Film dell'Anno 2006-2007
di Alberto Zambenedetti
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Da quattro anni a questa parte la mia personale classifica è sospesa fra i due paesi in cui vivo, l’Italia e gli Stati Uniti, e per questo mi risulta difficile rispettare date di uscita, versioni, censure, e altri dettagli che definiscono i contorni della stagione cinematografica in senso stretto. Quest’anno gli stimati amici e colleghi di Termite Art mi hanno offerto la possibilità di pubblicare il mio modesto contributo nel loro ricco blog, quindi la scelta dei film 2006-2007 per Gli Spietati è fortemente influenzata da quella già stilata per l’anno solare 2006 (http://termiteart.blogspot.com/2006_12_01_archive.html). Ad ogni modo, spero mi si perdoni la parziale sovrapposizione delle top-ten e buona visione.
Note a margine (ovvero cosa giustifica
le scelte meno comuni): The Piano Tuner of Earthquakes: Ancor più di Lynch, i Quay sono eroi romantici, gli
ultimi esponenti di una tradizione artistica che non accetta compromessi
di qualunque tipo. La loro ultima fatica è un altro sublime passo verso
quel film assolutamente perfetto verso cui si stanno dirigendo. Se The
Institute Benjamenta aveva dimostrato che era possibile raggiungere
l’equilibrio ideale fra live action e stop motion animation, The Piano
Tuner si spinge oltre e vi mescola il colore, esibendo una palette di
blu mesmerizzanti e ocra morbidi e avvolgenti. La trama è pretestuale,
una semplice ossatura che omaggia le loro ossessioni e la poetica dei
lavori precedenti, ma le atmosfere sono fra le più evocative del cinema
contemporaneo, senza ombra di dubbio. I Quay sono grandi artigiani,
delicati poeti, coraggiosi artisti. Lunga vita. Lunga vita. Grindhouse: Nella versione Rodriguez+Tarantino, come è uscito negli
Stati Uniti, Grindhouse è un capolavoro. Comico fino alle
lacrime, splatter fino alla nausea, autoreferenziale ad ogni battuta, il
film funziona perfettamente, nonostante la sua estenuante lunghezza,
come dittico, come finto double-bill da consumarsi con montagne di
popcorn imburrato e litri di cola-cola. Per una analisi comparativa di Deathproof
nelle sue differenti incarnazioni, si veda l’intervento da Cannes di Matt
Singer su Termite Art. Borat: Perché è il migliore film comico dell’anno, senza ombra di dubbio. Il problema è che la comicità di Sasha Baron Cohen funziona solo in inglese, e solo se i codici culturali dei quali espone i punti nevralgici sono noti e familiari allo spettatore. È difficile affermare una cosa simile senza essere accusato di essere snob, ma sono convinto che lo scarso successo di critica che Borat ha ricevuto nel nostro paese sia un generale fraintendimento della natura del film. Borat non è un film a tema. Non vuole dimostrare nulla che non sia ben già noto allo spettatore che lo ha apprezzato nell’Ali G Show. Borat è un personaggio, e in quanto tale non è offensivo. Se pensate che sia offensivo o semplicemente stupido, allora non avete visto la strizzatina d’occhio a margine.
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