I Film dell'Anno 2005-2006

di Niccolò Rangoni Machiavelli

 

 IL PODIO

 *1° IL REGISTA DI MATRIMONI – Marco Bellocchio

Inedita leggerezza da opera buffa, passo sognante e sperimentale, ricerca del mistero (femminino) della bellezza. E’ felliniano 8 ½, metacinema godardiano, semi-serietà ferreriana, work-in-progress manzoniano in soggettiva di alter-ego bellocchiano. Pura magia irrazionale a lieto (per chi sa vederlo) fine.

 

*2° MUNICH – Steven Spielberg

Uno Spielberg non-Spielberg: mai edulcorato, mai conciliante. Merito (anche) dello sceneggiatore Tony Kusher. Il suo grande cinema (tensione, crudi flashback, mesti sprazzi senza sonoro, realismo psicologico e operativo) e la meravigliosa fotografia di Kaminski (variegata, mai scontata) si mettono al servizio di un pamphlet contro la “Terra Promessa a tutti i costi”.

 

*3° MATCH POINT – Woody Allen

Curioso: anche questo è un Allen non-Allen. Girato a Londra, è un thriller passionale, di lotta di classe, con venature à la Hitchcock/Highsmith. Senza i suoi consueti stilemi, Allen, con scioccante cinismo, taglia la gola allo spettatore facendo trionfare i CRIMINI E MISFATTI sul Delitto e Castigo.

 

*4° V PER VENDETTA - James McTeigue

Sorprendentemente affidato più al verbo, alla drammaturgia, al pathos del fervore idealistico che al fantasy/philosophy Hi-tech che ci si aspettava dai due autori MATRIXiani, è un cappa-e-spada di rivalsa alla IL CONTE DI MONTECRISTO, dove “V” non è retorica né personaggio con identità, ma solo Idea. Una potente lezione di Libertà.

 

MENZIONI SPECIALI (in ordine non sparso)  

-    THE DESCENT

-    NIENTE DA NASCONDERE

-    LADY VENDETTA

-    ROMANZO CRIMINALE

-    THE LIBERTINE

-    BROKEN FLOWERS

-    I FRATELLI GRIMM E L’INCANTEVOLE STREGA

-    VOLVER

-    LA SPOSA CADAVERE

-    IL CASTELLO ERRANTE DI HOWL

-    ILCODICE DA VINCI

 

 

LE DELUSIONI (in ordine non sparso)  

 

-    NEW WORLD Schematismo edulcorato nella sospensione e sottrazione di senso. Contraddittoria esaltazione dell’immediatezza con l’elaborazione.

-    IL CAIMANO Scontato e scollato collage di dramma à LA STANZA DEL FIGLIO, cinefilia onirica à la SOGNI D’ORO e militanza da IL PORTABORSE

-    OLIVER TWIST “Ho girato questo film per I miei figli”: puerile, esangue e pudico infatti. Si salva solo iconograficamente

-    LE CRONACHE DI NARNIA Fucilare la Izzo&co. che hanno imposto Omar Sharif come doppiatore del Leone. Adamson non è Peter Jackson.

 

…e a seguire:  

 

LA TIGRE E LANEVE

MEMORIE DI UNA GEISHA

SEVEN SWORDS

IL SOLE

 

 

 

 

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