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VOCI LONTANE, SEMPRE PRESENTI: ECHI DAL
TFF
a cura di Luca Pacilio &
Gianluca Pelleschi
8 Novembre
9 Novembre
10 Novembre
11 Novembre
12 Novembre
13 Novembre
14 Novembre
15 Novembre
Torino 8 Novembre 2002
LP - L'altro giorno parlavo con SS e gli chiedevo che
senso avesse presentare ad un Festival, in apertura, un film come INSOMNIA
che esce oggi in tutti i cinema, e lui mi ha detto: "Serve a vederlo
in lingua originale". Ora posso appoggiare questa teoria a ragion
veduta e udita. Per quanto Pacino sia uno degli attori meglio doppiati è
escluso che la versione italiana possa anche minimamente restituire le
sfumature rugginose della sua voce sulla quale il mattatore fa un lavoro
sopraffino.
GP - Mah, col massimo rispetto per il sempre ottimo SS, mi pare davvero
poco plausibile che la scelta di INSOMNIA sia stata guidata da intenti
linguoriginalistici... Se è questo che voleva dire... O voleva dire che
non lo sa ma intanto ci becchiamo un Pacino in megaspolvero con le sue
inimitabili vette semiafone e raucedinose che fanno la loro porca figura?
Io ti risponderei: "Non so perché hanno scelto INSOMNIA ma intanto
ci becchiamo un Pacino in megaspolvero con le sue inimitabili vette
semiafone e raucedinose che fanno la loro porca figura". Inimitabili.
E ho detto tutto.
LP - Cosa pensi di questa nuova collocazione del Festival? La prima
sensazione su questo manifestazione tutta indoor è stata un po'
traumatica ma dopo un po' mi ero già abituato... Forse è il caso di
attendere i prossimi giorni per vedere come verranno gestite le 11 sale,
in apertura già sentivo malumori per alcune proiezioni in sale troppo
piccole, ma credo che la cosa possa funzionare...
GP - Funzionerà. E te lo dice uno che in vita sua non ha mai partecipato
a un festival prima di oggi. Scherzi a parte a me 'sto Lingotto non sembra
malaccio, certo fa molto centro commerciale, molto global, ma in fondo
chissenefrega? Ci vuole altro per indignare la nostra generazione cinica,
(auto)ironica e ormai insensibile a grandi temi e massimi sistemi. Ben
venga il megamultisala asettico e impersonale, che tutto sommato ha belle
sale, begli schermi e buon audio. Resta fermo, in effetti, il problema
capienze, ma credo basterà un po' di oculatezza organizzateva nella
scelta di quel film in quell'orario in quella sala.
Una sola proiezione prevista per De Palma però, diciamolo, è una cazzata.
LP - Sì, è decisamente una cazzata, si prospetta levataccia e megafila
ma per Brian si fa questo ed altro... Faremo a pugni? Spero di sì, che il
risultato finale sia catartico ad ogni livello... Comunque l'apertura con
l'indefinibile PUMPKIN è stata un bel colpo... Tutti a dire: mah...
Insomma... Però.... Ma in sala non si parlava d'altro: è un film che ha
in sè tre dibattiti minimo, la classica pellicola che si tira la
recepippa... Direi che non ce la faremo mancare... Comunque la Ricci
produce e interpreta un prodotto trasversale in cui il confine tra
parodia, cinismo e mero omaggio al sottogenere è labilissimo...
GP - Sì, PUMPKIN m'è parsa una gran cosa per aprire il festival, molto
"dibattibile"... è il classico film che se incontri il tipo che
non ha colto l'ironia e l'intento parodico e lo bolla come "il tipico
film bla bla" lo puoi strapazzare ben bene e farlo sentire il
neanderthal degli spettatori, se trovi quello che ha colto (almeno in
parte) il senso dell'operazione e lo definisce "un film cattivo bla
bla" lo puoi trattare con sufficienza e fargli capire che s'è
fermato solo alla superficie della stratificazione e bla bla, se poi
incontri quello che la pensa come te puoi sempre guardarlo dall'alto in
basso e fargli capire che "sì. ecco. arrivi tu, meno male me
l'hai spiegato 'sto film... tze... quando io davo questo tipo di chiave
interpretativa tu ancora ti masturbavi su full metal jacket. Coglione."
