|
REPORTAGE
STAGIONE CINEMATOGRAFICA
2005-2006

“CRISI
SUPERATA?”
di Luca Baroncini
I dati numerici, aggiornati al 30 luglio 2006, sono
stati gentilmente forniti dall’Agis e si riferiscono ai cinema
aderenti al circuito Cinetel, che copre circa il 75% del mercato (ad
esclusione dei dati relativi agli incassi Usa reperiti dal sito “Boxofficemojo”)
Durante il 2005 la tanto strombazzata crisi è entrata nel vivo e il
segno meno ha contaminato le percentuali di tutto il settore
cinematografico. Come preannunciato l’anno scorso, però, non si può
sempre scendere e il segno più ha fatto inaspettatamente capolino a
fine stagione, proprio quando la distribuzione ha tradito ancora una
volta le aspettative di chi il cinema lo vorrebbe tutto l’anno, anche
durante i caldi estivi. Non è un caso che il film più visto
dell’anno, “Il Codice Da
Vinci”, sia uscito il 19 maggio e abbia macinato record su record
nonostante la data di uscita coincidesse, almeno per l’italia, con il
primo vero week-end di afa soffocante. Segno che quando il prodotto
interessa il clima diventa una variabile secondaria. Quest’anno, oltre
alla già notevole concorrenza di home-video e pirateria, un nuovo
nemico del grande schermo: il telefonino. Ce ne occuperemo più
dettagliatamente insieme al sempre annoso e ancora irrisolto problema
delle “windows”, cercando di capire dove si colloca la sala
cinematografica all’interno della catena sempre più ampia di
sfruttamento del prodotto filmico. Come al solito poche le certezze e in
mezzo a discussioni sul futuro del cinema, che stimolano e/o irritano a
seconda dei casi, senza comunque giungere a nessun tipo di conclusione,
l’unica oggettività è fornita dai dati numerici, sconfortanti a
inizio stagione, più rassicuranti verso la fine. Da notare che se i
singoli film incassano cifre elevate, a soffrire è la sala
cinematografica, soprattutto se mono e non multiplex. L’aumento
indiscriminato e spesso irrazionale degli schermi ha infatti permesso ai
film, soprattutto i titoli di punta, di uscire in un numero di copie
fino a pochi anni fa impensabile (anche 800 o 900). Gli incassi per i
film più attesi sono quindi aumentati, ma ciò non ha permesso
all’esercizio di giovarne perché la proporzione tra nuovi schermi
(quasi tutti multiplex) e maggior numero di copie ha finito per
danneggiare le tante monosale di città. Un patrimonio culturale sempre
più a rischio che, fino a quando la legge consentirà il cambio
d’uso, permetterà alle fabbriche di sogni di essere sostituite da
immensi store di abbigliamento, negozi di telefonia e banche. Un
evidente impoverimento che tende ad allontanare i luoghi del
divertimento dal centro delle città e a desertificare quello che una
volta era cuore pulsante, polo culturale e punto di incontro.
L’analisi che segue si affida perlopiù ai dati numerici relativi agli
incassi. Ovvio che non esiste parallelo tra quantità e qualità, ma è
interessante cercare di capire la risposta del pubblico alle
sollecitazioni ricevute. Ci sono film pubblicizzatissimi che incassano
meno del previsto (“La tigre e
la neve”) e film che crescono grazie al passaparola (“Notte
prima degli esami”). Ma anche titoli che rispettano le attese (il
cine-panettone natalizio continua a funzionare) efiaschi che si
confermano tali (“Rent”,
ma l’uscita in sole 15 copie non ha di certo aiutato). Il pubblico, a
cui tutti dimentichiamo di appartenere, è un’entità strana, mossa da
spinte razionali combinate a logiche assolutamente imprevedibili.
Difficile quindi pianificare strategie, l’importante sarebbe fare
sempre e comunque buoni film. Ma anche questo, senza il supporto di
un’adeguata distribuzione in grado di valorizzare i prodotti che
decide di porre sul mercato, potrebbe rivelarsi insufficiente.
·
UNA STAGIONE IN CRESCITA
·
SCIOPERO"
·
CINEMA AL TELEFONO: IL CASO “THE
INTERPRETER”
·
È ANCORA QUESTIONE DI WINDOW
·
SE L’AMERICA CONTINUA A FARE FLOP
·
Gli incassi per genere:
“ANIMAZIONE”
·
Gli incassi per genere: “HORROR”
·
Gli incassi per genere: “D'ESSAI”
· LA RIVINCITA DELL’ITALIA
·
NATALE
STABILE
·
I 10 FILM PIÙ VISTI DELLA STAGIONE
·
GLI INCASSI DEL “PRIMO WEEK-END”
·
E L’HOME-VIDEO?
·
LOST IN TRANSLATION
·
CURIOSITÀ
UNA
STAGIONE IN CRESCITA
I primi dati numerici sulle presenze in sala per il 2005 sono
sconfortanti: in Italia, nei primi sette mesi del 2005, sono
stati venduti 47.152 milioni di biglietti per un incasso di 278,9
milioni di euro. Il dato nudo e crudo non consente commenti ma assume
valore nel confronto con l’anno precedente. Si tratta, infatti, di uno
sconsolante – 15% a livello sia di presenze che di incassi. Ma
l’Italia non è un caso isolato. È in buona compagnia insieme a Stati
Uniti (-13%) e Spagna (-12%). Ancora peggiore è la situazione in
Germania (-20%) mentre va meglio in Gran Bretagna (-3%). Le cause della
disaffezione alla sala sono come al solito innumerevoli. Si parla di
congiuntura economica negativa con ripercussioni su tutti i consumi, di
assenza di un prodotto realmente competitivo, ma anche di un forte calo
del cinema americano, oltre alle solite problematiche (pirateria,
utilizzo delle nuove tecnologie, concorrenza dell’home-video e delle
pay-tv), costanti o in aumento. In agosto poco si muove, a parte “La
guerra dei mondi” e “Batman
begins” (usciti però a inizio estate) mentre il successo delle
anteprime conferma che la presenza del prodotto può essere garanzia di
incasso e che le abitudini degli spettatori non cambieranno mai senza un
segnale di fiducia da parte di esercenti e distributori. L’ultimo
trimestre del 2005 si risolleva grazie al grandissimo successo di “Madagascar”,
mentre Benigni con “La tigre e
la neve” incassa bene ma meno del previsto. Il mese di novembre,
comunque, fa segnare un prodigioso +11%. Dopo un Natale
stazionario, le percentuali su tutto il 2005 migliorano
sensibilmente, segno che gli ultimi mesi dell’anno hanno contribuito
ad invertire la tendenza e a rallentare la fuga degli spettatori. Si
passa quindi a un -7,47% (sempre rispetto al già deludente
2004) per l’Italia, a un -10% per la Francia, mentre la situazione
peggiora ulteriormente per Spagna (-12,7%) e Germania (-20,4%).
L’unico segno più viene dall’Inghilterra con un +1%. L’incremento
delle percentuali è oggettivo, ma le presenze sono passate da 97,9 a
90,6 milioni, con una perdita di circa 7 milioni di spettatori che
deve far pensare. Il 2006 si apre ancora con il segno meno, ma il cinema
italiano aiuta le percentuali a raddrizzarsi. Il solo dato positivo
riguarda infatti il cinema nazionale. Sono tre titoli nostrani a guidare
la classifica nel primo trimestre del 2006: “Il
mio miglior nemico” di Carlo Verdone, “Notte
prima degli esami” di Fausto Brizzi e “Ti
amo in tutte le lingue del mondo” di Leonardo Pieraccioni.
Rispetto all’anno precedente, il cinema italiano guadagna più di
13 punti percentuali, passando dal 21,3% al 34,6%, e questo
nonostante un calo nei finanziamenti e una riduzione dei film prodotti.
Il mese di aprile continua l’andamento positivo con addirittura
un +40,3% nei biglietti e un +44,7% negli incassi rispetto allo
stesso mese del 2005. Determinanti, al riguardo, gli ottimi risultati
conseguiti da “L’era glaciale
2 – il disgelo” e “Scary
Movie 4”. Positivi anche i dati quadrimestrali, con un +5,8%
nei biglietti rispetto al 2005 che, però, in assenza di un prodotto
forte, e in crisi dopo tre anni di incassi record grazie alla trilogia
de “Il Signore degli Anelli”, fu particolarmente negativo. Così, se
confrontiamo i dati del 2006 con quelli del 2004, ecco che le
prospettive appaiono più drammatiche e il confronto finisce per
penalizzare il presente. A livello semestrale le percentuali
aumentano ancora con un +16% negli incassi rispetto al primo
semestre del 2005, ma in confronto al 2004 siamo sempre in negativo
(-3,75%). La causa del miglioramento è nel maggio da record,
grazie all’uscita di quello che in sole tre settimane è diventato il
film più visto della stagione, “Il Codice da Vinci”. Per quello che riguarda l’estate le
percentuali cambiano a seconda del periodo di rilevamento. Il mese di
giugno è in attivo del 9%, mentre per il periodo 9 giugno – 9
luglio (il mese dei Mondiali di Calcio) il confronto con il 2005
penalizza il 2006 del 26,5%. A dispetto di quello che si potrebbe
pensare, non sono però il calcio e il caldo torrido ad avere svuotato i
cinema, quanto il calo drastico dell’offerta. A questa conclusione si
è giunti verificando come, ad esempio, nella prima settimana dei
Mondiali (9 – 15 giugno) le presenze rispetto al 2005 siano aumentate
addirittura del 42%, con una buona tenuta di titoli come “Il
Codice da Vinci”, “Volver”,
“X-Men 3”,
“Omen”,
“Poseidon”.
Il primo brusco calo è invece nella prima settimana di luglio,
molto parca di nuove uscite, con una drammatica contrazione del 70%
e un totale incassi che non raggiunge il milione e mezzo di euro. La
prima posizione è raggiunta da “Hot
movie” che, però, si deve accontentare di 205 milioni di euro e
di una sconsolante media per sala di 932 euro. Già con il secondo
week-end di luglio, però, nonostante la coincidenza con la finale
dei mondiali di calcio, la situazione migliora notevolmente con un
guadagno del 36% rispetto al fine settimana precedente. La causa è
con tutta probabilità nell’uscita di due titoli molto attesi,
l’horror “Silent Hill”
e il docu-drama “United 93”.
Segno evidente di come sia il film piuttosto che la combinazione di
football e canicola ad allontanare il pubblico dalle sale. Per il resto,
in luglio, poco o nulla si muove a causa della penuria di nuove uscite e
per tre settimane si mantiene primo in classifica “The
Fast and the Furios: Tokyo Drift”.
“SCIOPERO!”
Cosa sono 160 milioni di euro in
una finanziaria di 20 miliardi? È questa la domanda che tutti si
pongono alla sconcertante notizia, nell’ultimo trimestre del 2005, di
un ennesimo taglio al Fondo Unico dello Spettacolo, più sinteticamente
chiamato Fus. Le risposte restano nell’aria, nonostante le parole
solidali di Rocco Buttiglione, ora ex Ministro delle Attività
Culturali. Un tentativo di rivolta contro l’ennesimo taglio a
un’industria, che industria non è, si concretizzano nello sciopero
generale dei lavoratori dello spettacolo proclamato per venerdì 14
ottobre 2005. Un’azione mirata, come recita il comunicato stampa
sottoscritto da Agis, Anica, Anac, Sindacato Attori Italiano, Forum
Attori Italiani e Coordinamento Attori Uilcom, a “garantire
ai cittadini il diritto alla cultura e alla cultura il diritto alla
cittadinanza in Italia”. In pericolo non c’è solo il cinema (la
quota del Fus che va al cinema è di circa il 18%), ma tutto il mondo
dello spettacolo. A rischio ci sono circa 60 mila posti di lavoro (sui
200.000 del settore) e l’esistenza di circa 5.000 aziende. Il taglio
previsto dalla Finanziaria del 2006 nelle risorse pubbliche per lo
spettacolo è di circa il 40% e include l’eliminazione delle quote del
Lotto destinate al settore e minori trasferimenti agli enti locali. La
mobilitazione generale contro quella che viene chiamata “cultura
dell’ignoranza” vede scendere in campo un fronte compatto composto
da tutte le componenti artistiche, sindacali e imprenditoriali dello
spettacolo. Lo sciopero prevede la chiusura delle attività da parte
delle imprese, l’astensione dal lavoro degli appartenenti al settore
dello spettacolo e una grande manifestazione nazionale a Roma. La data
del 14 ottobre non è casuale perché è il giorno del debutto nelle
sale dell’ultimo, atteso, film di Roberto Benigni “La tigre e la neve”. Certo, si poteva pensare di punire con lo
sciopero un blockbuster d’oltreoceano, sta di fatto che il debutto di
Benigni con un giorno in meno di programmazione non fa scintille e si
deve accontentare di poco più di 3 milioni di euro. Risultato più che
ragguardevole per qualunque film, ma non per Benigni. Basta pensare che
il precedente “Pinocchio” aveva esordito con ben 7 milioni e mezzo di euro. Alla
manifestazione, che ha il suo epicentro presso il centro congressi
Capranica, partecipa anche Roberto Benigni che si esibisce nel consueto
one-man-show tra gli applausi del pubblico.
È dei
primi di luglio l’annuncio da parte del nuovo ministro dei Beni
Culturali, Francesco Rutelli, di un reintegro del Fus di 50 milioni di
euro nei prossimi tre anni (2006 – 2008). La notizia, dapprima
ufficiosa, viene ufficializzata il 17 luglio, quando il Comitato per i
problemi dello spettacolo si riunisce presso il Ministero per i Beni e
le Attività Culturali e approva la proposta di suddivisione tra i
settori dello spettacolo italiano dello stanziamento aggiuntivo di 50
milioni di euro a favore del Fus, reperiti con il decreto-legge n. 223
del 2006. Alle attività cinematografiche vengono così destinati 8
milioni e mezzo di euro.
CINEMA AL TELEFONO: IL CASO “THE INTERPRETER”
È il 28 ottobre 2005 quando
nelle sale esce “The
interpreter”: cast prestigioso (Nicole Kidman e Sean Penn), regia
di solido mestiere (Sydney Pollack) e prima concessione delle Nazioni
Unite come set per un film. Il debutto in Italia è
buono, con la seconda posizione al box office (€ 1.835.845), dietro
“La tigre e la neve” alla terza settimana di programmazione, e il
cammino del film sembra buono e in ascesa. Eppure, già alla settimana
successiva, “The interpreter”
scende in settima posizione perdendo il 70% negli incassi. Com’è
possibile? Il fatto è che molte sale hanno smontato il film per
reagire alla decisione del gestore di telefonia mobile “3”, in
accordo con il distributore Eagle Pictures, di rendere disponibile la
visione del film sui propri videofonini a soli 9 giorni dalla data di
uscita nelle sale. Gli esercenti decidono di ribellarsi ed eliminano
il film dalla programmazione, cercando così di danneggiare
economicamente il distributore per convincerlo a cambiare idea.
