REPORTAGE STAGIONE CINEMATOGRAFICA 
2006-200
7

“È tutto oro quello che luccica ?

di   Luca Baroncini

 

I dati numerici, aggiornati al 29 luglio 2007, sono stati gentilmente forniti dall’Agis e si riferiscono ai cinema aderenti al circuito Cinetel, che copre circa l’85% del mercato (ad esclusione dei dati relativi agli incassi Usa reperiti dal sito “Boxofficemojo”)

All’apice del caldo finisce la stagione cinematografica e i numeri sembrano sorridere ai pessimisti. Nonostante tanti segni meno, infatti, (la pirateria in crescita, una legge sul cinema italiano ancora una volta solo ventilata, le windows non rispettate, i rapporti spesso difficili tra esercenti e distributori e la progressiva scomparsa delle monosale cittadine), a inizio 2007 i conti risalgono dal rosso e volgono la stagione al positivo. Dietro un sospiro di sollievo, però, non è tutto roseo ed è interessante capire come numeri importanti, negli spettatori e negli incassi, celino una realtà non proprio rassicurante. Per quello che riguarda le tendenze, il motto è ancora una volta “tutto e subito”. Sono pochissimi, infatti, i film che sopravvivono nelle sale per più di un mese e il primo week-end segna il tutto per tutto, indirizzando il più delle volte l’andamento delle settimane successive. Il motivo principale è che la sala è il primo anello di una lunga catena (dvd, pay-tv, pay-per-view, near-video-on-demand, webcasting, streaming media, web-tv, ecc.), ma non il più redditizio (è l’home video che permette ai conti di quadrare), quindi accorciando la permanenza dei film nelle sale si cerca di beneficiare degli effetti del marketing anche per gli sfruttamenti successivi e di ridurre così la distanza tra investimenti e ritorni economici. Tutto ciò senza però considerare che è il successo di un film nelle sale a condizionare poi i canali successivi e che il successo non dipende solo dal bombardamento mediatico ma anche dalla capacità del film di incontrare il pubblico. Ogni film ha i suoi tempi e un marketing aggressivo non è sempre vincente. A incidere sulla minore durata del teathrical è anche il peso crescente che i multiplex e le multisale hanno sui risultati complessivi. Difficilmente, infatti, nei multiplex un film viene sostenuto, quasi sempre si spreme smontandolo rapidamente se non dà i risultati sperati. Anche i grandi successi passano come meteore e dopo un mese sono già nel dimenticatoio. È vero che con l’invasione dei multiplex ci sono più schermi, ma sono messi a disposizione per lo più dei blockbuster che hanno così modo di aumentare la forza dell’impatto (già potente) e gli incassi, mentre i piccoli film continuano a incontrare le difficoltà di sempre e aprirsi un varco tra i colossi è ancora problematico.
Analogamente alla stagione precedente, il primo semestre ha prodotto risultati molto inferiori alle aspettative, con un’estate assente, un settembre poco incoraggiante e un Natale tiepido. Il grande risveglio c’è stato con il nuovo anno, che ha portato il cinema italiano alla ribalta, e la tendenza è proseguita per tutto il primo semestre del 2007. In estate i risultati sono stati incoraggianti, ma a ben vedere le percentuali in aumento derivano unicamente da quei titoli (“I Fantastici Quattro e Silver Surfer”, “Ocean’s Thirteen”, “Transformers” e, soprattutto, “Harry Potter  e l’Ordine della Fenice” fresco di record) che non risentono delle pigrizie italiche o delle variazioni stagionali e che avrebbero comunque incassato parecchio. Al di là dei blockbusters, però, i pochi titoli italiani, il cinema d’essai e i film d’animazione continuano a latitare. Va un po’ meglio all’”horror”, genere principe del periodo per tradizione, ma manca un titolo forte (come l’anno scorso “Silent Hill”) in grado di concentrare l’attenzione del pubblico. 
Per quello che riguarda la nuova stagione, una prima scossa dovrebbe arrivare con “Disturbia” di D.J. Caruso con il neo divo Shia LaBeouf, a metà agosto, e con “Shrek The Third” a fine agosto. Poi sarà la volta del Festival di Venezia. Sperando che il pubblico abbia modo di accorgersi che oltre al cinema americano e ai cine-panettoni c’è dell’altro, e sperando che dell’altro ci sia per davvero, vediamo com’è andata quest’anno, pardon, questa stagione, che, come al solito, di anni ne incrocia due: il 2006, ormai remoto, e il 2007, nel mezzo del cammino.
Una piccola puntualizzazione per i puristi, che a sentir parlare di incassi cominciano a storcere il naso: non sono certo i numeri a fare grande un film, ma è sicuramente interessante capire come i film proposti vengono accolti dal pubblico. Le considerazioni sono forse più antropologiche che cinematografiche, ma può essere importante capire, (senza chiudersi a riccio nelle proprie sacrosante, ma non universali, convinzioni cinematografiche), come i gusti degli spettatori, indotti o semplicemente in evoluzione, contribuiscono a indirizzare il modo di fare e fruire il cinema. Se non altro per avere un po’ più chiaro contro chi e cosa combattere! 

 

·         Dal – al +

·         La finestra socchiusa

·         America: “Prendi i soldi e scappa”:

o        I Blockbuster

o        La Commedia

o        L’Oscar

o        I Divi

·         Gli incassi per genere: “SEQUEL”

·         Gli incassi per genere: “ANIMAZIONE”

·         Gli incassi per genere: “HORROR”

·         Gli incassi per genere: “DOCUMENTARIO”

·         Gli incassi per genere: “D’ESSAI”

·         ITALIA: è vero trionfo?

·         Natale in calo

·         I 10 film più visti della stagione

·         Il richiamo del regista

·         Gli incassi del “Primo Week-end”

·         E l’home video?

·         SPIETATI IN PRIMA LINEA: intervista ai fratelli Mauro ed Enrico Moffa, gestori della Multisala Nosadella di Bologna, nel giorno di chiusura definitiva del cinema

·         LOST IN TRANSLATION

·         CURIOSITÀ

 

 

DAL – AL +

Si parte in negativo, con un’estate piatta e qualche sussulto dovuto unicamente al debutto record (il più alto della stagione) di “Pirati dei Caraibi: La maledizione del forziere fantasma”. Basta pensare che a novembre 2006 gli incassi scendono del 27% rispetto a novembre 2005 e che il solo film con Johnny Depp supera di ben 6 milioni di euro l’incasso totale dei 15 film italiani in circolazione. Una vera e propria debacle per la nostra cinematografia. Nemmeno le opere presentate al festival di Venezia vanno forte più di tanto e chi si difende, come “La stella che non c’è” e “Nuovomondo”, non raggiunge i 2 milioni e 500 mila euro di incasso. Anche dicembre, come rivela “Il giornale dello spettacolo”, non va bene, con una diminuzione pari al 9,07% e pure le festività, solitamente il periodo più redditizio dell’anno, segnano un calo del 5,39%. Valutando il 2006 nel suo complesso, in base ai dati Cinetel, gli spettatori aumentano dell’1,65% raggiungendo i 92,2 milioni di biglietti venduti (che rapportati al totale delle sale diventano all’incirca 110). Il dato delude perché le percentuali del primo semestre 2006 erano molto più alte, intorno al 10%, e perché il numero degli schermi nello stesso periodo è invece cresciuto del 2,76%. Considerando invece l’intera Europa, i dati relativi al 2006 indicano realtà contrastanti. Il totale, come rivelato da “European Cinema Yearbook 2006” di Media Salles, è positivo, con una crescita del 3,4% e un numero complessivo di spettatori che passa dagli 877,7 milioni del 2005 ai 907,6 del 2006, ma se la Francia segna il record con un incremento dell’8,2% e la Germania la segue con il 7,4%, la Spagna scende del 4,7% e la Gran Bretagna del 4,9%. Piccoli mercati come Olanda, Irlanda, Finlandia, Austria, Svizzera, Belgio e Lussemburgo, invece, segnano aumenti che vanno dall’8,1% al 12%. Confrontando l’Europa Occidentale con quella Orientale, la prima mostra un incremento del 2,6% e la seconda del 17,6%, ma i dati di quest’ultima sono molto contrastanti e vanno dal +28,2% della Polonia al -36,9% di Serbia e Montenegro. Tornando all’Italia, per vedere un ritorno consistente del pubblico nelle sale bisogna attendere i primi mesi del 2007. Dal 1° gennaio al 18 febbraio, infatti, le presenze aumentano, sempre in relazione allo stesso periodo dell’anno precedente, del 21,9%. L’incremento, che in febbraio arriva a toccare il 40,8%, dipende prevalentemente dal successo di due sequel nostrani: “Manuale d’amore 2 – capitoli successivi” e “Notte prima degli esami – oggi”. Estendendo il confronto ai primi cinque mesi dell’anno, come reso noto dall’Anec, le percentuali calano ma restano positive, con un aumento delle presenze del 6,74% e degli incassi del 7,4%. Il dato è per l’Italia ancora più positivo se si considera che il cinema nazionale arriva a coprire, incluse le co-produzioni, il 35% del mercato, con un aumento che raggiunge l’8%. In calo, invece, sia il cinema americano, con un decremento dello 0,5% e una quota di mercato pari al 54,7%, che quello inglese (di oltre il 6%). Interessante anche capire come i 49 milioni di spettatori si sono ripartiti nei primi 5 mesi dell’anno. Le preferenze vanno alle sale con oltre 7 schermi (47,29%), a seguire quelle da 2 a 6 (38,11%) e fanalino di coda le monosale (14,60%).

