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REPORTAGE
STAGIONE CINEMATOGRAFICA
2006-2007


“È tutto oro quello che luccica ?”
di Luca Baroncini
I dati numerici, aggiornati al 29 luglio 2007, sono
stati gentilmente forniti dall’Agis e si riferiscono ai cinema
aderenti al circuito Cinetel, che copre circa l’85% del mercato (ad
esclusione dei dati relativi agli incassi Usa reperiti dal sito “Boxofficemojo”)
All’apice del caldo finisce la
stagione cinematografica e i numeri sembrano sorridere ai pessimisti.
Nonostante tanti segni meno, infatti, (la pirateria in crescita, una
legge sul cinema italiano ancora una volta solo ventilata, le windows
non rispettate, i rapporti spesso difficili tra esercenti e distributori
e la progressiva scomparsa delle monosale cittadine), a inizio 2007 i
conti risalgono dal rosso e volgono la stagione al positivo. Dietro un
sospiro di sollievo, però, non è tutto roseo ed è interessante capire
come numeri importanti, negli spettatori e negli incassi, celino una
realtà non proprio rassicurante. Per quello che riguarda le tendenze, il
motto è ancora una volta “tutto e subito”. Sono
pochissimi, infatti, i film che sopravvivono nelle sale per più di un
mese e il primo week-end segna il tutto per tutto, indirizzando il più
delle volte l’andamento delle settimane successive. Il motivo
principale è che la sala è il primo anello di una lunga catena (dvd,
pay-tv, pay-per-view, near-video-on-demand, webcasting, streaming media,
web-tv, ecc.), ma non il più redditizio (è l’home video che permette
ai conti di quadrare), quindi accorciando la permanenza dei film nelle
sale si cerca di beneficiare degli effetti del marketing anche per gli
sfruttamenti successivi e di ridurre così la distanza tra investimenti
e ritorni economici. Tutto ciò senza però considerare che è il
successo di un film nelle sale a condizionare poi i canali successivi e
che il successo non dipende solo dal bombardamento mediatico ma anche
dalla capacità del film di incontrare il pubblico. Ogni film ha i suoi
tempi e un marketing aggressivo non è sempre vincente. A incidere sulla
minore durata del teathrical è anche il peso crescente che i multiplex
e le multisale hanno sui risultati complessivi. Difficilmente, infatti,
nei multiplex un film viene sostenuto, quasi sempre si spreme
smontandolo rapidamente se non dà i risultati sperati. Anche i grandi
successi passano come meteore e dopo un mese sono già nel
dimenticatoio. È vero che con l’invasione dei multiplex ci sono più
schermi, ma sono messi a disposizione per lo più dei blockbuster che
hanno così modo di aumentare la forza dell’impatto (già potente) e
gli incassi, mentre i piccoli film continuano a incontrare le difficoltà
di sempre e aprirsi un varco tra i colossi è ancora problematico.
Analogamente alla stagione precedente, il primo semestre ha prodotto
risultati molto inferiori alle aspettative, con un’estate assente, un
settembre poco incoraggiante e un Natale tiepido. Il grande risveglio
c’è stato con il nuovo anno, che ha portato il cinema italiano alla
ribalta, e la tendenza è proseguita per tutto il primo semestre del
2007. In estate i risultati sono stati incoraggianti, ma a ben
vedere le percentuali in aumento derivano unicamente da quei titoli (“I
Fantastici Quattro e Silver Surfer”, “Ocean’s
Thirteen”, “Transformers”
e, soprattutto, “Harry Potter e l’Ordine della Fenice” fresco di record) che non
risentono delle pigrizie italiche o delle variazioni stagionali e che
avrebbero comunque incassato parecchio. Al di là dei blockbusters, però,
i pochi titoli italiani, il cinema d’essai e i film d’animazione
continuano a latitare. Va un po’ meglio all’”horror”, genere
principe del periodo per tradizione, ma manca un titolo forte (come
l’anno scorso “Silent Hill”) in grado di concentrare
l’attenzione del pubblico.
Per quello che riguarda la nuova stagione, una prima scossa dovrebbe
arrivare con “Disturbia” di D.J. Caruso con il neo divo Shia LaBeouf, a metà
agosto, e con “Shrek The Third”
a fine agosto. Poi sarà la volta del Festival di Venezia. Sperando che
il pubblico abbia modo di accorgersi che oltre al cinema americano e ai
cine-panettoni c’è dell’altro, e sperando che dell’altro ci sia
per davvero, vediamo com’è andata quest’anno, pardon, questa
stagione, che, come al solito, di anni ne incrocia due: il 2006, ormai
remoto, e il 2007, nel mezzo del cammino.
Una
piccola puntualizzazione per i puristi, che a sentir parlare di incassi
cominciano a storcere il naso: non sono certo i numeri a fare grande
un film, ma è sicuramente interessante capire come i film proposti
vengono accolti dal pubblico. Le considerazioni sono forse più
antropologiche che cinematografiche, ma può essere importante capire,
(senza chiudersi a riccio nelle proprie sacrosante, ma non universali,
convinzioni cinematografiche), come i gusti degli spettatori, indotti o
semplicemente in evoluzione, contribuiscono a indirizzare il modo di
fare e fruire il cinema. Se non altro per avere un po’ più chiaro
contro chi e cosa combattere!
·
Dal – al +
·
La finestra socchiusa
·
America: “Prendi i soldi e scappa”:
o
I Blockbuster
o
La Commedia
o
L’Oscar
o
I Divi
·
Gli incassi per genere: “SEQUEL”
·
Gli incassi per genere:
“ANIMAZIONE”
·
Gli incassi per genere: “HORROR”
·
Gli incassi per genere: “DOCUMENTARIO”
·
Gli incassi per genere: “D’ESSAI”
·
ITALIA: è vero trionfo?
·
Natale in calo
·
I 10 film più visti della stagione
·
Il richiamo del regista
·
Gli incassi del “Primo Week-end”
·
E l’home video?
·
SPIETATI IN PRIMA LINEA: intervista ai fratelli
Mauro ed Enrico Moffa, gestori della Multisala Nosadella di Bologna, nel
giorno di chiusura definitiva del cinema
·
LOST IN TRANSLATION
·
CURIOSITÀ
DAL
– AL +
Si parte
in negativo, con un’estate piatta e qualche sussulto dovuto unicamente al
debutto record (il più alto della stagione) di “Pirati dei Caraibi: La maledizione del forziere fantasma”. Basta
pensare che a novembre 2006 gli incassi scendono del 27% rispetto a
novembre 2005 e che il solo film con Johnny Depp supera di ben 6 milioni
di euro l’incasso totale dei 15 film italiani in circolazione. Una vera e
propria debacle per la nostra cinematografia. Nemmeno le opere presentate al
festival di Venezia vanno forte più di tanto e chi si difende, come “La
stella che non c’è” e “Nuovomondo”,
non raggiunge i 2 milioni e 500 mila euro di incasso. Anche dicembre,
come rivela “Il giornale dello spettacolo”, non va bene, con una
diminuzione pari al 9,07% e pure le festività, solitamente il
periodo più redditizio dell’anno, segnano un calo del 5,39%. Valutando
il 2006 nel suo complesso, in base ai dati Cinetel, gli spettatori
aumentano dell’1,65% raggiungendo i 92,2 milioni di biglietti venduti
(che rapportati al totale delle sale diventano all’incirca 110). Il dato
delude perché le percentuali del primo semestre 2006 erano molto più alte,
intorno al 10%, e perché il numero degli schermi nello stesso periodo è
invece cresciuto del 2,76%. Considerando invece l’intera Europa, i
dati relativi al 2006 indicano realtà contrastanti. Il totale, come rivelato
da “European Cinema Yearbook 2006” di Media Salles, è positivo, con una
crescita del 3,4% e un numero complessivo di spettatori che passa dagli
877,7 milioni del 2005 ai 907,6 del 2006, ma se la Francia segna il record con
un incremento dell’8,2% e la Germania la segue con il 7,4%, la Spagna scende
del 4,7% e la Gran Bretagna del 4,9%. Piccoli mercati come Olanda, Irlanda,
Finlandia, Austria, Svizzera, Belgio e Lussemburgo, invece, segnano aumenti
che vanno dall’8,1% al 12%. Confrontando l’Europa Occidentale con quella
Orientale, la prima mostra un incremento del 2,6% e la seconda del 17,6%, ma i
dati di quest’ultima sono molto contrastanti e vanno dal +28,2% della
Polonia al -36,9% di Serbia e Montenegro. Tornando all’Italia, per vedere un
ritorno consistente del pubblico nelle sale bisogna attendere i primi mesi del
2007. Dal 1° gennaio al 18 febbraio, infatti, le presenze aumentano,
sempre in relazione allo stesso periodo dell’anno precedente, del 21,9%.
L’incremento, che in febbraio arriva a toccare il 40,8%, dipende
prevalentemente dal successo di due sequel nostrani: “Manuale d’amore 2 – capitoli successivi” e “Notte prima degli esami – oggi”. Estendendo il confronto ai
primi cinque mesi dell’anno, come reso noto dall’Anec, le percentuali
calano ma restano positive, con un aumento delle presenze del 6,74% e degli
incassi del 7,4%. Il dato è per l’Italia ancora più positivo se si
considera che il cinema nazionale arriva a coprire, incluse le
co-produzioni, il 35% del mercato, con un aumento che raggiunge l’8%.
In calo, invece, sia il cinema americano, con un decremento
dello 0,5% e una quota di mercato pari al 54,7%, che quello inglese (di oltre
il 6%). Interessante anche capire come i 49 milioni di spettatori si sono
ripartiti nei primi 5 mesi dell’anno. Le preferenze vanno alle sale con
oltre 7 schermi (47,29%), a seguire quelle da 2 a 6 (38,11%) e fanalino di
coda le monosale (14,60%).