L’iniziativa è sostenuta da Anec (Associazione Nazionale Esercenti
Cinema) ed Anem (Associazione Nazionale Esercenti Multiplex). La stampa
non si lascia sfuggire l’occasione e nasce un vero e proprio caso
mediatico che vede la stragrande maggioranza contraria alla possibilità
di vedere quasi in contemporanea prime visioni su grande schermo e su
cellulare. Sono in molti anche a sostenere che l’opportunità ha meno
appeal di quello che le società coinvolte sperano. E questo per almeno
due motivi: il costo per l’utente è notevole (9 euro per una
settimana) e vedere un film sul piccolo monitor di un telefono
non riuscirà mai a sostituire la visione su grande schermo.
Numerosi i commenti autorevoli, da Daniele Vicari (“Ci
sono alcuni film che si vedono male in sale piccole, figurarsi su Dvd o
sul cellulare. Finirà che ce ne dimenticheremo presto, come è successo
per il dibattito sulla lettura dei libri al computer.”) a Guido
Chiesa (“la semplice repressione
non funziona. C’è una domanda di cinema a basso costo che va
cavalcata, altrimenti si dà spazio alla pirateria. La priorità della
sala, anche se resta il modo migliore di consumare un film, è obsoleta.
E poi sono convinto che esistano pubblici diversi e che l’uscita di un
film in contemporanea su più mezzi non penalizzerebbe il consumo in
sala, che ormai si è stabilizzato”) a Michele Placido (“L’idea
di vedere i film sui telefonini è solo una mania che non ha nulla a che
vedere con il cinema. Io vado a vedere i film in sala per condividere
un’emozione con il resto del pubblico. Senza quest’ultimo manca il
rito del cinema”). Di diverso parere Alessandro D’Alatri che
afferma “i film devono essere
visibili contemporaneamente in tutti i canali di sfruttamento. È un
modo per battere la pirateria e fare vero marketing. Oggi la gente che
lavora ha meno tempo di andare al cinema e ampliare l’offerta può
essere una via per aumentare le possibilità di scelta. Non sarà questo
processo ad ammazzare la sala. I nemici del cinema sono ben altri, dalla
rigidità degli orari al prezzo del biglietto”. Immediate le
reazioni di “3” attraverso l’amministratore delegato Vincenzo
Novari: “Abbiamo un regolare
contratto, ma non vogliamo irrigidirci su questo. È una reazione
emotiva, ne sono convinto. È successo anche con il calcio, quando
abbiamo cominciato a far vedere i goal sui nostri telefonini. C’è
stata polemica, ma poi si è visto che non abbiamo fatto altro che farne
parlare ancora di più. Succederà così anche con i film. Alla fine
tutti capiranno che noi stiamo con il cinema e che stiamo contribuendo
in modo innovativo alla diffusione dei film”.
Inutile
sottolineare come parlare di goal e parlare di film sia radicalmente
diverso. La polemica prosegue per tutto il mese di novembre e ovviamente
si estende alle modalità di sfruttamento in generale, includendo la
sempre spinosa questione delle “windows”. Aurelio De Laurentis,
presidente dell’Unione Produttori (Unpf) assume l’impegno di evitare
che i produttori cinematografici concedano i diritti di sfruttamento dei
loro film alla telefonia mobile almeno fino a primavera. Un lasso di
tempo necessario per definire un accordo ufficiale che disciplini lo
sfruttamento dei film. È del 16 dicembre la notizia che il film “The
Interpreter”, ormai danneggiato nello sfruttamento in sala, andrà
sul videofonino. Il Giudice competente della Sez. XI del Tribunale di
Milano ha accolto infatti la domanda avanzata da “3” e ha ordinato
alla Eagle Pictures la consegna di tutto il materiale previsto dal
contratto sottoscritto, quindi il film “The
Interpreter” insieme ai
film Cd Library e Current. Poi arriva il Natale e i giornali parlano di
altro, mentre in gennaio i rappresentanti del settore stabiliscono
alcune norme comportamentali ufficiose a cui attenersi. La domanda, a
questo punto, è “C’è qualcuno che ha visto “The
Interpreter” sul cellulare?”
È ANCORA QUESTIONE DI “WINDOW”
In assenza di una normativa, la
“Window” resta un problema di elevata priorità. Come noto,
con il termine inglese si definisce l’intervallo nelle uscite di un
film sui vari mezzi di distribuzione. La questione, sempre
bruciante, è esplosa in novembre con la riduzione della “window” a
soli 9 giorni per il film “The
Interpreter” (vedi capitolo precedente). Gli interessi economici
in ballo sono enormi e più fronti si oppongono. Gli esercenti vogliono
la sala tutelata e più importante canale di sfruttamento di un film. Il
discorso non è tanto economico (ormai anche in Italia l’home-video è
assai più remunerativo della sala), quanto di importanza. Non è un
caso che il successo di un film in dvd dipenda il più delle volte
dall’accoglienza ricevuta al cinema. Sul fronte opposto i distributori
cercano di incassare il più possibile nel minor tempo possibile e le
scorciatoie, come il succitato caso del film di Sydney Pollack, ne sono
un chiaro esempio. In mezzo c’è l’universo di artisti coinvolti con
le loro opere nella complicata catena dello sfruttamento e anche
l’utente finale, cioè lo spettatore, che con le sue abitudini e
l’aderenza alle mode, può condizionare i canali dell’offerta.
Parlare di ragione e torto è molto difficile e sarebbe semplicistico
esprimere sicurezze in merito all’argomento. Bisogna infatti tenere
conto che la tecnologia ha imposto cambiamenti e innovazioni. Ignorarle
sarebbe sciocco, oltre che impossibile, imparare a conviverci quanto mai
saggio. Il caso “The
Interpreter” ha creato quantomeno l’opportunità di un confronto
tra gli addetti ai lavori che stabiliscono un accordo di massima,
definito tra “gentiluomini”. L’incontro tra Univideo, Anec, Anem e
i rappresentanti dei distributori si riunisce infatti a gennaio e
delibera ufficiosamente la misura di una window di 15 settimane
dall’uscita theatrical. Nell’accordo non si parla però solo di
“windows”, e la distribuzione pone l’accento anche su alcune
mancanze degli esercenti relative alla scarsa promozione tramite trailer
prima dell’inizio dei film (in molte sale sostituiti da una fastidiosa
e forzata pubblicità a luci spente) e del rispetto dei tempi di
pagamento stabiliti (pare che la dilazione a 90 e perfino 180 giorni sia
all’ordine del giorno).
Colpisce che a pochi giorni
dall’incontro proprio la Filmauro lanci in dvd “Natale a Miami”, a meno di due mesi dall’uscita natalizia nelle
sale. Ovvie le reazioni di chi nell’accordo ha creduto, con il rischio
di un nuovo sciopero degli esercenti per contrastare il film distribuito
da Filmauro di Carlo Verdone “Il
mio miglior nemico”. La situazione si risolve grazie all’impegno
di Aurelio De Laurentiis di evitare l’uscita home video per il film di
Verdone prima delle 15 settimane pattuite.
Al di là dei giochetti
perniciosi tra le fazioni contrapposte, il mercato sta cambiando e
alcuni segnali lo dimostrano con evidenza. I casi più importanti
dell’anno sono fondamentalmente due:
-
l’uscita del nuovo film di Steven Soderbergh, “Bubble”,
in contemporanea nei cinema, in dvd e sulla tv satellitare.
L’opportunità è offerta dal costo contenuto del film (circa un
milione e mezzo di dollari), girato interamente in digitale e presentato
con successo di critica al Festival di Venezia. L’esperimento,
importante per la strada che riesce ad aprire, funziona a metà.
Numerose sale in America, infatti, boicottano la pellicola, che esce in
soli 32 cinema guadagnando 145.626 dollari. In Italia l’uscita
primaverile in 29 sale aggiunge 120.998 euro all’incasso
d’oltreoceano. L’operazione, nelle intenzioni del regista, non si
propone come sostituzione ai consueti canali di sfruttamento, ma come
interessante alternativa. Al di là delle qualità dell’opera, non si
tratta comunque di un film in grado di fornire numeri significativi per
trarre conclusioni in merito all’annosa questione sulla necessità o
meno delle “windows”;
-
il 3
maggio 2006 esce direttamente nelle edicole, saltando il passaggio in
sala, il nuovo film di Alex Infascelli “H2Odio”.
Il Gruppo Espresso mette a disposizione il film a € 12,90 per due mesi
tramite il quotidiano “Repubblica” e il settimanale
“L’Espresso”. Lo slogan ideato da Infascelli è che “40mila
edicole sono meglio di 100 cinema”.
SE L’AMERICA CONTINUA A FARE FLOP…
L’anno scorso abbiamo constatato la necessità di ricorrere alle tasche
degli spettatori europei per far quadrare il bilancio dell’industria
cinematografica americana. Con la stagione appena conclusa il risultato
non cambia, anzi, anche il pubblico europeo comincia a dare evidenti
segni di stanchezza. Nel primo semestre aumenta la quota di mercato
del cinema italiano (+23%) mentre il cinema americano scende al 57%.
Non mancano i successi, ma i numeri confermano una parziale disaffezione
verso il cinema U.S.A., che da oltreoceano si sta estendendo anche agli
altri mercati mondiali. A risentirne sono un po’ tutti i generi, ma a
soffrirne particolarmente è il blockbuster, dai costi sempre più
elevati (l’ultimo “Superman”,
tanto per fare un esempio, ha un budget dichiarato di 260 milioni di
dollari) e dagli incassi sempre meno in linea con le miliardarie
aspettative. Gli spettatori sembrano averne abbastanza dell’ormai
routinario mix di azione, effetti speciali e star, con il sostegno del
marketing ad illudere e la successiva visione a deludere. Sta di fatto
che sono molti i kolossal che non hanno fatto il botto rispetto a
prodotti più trasversali, con regole meno codificate, in grado di
riservare ancora qualche sorpresa (“Il Codice Da Vinci”, “Inside
man”, “Match Point”
tra gli altri). Ecco un riepilogo che evidenzia la tendenza in atto:
|
BLOCKBUSTER
|
|
|
|
|
|
|
POS
|
TITOLO
|
INCASSO
U.S.A
|
INCASSO NEL MONDO
(*)
|
INCASSO ITALIA
|
BUDGET
|
|
1
|
IL CODICE DA VINCI
|
$216,385,837
|
$744,245,848
|
€ 28.252.900,00
|
$125.000.000
|
|
2
|
HARRY POTTER E IL CALICE DI FUOCO
|
$290,013,036
|
$892,213,036
|
€ 20.131.380,00
|
$150.000.000
|
|
3
|
LE CRONACHE DI NARNIA
|
$291,710,957
|
$744,717,957
|
€ 16.758.210,00
|
$180.000.000
|
|
4
|
LA FABBRICA DI CIOCCOLATO
|
$206,459,076
|
$474,968,763
|
€ 10.851.490,00
|
$150.000.000
|
|
5
|
I FANTASTICI QUATTRO
|
$154,696,080
|
$330,120,875
|
€
9.077.575,00
|
$100.000.000
|
|
6
|
KING KONG
|
$218,080,025
|
$549,216,896
|
€
8.501.756,00
|
$207.000.000
|
|
7
|
MR. AND MRS. SMITH
|
$186.336.279
|
$478,207,520
|
€
7.782.819,00
|
$110.000.000
|
|
8
|
MISSION IMPOSSIBLE III
|
$133,501,348
|
$380,872,507
|
€
5.698.376,00
|
$150.000.000
|
|
9
|
X-MEN III
|
$233,408,226
|
$440,219,570
|
€
5.594.529,00
|
$210.000.000
|
|
10
|
THE LEGEND OF ZORRO
|
$45,575,336
|
$141,511,378
|
€
3.462.000,00
|
$75.000.000
|
|
11
|
THE ISLAND
|
$35,818,913
|
$160,285,073
|
€
3.112.000,00
|
$126.000.000
|
|
12
|
POSEIDON
|
$60,583,324
|
$175,083,324
|
€
3.047.544,00
|
$160.000.000
|
|
13
|
I FRATELLI GRIMM
|
$37,916,267
|
$105,316,267
|
€
2.508.000,00
|
$88.000.000
|
|
14
|
V PER VENDETTA
|
$70,511,035
|
$131,411,035
|
€
2.258.000,00
|
$54.000.000
|
|
15
|
AEON FLUX
|
$25,877,366
|
$52,296,407
|
€
930.660,00
|
$62.000.000
|
|
16
|
STEALTH
|
$32,116,746
|
$76,932,872
|
€
282.590,00
|
$135.000.000
|
A risentirne sono anche i
kolossal di qualità come “King
Kong”, titolo di punta del Natale che forse avrebbe tratto
giovamento da un’uscita posticipata a gennaio, quest’anno
particolarmente vuoto di attrattive. Tra i casi limite, sicuramente “Stealth”,
forte di un cast che include Jamie Foxx, Josh Lucas (quest’anno
abbonato ai flop, vedi “Poseidon”),
Sam Shepard e Jessica Biel e che invece, visti i costi vertiginosi e il
pessimo riscontro ovunque, si rivela il maggior fiasco della stagione,.
Debole anche il kolossal “The
Island” che, però, in Europa trova riscatto. Ottima invece
l’accoglienza per “Le Cronache di Narnia”, tanto da indurre subito la Disney ad
attivare la produzione di una seconda parte. Grande il successo anche
per “La fabbrica di cioccolato”,
secondo migliore incasso di sempre per Tim Burton dopo “Batman”.
Delude invece “The legend of
Zorro”, che incassa circa la metà del precedente “La Maschera
di Zorro”, nonostante il cast invariato (Antonio Banderas e Catherine
Zeta-Jones) e il budget ridotto (da 95 a 75 milioni di dollari). Gli
altri blockbuster presenti in classifica, come “I
fantastici 4”, “Mr. and Mrs. Smith” e “V
come Vendetta”, fanno numeri importanti ma incassano, almeno in
Italia, meno del previsto.
