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“MASTERS OF HORROR”
INCONTRANO IL PUBBLICO
È stata una delle sorprese più
gradite del 23° Torino Film Festival. La possibilità di vedere su grande
schermo un’anticipazione di sette episodi della serie “Masters of
horror”, che riunisce tredici registi horror tra i più famosi al mondo:
Dario Argento, John Carpenter, Joe Dante, Tobe Hooper, John Landis,
William Malone, Lucky McKee, Takashi Miike, Larry Cohen, Don Coscarelli,
Stuart Gordon, John McNaughton, oltre a Mick Garris, produttore
esecutivo e ideatore della serie. Alla base del progetto c’è un accordo
con la tv americana via cavo Showtime (in Italia sarà la Sharada Films a
occuparsi della distribuzione) per la produzione di tredici episodi di
un’ora uno. I patti sono chiari fin da subito: assoluta libertà
creativa, nessuna interferenza a livello produttivo, una decina di giorni
di riprese, la città canadese di Vancouver come location (tranne per
l’episodio di Takashi Miike girato a Tokyo ma, assicura Garris, “sembra
Vancouver!”), un budget stringato e tempi brevi anche per la
post-produzione. Ma a spiegare come è nato “Masters of horror” sono
direttamente cinque dei registi della serie, chiamati dal festival a
incontrare il pubblico alla Multisala Massimo, presa d’assalto fin dalle
prime ore del pomeriggio da un folla di fan. In effetti non è da tutti i
giorni potersi confrontare con personaggi del calibro di Joe Dante, John Landis e Dario
Argento, oltre ai meno famosi, ma altrettanto competenti, Don
Coscarelli e Mick Garris.
Non è facile mantenere il filo del discorso e spesso le domande diventano
semplici trampolini per consentire agli autori di raccontare un po’ del
loro estro, ma tutti si dimostrano più che disponibili al dialogo e al
confronto. A tenere banco è soprattutto la simpatica schiettezza di Dario
Argento, con molte domande specifiche sul suo lavoro e i progetti futuri,
e l’esuberanza di John Landis, ma tutti e cinque dichiarano l’amore
per il “genere” che si sono trovati a rappresentare: “L’horror
e il fantastico in questi anni ci hanno trattati molto bene e Masters è
il nostro personale regalo al genere”
Com’è stato lavorare in totale libertà creativa; qualche limite
c’è stato?
ARGENTO:
“Sento che qui si mitizza la
libertà! A me nessuno aveva detto niente ed io ho girato come sempre,
senza alcun vincolo! Io mi produco da me insieme a mio fratello e la
libertà è per me una vecchia conquista. Ho letto che in America il mio
film potrà essere distribuito solo con tagli, per la sequenza di sesso
orale e per la mangiata del pene, beh, io sono disposto a fare questi
tagli. Certo, se magari cambiano idea sono più contento! Ecco, non penso
che in Italia sarebbe stato possibile fare il film di Dante, con una
storia simile applicata alla politica italiana. Se anche si trovasse un
pazzo disposto a produrlo, per almeno cinque anni il regista
scomparirebbe dalla scena!”
COSCARELLI:
“Come Dario anch’io ho lavorato
con produzioni indipendenti. Tra i condizionamenti che ho avuto, ricordo
che per la serie “Phantasm” mi chiedevano sempre meno sangue!”
GARRIS:
“Volevo spingere l’acceleratore
sulla creatività! Io ho preso una storia che avevo scritto venti anni fa
e non ero mai riuscito a concretizzare. Un episodio per me molto
importante. Ho avuto la possibilità di realizzarlo senza ostacoli!”
LANDIS:
“Questi episodi sono completamente
diversi e l’aspetto rivoluzionario del progetto è che si tratta di
episodi incentrati sui registi e non sugli attori, come ormai usa
soprattutto in televisione. Questo mi ha permesso di lasciarmi andare e di
essere sciocco. Ho dato a mio figlio di vent’anni l’opportunità di
scrivere la sua prima sceneggiatura. Sapevo di dover girare a Vancouver,
così mi sono informato sui miti nord-americani. Quando ho spiegato a mio
figlio che avevo in mente la storia di una donna cervo lui mi ha detto che
era la cosa più stupida che avesse mai sentito. Io gli risposto:
perfetto! Credo che l’horror sia l’opportunità di prendere qualcosa
di irreale e renderlo reale, il che è sempre una gioia!”
DANTE:
“Il produttore, quando ha visto i
trattamenti, mi ha detto che c’erano troppi zombi e che si sarebbe
dovuto usare troppo trucco, con il rischio di sforare il budget. Ma a
parte questo limite, nessuna interferenza mi ha impedito di mettere in
scena ciò che avevo esattamente in testa! Avviene di rado nei miei film!”
