Film dell'Anno 2007-2008

di Giulio Sangiorgio

 

CUORI (il cinema è melodramma) 

Un’altra giovinezza di Francis Ford Coppola:
Il cinema, nell’atto smisurato di fagocitare squarci di metafisica nello spazio pressoché immobile dell’inquadratura, sbava. La goffaggine deborda, l’ambizione intellettuale collassa, rimane solo lo stupore di una rosa. Coppola è Matei, il cinema è un gesto (totale) d’amore  
Be kind rewind di Michel Gondry:
Meraviglia e strazio di un’illusione. 
I padroni della notte di James Gray:
Dietro il genere la tragedia, in silenzio. La profondità si cristallizza sulla superficie delle immagini, le parole le abbiamo già sentite: l’inaudita complessità dello stereotipo.  

QUADRI (rien à dire) 

4 mesi, 3 settimane, 2 giorni di Christian Mungiu 
Angel di François Ozon 
L’assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford di Andrew Dominik 
Gomorra di Matteo Garrone 
Non è un paese per vecchi di Joel Coen 
Il petroliere di Paul Thomas Anderson 
Redacted di Brian De Palma 

FIORI (per dire: mai sbocciati in sala. I 5 film dell’anno, nonostante la distribuzione) 

The man from London di Bela Tarr 
Mister lonely di Harmony Korine 
Nightwatching di Peter Greenaway 
Stellet licht di Carlos Reygadas 
Le voyage du ballon rouge di Hou Hsiao-Hsien 

PICCHE (a chi, suo malgrado, le ambisce) 

Go go tales di Abel Ferrara 

JOLLY (ghigni) 

Cloverfield di Matt Reeves 
E venne il giorno di M. Night Shyamalan

 

FRAMMENTI (piccoli amori, non necessariamente legati a grandi film) 

1) La poetica di Cronenberg addensata totalmente, finalmente, nello sguardo, in La promessa dell’assassino
2) Gli scarti percepibili tra Funny Games e la sua copia: la casualità del cinema e il caos della realtà che trapelano, per comparazione, tra le pieghe di un teorema. 
3) Le pagine del Manifesto di Marx che volteggiano nell’aria, raggiungono tutti i personaggi e cadono loro ai piedi nel finale di Smiley Face di Gregg Araki. 
4) Il ghigno di Asia Argento sul finale del disconnesso, delirante, sprezzante La terza madre 
5) L’esordio di Bruce Willis in Planet Terror 
6) Il non-detto de L’innocenza del peccato di Chabrol, e, soprattutto, le ludiche e ciniche false apparenze che lo innervano. 
7) La commovente aderenza tra il protagonista di Paranoid Park e lo stile di Van Sant. ”Visto? Non sono meglio di uno specchio?”  
8) Il volto di B. davanti a Hellboy 2.

 

Homepage                            Speciali                             Film dell'Anno