REPORTAGE STAGIONE CINEMATOGRAFICA 
2003-2004

 

di   Luca Baroncini

 

  

“C’ERA UNA VOLTA IL CINEMA ?”

I dati numerici sono stati gentilmente forniti dall’Agis

Mentre la stagione cinematografica volge al termine (31 luglio la data ufficiale), arrivano puntuali i bilanci. Come sono andati gli incassi? E l’Italia? La gente sceglie ancora il cinema come forma primaria di intrattenimento? E l’home-video, si limita a succhiare linfa vitale al cinema o ne incentiva il consumo? In poche parole, com’è andata quest’anno? Per quello che riguarda la qualità, il punto di vista non può che essere soggettivo (vedi il giudizio della redazione), mentre sul fronte dello stato di salute dell’esercizio cinematografico, si possono trarre considerazioni più vicine all’oggettività. Ecco quindi, in rapida sintesi, gli eventi più significativi della stagione:

 

      ·       IL SORPASSO DEL DVD
·       IL DECRETO URBANI
·       AUMENTANO LE SALE, MA IL PUBBLICO CHE FA?
·       LE PROPOSTE
·       “WINDOW”, CHI È COSTEI?
·       UN NATALE POVERO POVERO…
·       IL MONDO OSCURO DELLA DISTRIBUZIONE
·       MONOSALE, MULTISALE E MULTIPLEX
·       INZIATIVE STRAORDINARIE
·       I 10 FILM PIÙ VISTI DELLA STAGIONE
·       FILM “INVISIBILI”
·       UNO SGUARDO ALL’ITALIA
·       L’ESTATE AL CINEMA
·       WESTERN, MA DOVE?
·       CURIOSITÀ

  

 

Il SORPASSO DEL DVD  

Il 2003 segna un duplice passaggio a suo modo sconcertante:

-         l’home-video (vendita e noleggio di cassette e DVD) supera il fatturato della sala cinematografica con 709 contro 627 milioni di euro. È quindi la visione casalinga a riservare i maggiori profitti per l’industria del cinema. Sta cambiando il modo di fruire il film e la sala non è più quello prevalente, anzi, rischia di essere parte del processo promozionale del prodotto. Tanto per dare un’idea del fenomeno, anche a livello internazionale, negli Stati Uniti nel 2002 ”Training Day”, il thriller che ha valso l’Oscar a Denzel Washington, ha incassato nei cinema 76,3 milioni di dollari e nelle vendite di DVD più di 86. Si crea quindi una contraddizione di fondo, con immagini, nate per essere viste enormi nella vastità di un grande schermo, che finiscono per essere consumate nella dimensione mini, a volte media, ma mai e poi mai a misura di schermo cinematografico, di un video. A perderne è anche la socialità, perché il cinema resta comunque un’esperienza collettiva; totalmente diversa, infatti, la fruizione salottiera, con le mille possibili distrazioni che comporta e vissuta perlopiù in solitudine o con intorno le facce note di amici e parenti. Il dato è quindi significativo per le possibili implicazioni future, ma è ancora presto per trarre allarmanti conclusioni. Certo è che la sala, anche a livello normativo, dovrebbe essere maggiormente tutelata. È ancora in aumento il numero delle monosale cittadine chiuse o in via di chiusura. Il rischio è un centro storico non più punto di ritrovo e sede dei divertimenti, ma vuoto culturale riflettente vetrine asettiche di banche e negozi di telefonia.

-         Il DVD supera COMPLETAMENTE la videocassetta. I numeri parlano chiaro: nel 2003 in Italia sono stati venduti 19.200.000 DVD contro 13.850.000 VHS. Ma se il sorpasso a livello di vendite era già un dato di fatto nel 2002, nel 2003 anche i noleggi si sono adeguati, ponendo il supporto ottico al centro dell’attenzione dei consumatori. L’ascesa del DVD non è ovviamente casuale, ma frutto di una concordanza di eventi, non certo fortuita, decisa strategicamente per rivitalizzare il mercato, ormai a rischio saturazione e prossimo alla stasi. Basta pensare al crollo nei prezzi subito dai lettori, ora più che mai a buon mercato grazie alle numerosissime offerte speciali nelle principali catene di elettronica ed elettrodomestici. Per ora solo il 17% delle famiglie italiane possiede un lettore DVD, ma si suppone che entro il 2005 il livello di penetrazione possa raggiungere il 40%. Per potere sostituire qualche cosa di già esistente e perfettamente funzionante bisogna ovviamente dare un valore aggiunto e il DVD ha il pregio della qualità dell’immagine, cristallina ed eterna rispetto alle sgranature e alla deperibilità dei video. Ma il DVD non è solo film. Consente infatti di accedere a una quantità sempre più sfiziosa e differenziata di informazioni: “dietro le quinte”, interviste, ciak sbagliati, finali alternativi, trailer, biografie, documentari, commenti, oltre ovviamente all’opportunità di vedere il film in lingua originale, con o senza sottotitoli. E il primo trimestre del 2004 conferma la tendenza in atto, con una crescita nelle vendite del 69,5% rispetto al 2003.