LANDIS:
“Il film di Dante è molto
importante! In Italia, Usa e Inghilterra, è pieno di zombi!”
Quale pensate sia stato l’impatto dei vostri horror
nell’immaginario collettivo? L’horror è una rielaborazione fantasiosa
dell’attualità?”
DANTE:
“La nostra generazione ha
rielaborato i film che ha amato. Io e John abbiamo reinventato i vecchi
miti, divenuti ormai camp, e li abbiamo spruzzati di contemporaneità. Ma
il mito è un punto di partenza imprescindibile!”
GARRIS:
“Abbiamo cominciato a lavorare
dopo la guerra in Vietnam e questo ha indubbiamente influenzato il nostro
immaginario”
ARGENTO:
“Sono un clandestino in questo
gruppo! Non ho fatto la guerra in Vietnam, ma in compenso mentre giravo
“Profondo Rosso” e “Suspiria” era il tempo degli “anni di
piombo”. Tutti a dirmi, ma la gente non ne ha abbastanza di orrore
quotidiano? Beh, visto come andavano i miei film direi proprio di no!E
adesso è uguale. Siamo circondati dalla violenza eppure il 75% della
produzione è horror!”
COSCARELLI:
“Uno degli aspetti interessanti è
che nel nostro gruppo alcuni, come Hooper e Argento, hanno cominciato
negli anni Settanta e hanno influenzato chi, come me, ha iniziato a
lavorare alla fine dei Settanta. Negli usa, comunque, l’horror è un
genere di basso profilo, di poco sopra la pornografia. All’inizio,
quindi, i soldi a disposizione sono pochi!”
LANDIS:
“Non solo gli horror, ma tutti i
film sono politici ed è per questo che gente come noi fa il cinema!”
Com’è nato il nome della serie “Masters of horror”?
GARRIS:
“Nasce da una battuta! Avevamo
l’abitudine di trovarci intorno al tavolo di un ristorante a Los
Angeles. Era un periodo in cui ci si riuniva spesso. Venivano anche
Cronenberg e Romero. Una sera nel tavolo accanto al nostro c’era un
gruppo che festeggiava un compleanno e Guillermo del Toro si è alzato in
piedi e ha detto “I Maestri dell’Orrore vi augurano buon
compleanno!” Il termine è nato così, ma non va preso sul serio!”
Perché l’horror è un genere così popolare?
DANTE:
“È un genere che nei periodi
turbolenti torna in auge e ora viviamo in un tempo che è davvero
dell’orrore. Tutti i film, comunque, sono politici e riflettono il
periodo in cui sono fatti!”
GARRIS:
“Attenzione, perché c’è orrore
e orrore! Il nostro gruppo è contrario ai film Usa dove ci sono solo
teenager che si massacrano. La nostra intenzione era di fare qualcosa che
stimolasse la creatività!”
ARGENTO:
“Finalmente film horror rivolti a
un pubblico adulto! Tutti a ridere per cazzate come Scream rivolte a
bambini cretini!”
Che fine ha fatto “Quattro mosche di velluto grigio”?
ARGENTO:
“Me lo chiedono sempre tutti ma io
non ne so niente! Era della Paramount, ma non conosco i motivi per cui non
è mai stato distribuito! So che ci sono problemi, ma non so quali!”
Ci sarà, come annunciato, il seguito di “Suspiria” e
“Inferno”?
ARGENTO:
“Sì! Inizierò le riprese ad
aprile! È un momento difficile per tutta l’arte italiana, ma ad aprile
lo faccio!”
I mediometraggi della serie verranno distribuiti in sala?
DANTE:
“In America verranno trasmessi
dalla tv via cavo Showtime. In Italia se ne occuperà la Sharada Films e
ci sono voci, ma solo voci, di una possibile uscita, almeno di alcuni
episodi, anche nelle sale, accorpandoli a due a due. Sono stati girati in
pellicola, con la post-produzione in alta definizione e la proiezione su
grande schermo è per ora prevista solo in sale attrezzate. In ogni caso,
spero con il mio lavoro di avere seccato molta gente. Il pubblico di una
tv via cavo è un pubblico ridotto e selezionato, ma è comunque una vasta
fetta di popolazione. Speriamo che funzioni il passaparola!”
LANDIS:
“Vorremmo che tutta la serie
creasse problemi!”
Pensiate che ci siano giovani autori che possono essere considerati
vostri successori?