Discorso a parte per due serie divenute quest’anno trilogie con
l’uscita di “Mission
Impossibile III” e “X-Men
3”:
|
X-MEN
|
|
|
|
|
|
TITOLO
|
INCASSO
U.S.A
|
INCASSO NEL MONDO
(*)
|
INCASSO
ITALIA
|
BUDGET
|
|
X-MEN
|
$157,299,717
|
$296,250,053
|
€
4.639.872,00
|
$75.000.000
|
|
X-MEN 2
|
$214,949,694
|
$407,557,613
|
€
5.350.000,00
|
$110.000.000
|
|
X-MEN 3
|
$233,408,226
|
$440,219,570
|
€
5.594.529,00
|
$210.000.000
|
|
MISSION IMPOSSIBLE
|
|
|
|
|
|
TITOLO
|
INCASSO
U.S.A
|
INCASSO NEL MONDO
(*)
|
INCASSO
ITALIA
|
BUDGET
|
|
MISSION IMPOSSIBLE
|
$180,981,856
|
$456,494,803
|
€
7.250.000,00
|
$80.000.000
|
|
MISSION IMPOSSIBLE II
|
$215,409,889
|
$545,902,562
|
€
9.900.000,00
|
$125.000.000
|
|
MISSION IMPOSSIBLE III
|
$133,501,348
|
$380,872,507
|
€
5.698.376,00
|
$150.000.000
|
Da
notare l’andamento in crescita su tutti i mercati di “X-Men”, contrariamente a “Mission
Impossibile” che, invece, al terzo episodio rallenta bruscamente.
Per alcuni la causa è nella scarsa originalità dell’agente della CIA
Ethan Hunt, sovrapponibile a qualunque altro agente segreto, ma c’è
anche chi attribuisce l’insuccesso del film alla immagine sempre più
inflazionata di Tom Cruise, onnipresente e onniparlante. Una
sovraesposizione che potrebbe, sono solo supposizioni, avere ridotto
l’attrattiva verso la star e, di conseguenza, verso il film. Da
notare, comunque, come il calo sia globale.
In crescita, invece, i budget di tutti i film delle due serie.
L’incremento più vertiginoso riguarda “X-Men
3”, che vede aumentare di ben 100 milioni di dollari
l’investimento rispetto al secondo episodio.
Se
il “popcorn movie” non garantisce più incassi miliardari, nemmeno
la commedia funziona a dovere. Forse è proprio la diversità culturale
a farsi sentire e a ridurre l’appeal di alcuni titoli. Sta di fatto
che i tentativi di far ridere del cinema americano attirano gli
spettatori italiani solo nell’accezione demenziale (“Scary
movie 4” e “Hot movie”
per intenderci), mentre negli altri casi si ritagliano uno spazio tutto
sommato trascurabile. Ecco un elenco delle principali commedie U.S.A.
uscite nella stagione:
|
COMMEDIE
|
|
|
|
|
|
|
POS
|
TITOLO
|
INCASSO
U.S.A
|
INCASSO NEL MONDO
(*)
|
INCASSO ITALIA
|
BUDGET
|
|
1
|
DICK & JANE OPERAZIONE FURTO
|
$110.332.737
|
$201.580.853
|
€ 4.765.906,00
|
$
100.000.000
|
|
2
|
40 ANNI VERGINE
|
$109.449.237
|
$177.312.577
|
€ 4.720.320,00
|
$26.000.000
|
|
3
|
PRIME
|
$22.827.153
|
$66.754.957
|
€ 4.338.127,00
|
$22.000.000
|
|
4
|
QUEL MOSTRO DI SUOCERA
|
$82.931.301
|
$153.870.309
|
€ 4.305.697,00
|
$43.000.000
|
|
5
|
VIZI DI FAMIGLIA
|
$43.000.262
|
$88.600.262
|
€ 3.131.366,00
|
n.p.
|
|
6
|
VITA DA STREGA
|
$63.313.159
|
$131.162.908
|
€ 2.768.916,00
|
$85.000.000
|
|
7
|
LA PANTERA ROSA
|
$82.226.474
|
$158.368.193
|
€ 2.515.043,00
|
$80.000.000
|
|
8
|
ELIZABETHTOWN
|
$26.850.426
|
$52.034.891
|
€ 2.211.827,00
|
$45.000.000
|
|
9
|
2 SINGLE A NOZZE
|
$209.255.921
|
$285.176.741
|
€ 2.036.898,00
|
$40.000.000
|
|
10
|
A CASA CON I SUOI
|
$88.715.192
|
$128.173.841
|
€ 1.823.215,00
|
$50.000.000
|
|
11
|
SE SOLO FOSSE VERO
|
$48.318.130
|
$102.824.897
|
€ 1.454.044,00
|
$58.000.000
|
|
12
|
NATA PER VINCERE
|
$10.411.980
|
$13.573.284
|
€
652.424,00
|
$15.000.000
|
|
13
|
INDOVINA CHI
|
$68.915.888
|
$101.866.030
|
€
562.925,00
|
n.p.
|
|
14
|
SBALLATI D’AMORE
|
$21.845.719
|
$42.886.719
|
€
407.028,00
|
$30.000.000
|
|
15
|
AMERICAN DREAMZ
|
$7.191.830
|
$16.232.862
|
€
390.498,00
|
$17.000.000
|
|
16
|
PARTNERPERFETTO.COM
|
$43.894.863
|
$58.239.690
|
€
269.415,00
|
$30.000.000
|
|
17
|
FBI OPERAZIONE TATA
|
$70.165.972
|
$138.011.373
|
€
179.160,00
|
$40.000.000
|
|
18
|
BACIATI DALLA SFORTUNA
|
$17.324.744
|
$32.315.979
|
€
169.047,00
|
n.p.
|
|
19
|
I TUOI, I MIEI E I NOSTRI
|
$53.412.862
|
$71.884.106
|
€
143.238,00
|
$45.000.000
|
|
20
|
SHAGGY DOG
|
$61.123.569
|
$83.332.569
|
€
57.480,00
|
n.p.
|
|
21
|
IL RITORNO DELLA SCATENATA DOZZINA
|
$82.571.173
|
$128.755.565
|
€
36.861,00
|
n.p.
|
|
22
|
GLI SCALDAPANCHINA
|
$57.651.794
|
$62.461.704
|
€
3.655,00
|
$33.000.000
|
C’è poco da fare, la commedia
si conferma il genere più inesportabile. Troppo legata a personaggi
televisivi poco conosciuti al di fuori dei confini nazionali (succede
anche in italia, pensiamo a Boldi e De Sica, ma anche Pieraccioni, visti
da un pubblico estero) e specchio di una “way of life” che solo
raramente ha la possibilità di essere universalmente condivisa. Non è
un caso che le commedie americane di maggiore successo siano quelle
interpretate da divi popolari anche oltreoceano e quindi con un appeal
di partenza già molto forte. Tra le sorprese, “Prime”,
forse troppo amarognolo per sfondare in patria, che in proporzione
incassa molto di più al di fuori dei confini americani. Tra le
delusioni, invece, “Vita da strega”, che nonostante la presenza di Nicole Kidman e la
celebre serie televisiva da cui trae origine, non riesce a sfondare.
Anche Jennifer Aniston al cinema non brilla granché (almeno fino ad
ora, visto che il recente e ancora inedito in italia “The
Break-Up”, in America è già un successo). La commedia “Vizi di famiglia”, infatti, uscita a Natale e con un cast stellare
che include Kevin Costner e Shirley MacLaine, si accontenta di un
risultato al di sotto delle potenzialità commerciali del prodotto,
segno evidente di una debolezza insita nella fragilità complessiva del
film. Da notare come anche la commedia soffra del peso di budget
notevoli dovuti in gran parte alla remunerazione delle star
protagoniste. Pare, ad esempio, che la Kidman per interpretare “Vita
da strega” abbia ricevuto qualcosa come 17 milioni di dollari (6
volte l’incasso italiano) e colpisce come “Dick
& Jane operazione antifurto” sia costato ben 100 milioni di
dollari. Anche la vincitrice dell’Oscar Reese Witherspoon, da poco
attrice più pagata al mondo (pare 27 milioni di dollari per l’ultimo
film di cui sarà protagonista) si conferma fenomeno tutto americano e
il suo “Se solo fosse vero”, come anche “Quando l’amore brucia l’anima”, passano in Italia
nell’indifferenza. Anche i “rovina-matrimoni” Vince Vaughn e Owen
Wilson, trionfatori al botteghino U.S.A. con un bottino superiore ai 200
milioni di dollari, in Italia restano al palo e il successo di “2 Single a nozze”, uscito insieme ai troppi film di settembre, si
sgonfia rapidamente. Impensabile, eppure in America ha funzionato,
l’ennesimo film canino a difesa dell’istituzione famiglia “Shaggy dog”, così come la famiglia allargata e improbabile di “I
tuoi, i miei e i nostri”,
trascurabile remake di “Appuntamento sotto il letto” del 1967 con
Henry Fonda e Lucille Ball.
Da notare infine come in molti casi, per le commedie, il mercato estero
(e soprattutto italiano) aggiunga poco in proporzione all’incasso
americano, ulteriore segno di come sia difficile far ridere tutti, anche
per la nazione colonizzatrice dell’immaginario globale e principale
responsabile dello stile di vita occidentale. Nessuna commedia
americana, comunque, ad esclusione di “Mr.
and Mrs. Smith” che però abbiamo incluso nei blockbuster vista la
notevole dose di azione ed esplosioni, rientra tra i primi 25 incassi
della stagione in Italia.
Anche il più grande strumento
promozionale del mondo, il premio Oscar, quest’anno non fa scintille.
Le cause sono molteplici e sono da ricercarsi sia nelle strategie poco
lungimiranti legate alla pianificazione delle date di uscita che nel
minor richiamo dei film premiati. Potrebbe però anche dipendere da
scelte meno “facili” da parte dei giurati dell’Academy, oppure da
un’annata con film meno validi, o con meno attrattiva rispetto alla
tradizione del premio. O magari il vero motivo è nel calo di appeal,
non tanto dei film, quanto proprio dell’autocelebrazione del mito
insita nel premio Oscar, con i suoi lustrini, le limousine, gli abiti
firmati. Il solito rigido programma di lacrime e risate sempre
noiosamente uguale ogni anno. Comunque sia, manca il filmone
acchiappatutto e l’Oscar (che dipenda anche dal fatto che la diretta
tv è solo sul satellitare a pagamento?) passa in Italia
nell’indifferenza. A dominare al box-office, senza strafare, sono i
film di cui tutti parlano:
quello tratto dal best-seller (“Memorie
di una geisha”), quello ispirato a un classico della letteratura
(“Orgoglio e pregiudizio”), quelli d’attualità con il divo
“impegnato” del momento (George Clooney con la doppietta “Syriana” e “Good night,
and good luck”) e gli unici due oggetti non identificabili: “I
segreti di Brokeback Mountain”, caso “sociale” più che
cinematografico della stagione capace di sdoganare un amore gay (cammino
particolarmente irto di difficoltà nella apparentemente machista
Italia) e “Crash”,
radiografia dei conflitti razziali e di classe della società americana.
Uscita senza clamore in novembre, l’opera di Paul Haggis guadagna un
ulteriore milione di euro alla riedizione con 125 copie dopo la vittoria
agli Oscar. Da notare, invece, il totale disinteresse per i due attori
protagonisti, interpreti di film legati a icone perlopiù americane: il
mito musicale di Johnny Cash (“Quando
l’amore brucia l’anima” con Reese Witherspoon nella parte
della cantante June Carter), e quello dello scrittore-giornalista Truman
Capote (Philip Seymour Hoffman in “Truman
Capote: a sangue freddo”).
|
OSCAR
|
|
|
|
|
|
|
POS
|
TITOLO
|
INCASSO
U.S.A
|
INCASSO NEL MONDO
(*)
|
INCASSO ITALIA
|
BUDGET
|
|
1
|
MEMORIE DI UNA GEISHA
|
$57.010.853
|
$161.471.850
|
€ 4.607.442,00
|
$85.000.000
|
|
2
|
I SEGRETI DI BROKEBACK MOUNTAIN
|
$83.043.761
|
$178.043.761
|
€ 4.459.971,00
|
$14.000.000
|
|
3
|
ORGOGLIO E PREGIUDIZIO
|
$38.405.088
|
$120.033.669
|
€ 4.139.586,00
|
n.p.
|
|
4
|
SYRIANA
|
$50.824.620
|
$93.724.620
|
€ 3.645.395,00
|
$50.000.000
|
|
5
|
LA MARCIA DEI PINGUINI
|
$77,437,223
|
$122,612,055
|
€ 3.414.503,00
|
n.p.
|
|
6
|
WALLACE & GROMIT – LA MALEDIZIONE …
|
$56,110,897
|
$192,401,679
|
€ 2.943.772,00
|
n.p.
|
|
7
|
CRASH
|
$54.580.300
|
$93.619.990
|
€ 2.828.871,00
|
$6.500.000
|
|
8
|
GOOD NIGHT, AND GOOD LUCK
|
$31.558.003
|
$51.306.963
|
€ 2.566.530,00
|
$7.000.000
|
|
9
|
TRANSAMERICA
|
$9.015.303
|
$13.350.369
|
€ 1.157.801,00
|
n.p.
|
|
10
|
THE CONSTANT GARDENER - LA COSPIRAZIONE
|
$33.579.797
|
$82.466.670
|
€
935.980,00
|
$25.000.000
|
|
11
|
TRUMAN CAPOTE: A SANGUE FREDDO
|
$28.750.530
|
$48.083.613
|
€
705.164,00
|
$7.000.000
|
|
12
|
NORTH COUNTRY
|
$18.337.722
|
$25.037.722
|
€
513.371,00
|
$35.000.000
|
|
13
|
QUANDO L'AMORE BRUCIA L'ANIMA
|
$119.519.402
|
$184.809.380
|
€
418.869,00
|
$28.000.000
|
|
14
|
IL SUO NOME È TSOTSI
|
$2.912.606
|
$7.907.730
|
€
143.146,00
|
n.p.
|
Anche le star, senza la sostanza
di film memorabili e con il solo sostegno dell’allure, faticano a
catalizzare l’attenzione del pubblico:
|
DIVI
|
|
|
|
|
|
|
|
POS
|
ATTORE
|
TITOLO
|
INCASSO
U.S.A
|
INCASSO NEL MONDO
(*)
|
INCASSO ITALIA
|
BUDGET
|
|
1
|
JOHNNY DEPP
|
LA FABBRICA DI CIOCCOLATO
|
$206,459,076
|
$474,968,763
|
€
10.851.490,00
|
$150.000.000
|
|
2
|
BRAD PITT, ANGELINA JOLIE
|
MR. AND MRS. SMITH
|
$186.336.279
|
$478.207.520
|
€
7.782.819,00
|
$110.000.000
|
|
3
|
NICOLE KIDMAN, SEAN PENN
|
THE INTERPRETER
|
$72,708,161
|
$162.944.923
|
€
5.750.574,00
|
$80.000.000
|
|
4
|
TOM CRUISE
|
MISSION
IMPOSSIBLE III
|
$133,501,348
|
$380,872,507
|
€
5.698.376,00
|
$150.000.000
|
|
5
|
JODIE FOSTER
|
FLIGHTPLAN
|
$89.707.299
|
$223.387.299
|
€
5.213.616,00
|
n.p.