    

 IL DECRETO URBANI

Marzo 2004
Scoppia una bomba ad alto tasso esplosivo con l’approvazione da parte del consiglio dei ministri dell’atteso decreto Urbani. I punti salienti riguardano la predisposizione di sanzioni amministrative e penali per chi scarica file protetti da copyright tramite Internet attraverso i circuiti “peer to peer” che consentono il “file sharing”, cioè la condivisione on-line. In pratica è notorio che chiunque, con un minimo di conoscenza informatica e utilizzando i software adatti all’uopo, può accedere a una risorsa inesauribile di dati, informazioni, canzoni, telefilm e perché no, anche interi lungometraggi, tranquillamente scaricabili senza alcun pagamento. Il decreto prevede multe per lo scambio di file “pirata” e la reclusione per chi riproduce materiali audiovisivi “per trarne profitto”. Ma un ruolo significativo viene affidato anche ai provider, cui viene attribuito un compito di controllo e di comunicazione immediata alle autorità in caso di scoperta in rete di materiale pirata. La legge ottiene la superficiale approvazione di molti addetti ai lavori, che pensano di eliminare in questo modo il nodo spinoso della pirateria, ma i molti tecnici informatici parlano subito di “fantalegge”:

  • perché la pirateria informatica non ha il lucro come scopo prevalente

  • perché viene ritenuto infondato un aumento degli introiti a fronte della diminuzione degli scarichi da Internet attraverso il download dalla rete

  • perché la storia insegna che nessuna nuova tecnologia ha mai ucciso quella preesistente (la televisione non ha ucciso il cinema; il cinema non ha ucciso il teatro; i cartoni animati non hanno ucciso gli attori; la radio non ha ucciso i dischi)

  • ma, soprattutto, perché i provider non sono attualmente dotati di sistemi di filtraggio così sofisticati da individuare, una volta intercettata una comunicazione sospetta, di che file si tratti e se è proprietà intellettuale di qualcuno.

Aprile 2004
Non è un caso che nel passaggio alla Camera il decreto Urbani venga opportunamente ridimensionato. Le nuove norme riconoscono liceità al download personale e un emendamento dell’opposizione elimina gli obblighi che trasformavano i provider in segugi informatici. Le sanzioni, inoltre, riguardano solo chi diffonde copie pirata “a fini di lucro” e non “per trarne profitto”.

Maggio 2004
Il Senato converte definitivamente in Legge il Decreto Urbani. Il testo che passa è  quello successivamente modificato, con la deresponsabilizzazione dei provider e la modifica delle sanzioni per chi scarica in modo illecito materiale da Internet. Resta un mistero l’esclusione dalla discussione della S.I.A.E., l’organo preposto alla tutela del Diritto d’Autore. Oltre al tentativo di ridurre gli effetti devastanti della Pirateria, la legge prevede la destinazione di 90 milioni di euro a progetti cinematografici per i quali è già stato deliberato un intervento pubblico, mai erogato per mancanza di fondi. Sono inoltre stabilite nuove regole per l’assegnazione delle risorse alle fondazioni liriche e contributi straordinari per Cinecittà Holding, il Centro Sperimentale di Cinematografia e l’Arcus, la nuova società per lo sviluppo di Arte, Cultura e Spettacolo.

 

AUMENTANO LE SALE, MA IL PUBBLICO CHE FA?