La
“finestra” socchiusa
Ricordiamo che con il termine
inglese “window” si intende il lasso di tempo che si ritiene debba passare
da quando un film esce nelle sale a quando arriva nelle videoteche. Ancora una
volta gli operatori del settore sottolineano come sia importante lo
sfruttamento di un film nei cinema prima che giunga agli altri canali. Questo
non solo per tutelare la suprema bellezza di un film visto su uno schermo
grande in un momento esplicitamente dedicato all’evasione e per garantire
incassi soddisfacenti agli esercenti, ma anche per ricordare come sia spesso
la buona accoglienza nelle sale a garantire poi un altrettanto riscontro
positivo nel noleggio e poi nella tv via cavo e infine nella vendita. Con le
dovute eccezioni, ovviamente, basta pensare a “Tre metri sopra il cielo”
che nelle sale non ha incassato più di tanto dominando invece nel settore
home-video. Il problema è che per i produttori e i distributori i maggiori
ritorni economici si hanno con l’home video e l’idea sembra essere quella
di sfruttare la campagna pubblicitaria fatta per l’uscita nelle sale senza
doverne predisporre una nuova per quella in video. Rispetto alla stagione
precedente, comunque, non è cambiato nulla. Nessuna nuova legge, soliti
tentativi dei distributori di evadere dal buon senso e conseguente protesta
degli esercenti per cui l’unione ha continuato a fare la forza. È successo
con “Miami Vice”, arrivato in sala il 6 ottobre, annunciato in
videoteca dopo solo otto settimane, e poi spostato a gennaio 2007 in seguito
alle minacce degli esercenti italiani di non programmare i successivi film
Universal “I figli degli uomini”
e “Tu, io e Dupree”. Il
problema delle “windows” non riguarda solo l’Italia. In Germania
l’uscita in dvd di “Eragon”,
a tre mesi da quella nelle sale, ha spinto gli esercenti a boicottare “Rocky Balboa”, altro film distribuito dalla Fox, che ha pensato
bene di posticipare di altri tre mesi il passaggio all’home-video. Discorso
analogo per l’Inghilterra, dove ancora la decisione (sempre della Fox) di
fare uscire “Una notte al museo”
in video dopo tre mesi da quella in sala ha spinto gli esercenti a smontare il
film in anticipo.
Ridimensionato, invece, il polverone mediatico conseguente alla possibilità
di vedere il film tramite il telefonino. Quest’anno per Natale gli utenti
Nokia hanno potuto vedere “Mission
Impossibile III” attraverso un cellulare collegabile al televisore e
contenente una slot di memoria in cui caricare i film. Ma l’operazione è
resa possibile a sette mesi di distanza dall’uscita del film nelle sale.
America:
“Prendi i soldi e scappa”
L’accoglienza dei film U.S.A.
da parte dell’Italia è rimasta più o meno invariata rispetto all’anno
scorso: considerando i primi cinque mesi del 2007, infatti, la quota
di mercato del cinema americano scende dello 0,5%, confermando un trend di
stasi. A guadagnarne, in Italia, è la cinematografia nostrana, con un
incremento dell’8%, che arriva a coprire come presenze il 35% del mercato.
I BLOCKBUSTER
Analizzando
l’offerta americana da più punti di vista si può verificare la sostanziale
tenuta dei blockbuster, cioè di quei prodotti dai costi elevatissimi
pensati per il mercato mondiale.
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|
BLOCKBUSTER
|
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|
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|
|
POS
|
TITOLO
|
INCASSO
U.S.A
|
INCASSO NEL MONDO
(*)
|
INCASSO ITALIA
|
BUDGET
|
|
1
|
PIRATI DEI CARAIBI - LA MALEDIZIONE DEL FORZIERE
FANTASMA
|
$423,315,812
|
$1,066,179,725
|
€ 19.855.079,35
|
$225 million
|
|
2
|
SPIDER-MAN 3
|
$336,027,292
|
$888,977,494
|
€
18.021.622,46
|
$258
million
|
|
3
|
PIRATI DEI CARAIBI: AI CONFINI DEL MONDO
|
$306,888,712
|
$947,505,712
|
€
16.342.383,77
|
$300
million
|
|
4
|
HARRY POTTER E L'ORDINE DELLA FENICE
|
$242,439,214
|
$696,439,214
|
€
15.200.492,76
|
$150
million
|
|
5
|
UNA NOTTE AL MUSEO
|
$250,863,268
|
$572,997,766
|
€ 11.458.821,03
|
-
|
|
6
|
300
|
$210,614,939
|
$456,014,939
|
€ 10.656.466,55
|
$65 million
|
|
7
|
ERAGON
|
$75,030,163
|
$249,074,546
|
€ 9.970.877,30
|
$100 million
|
|
8
|
CASINO ROYALE
|
$167,445,960
|
$594,239,066
|
€
7.998.121,85
|
$150 million
|
|
9
|
TRANSFORMERS
|
$284,677,134
|
$533,217,443
|
€
7.080.334,00
|
$150 million
|
|
10
|
I FANTASTICI QUATTRO E
SILVER SURFER
|
$129,757,156
|
$237,915,307
|
€
6.620.762,00
|
$130 million
|
|
11
|
OCEAN'S THIRTEEN
|
$115,537,902
|
$275,137,902
|
€
5.434.846,00
|
-
|
|
12
|
SUPERMAN RETURNS
|
$200,081,192
|
$391,081,192
|
€
5.434.219,10
|
$270 million
|
|
13
|
MIAMI VICE
|
$63,450,470
|
$163,797,139
|
€
3.426.633,95
|
$135
million
|
|
14
|
GHOST RIDER
|
$115,802,596
|
$228,738,393
|
€
2.958.229,15
|
$110
million
|
|
15
|
UN PONTE PER TERABITHIA
|
$82,272,442
|
$130,016,258
|
€
2.409.427,45
|
-
|
Dando un’occhiata ai titoli, è
stata sicuramente la stagione di Jack Sparrow, soprattutto nel nostro paese
dove la seconda parte delle avventure picaresche è uscita a fine estate, a
differenza degli Stati Uniti dove, uscendo il 7 luglio, ha finito per
rientrare nei conteggi della stagione precedente. Ma, Jack Sparrow a parte,
gli ultimi mesi del 2006 sono stati per il prodotto nazionale una vera
debacle. Basta pensare che dalla data di uscita (13 settembre 2006) a fine
novembre, “Pirati dei Caraibi: la
maledizione del forziere fantasma” ottiene un incasso che supera di ben
6 milioni di euro quello totale dei 15 film italiani programmati nello stesso
periodo. Va un po’ peggio, si fa per dire, alla terza parte della miniera
d’oro diretta da Gore Verbinski, uscita il 23 maggio 2007. “Pirati
dei Caraibi: ai confini del mondo”, infatti, lanciato in day-and-date
(in contemporanea in tutto il mondo) dimostra che gradimento e numeri non
sempre vanno di pari passo: in Italia circa 600 mila spettatori accorsi per la
seconda puntata non hanno sentito la necessità di presentarsi per la terza.
Tendenza che si riscontra anche sul mercato americano dove “Pirati dei Caraibi: la maledizione del forziere fantasma”
raggiunge i 423 milioni di dollari, mentre “Pirati
dei Caraibi: ai confini del mondo” supera di poco i 300 milioni di
dollari. A colmare la lacuna del mercato americano (e gli spropositati costi
di produzione) ci pensa comunque il mercato mondiale allineando il risultato
di entrambi i film intorno ai mille milioni di dollari. Cifre spaventose, che
confermano come la vera anima del film sia la necessità di riempire il
forziere di dollaroni sonanti (non è un caso che a ispirare l’operazione
sia stato un parco giochi Disney).
Diverso il discorso per la trilogia di “Spider-man”,
che pur nel minore riscontro critico rispetto agli episodi precedenti, cerca
un equilibrio tra l’anima del personaggio e la spettacolarità richiesta dal
genere. La terza puntata batte vari record in tutto il mondo, ma sul mercato
americano il film di Sam Raimi ha goduto del vantaggio di essere il primo
titolo veramente forte della stagione, anticipando di poche settimane sia “Shrek
The Third” che “Pirati dei
Caraibi: ai confini del mondo”. L’aggressività del marketing ha avuto
conseguenze in tutto il mondo. In Italia, nel 1° giorno di programmazione
(non scelto a caso in quanto festivo anche se infrasettimanale: il 1°
maggio), il film incassa quasi tre milioni di euro, ottenendo il record di
migliore apertura di tutti i tempi, e in sei giorni “Spider-man
3” raggiunge quasi 10 milioni di euro. Deve comunque far riflettere il
fatto che il debutto record in patria, con 151 milioni di dollari in un solo
week-end, corrisponda a quasi metà dell’incasso complessivo del film sul
mercato americano. Il risultato di una campagna promozionale talmente
persuasiva da spingere buona parte degli spettatori nelle sale nei primissimi
giorni, ma non vincente nel lungo periodo. Dopo poco più di un mese, infatti,
“Spider-man 3” è già sparito
dalla maggioranza dei cinema, sia negli U.S.A. che in Italia. Comunque sia, la
terza puntata è quella che a livello mondiale ha incassato di più (888
milioni di dollari contro i 783 della seconda e gli 821 della prima).
Per restare alle trilogie, è in fase calante (ma neanche di tanto
considerando la bruttezza della seconda parte), la saga ideata da Steven
Soderbergh con la complicità dei belli (e furbi) di Hollywood. Il nuovo
capitolo, “Ocean’s Thirteen”,
con le truffe della banda di imbroglioni capitanata da Danny Ocean, si difende
fin troppo bene, superando di slancio i 100 milioni di dollari in America e i
250 a livello globale, segno che la somma di divi (nonostante un centinaio di
milioni di dollari persi in tutto il mondo a ogni puntata) continua a tirare.
Tra i revival, non proprio essenziali, anche “Superman
returns”. I colossali costi di produzione di 270 milioni di dollari
(ripianati solo grazie all’home video) non hanno però spaventato la Warner
Bros che ha già in cantiere un sequel, atteso per il 2009, sempre diretto da
Bryan Singer e dal titolo “Superman: The Man of Steel”. Dimostrazione chiara di come il
supereroe sia ormai un brand vendibile in tutto il mondo e capace, nonostante
la considerevole entità dei budget, di ripagare gli investimenti.
Tra gli altri giganti commerciali, questa volta battente però bandiera
inglese, si distingue anche il nuovo James Bond, il 21°. “Casino
Royale”, infatti, è il film bondiano di maggiore successo di tutti i
tempi. Il precedente, l’ultimo con Pierce Brosnan (“007 – La morte può
attendere”), passa quindi in seconda posizione con 432 milioni di dollari
contro i quasi 600 del nuovo agente segreto impersonato da Daniel Craig.