LP - Ieri ci siamo anche dati al cinema di serie B con il
protomortiviventi di THE PLAGUE OF ZOMBIES di Gilling... Che tenerezza. E
oggi si pesca nel torbido: improvvisazione a manetta direi, come nella
più classica tradizione torinese (io non lo voglio dire ma lo dico lo
stesso: Steve Della Casa gongola, gongola gongola: questo mi pare
rassicurante... O gongola perché è l'ultimo mandato e pensa tra sé e
sé: come va va, tanto poi...).
GP - Sul film di Gilling, che dire: il villaggio, la casa nel bosco, le
bamboline vodoo fatte col das, il cerone, il succo di pomodoro, gli "zòòmbiii"
pronunciati così...
LP - Zòòmbiiiiiii...
Torino 9 Novembre
LP - Ieri dunque abbiamo fatto la conoscenza di questo
Fessenden, autore dei più che interessanti NO TELLING e HABIT...
GP - Ben più che interessanti, direi. "Frankenstein" rurali e
"Dracula" urbani di difficile catalogazione, horror con sprazzi
quasi lirico-poetici (o lirismo poetico con spra/uzzi horror?), echi di
lynchianesimo doc e del Ferrara di DRILLER KILLER (e non solo di quello).
Più che interessante, 'sto Fessenden, mica un fessacchiotten qualunque
(direttore, se vuoi taglia).
LP - Ma il direttore non taglia mica... Lo sa che sennò rischia le
dimissioni in blocco... Cmq sì, al di là delle numerose defezioni
in pieno NO TELLING da parte di signorini e signorine dallo stomaco
delicato, questo regista è una rivelazione.... E manca all'appello quello
che sulla carta sembra essere il suo film più interessante, WENDIGO, che
beccheremo oggi...
Altro evento: la figuraccia con John Milius. Giunto a presiedere la
proiezione del suo primo lungometraggio DILLINGER si è trovato di fronte
ai titoli di SCHIZOID di Lucio Fulci... Pare che la United Artists abbia
fatto un casino con le copie che riportavano tutte la indiscutibile
targhetta col titolo miliusiano... A quel punto, pur di far qualcosa mi
sarei beccato anche la Bolkan ma non sarebbe stato carino nei confronti
del barbuto+panciuto regista... Invece nisba: abbandono della sala e
vagamento-vagamente zòòmbiiii nello pseudo centro commerciale del
Ling8...
GP - Figura di merda delle più imbarazzanti, quella con babbonatale
Milius... in compenso, del Nostro abbiamo fatto in tempo a vedere il
fondamentale MARCELLO, I'M SO BORED (classe 1966), quel corto (quasi
interamente) d'animazione del quale al momento mi ricordo solo che
sembrava una roba del 2002 confezionata per scimmiottare certi favolosi
anni '60... inutile. Più o meno come quegli ignobili 5' di Visconti o
quell'USHER che nemmeno ne " Il Pomeriggio di RAI2". O No?
LP - USHER è stato piuttosto deludente in effetti, poteva essere il
classico film pennichella, ideale per affrontare con lucidità gli altri
eventi filmici... Peccato che durasse solo 40 minuti, troppo poco anche
per un sonnellino ristoratore... Certo che però il vero evento di ieri è
stato DARK WATER, inquietudine+spavento di altissimo livello in ambiente
condominiale... Ma del resto era un film di Nakata Hideo, il regista di
RING, mica pizza e fichi...
GP - Su DARK WATER niente da dire: film de paura da paura.
LP - Ma adesso basta chiacchiere: tra poco si entra nel ritmo di DePalma....
Torino 10 Novembre GP - Allora ci siamo beccati De Palma, finalmente, e ci sarebbero davvero da dire un mucchio di cose... il solito incanto, cmq: m'è parso un De Palma più "sfrenato" del solito, ancora meno legato alla coerenza narrativa e sciocchezzuole simili...
