VENEZIA 2001
NUOVI TERRITORI

 

NUOVI TERRITORI - FICTION:
    - Bréve Traversée   (Catherine Breillat)
    - Dias de Nietzsche em Turin - Giorni di Nietzsche a Torino   (Julio Bressane)
    - Farelavita   (Tonino De Bernardi)
    - Fragil como o mundo - Fragile come il mondo   Rita Azevedo Gomes)
    - Jin Nian Xia Tian - Pesce ed Elefante   (Li Yu)
    - Kruh in Mleko - Pane e Latte   (Jan Cvitovic)
    - Los Porfiados - I Ribelli   (Mariano Torres Manzur)
    - Tape   (Richard Linklater)
    - Women in Film - Donne nei film   (Bruce Wagner)

NUOVI TERRITORI - NON FICTION:
    - A Huey P. Newton Story - Una Storia di Huet P. Newton   (Spike Lee)
    - Asuba de su serbatoiu - Sul Serbatoio   (Daniele Segre)
    - Danièle Huillet,Jean-Marie Straub,cineastes -ou git votre sourire enfoui?
      (Pedro Costa)
    - Domestic Violence - Violenza domestica   (Frederick Wiseman)
    - Images d'Orient - "Tourisme vandale"   (Yervant Gianikian)
    - Les Milles et une voix = La Musique de l'Islam   (Mahmoud Ben Mahmoud)
    - Mal'Hach Hahistoria - L'Angelo della Storia   (Ariella Azoulay)
    - Mario Schifano Tutto   (Luca Ronchi)
    - O Fato completo ou a procura de Alberto   (Ines De Medeiros)
    - Serbie, année zéro - Serbia, anno Zero   (Goran Markovic)
    - The Judge and the Historian - The Sofri Affair   (Jean-Louis Comolli)
    - Wadi Grand Canyon   (Amos Gitai)

NUOVI TERRITORI - CORTO E MEDIOMETRAGGI:
   
- A Invençao do amor - L’invenzione dell’amore   (Antonio Campos)
    - A Proposito degli effetti speciali   (Alberto Grifi)
    - Cinema   (Fernando Lopes)
    - Dance - Danza   (Stan Brakhage)
    - Digital short Films by 3 filmmakers - A Conversation with God
      
(Tsai Ming-Liang)
    - Digital short Films by 3 filmmakers - Digitopia   (John Akomfrah)
    - Digital short Films by 3 filmmakers - In Public   (Jia Zhangke)
    - Elegia Dorogi - Elegia di un viaggio   (Alexander Sokurov)
    - Fernsehturm   (Tacita Dean)
    - Fuzhi - Copia   (Kechong Sun)
    - GT Granturismo   (Günther Selichar) 
    - I Diari della Sacher: Antonio Ruju. Vita di un anarchico sarso
     
(Roberto Nanni)
    - I Diari della Sacher: Bandiera rossa e borsa nera   (Andrea Molaioli)
    - I Diari della Sacher: Ca Cri Do Bo   (Susanna Nicchiarelli)
    - I Diari della Sacher: Davai Bistré - Avanti! Presto!   (Mara Chiaretti)
    - I Diari della Sacher: I Quaderni di Luisa   (Isabella Sandri)
    - I Diari della Sacher: In Nome del popolo italiano   (Valia Santella)
    - I Diari della Sacher: Scalamara   (Giuseppe M. Gaudino)
    - Il Mondo è fatto a Scale (frammenti)   (Piero Natoli)
    - Le Loup et l’Agneau - John Ford et Alfred Hitchcock   (Hubert Knapp)
    - Lovesong - Lovesong 2 - Canto d’amore   (Stan Brakhage)
    - Nella Napoli di Luca Giordano   (Mario Martone)
    - Occam’s Thread - Il filo di Occam   (Stan Brakhage)
    - Persians #13 - #18 - Persiani #13 - 18   (Stan Brakhage)
    - Phantom - Fantasma   (Matthias Müller)
    - Stately Mansions did Decree - Le magioni imponenti hanno deliberato   (Stan 
       Brakhage)

    - The Jesus Trilogy and coda  - La trilogia di Gesù e Coda   (Stan Brakhage)
    - Un Giorno all’Olivetti - Visitando la fabbrica di Ivrea   (Luigi Veronesi)
    - Ziluolan - Viola   (Kechong Sun)