La “finestra” socchiusa

Ricordiamo che con il termine inglese “window” si intende il lasso di tempo che si ritiene debba passare da quando un film esce nelle sale a quando arriva nelle videoteche. Ancora una volta gli operatori del settore sottolineano come sia importante lo sfruttamento di un film nei cinema prima che giunga agli altri canali. Questo non solo per tutelare la suprema bellezza di un film visto su uno schermo grande in un momento esplicitamente dedicato all’evasione e per garantire incassi soddisfacenti agli esercenti, ma anche per ricordare come sia spesso la buona accoglienza nelle sale a garantire poi un altrettanto riscontro positivo nel noleggio e poi nella tv via cavo e infine nella vendita. Con le dovute eccezioni, ovviamente, basta pensare a “Tre metri sopra il cielo” che nelle sale non ha incassato più di tanto dominando invece nel settore home-video. Il problema è che per i produttori e i distributori i maggiori ritorni economici si hanno con l’home video e l’idea sembra essere quella di sfruttare la campagna pubblicitaria fatta per l’uscita nelle sale senza doverne predisporre una nuova per quella in video. Rispetto alla stagione precedente, comunque, non è cambiato nulla. Nessuna nuova legge, soliti tentativi dei distributori di evadere dal buon senso e conseguente protesta degli esercenti per cui l’unione ha continuato a fare la forza. È successo con “Miami Vice”, arrivato in sala il 6 ottobre, annunciato in videoteca dopo solo otto settimane, e poi spostato a gennaio 2007 in seguito alle minacce degli esercenti italiani di non programmare i successivi film Universal “I figli degli uomini” e “Tu, io e Dupree”. Il problema delle “windows” non riguarda solo l’Italia. In Germania l’uscita in dvd di “Eragon”, a tre mesi da quella nelle sale, ha spinto gli esercenti a boicottare “Rocky Balboa”, altro film distribuito dalla Fox, che ha pensato bene di posticipare di altri tre mesi il passaggio all’home-video. Discorso analogo per l’Inghilterra, dove ancora la decisione (sempre della Fox) di fare uscire “Una notte al museo” in video dopo tre mesi da quella in sala ha spinto gli esercenti a smontare il film in anticipo. 
Ridimensionato, invece, il polverone mediatico conseguente alla possibilità di vedere il film tramite il telefonino. Quest’anno per Natale gli utenti Nokia hanno potuto vedere “Mission Impossibile III” attraverso un cellulare collegabile al televisore e contenente una slot di memoria in cui caricare i film. Ma l’operazione è resa possibile a sette mesi di distanza dall’uscita del film nelle sale.

America: “Prendi i soldi e scappa”

L’accoglienza dei film U.S.A. da parte dell’Italia è rimasta più o meno invariata rispetto all’anno scorso: considerando i primi cinque mesi del 2007, infatti, la quota di mercato del cinema americano scende dello 0,5%, confermando un trend di stasi. A guadagnarne, in Italia, è la cinematografia nostrana, con un incremento dell’8%, che arriva a coprire come presenze il 35% del mercato.

I BLOCKBUSTER

Analizzando l’offerta americana da più punti di vista si può verificare la sostanziale tenuta dei blockbuster, cioè di quei prodotti dai costi elevatissimi pensati per il mercato mondiale.

 

BLOCKBUSTER

 

 

 

 

POS

TITOLO

INCASSO U.S.A

INCASSO NEL  MONDO (*)

INCASSO ITALIA

BUDGET

1

PIRATI DEI CARAIBI - LA MALEDIZIONE DEL FORZIERE FANTASMA

$423,315,812

$1,066,179,725

   19.855.079,35

$225 million

2

SPIDER-MAN 3

$336,027,292

$888,977,494

   18.021.622,46

$258 million

3

PIRATI DEI CARAIBI: AI CONFINI DEL MONDO

$306,888,712

$947,505,712

   16.342.383,77

$300 million

4

HARRY POTTER E L'ORDINE DELLA FENICE

$242,439,214

$696,439,214

   15.200.492,76

$150 million

5

UNA NOTTE AL MUSEO

$250,863,268

$572,997,766

   11.458.821,03

-

6

300

$210,614,939

$456,014,939

   10.656.466,55

$65 million

7

ERAGON

$75,030,163

$249,074,546

     9.970.877,30

$100 million

8

CASINO ROYALE

$167,445,960

$594,239,066

     7.998.121,85

$150 million

9

TRANSFORMERS

$284,677,134

$533,217,443

     7.080.334,00

$150 million

10

I FANTASTICI QUATTRO E SILVER SURFER

$129,757,156

$237,915,307

     6.620.762,00

$130 million

11

OCEAN'S THIRTEEN

$115,537,902

$275,137,902

     5.434.846,00

-

12

SUPERMAN RETURNS

$200,081,192

$391,081,192

     5.434.219,10

$270 million

13

MIAMI VICE

$63,450,470

$163,797,139

     3.426.633,95

$135 million

14

GHOST RIDER

$115,802,596

$228,738,393

     2.958.229,15

$110 million

15

UN PONTE PER TERABITHIA

$82,272,442

$130,016,258  

     2.409.427,45

-

Dando un’occhiata ai titoli, è stata sicuramente la stagione di Jack Sparrow, soprattutto nel nostro paese dove la seconda parte delle avventure picaresche è uscita a fine estate, a differenza degli Stati Uniti dove, uscendo il 7 luglio, ha finito per rientrare nei conteggi della stagione precedente. Ma, Jack Sparrow a parte, gli ultimi mesi del 2006 sono stati per il prodotto nazionale una vera debacle. Basta pensare che dalla data di uscita (13 settembre 2006) a fine novembre, “Pirati dei Caraibi: la maledizione del forziere fantasma” ottiene un incasso che supera di ben 6 milioni di euro quello totale dei 15 film italiani programmati nello stesso periodo. Va un po’ peggio, si fa per dire, alla terza parte della miniera d’oro diretta da Gore Verbinski, uscita il 23 maggio 2007. “Pirati dei Caraibi: ai confini del mondo”, infatti, lanciato in day-and-date (in contemporanea in tutto il mondo) dimostra che gradimento e numeri non sempre vanno di pari passo: in Italia circa 600 mila spettatori accorsi per la seconda puntata non hanno sentito la necessità di presentarsi per la terza. Tendenza che si riscontra anche sul mercato americano dove “Pirati dei Caraibi: la maledizione del forziere fantasma” raggiunge i 423 milioni di dollari, mentre “Pirati dei Caraibi: ai confini del mondo” supera di poco i 300 milioni di dollari. A colmare la lacuna del mercato americano (e gli spropositati costi di produzione) ci pensa comunque il mercato mondiale allineando il risultato di entrambi i film intorno ai mille milioni di dollari. Cifre spaventose, che confermano come la vera anima del film sia la necessità di riempire il forziere di dollaroni sonanti (non è un caso che a ispirare l’operazione sia stato un parco giochi Disney).
Diverso il discorso per la trilogia di “Spider-man”, che pur nel minore riscontro critico rispetto agli episodi precedenti, cerca un equilibrio tra l’anima del personaggio e la spettacolarità richiesta dal genere. La terza puntata batte vari record in tutto il mondo, ma sul mercato americano il film di Sam Raimi ha goduto del vantaggio di essere il primo titolo veramente forte della stagione, anticipando di poche settimane sia “Shrek The Third” che “Pirati dei Caraibi: ai confini del mondo”. L’aggressività del marketing ha avuto conseguenze in tutto il mondo. In Italia, nel 1° giorno di programmazione (non scelto a caso in quanto festivo anche se infrasettimanale: il 1° maggio), il film incassa quasi tre milioni di euro, ottenendo il record di migliore apertura di tutti i tempi, e in sei giorni “Spider-man 3” raggiunge quasi 10 milioni di euro. Deve comunque far riflettere il fatto che il debutto record in patria, con 151 milioni di dollari in un solo week-end, corrisponda a quasi metà dell’incasso complessivo del film sul mercato americano. Il risultato di una campagna promozionale talmente persuasiva da spingere buona parte degli spettatori nelle sale nei primissimi giorni, ma non vincente nel lungo periodo. Dopo poco più di un mese, infatti, “Spider-man 3” è già sparito dalla maggioranza dei cinema, sia negli U.S.A. che in Italia. Comunque sia, la terza puntata è quella che a livello mondiale ha incassato di più (888 milioni di dollari contro i 783 della seconda e gli 821 della prima).
Per restare alle trilogie, è in fase calante (ma neanche di tanto considerando la bruttezza della seconda parte), la saga ideata da Steven Soderbergh con la complicità dei belli (e furbi) di Hollywood. Il nuovo capitolo, “Ocean’s Thirteen”, con le truffe della banda di imbroglioni capitanata da Danny Ocean, si difende fin troppo bene, superando di slancio i 100 milioni di dollari in America e i 250 a livello globale, segno che la somma di divi (nonostante un centinaio di milioni di dollari persi in tutto il mondo a ogni puntata) continua a tirare. Tra i revival, non proprio essenziali, anche “Superman returns”. I colossali costi di produzione di 270 milioni di dollari (ripianati solo grazie all’home video) non hanno però spaventato la Warner Bros che ha già in cantiere un sequel, atteso per il 2009, sempre diretto da Bryan Singer e dal titolo “Superman: The Man of Steel”. Dimostrazione chiara di come il supereroe sia ormai un brand vendibile in tutto il mondo e capace, nonostante la considerevole entità dei budget, di ripagare gli investimenti.
Tra gli altri giganti commerciali, questa volta battente però bandiera inglese, si distingue anche il nuovo James Bond, il 21°. “Casino Royale”, infatti, è il film bondiano di maggiore successo di tutti i tempi. Il precedente, l’ultimo con Pierce Brosnan (“007 – La morte può attendere”), passa quindi in seconda posizione con 432 milioni di dollari contro i quasi 600 del nuovo agente segreto impersonato da Daniel Craig.
Tra gli “outsider” (anche se il termine può suonare strano, se non improprio, per film nati esclusivamente per sbancare il botteghino), sicuramente “300” di Zack Snyder, che a fronte di costi contenuti (65 milioni di dollari non sono uno scherzo, ma in confronto ai budget degli altri blockbuster di stagione sono bazzecole) riesce, cavalcando un’onda di rinnovato machismo privo di ironia e sfumature, a ottenere cifre importanti. Clamoroso anche il riscontro di una sciocchezzuola come “Una notte al museo” che, basandosi unicamente su un’idea forte (priva però di sviluppi adeguati) conquista equamente sia l’America che il resto del globo. Diverso il discorso per “Eragon”, accolto fiaccamente in U.S.A e salvato unicamente dai risultati europei (solo in Italia sfiora i 10 milioni di euro). A dominare l’estate, invece, “I Fantastici Quattro e Silver Surfer”, e “Transformers” di Michael Bay. Il sequel di Tim Story riduce in Italia gli incassi rispetto al primo film, ma succede anche in America e non dipende dalla canicola estiva. Michael Bay si riprende, invece, almeno quantitativamente (per la qualità dobbiamo ancora attendere), dopo il flop di “The Island”. Ma il vero traino del periodo estivo è “Harry Potter e l’Ordine della Fenice”, uscito con successo in tutto il mondo l’11 luglio e seconda migliore apertura di tutti i tempi per una pellicola nel nostro paese dietro a “Spider-man 3”. Ulteriore conferma di come i blockbuster non abbiano stagione e funzionino a prescindere (in molti casi anche dalla qualità, purtroppo).