|
|
6
|
JIM CARREY
|
DICK & JANE OPERAZIONE
FURTO
|
$110.332.737
|
$201.580.853
|
€
4.765.906,00
|
$100.000.000
|
|
7
|
ANTONIO BANDERAS
|
TI VA DI BALLARE?
|
$34.742.066
|
$61.557.947
|
€
4.514.236,00
|
n.p.
|
|
8
|
GEORGE CLOONEY
|
SYRIANA
|
$50.824.620
|
$93.724.620
|
€
3.645.395,00
|
$50.000.000
|
|
9
|
BANDERAS & ZETA-JONES
|
THE
LEGEND OF ZORRO
|
$45,575,336
|
$141,511,378
|
€
3.462.000,00
|
$75.000.000
|
|
10
|
RUSSELL CROWE
|
CINDERELLA MAN
|
$61.649.911
|
$108.539.911
|
€
2.897.222,00
|
$88.000.000
|
|
11
|
NICOLE KIDMAN
|
VITA DA STREGA
|
$63.313.159
|
$131.162.908
|
€
2.768.916,00
|
$85.000.000
|
|
12
|
SHARON STONE
|
BASIC INSTINCT 2
|
$5.851.188
|
$38.509.330
|
€
2.575.928,00
|
n.p.
|
|
13
|
GEORGE CLOONEY
|
GOOD
NIGHT, AND GOOD LUCK
|
$31.558.003
|
$51.306.963
|
€ 2.566.530,00
|
$7.000.000
|
|
14
|
COLIN FARRELL
|
THE
NEW WORLD
|
$12.712.093
|
$30.508.524
|
€
2.553.874,26
|
$30.000.000
|
|
15
|
JOHNNY DEPP
|
THE LIBERTINE
|
$4.835.065
|
$9.448.623
|
€
1.760.202,00
|
n.p.
|
|
16
|
RICHARD GERE
|
PAROLE D'AMORE
|
$1.180.560
|
$6.822.774
|
€
1.487.838,00
|
$14.000.000
|
|
17
|
NICOLAS CAGE
|
THE WEATHER MAN
|
$12.482.775
|
$19.018.747
|
€
1.478.951,00
|
$22.000.000
|
|
18
|
NICOLAS CAGE
|
LORD OF WAR
|
$24.149.632
|
$71.211.264
|
€
1.280.742,00
|
$50.000.000
|
|
19
|
GWYNETH PALTROW
|
PROOF
|
$7.535.331
|
$12.826.583
|
€
1.275.602,00
|
$20.000.000
|
|
20
|
HARRISON FORD
|
FIREWALL
|
$48.751.189
|
$80.451.189
|
€
1.152.002,00
|
n.p.
|
|
21
|
CAMERON DIAZ
|
IN HER SHOES
|
$32.880.591
|
$83.073.883
|
€
1.090.163,00
|
n.p.
|
|
22
|
CHARLIZE THERON
|
AEON
FLUX
|
$25.877.366
|
$52,296,407
|
€
930.660,00
|
$62.000.000
|
|
23
|
AL PACINO
|
RISCHIO A DUE
|
$22.991.379
|
$29.935.523
|
€
886.639,00
|
$35.000.000
|
|
24
|
MICHAEL DOUGLAS
|
THE SENTINEL
|
$36.280.697
|
$45.824.062
|
€
839.684,00
|
n.p.
|
|
25
|
BRUCE WILLIS
|
SOLO 2 ORE
|
$36.895.141
|
$53.526.726
|
€
811.712,00
|
n.p.
|
|
26
|
ROBERT REDFORD
|
IL VENTO DEL PERDONO
|
$8.586.392
|
$17.995.770
|
€
759.745,00
|
$30.000.000
|
|
27
|
CHARLIZE THERON
|
NORTH COUNTRY
|
$18.337.722
|
$25.037.722
|
€
513.371,00
|
$35.000.000
|
|
28
|
MILLA JOVOVICH
|
ULTRAVIOLET
|
$18.500.966
|
$30.699.646
|
€
332.765,00
|
$30.000.000
|
|
29
|
ROBIN WILLIAMS
|
VITA DA CAMPER
|
$70.440.116
|
$83.193.481
|
€
268.324,00
|
$50.000.000
|
|
30
|
KIM BASINGER
|
THE
DOOR IN THE FLOOR
|
$3.854.624
|
$6.715.067
|
€
57.018,00
|
$7.500.000
|
La coppia regina del gossip
riesce a rendere miliardari gli incassi di un film che, senza il
marketing massiccio fondato sul pettegolezzo e la presenza dei due divi,
sarebbe potuto uscire tra le rimanenze estive o direttamente in video,
invece “Mr. and Mrs.Smith”
si conferma un successo globale. Anche Jodie Foster riesce a sostenere
da sola “Flightplan”, un
film dalle premesse intriganti ma dallo scioglimento ridicolo che
comunque, grazie anche a un azzeccato trailer, illude buona parte del
pianeta. Jim Carrey si conferma beniamino del pubblico, mentre Antonio
Banderas funziona di più in un filmetto a basso costo dal trailer
efficacissimo come “Ti va di ballare?” che nel blockbuster “The Legend of Zorro”, ancora in coppia con Catherine Zeta-Jones.
George Clooney impegnato e ripartito (“Good
Night, and Good Luck” + “Syriana”)
conferma il forte richiamo sul pubblico nostrano, mentre Johnny Depp
attira le masse solo in versione rassicurante in coppia con Tim Burton
(“La fabbrica di cioccolato”),
mentre il lato torbido raccoglie solo i più fedeli (“The
libertine”). Tra i divi in discesa Nicolas Cage, anche se in
proporzione il suo incarnare l’altra faccia del sogno americano (“The weather man”) funziona meglio da noi che oltreoceano. In
caduta vertiginosa Richard Gere, ma il film “Parole
d’amore” non lo aiuta. A perpendicolo anche Harrison Ford,
passato nella totale indifferenza con “Firewall”,
e pure Al Pacino, che non riesce a nobilitare il solito e sovrapponibile
film (“Rischio a due”).
Incredibile ma vero, Sharon Stone, con lo scult “Basic
Instinct 2”, strappa in proporzione più biglietti da noi, dove è
onnipresente (insieme a Charlize Theron pubblicizza qualunque cosa le
capiti a tiro), rispetto all’America dove è invece snobbatissima.
Nicole Kidman in versione comica delude ovunque a causa della pochezza
del progetto (“Vita da strega”)
mentre convince maggiormente in versione thriller con il film della
discordia “The Interpreter”,
forte della regia solida di Sydney Pollack e della presenza di Sean Penn.
Quanto a Charlize Theron, incassa poco sia in versione impegnata (“North Country”) che spettacolare (“Aeon Flux”). Tra gli altri, debolezza diffusa per Cameron Diaz,
Bruce Willis, Michael Douglas e Robert Redford e assoluta disaffezione
nei confronti di Robin Williams, ma il suo “Vita
da camper” (come pure “The
big white”) è uscito nelle sale senza che nessuno se ne potesse
accorgere. “The New World”,
nonostante la presenza di Colin Farrell e soprattutto la regia di
Terrence Malick, è stato accolto tiepidamente un po’ ovunque. Scarso
il richiamo anche delle acrobazie ginniche di Milla Jovovich in “Ultraviolet”,
che non recupera nemmeno i limitati costi di produzione. Tra i divi
solidi ma sottotono Russell Crowe, nell’edificante polpettone “Cinderella Man”, e Gwyneth Paltrow, figlia sulle tracce della
genialità paterna in “Proof”.
Ma allora, viene da domandarsi,
cosa vuole lo spettatore? Boccia pure la Disney in costume nel “Casanova”
per famiglie (che però in Italia incassa 3.388.682 di euro) e non cede
nemmeno al musical, che si conferma genere poco amato dal pubblico (“The
Producers” si ferma a 381.000 euro e “Rent”
affonda con 5.421 euro).
Gli unici prodotti U.S.A. a sfondare sono il trasversale “Il Codice Da Vinci”, che grazie al polverone mediatico (e alla
Chiesa Cattolica, chissà, forse detentrice di una percentuale sugli
incassi) ottiene in Italia il miglior risultato europeo; il “Match Point” di Woody Allen, al suo miglior incasso di sempre (la
12ma posizione e ben 9 milioni e 200 mila euro; ma è andato bene anche
in U.S.A. con 23.151.529
dollari, l’incasso più alto dopo “Manhattan”, “Io & Annie”
e “Hannah e le sue sorelle”, il più alto di sempre superiore ai 40
milioni di dollari) e “Harry Potter” che, comunque, partito in quarta con ben 7.233.227,98 euro nel
week-end di debutto, non raggiunge i 25 milioni di euro preventivati. Se
la cavano molto bene anche “Le
Cronache di Narnia”, Tim Burton con “La
fabbrica di cioccolato” (11° con quasi 11 milioni di euro) e pure
Spike Lee con “Inside man”
(18° con circa 7 milioni di euro). Discorso a parte per i film di
animazione, veri e propri assi pigliatutto, ma ce ne occuperemo a parte,
considerando non solo il prodotto Usa, ma i film di tutte le nazionalità
usciti nel corso dell’anno.
Gli incassi per genere: “ANIMAZIONE”
|
ANIMAZIONE
|
|
|
|
POS
|
TITOLO
|
INCASSO ITALIA
|
|
1
|
MADAGASCAR
|
€
21.200.700,00
|
|
2
|
L'AERA
GLACIALE 2 - IL DISGELO
|
€
18.494.650,00
|
|
3
|
CHICKEN
LITTLE
|
€
7.444.054,00
|
|
4
|
LA
SPOSA CADAVERE
|
€
5.140.263,00
|
|
5
|
WALLACE
& GROMIT - LA MALEDIZIONE DEL CONIGLIO MANNARO
|
€
2.943.772,00
|
|
6
|
UNO
ZOO IN FUGA
|
€
2.665.830,00
|
|
7
|
BAMBI
2
|
€
1.908.523,00
|
|
8
|
CAPPUCCETTO
ROSSO E GLI INSOLITI SOSPETTI
|
€
1.427.530,00
|
|
9
|
VALIANT
|
€
1.033.536,00
|
|
10
|
IL
CASTELLO ERRANTE DI HOWL
|
€
714.150,00
|
|
11
|
SPONGEBOB
- IL FILM
|
€
444.978,00
|
|
12
|
FELIX
- IL CONIGLIETTO GIRAMONDO
|
€
339.790,00
|
|
13
|
P3K
- PINOCCHIO 3000
|
€
187.115,00
|
|
14
|
UNA
MAGICA NOTTE D'ESTATE
|
€
139.923,00
|
|
15
|
KIRIKU
E GLI ANIMALI SELVAGGI
|
€
128.999,00
|
|
16
|
TERKEL
|
€
95.186,00
|
|
17
|
GAYA
|
€
66.769,00
|
|
18
|
CURIOSO
COME GEORGE
|
€
36.178,00
|
È il genere principe, l’unico capace di attirare ovunque folle
oceaniche grazie a un approccio trasversale in grado di compiacere ogni
tipo di pubblico, di qualunque fascia sociale ed età. Leader
incontrastata del genere si conferma ancora una volta l’America,
nonostante l’assenza di un titolo Pixar (l’atteso “Cars”
uscirà in Italia il 23 agosto). Debole la Disney, al primo film
interamente in computer grafica e prima dell’accordo salva-qualità
con la Pixar. Se infatti “Chicken
Little” non fosse quel brutto film che è, avrebbe sicuramente
incassato molto di più grazie all’uscita massiccia (474 schermi) e al
periodo natalizio, altamente favorevole per l’animazione. Migliore
delle aspettative, invece, il debutto in settembre di “Madagascar”,
dominatore a sorpresa dell’inizio della stagione, solitamente guidato
dai primi kolossal e dai film post-Venezia. Ma anche un mese
generalmente debole come aprile trova, dopo il periodo pasquale affidato
all’impersonale “Uno zoo in
fuga” (clone Disney di “Madagascar”),
una forte risposta di pubblico con “L’era
glaciale 2 – il disgelo”. Buona l’affermazione di Tim Burton
con il riuscito “La sposa
cadavere” mentre, nonostante la promozione dell’Oscar, le ottime
critiche ricevute e più di 300 sale a disposizione, non sfonda “Wallace
& Gromit – La maledizione del Coniglio Mannaro”. Il primo
film non americano in classifica, escludendo il very british “Wallace
& Gromit” prodotto anche con soldi americani, è l’inglese “Valiant”,
a cui segue il bellissimo “Il
castello errante di Howl” del maestro giapponese Hayao Miyazaki,
distribuito dalla Lucky Red in 81 copie. Anche la Spagna, nonostante i
risultati tiepidi di “Gaya”,
“Una magica notte
d’estate” (e “P3K –
Pinocchio 3000” in co-produzione) conferma la duttilità della sua
industria cinematografica, capace di spaziare tra i generi e di varcare
i confini nazionali. Peccato invece per il danese “Terkel”,
mal distribuito dalla Moviemax. Trattasi infatti di un film uscito con
il divieto ai minori di 14 anni e destinato a un target adolescenziale
ma scioccamente programmato nelle multisale solo in orari pomeridiani,
quando il teen-ager è impegnato a fare tutt’altro. Scarso il successo
anche per il secondo episodio di Kiriku. Il primo “Kiriku
e la strega Karaba” aveva incassato più di 500 mila euro, mentre
il seguito “Kiriku e gli animali selvaggi” si ferma a meno della metà.
Pinocchio continua a non portare fortuna al cinema. Dopo Benigni
fallisce infatti anche la co-produzione canadese-franco-spagnola “P3K
– Pinocchio 3000”, che snatura la favola di Collodi
aggiornandola con poco brio alle nuove tecnologie. Il box-office premia
invece “Bambi 2”, uscito quasi ovunque nel mondo solo in home-video mentre
in Italia con ben 206 schermi a disposizione. Più che dignitoso il
risultato estivo di “Cappuccetto
Rosso e gli insoliti sospetti” che dimostra ancora una volta come
la presenza del prodotto garantisca la risposta del pubblico in
qualunque stagione. Diverso il discorso per “Curioso
come George” che, però, si rivolge esclusivamente a un pubblico
di infanti e non vanta un sottotesto in grado di parlare a ogni età.
