“[…]Diciannove anni
sono abbastanza per capire che se una cosa per te è la più importante del
mondo, è ancora più probabile che te la porteranno via.
L’avevo capito anche
a sedici anni, se è per questo.
Ci penso spesso.[…]”
Cormac McCarthy, “Non è un paese per vecchi”,
Einaudi (2006)
In accurato disordine… I MIGLIORI
Non è
un paese per vecchi
– Ethan & Joel Coen
Il libro da cui è
tratto è un mezzo capolavoro e il film non sempre ne è all’altezza.
Malgrado ciò i Coen mettono la firma su un lavoro dalla violenza
strisciante, un inquieto ritratto di una società malata e sorda. Non è
un paese per vecchi, ma nemmeno per giovani.
Crudele.
Paranoid
Park – Gus
Van Sant
Incagliarsi
nello sproloquiare di tecnica di fronte a tanta bellezza è assolutamente
inutile. Vigoroso, angosciante, smanioso…. Bello.
The assassination of Jesse James – Andrew Dominik
Un film
che impregna la pellicola con l’analisi dell’inadeguatezza, sfociando
talora nell’ammirazione, a volte nell’invidia. La fine ‘800 del West
è più cupa che mai, e l’inquadratura satura di nero si ubriaca nella
luce calda e rossa delle giornate di sole, o si spegne illividita nel
grigio cupo delle nubi. Maestoso.
Gomorra –
Matteo Garrone
Come i
Coen anche Garrone non rende totale giustizia al libro di denuncia di
Saviano. Il film ad ogni modo trascina con brutalità lo spettatore in una
società a sé stante, rabbiosa e lucida allo stesso tempo. Necessario.
Il divo – Paolo Sorrentino
Racconta la storia degli anni ‘80/’90 filtrando le vicende
storiche attraverso parentesi di fantasia che ricalcano i torbidi affari
del nostro passato recente. Andreotti come chiave di lettura di una
“nuova” concenzione del Potere. Grottesco.
4 mesi 3
settimane 2 giorni
– Cristian Mungiu
Un
capolavoro storico, sociale e soprattutto umano. Al di là di ogni
barriera di perbenismo si staglia con fermezza il dolore, la tragedia e il
trauma di due donne unite in un dramma troppo privato, troppo intimo per
essere strumentalizzato. Struggente.
Angel –
Francois Ozon
In un primo momento il film di Ozon è quasi fastidioso. L’ultimo
lungometraggio del regista francese deve essere lasciato a decantare, di
modo che se ne smussino gli angoli e se ne esaltino le esasperazioni. Solo
allora si può apprezzare al meglio questo aggraziato elogio alla
tradizione del romanzo dal XIX secolo in poi. Melodrammatico.
Un’altra
giovinezza – Francis
Ford Coppola
Ingiustamente sottovalutato, il film di Coppola è una parabola sulla
Resurrezione e sull’ossimorica incompatibilità dell’uomo con la vita,
sul rapporto fra giovinezza e vecchiaia. Onirico, kitch, imprevedibile.
Ambiguo.
La promessa dell’assassino
– David Cronenberg
Un film ossessivo e claustrofobico. Il complesso relazionarsi della
criminalità organizzata con la società degli immigrati: una lotta
crudele su confini che non si possono superare, su cose che sarebbe meglio
non vedere. E poi… ci sono cose che non si possono comprare. Per tutto
il resto c’è Viggo Mortensen. Violento.
Be Kind Rewind
– Michel Gondry
Solo
Gondry poteva realizzare un film del genere e lo ha fatto. Un film che
celebra il cinema e chi fa cinema, senza però abbandonarsi a digressioni
pseudo-poetiche sul ruolo del cinema stesso. Gondry firma un film fresco,
spontaneo, divertente e anche malinconico. Magnetico.
If
there's something strange in your neighborhood
Who you gonna call? - Ghostbusters!
If there's something weird and it don't look good
Who you gonna call? - Ghostbusters!
Persepolis – Marjane Satrapi & Vincent Paronnaud
Con brillante spigliatezza il film racconta i mille disagi e le
disavventura socio-politiche di una nazione e dei suoi abitanti attraverso
la voce l’autobiografia della nota fumettista: da bambina a donna,
Marjane passo dopo passo delinea i tratti contraddittori dell’Iran
moderno. Coraggioso.
L’innocenza
del peccato
– Claude Chabrol
Chabrol
si insinua nella doppiezza delle personalità umane e gioca con le loro
incongruenze, sfruttando in particolare la fragilità e la complessità
delle relazioni amorose. Senza impegnarsi nella descrizione dei
sentimenti, Chabrol cristallizza le conseguenze che ne derivano. Duplice.
Ratatouille – Brad Bird
I bambini non sono una manica di stupidi, incapaci
di intendere e il giorno in cui gli adulti se ne renderanno conto sarà
sempre troppo tardi. La Pixar per fortuna dà voce a una storia semplice
solo in apparenza, che nasconde tante piccole/grandi realtà del nostro
tempo. Tutt’altro che banale.
Menzione
d’onore (o qualcosa del genere)
Cous Cous – Abdel Kechiche
Juno
– Jason Reitman
Across
the universe –
Julie Taymor