LA COMMEDIA

In netta ripresa rispetto alla stagione precedente, la commedia, che, al di là dei troppi titoli importati senza un perché, riesce a distinguersi grazie a un film riuscito come “Il diavolo veste di Prada”, grande successo in tutto il mondo. Notevole, ma figlio del clamoroso riscontro in patria e di un’efficacissima campagna affissioni, il risultato di “Borat”, che in Italia sfiora i 6 milioni di euro. Sotto le aspettative, ma uscito in un settembre che si è rivelato fallimentare e con un titolo incapace di imprimersi nella memoria, “Ti odio, ti lascio, ti…”. Anche da “Svalvolati on the Road” probabilmente la Buena Vista si aspettava di più, ma la campagna promozionale, a partire dalla poca lungimiranza nella scelta del titolo, è stata troppo concentrata sulle famiglie per riuscire a imporsi come prodotto trasversale. In linea con gli ingenti investimenti, invece, “L’amore non va in vacanza”, tipico prodotto commerciale confezionato per non scontentare nessuno (o scontentare tutti?) e mirato al mercato globale. Continua a tirare il demenziale, e infatti sia “Norbit” che “Epic Movie”, forse perché anticipati da trailer più divertenti dei film, superano i 3 milioni di euro. Si conferma inesportabile la comicità di Will Ferrell, che fallisce sia in versione sport-comedy (“Ricky Bobby: la storia di un uomo che sapeva contare fino a uno” e “Blades of Glory”, uscito però nell’ultimo week-end della stagione), che surreale (“Vero come la finzione”). Difficilmente esportabile anche l’inespressività di Adam Sandler che, però, con l’aiuto di Kate Beckinsale, Christopher Walken e di una trovata simpatica (una sorta di telecomando che consente al protagonista di andare avanti e indietro attraverso gli avvenimenti di tutta la sua vita), anche in Italia, con “Cambia la tua vita con un click“, ottiene numeri dignitosi. Tra i grandi successi U.S.A. incapaci di varcare i confini nazionali anche “Super Nacho” con Jack Black. Non ancora distribuito in patria, invece, il fugace “The Darwin Awards - suicidi accidentali per menti poco evolute” di Finn Taylor, meteora di inizio estate sul nostro mercato.

 COMMEDIE

 

 

 

 

POS

TITOLO

INCASSO U.S.A

INCASSO NEL  MONDO (*)

INCASSO
 ITALIA

BUDGET

1

IL DIAVOLO VESTE PRADA

$124,740,460

$325,528,148

  14.292.087,85

$35 million

2

BORAT - STUDIO CULTURALE SULL'AMERICA A BENEFICIO DELLA GLORIOSA NAZIONE DEL KAZAKISTAN

$128,505,958

$260,833,288

    5.823.954,65

$18 million

3

L'AMORE NON VA IN VACANZA

$63,224,849

$204,663,860

    4.446.325,90

$85 million

4

TI ODIO, TI LASCIO, TI…

$118,703,275

$204,963,084

    4.211.311,15

$52 million

5

SCRIVIMI UNA CANZONE

$50,572,589

$145,755,119

    3.753.774,15

-

6

LA MIA SUPER EX-RAGAZZA

$22,530,295

$60,896,147

    3.542.616,10

-

7

NORBIT

$95,360,247

$158,663,012

   3.127.654,90

$60 million

8

EPIC MOVIE

$39,739,367

$86,492,653

    3.085.101,70

-

9

SVALVOLATI ON THE ROAD

$168,213,584

$252,512,584

    2.996.479,85

-

10

CAMBIA LA TUA VITA CON UN CLICK

$137,355,633

$237,681,299

    2.476.558,90

$82.5 million

11

TU, IO E DUPREE

$75,628,110

$130,345,625

    2.394.836,30

$54 million

12

PERCHÈ LO DICE MAMMA

$42,674,040

$58,446,058

    1.249.184,20

-

13

UOMINI & DONNE - TUTTI DOVREBBERO VENIRE…ALMENO UNA VOLTA!

$1,530,535

$7,186,918  

      931.173,60

-

14

THE MAN - LA TALPA

$8,330,720

$13,485,145

      550.398,35

-

15

QUEL NANO INFAME

$58,645,052

$101,595,121

      519.577,10

$64 million

16

CONCIATI PER LE FESTE

$35,093,569

$47,137,050

      411.062,95

-

17

IL MIO RAGAZZO E' UN BASTARDO

$41,011,711

$68,184,620

      247.596,00

$18 million

18

VERO COME LA FINZIONE

$40,435,190

$53,413,003

      240.800,65

$30 million

19

CLERKS II

$24,148,068

$26,973,138

      193.504,05

$5 million

20

THE DARWIN AWARDS - SUICIDI ACCIDENTALI PER MENTI POCO EVOLUTE

-

-

      107.719,20

-

21

FRIENDS WITH MONEY

$13,368,437

$18,245,244

        49.620,00

$6.5 million

22

MI SONO PERSO IL NATALE

$16,655,224

$21,949,214

        36.048,25

$25 million

23

SANTA CLAUSE È NEI GUAI

$84,500,122

$110,768,122

        35.288,50

-

24

RICKY BOBBY: LA STORIA DI UN UOMO CHE SAPEVA CONTARE FINO A UNO

$148,213,377

$162,966,177

        30.804,55

$72.5 million

25

APPUNTAMENTO AL BUIO

$90,560

$476,865

          9.271,50

-

26

SUPER NACHO

$80,197,993

$99,255,460

          3.667,75

$35 million

L’OSCAR

L’Oscar si conferma macchina da soldi, ma ormai la tendenza è anche per l’ambita statuetta di giocare d’anticipo. Essere candidati comporta visibilità e pubblicità, vincere risulta un di più che non aggiunge granché a quanto già  accumulato. Questo perché la stragrande maggioranza dei film esce prima della cerimonia (ancora una volta visibile in Italia solo sulla tv satellitare a pagamento) e finiscono per conquistare il premio quando le pile del traino si sono ormai scaricate.