Tra gli
“outsider” (anche se il termine può suonare strano, se non improprio, per
film nati esclusivamente per sbancare il botteghino), sicuramente “300”
di Zack Snyder, che a fronte di costi contenuti (65 milioni di dollari non
sono uno scherzo, ma in confronto ai budget degli altri blockbuster di
stagione sono bazzecole) riesce, cavalcando un’onda di rinnovato machismo
privo di ironia e sfumature, a ottenere cifre importanti. Clamoroso anche il
riscontro di una sciocchezzuola come “Una
notte al museo” che, basandosi unicamente su un’idea forte (priva però
di sviluppi adeguati) conquista equamente sia l’America che il resto del
globo. Diverso il discorso per “Eragon”,
accolto fiaccamente in U.S.A e salvato unicamente dai risultati europei (solo
in Italia sfiora i 10 milioni di euro). A dominare l’estate, invece, “I
Fantastici Quattro e Silver Surfer”, e “Transformers” di Michael Bay. Il sequel di Tim Story riduce in
Italia gli incassi rispetto al primo film, ma succede anche in America e non
dipende dalla canicola estiva. Michael Bay si riprende, invece, almeno
quantitativamente (per la qualità dobbiamo ancora attendere), dopo il flop di
“The Island”. Ma il vero traino del periodo estivo è “Harry Potter e l’Ordine della Fenice”, uscito con successo in
tutto il mondo l’11 luglio e seconda migliore apertura di tutti i tempi per
una pellicola nel nostro paese dietro a “Spider-man
3”. Ulteriore conferma di come i blockbuster non abbiano stagione e
funzionino a prescindere (in molti casi anche dalla qualità, purtroppo).
LA COMMEDIA
In netta
ripresa rispetto alla stagione precedente, la commedia, che, al di là dei
troppi titoli importati senza un perché, riesce a distinguersi grazie a un
film riuscito come “Il diavolo veste
di Prada”, grande successo in tutto il mondo. Notevole, ma figlio del
clamoroso riscontro in patria e di un’efficacissima campagna affissioni, il
risultato di “Borat”, che in
Italia sfiora i 6 milioni di euro. Sotto le aspettative, ma uscito in un
settembre che si è rivelato fallimentare e con un titolo incapace di
imprimersi nella memoria, “Ti odio,
ti lascio, ti…”. Anche da “Svalvolati
on the Road” probabilmente la Buena Vista si aspettava di più, ma la
campagna promozionale, a partire dalla poca lungimiranza nella scelta del
titolo, è stata troppo concentrata sulle famiglie per riuscire a imporsi come
prodotto trasversale. In linea con gli ingenti investimenti, invece, “L’amore
non va in vacanza”, tipico prodotto commerciale confezionato per non
scontentare nessuno (o scontentare tutti?) e mirato al mercato globale.
Continua a tirare il demenziale, e infatti sia “Norbit” che “Epic Movie”,
forse perché anticipati da trailer più divertenti dei film, superano i 3
milioni di euro. Si conferma inesportabile la comicità di Will
Ferrell, che fallisce sia in versione sport-comedy (“Ricky Bobby: la
storia di un uomo che sapeva contare fino a uno” e “Blades of Glory”,
uscito però nell’ultimo week-end della stagione), che surreale (“Vero
come la finzione”). Difficilmente esportabile anche l’inespressività
di Adam Sandler che, però, con l’aiuto di Kate Beckinsale, Christopher
Walken e di una trovata simpatica (una sorta di telecomando che consente al
protagonista di andare avanti e indietro attraverso gli avvenimenti di tutta
la sua vita), anche in Italia, con “Cambia la tua vita con un click“,
ottiene numeri dignitosi. Tra i grandi successi U.S.A. incapaci di varcare i
confini nazionali anche “Super Nacho” con Jack Black. Non ancora
distribuito in patria, invece, il fugace “The Darwin Awards - suicidi
accidentali per menti poco evolute” di Finn Taylor, meteora di inizio
estate sul nostro mercato.
|
|
COMMEDIE
|
|
|
|
|
|
POS
|
TITOLO
|
INCASSO
U.S.A
|
INCASSO NEL MONDO
(*)
|
INCASSO
ITALIA
|
BUDGET
|
|
1
|
IL DIAVOLO VESTE PRADA
|
$124,740,460
|
$325,528,148
|
€ 14.292.087,85
|
$35
million
|
|
2
|
BORAT - STUDIO CULTURALE SULL'AMERICA A BENEFICIO
DELLA GLORIOSA NAZIONE DEL KAZAKISTAN
|
$128,505,958
|
$260,833,288
|
€
5.823.954,65
|
$18
million
|
|
3
|
L'AMORE NON VA IN VACANZA
|
$63,224,849
|
$204,663,860
|
€
4.446.325,90
|
$85
million
|
|
4
|
TI ODIO, TI LASCIO, TI…
|
$118,703,275
|
$204,963,084
|
€
4.211.311,15
|
$52
million
|
|
5
|
SCRIVIMI UNA CANZONE
|
$50,572,589
|
$145,755,119
|
€
3.753.774,15
|
-
|
|
6
|
LA MIA SUPER EX-RAGAZZA
|
$22,530,295
|
$60,896,147
|
€
3.542.616,10
|
-
|
|
7
|
NORBIT
|
$95,360,247
|
$158,663,012
|
€ 3.127.654,90
|
$60
million
|
|
8
|
EPIC MOVIE
|
$39,739,367
|
$86,492,653
|
€
3.085.101,70
|
-
|
|
9
|
SVALVOLATI ON THE ROAD
|
$168,213,584
|
$252,512,584
|
€
2.996.479,85
|
-
|
|
10
|
CAMBIA LA TUA VITA CON UN CLICK
|
$137,355,633
|
$237,681,299
|
€
2.476.558,90
|
$82.5
million
|
|
11
|
TU, IO E DUPREE
|
$75,628,110
|
$130,345,625
|
€
2.394.836,30
|
$54
million
|
|
12
|
PERCHÈ LO DICE MAMMA
|
$42,674,040
|
$58,446,058
|
€
1.249.184,20
|
-
|
|
13
|
UOMINI & DONNE - TUTTI DOVREBBERO
VENIRE…ALMENO UNA VOLTA!
|
$1,530,535
|
$7,186,918
|
€
931.173,60
|
-
|
|
14
|
THE MAN - LA TALPA
|
$8,330,720
|
$13,485,145
|
€
550.398,35
|
-
|
|
15
|
QUEL NANO INFAME
|
$58,645,052
|
$101,595,121
|
€
519.577,10
|
$64
million
|
|
16
|
CONCIATI PER LE FESTE
|
$35,093,569
|
$47,137,050
|
€
411.062,95
|
-
|
|
17
|
IL MIO RAGAZZO E' UN BASTARDO
|
$41,011,711
|
$68,184,620
|
€
247.596,00
|
$18
million
|
|
18
|
VERO COME LA FINZIONE
|
$40,435,190
|
$53,413,003
|
€
240.800,65
|
$30
million
|
|
19
|
CLERKS II
|
$24,148,068
|
$26,973,138
|
€
193.504,05
|
$5
million
|
|
20
|
THE DARWIN AWARDS - SUICIDI ACCIDENTALI PER MENTI
POCO EVOLUTE
|
-
|
-
|
€
107.719,20
|
-
|
|
21
|
FRIENDS WITH MONEY
|
$13,368,437
|
$18,245,244
|
€
49.620,00
|
$6.5
million
|
|
22
|
MI SONO PERSO IL NATALE
|
$16,655,224
|
$21,949,214
|
€
36.048,25
|
$25
million
|
|
23
|
SANTA CLAUSE È NEI GUAI
|
$84,500,122
|
$110,768,122
|
€
35.288,50
|
-
|
|
24
|
RICKY BOBBY: LA STORIA DI UN UOMO CHE SAPEVA
CONTARE FINO A UNO
|
$148,213,377
|
$162,966,177
|
€
30.804,55
|
$72.5
million
|
|
25
|
APPUNTAMENTO AL BUIO
|
$90,560
|
$476,865
|
€ 9.271,50
|
-
|
|
26
|
SUPER NACHO
|
$80,197,993
|
$99,255,460
|
€ 3.667,75
|
$35
million
|
L’OSCAR
L’Oscar
si conferma macchina da soldi, ma ormai la tendenza è anche per l’ambita
statuetta di giocare d’anticipo. Essere candidati comporta visibilità e
pubblicità, vincere risulta un di più che non aggiunge granché a quanto già
accumulato. Questo perché la stragrande maggioranza dei film esce
prima della cerimonia (ancora una volta visibile in Italia solo sulla tv
satellitare a pagamento) e finiscono per conquistare il premio quando le pile
del traino si sono ormai scaricate.
|
|
OSCAR
|
|
|
|
|
|
POS
|
TITOLO
|
INCASSO
U.S.A
|
INCASSO NEL MONDO
(*)
|
INCASSO ITALIA
|
BUDGET
|
|
1
|
THE DEPARTED - IL BENE E IL MALE
|
$132,384,315
|
$289,835,021
|
€ 9.402.772,50
|
$90
million
|
|
2
|
HAPPY FEET
|
$198,000,317
|
$384,317,739
|
€ 4.460.139,15
|
$100
million
|
|
3
|
THE BLOOD DIAMOND - DIAMANTI DI SANGUE
|
$57,377,916
|
$171,344,786
|
€ 4.316.576,75
|
$100
million
|
|
4
|
LE VITE DEGLI ALTRI
|
$11,174,539
|
$69,421,944
|
€ 3.283.488,50
|
$2
million
|
|
5
|
BABEL
|
$34,302,837
|
$135,330,003
|
€ 2.791.081,25
|
-
|
|
6
|
MARIE ANTOINETTE
|
$15,962,471
|
$60,859,830
|
€ 2.416.364,65
|
$40
million
|
|
7
|
THE QUEEN - LA REGINA
|
$56,441,711
|
$122,323,694
|
€ 1.953.462,95
|
-
|
|
8
|
DIARIO DI UNO SCANDALO
|
$17,510,118
|
$49,178,953
|
€ 1.355.114,90
|
-
|
|
9
|
LITTLE MISS SUNSHINE
|
$59,891,098
|
$99,436,177
|
€ 1.347.437,15
|
$8
million
|
|
10
|
LETTERE DA IWO JIMA
|
$13,756,082
|
$68,670,923
|
€
723.743,10
|
$19
million
|
|
11
|
IL LABIRINTO DEL FAUNO
|
$37,634,615
|
$82,048,724
|
€
699.844,85
|
$19
million
|
|
12
|
L'ULTIMO RE DI SCOZIA
|
$17,606,684
|
$47,648,831
|
€
637.688,85
|
$6
million
|
|
13
|
DREAMGIRLS
|
$103,365,956
|
$154,566,866
|
€
511.752,25
|
-
|
|
14
|
UNA SCOMODA VERITA'
|
$24,146,161
|
$49,103,169
|
€
168.127,30
|
-
|
Quest’anno la riedizione di “The
Queen – La Regina” di Stephen Frears ai primi di marzo in 14 schermi,
dopo una prima uscita in contemporanea con l’attribuzione della Coppa Volpi
a Helen Mirren al Festival di Venezia, aggiunge solo 30 mila euro
all’incasso complessivo; così come il film con più statuette, “The Departed” di Martin Scorsese, nonostante una riedizione
massiccia in 123 schermi, non aggiunge che 200 mila euro scarsi al bottino
finale di 9 milioni e 400 mila euro. L’unico a trarre giovamento
dall’effetto domino dell’Oscar è “Le
vite degli altri” di Florian
Henckel Von Donnersmarck, vincitore come Migliore Film Straniero, che uscito a
inizio aprile, quindi sull’onda del riconoscimento ottenuto, grazie a un
andamento costante e a un passaparola vincente si mantiene in classifica tra i
primi venti incassi settimanali per tutta l’estate. Grande ignorato dal
botteghino italiano, e snobbato anche dagli Oscar nonostante le otto
candidature, “Dreamgirls” di Bill Condon, che vanta un premio come
Migliore Attrice Non Protagonista all’esordiente Jennifer Hudson e un Oscar
al Miglior Sonoro, ma in Italia non viene nemmeno rimesso in circolazione.
