore al 70%, alla terza le sale si riducono a 21 e alla quarta il film è già scomparso dalle prime 50 posizioni. In America l’uscita “wide” (2.617 cinema) ha permesso un bottino di quasi 42 milioni di dollari. Il riscatto è però a livello internazionale con un incasso globale superiore ai 128 milioni di dollari, in cui i mercati “altri” pesano per il 67,6%. Unanime, invece, il disappunto della critica.

 

ALLA SCOPERTA DI CHARLIE

Il ritorno di Michael Douglas, il nome di Alexander Payne tra i produttori, un’attrice in ascesa come Evan Rachel Wood, eppure il film è snobbato un po’ ovunque. Superiore il misero incasso italiano rispetto a quello americano. Va detto, comunque, che il mercato italiano sembra avere creduto nel film maggiormente di quello U.S.A. (110 sale contro 28).

 

 

ESPIAZIONE

Ha aperto il festival di Venezia, ha ricevuto candidature agli Oscar vincendone uno per la colonna sonora, ha tra i protagonisti la diva del momento Keira Knightley, ha una matrice letteraria prestigiosa (l’omonimo romanzo di Ian McEwan), eppure il film non conquista il pubblico italiano incassando meno di un milione di euro. A fine stagione non rientra nemmeno tra i primi 100 film più visti. Disastroso il debutto in 221 sale a ridosso del festival di Venezia con solo 375 mila euro di incasso. Il riscatto è a livello globale, grazie soprattutto al mercato inglese. 

 

GONE BABY GONE

Flop italiano progettato a tavolino dalla Walt Disney, probabilmente in seguito agli scarsi risultati ottenuti in America. Uscito in sole 16 sale, fuori per lo più dai circuiti commerciali, non ha avuto modo di farsi notare. Media per sala al debutto, comunque, non esaltante (1.687 euro).

 

 

GRINDHOUSE - PLANET TERROR

Ne abbiamo già parlato nel capitolo relativo al cinema horror. Senza il traino del patron Tarantino, il secondo episodio delle bighellonate horror di Rodriguez scompare rapidamente dai cinema a causa di un riscontro tiepido nonostante l’uscita massiccia prevista da Medusa.

 

 

IL DIARIO DI UNA TATA 

Scarlett Johansson in versione dimessa viene accolta freddamente un po’ ovunque. Era comunque lecito attendersi qualcosa di più dal mercato italiano con a disposizione ben 121 sale.

 

 

 

INVASION

Primo vero e proprio flop di stagione che nulla è riuscito a salvare, nemmeno due star come Nicole Kidman e il neo Bond Daniel Craig. Ma i problemi sono cominciati direttamente sul set. Pare infatti che siano stati parecchi i dissidi tra il regista Oliver Hirschbiegel e la Warner Bros, tanto che a riprese finite sono stati chiamati i fratelli Wachowski (anno, questo, non particolarmente fortunato per loro) che da ottobre 2006 a febbraio 2007 hanno rigirato il 70% del film, finale compreso.

 

  IO NON SONO QUI

La personale rivisitazione operata da Todd Haynes sull’icona musicale Bob Dylan resta lontano dal pubblico. Presentato in concorso a Venezia, esce in Italia in concomitanza con il festival, ma i grandi sforzi della Bim (quasi 200 sale) non sono ricompensati e al debutto il bottino è magro (neanche 200 mila euro), comunque inferiore alle lecite aspettative. In America esce a fine novembre, ma la distribuzione è parca (149 sale), come gli incassi. A poco sono valsi gli ulteriori riconoscimenti ottenuti da Cate Blanchett (Coppa Volpi a Venezia, il Golden Globe e la candidatura agli Oscar).

 

  IRON MAN

Cifre da capogiro per l’ennesimo supereroe della Marvel, ma in Italia le vette di Spider Man sono lontane, come anche il traguardo dei 10 milioni di euro dei Fantastici Quattro. Parliamo di cifre astronomiche, che farebbero la felicità di qualsiasi distributore, ma il risultato dà comunque adito a considerazioni, anche perché il film è uscito in più di 500 sale. Prima di tutto “Iron Man” in Italia non gode della stessa popolarità che ha negli Stati Uniti, inoltre è sempre maggiore la disaffezione degli spettatori italiani verso i colossi tutti effetti speciali made in U.S.A.. Come dire, il pubblico comincia a diffidare. Troppe, forse, le delusioni degli anni passati (tra gli altri, i vari X-Men, Transformers, Pirati dei Caraibi, Eragon, Superman, ecc.)?

  JOHN RAMBO

Ha incassato dignitosamente, ma la delusione deriva dal confronto con il Rocky del nuovo corso uscito nella stagione precedente. Costi di produzione raddoppiati (50 milioni di dollari contro i 24  di Rocky), 30 milioni di incasso in meno sul mercato americano, e 15 su quello internazionale. In Italia incassi inferiori di circa il 50%. Va comunque riconosciuto un ottimo debutto direttamente al primo posto. È il passaparola che non premia il granitico Stallone. Al secondo week-end il calo è infatti pari al 60%.

 

 

JUNO

Esce in aprile il film di Jason Reitman vincitore di innumerevoli premi (tra cui quello della Festa di Roma e l’Oscar alla sceneggiatura di Diablo Cody) e campione al botteghino americano, ma l’accoglienza in Italia è tiepida, nonostante 240 sale a disposizione.