Il 2003 si è chiuso all’insegna dell’immobilismo, con un calo negli spettatori (attestatisi intorno ai 110 milioni) dell’1,92%. Poco male si potrebbe pensare, soprattutto in relazione ad altri paesi europei in cui la percentuale negativa è anche maggiore (Germania – 9%, Polonia – 8,2%, Lussemburgo – 11,4%, Lituania, -27,3%, Estonia – 18,2%), ma il problema è che in Italia gli schermi sono cresciuti di ben 182 unità. Quindi all’aumentare delle sale non si è verificato un proporzionale aumento del pubblico. Tra le cause evidenziate dagli addetti ai lavori si segnalano: una politica irrazionale nelle uscite, con settimane stipate di titoli alternate a lunghi periodi morti, una ubicazione delle nuove sale in territori già serviti e senza possibilità di crescita (esemplare il caso di Fiumicino, paese di cinquemila abitanti, in prossimità del quale aprirà una struttura multiplex di 24 sale per 6.250 posti), un disequilibrio nella distribuzione territoriale delle copie, il morbo della pirateria, l’assenza di regole precise per le “windows” (ne riparleremo più avanti), la depressione subita dai consumi Ma, anche, la mancanza di un prodotto effettivamente originale, la banalità del cinema seriale, il prevalere degli effetti non poi così speciali sulle storie. Uno dei mesi più bui è stato sicuramente ottobre 2003, con un calo delle presenze allarmante, intorno a quota 22%, dovuto prevalentemente all’assenza di un “filmissimo”, in grado di trainare le masse e rinvigorire i numeri. Tra novembre 2003 e gennaio 2004 la situazione si è normalizzata, raggiungendo un poco entusiasmante tasso zero. A calare è quindi la media degli spettatori per schermo (-8,30%) e questo significa che la stabilità negli incassi è solo apparente e molte strutture, soprattutto tra le monosale, sono in sofferenza. Dopo un Natale sia numericamente che qualitativamente desolante, in gennaio qualche cosa si muove. È grazie principalmente ai buoni risultati di “L’ultimo Samurai” e “Il Signore degli anelli: il ritorno del re” che le percentuali si impennano, registrando un +9,54% di presenze e +9,99% di incassi rispetto a gennaio 2003. Arriva quindi un po’ di ossigeno, ma ragionando in termini di stagione (da agosto ad agosto, quasi come a scuola) e non di anno solare, il saldo resta ancora negativo, sia a livello di presenze (-5,62%) che di incassi (-4,98%). Ancora meglio è andato aprile, con “La passione di Cristo” di Mel Gibson che ha risollevato le percentuali del cinema mondiale, registrando ovunque incassi record. In Italia, rispetto allo stesso mese del 2003, si parla di +28,91% di biglietti venduti. A fare la differenza è quindi spesso il singolo film e le sale che non riescono a programmarlo rischiano di andare male, e in alcuni casi, soprattutto nelle piccole realtà locali, malissimo.

  

LE PROPOSTE

Che fare per rinnovare la voglia di cinema nel pubblico e tornare a riempire le sale?
Gli addetti ai lavori parlano soprattutto di: 

  • combattere la pirateria attraverso una normativa appropriata

  • salvaguardare le sale cittadine a rischio fallimento con provvedimenti urgenti

  • finirla di moltiplicare indiscriminatamente l’offerta ma verificare prima di tutto la presenza di un adeguato bacino di utenza

  • regolamentare in qualche modo il processo distributivo

  • gestire con responsabilità e senso del mercato le “windows”

  • spalmare i film nell’arco dei dodici mesi dell’anno

  • predisporre iniziative promozionali adeguate

  • cercare il supporto della televisione, grande succhiatrice di cinema, attraverso la predisposizione di appositi programmi dedicati alla promozione

  • approntare incentivi fiscali

  • aumentare il fondo ministerale per il cinema d’essai

  • premiare le sale che programmano film nazionali

  • inserire il cinema come materia di insegnamento nelle scuole. 

“WINDOW”, CHI È COSTEI?

Il termine inglese può giustamente trarre in inganno, ma l’applicazione al cinema non ha niente a che vedere con i sistemi operativi. Con il termine “Window” si intende infatti la “finestra” di tempo intercorrente tra l’uscita di un film nelle sale e la sua distribuzione in video. I casi più eclatanti riguardano:

  • Hulk”, uscito nelle sale a fine agosto e nei videonoleggi a ottobre,

  • Terminator 3”, a settembre nelle sale, a dicembre nei video,

  • Tomb Raider 2”, con addirittura neanche un mese di distanza tra sala e noleggio.

Le uscite così anticipate hanno reso di bruciante attualità un problema scottante e lasciato in sospeso a livello normativo. È infatti la legge 122 del 1998 ad avere abrogato l’articolo della legge cinema 1994, che disciplinava tutti i comparti con la previsione di intervalli precisi e di deroghe, attribuite con continuità e competenza da un comitato interassociativo. Nell’ottobre 2000 le associazioni Anec, Unidim e Univideo hanno approvato un sistema di “window”, che doveva sostituire il buco normativo venutosi a creare, ma una legge vera e propria in materia non è stata ancora deliberata e vige l’anarchia, non sempre anticamera del buon senso. Anche il Presidente dell’Anec, Walter Vacchino, in un’intervista rilasciata al “Giornale dello Spettacolo”, invoca una normativa adeguata ”per tutelare i sacrosanti interessi economici dell’esercizio, già colpito da una congiuntura di mercato e da un disequilibrio strutturale, per ribadire il ruolo predominante della sala all’interno della filiera cinematografica come volano indispensabile per il settore, essenziale anche per lo stesso rendimento dell’opera filmica..Le decisioni che sfruttano la promozione in sala per ottenere il maggiore ritorno economico in un tempo ristretto sviliscono tutto il mercato, disorientano il pubblico e distruggono il sistema sala nel suo complesso”.