LP - Sì, d'accordo... Massimo divertimento... Un film con un un mucchio di spunti.... Vecchio e nuovo... E la trama sotto il tacco...
GP - Vogliamo parlare della mezza delusione e mezzo che è WENDIGO del nostro nient'affatto fessacchiotten Fessenden? A me è parso davvero debole nonché molto meno "personale" di HABIT e NO TELLING. Resta un Horror atipico e vagamente interessante ma ha troppe cadute e perfino qualche puntatina nel ridicolo involontario... certi scivoloni naif (vedi l'apparizione della "creatura"), o sei Lynch e allora ti puoi permettere tutto, o sei giapponese e allora te li passano, oppure...
LP - Non sarei così severo... A me è parso buono, soprattutto nella prima parte... La seconda è un po' più appiccicatina ma alla resa dei conti è un film che regge... Rimane una bella scoperta. E non parliamo di giapponesi per favore... Il delirio della trippa che è ICHI THE KILLER di Takashi è talmente continuo da diventare piatto... Insomma se nel bel mezzo dell'ennesimo sbudellamento ti vien voglia di farti mezz'ora di sonno è evidente che qualcosa non funziona... E non mi va di parlare nemmeno dell'apologia della Generazione Skate che è DOGTOWN AND Z-BOYS... Documentari (auto)prodotti per (auto)celebrazioni...
GP - ICHI THE KILLER poteva essere un corto divertente, diciamo una ventina di minuti di serrati ribrezzi... certo che il titolo che emerge dallo sperma è curioso... vabbè.
LP - Effettivamente, massimo rispetto per il titolo spermatico...
GP - Riguardo a DOGTOWN, direi che è quanto di più fastidioso, inutile, patetico, immorale... ecchecazzo... questa combriccola di 50enni rugosi e imbolsiti che tronfi si biascicano frasi tipo "eravamo veramente ribelli", "cazzo Joe era completamente fuori di testa", "non potevi essere dei nostri se non eri un vero duro". Eravate degli stronzi di skaters, ragazzi, guardate di volare basso.
LP - In effetti volavano nelle piscine, che sono scavate nel terreno... Massì... Questo Jay Adams che da ragazzino efebico diviene un detenuto tatuato e che fa della sua vita spericolata (ma dove? All'improvviso erano sponsorizzati dalla testa ai piedi) l'emblema dell'America anno '70 (la loro America degli anni '70, quella che conoscevano solo loro e quei quattro esaltati che si compravano riviste "storiche" - per chi?- come SKATEBOARDER)... La ribellione del teppista che ruba la parrucca della vecchietta sul pulmino della scuola.... diosantissimo....
GP - Piacevole sorpresa, invece, l'argentino UN DIA DE SUERTE di tale Sandra Gugliotta: benché la sinossi non promettesse davvero nulla di buono, il film è ben scritto, girato con uno stile documentaristico efficace e recitato benissimo (la protagonista Valentina Bassi, brava e con un bel paio di tette, ha fatto innamorare ST e non sarò certo io a biasimarlo). Questa Gugliotta è ragazzuola dotata e sensibile da non perdere di vista...
Torino
11 Novembre GP - Giornata fiacchetta risollevata da
uno strepitoso Frankenheimer in chiusura, no? Anche se i déjà-vu di
HARDCORE e THE SEARCHERS erano stati tutto sommato cosa buona e giusta...
HARDCORE in particolare non è che me lo ricordassi un granché: buon
film, direi, ricco delle tipiche suggestioni teologico-religiose
schraderiane (e ovviamente scorsesiane). Però: posso azzardare un'eresia?
Il comprovato, consolidato fatto che H. sia proprio il (uno dei)
"remake" di SENTIERI SELVAGGI non è che mi convinca tanto...
parlerei più di "ispirazione" visto che le sostanziali
differenze etico-morali, le implicazioni sono... "sostanziali".
