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FILM DELL’ANNO
- INLAND EMPIRE Menzione d’onore: Però sono certa che se avessi visto Miami Vice mi sarebbe piaciuto moltissimo…! Ma perché proprio loro?
INLAND EMPIRE di David Lynch: perché è la bellezza dell’incerto calcolare, è la paura di sapere e l’angoscia di non sapere, è inseguire i propri incubi, è perdersi nell’impero della propria mente. L’arte del sogno di Michel Gondry: perché non c’è nulla di più affascinante di un sogno che lambisce la follia, perché il gioco può rappresentare una porta per nuovi mondi.
Palindromi di Todd Solondz: perché tutti siamo intrappolati in una forsennata “corsa all’indietro”, perché abbiamo bisogno che sia la speranza a muovere i nostri passi.
Il Grande Capo di Lars Von Trier: perché amiamo nasconderci dentro scatole cinesi, perché il nostro “io” si frantuma e le sue schegge infilzano la monotonia di tutti i giorni.
Cos’hanno di ammirevole le Nuovomondo di Emanuele Crialese: ha il dono di fotografare una traversata geografica e uno spaesamento interiore, galleggiando in un mare di latte. Marie Antoinette di Sofia Coppola: è colorato e rumoroso, vorticoso e disperato. Un salto nella vita di una ragazzina viziata fra dolcetti, trine e cappelli di piume. GrindHouse - Death Proof di Quentin Tarantino: rappresenta l’essenza di un film “tamarro” e scorretto. Little Miss Sunshine di Jonathan Dayton : è delicato e spiritoso, sagace nel mettere sotto ai riflettori i vizi e le virtù di un'America provinciale e di buone speranze. |
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