 OSCAR

 

 

 

 

POS

TITOLO

INCASSO U.S.A

INCASSO NEL  MONDO (*)

INCASSO ITALIA

BUDGET

1

THE DEPARTED - IL BENE E IL MALE

$132,384,315

$289,835,021

  9.402.772,50

$90 million

2

HAPPY FEET

$198,000,317

$384,317,739

  4.460.139,15

$100 million

3

THE BLOOD DIAMOND - DIAMANTI DI SANGUE

$57,377,916

$171,344,786

  4.316.576,75

$100 million

4

LE VITE DEGLI ALTRI

$11,174,539

$69,421,944

  3.283.488,50

$2 million

5

BABEL

$34,302,837

$135,330,003

  2.791.081,25

-

6

MARIE ANTOINETTE

$15,962,471

$60,859,830

  2.416.364,65

$40 million

7

THE QUEEN - LA REGINA

$56,441,711

$122,323,694

  1.953.462,95

-

8

DIARIO DI UNO SCANDALO

$17,510,118

$49,178,953  

  1.355.114,90

-

9

LITTLE MISS SUNSHINE

$59,891,098

$99,436,177

  1.347.437,15

$8 million

10

LETTERE DA IWO JIMA

$13,756,082

$68,670,923

     723.743,10

$19 million

11

IL LABIRINTO DEL FAUNO

$37,634,615

$82,048,724

     699.844,85

$19 million

12

L'ULTIMO RE DI SCOZIA

$17,606,684

$47,648,831

     637.688,85

$6 million

13

DREAMGIRLS

$103,365,956

$154,566,866

     511.752,25

-

14

UNA SCOMODA VERITA'

$24,146,161

$49,103,169

     168.127,30

-

Quest’anno la riedizione di “The Queen – La Regina” di Stephen Frears ai primi di marzo in 14 schermi, dopo una prima uscita in contemporanea con l’attribuzione della Coppa Volpi a Helen Mirren al Festival di Venezia, aggiunge solo 30 mila euro all’incasso complessivo; così come il film con più statuette, “The Departed” di Martin Scorsese, nonostante una riedizione massiccia in 123 schermi, non aggiunge che 200 mila euro scarsi al bottino finale di 9 milioni e 400 mila euro. L’unico a trarre giovamento dall’effetto domino dell’Oscar è “Le vite degli altri” di Florian Henckel Von Donnersmarck, vincitore come Migliore Film Straniero, che uscito a inizio aprile, quindi sull’onda del riconoscimento ottenuto, grazie a un andamento costante e a un passaparola vincente si mantiene in classifica tra i primi venti incassi settimanali per tutta l’estate. Grande ignorato dal botteghino italiano, e snobbato anche dagli Oscar nonostante le otto candidature, “Dreamgirls” di Bill Condon, che vanta un premio come Migliore Attrice Non Protagonista all’esordiente Jennifer Hudson e un Oscar al Miglior Sonoro, ma in Italia non viene nemmeno rimesso in circolazione. Anzi, esce in pompa magna a fine gennaio (172 schermi), incassando però un deludente 278 mila euro, e già alla settimana successiva vede ridurre notevolmente sia gli schermi (solo 98) che l’incasso (83 mila euro) per poi scomparire totalmente dalle sale già alla terza settimana.

I DIVI

È il film a consacrare l’attore come divo, oppure il divo a dare risalto al film? L’interrogativo è quanto mai spinoso e soggettivo.

 DIVI

 

 

 

 

 

POS

ATTORE

TITOLO

INCASSO U.S.A

INCASSO NEL  MONDO (*)

INCASSO ITALIA

BUDGET

1

Johnny Depp/Orlando Bloom/Keira Knightley

PIRATI DEI CARAIBI - LA MALEDIZIONE DEL FORZIERE FANTASMA

$423,315,812

$1,066,179,725

  19.855.079,35

$225 million

2

Johnny Depp/Orlando Bloom/Keira Knightley

PIRATI DEI CARAIBI: AI CONFINI DEL MONDO

$306,888,712

 $947,505,712

  16.342.383,77

$300 million

3

Will Smith

LA RICERCA DELLA FELICITA'

$163,566,459

$305,113,160

  15.549.919,25

$55 million

4

Meryl Streep

IL DIAVOLO VESTE PRADA

$124,740,460

$325,528,148

  14.292.087,85

$35 million

5

Leonardo DiCaprio / Matt Damon /Mark Wahlberg

THE DEPARTED - IL BENE E IL MALE

$132,384,315

$289,835,021

    9.402.772,50

$90 million

6

Denzel Washington

DÉJÀ VU - CORSA CONTRO IL TEMPO

$64,038,616

$180,555,658  

    7.714.494,25

$75 million

7

Silvester Stallone

ROCKY BALBOA

$70,269,899

$155,399,362

    6.614.201,90

$24 million

8

Nicolas Cage

WORLD TRADE CENTER

$70,278,893

$162,946,516

    5.508.156,40

$65 million

9

Russell Crowe

UN'OTTIMA ANNATA

$7,459,300

$40,742,678

    5.491.262,20

$35 million

10

Geroge Clooney/Brad Pitt/ Matt Damon/Al Pacino

OCEAN'S THIRTEEN

$115,537,902

$275,137,902

    5.434.846,00

-

11

Scarlet Johansson/Hugh Jackman/Woody Allen

SCOOP

$10,525,717

$38,974,191

    4.593.560,75

-

12

Kate Winslet / Cameron Diaz / Jude Law

L'AMORE NON VA IN VACANZA

$63,224,849

$204,663,860

    4.446.325,90

$85 million

13

Leonardo DiCaprio / Jennifer Connelly

THE BLOOD DIAMOND - DIAMANTI DI SANGUE

$57,377,916

$171,344,786

    4.316.576,75

$100 million

14

Vince Vaughn / Jennifer Aniston

TI ODIO, TI LASCIO, TI…

$118,703,275

$204,963,084

    4.211.311,15

$52 million

15

Scarlet Johansson/Hugh Jackman/Christian Bale

THE PRESTIGE - STAI GUARDANDO ATTENTAMENTE?

$53,089,891

$109,676,311

    4.047.756,45

$40 million

16

Hugh Grant / Drew Barrymore

SCRIVIMI UNA CANZONE

$50,572,589

$145,755,119

    3.753.774,15

-

17

Bruce Willis/Morgan Freeman/Josh Hartnett/Ben Kingsley

SLEVIN - PATTO CRIMINALE

$22,495,466

$56,308,881

    3.591.451,20

-

18

Uma Thurman

LA MIA SUPER EX-RAGAZZA

$22,530,295

$60,896,147

    3.542.616,10

-

19

Jim Carrey

THE NUMBER 23

$35,193,167

$74,926,893

    3.001.920,76

$30 million

20

Matt Damon/Angelina Jolie/Robert De Niro

L'OMBRA DEL POTERE - THE GOOD SHEPHERD

$59,908,565

$95,376,742

    2.988.013,40

-

21

Nicolas Cage

GHOST RIDER

$115,802,596

$228,738,393

    2.958.229,15

$110 million

22

Brad Pitt / Cate Blanchett

BABEL

$34,302,837

$135,330,003

    2.791.081,25

-

23

Kirsten Dunst

MARIE ANTOINETTE

$15,962,471

$60,859,830

    2.416.364,65

$40 million

24

Edward Norton

THE ILLUSIONIST – L’ILLUSIONISTA

$39,868,642

$86,915,017

    2.404.819,20

$16.5 million

25

Scarlet Johansson/Josh Hartnett/Aaron Eckhart/Hilary Swank

THE BLACK DAHLIA

$22,545,080

$47,804,169

    2.326.450,70

$50 million

26

Nicolas Cage

IL PRESCELTO

$23,649,127

$37,911,100

    2.325.303,35

$40 million

27

Justin Timberlake/Sharon Stone/Bruce Willis

ALPHA DOG

$15,242,450

$31,022,367

    1.839.784,85

-

28

Bruce Willis / Halle Berry

PERFECT STRANGER

$23,705,592

$65,143,686

    1.623.022,10

-

29

Robin Williams

L'UOMO DELL'ANNO

$37,327,390

$41,224,734

    1.380.920,95

-

30

Judi Dench / Cate Blanchett

DIARIO DI UNO SCANDALO

$17,510,118

$49,178,953  

    1.355.114,90

-

31

Aaron Eckhart/Adam Brody/Robert Duvall

THANK YOU FOR SMOKING

$24,793,509

$39,232,211

    1.362.624,50

$6.5 million

32

Keira Knightley

DOMINO

$10,169,202

$22,904,376

    1.031.980,10

-

33

Kevin Costner / Ashton Kutcher

THE GUARDIAN

$55,011,732

$94,973,540

      844.760,80

-

34

George Clooney / Cate Blanchett

INTRIGO A BERLINO

$1,308,696

$5,914,908

      603.964,00

-

35

Richard Gere

L'IMBROGLIO - THE HOAX

$7,164,995

$8,774,383

      542.223,85

$25 million

36

Renée Zellweger / Ewan McGregor

MISS POTTER

$2,978,905

$30,258,696  

      514.316,70

-

37

Sean Penn/Kate Winslet/Jude Law/Anthony Hopkins

TUTTI GLI UOMINI DEL RE

$7,221,458

$9,432,256

      508.195,75

$55 million

38

Nicole Kidman

FUR - UN RITRATTO IMMAGINARIO DI DIANE ARBUS

$223,202

$2,163,843

      459.549,10

-

39

Edward Norton / Naomi Watts

IL VELO DIPINTO

$8,060,487

$22,044,663

      434.994,65

 