Voglio dire, i botta e risposta che si sentivano in giro - "che danno
in sala 7?" "HARDCORE" "ah sì [con sufficienza], il
remake di SENTIERI SELVAGGI..." - col senno della re-visione m'hanno
quasi innervosito... bah, ma che mi dilungo a fare su una questione
vecchia come il cucco sulla quale ho torto marcio?...
LP - Sì, è giusto parlare di ispirazione pura e semplice... Hai
ragione. E comunque rimane il dubbio che la copia in visione al Festival
fosse abbondantemente tagliata... Anche l'incontro con Milius è stato
interessante: il regista sembra non atteggiarsi affatto ad autore
controcorrente ed imprevedibile: semplicemente lo è... E mi ha trovato
d'accordo sull'atteggiamento critico nei confronti di APOCALYPSE NOW REDUX
("le parti inedite non andavano inserite: è chiaro che Coppola era
drogatissimo quando le ha realizzate" ha detto). Hai notato come alla
domanda sul suo attuale rapporto con Schrader abbia elegantemente
glissato?
GP - John "chisonoiobabbonatale?" Milius anche a me è sembrato
un "gran" personaggio, dava risposte molto dirette, mai stupide
e liquidava in tre parole le domandine più inutili. Fra parentesi, ha
dato del drogato anche a Oliver Stone ("quando ha scritto la
sceneggiatura di CONAN dovevi essersi strafatto di qualche acido, quello
script non aveva alcun senso"), il che ci ha fatto ridacchiare come
pargoli che sentono la maestra dire in classe una semiparolaccia
"consentita", qualunque cosa significhi questo paragone...
LP - Di SENTIERI SELVAGGI si è visto in compenso una copia
spettacolare... Il vecchio cult continua a mantenere tutta la sua
suggestione.
GP - Perfettamente d'accordo. Rivedendolo non ho potuto non ripensare a
quello che scrive Lethem di John Wayne in In difesa di Sentieri
Selvaggi - scene da un'ossessione (da "A ovest
dell'inferno"): "una grande star può essere esaminata come un
coacervo di sintomi nevrotici, una malattia, l'incarnazione di una
catastrofe, e al tempo stesso agire come creatura dotata di libero
arbitrio e statura morale, come personaggio le cui scelte hanno un
peso" per poi ri-chiedermi per l'ennesima volta: "bella frase,
sono d'accordo, ma che cazzo vorrà dire di preciso?". Scherzo... ?
LP - Mi fa piacere che tu citi Lethem: credo che i saggetti su SENTIERI
SELVAGGI e STAR WARS siano due cosette che ogni cinefilo o sedicente tale
dovrebbe leggere... Pieni di amore. Di Frankenheimer si può dire che il
suo televisivo PATHS OF WAR è un più che degno epitaffio. Due ore e 40
minuti senza un attimo di pausa: il racconto per immagini dei
delicatissimi anni della presidenza Johnson rappresentano l'esito felice
di un'operazione che Oliver Stone ha sempre cercato di fare senza mai
riuscirci. E Michael Gambon è da urlo: monumentale. Esistesse qui a
Torino un premio all'interpretazione, il grande attore inglese l'avrebbe
già vinto...
GP - Niente da dire. Gambon semplicemente s-t-r-e-p-i-t-o-s-o e il film è
una gran cazzo di figata, oh yeah... che dici, è tardi per darmi alla
carriera di fottuto skateboarder?...
Torino
12 Novembre LP - Ieri giornata campale senza un attimo di sosta dal mattino fino alla notte. Io non avevo mai visto CONAN IL BARBARO e, tutto sommato, stavo bene anche senza... Mi colpisce molto il culto che c'è intorno a Milius, questi appassionatissimi che conoscono tutti i suoi film a menadito, Roy Menarini con la monografia sotto il braccio (ma gli piacerà davvero?)... Ma CONAN non mi ha colpito. Da nessun punto di vista, mi pare una delaurentiisiata già datata... L'attrice che sembra Rita Rusic in Attila (o viceversa), con tanto di mascara ante litteram... Sarò riduttivo?