L’Italia compare in co-produzione con la Germania con “Felix
– Il Coniglietto Giramondo”, di Giuseppe Maurizio Laganà, e con
il modesto “Yo-Rhad un amico
dallo spazio” di Camillo Teti e Victor Rambaldi, uscito solo un
week-end in pochissime sale senza riuscire a posizionarsi al box-office
settimanale nella classifica dei primi 50 film.
Gli incassi per genere: “HORROR”
|
HORROR
|
|
|
|
POS
|
TITOLO
|
INCASSO ITALIA
|
|
1
|
SAW
2
|
€
5.186.621,00
|
|
2
|
THE EXORCISM OF EMILY ROSE
|
€
4.819.405,00
|
|
3
|
HOSTEL
|
€
2.588.677,00
|
|
4
|
SILENT
HILL
|
€
2.361.711,00
|
|
5
|
FINAL
DESTINATION 3
|
€
2.082.755,00
|
|
6
|
UNDERWORLD
– EVOLUTION
|
€
1.711.991,00
|
|
7
|
OMEN
- IL PRESAGIO
|
€
1.639.238,00
|
|
8
|
NICKNAME:
ENIGMISTA
|
€
1.638.165,00
|
|
9
|
AMITYVILLE
HORROR
|
€
1.590.842,00
|
|
10
|
FRAGILE
|
€
1.168.276,00
|
|
11
|
THE
SKELETON KEY
|
€
1.039.744,00
|
|
12
|
LA
CASA DEL DIAVOLO
|
€
887.145,00
|
|
13
|
THE
CAVE - IL NASCONDIGLIO DEL DIAVOLO
|
€
884.788,00
|
|
14
|
THE
FOG
|
€
809.560,00
|
|
15
|
THE
DESCENT
|
€
425.957,00
|
|
16
|
THE
BREED - LA RAZZA DEL MALE
|
€
422.384,00
|
|
17
|
IL
CUSTODE
|
€
386.853,00
|
|
18
|
CREEP
- IL CHIRURGO
|
€
278.757,00
|
|
19
|
SHUTTER
|
€
241.948,00
|
|
20
|
SAINT
ANGE
|
€
241.743,00
|
|
21
|
HALF
LIGHT
|
€
234.053,00
|
|
22
|
THE
EYE 3 - INFINITY
|
€
194.129,00
|
|
23
|
IL
COLLEZIONISTA DI OCCHI
|
€
191.481,00
|
|
24
|
THE
RED SHOES
|
€
144.745,00
|
|
25
|
WOLF
CREEK
|
€
134.846,00
|
|
26
|
THE
DARK
|
€
100.269,00
|
|
27
|
LA
SPINA DEL DIAVOLO
|
€
92.417,00
|
|
28
|
DARK
WATER
|
€
64.792,00
|
|
29
|
11:11
LA PAURA HA UN NUOVO NUMERO
|
€
36.118,00
|
|
30
|
DECOYS
|
€
4.916,00
|
Succede tutti gli anni. Con i primi caldi le sale cinematografiche
vengono prese d’assalto dagli horror. In piena estate, poi, è una
vera invasione. Non si capisce bene per quale motivo far concorrere più
film sovrapponibili nello stesso periodo, visto che il target a cui si
rivolgono è in linea di massima lo stesso. Quest’anno, però,
l’horror non si è limitato alla canicola, ma ha accompagnato
l’intera stagione, confermando la fedeltà del pubblico anche nel
rigido inverno. La produzione, forse perché si tratta di uno dei generi
più esportabili e dai costi generalmente limitati, è quindi
particolarmente febbrile e sono tante le promesse di brividi che hanno
attirato gli spettatori italiani. La classifica del genere è guidata da
“Saw 2”. Puntuale a gennaio 2006, dopo l’inatteso successo del
primo film uscito a gennaio 2005, Jigsaw è tornato per un nuovo sadico
gioco con nuove giovani vittime centrando il bersaglio al botteghino.
Tanto da prenotarsi, vista la vincente proporzione tra costi (budget
dichiarato 4 milioni di dollari) e ricavi (circa 144 milioni di dollari
nel mondo), per il prossimo gennaio 2007 con un terzo episodio. Meno
clamore del previsto, invece, per la morbosità iper-pubblicizzata e
patrocinata da Quentin Tarantino di “Hostel”,
che debutta in febbraio al terzo posto con ben 277 schermi piazzandosi
dietro a “Notte prima degli esami” (alla seconda settimana) e “Syriana”.
Tra le sorprese, non tanto qualitativamente quanto negli incassi, il
successo di “Nickname: enigmista”, che esce a novembre senza alcuna concorrenza
e deve sicuramente il ragguardevole bottino al box-office
all’ingannevole titolo scelto dalla distribuzione italiana.
L’originale e anonimo “Cry_Wolf”,
infatti, viene sostituito da “Nickname:
enigmista”, che lascia pensare ai più che si tratti dell’attesa
seconda parte di “Saw – l’enigmista”. Discreta anche la trovata di un’uscita
“day-and-date” il giorno 6/6/2006 per “Omen”,
remake de “Il presagio”. Tutti trucchetti per attirare lo spettatore
verso il solito e sovrapponibile prodotto. Tra le ingiustizie,
sicuramente il maggior successo di “The
Cave” rispetto al riuscito e davvero terrorizzante “The
descent”, entrambi ambientati all’interno di grotte sotterranee.
Non si capisce bene perché il film di Neil Marshall, uscito su 117
schermi contro i 116 del rivale, già alla seconda settimana sia stato
quasi ovunque smontato riducendo il numero degli schermi a soli 42.
Fiaschissimo per il remake americano di “Dark
water”, ma la prima a non credere nell’operazione è la Buena
Vista, che fa uscire il film in sole 20 sale nonostante la presenza di
una star come Jennifer Connelly. Da segnalare, invece, l’ottimo
riscontro per “Silent Hill”.
Uscito il 9 luglio, in piena calura estiva, è subito primo al
box-office e sale rapidamente la classifica del “genere”
avvicinandosi a fine mese ai 2 milioni e mezzo di euro (e la sua corsa
non si è ancora esaurita). Nel pullulare di titoli americani, ma anche
qualcosina dalla Spagna e dall’oriente, grande assente è l’Italia,
un tempo maestra nel genere e ora totalmente desaparecida.
Gli incassi per genere: “D’ESSAI”
Difficile
capire cosa rende un film d’essai. Letteralmente è da intendersi come
cinema d’assaggio, cioè un cinema fuori dalle logiche commerciali
capace di imporsi per la sua qualità. I film, selezionati da
un’apposita commissione, sono
perlopiù riservati alle sale d’essai, che ricevono contributi per
programmare opere sperimentali, di nazionalità spesso escluse da
logiche industriali e con un valore culturale che altrimenti andrebbe
perduto. Nei fatti le cose si complicano. Basti pensare che il film
considerato “d’essai” più visto nel 2005 è “Manuale
d’amore”, opera dignitosa ma dai chiari intenti commerciali. In
generale è perciò difficile capire quali siano i film d’essai usciti
nel corso della stagione. Per comodità di catalogazione ho scelto
quelli mediamente non programmati nei multiplex. Anche in questo caso,
però, con le dovute eccezioni, perché alcuni titoli come “Volver”
o “Radio America”, tanto
per fare qualche esempio, pur essendo d’essai sono entrati nelle
programmazioni dei multiplex. Ho inoltre evitato di considerare il
cinema italiano, perché trattato a parte (e in gran parte d’essai).
Ecco
quindi una classifica, per forza di cose incompleta e approssimativa.
|
CINEMA D’ESSAI
|
|
|
|
POS
|
TITOLO
|
INCASSO ITALIA
|
|
1
|
VOLVER
|
€
6.457.339,00
|
|
2
|
A HIISTORY OF VIOLENCE
|
€
2.506.408,00
|
|
3
|
BROKEN FLOWERS
|
€
2.335.545,00
|
|
4
|
NIENTE DA NASCONDERE
|
€
1.310.448,00
|
|
5
|
RADIO AMERICA
|
€
1.237.582,00
|
|
6
|
ROMANCE & CIGARETTES
|
€
1.201.749,00
|
|
7
|
LADY HENDERSON PRESENTA
|
€
927.278,00
|
|
8
|
ME AND YOU AND EVERYONE WE
KNOW
|
€
722.998,00
|
|
9
|
LA ROSA BIANCA
|
€
712.605,00
|
|
10
|
OGNI COSA È ILLUMINATA
|
€
687.823,00
|
|
11
|
ZUCKER! COME DIVENTARE EBREO IN 7 GIORNI
|
€
526.164,00
|
|
12
|
L'ENFANT
|
€
485.363,00
|
|
13
|
LE PARTICELLE ELEMENTARI
|
€
446.371,00
|
|
14
|
FALSE VERITÀ
|
€
437.435,00
|
|
15
|
NON BUSSARE ALLA MIA PORTA
|
€
437.308,00
|
|
16
|
VAI E VIVRAI
|
€
423.188,00
|
|
17
|
TRAVAUX -
LAVORI IN CASA
|
€
403.117,00
|
|
18
|
I TEMPI CHE CAMBIANO
|
€
378.398,00
|
|
19
|
FACTOTUM
|
€
337.127,00
|
|
20
|
TUTTI I BATTITI DEL MIO CUORE
|
€
269.133,00
|
|
21
|
LADY VENDETTA
|
€
255.308,00
|
|
22
|
GABRIELLE
|
€
228.583,00
|
|
23
|
LA VITA SEGRETA DELLE PAROLE
|
€
217.812,00
|
|
24
|
LA DAMIGELLA D'ONORE
|
€
211.870,00
|
|
25
|
LE TRE SEPOLTURE
|
€
205.941,00
|
|
26
|
CACCIATORE DI TESTE
|
€
192.697,00
|
|
27
|
IL SOLE
|
€
177.391,00
|
|
28
|
SENZA DESTINO
|
€
173.418,00
|
|
29
|
L'AMORE NON BASTA MAI
|
€
170.316,00
|
|
30
|
VERSO IL SUD
|
€
168.474,00
|
|
31
|
IL CANE GIALLO DELLA MONGOLIA
|
€
157.480,00
|
|
32
|
MARY
|
€
133.466,00
|
|
33
|
BUBBLE
|
€
120.998,00
|
|
34
|
MANDERLAY
|
€
120.439,00
|
|
35
|
LE MELE DI ADAMO
|
€
116.792,00
|
|
36
|
L'ARCO
|
€
115.571,00
|
|
37
|
L'ENFER
|
€
104.598,00
|
|
38
|
L'AMORE SOSPETTO
|
€
102.846,00
|
|
39
|
BATTAGLIA NEL CIELO
|
€
98.806,00
|
|
40
|
PARADISE NOW
|
€
97.118,00
|
|
41
|
INCONTRI D'AMORE
|
€
86.594,00
|
|
42
|
BOMBON - EL PERRO
|
€
85.602,00
|
|
43
|
LES AMANTS REGULIERS
|
€
62.744,00
|
|
44
|
DEAR WENDY
|
€
41.863,00
|
|
45
|
PERSONA NON GRATA
|
€
38.487,00
|
|
46
|
L'IGNOTO SPAZIO PROFONDO
|
€
37.096,00
|
|
47
|
WHISKY
|
€
31.292,00
|
|
48
|
DUE VOLTE LEI
|
€
30.101,00
|
|
49
|
10 CANOE
|
€
26.960,00
|
|
50
|
SHANGHAI DREAMS
|
€
22.415,00
|
|
51
|
FREE ZONE
|
€
21.379,00
|
|
52
|
IL TEMPO CHE RESTA
|
€
20.219,00
|
|
53
|
SOAP
|
€
1.875,00
|
Escludendo la consacrazione di Pedro Almodovar con “Volver”, che stacca nettamente tutti gli altri, autori paludati
non riescono ad avere la prevista accoglienza del pubblico. È il caso
di David Cronenberg al suo film (“History
of violence”) meno cronemberghiano, che pur avendo beneficiato di
un’uscita natalizia con 130 copie si ferma a 2 milioni e mezzo di
euro. Così come sembra tramontato il mito di Wim Wenders (“Non
bussare alla mia porta”) divenuto sempre più prolifico ma meno
incisivo. Anche Chabrol, inspiegabilmente tenuto in naftalina per un
anno (“La damigella d’onore”)
si ritaglia uno spazio ridotto, così come Abel Ferrara con “Mary”. Dopo la grande attenzione mediatica e i buoni incassi di
“Dogville” di Lars von
Trier, il seguito “Manderlay”
resta al palo, forse a causa del cambio della protagonista (Nicole
Kidman sostituita da Bryce Dallas Howard) ma potrebbe avere inciso anche
uno scarso gradimento della prima parte. Anche il Soderbergh
possibilista (“Bubble” è
uscito in contemporanea al cinema, in dvd e sulla tv satellitare) non
conquista grandi fette di pubblico, così come lo stroncatissimo “L’enfer”
di Danis Tanovic, alla non facile prova dell’opera seconda dopo il
successo mondiale di “No man’s
land”. Nonostante l’uscita natalizia, fatica anche “L’enfant”
dei fratelli Dardenne. Tra i provenienti dal festival di Cannes si
comporta meglio “Niente da
nascondere” di Michael Haneke, per 15 settimane tra le prime 40
posizioni. Passando al festival di Venezia, la terza parte della
trilogia sulla vendetta di Park Chan-Wook, “Lady
Vendetta”, fa peggio della seconda parte “Old
Boy”, che aveva superato i 400 mila euro di incasso.