Anzi, esce in pompa magna a fine gennaio (172 schermi), incassando però un
deludente 278 mila euro, e già alla settimana successiva vede ridurre
notevolmente sia gli schermi (solo 98) che l’incasso (83 mila euro) per poi
scomparire totalmente dalle sale già alla terza settimana.
I DIVI
È il film
a consacrare l’attore come divo, oppure il divo a dare risalto al film?
L’interrogativo è quanto mai spinoso e soggettivo.
|
|
DIVI
|
|
|
|
|
|
|
POS
|
ATTORE
|
TITOLO
|
INCASSO
U.S.A
|
INCASSO NEL MONDO
(*)
|
INCASSO ITALIA
|
BUDGET
|
|
1
|
Johnny
Depp/Orlando Bloom/Keira Knightley
|
PIRATI DEI CARAIBI - LA MALEDIZIONE DEL FORZIERE
FANTASMA
|
$423,315,812
|
$1,066,179,725
|
€
19.855.079,35
|
$225
million
|
|
2
|
Johnny
Depp/Orlando Bloom/Keira Knightley
|
PIRATI DEI CARAIBI: AI CONFINI DEL MONDO
|
$306,888,712
|
$947,505,712
|
€
16.342.383,77
|
$300
million
|
|
3
|
Will Smith
|
LA RICERCA DELLA FELICITA'
|
$163,566,459
|
$305,113,160
|
€ 15.549.919,25
|
$55
million
|
|
4
|
Meryl Streep
|
IL DIAVOLO VESTE PRADA
|
$124,740,460
|
$325,528,148
|
€ 14.292.087,85
|
$35
million
|
|
5
|
Leonardo DiCaprio / Matt Damon
/Mark Wahlberg
|
THE DEPARTED - IL BENE E IL MALE
|
$132,384,315
|
$289,835,021
|
€
9.402.772,50
|
$90
million
|
|
6
|
Denzel Washington
|
DÉJÀ VU - CORSA CONTRO IL TEMPO
|
$64,038,616
|
$180,555,658
|
€
7.714.494,25
|
$75
million
|
|
7
|
Silvester Stallone
|
ROCKY BALBOA
|
$70,269,899
|
$155,399,362
|
€
6.614.201,90
|
$24
million
|
|
8
|
Nicolas Cage
|
WORLD TRADE CENTER
|
$70,278,893
|
$162,946,516
|
€
5.508.156,40
|
$65
million
|
|
9
|
Russell Crowe
|
UN'OTTIMA ANNATA
|
$7,459,300
|
$40,742,678
|
€
5.491.262,20
|
$35
million
|
|
10
|
Geroge
Clooney/Brad Pitt/ Matt Damon/Al Pacino
|
OCEAN'S THIRTEEN
|
$115,537,902
|
$275,137,902
|
€
5.434.846,00
|
-
|
|
11
|
Scarlet
Johansson/Hugh Jackman/Woody Allen
|
SCOOP
|
$10,525,717
|
$38,974,191
|
€
4.593.560,75
|
-
|
|
12
|
Kate
Winslet / Cameron Diaz / Jude Law
|
L'AMORE NON VA IN VACANZA
|
$63,224,849
|
$204,663,860
|
€
4.446.325,90
|
$85
million
|
|
13
|
Leonardo DiCaprio / Jennifer
Connelly
|
THE BLOOD DIAMOND - DIAMANTI DI SANGUE
|
$57,377,916
|
$171,344,786
|
€
4.316.576,75
|
$100
million
|
|
14
|
Vince Vaughn / Jennifer
Aniston
|
TI ODIO, TI LASCIO, TI…
|
$118,703,275
|
$204,963,084
|
€
4.211.311,15
|
$52
million
|
|
15
|
Scarlet
Johansson/Hugh Jackman/Christian Bale
|
THE PRESTIGE - STAI GUARDANDO ATTENTAMENTE?
|
$53,089,891
|
$109,676,311
|
€
4.047.756,45
|
$40
million
|
|
16
|
Hugh Grant / Drew Barrymore
|
SCRIVIMI UNA CANZONE
|
$50,572,589
|
$145,755,119
|
€
3.753.774,15
|
-
|
|
17
|
Bruce
Willis/Morgan Freeman/Josh Hartnett/Ben Kingsley
|
SLEVIN - PATTO CRIMINALE
|
$22,495,466
|
$56,308,881
|
€
3.591.451,20
|
-
|
|
18
|
Uma Thurman
|
LA MIA SUPER EX-RAGAZZA
|
$22,530,295
|
$60,896,147
|
€
3.542.616,10
|
-
|
|
19
|
Jim Carrey
|
THE NUMBER 23
|
$35,193,167
|
$74,926,893
|
€
3.001.920,76
|
$30
million
|
|
20
|
Matt
Damon/Angelina Jolie/Robert De Niro
|
L'OMBRA DEL POTERE - THE GOOD SHEPHERD
|
$59,908,565
|
$95,376,742
|
€
2.988.013,40
|
-
|
|
21
|
Nicolas Cage
|
GHOST RIDER
|
$115,802,596
|
$228,738,393
|
€
2.958.229,15
|
$110
million
|
|
22
|
Brad Pitt / Cate Blanchett
|
BABEL
|
$34,302,837
|
$135,330,003
|
€
2.791.081,25
|
-
|
|
23
|
Kirsten Dunst
|
MARIE ANTOINETTE
|
$15,962,471
|
$60,859,830
|
€
2.416.364,65
|
$40
million
|
|
24
|
Edward Norton
|
THE ILLUSIONIST – L’ILLUSIONISTA
|
$39,868,642
|
$86,915,017
|
€
2.404.819,20
|
$16.5
million
|
|
25
|
Scarlet
Johansson/Josh Hartnett/Aaron Eckhart/Hilary Swank
|
THE BLACK DAHLIA
|
$22,545,080
|
$47,804,169
|
€
2.326.450,70
|
$50
million
|
|
26
|
Nicolas Cage
|
IL PRESCELTO
|
$23,649,127
|
$37,911,100
|
€
2.325.303,35
|
$40
million
|
|
27
|
Justin
Timberlake/Sharon Stone/Bruce Willis
|
ALPHA DOG
|
$15,242,450
|
$31,022,367
|
€
1.839.784,85
|
-
|
|
28
|
Bruce Willis / Halle Berry
|
PERFECT STRANGER
|
$23,705,592
|
$65,143,686
|
€
1.623.022,10
|
-
|
|
29
|
Robin Williams
|
L'UOMO DELL'ANNO
|
$37,327,390
|
$41,224,734
|
€
1.380.920,95
|
-
|
|
30
|
Judi Dench / Cate Blanchett
|
DIARIO DI UNO SCANDALO
|
$17,510,118
|
$49,178,953
|
€
1.355.114,90
|
-
|
|
31
|
Aaron
Eckhart/Adam Brody/Robert Duvall
|
THANK YOU FOR SMOKING
|
$24,793,509
|
$39,232,211
|
€
1.362.624,50
|
$6.5
million
|
|
32
|
Keira Knightley
|
DOMINO
|
$10,169,202
|
$22,904,376
|
€
1.031.980,10
|
-
|
|
33
|
Kevin Costner / Ashton Kutcher
|
THE GUARDIAN
|
$55,011,732
|
$94,973,540
|
€
844.760,80
|
-
|
|
34
|
George Clooney / Cate
Blanchett
|
INTRIGO A BERLINO
|
$1,308,696
|
$5,914,908
|
€
603.964,00
|
-
|
|
35
|
Richard Gere
|
L'IMBROGLIO - THE HOAX
|
$7,164,995
|
$8,774,383
|
€
542.223,85
|
$25
million
|
|
36
|
Renée Zellweger / Ewan
McGregor
|
MISS POTTER
|
$2,978,905
|
$30,258,696
|
€
514.316,70
|
-
|
|
37
|
Sean
Penn/Kate Winslet/Jude Law/Anthony Hopkins
|
TUTTI GLI UOMINI DEL RE
|
$7,221,458
|
$9,432,256
|
€
508.195,75
|
$55
million
|
|
38
|
Nicole Kidman
|
FUR - UN RITRATTO IMMAGINARIO DI DIANE ARBUS
|
$223,202
|
$2,163,843
|
€
459.549,10
|
-
|
|
39
|
Edward Norton / Naomi Watts
|
IL VELO DIPINTO
|
$8,060,487
|
$22,044,663
|
€
434.994,65
|
|
|
40
|
Mark Wahlberg
|
SHOOTER
|
$47,003,581
|
$95,169,780
|
€
375.756,60
|
$61
million
|
|
41
|
Jude
Law/Juliette Binoche/Robin Wright Penn
|
COMPLICITA' E SOSPETTI
|
$930,469
|
$8,939,516
|
€
219.588,65
|
-
|
|
42
|
Scarlet Johansson / Helen Hunt
|
LE SEDUTTRICI
|
$238,609
|
$6,877,842
|
€
202.000,35
|
-
|
|
43
|
Drew Barrymore/Eric Bana
|
LE REGOLE DEL GIOCO
|
$5,758,950
|
$8,217,289
|
€
148.173,15
|
-
|
|
44
|
Robin Williams
|
UNA VOCE NELLA NOTTE
|
$7,836,393
|
$10,245,504
|
€
135.166,75
|
-
|
|
45
|
Keanu
Reeves/Robert Downey Jr./Winona Ryder
|
A SCANNER DARKLY - UN OSCURO SCRUTARE
|
$5,501,616
|
$7,659,918
|
€
85.481,75
|
-
|
|
46
|
Christian Bale
|
HARSH TIMES - I GIORNI DELL'ODIO
|
$3,337,931
|
$5,943,339
|
€
36.700,95
|
-
|
|
47
|
Edward Norton
|
DOWN IN THE VALLEY
|
$568,932
|
$850,735
|
€
34.745,15
|
-
|
|
48
|
Mark Wahlberg
|
IMBATTIBILE
|
$57,806,952
|
$58,480,828
|
€ 3.034,75
|
-
|
Sicuramente il personaggio dell’anno, almeno per numero di schermi
invasi su tutto il pianeta, è il Jack Sparrow di Johnny Depp, a detta
di molti l’unico punto di forza della trilogia sui “Pirati dei Caraibi”. Dopo di lui, sicuramente troviamo Leonardo
DiCaprio, a un passo dall’Oscar con il film sbagliato (“The
Blood Diamond – Diamanti di sangue”), ma anima dell’asso pigliatutto
“The Departed”. Il film di
Scorsese consacra anche Matt Damon, protagonista monofaccia del
soporifero “The Good Shepherd –
L’ombra del potere” e in combutta con il clan di amici in “Ocean’s
Thirteen” (che inspiegabilmente, alla terza soderberghiana puntata,
continua a incassare bene). Nel film di Soderbergh si divertono anche gli
immarcescibili George Clooney e Brad Pitt. Il primo senza il
corollario di amici, ma sempre con la regia di Soderbergh, con “Intrigo
a Berlino” è trascurato dal pubblico globale e in proporzione incassa
più da noi che in patria. Il secondo cede all’autorialità di Alejandro
Gonzáles Iñárritu e attira l’attenzione del grande pubblico su “Babel”, grande successo internazionale. In comune hanno entrambi
la luminescenza di Cate Blanchett, capace di impreziosire anche film
poco riusciti come “Diario di uno
scandalo” che, però, deve tutto al carisma di Judi Dench. Ma
l’attrice dell’anno, quanto a presenza (ben quattro film) è sicuramente
la lanciatissima Scarlet Johansson il cui successo è dovuto anche (i
più cattivi dicono soprattutto) all’opportunità che le è stata offerta di