  

UN NATALE POVERO POVERO …

Il periodo più redditizio per il cinema in Italia non è riuscito a risollevare le sorti della stagione, anzi. Sembra incredibile ma anche il pubblico natalizio è sensibilmente calato a livello percentuale rispetto agli altri anni. Tra le cause, oltre a  tutte quelle elencate in precedenza, la presenza di un’offerta particolarmente scarsa con tanti, troppi film che hanno finito per deludere le aspettative del pubblico. A guadagnarci è stata perciò la comicità “piaciona” di Leonardo Pieraccioni, con “Il paradiso all’improvviso”, e la solidità di Peter Weir e del suo “Master & Commander”. Nella guerra tra cartoni animati “Alla ricerca di Nemo” non ha avuto rivali, infatti sia “Totò Sapore” che “Opopomoz” e “Sinbad”, si sono attestati su risultati medio-bassi, comunque deludenti. Tra gli altri film, oltre al fiasco di Harrison Ford con “Hollywood Homicide” e allo scarso successo di “Looney Tunes: Back in action”, si sono stabilizzati intorno ai cinque milioni di euro “In the cut”, “Mona Lisa Smile” e “La macchia umana”. Tutti film che non sono riusciti a conquistare il pubblico nonostante l’alto battage pubblicitario, la presenza di star, e la collocazione privilegiata. Tutti film che senza l’alto battage pubblicitario, la presenza di star, e la collocazione privilegiata, avrebbero incassato, con tutta probabilità, molto meno. Nel circuito d’essai “Le invasioni barbariche”, partito abbastanza in sordina, è cresciuto con il passaparola raggiungendo un incasso complessivo vicino ai 4 milioni di euro. A Bologna record di tenitura, con una programmazione continuativa (rinvigorita anche dall’Oscar come migliore film straniero) fino ad aprile. Sommando gli spettatori delle prime venticinque posizioni del week-end natalizio di quest’anno e confrontando il dato con le prime venticinque della stagione precedente, si può notare un calo di circa 700.000 presenze (l’equivalente di circa cinque milioni di euro, e non è poco per un week-end) per la maggior parte imputabili a “Natale in India”, con la rodata coppia Boldi-De Sica che ha incassato molto sì, ma meno del previsto. Che stia cambiando qualche cosa nelle preferenze degli spettatori? Peccato però che il pubblico, stanco della ormai monotona sinfonia di rutti e scorregge in salsa esotica, non abbia trovato valide alternative per dare fiducia alla sala cinematografica.

 

IL MONDO OSCURO DELLA DISTRIBUZIONE

Siamo abituati a non preoccuparci troppo di come il film che stiamo per vedere sia arrivato proprio nella sala cinematografica in cui siamo (non sempre) comodamente seduti e può essere interessante scoprire qualche cosa del complicato mondo della DISTRIBUZIONE. Le numerose lamentele degli esercenti riguardano in prevalenza:

  • minimi garantiti per il noleggio spesso troppo elevati, soprattutto per le monosale

  • raddoppio dei costi di noleggio nel passaggio dalla lira all’euro

  • difficoltà nel reperimento delle copie

  • film promessi che al momento del ritiro scompaiono

  • film per i quali solo al momento del ritiro viene chiesto il minimo garantito

  • minimi garantiti anche per film in giacenza da mesi in magazzino

  • richieste di tenitura eccessive, soprattutto nei comuni scarsamente abitati in cui le presenze, anche per film di successo, crollano già dopo sette giorni

  • obbligo di programmare certi film in determinati periodi in cambio di titoli papabili

Ma vediamo alcuni esempi:

-         il “Giornale dello Spettacolo” riporta la lettera di un cinema di Arezzo obbligato a programmare “Natale in India” dal 19 dicembre al 1° gennaio; risultato: il 1° gennaio l’incasso è stato di € 39;

-         esemplare il caso di “Matrix”, per cui sono state stabilite quote di noleggio al 50%, una tenitura fissa di almeno 4 – 5 settimane, il pagamento di un minimo garantito di 2.500/3.000 euro e l’impegno a programmare il film di Natale della Warner, senza specificarne nemmeno il titolo; ovviamente per una multisala è più facile piegarsi a queste regole, mentre per le monosale è praticamente impossibile;

-         in Germania, alle condizione proibitive imposte dalla Columbia per l’uscita di “Spiderman” la risposta fu “non programmiamo il film” e la casa di distribuzione fu costretta a rivedere i parametri delle proprie imposizioni. In Italia la cosa sarebbe impossibile a cause della frammentazione del comparto esercizio.