LA RIVINCITA DELL’ITALIA
|
ITALIA
|
|
|
|
POS
|
TITOLO
|
INCASSO ITALIA
|
|
1
|
NATALE A MIAMI
|
€
21.240.170,00
|
|
2
|
TI AMO IN TUTTE LE LINGUE DEL MONDO
|
€
20.016.440,00
|
|
3
|
IL MIO MIGLIOR NEMICO
|
€
18.531.330,00
|
|
4
|
LA TIGRE E LA NEVE
|
€
14.862.740,00
|
|
5
|
NOTTE PRIMA DEGLIA ESAMI
|
€
12.239.670,00
|
|
6
|
ECCEZZZIUNALE VERAMENTE CAPITOLO SECONDO … ME
|
€
6.920.989,00
|
|
7
|
IL CAIMANO
|
€
6.772.490,00
|
|
8
|
MELISSA P.
|
€
6.019.111,00
|
|
9
|
LA BESTIA NEL CUORE
|
€
4.973.076,00
|
|
10
|
ROMANZO CRIMINALE
|
€
4.858.959,00
|
|
11
|
LA SECONDA NOTTE DI NOZZE
|
€
3.628.044,00
|
|
12
|
I GIORNI DELL'ABBANDONO
|
€
3.253.165,00
|
|
13
|
LA TERRA
|
€
2.253.487,00
|
|
14
|
IL REGISTA DI MATRIMONI
|
€
1.955.496,00
|
|
15
|
VIVA ZAPATERO!
|
€
1.732.687,00
|
|
16
|
PASSO A DUE
|
€
994.034,00
|
|
17
|
ANCHE LIBERO VA BENE
|
€
843.693,00
|
|
18
|
TI LASCIO PERCHÉ TI AMO TROPPO
|
€
776.192,00
|
|
19
|
ARRIVEDERCI AMORE, CIAO
|
€
763.773,00
|
|
20
|
E SE DOMANI…
|
€
592.132,00
|
|
21
|
LA CURA DEL GORILLA
|
€
542.139,00
|
|
22
|
VITA SMERALDA
|
€
493.531,00
|
|
23
|
MAI + COME PRIMA
|
€
415.142,00
|
|
24
|
LA GUERRA DI MARIO
|
€
318.284,00
|
|
25
|
TEXAS
|
€
297.060,00
|
|
26
|
IN ASCOLTO - THE LISTENING
|
€
288.176,00
|
|
27
|
4-4-2 IL GIOCO PIÙ BELLO DEL MONDO
|
€
260.982,00
|
|
28
|
L'ESTATE DEL MIO PRIMO BACIO
|
€
238.320,00
|
|
29
|
HANS
|
€
156.677,00
|
|
30
|
FUOCO SU DI ME
|
€
122.822,00
|
|
31
|
MATER NATURA
|
€
110.045,00
|
|
32
|
LA FIAMMA SUL GHIACCIO
|
€
95.054,00
|
|
33
|
CONCORSO DI COLPA
|
€
77.008,00
|
|
34
|
MUSIKANTEN
|
€
63.315,00
|
|
35
|
SONO TORNATO AL NORD
|
€
53.483,00
|
|
36
|
PIANO 17
|
€
49.811,00
|
|
37
|
ANTONIO, GUERRIERO DI DIO
|
€
48.927,00
|
|
38
|
LA PASSIONE DI GIOSUÈ L'EBREO
|
€
38.462,00
|
|
39
|
ONDE
|
€
36.102,00
|
|
40
|
IL FANTASMA DI CORLEONE
|
€
34.836,00
|
|
41
|
SANGUE - LA MORTE NON ESISTE
|
€
30.096,00
|
|
42
|
FUORI VENA - LA STRADA SI RACCONTA
|
€
10.972,00
|
|
43
|
RACCONTAMI UNA STORIA
|
€
9.786,00
|
|
44
|
PEPERONI RIPIENI E PESCI IN FACCIA
|
€
3.992,00
|
|
45
|
BASTA UN NIENTE
|
€
3.311,00
|
|
46
|
I CINGHIALI DI PORTICI
|
€
2.834,00
|
Nonostante
la congiuntura economica negativa, i tagli nei finanziamenti, il minor
numero di film italiani prodotti (la cifra più bassa dal 2001), la
chiusura delle monosale, l’aumento irrazionale degli schermi multiplex,
i problemi nella distribuzione, la spada di Damocle della pirateria, il
“peer to peer” e ora pure la concorrenza del telefonino, l’anno
appena trascorso è stato quello in cui la produzione italiana ha
registrato gli incassi più alti del quinquennio. Il numero di film
prodotti è passato dai 134 del 2004 ai 98 del 2005, mentre sono
rimaste stabili le 9 opere prime e seconde. Le pellicole prodotte con il
contributo dello Stato sono invece calate notevolmente, passando dalle 46
del 2004 alle 18 del 2005. Sono diminuiti anche i film prodotti
interamente con capitali italiani, dai 96 del 2004 ai 68 del 2005, così
come le opere co-prodotte con l’estero (38 nel 2004, 30 nel 2005).
Eppure
il numero degli spettatori che ha scelto il cinema italiano è aumentato.
Nel 2005, infatti, due milioni e mezzo di spettatori in più hanno
varcato le soglie del cinema per vedere un’opera nazionale, facendo
raggiungere al cinema italiano la ragguardevole quota del 24,7%. La
situazione migliora ancora nel primo trimestre del 2006. Un avvio di anno
particolarmente negativo è infatti rischiarato a livello di incassi dalla
triade Verdone-Pieraccioni-Brizzi facendo raggiungere al prodotto
nazionale la quota del 34,6%. In pratica, nel primo trimestre uno
spettatore su 3 ha visto un film italiano. Sicuramente sul successo
interno ha inciso lo scarso appeal del cinema americano, in evidente
declino di consensi, ma anche la capacità di concordare strategie
promozionali efficaci, come per il riuscito lancio di “Notte
prima degli esami”. “Il
successo del film”, spiega il produttore Giannandrea Pecorelli al
Giornale dello Spettacolo, “è il
frutto di una precisa operazione di marketing. Si è deciso di puntare
prevalentemente sulle anteprime, nella convinzione che la migliore
promozione per il film potesse essere il passaparola. Le notizie sul film
hanno cominciato a circolare su Internet, anche se apparentemente il film
continuava a sembrare clandestino. Solo ad una settimana dall'uscita è
iniziata la campagna affissioni, che ha portato allo scoperto il fenomeno.
Per ciò che riguarda il manifesto, si è deciso di puntare sui giovani,
tanto che il volto di Giorgio Faletti, il nome più noto del cast, non
compare nel poster. Peraltro, sempre da un punto di vista promozionale, la
presenza di Faletti è stata utile per ciò che riguarda la comunicazione
stampa”.
Dando uno
sguardo agli altri titoli italiani di successo, non stupisce
l’affermazione di Diego Abatantuono con il seguito del mitizzato “Eccezzziunale veramente”, anche se il film incassa quasi la metà
del bottino finale nel primo week-end, per poi sparire in fretta dalla
circolazione. Un segno dei tempi, che vedono sempre più ridotta la durata
commerciale dei film, ma anche un indice di debolezza del passaparola che,
evidentemente, non ha premiato il sequel. Successo anche per la discussa
trasposizione letteraria “Melissa
P.” che a metà novembre conquista subito la prima posizione del
box-office. Dietro, però, occorre ricordarlo, c’è la Sony Pictures
(sarà un caso l’iniezione di moralismo rispetto al testo di origine?).
Buono anche il riscontro post-Venezia per “La
bestia nel cuore”, forte
del premio per la Migliore Interpretazione Femminile a Giovanna
Mezzogiorno. La successiva riedizione in 7 copie a ridosso degli Oscar,
per cui il film è stato candidato in sostituzione a “Private”
di Saverio Costanzo, non aggiunge che qualche migliaio di euro
all’incasso finale, prossimo ai 5 milioni di euro. Curiosità: il film
è uscito anche in America con il titolo “Don’t
tell” in 5 sale e ha incassato la modesta cifra di 29.015 dollari.
Inferiore alle attese, invece, il risultato complessivo di “Romanzo
Criminale” di Michele Placido, sia per il notevole sforzo produttivo
che per i riscontri critici e i premi raccolti un po’ ovunque. Caso
dell’anno, strategicamente pianificato in piena campagna elettorale, il
successo annunciato de “Il
Caimano” di Nanni Moretti. Per restare in campo politico, da notare
l’ottimo risultato del documentario di Sabina Guzzanti “Viva
Zapatero!”, partito con un’ottima media in 34 sale per poi
crescere grazie al passaparola fino a coprire un’ottantina di cinema.
Nel complesso, ben 15 film superano il milione di euro e sia “Romanzo
Criminale” che “Il Caimano”
sono successi anche in Francia. Tra gli incompresi, sicuramente “La
guerra di Mario” di Antonio Capuano, film di cui si è parlato
parecchio ma uscito timidamente e in un periodo, i primi di marzo,
affollato di nuovi titoli. Inspiegabile, poi, la decisione di buttare via
con sole 8 copie a fine giugno “Peperoni ripieni e pesci in faccia”, ultima fatica di Lina Wertmüller
in tandem con Sophia Loren. Indipendentemente dal valore dell’opera, lo
sfruttamento commerciale poteva essere sicuramente più furbo. Tra i film
cresciuti con il passaparola c’è invece il generazionale “Mai + come prima” di Giacomo Campiotti, ambientato sulle Dolomiti.
Il lungometraggio non ha mai superato la diciottesima posizione ma,
nonostante la rapida scomparsa dalle sale dopo un’uscita in più di 70
copie non premiata dal pubblico, può vantare una presenza in classifica
di ben 15 settimane. Chissà, forse con un adeguato sostegno avrebbe
potuto comportarsi in modo analogo a “Notte
prima degli esami”. In declino i comici di derivazione televisiva: “La cura del gorilla” con Claudio Bisio, “E se domani…” con Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu e “Sono
tornato al Nord” con Franco Neri, incassano infatti molto meno
delle lecite aspettative. Tra i successi regionali, da segnalare “Ti
lascio perché ti amo troppo”, fenomeno tutto campano grazie alla
presenza del divo locale Alessandro Siani, che nel week-end di debutto in
60 copie, tutte concentrate al Sud, totalizza il miglior incasso della
regione. Quasi assenti le uscite estive per il cinema italiano, con
l’eccezione di “L’estate del mio
primo bacio” di Carlo Virzì, “Raccontami
una storia” di Francesca Elia e “Vita
Smeralda” di Jerry Calà che, comunque, riesce a portarsi a casa
quasi 500 mila euro. In generale, si riscontra per l’ennesima volta il
dominio della commedia e del personaggio. I maggiori incassi godono
infatti della promessa di risate o del carisma, o presunto tale, degli
interpreti. Manca invece il film di genere. Nessun thriller, manco un
horror, e assenza di quel prodotto medio, identificabile con il successo
di “Notte prima degli esami”,
in grado di conciliare i troppi autori presenti in Italia con la risata
grassa e afona della comicità pecoreccia. Una strada altra che potrebbe
andare incontro alle non per forza vituperabili esigenze del pubblico.
NATALE
STABILE
Il periodo delle feste natalizie è da sempre il più proficuo per il
cinema. Anche questa stagione conferma la regola: quasi 21 milioni di
biglietti staccati dal 25 novembre all’8 gennaio, per un incasso
complessivo di 126,5 milioni di euro. Rispetto al 2005 le presenze
segnano un +0,75% e gli incassi +0,80%. La stabilità del risultato
non è così di conforto considerando l’aumento del numero degli
schermi. A sostegno del risultato ottenuto bisogna però tenere presente
la poco favorevole congiuntura di calendario che, facendo coincidere la
vigilia di Natale e il 31 dicembre con il sabato, ha di fatto privato il
cinema di due importantissime giornate più che favorevoli agli incassi.
Ancora una volta a dominare il botteghino è il cine-panettone,
l’ultimo, pare, con la rodata copia Boldi e De Sica. “Natale
a Miami” raggiunge in poche settimane l’incasso di 20 milioni di
euro incalzando, e poi superando per qualche migliaio di euro, il
campione stagionale “Madagascar”. Il più agguerrito concorrente è la quarta puntata
di “Harry Potter”, ma
l’uscita anticipata a fine novembre vede il maghetto giungere al
Natale ormai a fine corsa. Leonardo Pieraccioni e il suo “Ti
amo in tutte le lingue del mondo”, uscito in contemporanea a “Natale a Miami”, parte con qualche copia in più (452 contro le
447 del film di Neri Parenti) ma con meno sprint, debuttando con ben un
milione di euro in meno rispetto al diretto concorrente. Come
tradizione, però, l’andamento ha meno picchi ma più costanza e con
la Befana è Pieraccioni a dominare il box-office, ma l’ascesa del
comico toscano non raggiunge l’exploit del 2004 con “Il
paradiso all’improvviso” (campione stagionale con oltre 25
milioni di euro). E gli altri? Gli esercenti hanno lamentato l’assenza
di un prodotto americano forte, un film fenomeno in grado di raggiungere
i 25/30 milioni di euro. In effetti il “King
Kong” di Peter Jackson, probabilmente anche a causa della durata
poco adatta ai ritmi serrati delle feste, non ha ottenuto i risultati
sperati, mentre “Le Cronache di Narnia” si conferma il vincitore a distanza,
restando nelle prime dieci posizioni per tutto il mese di gennaio, unico
film natalizio insieme a “Ti
amo in tutte le lingue del mondo” a non bruciare le sue carte
durante le festività. Dietro questa manciata di titoli, però, più o
meno il vuoto. “Mr. And Mrs. Smith”, uscito il 2 dicembre, arriva a Natale
sparando le ultime cartucce. Un discreto risultato lo ottiene “Memorie di una geisha” e si affermano, pur senza strafare, “History
of violence” e “Broken
Flowers”. Non decollano, invece, i fratelli Dardenne con “L’enfant”.
Forse valeva la pena distribuirlo a ridosso del festival di Cannes dopo
la vittoria della Palma d’Oro piuttosto che tenerlo in naftalina per
ben sette mesi. Grande assente il genere di solito trionfatore del
Natale: l’animazione. Le deboli spalle di “Chicken
Little” permettono al film Disney, in assenza di concorrenti
diretti (“Kiriku e gli animali selvaggi” si ferma quasi subito) di
catalizzare l’attenzione delle famiglie, ma il passaparola boccia il
film che a metà gennaio è già in quindicesima posizione. Chiudono il
piatto non così ricco del Natale la commedia “Vizi
di famiglia” e il drammatico “Parole
d’amore”. Va meglio a Jennifer Aniston rispetto a Richard Gere,
ma entrambi sono destinati a non lasciare particolare traccia.