essere diretta da grandi registi: Woody Allen (“Scoop”),
Christopher Nolan (“The prestige”),
Brian De Palma (“The Black Dahlia”),
più il ripescaggio di “Le seduttrici”
di Mike Barker del 2004. Infaticabile anche Edward Norton, con ben tre
film, anche se in pochi se ne sono accorti: il più visto è “The
Illusionist – l’illusionista”, affine e precedente a “The
Prestige” ma in Italia fatto uscire a posteriori; poi c’è il
polpettone “Il velo dipinto”,
che nonostante la presenza di Naomi Watts e la derivazione letteraria
(l’omonimo romanzo di W. Somerset Maugham) è passato nell’indifferenza e
infine “Down in the Walley”,
definito poco elegantemente un “Brokeback Mountain senza Brokeback” e
completamente ignorato dal pubblico (disastroso il debutto in Italia con 35
mila euro in 116 schermi). Tre film anche per Nicolas Cage che, invece,
conferma di essere ancora in grado di attirare il pubblico anche per film
mediocri. La sua tripletta include l’insalvabile “Il
prescelto”, il retorico “World
Trade Center” e il fracassone “Ghost
Rider”. Sempre in fase calante, invece, sia Richard Gere (il suo
“The Hoax – L’imbroglio” l’hanno visto in pochi sia al di qua
che la di là dell’oceano) che Kevin Costner (il patriottico “The
Guardian” si dimostra incapace di varcare i confini). Ancora in ombra Bruce
Willis, nonostante le quattro pellicole in cui compare: “Perfect
Stranger” va così così ovunque, in “Alpha
Dog” e “Fast Food Nation”
ha solo una piccola parte, e solo “Slevin
– Patto criminale” riesce a ritagliarsi uno spazio di tutto rispetto.
Probabilmente l’anno prossimo sarà per Willis quello della rinascita grazie
alla quarta puntata, appena uscita con successo negli U.S.A., della serie
“Die Hard”. Ancora in grado di attirare le masse, invece, sia Sylvester
Stallone, con l’ennesimo “Rocky
Balboa” (è in arrivo anche un new-Rambo), che Denzel Washington,
con “Dèja Vu – corsa contro il
tempo”. Discorso a parte per Russell Crowe: “Un’ottima annata” di Ridley Scott è un flop in America e un
successo in Italia. Per concludere, una piccola considerazione sulla
solitamente onnipresente Nicole Kidman. La bella e brava attrice
quest’anno ha aperto la Festa di Roma con il debole “Fur” di Steven Shainberg, ma nella stagione si dedica soprattutto
al piccolo schermo e alle riviste patinate con ben tre campagne pubblicitarie
multimiliardarie, avvicinando i record delle onni-testimonial Sharon Stone e
Charlize Theron. Speriamo che con la nuova stagione esca dal torpore dorato
del glamour per tornare sugli schermi dei cinema.
Gli incassi per genere: “SEQUEL”
|
SEQUEL
|
|
|
|
POS
|
TITOLO
|
INCASSO ITALIA
|
|
1
|
NATALE A NEW YORK
|
€
23.559.346,20
|
|
2
|
PIRATI DEI CARAIBI - LA MALEDIZIONE DEL FORZIERE
FANTASMA
|
€
19.855.079,35
|
|
3
|
MANUALE D'AMORE 2 - CAPITOLI SUCCESSIVI
|
€
19.018.805,50
|
|
4
|
SPIDER-MAN 3
|
€
18.021.622,46
|
|
5
|
PIRATI DEI CARAIBI: AI CONFINI DEL MONDO
|
€
16.342.383,77
|
|
6
|
HARRY POTTER E L'ORDINE DELLA FENICE
|
€
15.200.492,76
|
|
7
|
HO VOGLIA DI TE
|
€
13.792.316,90
|
|
8
|
NOTTE PRIMA DEGLI ESAMI - OGGI
|
€
12.135.702,90
|
|
9
|
CASINO ROYALE
|
€
7.998.121,85
|
|
10
|
I FANTASTICI QUATTRO E SILVER SURFER
|
€
6.620.762,00
|
|
11
|
ROCKY BALBOA
|
€
6.614.201,90
|
|
12
|
HANNIBAL LECTER - LE ORIGINI DEL MALE
|
€
5.801.678,00
|
|
13
|
OCEAN'S THIRTEEN
|
€
5.434.846,00
|
|
14
|
MR. BEAN'S HOLIDAY
|
€
5.165.649,60
|
|
15
|
SAW III
|
€
3.679.653,10
|
|
16
|
GARFIELD 2
|
€
3.204.497,15
|
|
17
|
NON APRITE QUELLA PORTA: L'INIZIO
|
€
1.714.354,30
|
|
18
|
HOSTEL: PART II
|
€
887.449,70
|
|
19
|
THE GRUDGE 2
|
€
726.350,95
|
|
20
|
LE COLLINE HANNO GLI OCCHI 2
|
€
436.906,80
|
|
21
|
CLERKS II
|
€
193.504,05
|
|
22
|
BELLE TOUJOURS - BELLA SEMPRE
|
€
164.388,00
|
|
23
|
PORKY COLLEGE 2 - SEMPRE PIÙ DURO
|
€
103.241,95
|
|
24
|
SANTA CLAUSE È NEI GUAI
|
€
35.288,50
|
|
25
|
VIVERE UN SOGNO
|
€
1.498,10
|
Non
si tratta di un vero e proprio genere (ogni sequel può appartenere a un
genere differente), ma di una tendenza radicata: bissare un successo sperando
che ciò che è piaciuto continui a piacere (o, almeno, a incassare). È
l’obiettivo di attori (vestire i panni di un supereroe può
costituire un ottimo vitalizio), registi (la firma di un successo apre
le porte a produzioni sempre più “ricche”), e, soprattutto, produttori
(per chi investe provenire da un successo commerciale è già un buon punto di
partenza). Sta di fatto che la tendenza è generalizzata e caratterizza sia le
produzioni di chi ha un’industria da mantenere, come l’America, sia chi
vaga a vista cercando di cavalcare il “mood” del momento, come l’Italia.
Non è un caso che i quattro maggiori successi nazionali dell’anno derivino
tutti da successi precedenti: il brand “Natale
a …”, i nuovi capitoli del “Manuale
d’Amore”, il fintamente generazionale “Ho
voglia di te” (l’unico a evitare riferimenti nel titolo al film da cui
deriva, ma per indirizzare i teen-ager ci ha pensato il romanzo omonimo di
Federico Moccia) e addirittura la fotocopia “Notte
prima degli esami – oggi”, per cui è stato inventato il furbastro
termine “newquel”. Quattro esempi di grandi successi bissati, e in alcuni
casi addirittura superati, con la nuova puntata. Per quello che riguarda gli
Stati Uniti, maestri in materia, il tormentone “Pirati
dei Caraibi” piazza nel nostro paese la puntata numero due (“La
maledizione del forziere fantasma””) e tre (“Ai
confini del mondo”) facendo numeri importanti, ma con un trend in calo,
sia in patria che da noi (come dire, prima di pensare a una quarta puntata è
forse il caso di trovare anche qualcosa da dire). Ottimo, invece, il riscontro
per la terza parte di “Spider-Man”,
che conferma il suo appeal sul pianeta nonostante il minore apprezzamento
della critica. Discorso analogo per il maghetto “Harry
Potter” che con “L’ordine
della Fenice” sbanca il botteghino ovunque, anche in Italia, solitamente
refrattaria ai successi estivi, ma si tratta di uno di quei titoli di grande
richiamo destinati al successo in ogni periodo dell’anno. Restando ai numeri
2, se la cavano discretamente, considerando il periodo di uscita non proprio
favorevole, sia “I Fantastici Quattro
e Silver Surfer” (metà giugno), che “Garfield
2” (metà agosto). “Mr. Bean”
continua ad avere un buon numero di fan, ma li dimezza rispetto al capitolo
precedente, e la banda di divi in vacanza capitanati da Danny Ocean con “Ocean’s
Thirteen” ha un calo in tutto il pianeta, ma come numero tre se la cava
più che bene (ribadiamolo, inspiegabilmente!). Ottimo il riscontro del James
Bond restyled con il biondo Daniel Craig al posto dell’ormai bolso Pierce
Brosnan, anche se in Italia il riscontro di “Casino
Royale” è in proporzione inferiore a quello ottenuto dall’agente
segreto al servizio di Sua Maestà nel resto del mondo. Si dimostra
inossidabile il mito di “Rocky Balboa”
che con la puntata numero 6, a costi contenuti, aggiunge nuovi fan a quelli
storici. Funziona anche un’operazione esclusivamente commerciale come il
prequel su uno dei cattivi più amati dal pubblico (“Hannibal
Lecter – le origini del male”). Il genere più gettonato per i sequel
si conferma comunque l’horror che vede sempre in testa la puntualissima
terza parte di “Saw” (in calo,
però), a cui seguono il discusso “Part
II” di “Hostel” (in
grande calo, però), il non necessario ma dignitoso prequel di “Non
aprite quella porta”, il trasparente (nel senso che nessuno si è
accorto della sua presenza nelle sale) numero due di “The Grudge”, e l’orribile seconda parte di “Le colline hanno gli occhi”.