GP - Il De Laurentiis touch è evidente e immediatamente riconoscibile... meriterebbe forse un approfondimento e magari qualche tesi di laurea: come fa a contaminare di tristezza e infinita sciatteria qualunque sua produzione? CONAN in effetti non va molto oltre i vari SHEENA o come cazzo si chiama di Italia1, quei Fantasy girati nelle pinetine sottocasa con qualche Swatch che spunta ai polsi dei guerrieri unti di vasellina e i guardiani dei templi in pvc che sfoggiano stefaneliani haski (si scrive così?) multicolore. CONAN è un po' così, soprattutto per quanto riguarda gli haski, ed è comunque invecchiatissimo. Dubbio: è mai stato giovane?
LP - Mi sa che il Distruttore sei tu e non Conan... Quanti ci odieranno per quanto stiamo dicendo? Di MARATHON di Naderi cosa dire? Le intenzioni erano ottime e il film ha alcuni spunti interessanti ma m'è parso anch'esso ampiamente imperfetto...
GP - MARATHON... boh, non saprei. Di certo so che non è il mio cinema, che mi sono fatto due palle tante, m'è sembrata la solita buona idea per un corto dilatata oltremisura in un lungo che pretende di non essere pretenzioso ma che in definitiva lo è. Restano le due palle tante. In compenso, si erano appena cominciate a sgonfiare (le palle, dico) che m'è arrivata la mazzata Fitoussi... oddio... l'uomo che esiste a giorni alterni poteva pure essere una buona idea, ma il film è un esilissimo esercizio di stile inesistente farcito di parafilosofia (per me) incomprensibile...
LP - Ma tu ieri eri decisamente negativo, non ti andava bene nulla, tra un po' mi stroncavi anche la splendente Rebecca Horn e la sua installazione luminosa al Monte dei Cappuccini che, dico, è assoluta... LES JOURS OU' JE N'EXISTE PAS ha anche dei buoni momenti non starei a farlo a pezzi con tutta la fetenzia che c'è in giro... Certo anche lì non tutto è all'altezza delle intenzioni... Ieri mi pare che l'unico a divertirsi sia stato LG che non poteva mancare alla presentazione del Castoro di Mann scritto da Bocchi. Su Wiseman, che l'anno scorso ci folgorò con PUBLIC HOUSING, cosa dire? Stilisticamente impeccabile ma un po' troppo lirico, no? Si sente che vuole essere toccante ma la letterarietà del recitato finisce col raffreddare tutto...
GP - In effetti ieri ero un po' acidognolo, e non posso neanche dare la colpa al ciclo mestruale... Chissà, mi sarò svegliato male, fatto sta che anche LA DERNIERE LETTRE non m'è piaciuto e mi sa che c'hai ragione tu sui motivi del sostanziale fallimento del film. In effetti m'è parso didascalico da qualunque punto di vista lo si guardi, assolutamente freddo, assolutamente piatto. Mio compagno di noia della giornata, a giudicare dai commenti "incrociati" nei corridoi del Pathé, m'è parso il collega LB che faceva la stessa smorfia di moderato disgusto dopo qualunque visione... L'abbiamo lasciato all'entrata di ICHI THE KILLER, chissà com'è andata... Mi sa che "il moderato disgusto" s'è fatto meno moderato...
Torino
13 Novembre GP - Abbiamo iniziato benone no? THE
RULES OF ATTRACTION di Avary, oltre a essere belloccio in generale, aveva
delle cose davvero ottime... due su tutte: la sequenza dello split screen
che si "de-splitta" e il fiocco di neve che diventa lacrima. In
compenso la chiusura di giornata è stata una vera merda. Qui c'è
un'evidente lacuna legislativa: a certi film non dovrebbe essere concessa
la proiezione su nessuno schermo di pubblico accesso...
