I film dell’anno 2005/2006

di Priscilla Caporro

 

I migliori

Les amants reguliers di Philippe Garrell - L’inquietudine giovanile, la disillusione, la rabbia, il conforto: anime in subbuglio negli ambienti del ’68 francese. Eleganza e stile, mentre il bianco e nero strizza l’occhio allo spettatore. Da guardare ad occhi spalancati.

L’arco di Kim Ki-Duk - Lunghi silenzi, mentre l’occhio placido ma attento di Kim Ki-Duk sfiora paesaggi dove incanto e poesia si muovono secondo il ritmo delle onde. La corda tesa di un arco, l’amore e la contemplazione.

Lady Vendetta di Park Chan-Wook - Angelo (sterminatore) all’attacco, la dolce Lady Vendetta affila le armi della sua rivalsa. Park Chan-Wook insegue le sue pulsioni, riuscendo a cogliere gli aspetti più umani e più crudeli del terzo capitolo della trilogia senza cadere nella ripetitività.

13 Tsameti di Gela Babluani - Claustrofobico ritratto di un gioco pericoloso. Un’ammiccante Nouvelle Vague sembra riaffiorare qua e là, producendo un autentico gioiello di stile. Si resta sempre con il fiato sospeso…in attesa che si propaghi il fragore degli spari.

Il gusto dell’anguria di Tsai Ming-Liang - Strabiliante festa di colori, musica e immagini. Tsai Ming-Liang in grande spolvero, sorridente e un po’ beffardo.

Il tempo che resta di François Ozon - Il difficile rapporto fra passato e presente quando il futuro stenta ad arrivare. Un’odissea triste e disincantata negli ultimi giorni di un malato terminale, rincorrendo il presente e mettendo definitivamente nel cassetto sogni e speranze.

Broken Flowers di Jim Jarmusch - “Rose rosa per te, ho portato stasera…”. Pacioso e malinconico, risulta impossibile dimenticare il sorriso mesto di un Bill Murray in balia del suo destino, perplesso di fronte alle sue stesse reazioni.

La Moustache di Emmanuel Carrere - Vicenda angosciante in bilico fra follia e raziocinio, fra realtà e incubo.

Soap di Pernille Fischer Christensen - La soap-opera di una vita in balia dei sentimenti.

 

I peggiori

Napoleon Dynamite di Jared Hess - Non si può spacciare per film d’autore l’esaltazione del trash.

Melissa P di Luca Guadagnino - Elogio del finto turbamento adolescenziale fra stereotipi e pubblicità

I giorni dell’abbandono di Roberto Faenza - Deprimente (perché mal riuscita) fotografia di una coppia in crisi

 

Sopravvalutati

Sesso e Filosofia di Mohsen Makhmalbaf - Artificioso tentativo di poetizzare. Peccato.

Match Point di Woody Allen - Fondamentalmente eccessivo. Saremmo sopravvissuti senza.

Me & You & everyone we know di Miranda July - La banalizzazione della video-art. Perché? Perché?

Tough Enough di Detlev Buck - Un altro adolescente turbato. Tanto per cambiare. Solo che qui c’è anche la periferia degradata.

 

Le (belle) sorprese

H2Odio di Alex Infascelli - Interessante ritratto dalle sfumature simboliche per una storia avvicente

Bittersweet Life di Kim Jee-Woon - Saetta nel mondo della malavita coreana. Bello e maledetto.

La guerra di Mario di Antonio Capuano - Drammatico e realistico quadro di una difficile situazione italiana, affrontata senza scadere nel patetismo.

 

 

 

 

 

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