40

Mark Wahlberg

SHOOTER

$47,003,581

$95,169,780

      375.756,60

$61 million

41

Jude Law/Juliette Binoche/Robin Wright Penn

COMPLICITA' E SOSPETTI

$930,469

$8,939,516

      219.588,65

-

42

Scarlet Johansson / Helen Hunt

LE SEDUTTRICI

$238,609

$6,877,842

      202.000,35

-

43

Drew Barrymore/Eric Bana

LE REGOLE DEL GIOCO

$5,758,950

$8,217,289

      148.173,15

-

44

Robin Williams

UNA VOCE NELLA NOTTE

$7,836,393

$10,245,504

      135.166,75

-

45

Keanu Reeves/Robert Downey Jr./Winona Ryder

A SCANNER DARKLY - UN OSCURO SCRUTARE

$5,501,616

$7,659,918

        85.481,75

-

46

Christian Bale

HARSH TIMES - I GIORNI DELL'ODIO

$3,337,931

$5,943,339

        36.700,95

-

47

Edward Norton

DOWN IN THE VALLEY

$568,932

$850,735

        34.745,15

-

48

Mark Wahlberg

IMBATTIBILE

$57,806,952

$58,480,828

          3.034,75

-

Sicuramente il personaggio dell’anno, almeno per numero di schermi invasi su tutto il pianeta, è il Jack Sparrow di Johnny Depp, a detta di molti l’unico punto di forza della trilogia sui “Pirati dei Caraibi”. Dopo di lui, sicuramente troviamo Leonardo DiCaprio, a un passo dall’Oscar con il film sbagliato (“The Blood Diamond – Diamanti di sangue”), ma anima dell’asso pigliatutto “The Departed”. Il film di Scorsese consacra anche Matt Damon, protagonista monofaccia del soporifero “The Good Shepherd – L’ombra del potere” e in combutta con il clan di amici in “Ocean’s Thirteen” (che inspiegabilmente, alla terza soderberghiana puntata, continua a incassare bene). Nel film di Soderbergh si divertono anche gli immarcescibili George Clooney e Brad Pitt. Il primo senza il corollario di amici, ma sempre con la regia di Soderbergh, con “Intrigo a Berlino” è trascurato dal pubblico globale e in proporzione incassa più da noi che in patria. Il secondo cede all’autorialità di Alejandro Gonzáles Iñárritu e attira l’attenzione del grande pubblico su “Babel”, grande successo internazionale. In comune hanno entrambi la luminescenza di Cate Blanchett, capace di impreziosire anche film poco riusciti come “Diario di uno scandalo” che, però, deve tutto al carisma di Judi Dench. Ma l’attrice dell’anno, quanto a presenza (ben quattro film) è sicuramente la lanciatissima Scarlet Johansson il cui successo è dovuto anche (i più cattivi dicono soprattutto) all’opportunità che le è stata offerta di essere diretta da grandi registi: Woody Allen (“Scoop”), Christopher Nolan (“The prestige”), Brian De Palma (“The Black Dahlia”), più il ripescaggio di “Le seduttrici” di Mike Barker del 2004. Infaticabile anche Edward Norton, con ben tre film, anche se in pochi se ne sono accorti: il più visto è “The Illusionist – l’illusionista”, affine e precedente a “The Prestige” ma in Italia fatto uscire a posteriori; poi c’è il polpettone “Il velo dipinto”, che nonostante la presenza di Naomi Watts e la derivazione letteraria (l’omonimo romanzo di W. Somerset Maugham) è passato nell’indifferenza e infine “Down in the Walley”, definito poco elegantemente un “Brokeback Mountain senza Brokeback” e completamente ignorato dal pubblico (disastroso il debutto in Italia con 35 mila euro in 116 schermi). Tre film anche per Nicolas Cage che, invece, conferma di essere ancora in grado di attirare il pubblico anche per film mediocri. La sua tripletta include l’insalvabile “Il prescelto”, il retorico “World Trade Center” e il fracassone “Ghost Rider”. Sempre in fase calante, invece, sia Richard Gere (il suo “The Hoax – L’imbroglio” l’hanno visto in pochi sia al di qua che la di là dell’oceano) che Kevin Costner (il patriottico “The Guardian” si dimostra incapace di varcare i confini). Ancora in ombra Bruce Willis, nonostante le quattro pellicole in cui compare: “Perfect Stranger” va così così ovunque, in “Alpha Dog” e “Fast Food Nation” ha solo una piccola parte, e solo “Slevin – Patto criminale” riesce a ritagliarsi uno spazio di tutto rispetto. Probabilmente l’anno prossimo sarà per Willis quello della rinascita grazie alla quarta puntata, appena uscita con successo negli U.S.A., della serie “Die Hard”. Ancora in grado di attirare le masse, invece, sia Sylvester Stallone, con l’ennesimo “Rocky Balboa” (è in arrivo anche un new-Rambo), che Denzel Washington, con “Dèja Vu – corsa contro il tempo”. Discorso a parte per Russell Crowe: “Un’ottima annata” di Ridley Scott è un flop in America e un successo in Italia. Per concludere, una piccola considerazione sulla solitamente onnipresente Nicole Kidman. La bella e brava attrice quest’anno ha aperto la Festa di Roma con il debole “Fur” di Steven Shainberg, ma nella stagione si dedica soprattutto al piccolo schermo e alle riviste patinate con ben tre campagne pubblicitarie multimiliardarie, avvicinando i record delle onni-testimonial Sharon Stone e Charlize Theron. Speriamo che con la nuova stagione esca dal torpore dorato del glamour per tornare sugli schermi dei cinema.

Gli incassi per genere: “SEQUEL”

SEQUEL

 

 

POS

TITOLO

INCASSO ITALIA

1

NATALE A NEW YORK

  23.559.346,20

2

PIRATI DEI CARAIBI - LA MALEDIZIONE DEL FORZIERE FANTASMA

  19.855.079,35

3

MANUALE D'AMORE 2 - CAPITOLI SUCCESSIVI

  19.018.805,50

4

SPIDER-MAN 3

  18.021.622,46

5

PIRATI DEI CARAIBI: AI CONFINI DEL MONDO

  16.342.383,77

6

HARRY POTTER E L'ORDINE DELLA FENICE

  15.200.492,76

7

HO VOGLIA DI TE

  13.792.316,90

8

NOTTE PRIMA DEGLI ESAMI - OGGI

  12.135.702,90

9

CASINO ROYALE

    7.998.121,85

10

I FANTASTICI QUATTRO E SILVER SURFER

    6.620.762,00

11

ROCKY BALBOA

    6.614.201,90

12

HANNIBAL LECTER - LE ORIGINI DEL MALE

    5.801.678,00

13

OCEAN'S THIRTEEN

    5.434.846,00

14

MR. BEAN'S HOLIDAY

    5.165.649,60

15

SAW III

    3.679.653,10

16

GARFIELD 2

    3.204.497,15

17

NON APRITE QUELLA PORTA: L'INIZIO

    1.714.354,30

18

HOSTEL: PART II

      887.449,70

19

THE GRUDGE 2

      726.350,95

20

LE COLLINE HANNO GLI OCCHI 2

      436.906,80

21

CLERKS II

      193.504,05

22

BELLE TOUJOURS - BELLA SEMPRE

      164.388,00

23

PORKY COLLEGE 2 - SEMPRE PIÙ DURO

      103.241,95

24

SANTA CLAUSE È NEI GUAI

        35.288,50

25

VIVERE UN SOGNO

          1.498,10

Non si tratta di un vero e proprio genere (ogni sequel può appartenere a un genere differente), ma di una tendenza radicata: bissare un successo sperando che ciò che è piaciuto continui a piacere (o, almeno, a incassare). È l’obiettivo di attori (vestire i panni di un supereroe può costituire un ottimo vitalizio), registi (la firma di un successo apre le porte a produzioni sempre più “ricche”), e, soprattutto, produttori (per chi investe provenire da un successo commerciale è già un buon punto di partenza). Sta di fatto che la tendenza è generalizzata e caratterizza sia le produzioni di chi ha un’industria da mantenere, come l’America, sia chi vaga a vista cercando di cavalcare il “mood” del momento, come l’Italia. Non è un caso che i quattro maggiori successi nazionali dell’anno derivino tutti da successi precedenti: il brand “Natale a …”, i nuovi capitoli del “Manuale d’Amore”, il fintamente generazionale “Ho voglia di te” (l’unico a evitare riferimenti nel titolo al film da cui deriva, ma per indirizzare i teen-ager ci ha pensato il romanzo omonimo di Federico Moccia) e addirittura la fotocopia “Notte prima degli esami – oggi”, per cui è stato inventato il furbastro termine “newquel”. Quattro esempi di grandi successi bissati, e in alcuni casi addirittura superati, con la nuova puntata. Per quello che riguarda gli Stati Uniti, maestri in materia, il tormentone “Pirati dei Caraibi” piazza nel nostro paese la puntata numero due (“La maledizione del forziere fantasma””) e tre (“Ai confini del mondo”) facendo numeri importanti, ma con un trend in calo, sia in patria che da noi (come dire, prima di pensare a una quarta puntata è forse il caso di trovare anche qualcosa da dire). Ottimo, invece, il riscontro per la terza parte di “Spider-Man”, che conferma il suo appeal sul pianeta nonostante il minore apprezzamento della critica. Discorso analogo per il maghetto “Harry Potter” che con “L’ordine della Fenice” sbanca il botteghino ovunque, anche in Italia, solitamente refrattaria ai successi estivi, ma si tratta di uno di quei titoli di grande richiamo destinati al successo in ogni periodo dell’anno. Restando ai numeri 2, se la cavano discretamente, considerando il periodo di uscita non proprio favorevole, sia “I Fantastici Quattro e Silver Surfer” (metà giugno), che “Garfield 2” (metà agosto). “Mr. Bean” continua ad avere un buon numero di fan, ma li dimezza rispetto al capitolo precedente, e la banda di divi in vacanza capitanati da Danny Ocean con “Ocean’s Thirteen” ha un calo in tutto il pianeta, ma come numero tre se la cava più che bene (ribadiamolo, inspiegabilmente!). Ottimo il riscontro del James Bond restyled con il biondo Daniel Craig al posto dell’ormai bolso Pierce Brosnan, anche se in Italia il riscontro di “Casino Royale” è in proporzione inferiore a quello ottenuto dall’agente segreto al servizio di Sua Maestà nel resto del mondo. Si dimostra inossidabile il mito di “Rocky Balboa” che con la puntata numero 6, a costi contenuti, aggiunge nuovi fan a quelli storici. Funziona anche un’operazione esclusivamente commerciale come il prequel su uno dei cattivi più amati dal pubblico (“Hannibal Lecter – le origini del male”). Il genere più gettonato per i sequel si conferma comunque l’horror che vede sempre in testa la puntualissima terza parte di “Saw” (in calo, però), a cui seguono il discusso “Part II” di “Hostel” (in grande calo, però), il non necessario ma dignitoso prequel di “Non aprite quella porta”, il trasparente (nel senso che nessuno si è accorto della sua presenza nelle sale) numero due di “The Grudge”, e l’orribile seconda parte di “Le colline hanno gli occhi”. 
Tra le cose divertenti, il fatto che ben due sequel non facciano riferimento, nella versione italiana, ai film da cui traggono origine, evidenti insuccessi. “Santa Clause 3” diventa infatti “Santa Clause è nei guai” e “Goal II” si nasconde dietro l’anonimo “Vivere un sogno”. Anche il cinema d’essai cede al sequel. Il celeberrimo “Bella di giorno” di Luis Buñuel viene infatti rivisitato dopo 39 anni, con risultati discutibili, dal maestro portoghese Manoel de Oliveira in “Belle Toujours – bella sempre”. E per finire lo smascheramento di una truffa. “Porky College 2 - sempre più duro” non è il seguito di “Porky College: un duro per amico”, bensì il film precedente. È stato rieditato sull’onda del successo, minimo ma evidentemente sufficiente, del numero 2 (spacciato per numero 1).

