*1° ACROSS
THE UNIVERSE – Julie
Taymor
Meraviglioso omaggio alle canzoni dei Beatles. La
migliore evocazione cinematografica degli anni sessanta attraverso le sue
coordinate ideali, emotive, artistiche e le sue due anime,
intimistica/artistica e ribelle/realistica. I resti del sogno: un reduce
pazzo, una disillusa attivista e un cuore spezzato. L’arte resta, le sue
rivoluzioni no.
*2°
GOMORRA
– Matteo Garrone
Inedito sguardo sulla malavita: merito del best
seller di Roberto Saviano e del geniale istinto di Garrone che, senza
giudizi o piglio di denuncia, immerge in una realtà più vera del vero,
nel momento in cui ne mostra la matrice grottesca e paradossale.
Personaggi che si raccontano da soli, collocati in una drammaturgia e in
coordinate ambientali perfette.
*3°
INTO
THE WILD – Sean Penn
Progetto ideale per Sean Penn regista: storia vera
anni novanta ma intrisa di valori e coordinate ideali anni settanta;
ribellione contro il Sistema e l’ipocrisia; ritorno alla natura (co-protagonista
di tutto il suo cinema); amare beffe del destino; dramma familiare; crisi
esistenziale.