I
10 FILM PIÙ VISTI DELLA STAGIONE
(DAL
01/08/2005 AL 30/07/2006)
|
POS.
|
TITOLO
|
NAZ.
|
DISTRIBUZIONE
|
INCASSO
|
PRESENZE
|
|
1
|
IL CODICE DA VINCI
|
USA
|
SONY PICT. ITALIA
S.R.L.
|
€ 28.252.900
|
4.610.911
|
|
2
|
NATALE A MIAMI
|
ITA
|
FILMAURO S.R.L.
|
€ 21.240.170
|
3.436.144
|
|
3
|
MADAGASCAR
|
USA
|
UIP-UNITED
INT.PICTURES S.R.L.
|
€ 21.200.700
|
3.626.469
|
|
4
|
HARRY POTTER E IL CALICE DI FUOCO
|
U.K
|
WARNER BROS ITALIA S.P.A.
|
€ 20.131.380
|
3.379.969
|
|
5
|
TI AMO IN TUTTE LE LINGUE DEL MONDO
|
ITA
|
MEDUSA FILM S.P.A.
|
€ 20.016.440
|
3.234.759
|
|
6
|
IL MIO MIGLIOR NEMICO
|
ITA
|
FILMAURO S.R.L.
|
€ 18.531.330
|
3.156.827
|
|
7
|
L'ERA GLACIALE 2
|
USA
|
20TH CENTURY FOX ITALIA S.P.A.
|
€ 18.494.650
|
3.082.105
|
|
8
|
LE CRONACHE DI NARNIA: IL LEONE, LA STREGA E L'ARMADIO
|
USA
|
BUENA VISTA INT. ITALIA S.R.L.
|
€ 16.758.210
|
2.829.328
|
|
9
|
LA TIGRE E LA NEVE
|
ITA
|
01 DISTRIBUTION
|
€ 14.862.740
|
2.517.912
|
|
10
|
NOTTE PRIMA DEGLI ESAMI
|
ITA
|
01 DISTRIBUTION
|
€ 12.239.670
|
2.095.522
|
Era
da tempo che la classifica stagionale non parlava italiano.
Quest’anno, infatti, per le prime dieci posizioni il botteghino è
equamente diviso tra cinema italiano e americano. Cominciando con
l’Italia, stupisce la costanza del pubblico nel premiare ancora una
volta la coppia Boldi / De Sica, con “Natale
a Miami”, film italiano più visto della stagione e addirittura in
crescita rispetto ai 17 milioni e mezzo di “Christmas
in love” e ai 19 di “Natale
in India”. Pieraccioni, con “Ti
amo in tutte le lingue del mondo”, si conferma una sicurezza per
il botteghino e Carlo Verdone ritrova il suo pubblico come ai tempi
d’oro grazie al successo, in coppia con Silvio Muccino, di “Il
mio miglior nemico”. Delusione invece per Benigni. Il comico
toscano, sempre più popolare come personaggio, perde un po’ di
fiducia come attore e regista e il suo “La tigre e la neve” si ferma a quasi 15 milioni di euro. Risultato
più che positivo, ovviamente, ma sotto gli standard abituali di
Benigni. Di certo non ha aiutato il passo falso di “Pinocchio”,
molto frequentato ma poco amato dal pubblico. L’unico vero exploit è
il debutto di Fausto Brizzi con “Notte
prima degli esami”.
Sembrava un filmetto come altri invece, grazie a una promozione molto
accurata e a un passaparola che ha funzionato, è riuscito a diventare
uno dei “casi” dell’anno. Probabilmente il compromesso che mancava
tra la commedia sbracata e il film d’autore. Quanto al cinema U.S.A.
trionfa, nonostante le critiche poco lusinghiere, “Il
Codice Da Vinci”. Accolto da polemiche di ogni tipo che hanno
strategicamente funzionato da traino, il film di Ron Howard ha fatto
discutere anche esercenti e distributori. Si è parlato di anticipi da
capogiro (5.000 euro), richiesti dalla Sony Pictures Releasing quale
“minimo garantito”, oltre a condizioni di pagamento e percentuali
particolarmente gravose. La società di distribuzione si è difesa
ricordando di essere stata una delle poche ad avere creduto
nell’estate al cinema e sottolineando il forte investimento alla base
del film, con tre milioni di euro per il marketing e un milione e mezzo
per la stampa delle copie (circa 900). Non avendo alcun strumento per
poter valutare torti e ragioni non resta che constatare il successo
dell’operazione. Ma se non fosse andata così, chi ci avrebbe rimesso
maggiormente?
Ottimo il risultato dell’animazione con “Madagascar”
e “L’era glaciale 2 – il
disgelo”, così come i 20 milioni di euro del quarto “Harry
Potter”, anche se la partenza a razzo (€ 7.233.228 nel week-end
di apertura) lasciava presagire risultati intorno ai 25 milioni di euro.
Buono in Italia, come nel resto del mondo, il successo di un film
reazionario e non così riuscito come “Le
Cronache di Narnia”. Tra i casi dell’anno, da segnalare
l’inaspettato exploit di Woody Allen, al suo miglior risultato
italiano con “Match Point”
(dodicesima posizione e incasso superiore ai 9 milioni di euro),
l’ottimo riscontro per “Inside
Man” (circa 7 milioni di euro e la diciottesima posizione) e la
conferma di Pedro Almodovar come autore spagnolo più amato in Italia
(il suo “Volver” si
avvicina ai 6 milioni e mezzo di euro e si posiziona al ventunesimo
posto). Ottimo anche il risultato de “Il
caimano” di Nanni Moretti, sicuramente il film più discusso
dell’anno. Uscito con perfetta strategia a ridosso delle elezioni è
stato battuto da Verdone nel week-end di debutto per poi conquistare la
prima posizione il fine settimana successivo, tallonato da “Basic
Instinct 2” (che per fortuna non ha avuto la meglio), per poi
finire in caduta libera dopo i risultati elettorali. Il bistrattato “The
Interpreter” si ferma invece in ventitreesima posizione con un
incasso di circa 5 milioni 750 mila euro, mentre due super-blockbuster
come “Mission Impossibile III”
e “X-Men 3” confermano il
calo di fiducia del pubblico italiano nei confronti del cinema
d’azione americano, fermandosi rispettivamente alla ventiquattresima e
venticinquesima posizione.
GLI INCASSI DEL “PRIMO WEEK-END”
La tendenza è sempre più radicata: incassare tutto e subito. La durata
commerciale dei film al cinema è sempre più breve e nelle prime tre
settimane si gioca il tutto per tutto. Una buona partenza incrementa le
potenzialità del film e ne aumenta la visibilità facendo in modo che
se ne parli. Se un film incassa meno del previsto nella prima settimana,
difficilmente viene sostenuto e si smonta in tutta fretta. Il modello è
quello americano, dove tutto è finalizzato all’immediatezza del
risultato. Sempre maggiore, quindi, il numero di copie previste per i
colossi, mentre i film che si affacciano timidamente sul mercato senza
certezze alle spalle raramente vengono sorretti da esercenti e
distributori. Capitano anche titoli lanciati allo sbaraglio, senza
alcuna promozione, per riempire vuoti di programmazione o per assolvere
obblighi contrattuali (il filmone in cambio dei fondi di listino). Molto
importante il dato relativo alla media per sala. Una media elevata può
spingere il distributore ad aumentare il numero delle copie in
circolazione, viceversa se la media è poco significativa. A soffrire,
in mezzo a tutte queste variabili numeriche, è ovviamente la qualità,
che non sempre si accompagna all’andamento dei numeri ma che finisce
per esserne rigidamente vincolata.
|
POS.
|
TITOLO
|
INCASSO
WEEK-END
|
NUMERO
SCHERMI
|
DATA
|
|
1
|
IL CODICE DA VINCI
|
€
7.951.480,75
|
815
|
19/21 Maggio 2006
|
|
2
|
HARRY POTTER E IL CALICE DI FUOCO
|
€
7.233.227,98
|
697
|
25/27 Novembre 2005
|
|
3
|
IL MIO MIGLIOR NEMICO
|
€
4.999.750,55
|
558
|
10/12 Marzo 2006
|
|
4
|
MADAGASCAR
|
€
4.731.363,70
|
470
|
02/04 Settembre 2005
|
|
5
|
L’ERA GLACIALE 2 – IL DISGELO
|
€
4.254.722,70
|
538
|
21/23
Aprile 2006
|
|
6
|
I FANTASTICI QUATTRO
|
€
3.328.706,09
|
482
|
16/18 Settembre 2005
|
|
7
|
LA TIGRE E LA NEVE
|
€
3.099.101,98
|
754
|
14/16 Ottobre 2005
|
|
8
|
NATALE A MIAMI
|
€
3.033.713,04
|
447
|
16/18 Dicembre 2005
|
|
9
|
ECCEZZZIUNALE VERAMENTE CAPITOLO SECONDO…ME
|
€
3.016.041,05
|
506
|
20/22 Gennaio 2006
|
|
10
|
SCARY MOVIE 4
|
€
2.781.554,10
|
403
|
21/23 Aprile 2006
|
Sembrava
impossibile ma è accaduto. Il film più visto dell’anno, “Il Codice Da Vinci”, esce nella seconda metà di maggio, nel primo
week-end di vero caldo della stagione. L’afa, però, non ferma la
curiosità degli spettatori, con un debutto da record in più di 900 sale
vicino agli 8 milioni di euro. Il dato dovrebbe fare riflettere i
distributori, ancora restii ad osare una volta per tutte l’allungamento
della stagione. Ogni anno si sentono le stesse frasi, con le promesse
autunnali risolte in vuoti estivi, e comunque non basta un film evento, è
necessaria una vera e propria pianificazione delle uscite che copra il più
possibile i dodici mesi dell’anno. I segnali, nonostante la concorrenza
più temibile, quella del calcio in versione Mondiale, sono confortanti.
Non così lontano dal film evento della stagione si piazza la quarta
puntata del maghetto “Harry Potter”. Un debutto da record in tutto il mondo, ma un
risultato finale inferiore alle lecite aspettative. Il primo debutto
italiano più elevato premia invece Carlo Verdone in coppia con Silvio
Muccino, forti di numerose ospitate televisive e di recensioni
(incredibilmente) positive che fanno incassare al film, in un solo
week-end, quasi 5 milioni di euro. Il lungometraggio italiano più visto,
invece, “Natale a Miami”,
parte con meno sprint. La causa è probabilmente nella uscita
contemporanea con “Ti amo in
tutte le lingue del mondo” (che a parità di copie incassa però, al
debutto, un milione di euro in meno). Benigni si ferma a 3 milioni di
euro, ma il film è penalizzato dallo sciopero generale degli operatori
dello spettacolo indetto proprio il primo giorno di uscita di “La
tigre e la neve”. Ottimo l’esordio di Abatantuono nel seguito di
“Eccezzziunale …veramente”,
anche se il passaparola non ha premiato il film, che nel fulminante
debutto incassa quasi la metà del bottino finale. Molto bene il cinema di
animazione, con un primo week-end superiore alle attese sia per “Madagascar”
che per “L’era glaciale 2 –
il disgelo”; quest’ultimo esce nelle sale insieme a “Scary
Movie 4” che esordisce così, pur con un risultato numerico
importante, al secondo posto. Da notare la scarsa presenza di blockbuster
americani. Il solo titolo, evidentemente molto atteso, è “I
fantastici quattro”, ma anche il film tratto dai fumetti Marvel non
mantiene le premesse e già alla seconda settimana perde il 56% di
presenze. Tre dei film più visti dell’anno non rientrano tra i migliori
debutti. Si tratta di film che hanno dimostrato una maggiore tenuta, con
un andamento più lineare o addirittura in crescita. Sia il film di
Leonardo Pieraccioni che “Le
Cronache di Narnia”, infatti, hanno beneficiato del periodo delle
feste riuscendo a varcare la soglia dell’anno nuovo e mantenendo vivo
per tutto il mese di gennaio l’interesse nei loro confronti (“Natale
a Miami”, come tutti i cine-panettoni, sembra invece portare
impressa la scadenza del 6 gennaio). Diverso il discorso per l’unico
vero exploit della stagione, “Notte
prima degli esami”. Il film di Fausto Brizzi è infatti uno dei
pochi titoli ad andamento crescente: debutto a metà febbraio con
1.256.720 euro, settimana successiva con un numero maggiore di copie e
1.618.545 euro, per poi esplodere ulteriormente alla terza settimana con
ancora più copie e un incasso nel week-end di 1.816.587 euro.
Il peggior debutto al primo posto è invece quello del week-end 23/26
giugno, che vede “Hot movie”
primeggiare in classifica con un incasso di soli 370.000 euro. Da notare
poi come, escludendo l’estate e il mese di febbraio, i migliori debutti
siano equamente ripartiti nell’arco dell’anno.
E L’HOME VIDEO?
Come
ogni anno, verso la fine di giugno, il rapporto Univideo (Unione
Italiana Editoria Audiovisiva) fornisce un quadro esaustivo ed
interessante circa il consumo di home-video in Italia. Ormai anche nel
nostro paese accade quello che negli Stati Uniti è una realtà da
tempo: incassi maggiori dall’home-video rispetto alla sala
cinematografica, e non di poco. Nel 2005, infatti, la spesa per
acquisto e noleggio di prodotti audiovisivi ha superato del 75% il
valore degli incassi al box-office (un po’ meno di 540 milioni di
euro nel 2005). È il successo in sala a determinare il successo dei
film nei differenti canali di sfruttamento che compongono la filiera
cinema, ma non è più la sala a fornire i maggiori guadagni.
Il successo dell’home-video deriva in larga parte dalle ottime
performance del supporto Dvd, che ha raggiunto nel 2005 un fatturato
di 890 milioni di euro, in crescita del 12% rispetto al 2004. Tra
tutti i canali, il maggiore aumento percentuale si è verificato nelle
edicole, dove il fatturato è aumentato del 40,5% rispetto al
2004, raggiungendo i 183 milioni di euro. Tra noleggio e vendita è
quest’ultima ad avere il sopravvento con un fatturato, sempre nel
2005, di 412 milioni di euro contro i 300 del noleggio. La causa è
principalmente nel calo subito dai prezzi di vendita dei dvd
(ridotti del 21%) che ha portato ad un aumento dei pezzi venduti. Più
rigidi, invece, i costi di noleggio e conseguentemente più stabile
l’andamento del noleggio rispetto alla vendita. Quasi totalmente
scomparsa la videocassetta, presente perlopiù nei mercatini
dell’usato, che ha ormai un peso marginale, circa il 6%, sul
mercato italiano di prodotti audiovisivi. Per il nuovo supporto UMD,
invece, è ancora troppo presto per trarre conclusioni a causa di volumi
di vendita ancora modesti. Parallelamente alla crescita
dell’home-video, sono aumentate anche le vendite di lettori dvd. Ormai
circa la metà delle famiglie italiane ha un lettore dvd nella
propria abitazione. Le vendite hanno raggiunto i 4,3 milioni di pezzi
per i lettori dvd e i 400 mila pezzi per gli impianti home-theatre.
Resta ora
da vedere come e se questo dato di fatto cambierà il modo di consumare
le immagini.
LOST IN TRANSLATION
Capita
ogni anno di dare un’occhiata ai titoli originali dei film usciti nel
corso della stagione e di provare una irresistibile curiosità di capire
come la traduzione italiana decisa dalle case di distribuzione abbia
imboccato certe strade impervie, folli, spesso assurde. La tendenza in
atto si può riassumere in una triplice ripartizione: i film che
vengono lasciati nella lingua originale, e sono generalmente quelli
indirizzati ai teen-ager (gli horror in primis), quelli che vengono
tradotti (con tutte le colorite varianti del caso), ma una nuova moda
è il titolo originale accompagnato dalla didascalia italiana.
