CUORI (il cinema è melodramma)
Un’altra giovinezza di Francis Ford Coppola:
Il cinema, nell’atto smisurato di fagocitare squarci di metafisica nello spazio pressoché immobile dell’inquadratura, sbava. La goffaggine deborda, l’ambizione intellettuale
collassa, rimane solo lo stupore di una rosa. Coppola è Matei, il cinema è un gesto (totale) d’amore
Be kind rewind di Michel Gondry:
Meraviglia e strazio di un’illusione.
I padroni della notte di James Gray:
Dietro il genere la tragedia, in silenzio. La profondità si cristallizza sulla superficie delle immagini, le parole le abbiamo già sentite: l’inaudita complessità dello stereotipo.
QUADRI (rien à dire)
4 mesi, 3 settimane, 2 giorni di Christian Mungiu
Angel di François Ozon
L’assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford di Andrew Dominik
Gomorra di Matteo Garrone
Non è un paese per vecchi di Joel Coen
Il petroliere di Paul Thomas Anderson
Redacted di Brian De Palma
FIORI (per dire: mai sbocciati in sala. I 5 film dell’anno, nonostante la distribuzione)
The man from London di Bela Tarr
Mister lonely di Harmony Korine
Nightwatching di Peter Greenaway
Stellet licht di Carlos Reygadas
Le voyage du ballon rouge di Hou Hsiao-Hsien
PICCHE (a chi, suo malgrado, le ambisce)
Go go tales di Abel Ferrara
JOLLY (ghigni)
Cloverfield di Matt Reeves
E venne il giorno di M. Night Shyamalan