Da più parti si richiede una regolamentazione ufficiale che renda il mercato meno selvaggio. Per ora ogni anno si ripetono le stesse situazioni e le stesse lamentele, con esiti sempre più soffocanti, soprattutto per le monosale, cittadine e di provincia. “Fin che la barca va” diceva qualcuno …

 

 MONOSALE, MULTISALE E MULTIPLEX

L’ANEC (Associazione degli Esercenti Cinematografici) ha presentato il primo censimento ufficiale dell’esercizio italiano. Gli schermi in Italia sono 3.628, raggruppati in 2.298 strutture per un totale di 1.205.775 posti a sedere.
La regione con il maggior numero di strutture è l’Emilia Romagna (286) seguita da Toscana (217), Piemonte (214) e Lombardia (214).
Considerando, invece, il numero di schermi, al primo posto svetta il Lazio (426) con dietro Emilia Romagna (425), Lombardia (401), Toscana (354) e Piemonte (345).
Al contrario, il Molise è la regione con meno sale (8) e meno schermi (13).  

Per quello che riguarda la tipologia delle sale in attività:

  • il 70,9% sono monosale

  • il 15,7% sono multisale (da 2 a 7 schermi), spesso ricavate dalla trasformazione di sale preesistenti

  • il 3,3% sono multiplex (da 8 schermi in avanti, con  alcune eccezioni tipo l’Arcadia di Melzo), perlopiù strutture nuove che prevedono anche l’offerta di servizi aggiuntivi

  • il 10% sono arene, anche se il dato è in continua evoluzione date le frequenti variazioni annuali e la difficoltà nel reperimento dei dati

  • lo 0,01 sono drive-in; per la precisione tre: in Lazio, Campania e Puglia.

Come si può notare, anche in discordanza rispetto all’Europa, in Italia è ancora forte la presenza della monosala. È interessante però notare come i multicinema, pur essendo in minoranza, raccolgano una quota di mercato oscillante tra il 40 e il 50%.
In un’intervista rilasciata al “Giornale dello Spettacolo” Walter Vacchino, presidente dell’ANEC, mostra la sua preoccupazione e afferma che “l’intero settore delle sale, nonostante gli investimenti degli esercenti, non decolla. Secondo i dati Cinetel, nell’ultimo triennio gli incassi nelle sale fino a 4 schermi sono diminuiti mediamente del 23,3%, in quelle da 5 a 7 schermi del 6,5% e nei multiplex del 14,5%. Le sale tradizionali di città sono quindi le più esposte, ma cominciano a soffrire anche diverse strutture multiplex

 

INIZIATIVE STRAORDINARIE

Nonostante le ricerche dimostrino che il calo del pubblico non dipenda dal prezzo del biglietto, si è constatato che alcune iniziative speciali hanno influito, e non poco, sull’afflusso degli spettatori. Ecco le più significative:

·        CinCinCinema”: organizzata dal Comune e dalla Provincia di Roma in collaborazione con l’ANEC Lazio a partire dall’ultima settimana di febbraio fino ai primi di maggio; la promozione consisteva in biglietti a 3 euro al pomeriggio, nei giorni da lunedì a giovedì, e 5 euro, inclusa l’ultima proiezione della domenica, negli spettacoli serali dei giorni feriali. Solo nella prima settimana, l’incremento percentuale delle presenze è stato del 73%, con un aumento del 38% degli incassi

·        Settimana della Cultura”: promossa dall’Anec con un prezzo di 3 euro per tutta la giornata di lunedì 24 maggio; nonostante la scarsa pubblicità e la non adesione di molte sale, i risultati sono stati sbalorditivi, con 200.352 spettatori e incassi quasi raddoppiati: dai 416 mila euro di lunedì 17 ai quasi 830 mila di lunedì 24 maggio

·         Estate a tutto cinema”, iniziativa elaborata dall'Anec, in collaborazione con l'Unidim e l'Anem, con il chiaro scopo di incentivare il consumo di film al cinema durante la boccheggiante stagione estiva; gli esercenti che aderiscono alla campagna, infatti, praticheranno per 6 giovedì estivi, a partire dal 15 luglio fino al 19 agosto, un prezzo d'ingresso ridotto di 4 euro. È il caso di passare parola!