Tra le cose divertenti, il fatto che ben due sequel non facciano riferimento,
nella versione italiana, ai film da cui traggono origine, evidenti insuccessi.
“Santa Clause 3” diventa infatti “Santa
Clause è nei guai” e “Goal II” si nasconde dietro l’anonimo “Vivere un sogno”. Anche il cinema d’essai cede al sequel. Il
celeberrimo “Bella di giorno” di Luis Buñuel viene infatti rivisitato
dopo 39 anni, con risultati discutibili, dal maestro portoghese Manoel de
Oliveira in “Belle Toujours – bella
sempre”. E per finire lo smascheramento di una truffa. “Porky
College 2 - sempre più duro” non è il seguito di “Porky College: un duro per amico”, bensì il film precedente. È
stato rieditato sull’onda del successo, minimo ma evidentemente sufficiente,
del numero 2 (spacciato per numero 1).
Tra i super-flop, invece, il ritorno di Kevin Smith e dei suoi “Clerks”, snobbati ovunque.
Gli incassi per genere: “ANIMAZIONE”
|
ANIMAZIONE
|
|
|
|
POS
|
TITOLO
|
INCASSO ITALIA
|
|
1
|
CARS
|
€
13.119.114,60
|
|
2
|
LA GANG DEL BOSCO
|
€
6.928.161,34
|
|
3
|
GIU' PER IL TUBO
|
€
6.502.329,25
|
|
4
|
HAPPY FEET
|
€
4.460.139,15
|
|
5
|
BOOG & ELLIOT A CACCIA DI AMICI
|
€
3.058.290,50
|
|
6
|
ARTHUR E IL POPOLO DEI MINIMEI
|
€
1.841.706,25
|
|
7
|
BARNYARD - IL CORTILE
|
€
782.474,35
|
|
8
|
MONSTER HOUSE
|
€
768.310,40
|
|
9
|
I ROBINSON - UNA FAMIGLIA SPAZIALE
|
€
703.442,81
|
|
10
|
ASTERIX E I VICHINGHI
|
€
649.632,20
|
|
11
|
THE ANT BULLY - UNA VITA DA FORMICA
|
€
315.709,35
|
|
12
|
TMNT
|
€
304.694,70
|
|
13
|
AZUR E ASMAR
|
€
260.014,94
|
|
14
|
IL TOPOLINO MARTY E LA FABBRICA DI PERLE
|
€
231.950,25
|
|
15
|
THE REEF - AMICI PER LE PINNE
|
€
146.106,80
|
|
16
|
I RACCONTI DI TERRAMARE
|
€
127.904,40
|
|
17
|
FELIX 2 - IL CONIGLIETTO E LA MACCHINA DEL TEMPO
|
€
107.028,15
|
|
18
|
NOME IN CODICE: BRUTTO ANATROCCOLO
|
€
97.299,75
|
|
19
|
LUPIN III: IL CASTELLO DI CAGLIOSTRO
|
€
86.327,20
|
|
20
|
LA TELA DI CARLOTTA
|
€
51.333,00
|
|
21
|
PAPRIKA
|
€
13.343,00
|
L’anno scorso esordivamo parlando della capacità del cinema
d’animazione, attraverso i cartoni animati tradizionali, quelli in computer
grafica e quelli in live action con incursioni animate, di compiacere il
pubblico di ogni età e di ogni latitudine. Quest’anno ci dobbiamo un po’
ricredere. Perché se è vero che le famiglie continuano a portare i figli al
cinema è però vero che l’assenza di un prodotto forte fa la differenza.
L’anno scorso “Madagascar” dominava la stagione con più di 21 milioni
di euro. Quest’anno gli allori spettano a “Cars”,
della Pixar/Disney, ma con poco più di 13 milioni di euro. Se sommiamo le
prime dieci posizioni dell’anno scorso otteniamo quasi 63 milioni di euro,
quest’anno nemmeno 39. È sicuramente il genere che ha perduto più
smalto nel corso della stagione e le cause, come già anticipato, sono da
ricercarsi soprattutto nella mancanza di un film trasversale in grado di
affiancare la platea adulta (non solo di accompagnatori) a quella dei
giovanissimi. In particolare il Natale è stato in special modo deludente, con
una triade di film d’animazione – “Giù
per il tubo”, “Happy Feet”
e “Boog & Elliot a caccia di amici” – che è arrivata alle
festività già spompa e senza carburante per cavalcare l’intero periodo.
“Giù per il tubo” è quello
che si è difeso meglio, ma da un film dai costi spropositati (149 milioni di
dollari) si attendevano tutti, sia in patria che fuori, risultati più
importanti. Al di là della minore riuscita di certi titoli su cui si puntava
molto, come ad esempio “Cars”,
forse il pubblico comincia a stancarsi di forme narrative che riciclano con
poca fantasia sempre le stesse formule e le medesime dinamiche: cattivi e
buoni rigidamente divisi, eroi virtuosi, belle di turno in trepida attesa o
ricalcate sui modelli maschili. Forse sarebbe opportuno ripulire la
magnificenza visiva di luoghi comuni divenuti troppo frusti per poter essere
assecondati. Altra caratteristica dei prodotti per l’infanzia è il ritmo
sempre più forsennato con cui gli eventi si succedono, trasformando spesso il
film in una serie di rapidissime gag poco coese. Non si capisce bene se sia il
ragazzino a esigere tale velocità o l’industria a imporla. A dominare la
classifica è comunque l’America. Dopo “Cars”,
è la volta di “La gang del bosco”,
che conquista la prima posizione nel debutto a fine ottobre togliendola per un
soffio a “The Departed”, che però ha meno sale a disposizione e si rifarà
la settimana successiva. Il primo film non U.S.A. presente in classifica è
“Arthur e il popolo dei Minimei”
di Luc Besson, ma si tratta comunque di una coproduzione franco-americana che
ricalca in tutto e per tutto, sia visivamente che nell’approccio al
racconto, lo stile d’oltreoceano. Tra i super-flop, sicuramente il film
Disney “I Robinson – una famiglia
spaziale”, che non beneficia di un’uscita estiva in sordina. Così
come “TMT”, il ritorno delle
Tartarughe Ninja in computer grafica, che si difende con un debole incasso di
circa 300 mila euro. Tra i grandi misteri, l’insuccesso deciso a tavolino
per “La tela di Carlotta”,
fatto uscire dalla Universal in sole 9 copie. È vero che la favola da cui il
film è tratto è famosa soprattutto nei paesi di lingua anglosassone, ma il
lungometraggio aveva comunque le potenzialità (favola gentile, protagonista
famosa, grande perizia tecnica) per attrarre più spettatori di quelli che si
è trovato costretto a incontrare. Discreto il riscontro per un classico
dell’animazione tradizionale come “Asterix”,
questa volta alle prese con i Vichinghi, fiacco il risultato di “Monster House”, su cui puntava molto la Sony, e modesta
l’accoglienza per “Azur e Asmar”,
l’invito all’incontro tra culture diverse di Michel Ocelot, che esordisce
in novembre in diciottesima posizione nonostante le 130 sale in cui è
proiettato (a orari per lo più pomeridiani, però). Ai tentativi “altri”
vanno le briciole. “I racconti di
Terramare” e “Paprika”,
entrambi provenienti dal Giappone e presentati a Venezia, passano in poche
città e in poche sale senza lasciare particolare traccia. Così come la
co-produzione spagnolo-argentina “Il
topolino Marty e la fabbrica di perle” e la produzione tedesca “Felix
2 – il coniglietto e la macchina del tempo”, entrambi però con circa
100 sale a disposizione. Quest’ultimo film, tra l’altro, è l’unica
incursione nostrana nell’animazione perché la regia è dell’italiano
Giuseppe Maurizio Laganà. L’estate non si conferma il periodo migliore per
l’animazione (e in generale per tutto ciò che non è blockbuster): sia la
riedizione di “Lupin III: il castello di Cagliostro”, di Hayao Miyazaki, che la
co-produzione tra America e Corea del Sud “The
Reef – amici per le pinne”, non
riescono ad aprirsi un varco nell’indifferenza dei bambini (ma soprattutto
dei genitori) in vacanza.
Gli incassi per genere: “HORROR”
|
HORROR
|
|
|
|
POS
|
TITOLO
|
INCASSO ITALIA
|
|
1
|
SAW III - L'ENIGMA SENZA FINE
|
€
3.679.653,10
|
|
2
|
IL PRESCELTO
|
€
2.325.303,35
|
|
3
|
GRINDHOUSE - A PROVA DI MORTE
|
€
2.133.376,90
|
|
4
|
NON APRITE QUELLA PORTA: L'INIZIO
|
€
1.714.354,30
|
|
5
|
L'ULTIMA PORTA
|
€
1.415.284,80
|
|
6
|
LE COLLINE HANNO GLI OCCHI
|
€
1.175.407,10
|
|
7
|
STAY ALIVE
|
€
1.052.145,95
|
|
8
|
PULSE
|
€
1.025.657,70
|
|
9
|
I SEGNI DEL MALE
|
€
986.695,65
|
|
10
|
HOSTEL: PART II
|
€
887.449,70
|
|
11
|
THE GRUDGE 2
|
€
726.350,95
|
|
12
|
TURISTAS
|
€
606.292,45
|
|
13
|
LE COLLINE HANNO GLI OCCHI 2
|
€
436.906,80
|
|
14
|
THE MESSENGERS
|
€
374.158,15
|
|
15
|
VACANCY
|
€
359.151,00
|
|
16
|
CATACOMBS - IL MONDO DEI MORTI
|
€
303.964,60
|
|
17
|
PREY - LA CACCIA È APERTA
|
€
243.213,21
|
|
18
|
GHOST SON
|
€
213.450,35
|
|
19
|
LA NOTTE DEL MIO PRIMO AMORE
|
€
194.573,35
|
|
20
|
THE COVENANT
|
€
131.606,75
|
|
21
|
L'ELETTO
|
€
115.692,05
|
|
22
|
SNAKES ON A PLANE - LA PAURA ARRIVA STRISCIANDO
|
€
108.739,80
|
|
23
|
KAIRO
|
€
48.111,00
|
|
24
|
MAIAL ZOMBIE – ANCHE I MORTI LO FANNO
|
€
42.173,45
|
|
25
|
ZOMBIES - LA VENDETTA DEGLI INNOCENTI
|
€
20.475,55
|
|
26
|
TAMARA
|
€
4.687,00
|
|
27
|
ALTERED
|
n.p.