ARGENTO:
“Per avere un cambio generazionale
ci vuole tempo. Persone di talento ce ne sono, ma se due o tre nomi
faranno strada è già molto!”
La destinazione televisiva ha influenzato il vostro modo di girare?
ARGENTO:
“Ci tengo a precisare che nessuno
di noi ha girato come se fosse televisione!”
LANDIS:
“Beh, su questo Dario non sono
d’accordo! Io non ho preconcetti contro la televisione, anzi, ho fatto
una serie televisiva (“Dream on”, n.d.r.)!
Sul piano stilistico l’approccio con il piccolo schermo è totalmente
diverso, con tempi differenti e l’utilizzo prevalente dei piani rispetto
ai campi! Hitchcock diceva che il cinema è un grande compromesso e per me
è vero!”
COSCARELLI:
“Anch’io ho avuto un approccio
come se fosse cinema e non televisione!”
Quali sono gli horror che vi sono piaciuti ultimamente al cinema?
GARRIS:
“Session 9” e i film di
Guillermo Del Toro!”.
LANDIS:
“Le sorprese sono venute da
oriente!”
DANTE:
“Anche per me, ma le versioni
originali, non i remake americani! Nei rifacimenti c’è la tendenza a
voler spiegare tutto! Chi li produce non ama il mistero, l’inspiegabile,
e questa razionalizzazione fa danni enormi all’atmosfera del film!”
COSCARELLI:
“I grandi horror fanno perdere il
controllo allo spettatore e questo agli americani non piace. Tutti
vogliono evitare la R (restricted, n.d.r.)
per essere distribuiti senza problemi, anzi, per essere distribuiti!!”
LANDIS:
“Gli Usa non hanno la censura
istituzionale, ma il comitato dei divieti determina un’auto-censura.
Cronenberg non ha avuto un solo suo film che non sia stato tagliato!”
ARGENTO:
“I miei film sono stati censurati
in Inghilterra! Nel poster di “Tenebre”, non so se vi ricordate,
c’era la testa reclinata all’indietro di una donna sgozzata, bene, in
Inghilterra al posto della linea di sangue che fuoriusciva dal collo hanno
messo un papillon! In Scandinavia poi non ne parliamo, censurano anche
Speedy Gonzales che pensano sia troppo eccitante!”
Qual era il budget stabilito per ogni episodio?
GARRIS:
“Circa 1,8 milioni di dollari a
episodio! Tenete conto che una puntata de “I Sopranos” cosa circa 5,5
milioni di dollari!”
ARGENTO:
“Ma il problema non è il budget!
Pensiamo a film costosissimi come “Gangs of New York” oppure “The
Aviator”! Io la chiamo poetica della comparsa, con il regista che
controlla che tutto sia perfetto a livello di masse che si muovono e di
scenografia, poi ti ritrovi quella faccia da merda di ...”
LANDIS:
“Diciamo che budget e qualità non
vanno sempre di pari passo!”
Qual è il vostro film e l’attore con cui avete lavorato a cui siete
più legati?
GARRIS:
“Beh, io sono famoso per le
trasposizioni di Stephen King per la televisione! Come attore, Henry
Thomas è il mio feticcio! Di lui mi fido e so che può darmi di più di
quello che è scritto nella pagina di sceneggiatura!”
COSCARELLI:
“Phantasm sarà scritto sulla mia
lapide!”
ARGENTO:
“Opera mi ha fatto soffrire, ma
forse è Suspiria il mio preferito! Con gli attori maschi non ho più
rapporti, quando li vedo faccio finta di non conoscerli o li evito. Mi
hanno creato solo problemi! Tra le attrici, scelgo Jennifer Connelly,
Jessica Harper e mia figlia Asia”
DANTE:
“Gremlins è stato il mio unico
successo commerciale, peraltro inaspettato, ma non è il mio preferito!
Come attori, scelgo i tanti caratteristi con cui ho lavorato, ma ormai
sono molto vecchi e ho paura di perderli. Siamo cresciuti con icone
horror, veri e propri miti come Lon Chaney, Boris Karloff, Vincent Price,
ma sono tutti morti. L’unico sopravvissuto è Christopher Lee. Dei nuovi
mi viene in mente solo Robert Englund!”
LANDIS: “Dei film fatti vedo solo gli errori, ma per
tutti ricordo l’esperienza vissuta! Sarò sicuramente ricordato
per…beh, dipende da chi ricorda! Durante le ultime elezioni nel mio
paese entrambi i candidati, Bush e Kerry, hanno dichiarato che i loro film
preferiti sono “Animal house” e “The Blues Brothers” e io,
francamente, non so cosa pensare!”
Luca
Baroncini |