Vediamo di analizzarli nel dettaglio.
I
TITOLI TRADOTTI
È indubbiamente la sezione che
riserva il maggior numero di soprese perché la fantasia dei distributori
pare non avere limiti. Molte volte la traduzione è letterale (“Don’t come knocking” diventa “Non
bussare alla mia porta”), in altri casi ci si attiene al concetto
dell’originale per adattarlo alla musicalità o alla cultura italiana
(“A Prairie Home Companion”,
titolo di una vera trasmissione radiofonica di musica country che dal 1974
va in onda ogni sabato dal Minnesota condotta da Garrison Keillor, viene
pertinentemente reinterpretato come “Radio
America”), ma capita che le variabili impazziscano e che le
traduzioni snaturino lo spirito stesso della pellicola. Il caso più
emblematico è sicuramente “La
moustache”, per cui “I baffi” si trasforma nel banale e
fuorviante “L’amore sospetto”.
“Elvis has left the building”
era di non facile adattamento (“Elvis ha lasciato l’edificio”)
ma “Se ti investo, mi sposi?”
pare comunque scelta delirante. Per il resto c’è un po’ di tutto. I
“rovina-matrimoni” (“Wedding
Crashers”) vengono conformati in “2
single a nozze”. Per “Monster-in-law”,
che in originale gioca abilmente con le parole “Mother” e “Monster”,
si applica la regola “Prima ti sposo, poi ti rovino”, cioè
esplicitare con una certa rozzezza i fatti del film, per cui si adotta “Quel
mostro di suocera”. Per “The
Brothers Grimm” non ci si limita a un semplice “I Fratelli
Grimm” ma, probabilmente per giustificare la promozione incentrata
unicamente sui 5 minuti di film interpretati da Monica Bellucci, si
allunga in “I Fratelli Grimm e l’incantevole strega”. L’orribile “Must
love dogs” (“Deve amare i cani”, requisito principale
esposto in un annuncio per trovare l’anima gemella) diventa “Partnerperfetto.com”.
A proposito di internet, uno dei casi più perniciosi dell’anno è
l’anonimo “Cry_Wolf” (che
nel film è il nickname di un presunto assassino) tradotto, non a caso, in
“Nickname: enigmista”; la mossa, considerando l’uscita dello
scialbo horror un mese e mezzo prima dell’atteso “Saw 2” (sequel di
“Saw – l’enigmista”), ha la conseguenza di confondere lo
spettatore poco informato facendogli credere che si tratti di “Saw 2”.
Il sintetico “The cave” (“La caverna”) viene arricchito come “Il
nascondiglio del diavolo”. All’ambiguo “Brokeback
Mountain” viene aggiunto “I
segreti di”. Per “Capote”
si esplicita il romanzo più famoso dello scrittore, “Truman
Capote: a sangue freddo”. Per il menagramo “Mortuary”,
al posto di “Camera Mortuaria” si sceglie il più rassicurante
“Il custode” (anche se non
c’entra una mazza). Per evitare di essere confuso con un horror, “Le couperet” (“La mannaia”) viene tradotto in “Cacciatore
di teste”. Il criptico “RV”,
cioè “Recreational Vehicle”, esce nelle sale nell’anonimato di “Vita
da Camper”. Per il complicato
“Hoodwinked” (nello slang
Usa “infinocchiato”) si
opta, visto che si tratta di un film d’animazione, per un qualche
riferimento al target giovanile nello sbrodolante “Cappuccetto
Rosso e gli Insoliti Sospetti”. Il ficcante “The
Devil’s Reject” (“I rifiuti del Diavolo”) si
appiattisce ne “La casa del
Diavolo”. Difficile poi capire come si possa essere giunti
all’improponibile “Deuce Bigalow: puttano in saldo” rispetto al non certo
entusiasmante ma più umano “Deuce
Bigalow: european gigolo”. Ma non è finita. Abbiamo “An unfinished life” (“Una vita incompleta”) che vira
alla telenovela con “Il vento del
perdono” (che non si capisce bene cosa significhi). “16
blocks” mantiene un numero e il concetto di vincolo
dell’originale, ma cambia lo spazio in tempo per cui i “16 blocchi”
diventano “Solo due ore”.
Per il film per famiglie “The
Shaggy Dog” non si trova di meglio di “Shaggy
Dog – Papà che abbaia … non morde”, che perlomeno ha il pregio
di eliminare direttamente un’ampia fetta di pubblico. Il tutt’altro
che invitante “La doubloure” (più o meno “La controfigura”)
ammicca all’ormone maschile con il discutibile “Una
top model nel mio letto”. Cattivo gusto anche per “Mauvais
esprit”, cioè “Spirito cattivo”, che diventa il poco
invitante “Bastardo dentro”.
“Combien tu m’aimes?” mantiene il punto interrogativo. ma la
domanda “Quanto mi ami?” viene sostituita da “Per sesso o per amore?” Sempre per restare in Francia, “Peindre
ou faire l’amour” (“Dipingere o fare l’amore”) si
ammoscia nell’insignificante “Incontri d’amore”. E il brutto “Fauteuils
d’orchestre” (“Poltrone d’orchestra”) si dilunga nel
possibilista “Un po’ per caso,
un po’ per desiderio”. Per Banderas in versione ballerino in “Take
the lead” (“Guidare la danza”, ma inteso anche come “Prendere
in mano il proprio destino”) si evitano ambiguità interpretative e
si punta dritto al teen-ager e agli over 60 (“Ti
va di ballare?”). Di peculiare autolesionismo tradurre il già poco
originale “Freedomland” (“Terra
di libertà”) nell’insipido “Il
colore del crimine”.
Bisogna comunque riconoscere che alcuni titoli originali sono
effettivamente molto difficili da tradurre. Prendiamo “Failure
to launch”; si riferisce alla sindrome definita come “incapacità
di prendere il volo”. Troppo complicato da spiegare. La
distribuzione ha cercato rimandi popolari (“Mi presenti i tuoi” e
annessi) e ha trovato rifugio in “A casa con i suoi”. Anche “Bee
Season”, letteralmente “La stagione dell’ape”, poneva
serie difficoltà. Si tratta del periodo in cui gli studenti delle scuole
americane sono impegnati in gare di “spelling” e infatti la giovane
protagonista è una campionessa di “Spelling Bee”. Roba lontanissima
dalla nostra cultura, non tanto comunque da giustificare l’ennesimo
volare basso della distribuzione che ha scelto il mediocre “Parole
d’amore”. Arduo pure restare fedeli alla canzone “Walk
the line” per il titolo della biografia del cantante Johnny Cash;
letteralmente si tratta di “camminare lungo la linea”, inteso
come “rigare dritto”, ma la distribuzione ha preferito
l’edificante “Quando l’amore
brucia l’anima”.
THE
ORIGINAL TITLES
È
la sezione che raccoglie quei film per cui il titolo originale specifica
concetti universalmente noti (“Match
Point”) o suona talmente bene (“Broken
Flowers”, “Prime”,
“Bubble”, “Inside Man”,
“Romance & Cigarettes”,
“Hostel”, “Jarhead”, “Wolf Creek”,
“Poseidon”, “Shutter") da rendere trascurabile la traduzione. Non si
capisce, però, perché estendere la regola anche a titoli perfettamente
traducibili che lasciati in originale perdono in chiarezza e musicalità
come “The exorcism of Emily Rose”,
“The interpreter”, “The legend of Zorro”, “Lord
of war”, “A history of
violence”, “L’enfer”,
“The libertine”, “The door
in the floor” fino all’impronunciabile “Assault
on precinct 13” o all’estenuante “Me
and you and everyone we know”. Di solito è l’horror il genere
principe per i titoli originali, proprio per il tentativo di colpire ad
effetto. Non a caso si tratta spesso di parole singole dalle evidenti
finalità evocative (“The Dark”,
“Shutter”, “Half Light”,
“Hostel”, “Wolf Creek”, “Dark Water”,
“Silent Hill”). Discorso a
parte per “Red Eye”, titolo
che la visione non chiarisce (“Occhi rossi”, e perché mai?) e che
deriva da un modo di dire tutto americano per definire i voli notturni,
quelli per cui si giunge a destinazione dopo una notte insonne con,
appunto, gli “occhi rossi”.
“THE
SUBTITLED TITLES” – I TITOLI ORIGINALI CON DIDASCALIA
È
una tendenza degli ultimi anni e, forse, il giusto compromesso per non
tradire troppo l’originale dando però una spiegazione in lingua
italiana. Il problema è che quando si parla del film non si sa più bene
come chiamarlo, perché i titoli diventano lunghissimi e si finisce per
generare confusione. Inoltre la didascalia italiana sembra avere
principalmente la funzione di rassicurare lo spettatore sul genere del
film che andrà a vedere, con la conseguenza di tendere alla ridondanza.
Che senso ha specificare per “The fog” anche “Nebbia
assassina”? Cosa aggiunge? Tra le scelte meno felici “Cinderella man – una ragione per lottare”, “L’enfant – una storia d’amore”, “Reinas – il matrimonio che mancava”, “Derailed – attrazione letale” (questo, poi, è terribile), “The
Producers – Una gaia commedia neonazista” (anche questo, però!),
“The Sentinel – il traditore al
tuo fianco”, “Chicken Little – amici per le penne”, “Firewall – Accesso negato”. Tra quelle meno stridenti “Crash
– contatto fisico”, “Flightplan
– mistero in volo”, “The
descent – discesa nelle tenebre”, “The
breed – la razza del male”, anche se non si capisce il motivo per
cui non scegliere la traduzione bypassando l’originale (o al limite
viceversa).
Ci
sono poi casi in cui la didascalia traduce letteralmente l’originale
(“Four Brothers – Quattro
fratelli”, “In her shoes
– Se fossi lei”, “The new
World – Il Nuovo Mondo”, “The
Weather Man – L’uomo delle previsioni”, “Proof
– la prova”, “Volver –
tornare”) e che, pur nell’evidente ridondanza, risultano i più
corretti in quanto fedeli all’originale ma in grado di tradurne il
significato per chi non conosce la lingua.
Tra i casi
particolari, la scelta di abbinare al film spagnolo “Fragile” il sottotitolo inglese “A ghost story” o quella di cambiare il titolo di un romanzo famoso
come “ll giardiniere tenace” in “The
Constant Gardener – La cospirazione”, tra l’altro di pronuncia
particolarmente ostica. Chissà poi perché aggiungere all’originale e
danese “Terkel” la
didascalia inglese “in trouble”.
Per arrivare poi al caso limite del titolo inglese cambiato con altro
titolo inglese per cui “Date movie”
(“date” sta per “persona con cui si ha un appuntamento” e
si riferisce alle commedie romantiche di cui il film è una parodia)
diventa “Hot movie” con
annessa incommentabile didascalia “un film con il lubrificante”.
CURIOSITÀ
·
La notizia non è fresca ma il dato è comunque
interessante: è l’Adriano di Roma (10 schermi, 2.290 posti) il
complesso multiplex più remunerativo del 2004 con una occupancy (media di occupazione della struttura) che ha raggiunto il
32,29% (si considera buona la soglia del 18%).
·
“Manuale d’amore”
è il film d’essai più visto nel 2005; al secondo posto “Shark
tale” e al terzo “Million
Dollary Baby”.
·
Se l’Italia impazzisce per il calcio, lo sport nazionale
al cinema non funziona: il film “Goal!
The Movie” incassa solo € 122.045 e l’italiano “4-4-2 Il gioco più bello del mondo”
€ 260.982 (uscito a metà maggio incassa però quasi la metà del
totale in luglio, finiti i Mondiali).
·
Pirateria: pare definitivamente tramontata
la copia illegale del film direttamente dalla sala; ora infatti le copie
hanno un watermaking, cioè
un’impronta digitale che consente di risalire sempre a dove e quando
le copie sono state proiettate. Il nemico numero uno è ora Internet.
·
È “Gli
Incredibili” il dvd più venduto nel 2005 In Italia e negli
Stati Uniti. In Italia il film targato Pixar ha venduto 1 milione e
300 mila copie.
·
Il film più visto del 2005 in tutto il mondo
è “Star Wars episodio III –
La vendetta dei Sith” con un incasso complessivo di 850 milioni di
dollari (il quarto “Harry Potter” ha ottenuto un risultato
complessivo più elevato, ma è ripartito tra 2005 e 2006)
·
Secondo uno studio Nielsen pubblicato da Variety il 41%
del pubblico che va al cinema afferma che continuerà a farlo anche in
futuro.
·
In base ai dati presentati dalla Siae relativi al consumo
dello spettacolo in Italia per il 2005, la spesa complessiva è
scesa del 5,5% (un miliardo e mezzo di euro, la cifra più bassa dal
2001) e quella del cinema ha registrato un calo dell’8,6%.
Peggio va al ballo, che diminuisce del 9,39%. Gli unici segni più sono
per spettacoli dal vivo, teatro e musica che aumentano del 2,03%
rispetto al 2004.
·
Al momento nel mondo, ma il dato è in continua evoluzione,
ci sono circa 800 sistemi di cinema digitale in uso presso sale
cinematografiche.
·
La MPAA (Motion Picture Association of America) comunica
che nel 2005, in base a uno studio condotto dalla LEK Consulting, le
compagnie cinematografiche hanno perso 6,1 miliardi di dollari a causa
della pirateria. 1,3 provengono dagli Stati Uniti e 4,8 dal resto del
mondo (quasi la metà dall’Europa). I paesi in cui il fenomeno ha
dimensioni maggiori sono Cina, Russia, Gran Bretagna, Francia, Spagna,
Brasile, Italia , Polonia e Messico.
·
È ancora la U.I.P., come nella stagione precedente, la casa di distribuzione che ha
incassato di più nella stagione con € 77.227.500. A poca
distanza la Warner Bros con € 72.492.560. Tra
i film distribuiti dalla U.I.P., il grande successo “Madagascar”,
oltre a “King Kong” e “Inside man”. La Warner
Bros annovera invece, tra i successi dell’anno, “Harry
Potter e il calice di fuoco”, “La
fabbrica di cioccolato” e “Volver”.
Il film più visto dell’anno, “Il
Codice Da Vinci”, è stato invece distribuito da Sony Pictures
che, però, si deve accontentare della quarta posizione dopo 01
Distribution. Da notare come metà dell’incasso della Sony
Pictures (seconda solo a Medusa nel numero di film
distribuiti) sia dovuto al film di Ron Howard, segno evidente di un
listino complessivamente poco forte (o poco incoraggiato).
Homepage
Speciali
Film
dell'Anno |