   

I 10 FILM PIÙ VISTI DELLA STAGIONE
(DAL 01/08/2003 AL 25/07/2004)

 

TITOLO NAZ. DISTRIBUZ. INCASSO (€) PRESENZE
IL PARADISO ALL’IMPROVVISO
ITA MEDUSA 24.952.016 4.013.734
IL SIGNORE DEGLI ANELLI:IL RITORNO DEL RE NWZ MEDUSA 22.834.523 3.748.526
ALLA RICERCA DI NEMO U.S.A. BUENA VISTA INT. 21.870.595 3.716.977
LA PASSIONE DI CRISTO U.S.A. EAGLE PICTURES 19.946.692 3.389.951
NATALE IN INDIA ITA FILMAURO 19.189.345 3.101.471
L’ULTIMO SAMURAI U.S.A. WARNER BROS ITALIA 18.127.005 2.978.271
LA MALEDIZIONE DELLA PRIMA LUNA U.S.A. BUENA VISTA INT. 16.933.027 2.798.735
HARRY POTTER E IL PRIGIONIERO DI AZKABAN U.K. WARNER BROS ITALIA 15.450.910 2.704.259
TROY U.K. WARNER BROS ITALIA 15.210.225 2.556.612
MASTER & COMMANDER U.S.A. BUENA VISTA INT. 12.013.812 1.914.175

I dati Cinetel (relativi a circa il 75% delle sale italiane) sono stati gentilmente forniti dall’Agis.

 

Salta subito all’occhio il quasi unanime “made in Usa” (a livello di capitali investiti) delle prime dieci posizioni. Uniche eccezioni il panettone italiota “Natale in India”, che comunque perde terreno rispetto alla crociera sul Nilo dell’anno scorso, e la vetta conquistata da Leonardo Pieraccioni con “Il paradiso all’improvviso”, partito discretamente ma esploso solo dopo le feste di Natale, sfruttando la scialba programmazione del periodo più remunerativo dell’anno. Tra gli altri, scontato il successo del capitolo finale de “Il Signore degli Anelli” che ha goduto anche del traino in home-video dei primi due film e degli undici Oscar guadagnati, risultando il film più visto della trilogia tolkeniana. “Le due torri”, il secondo capitolo, è quello che ha incassato di meno (circa € 20.500.000), mentre “La compagnia dell’Anello” si colloca nel mezzo (con circa € 21.500.000). “La Passione di Cristo” di Mel Gibson ha sconvolto i botteghini di tutto il mondo e anche in Italia, grazie a una campagna promozionale cominciata con mesi di anticipo, ha attirato le folle pasquali al cinema. Il cartone (definizione forse impropria per un film realizzato completamente in computer grafica) più visto è meritatamente “Alla ricerca di Nemo”, nonostante le vendite di DVD pirata a € 5 già prima dell’uscita in sala. Tom Cruise con “L’ultimo Samurai” si conferma una sicurezza per il box-office e “La maledizione della prima luna”, uscito a fine estate dopo proficue anteprime, si può considerare il primo grande successo della stagione (già due sequel si preannunciano in arrivo) insieme a “Hulk”, che però si ferma in diciassettesima posizione con quasi sette milioni e mezzo di euro. Risultati più che positivi anche per due film usciti a ridosso dell’estate: “Troy” e il terzo “Harry Potter” (fisiologicamente in calo in tutto il mondo rispetto ai primi due capitoli), segno quindi che la fame di cinema non finisce con l’arrivo del solleone. Si tratta comunque di due mega-produzioni che riuscirebbero ad attirare pubblico in ogni stagione e ad ogni latitudine e i miliardi incassati possono rincuorare esercenti e distributori solo in apparenza. Basta pensare che il box-office di fine giugno (il primo week-end davvero caldo della stagione) segna un –43% rispetto a quello precedente e dietro ai due o tre titoli di richiamo si crea davvero il vuoto, con i casi limite di film usciti in più di 100 città che in un fine settimana sono visti da poco più di 6.000 (“Highwayman”) o 8.000 spettatori (“Jason X”). Con una media, rispettivamente, di 60 e 80 spettatori a città. Davvero desolante!
Tra i film non presenti nelle prime dieci posizioni, singolare il caso di “Prima ti sposo poi ti rovino”, che da noi ha superato i 10 milioni di euro (posizione 13) mentre in America ha avuto un’accoglienza molto più tiepida. Strano a dirsi, potrebbe essere che il brutto titolo italiano abbia funzionato come calamita per il pubblico: una perfetta sintesi dello spirito del film che finisce per mantenere ciò che promette. L’originale e suadente “Intolerable cruelty” avrebbe attirato ugualmente le masse? L’acclamato “Kill Bill” di Tarantino non rientra tra i primi venticinque posti, con circa cinque milioni di euro a volume (ha avuto fiuto Harvey Weinstein nel dividere l’opera in due). È andato bene Castellitto con “Non ti muovere” (quindicesimo con quasi 8.500 euro) e anche Verdone con “L’amore è eterno finché dura” (sedicesimo, oltre i 7.500 euro), mentre il terzo Matrix (“Revolutions”) ha dimezzato le entrate dopo la delusione del “Reloaded”, ma si è comunque piazzato undicesimo superando i dieci milioni di euro.