|
|
28
|
PAURA PRIMORDIALE
|
n.p.
|
|
|
|
|
Nonostante sia uno dei generi più
gettonati, modellato prevalentemente sulla morbosità del teen-ager,
quest’anno l’interesse per l’horror è un po’ diminuito. Basta
confrontare il film in vetta alla classifica con quello dell’anno scorso per
rendersene conto. È ancora una volta il serial-killer moralista Jigsaw a
dominare il regno dei brividi, ma mentre “Saw 2” incassava più di 5
milioni di euro, “Saw 3” si
ferma a poco più di 3 milioni e 500 mila euro. Dove sono finiti 250 mila
spettatori? La tendenza è chiara anche confrontando la somma delle prime 20
posizioni dell’anno scorso e di quest’anno: più di 30 milioni di euro
contro circa 20 milioni. Un calo del 35% deve fare riflettere perché
alcuni grandi successi degli anni passati hanno spinto a un’emulazione priva
di creatività incapace di mantenersi fedele ai principi basilari del genere
(fare paura, mantenere alta la tensione, incuriosire, farsi specchio di un
disagio diffuso), con la diretta conseguenza di allontanare il pubblico.
Sempre frequente la serialità, ma i numeri 2 o 3 non riescono a confermare i
risultati dei precedenti da cui traggono origine. Succede per “The
Grudge 2”, passato quasi inosservato nonostante più di 250 sale a
disposizione, ma anche per “Le
colline hanno gli occhi 2”, non premiato dal pubblico sia per la sua
bruttezza, ma anche probabilmente a causa della poca distanza con il numero 1
(uscito in Italia a inizio stagione con parecchi mesi di ritardo rispetto
all’America). Va meglio al prequel di “Non
aprite quella porta”, che raggiunge 1 milione e 700 mila euro. Per
restare ai seguiti, “Hostel 2” segue la scia d’oltreoceano e incassa un terzo
rispetto alla prima parte nonostante l’aggressività del marketing. A
Quentin Tarantino, produttore del sequel, va meglio come regista. Il suo “Grindhouse – a prova di morte”, infatti, si ritaglia un discreto
spazio a fine stagione superando i 2 milioni di euro (ma i 5 milioni e passa
di ogni singola puntata di “Kill Bill” sono lontani). Tra le delusioni al
box-office anche il chiacchierato “Snakes
on a plane”, sicuramente penalizzato da una distribuzione che sembra
credere al film meno del pubblico che cerca di attirare: dopo un debutto
deludente - 67 mila euro in 105
sale - alla settimana successiva il numero delle sale si riduce a 27 per poi
scomparire del tutto già dalla terza settimana. Tra i misteri, invece, ma
l’assenza di qualità è un cattivo investimento per il futuro, il discreto
successo di due dei film più bastonati da critica e appassionati del genere,
per una volta unanimi. Comunque sia, “L’ultima
porta” e “Stay Alive”,
superano entrambi il milione di euro. Tra le scelte discutibili, quella di
fare uscire quasi in contemporanea sia il giapponese “Kairo”
che il remake americano “Pulse”
senza che fosse ben chiaro cosa fosse uno e cosa fosse l’altro. La
confusione, e il maggior numero di sale, hanno prevedibilmente premiato il
remake. L’Italia compare con l’impresentabile “La
notte del mio primo amore” e con le co-produzioni “Ghost son”, ritorno al genere di Lamberto Bava, e “L’eletto”,
ma la distribuzione non punta nemmeno su Monica Bellucci per promuovere il
film e la toglie dal manifesto a favore di una poco ammiccante astrazione. Tra
le star alle prese con il soprannaturale, va meglio a Nicolas Cage con “Il prescelto”, fallimentare remake di “The Wicker man”,
rispetto a Hilary Swank con “I segni
del male”, ma entrambi garantiscono ai brutti film di cui sono
protagonisti più visibilità del dovuto. Molti i titoli usciti in piena
estate (“Vacancy”, “Zombies – la
vendetta degli innocenti”, “Altered”,
“Paura Primordiale”, “Maial
Zombie – anche i morti lo fanno”, “Catacombs
– il mondo dei morti”, “Hostel:
Part II”), ma nessuno è capace di imporsi.
Gli incassi per genere: “DOCUMENTARIO”
|
HORROR
|
|
|
|
POS
|
TITOLO
|
INCASSO ITALIA
|
|
1
|
UNA SCOMODA VERITA'
|
€
168.127,30
|
|
2
|
FRANK GEHRY CREATORE DI SOGNI
|
€
152.585,00
|
|
3
|
LA STRADA DI LEVI
|
€
138.993,00
|
|
4
|
SHAN - IL CUORE ANTICO DEI POPOLI NATURALI
|
€
60.733,50
|
|
5
|
CROSSING THE BRIDGE - THE
SOUND OF ISTANBUL
|
€
55.292,00
|
|
6
|
GRIZZLY MAN
|
€
41.596,00
|
|
7
|
BORN INTO BROTHELS
|
€
24.085,00
|
|
8
|
THE U.S. VS JOHN LENNON
|
€
22.371,00
|
|
9
|
PASOLINI PROSSIMO NOSTRO
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€
18.900,00
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10
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RIZE - ALZATI E BALLA
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€
14.128,00
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11
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VEDI NAPOLI E POI MUORI
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€
7.627,00
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12
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LA VERA LEGGENDA DI TONY VILAR
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€
3.551,00
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13
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NEIL YOUNG: HEART OF GOLD
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€
3.477,00
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14
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THE BRIDGE
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€
3.069,00
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15
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GRIDO
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€
1.516,00
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16
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IL MIO PAESE
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€
1.468,00
|
Che piaccia oppure no, il successo planetario delle opere di Michael
Moore ha sdoganato il documentario avvicinandolo allo spettatore pagante della
sala cinematografica. Si tratta per lo più di film destinati a incassi
risibili rispetto a quelli del cinema di fiction, ma anche i costi sono minori
ed è significativo un ampliamento dell’offerta a tutto vantaggio delle
opportunità di scelta del pubblico. Difficilmente i documentari escono in
molte copie (al massimo una ventina) e anche “Una
scomoda verità”, l’invettiva di Al Gore, premiata con l’Oscar, per
sensibilizzare l’umanità sui rischi derivanti dal riscaldamento globale del
pianeta, non raggiunge i 200 mila euro di incasso. Incontra il favore del
pubblico, grazie anche alla firma di Sydney Pollack al debutto nel
documentario, “Frank Gehry: creatore
di sogni”, in cui il celebre regista si mette al servizio del geniale
architetto per mostrarne il bizzarro processo creativo. Il primo documentario
italiano è “La strada di Levi”,
in cui Davide Ferrario e Marco Belpoliti seguono l’itinerario che Primo
Levi, nel 1945, percorse per tornare a Torino dal campo di concentramento di
Auschwitz. Nei sedici documentari distribuiti c’è molto spazio per
l’Italia, che esplora le radici comuni delle popolazioni europee (“Shan
– Il cuore antico dei popoli naturali” di Stefano Milla), torna a
parlare di Pasolini attraverso un’intervista rilasciata sul set di “Salò
o le 120 giornate di Sodoma" (“Pasolini
prossimo nostro” di Giuseppe Bertolucci), indaga con lucidità sulla
malavita napoletana (“Vedi Napoli e
poi muori” di Enrico Caria) e sulle contraddizioni del mondo del lavoro
(“Il mio paese” di Daniele
Vicari), riflette sull’emarginazione attraverso un racconto autobiografico
(“Grido” di Pippo Delbono), e
si inventa un percorso d’artista (il mockumentary “La
vera leggenda di Tony Vilar” di Giuseppe Gagliardi). Tra gli altri, il
turco Fatih Akin esplora Istanbul attraverso le sue sonorità (“Crossing
the Bridge – The Sound of Istanbul”), Werner Herzog analizza il triste
destino di Timothy Treadwell, l’uomo che volle farsi orso (“Grizzly
Man”), David Leaf e John Scheinfeld ripercorrono dieci anni della vita di John Lennon per approfondire il suo
passaggio da idolo delle folle ad attivista convinto contro la guerra (“U.S.A.
contro John Lennon”), David
LaChapelle mostra un nuovo stile di ballo in alternativa alla violenza nei
quartieri degradati di Los Angeles (“Rize – Alzati e balla”),
Jonathan Deme filma un concerto di Neil Young a Nashville nel 2005 dopo che il
cantante è stato operato con successo per un aneurisma al cervello (“Neil
Young: Heart of Gold”) ed Eric Steel sfida il macabro documentando i
suicidi dal Golden Gate di San Francisco (“The Bridge”). Trova
finalmente una distribuzione, infine, il documentario premiato con l’Oscar
nel 2005 “Born into Brothels” di Zana Briski e Ross Kauffman, sul
potere salvifico dell’arte nel quartiere a luci rosse di Calcutta.
Gli incassi per genere: “D’ESSAI”
In
base ai dati del 2005, ufficializzati a ottobre 2006 a Roma alla Casa del
Cinema durante il convegno "Cinema
d’essai e politiche territoriali – quale sostegno alla cultura
cinematografica dalle Regioni e dagli Enti locali", gli schermi
d’essai attivi in Italia sono 806, di cui 451 operanti nei centri
con oltre 40 mila abitanti e 355 in località più piccole. 181 sono
schermi della comunità ecclesiale e 31 sono arene. A novembre 2006 a
Ravenna, agli "Incontri del cinema d’essai", in occasione del
convegno su "Cinema d’essai: il modello Francia – Tutto quello
che avreste voluto sapere sulle leggi, il sostegno pubblico, la
promozione,…", ci si può confrontare con la realtà d’essai
d’oltralpe scoprendo così che in Francia i cinema d’essai sono 1056,
pari a più di 2000 schermi, e rappresentano il 49% del totale delle sale.