LP - Per TROA ammetto di aver avuto la stroncatura in canna, come sempre
mi capita per film che sono tratti da miei romanzi culto. Invece mi sono
trovato di fronte a un'opera davvero riuscita, una delle cose più carine
viste a questo Festival... Su ALTAR della Azevedo Gomez che ha chiuso in
bruttezza la nostra giornata non ho parole... Io volevo andare a vedere il
documentario su John Woo... Ma ST, che quando si tratta di portoghesi va
in pregiudiziale sollucchero, ci ha attratto nella maledetta sala con
l'inganno... E alla fine era anche più schifato di noi. Gli avrei anche
negato il passaggio in macchina, tanto per punirlo... Il commento migliore
al film l'ha fatto LG alla fine della proiezione: un minuto di
ininterrotte pernacchie sui titoli tra lo stupore e le risatine
generali... Comunque al termine dell'ora e passa di tortura notavo un
generale sollievo. E' un fatto: quando ti serve addormentarsi non c'è
verso di prendere sonno!
GP - Le pernacchie erano sacrosante. E' in effetti un film incredibile che
arriva tra parentesi in un momento chiave del mio percorso di formazione
"critico" (percorso fermo all'abbecedario dal quale mai si
staccherà). In buona sostanza, sto lentamente depennando alcuni termini
dal mio già limitato vocabolario recensorio perché li ritengo in realtà
scappatoie semplicistiche, viete nonché fruste. La nota triste della
storia è che mi accorgo che non ho alcuna alternativa decente da dare in
pasto ai nostri impagabili lettori, così sento la crisi depressiva che si
riaffaccia dai meandri nella quale fingo di illudermi di averla
momentaneamente relegata, e mi dico: "cazzo ma allora faccio davvero
schifo! Dove trovo l'insolenza di sbatacchiare i polpastrelli su una
tastiera?"... ho perso il filo... che stavo dicendo? Ah sì: ALTAR è
un film decisamente pretenzioso...
LP - Non mi sembra il caso di consentire all'autrice portoghese, anche
simpatica per giunta, di scatenare depressioni e crisi di coscienza... Io
risolverò il dilemma non scrivendone affatto: rischierei di concludere il
trattatello come fece AZ da Venezia quando parlò di KEN PARK: con un
sonoro e squillante "Ma vaffanculo". In compenso i due film in
concorso visti ieri mi sono parsi più che dignitosi. Non capisco
l'accanirsi di tanti su BUNGALOW di Kohler: a me è parso dignitoso... C'è
chi ha detto (sai chi): "LP quest'anno è meno spietato del
solito...". Ma queste sono persone che a Venezia 2002 non c'erano e
non hanno potuto toccare con mano la vera essenza dell'Infimo
Cinematografico...
GP - Su BUNGALOW mi trovi d'accordo... guardavo e mi dicevo: - eppure
dovrei annoiarmi! Perché non m'annoio? - Oh, non c'è stato verso,
sveglio e vigile fino al bel finale. Idem con patate per il tunisino SATIN
ROUGE, che m'è parso onestissimo film scritto e girato con delicata
sensibilità. Ma prima avevo iniziato un discorso importante, mi stavo
mettendo a nudo, stavo in effetti firmando la mia eutanasia recensoria
nero su bianco... che volevo dire di preciso... boh... vogliamo intanto
parlare del corto brasiliano che ha preceduto SATIN ROUGE? Voglio dire,
con tutti i problemi economici che c'hanno in Brasile, coi bambini che
muoiono di fame nelle favelas, vanno a tirar fuori soldi (complice
Bressane, del quale a questo punto mi vanto di non aver visto niente) per
darli a questo pischello di Bruno Safadi? Cazzo, 20' appena ma così pretenziosi...
LP - Ma tutti quei pestaggi casuali e non uno sacrosanto: quello del
regista!