   

FILM “INVISIBILI”  

Sono sempre di più i film italiani che non riescono a trovare la strada della distribuzione. Il fenomeno è quanto mai singolare e contraddittorio e non riguarda solo gli esordienti, ma anche registi affermati, cast di richiamo e produzioni più che rodate. Ecco una parte della lunga lista d’attesa, che include anche opere “quasi” invisibili, uscite solo nelle piazze principali e per pochissimi giorni:

  • Pater Familias” di Francesco Paterno

  • Al primo soffio di vento” di Franco Diavoli

  • La volpe a tre zampe” di Sandro Dionisio con Miranda Otto, Tomas Arana e Nadja Uhl , presentato al Festival di Berlino  

  • Rua Alguem” di Egidio Eronico con Charlton Heston e F. Murray Abraham, anch’esso presentato a Berlino

  • Fate come noi” di Francesco Apolloni con l’ultima interpretazione di Pupilla Maggio, premiato un po’ ovunque; tra l’altro il successivo film di Apolloni, “La verità vi prego sull’amore”, è invece uscito regolarmente

  • L’inquilino di via Nikoladze” di Massimo Guglielmi con Roberto De Francesco

  • L’amore è cieco” di Fabrizio Laurenti, con Massimo Ghini, Giuliana De Sio, Massimo Wertmuller e Renzo Arbore

  • Fratella e sorello” di Sergio Citti con Claudio Amedola e Rolando Ravello

  • A luci spente” di Maurizio Ponzi con Giulio Scarpati e Giuliana De Sio

 

IL CINEMA ITALIANO  

Anche in assenza della folta schiera di registi acchippapubblico dell’anno scorso (nonostante la bruttezza del suo “Pinocchio” Benigni ha incassato miliardi, per lo meno in Italia, e sono andati molto bene anche Muccino e Ozpeteck), il cinema nazionale ha raggiunto nel 2003 una quota di mercato superiore al 19% (l’anno scorso il 22%) e nel primo semestre del 2004 la percentuale ha raggiunto il 23,33%. I segnali, almeno numerici, sono quindi positivi, grazie soprattutto al trionfo di Pieraccioni (il suo “Il paradiso all’improvviso” è il film più visto dell’anno), al panettone italiota “Natale in India”, alla comicità rumorosa di “Le barzellette” e ai buoni risultati di Verdone (“L’amore è eterno finché dura”) e Castellitto (“Non ti muovere”). Un po’ sotto le aspettative Bertolucci con “The dreamers”, che non raggiunge i cinque milioni di euro. In generale ad attirare lo spettatore è quindi soprattutto la comicità. Se sopravvive anche un certo cinema d’autore (“Buongiorno, notte”, “The dreamers”, “Cantando dietro i paraventi”, “Primo Amore”, “L’odore del sangue”), vanno invece malino, per non dire malissimo, i volti televisivi prestati al cinema (Sabrina Ferilli “L’acqua … il fuoco”, Vittoria Belvedere “La lettera”, Victoria Silvstedt “La mia vita a stelle e strisce”, Barbara Chiappini “Il latitante”, Fabio De Luigi “Ogni volta che te ne vai”, Pietro Taricone “Radio West”, Natasha Stefanenko “Ti spiace se bacio mamma?”, Alessandro Preziosi “Vaniglia e cioccolato”). Tra le eccezioni, la Sconsolata, ne “Il Paradiso all’improvviso” di Pieraccioni. Tra i pochissimi outsider, interessante il caso di “Dopo mezzanotte” di Davide Ferrario, che grazie al passaparola ha superato inaspettatamente il milione di euro. Quasi scomparso il cinema di genere: tra i superstiti, oltre alle commedie, ai film inchiesta e ai drammi a sfondo sociale, Dario Argento con “Il cartaio”, Alex Infascelli con “Il siero della vanità”, Roberto Andò con “Sotto falso nome” (varie sfumature del “thriller”) e Tinto Brass con “Fallo!” (erotico).

   