Tra i super-flop, invece, il ritorno di Kevin Smith e dei suoi “Clerks”, snobbati ovunque.

Gli incassi per genere: “ANIMAZIONE”

ANIMAZIONE

 

 

POS

TITOLO

INCASSO ITALIA

1

CARS

  13.119.114,60

2

LA GANG DEL BOSCO

    6.928.161,34

3

GIU' PER IL TUBO

    6.502.329,25

4

HAPPY FEET

    4.460.139,15

5

BOOG & ELLIOT A CACCIA DI AMICI

    3.058.290,50

6

ARTHUR E IL POPOLO DEI MINIMEI

    1.841.706,25

7

BARNYARD - IL CORTILE

      782.474,35

8

MONSTER HOUSE

      768.310,40

9

I ROBINSON - UNA FAMIGLIA SPAZIALE

      703.442,81

10

ASTERIX E I VICHINGHI

      649.632,20

11

THE ANT BULLY - UNA VITA DA FORMICA

      315.709,35

12

TMNT

      304.694,70

13

AZUR E ASMAR

      260.014,94

14

IL TOPOLINO MARTY E LA FABBRICA DI PERLE

      231.950,25

15

THE REEF - AMICI PER LE PINNE

      146.106,80

16

I RACCONTI DI TERRAMARE

      127.904,40

17

FELIX 2 - IL CONIGLIETTO E LA MACCHINA DEL TEMPO

      107.028,15

18

NOME IN CODICE: BRUTTO ANATROCCOLO

        97.299,75

19

LUPIN III: IL CASTELLO DI CAGLIOSTRO

        86.327,20

20

LA TELA DI CARLOTTA

        51.333,00

21

PAPRIKA

        13.343,00

L’anno scorso esordivamo parlando della capacità del cinema d’animazione, attraverso i cartoni animati tradizionali, quelli in computer grafica e quelli in live action con incursioni animate, di compiacere il pubblico di ogni età e di ogni latitudine. Quest’anno ci dobbiamo un po’ ricredere. Perché se è vero che le famiglie continuano a portare i figli al cinema è però vero che l’assenza di un prodotto forte fa la differenza. L’anno scorso “Madagascar” dominava la stagione con più di 21 milioni di euro. Quest’anno gli allori spettano a “Cars”, della Pixar/Disney, ma con poco più di 13 milioni di euro. Se sommiamo le prime dieci posizioni dell’anno scorso otteniamo quasi 63 milioni di euro, quest’anno nemmeno 39. È sicuramente il genere che ha perduto più smalto nel corso della stagione e le cause, come già anticipato, sono da ricercarsi soprattutto nella mancanza di un film trasversale in grado di affiancare la platea adulta (non solo di accompagnatori) a quella dei giovanissimi. In particolare il Natale è stato in special modo deludente, con una triade di film d’animazione – “Giù per il tubo”, “Happy Feet” e “Boog & Elliot a caccia di amici” – che è arrivata alle festività già spompa e senza carburante per cavalcare l’intero periodo. “Giù per il tubo” è quello che si è difeso meglio, ma da un film dai costi spropositati (149 milioni di dollari) si attendevano tutti, sia in patria che fuori, risultati più importanti. Al di là della minore riuscita di certi titoli su cui si puntava molto, come ad esempio “Cars”, forse il pubblico comincia a stancarsi di forme narrative che riciclano con poca fantasia sempre le stesse formule e le medesime dinamiche: cattivi e buoni rigidamente divisi, eroi virtuosi, belle di turno in trepida attesa o ricalcate sui modelli maschili. Forse sarebbe opportuno ripulire la magnificenza visiva di luoghi comuni divenuti troppo frusti per poter essere assecondati. Altra caratteristica dei prodotti per l’infanzia è il ritmo sempre più forsennato con cui gli eventi si succedono, trasformando spesso il film in una serie di rapidissime gag poco coese. Non si capisce bene se sia il ragazzino a esigere tale velocità o l’industria a imporla. A dominare la classifica è comunque l’America. Dopo “Cars”, è la volta di “La gang del bosco”, che conquista la prima posizione nel debutto a fine ottobre togliendola per un soffio a “The Departed”, che però ha meno sale a disposizione e si rifarà la settimana successiva. Il primo film non U.S.A. presente in classifica è “Arthur e il popolo dei Minimei” di Luc Besson, ma si tratta comunque di una coproduzione franco-americana che ricalca in tutto e per tutto, sia visivamente che nell’approccio al racconto, lo stile d’oltreoceano. Tra i super-flop, sicuramente il film Disney “I Robinson – una famiglia spaziale”, che non beneficia di un’uscita estiva in sordina. Così come “TMT”, il ritorno delle Tartarughe Ninja in computer grafica, che si difende con un debole incasso di circa 300 mila euro. Tra i grandi misteri, l’insuccesso deciso a tavolino per “La tela di Carlotta”, fatto uscire dalla Universal in sole 9 copie. È vero che la favola da cui il film è tratto è famosa soprattutto nei paesi di lingua anglosassone, ma il lungometraggio aveva comunque le potenzialità (favola gentile, protagonista famosa, grande perizia tecnica) per attrarre più spettatori di quelli che si è trovato costretto a incontrare. Discreto il riscontro per un classico dell’animazione tradizionale come “Asterix”, questa volta alle prese con i Vichinghi, fiacco il risultato di “Monster House”, su cui puntava molto la Sony, e modesta l’accoglienza per “Azur e Asmar”, l’invito all’incontro tra culture diverse di Michel Ocelot, che esordisce in novembre in diciottesima posizione nonostante le 130 sale in cui è proiettato (a orari per lo più pomeridiani, però). Ai tentativi “altri” vanno le briciole. “I racconti di Terramare” e “Paprika”, entrambi provenienti dal Giappone e presentati a Venezia, passano in poche città e in poche sale senza lasciare particolare traccia. Così come la co-produzione spagnolo-argentina “Il topolino Marty e la fabbrica di perle” e la produzione tedesca “Felix 2 – il coniglietto e la macchina del tempo”, entrambi però con circa 100 sale a disposizione. Quest’ultimo film, tra l’altro, è l’unica incursione nostrana nell’animazione perché la regia è dell’italiano Giuseppe Maurizio Laganà. L’estate non si conferma il periodo migliore per l’animazione (e in generale per tutto ciò che non è blockbuster): sia la riedizione di “Lupin III: il castello di Cagliostro”, di Hayao Miyazaki, che la co-produzione tra America e Corea del Sud “The Reef – amici per le pinne”,  non riescono ad aprirsi un varco nell’indifferenza dei bambini (ma soprattutto dei genitori) in vacanza.

Gli incassi per genere: “HORROR”

HORROR

 

 

POS

TITOLO

INCASSO ITALIA

1

SAW III - L'ENIGMA SENZA FINE

  3.679.653,10

2

IL PRESCELTO

  2.325.303,35

3

GRINDHOUSE - A PROVA DI MORTE

  2.133.376,90

4

NON APRITE QUELLA PORTA: L'INIZIO

  1.714.354,30

5

L'ULTIMA PORTA

  1.415.284,80

6

LE COLLINE HANNO GLI OCCHI

  1.175.407,10

7

STAY ALIVE

  1.052.145,95

8

PULSE

  1.025.657,70

9

I SEGNI DEL MALE

     986.695,65

10

HOSTEL: PART II

     887.449,70

11

THE GRUDGE 2

     726.350,95

12

TURISTAS

     606.292,45

13

LE COLLINE HANNO GLI OCCHI 2

     436.906,80

14

THE MESSENGERS

     374.158,15

15

VACANCY

     359.151,00

16

CATACOMBS - IL MONDO DEI MORTI

     303.964,60

17

PREY - LA CACCIA È APERTA

     243.213,21

18

GHOST SON

     213.450,35

19

LA NOTTE DEL MIO PRIMO AMORE

     194.573,35

20

THE COVENANT

     131.606,75

21

L'ELETTO

     115.692,05

22

SNAKES ON A PLANE - LA PAURA ARRIVA STRISCIANDO

     108.739,80

23

KAIRO

      48.111,00

24

MAIAL ZOMBIE – ANCHE I MORTI LO FANNO

      42.173,45

25

ZOMBIES - LA VENDETTA DEGLI INNOCENTI

      20.475,55

26

TAMARA

        4.687,00

27

ALTERED

n.p.