NUOVI TERRITORI - OMAGGIO A JEAN-CLAUDE ROUSSEAU: 
    - Jeune femme à sa fenetre lisant une lettre - Ragazza che legge una lettera
      (J. C. Rousseau)
    - Keep in touch - Tenersi in contatto   (Jean-Claude Rousseau) 
    - La Vallée close - La valle chiusa   (Jean-Claude Rousseau) 
    - Les Antiquites de Rome - Le antichità di Roma   (Jean-Claude Rousseau) 
    - Venise n'existe pas - Venezia non esiste   (Jean-Claude Rousseau)

 

 

- NUOVI TERRITORI

 

Bréve Traversée
(Catherine BREILLAT)

REGIACatherine BREILLAT
PRODUZIONE:  Francia   -   2001   -   Drammatico
DURATA:  80'
INTERPRETI:
Sarah Pratt, Gilles Grippon 
SCENEGGIATURA: Catherine Breillat
FOTOGRAFIA: Eric Gautier
SCENOGRAFIA: Frederique Belvaux
MONTAGGIO: Pascale Chavance
MUSICHE: Marc Filippi


Una donna ed un ragazzo s’incontrano su un traghetto che attraversa la Manica. Lei lo seduce, poi lo abbandona.

Romance ennuyeuse

Breillat al suo peggio: dimostrativa, penefoba, in piena deriva narcisistica, la regista mette in scena l’ennesima puntata del suo teatrino sulla donna forte (“stronza come un uomo”, direbbe qualcuno) e del maschio debole come un fuco. Ottanta minuti di dialoghi letterari, ben più morbosi delle caste immagini (i genitali sono inquadrati con una parsimonia davvero sorprendente, considerato chi firma la regia), “contrappunti” scontati (il prestigiatore e la sua assistente), interpreti volenterosamente inadeguati alla supposta tragicità delle parti (lei sembra un batrace, e lui pure). Il finale, nel suo estremismo “dissacrante”, mostra quanto poco tempo serva perché un pallone (nella fattispecie, un’artista) si sgonfi.

Voto:  3,5                              Stefano Selleri


I Sogni muoiono all'alba

Un sedicenne e una trentenne si incontrano su una nave che dalla Francia porta all'Inghilterra. Dalle prime chiacchiere casuali e imbarazzate passano a discorsi più intimi, fino ad una vera e propria seduzione. Per una volta, però, i ruoli sono invertiti: non una civettante lolita nelle grinfie di un deluso marito in libera uscita, ma una donna che distrugge con buona dose di cinismo i sogni romantici di un ragazzo. E questo accade dopo che la protagonista spende molte rabbiose parole contro il maschilismo della società contemporanea.
Sembra quasi una rivincita nei confronti dell'uomo, quella che la regista Catherine Breillat compie con il suo film, ma il rapporto tra i due protagonisti, al di là del ribaltamento dei ruoli, è interessante proprio perché contraddittorio e non a senso unico.
Una razionalità quasi ideologica che si frantuma nell'irrazionalità di gesti, sguardi, corpi. Un gioco che si trasforma in qualcosa di più forte, che coinvolge emotivamente, che resta un gioco (crudele).
Un film semplice, fatto soprattutto di dialoghi, con un regia attenta a lasciar parlare i corpi dei due bravissimi protagonisti e a non lasciare al caso la composizione di ogni quadratura.

Voto:  7                              Luca Baroncini

 

Dias de Nietzsche em Turin - Giorni di Nietzsche a Torino
(Julio BRESSANE)

REGIAJulio BRESSANE
PRODUZIONE:  Brasile   -   2001   -   Biografico
DURATA:  88'
INTERPRETI:
Fernando Eiras, Paulo José, Mariana Ximenes, Leandra Leal 
SCENEGGIATURA: Rosa Dias, Julio Bressane
FOTOGRAFIA: José Tadeu Ribeiro
SCENOGRAFIA: Moa Batsow
MONTAGGIO: Virginia Flores
COSTUMI: Maria Aparecida Gavaldao
MUSICHE: Ronel Alberti Rosa


Friedrich Nietzsche arrivò a Torino il 7 aprile del 1888, dopo un viaggio piuttosto avventuroso: avendo preso il treno sbagliato, era dapprima finito a Genova. Dopo l’iniziale irritazione, e una volta sistematosi nella sua stanza con i suoi libri, taccuini ed un pianoforte, il filosofo passò i giorni a scrivere, leggere e passeggiare.

