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Ha chiuso i battenti la Viennale
2002 (18-30 ottobre), uno dei festival più antichi e più interessanti
del panorama cinematografico europeo. Anche quest’anno il Vienna
International Film
Festival - o V’02, come preferiscono abbreviare gli organizzatori - si
propone come manifestazione di raccordo tra i più importanti Cannes,
Berlino e Venezia, inserendo nel programma i titoli più innovativi di
questi festival, intervallati da qualche anteprima internazionale e da
pellicole di altre rassegne come Locarno e Taormina. Solo per citarne
alcuni, nella sezione lungometraggi ci sono titoli come “Dolls” di
Takeshi Kitano, “Lundi Matin” di Otar Iosseliani, “Gerry” di Gus
Van Sant, “O principio da incerteza” di Manoel de Oliveira,
“Oasis” di Leee Chang-dong,
“Tan de repente” di Diego Lerman (che si è aggiudicato il premio
FIPRESCI) e l’americano “Auto focus” di Paul Schrader; tra i
documentari, “Tsuioku no dansu” di Naomi Kawase e “Bowling for
Columbine” di Michael Moore. E’ presente anche una sezione
cortometraggi con lavori provenienti da tutte le parti del mondo, tra
cui spicca il commovente Vaters Land dell’israeliano Nurith Aviv,
dove, partendo dalla definizione freudiana del lutto, il regista
intervista i suoi amici tedeschi che hanno subito la deportazione
nazista, su ciò che gli è stato totalmente ed irrimediabilmente tolto.
Ma la
Viennale è anche famosa per le sue retrospettive, sempre molto
dettagliate e particolari: mentre l’anno scorso questo spazio era
dedicato al cinema dei paesi dell’ex Unione sovietica, la V’02 ha
reso omaggio ad un maestro del cinema di tutti i tempi, Jacques Rivette,
proponendo un panorama completo della sua filmografia.
Oltre agli omaggi a Sissy Spacek, Ed Lachman e Jurgen Bottcher,
tra gli eventi speciali c’è stata la proiezione della pellicola
restaurata de “Il terzo uomo” il capolavoro di Carol Reed del 1949,
con Orson Welles e la nostra Alida Valli, purtroppo assente per motivi
di salute.
Caratteristica
della Viennale è quella di essere un grande festival mantenendo però
una dimensione “umana”, in cui non solo è possibile godersi i film,
ma anche entrare in diretto contatto con i registi, gli attori e gli
altri addetti ai lavori, senza troppe formalità. Concedendosi magari
anche qualche bel giro per la splendida città.
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