28

PAURA PRIMORDIALE

n.p.

 

 

 

Nonostante sia uno dei generi più gettonati, modellato prevalentemente sulla morbosità del teen-ager, quest’anno l’interesse per l’horror è un po’ diminuito. Basta confrontare il film in vetta alla classifica con quello dell’anno scorso per rendersene conto. È ancora una volta il serial-killer moralista Jigsaw a dominare il regno dei brividi, ma mentre “Saw 2” incassava più di 5 milioni di euro, “Saw 3” si ferma a poco più di 3 milioni e 500 mila euro. Dove sono finiti 250 mila spettatori? La tendenza è chiara anche confrontando la somma delle prime 20 posizioni dell’anno scorso e di quest’anno: più di 30 milioni di euro contro circa 20 milioni. Un calo del 35% deve fare riflettere perché alcuni grandi successi degli anni passati hanno spinto a un’emulazione priva di creatività incapace di mantenersi fedele ai principi basilari del genere (fare paura, mantenere alta la tensione, incuriosire, farsi specchio di un disagio diffuso), con la diretta conseguenza di allontanare il pubblico. Sempre frequente la serialità, ma i numeri 2 o 3 non riescono a confermare i risultati dei precedenti da cui traggono origine. Succede per “The Grudge 2”, passato quasi inosservato nonostante più di 250 sale a disposizione, ma anche per “Le colline hanno gli occhi 2”, non premiato dal pubblico sia per la sua bruttezza, ma anche probabilmente a causa della poca distanza con il numero 1 (uscito in Italia a inizio stagione con parecchi mesi di ritardo rispetto all’America). Va meglio al prequel di “Non aprite quella porta”, che raggiunge 1 milione e 700 mila euro. Per restare ai seguiti, “Hostel 2” segue la scia d’oltreoceano e incassa un terzo rispetto alla prima parte nonostante l’aggressività del marketing. A Quentin Tarantino, produttore del sequel, va meglio come regista. Il suo “Grindhouse – a prova di morte”, infatti, si ritaglia un discreto spazio a fine stagione superando i 2 milioni di euro (ma i 5 milioni e passa di ogni singola puntata di “Kill Bill” sono lontani). Tra le delusioni al box-office anche il chiacchierato “Snakes on a plane”, sicuramente penalizzato da una distribuzione che sembra credere al film meno del pubblico che cerca di attirare: dopo un debutto deludente  - 67 mila euro in 105 sale - alla settimana successiva il numero delle sale si riduce a 27 per poi scomparire del tutto già dalla terza settimana. Tra i misteri, invece, ma l’assenza di qualità è un cattivo investimento per il futuro, il discreto successo di due dei film più bastonati da critica e appassionati del genere, per una volta unanimi. Comunque sia, “L’ultima porta” e “Stay Alive”, superano entrambi il milione di euro. Tra le scelte discutibili, quella di fare uscire quasi in contemporanea sia il giapponese “Kairo” che il remake americano “Pulse” senza che fosse ben chiaro cosa fosse uno e cosa fosse l’altro. La confusione, e il maggior numero di sale, hanno prevedibilmente premiato il remake. L’Italia compare con l’impresentabile “La notte del mio primo amore” e con le co-produzioni “Ghost son”, ritorno al genere di Lamberto Bava, e “L’eletto”, ma la distribuzione non punta nemmeno su Monica Bellucci per promuovere il film e la toglie dal manifesto a favore di una poco ammiccante astrazione. Tra le star alle prese con il soprannaturale, va meglio a Nicolas Cage con “Il prescelto”, fallimentare remake di “The Wicker man”, rispetto a Hilary Swank con “I segni del male”, ma entrambi garantiscono ai brutti film di cui sono protagonisti più visibilità del dovuto. Molti i titoli usciti in piena estate (“Vacancy”, “Zombies – la vendetta degli innocenti”, “Altered”, “Paura Primordiale”, “Maial Zombie – anche i morti lo fanno”, “Catacombs – il mondo dei morti”, “Hostel: Part II”), ma nessuno è capace di imporsi.

 

Gli incassi per genere: “DOCUMENTARIO”

HORROR

 

 

POS

TITOLO

INCASSO ITALIA

1

UNA SCOMODA VERITA'

  168.127,30

2

FRANK GEHRY CREATORE DI SOGNI

  152.585,00

3

LA STRADA DI LEVI

  138.993,00

4

SHAN - IL CUORE ANTICO DEI POPOLI NATURALI

    60.733,50

5

CROSSING THE BRIDGE - THE SOUND OF ISTANBUL

    55.292,00

6

GRIZZLY MAN

    41.596,00

7

BORN INTO BROTHELS

    24.085,00

8

THE U.S. VS JOHN LENNON

    22.371,00

9

PASOLINI PROSSIMO NOSTRO

    18.900,00

10

RIZE - ALZATI E BALLA

    14.128,00

11

VEDI NAPOLI E POI MUORI

     7.627,00

12

LA VERA LEGGENDA DI TONY VILAR

     3.551,00

13

NEIL YOUNG: HEART OF GOLD

     3.477,00

14

THE BRIDGE

     3.069,00

15

GRIDO

     1.516,00

16

IL MIO PAESE

     1.468,00

Che piaccia oppure no, il successo planetario delle opere di Michael Moore ha sdoganato il documentario avvicinandolo allo spettatore pagante della sala cinematografica. Si tratta per lo più di film destinati a incassi risibili rispetto a quelli del cinema di fiction, ma anche i costi sono minori ed è significativo un ampliamento dell’offerta a tutto vantaggio delle opportunità di scelta del pubblico. Difficilmente i documentari escono in molte copie (al massimo una ventina) e anche “Una scomoda verità”, l’invettiva di Al Gore, premiata con l’Oscar, per sensibilizzare l’umanità sui rischi derivanti dal riscaldamento globale del pianeta, non raggiunge i 200 mila euro di incasso. Incontra il favore del pubblico, grazie anche alla firma di Sydney Pollack al debutto nel documentario, “Frank Gehry: creatore di sogni”, in cui il celebre regista si mette al servizio del geniale architetto per mostrarne il bizzarro processo creativo. Il primo documentario italiano è “La strada di Levi”, in cui Davide Ferrario e Marco Belpoliti seguono l’itinerario che Primo Levi, nel 1945, percorse per tornare a Torino dal campo di concentramento di Auschwitz. Nei sedici documentari distribuiti c’è molto spazio per l’Italia, che esplora le radici comuni delle popolazioni europee (“Shan – Il cuore antico dei popoli naturali” di Stefano Milla), torna a parlare di Pasolini attraverso un’intervista rilasciata sul set di “Salò o le 120 giornate di Sodoma" (“Pasolini prossimo nostro” di Giuseppe Bertolucci), indaga con lucidità sulla malavita napoletana (“Vedi Napoli e poi muori” di Enrico Caria) e sulle contraddizioni del mondo del lavoro (“Il mio paese” di Daniele Vicari), riflette sull’emarginazione attraverso un racconto autobiografico (“Grido” di Pippo Delbono), e si inventa un percorso d’artista (il mockumentary “La vera leggenda di Tony Vilar” di Giuseppe Gagliardi). Tra gli altri, il turco Fatih Akin esplora Istanbul attraverso le sue sonorità (“Crossing the Bridge – The Sound of Istanbul”), Werner Herzog analizza il triste destino di Timothy Treadwell, l’uomo che volle farsi orso (“Grizzly Man”), David Leaf e John Scheinfeld ripercorrono dieci anni della vita di John Lennon per approfondire il suo passaggio da idolo delle folle ad attivista convinto contro la guerra (“U.S.A. contro John Lennon”), David LaChapelle mostra un nuovo stile di ballo in alternativa alla violenza nei quartieri degradati di Los Angeles (“Rize – Alzati e balla”), Jonathan Deme filma un concerto di Neil Young a Nashville nel 2005 dopo che il cantante è stato operato con successo per un aneurisma al cervello (“Neil Young: Heart of Gold”) ed Eric Steel sfida il macabro documentando i suicidi dal Golden Gate di San Francisco (“The Bridge”). Trova finalmente una distribuzione, infine, il documentario premiato con l’Oscar nel 2005 “Born into Brothels” di Zana Briski e Ross Kauffman, sul potere salvifico dell’arte nel quartiere a luci rosse di Calcutta.