Vorrei ma non posso…

Un attore con barba posticcia veramente patetica (uno spropositato batuffolo di pelo malamente appiccicato al mento che s’insinua per il viso fino a penetrare le cavità orali e nasali) ed occhialetti “intellettuali” da pochade si aggira disorientato nella città sabauda (tra riprese documentarie e qualche ricostruzione), mentre una tediosa voce fuori campo salmodia pensieri, parole, intuizioni sortite dalla penna del filosofo tedesco nel suo periodo torinese.
I brani citati (tra cui gli appunti musicali mossi a Wagner in favore della “Carmen”) sono belli e (d)istruttivi come le cose migliori di Nietzsche: ma, leggendole nei suoi libri, almeno ci saremmo risparmiati questo dilettantesco (e futile) tentativo di dare immagine a pensieri che ne sono colmi di per sé. Il ritmo inesistente del “saggio” concilia il sonno ed impedisce la concentrazione necessaria a (tentare di) penetrare una minima parte dell’universo del pensatore. La povertà del linguaggio filmico fa il resto: non basta riprendere una ragazza al pianoforte per essere il nuovo De Oliveira.

Voto:  2,5                              Stefano Selleri

 

Jin Nian Xia Tian - Pesce ed Elefante
(
Li YU)

REGIALi Yu
PRODUZIONE:  Cina   -   2001   -   Drammatico
DURATA:  106'
INTERPRETI:
Pan Yi, Shi Tou, Zhang Qiangian, Zhang Jilian 
SCENEGGIATURA: Li Yu
FOTOGRAFIA: Fei Xiao-ding
SCENOGRAFIA:
Wang Nan
MONTAGGIO: Li Yu
COSTUMI: Wang Di
MUSICHE: He Wei


Xiao Qun fa la guardiana d’elefante allo zoo. Xiao Ling gestisce un piccolo negozio di vestiti. Le due donne s’incontrano per caso e si innamorano. Quando la madre di Xiao Qun va a vivere dalla figlia, la vita delle due amanti diventa difficile perché la donna non sa che sua figlia è gay.

Amore saffico a Pechino

Un amore lesbico nella Pechino contemporanea tra una guardiana di elefanti allo zoo e la commessa di un negozio di abbigliamento.
Il film della giovane regista cinese Li Yu è stato girato in sedici millimetri ed è interpretato da attori non professionisti. Le due ragazze protagoniste sono effettivamente una coppia lesbica amica di Li Yu. Interessante sul piano sociale, per i continui riferimenti al maschilismo della società cinese, il film cerca di mostrare la problematicità dei personaggi, ma dopo un po' gira a vuoto e forse avrebbe giovato di una forma più ridotta. Per dare sostanza alla storia la giovane regista, anche sceneggiatrice, inserisce il personaggio di una ex-fidanzata della protagonista, che cerca rifugio dopo avere ucciso il padre (che ovviamente l'ha violentata!). Questo episodio distoglie dall'intimità della storia d'amore e, tra l'altro, viene risolto scimmiottando nel modo più becero gli action-movie americani. I lunghi piano-sequenza in cui il film è suddiviso, inoltre, si compongono di immagini d'insieme e di pochissimi primi piani. Si arriva quindi a fine proiezione solo con una vaga idea dei volti delle attrici, limitando l'incredibile potenzialità del cinema di rendere visibile l'invisibile.

Voto:  5                              Luca Baroncini

 

Kruh in Mleko - Pane e Latte
(Jan CVITOVIC)

REGIAJan CVIKTOVIC
PRODUZIONE:  Slovenia   -   2001   -   Drammatico
DURATA:  68'
INTERPRETI:
Ivan Musevski, Sonja Savic, Tadej Troha, Perica Radonjiè, Andra Isteniè, Matja Zuodar, Brane Grubar 
SCENEGGIATURA: Jan Cvitkovic
FOTOGRAFIA: Toni Laznik
SCENOGRAFIA:
AndrazTrkman – Vasja Kokely
MONTAGGIO: Dafne Jemersiè
COSTUMI: Polona Valentineiè – Beti Njari
MUSICHE: Drago Ivanusa


L'alcolista Ivan, dimesso dall'ospedale, trascorre il primo giorno a casa con la moglie Sonja e il giovane figlio ribelle. Il mattino seguente Sonja manda Ivan al negozio a prendere pane e latte, ma la giornata si trasformera' presto in tragedia.