La Francia è quindi il paese europeo con il maggior numero di schermi
dedicati ai film di qualità e può contare su un finanziamento pubblico
per le sale d’essai pari a 11,2 milioni di euro. Segue l’Italia, con
le sue 806 sale, con un finanziamento pubblico, però, di soli 2,7
milioni di euro. Al di là dell’oggettività dei dati, e di una
situazione italiana come al solito precaria, resta ancora da chiarire
quali siano i criteri con cui un’apposita commissione decide che
un’opera è di qualità, e quindi riservata per lo più a sale che per
programmarla ricevono contributi statali. Tanto per fare qualche esempio,
perché “Cars” e “Giù
per il tubo”, opere prodotte da major multimiliardarie con centinaia
di schermi a disposizione, sono anche d’essai? E il filmone degli Oscar
“The Departed”? E “Apocalypto”?
E, per restare all’Italia, il “Saturno
contro” di Ferzen Ozpetek?
In attesa di approfondimenti in merito, per comodità di catalogazione ho scelto, come l’anno
scorso, le pellicole programmate in prevalenza nelle sale d’essai e
raramente nei multiplex, quindi quelle che si pongono in un’ottica non
esclusivamente commerciale. Essendo il criterio selettivo particolarmente
soggettivo, la classifica è per forza di cose solo indicativa.
|
CINEMA D’ESSAI
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|
|
POS
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TITOLO
|
INCASSO ITALIA
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1
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LE VITE DEGLI ALTRI
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€
3.283.488,50
|
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2
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IL MIO MIGLIORE AMICO
|
€
1.570.128,50
|
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3
|
IL VENTO CHE ACCAREZZA L'ERBA
|
€
1.559.052,15
|
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4
|
BOBBY
|
€
1.479.535,80
|
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5
|
LA CITTA' PROIBITA
|
€
1.388.867,55
|
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6
|
FLAGS OF OUR FATHERS
|
€
1.280.777,35
|
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7
|
IL GRANDE CAPO
|
€
1.053.650,00
|
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8
|
LA VIE EN ROSE
|
€
911.579,25
|
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9
|
L’ULTIMO INQUISITORE
|
€
895.910,85
|
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10
|
CUORI
|
€
855.566,50
|
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11
|
LETTERE DA IWO JIMA
|
€
723.743,10
|
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12
|
QUATTRO MINUTI
|
€
681.196,90
|
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13
|
L'ARTE DEL SOGNO
|
€
655.807,00
|
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14
|
SHORTBUS - DOVE TUTTO E' PERMESSO
|
€
596.857,85
|
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15
|
DOPO IL MATRIMONIO
|
€
552.032,50
|
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16
|
PARADISO + INFERNO
|
€
464.861,10
|
|
17
|
IL MATRIMONIO DI TUYA
|
€
438.541,10
|
|
18
|
IL COLORE DELLA LIBERTÀ - GOODBYE BAFANA
|
€
404.522,00
|
|
19
|
IL DESTINO NEL NOME
|
€
394.819,40
|
|
20
|
WATER
|
€
373.781,50
|
|
21
|
PRIMI AMORI, PRIMI VIZI, PRIMI BACI
|
€
364.285,75
|
|
22
|
LA VOLTAPAGINE
|
€
354.299,00
|
|
23
|
BREAKFAST ON PLUTO
|
€
350.831,90
|
|
24
|
INLAND EMPIRE
|
€
340.101,00
|
|
25
|
LE LUCI DELLA SERA
|
€
338.479,60
|
|
26
|
STILL LIFE
|
€
291.238,20
|
|
27
|
LA GUERRA DEI FIORI ROSSI
|
€
290.928,00
|
|
28
|
BLACK BOOK
|
€
247.664,05
|
|
29
|
FOLLIA
|
€
228.970,90
|
|
30
|
XXY - UOMINI, DONNE O TUTTI E DUE?
|
€
210.860,00
|
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31
|
NON E' PECCATO - LA QUINCEANERA
|
€
198.601,35
|
|
32
|
TIME
|
€
194.188,50
|
|
33
|
GLI INNOCENTI
|
€
191.439,00
|
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34
|
QUELLO CHE GLI UOMINI NON DICONO
|
€
188.827,00
|
|
35
|
C.R.A.Z.Y.
|
€
183.345,70
|
|
36
|
GUIDA PER RICONOSCERE I TUOI SANTI
|
€
177.948,75
|
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37
|
GIARDINI IN AUTUNNO
|
€
172.962,30
|
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38
|
BELLE TOUJOURS - BELLA SEMPRE
|
€
164.388,00
|
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39
|
LA COMMEDIA DEL POTERE
|
€
160.375,25
|
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40
|
PROPRIETA' PRIVATA
|
€
156.723,00
|
|
41
|
THE ROAD TO GUANTANAMO
|
€
132.484,40
|
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42
|
A EST DI BUCAREST
|
€
127.180,00
|
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43
|
IL SEGRETO DI ESMA - GRBAVICA
|
€
111.965,00
|
|
44
|
LE AVVENTURE GALANTI DEL GIOVANE MOLIÈRE
|
€
98.728,85
|
|
45
|
IL PIACERE E L'AMORE
|
€
86.011,30
|
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46
|
A SCANNER DARKLY - UN OSCURO SCRUTARE
|
€
85.481,75
|
|
47
|
CAMBIO DI INDIRIZZO
|
€
84.469,00
|
|
48
|
SALVADOR - 26 ANNI CONTRO
|
€
84.278,00
|
|
49
|
MILLE MIGLIA…LONTANO
|
€
80.796,50
|
|
50
|
I TESTIMONI
|
€
61.379,00
|
|
51
|
INFAMOUS - UNA PESSIMA REPUTAZIONE
|
€
54.913,00
|
|
52
|
EDMOND
|
€
54.270,00
|
|
53
|
CRONACA DI UNA FUGA
|
€
52.568,00
|
|
54
|
RED ROAD
|
€
47.826,00
|
|
55
|
HOLLYWOODLAND
|
€
38.176,00
|
|
56
|
Desiderio
|
€
32.551,00
|
|
57
|
LOVE + HATE
|
€
32.234,00
|
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58
|
REQUIEM
|
€
26.510,00
|
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59
|
FINCHE' NOZZE NON CI SEPARINO
|
€
25.138,60
|
|
60
|
L'AMORE GIOVANE
|
€
18.910,00
|
|
61
|
LA DUCHESSA DI LANGEAIS
|
€
18.476,00
|
|
62
|
FAST FOOD NATION
|
€
18.450,00
|
|
63
|
INTRAMONTABILE EFFERVESCENZA
|
€
18.198,00
|
|
64
|
PRINCESAS
|
€
13.346,00
|
|
65
|
DARATT
|
€
12.484,00
|
|
66
|
FALLEN
|
€
3.762,00
|
|
67
|
IL GRANDE MATCH
|
€
3.448,00
|
L’anno scorso “Volver” di
Pedro Almodovar era riuscito a mettere d’accordo critica e pubblico
ottenendo risultati da blockbuster. Quest’anno non c’è un film così
trasversale e il più grande successo d’essai è “Le
vite degli altri”, l’intensa opera prima di Florian
Henckel Von Donnersmarck premiata con l’Oscar per il Migliore Film
Straniero. Natale ha aiutato la commedia francese “Il mio migliore
amico” di Patrice Leconte con Daniel Auteuil, e la Palma d’Oro al
Festival di Cannes ha sicuramente contribuito a raccogliere interesse e
consensi intorno a “Il vento che accarezza l’erba” di Ken
Loach. Va peggio al Leone d’Oro a Venezia “Still Life” di Jia
Zhangke, ma il film di Loach esce con il supporto di 122 sale, mentre
verso Zhangke la fiducia è inferiore (solo 23 schermi). L’opera prima
di Emilio Estevez, “Bobby”, che racconta attraverso un
campionario di varia umanità raccolta all’hotel Ambassador di Los
Angeles l’ultima notte di Robert Kennedy, ucciso il
5 giugno 1968 dopo aver tenuto il discorso per la vittoria in California, precede in classifica “Flags of our Fathers”,
la
prima parte del dittico di Clint Eastwood sulla
cruenta battaglia di Iwo Jima tra americani e giapponesi nel febbraio del
1945. Probabilmente il film, che espone il punto di vista
americano, delude un po’ le aspettative, perché il punto di vista
giapponese, “Lettere da Iwo Jima”, esce dopo tre mesi perdendo
per strada circa il 50% di spettatori. La pausa di relax, o pseudo tale,
dalla trilogia americana giova, almeno nei numeri, a Lars Von Trier e al
suo “Il grande capo”, prima uscita d’essai del 2007. Il
ritorno in patria di Paul Veroheven invece, nonostante i grandi incassi in
Olanda, non spinge il pubblico nostrano verso l’interessante “Black
Book”, che debutta a un deludente 12° posto a inizio febbraio in 70
sale. Ben tre registi, poi, in duplice presenza: Zhang Yimou, Richard Linklater e Kenneth Branagh. Per
quello che riguarda il cinese Yimou, tra la tragedia shakesperiana “La
città proibita” e la commedia lacrimevole e ricattatoria “Mille
miglia…lontano”, il pubblico premia il fasto del solido
dramma di corte ambientato nella casa dell’imperatore. L’americano
Linklater si divide tra la sperimentazione estetica dall’omonimo romanzo
di Philip K. Dick. (“A Scanner
Darkly – un oscuro scrutare”) e la denuncia contro le catene di
fast-food (“Fast Food Nation”),
entrambi snobbati dal pubblico italiano. L’inglese Branagh, invece, apre
la stagione a settembre con “As
You Like it – Come vi piace” e la chiude a fine giugno con “Il
flauto magico”, ma il film dall’opera di Mozart viene distribuito
con il contagocce e per forza di cose raggiunge risultati infinitesimali.
Non è però l’unico film presentato al festival di Venezia a essere
ucciso dalla distribuzione. Anche “Daratt”
di Mahamat-Saleh Haroun, infatti, vincitore del Premio Speciale della
Giuria, soccombe in 4 sale a fine maggio. Una conferma che l’estate
produce incassi solo per i blockbuster, mentre i film d’essai non
riescono a trovare adeguato risalto. Uniche eccezioni, il vincitore
dell’Orso d’Oro a Berlino “Il
matrimonio di Tuya”, di Wang
Quan An, e quello della Settimana della Critica a Cannes “XXY”,
di Lucìa Puenzo, in netta controtendenza. Usciti in giugno, infatti,
trovano, con la complicità di un’attenta distribuzione, un pubblico in
grado di apprezzarli (ma soprattutto vederli).
Sommando le prime trenta posizioni di quest’anno e confrontandole con le
prime trenta dell’anno scorso si ottiene un calo di circa 1 milione e
mezzo di euro: la differenza è dovuta al clamoroso risultato di
“Volver” nella stagione precedente. Tolto il film di Almodovar si può
dire che i risultati sono tutto sommato in linea, con un trend in lieve
aumento.
continua... ==>

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