Gli incassi per genere: “D’ESSAI”

In base ai dati del 2005, ufficializzati a ottobre 2006 a Roma alla Casa del Cinema durante il convegno "Cinema d’essai e politiche territoriali – quale sostegno alla cultura cinematografica dalle Regioni e dagli Enti locali", gli schermi d’essai attivi in Italia sono 806, di cui 451 operanti nei centri con oltre 40 mila abitanti e 355 in località più piccole. 181 sono schermi della comunità ecclesiale e 31 sono arene. A novembre 2006 a Ravenna, agli "Incontri del cinema d’essai", in occasione del convegno su "Cinema d’essai: il modello Francia – Tutto quello che avreste voluto sapere sulle leggi, il sostegno pubblico, la promozione,…", ci si può confrontare con la realtà d’essai d’oltralpe scoprendo così che in Francia i cinema d’essai sono 1056, pari a più di 2000 schermi, e rappresentano il 49% del totale delle sale. La Francia è quindi il paese europeo con il maggior numero di schermi dedicati ai film di qualità e può contare su un finanziamento pubblico per le sale d’essai pari a 11,2 milioni di euro. Segue l’Italia, con le sue 806 sale, con un finanziamento pubblico, però, di soli 2,7 milioni di euro. Al di là dell’oggettività dei dati, e di una situazione italiana come al solito precaria, resta ancora da chiarire quali siano i criteri con cui un’apposita commissione decide che un’opera è di qualità, e quindi riservata per lo più a sale che per programmarla ricevono contributi statali. Tanto per fare qualche esempio, perché “Cars” e “Giù per il tubo”, opere prodotte da major multimiliardarie con centinaia di schermi a disposizione, sono anche d’essai? E il filmone degli Oscar “The Departed”? E “Apocalypto”? E, per restare all’Italia, il “Saturno contro” di Ferzen Ozpetek?
In attesa di approfondimenti in merito, per
comodità di catalogazione ho scelto, come l’anno scorso, le pellicole programmate in prevalenza nelle sale d’essai e raramente nei multiplex, quindi quelle che si pongono in un’ottica non esclusivamente commerciale. Essendo il criterio selettivo particolarmente soggettivo, la classifica è per forza di cose solo indicativa.

CINEMA D’ESSAI

 

 

POS

TITOLO

INCASSO ITALIA

1

LE VITE DEGLI ALTRI

  3.283.488,50

2

IL MIO MIGLIORE AMICO

  1.570.128,50

3

IL VENTO CHE ACCAREZZA L'ERBA

  1.559.052,15

4

BOBBY

  1.479.535,80

5

LA CITTA' PROIBITA

  1.388.867,55

6

FLAGS OF OUR FATHERS

  1.280.777,35

7

IL GRANDE CAPO

  1.053.650,00

8

LA VIE EN ROSE

     911.579,25

9

L’ULTIMO INQUISITORE

     895.910,85

10

CUORI

     855.566,50

11

LETTERE DA IWO JIMA

     723.743,10

12

QUATTRO MINUTI

     681.196,90

13

L'ARTE DEL SOGNO

     655.807,00

14

SHORTBUS - DOVE TUTTO E' PERMESSO

     596.857,85

15

DOPO IL MATRIMONIO

     552.032,50

16

PARADISO + INFERNO

     464.861,10

17

IL MATRIMONIO DI TUYA

     438.541,10

18

IL COLORE DELLA LIBERTÀ - GOODBYE BAFANA

     404.522,00

19

IL DESTINO NEL NOME

     394.819,40

20

WATER

     373.781,50

21

PRIMI AMORI, PRIMI VIZI, PRIMI BACI

     364.285,75

22

LA VOLTAPAGINE

     354.299,00

23

BREAKFAST ON PLUTO

     350.831,90

24

INLAND EMPIRE

     340.101,00

25

LE LUCI DELLA SERA

     338.479,60

26

STILL LIFE

     291.238,20

27

LA GUERRA DEI FIORI ROSSI

     290.928,00

28

BLACK BOOK

     247.664,05

29

FOLLIA

     228.970,90

30

XXY - UOMINI, DONNE O TUTTI E DUE?

     210.860,00

31

NON E' PECCATO - LA QUINCEANERA

     198.601,35

32

TIME

     194.188,50

33

GLI INNOCENTI

     191.439,00

34

QUELLO CHE GLI UOMINI NON DICONO

     188.827,00

35

C.R.A.Z.Y.

     183.345,70

36

GUIDA PER RICONOSCERE I TUOI SANTI

     177.948,75

37

GIARDINI IN AUTUNNO

     172.962,30

38

BELLE TOUJOURS - BELLA SEMPRE

     164.388,00

39

LA COMMEDIA DEL POTERE

     160.375,25

40

PROPRIETA' PRIVATA

     156.723,00

41

THE ROAD TO GUANTANAMO

     132.484,40

42

A EST DI BUCAREST

     127.180,00

43

IL SEGRETO DI ESMA - GRBAVICA

     111.965,00

44

LE AVVENTURE GALANTI DEL GIOVANE MOLIÈRE

      98.728,85

45

IL PIACERE E L'AMORE

      86.011,30

46

A SCANNER DARKLY - UN OSCURO SCRUTARE

      85.481,75

47

CAMBIO DI INDIRIZZO

      84.469,00

48

SALVADOR - 26 ANNI CONTRO

      84.278,00

49

MILLE MIGLIA…LONTANO

      80.796,50

50

I TESTIMONI

      61.379,00

51

INFAMOUS - UNA PESSIMA REPUTAZIONE

      54.913,00

52

EDMOND

      54.270,00

53

CRONACA DI UNA FUGA

      52.568,00

54

RED ROAD

      47.826,00

55

HOLLYWOODLAND

      38.176,00

56

Desiderio

      32.551,00

57

LOVE + HATE

      32.234,00

58

REQUIEM

      26.510,00

59

FINCHE' NOZZE NON CI SEPARINO

      25.138,60

60

L'AMORE GIOVANE

      18.910,00

61

LA DUCHESSA DI LANGEAIS

      18.476,00

62

FAST FOOD NATION

      18.450,00

63

INTRAMONTABILE EFFERVESCENZA

      18.198,00

64

PRINCESAS

      13.346,00

65

DARATT

      12.484,00

66

FALLEN

        3.762,00

67

IL GRANDE MATCH

        3.448,00

L’anno scorso “Volver” di Pedro Almodovar era riuscito a mettere d’accordo critica e pubblico ottenendo risultati da blockbuster. Quest’anno non c’è un film così trasversale e il più grande successo d’essai è “Le vite degli altri”, l’intensa opera prima di Florian Henckel Von Donnersmarck premiata con l’Oscar per il Migliore Film Straniero. Natale ha aiutato la commedia francese “Il mio migliore amico” di Patrice Leconte con Daniel Auteuil, e la Palma d’Oro al Festival di Cannes ha sicuramente contribuito a raccogliere interesse e consensi intorno a “Il vento che accarezza l’erba” di Ken Loach. Va peggio al Leone d’Oro a Venezia “Still Life” di Jia Zhangke, ma il film di Loach esce con il supporto di 122 sale, mentre verso Zhangke la fiducia è inferiore (solo 23 schermi). L’opera prima di Emilio Estevez, “Bobby”, che racconta attraverso un campionario di varia umanità raccolta all’hotel Ambassador di Los Angeles l’ultima notte di Robert Kennedy, ucciso il 5 giugno 1968 dopo aver tenuto il discorso per la vittoria in California, precede in classifica “Flags of our Fathers”, la prima parte del dittico di Clint Eastwood sulla cruenta battaglia di Iwo Jima tra americani e giapponesi nel febbraio del 1945. Probabilmente il film, che espone il punto di vista americano, delude un po’ le aspettative, perché il punto di vista giapponese, “Lettere da Iwo Jima”, esce dopo tre mesi perdendo per strada circa il 50% di spettatori. La pausa di relax, o pseudo tale, dalla trilogia americana giova, almeno nei numeri, a Lars Von Trier e al suo “Il grande capo”, prima uscita d’essai del 2007. Il ritorno in patria di Paul Veroheven invece, nonostante i grandi incassi in Olanda, non spinge il pubblico nostrano verso l’interessante “Black Book”, che debutta a un deludente 12° posto a inizio febbraio in 70 sale. Ben tre registi, poi, in duplice presenza: Zhang Yimou, Richard Linklater e Kenneth Branagh. Per quello che riguarda il cinese Yimou, tra la tragedia shakesperiana “La città proibita” e la commedia lacrimevole e ricattatoria “Mille miglia…lontano”, il pubblico premia il fasto del solido dramma di corte ambientato nella casa dell’imperatore. L’americano Linklater si divide tra la sperimentazione estetica dall’omonimo romanzo di Philip K. Dick. (“A Scanner Darkly – un oscuro scrutare”) e la denuncia contro le catene di fast-food (“Fast Food Nation”), entrambi snobbati dal pubblico italiano. L’inglese Branagh, invece, apre la stagione a settembre con “As You Like it – Come vi piace” e la chiude a fine giugno con “Il flauto magico”, ma il film dall’opera di Mozart viene distribuito con il contagocce e per forza di cose raggiunge risultati infinitesimali. Non è però l’unico film presentato al festival di Venezia a essere ucciso dalla distribuzione. Anche “Daratt” di Mahamat-Saleh Haroun, infatti, vincitore del Premio Speciale della Giuria, soccombe in 4 sale a fine maggio. Una conferma che l’estate produce incassi solo per i blockbuster, mentre i film d’essai non riescono a trovare adeguato risalto. Uniche eccezioni, il vincitore dell’Orso d’Oro a Berlino “Il matrimonio di Tuya”, di Wang Quan An, e quello della Settimana della Critica a Cannes “XXY”, di Lucìa Puenzo, in netta controtendenza. Usciti in giugno, infatti, trovano, con la complicità di un’attenta distribuzione, un pubblico in grado di apprezzarli (ma soprattutto vederli).
Sommando le prime trenta posizioni di quest’anno e confrontandole con le prime trenta dell’anno scorso si ottiene un calo di circa 1 milione e mezzo di euro: la differenza è dovuta al clamoroso risultato di “Volver” nella stagione precedente. Tolto il film di Almodovar si può dire che i risultati sono tutto sommato in linea, con un trend in lieve aumento.

continua... ==>

 

 

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