Tragedia in grigio

Padre alcolista, figlio tossico e madre disperata. Ritratto di famiglia in grigio (anche visivo) per descrivere il disagio sociale e politico di un paese sloveno, in cui la mancanza di identità sembra essere il maggiore problema. Il film parte bene, con i tempi giusti e una certa ironia nei dialoghi poi, però, opta per la via più facile: quella di far combaciare la rabbia del regista con la tragedia che attende i protagonisti. Rabbia che, anziché trasmettersi, viene semplicemente riversata sullo spettatore in un modo talmente banale e prevedibile che offusca il risultato e il bisogno d'amore dei personaggi.

Voto:  5                              Luca Baroncini

 

The Judge and the Historian - The Sofri Affair
(Jean-Louis COMOLLI)

REGIAJean-Louis COMOLLI
PRODUZIONE:  Fra/Ita   -   2001   -   Documentario
DURATA:  65'
INTERPRETI: Carlo Ginzburg 
SCENEGGIATURA: Jean-Louis Comolli – Ginette Lavigne
FOTOGRAFIA: Jean-Louis Porte
MONTAGGIO: Jean-Louis Comolli – Ginette Lavigne
MUSICHE: Jimmy Giuffre – André jaume


Nel gennaio 2000 Adriano Sofri, Giorgio Pietrostefani e Ovidio Bompressi, ex dirigenti di Lotta Continua, sono condannati, nell'ultimo di otto processi, a 22 anni di carcere per l'omicidio del commissario Calabresi, nonostante fatti e testimonianze continuino a gridare la loro innocenza. Lo storico Carlo Ginzburg, specialista di processi alle streghe, analizza criticamente la vicenda mostrando tutte le debolezze dell'impianto accusatorio.

Jean-Louis Comolli, uno dei teorici della stagione dei Cahier du Cinema, basa il documentario sul testo omonimo dello storico Carlo Ginzburg: di fronte a un processo che si è arricchito di tante implicazioni ed è proliferato in mille direzioni diverse, l'obiettivo è tornare al punto di partenza (quello della prima causa alla quale il libro di Ginzburg fa prevalentemente riferimento). Ciò che ha spinto l'intellettuale a girarlo è la clamorosità dell'ingiustizia che si va perpetuando ("Il caso Sofri va al di là del contesto italiano e pone domande sulla democrazia reale nei paesi occidentali" dice Comolli). Intervellato da inserti tratti da varie inchieste televisive e da filmati di repertorio, Carlo Ginzburg descrive l'excursus processuale in tutte le sue assurde evoluzioni: testimonianze marchianamente contraddittorie, distruzione sistematica dei corpi di reato, scorretto atteggiamento dei giudici in aula,  possibile coinvolgimento dei servizi segreti e l'ipotesi, neanche così remota, di un vero e proprio complotto. Accanto all'ovvia denuncia della spropositata illogicità che caratterizza la vicenda, l'autore tenta anche il ritratto di uno storico al lavoro. il documentario si risolve in un lungo monologo, interessante quanto si vuole, ma inevitabilmente poco efficace. Ma è la nobiltà dell'intento, la necessità di sensibilizzare l'opinione pubblica sulla tragica vicenda, a costituire la ragione d'essere dell'opera e il suo riconoscimento sopravanza qualsiasi valutazione critico-estetica della stessa.

Voto:  5,5                              Luca Pacilio

 

Cinema
(Fernando LOPES)

REGIAFernando LOPES
PRODUZIONE:  Portogallo   -   2001   -   Documentario
DURATA:  23'
INTERPRETI: Isabel Ruth 
FOTOGRAFIA: Miguel Ceitil
MONTAGGIO: Miguel Ceitil – Fernando Lopes


Cortometraggio che fonde semplici animazioni e lunghe morbide riprese dell'interno di un cinema, un atto d'amore per il luogo della magia e del sogno e per gli attrezzi che lo rendono possibile.  Al di là dell'esperimento, per il regista, sull'utilizzo della tecnologia digitale, ben poco rimane. Realizzato per "Porto città europea della cultura 2001".