L’ESTATE AL CINEMA

Malgrado la risposta positiva del pubblico (“Harry Potter”, ma anche “Troy” e “L’alba del giorno dopo”) le uscite estive continuano ad essere inferiori rispetto agli altri paesi europei. Guardando le classifiche di giugno, dietro ai titoli guida, che incasserebbero miliardi in qualunque stagione, gli altri film subiscono un calo drastico, per poi arrivare a luglio nella desolazione più totale. Nel primo week-end del mese, infatti, in vetta alla classifica troviamo “The Punisher”, con un incasso di 305.501 euro che in inverno faticherebbe a rientrare nelle prime dieci posizioni. È andata meglio la settimana successiva a “Timeline” (€ 549.289) e “La donna perfetta” (€ 508.435 ), che concludono un po’ sbrigativamente i tentativi di non mandare il cinema in vacanza. Per il resto del mese, infatti, è calma piatta. La UIP ha già annunciato che lancerà il quarto “Indiana Jones” in estate, ma il film è ancora in fase embrionale e, come al solito, non sarà un titolo a salvare una stagione. A tal proposito, visto che il primo “Spiderman”, uscito a giugno 2002, è andato benissimo in Italia, perché dovere attendere settembre 2004 per vederne il seguito e non sfruttare l’effetto traino della rumorosa uscita americana (30 giugno), magari proprio in luglio?
Rispetto ad anni fa qualche cosa si sta muovendo e giugno ha portato risultati confortanti, ma non si può ancora dire che la stagione duri dodici mesi, perché luglio e buona parte di agosto restano periodi tabù, in cui gli spettatori di spegnere il sole e accendere uno schermo proprio non ne vogliono sapere.
Tra tanti progetti e supposizioni, grande assente il cinema italiano, che con il caldo preferisce non rischiare in attesa di tempi migliori. Ma la calca di settembre sarà terreno fertile?

 

WESTERN, MA DOVE?

Chissà perché qualcuno ha detto che è rinato il western. Sta di fatto che non pochi titoli, ambientati in lande assolate attraversate da eroi taciturni e con la pistola facile, sono arrivati sui nostri schermi. Tutti accomunati da una caratteristica: l’insuccesso. Infatti, sia “Terra di confine” di e con Kevin Costner (che comunque ha fatto molto meglio degli altri incassando circa € 1.500.000) che “The Missing” di Ron Howard (a lungo annunciato e poi distribuito in sole undici copie) e “Alamo – gli ultimi eroi” di John Lee Hancock (2.618 spettatori in 18 città nel debutto a fine giugno), hanno replicato in Italia lo scarso interesse di pubblico ricevuto oltreoceano. Si è difeso meglio “Hidalgo – Oceano di fuoco” (più avventuroso che western), anche se il costo vertiginoso (100 milioni di dollari) e la presenza del neo-divo Viggo Mortensen non sono riusciti a trainare le folle: negli Stati Uniti ha incassato quasi settanta milioni di dollari e da noi, in uscita a Pasqua, è scomparso in fretta dalla programmazione con un bottino totale di circa € 2.500.000.

   

CURIOSITÀ

·        il film più visto nella UE nel 2003 è “Alla ricerca di Nemo”, con poco meno di 38 milioni di biglietti venduti, seguìto da “Matrix Reloaded” e “Il Signore degli Anelli

·        tra tanti segni meno, nel numero di biglietti venduti nel 2003 rispetto al 2002, spicca qualche outsider: il +0,6% dell’Irlanda e il + 51% di Russia e Bulgaria, dovuto con tutta probabilità agli esiti positivi della costruzione di nuovi multiplex

·        Il film in DVD più venduto in Italia è “La maledizione della prima luna

·        La Buena Vista Int. Italia scalza dal podio la Medusa Film, diventando la casa di distribuzione che ha incassato di più nella stagione

·        In Cina la pirateria tocca livelli inauditi. Uno dei metodi adottati per combatterla, in modo da consentire anche le più alte vendite possibili per l’uscita in DVD, consiste nel fare uscire i film in DVD esattamente lo stesso giorno in cui escono al cinema. La conseguenza diretta è una crescita del mercato DVD mentre l’esercizio in sala va in perdita.

·        Qual è il cartellone pubblicitario più brutto? Si potrebbe aprire un forum al riguardo. Tra i papabili sicuramente il sorriso ad “alta tensione” di Julia Roberts in “Mona Lisa Smile

·        La finestra di fronte” è il film d’essai più visto del 2003.

·        La Basilicata è l’unica regione ad avere solo monosale.

·        In base a un’indagine condotta dal Dipartimento di Sociologia dell’Università “La Sapienza” di Roma, il giorno preferito per andare al cinema è il sabato (35,9%), ma un buon 23% sceglie il mercoledì, in molte città giornata a prezzo ridotto

·        I film d’essai sono più visti nei cinema d’essai che nelle multisale: “Goodbye Lenin” ha attirato 135.000 spettatori nel circuito d’essai e solo 20.000 spettatori nei multiplex; discorso analogo per “Buongiorno, notte”, nonostante un numero di copie maggiore previsto per i multiplex

·        Durante gli Europei del 2000 i botteghini del Regno Unito hanno registrato perdite del 48% rispetto allo stesso periodo del 1999

·        Per evitare le interferenze calcistiche, tra i maggiori nemici dei film nelle sale, il Portogallo, sede quest’anno degli europei di calcio, è stato uno degli ultimi paesi a vedere il terzo capitolo di “Harry Potter”, uscito a competizione conclusa

·        Il DVD di “School of Rock” è uscito in America un mese prima del lancio del film in Italia; che sia anche per questo che da noi il film l’hanno visto in pochi?

   

 

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