Luigi Garella

 

Elegia Dorogi - Elegia di un Viaggio
(Alexander SOKUROV)

REGIAAlexander SOKUROV
PRODUZIONE:  Fra/Rus/Ola   -   2001
DURATA:  20'
SCENEGGIATURA: Alexander Sokurov
FOTOGRAFIA: Alexander Degtiarev
MONTAGGIO: Sergei Ivanov


La trama di Elegia Dorogi è strettamente connessa alle modalità di realizzazione: Sokurov ,contattato dal museo Boijmans di Rotterdam, fu condotto nelle sale della pinacoteca dopo l'orario di apertura e le sensazioni allora provate sono divenute il mediometraggio (Beta) il cui titolo previsto era "Night Watch". Realizzato per "Rotterdam città europea della cultura 2002".

Un uomo ed un viaggio, un apertura invernale in cui un albero di cako, su una riva, ondeggia, non il vento lo muove ma un effetto di superficie: una continua dilatazione percorre l'immagine, come una pietra in uno specchio d'acqua, immobile, si muovono cerchi concentrici inconsistenti, deformanti. Immagini di movimento, un treno, uno sguardo insistito sulla neve, gli alberi, due uomini camminano poco innanzi, il rumore delle loro calzature cigolanti nella neve. Insistito come un ricordo che torna e si modifica, si amplia, richiama altre possibilità, senza tempo un moto di memoria fonde e rielabora annullando la consistenza di un prima ed un dopo in cui intervengono un incontro in caffetteria con un giovane, poche parole scambiate, il racconto d'una vita ad uno sconosciuto. In una sala di museo, di fronte a "La Torre si Babele" di H. Bruegel un nuovo moto si innesta come se tutto fosse già avvenuto, l'atemporalità e la possibilità creativa permeano un mondo attraversato da uno sguardo in semisoggettiva (l'occhio del sogno e quindi, nella possibile elegia di un viaggio immoto, della memoria) che coglie il mondo e la sua sensazione in una durata non esperibile se non con il metro della vita interiore.

Voto:  10                              Luigi Garella

 

Lovesong - Lovesong 2
(Stan BRAKHAGE)

 

REGIAStan Brakhage
PRODUZIONE:   U.S.A.   -   2001
DURATA:  15'


Brevissimi lampi di pura visualità, ipnotica e deviante: fascinazione dell'atto creativo-compositivo e specificità cinematografiche in un groviglio di pura estetica del sentimento. Pur lontani gli anni del New American Cinema, Brackage mantiene una violenza espressiva sconvolgente oltre che capacità di manipolazione della percezione umana -a tratti- fin disturbante nel portare alla deriva anche il più basilare aspetto cinematografico, quello del movimento: lo scorrimento della pellicola è il vortice in cui l'azione degli acidi, delle colorazioni e degli inserti fotografici stravolgono temporalità e moto per essere pura esperienza.

Luigi Garella

 

Nella Napoli di Luca Giordano
(Mario MARTONE)

REGIA: Mario Martone
PRODUZIONE:   Italia   -   2001   -   Documentario
DURATA:  18'
INTERPRETI: Sandro Lombardi 
SOGGETTO: Mario Martone
FOTOGRAFIA: Cesare Accetta
MONTAGGIO: Ilaria De Laurentiis


Viaggio nella pittura di Luca Giordano in occasione della mostra napoletana dedicata all'artista.

Martone, interprete sensibile della migliore napoletanità, incolla frammenti e dettagli della pittura di Giordano, carrella sui suoi quadri, regala scorci affascinanti delle chiese cittadine che ne ospitano le opere, emblemi di un'era i cui sapori sembrano non volersi spegnere. Il fil rouge che incolla le immagini è l'emozione  mentre la voce fuori campo legge saggi dell'epoca dedicati alla vita e all'opera dell'artista. Raffinato, per nulla accademico, NELLA NAPOLI DI LUCA GIORDANO è un gesto sincero che si fa amare subito

Voto:  7                              Luca Pacilio

 

 

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