Torino
14 Novembre GP - Giunse alfine il giorno di SPIDER.
Sarebbero davvero tante le cose da dire ma tra tutte una si impone come
necessaria e imprescindibile: mi riferisco ovviamente all'individuo che ci
siamo beccati all'uscita del film. No, dico: l'hai sentito? Tronfio e già
in semierezione indottrina la sua dolce, bionda metà - "vedi
Cronenberg bla bla il corpo e le mutazioni bla bla i binari paralleli bla
bla" - ok, mi dico, vuole farsi bello con la tipa: i pavoni fanno la
ruota, i piccioni tubano e lui spara le solite 3-4 vaccate su Cronenberg
che ormai sanno anche i celenterati, fin qui... ma poi continua -
"guarda, questi caproni (fa un gesto semicircolare del braccio
destro) non lo sanno, ma Cronenberg ha fatto anche film come M.BUTTERFLY
che... (seguono altre risaputissime vaccate)" - Sangue alla testa.
No, dico... avesse almeno citato FROM THE DRAIN, magari CRIMES OF THE
FUTURE... questi caproni?... CAPRONI? Ancora un po' e con un pugno
gli rompevo le lenti a contatto...
LP - Ma tu ti devi foderare le orecchie... Si rischia la rissa ogni minuto
altrimenti... Ci voleva una situazione alla IO E ANNIE con Cronenberg che
spuntava da dietro l'angolo e diceva: "Ho letto tutto quello che ha
scritto su di me e non ha capito nulla: lei crede che ogni carne sia
scarna etc...". In ogni caso all'uscita pensavo solo al caffè che
avrei preso, alla fetta di torta surgelata che l'avrebbe accompagnato e
alla sigaretta che di tutto mi avrebbe consolato... Comunque a me
Cronenberg non è piaciuto affatto e in generale ieri poco ho visto che mi
abbia davvero convinto: la commediola TOY LOVE di Sinclair strappava due
sorrisi ma dopo venti minuti sei già lì che guardi l'orologio, BENT
KELTOUM di Charef, con una protagonista che sembra Irene Pivetti new look,
era la solita tirata sulla condizione femminile in Algeria. Ci sarà
qualcuno che vedrà in questo film l'ennesimo remake di SENTIERI SELVAGGI
(sto scherzando)?
GP - Certo che ci sarà, ci sono io, tanto per cominciare. La mia vita è
ormai consacrata a dimostrare che una percentuale oscillante tra il 77 e
l'82% dei film in circolazione sono remake di SENTIERI SELVAGGI. Lo
faccio, sia detto per inciso, non per affermare la grandezza del film di
Ford elevandolo a prototipo archetipico ed esemplare di sviluppo
narrativo-filmico, ossia forma, dispositivo e modello reiterabile e
applicabile a qualunque modus narrandi cinematografico, ma bensì per
semplice, infantile reazione alla convinzione generale e comprovata che
HARDCORE di Schrader sia evidentemente un remake di SENTIERI
SELVAGGI. Dunque: BENT KELTOUM è evidentemente un remake di SS (aka
SENTIERI SELVAGGI, non Stefano Selleri). Lo dico loud & clear e me ne
assumo tutte le responsabilità.
LP - Sarei d'accordo: è evidente l'intento di rovesciare l'archetipo
"zio cerca nipote in zone depresse" con "figlia cerca madre
ma incontra zia in zona desertica"... E se poi si scopre, come si
scopre, che la zia non è altro che la madre e la madre non è altro che
la zia ecco che l'ansia derivativa di Charef si trasforma in intento
confusivo e insufflativo del fatale dubbio: era dunque John Wayne il padre
di Natalie Wood? E adesso ti voglio su SATIN ROUGE di ieri che, a questo
punto diventa un altro tassello della nostra teoria: SENTIERI SELVAGGI è
fonte di (quasi) ogni prodotto filmico.
GP - L'hai detto, amico. Pensa un attimo a SATIN ROUGE: madre dimessa
tutta casa e moschea si avventura in un torbido mondo "altro"
per ritrovare (metaforicamente) la figlia. E HARDCORE? Padre dimesso tutto
casa e chiesa si avventura in un torbido mondo "altro" per
ritrovare la figlia (dove lo "stacco" metaforico di SATIN ROUGE
rispetto ad HARDCORE non fa che rendere l'evidente legame tra i due film
ancor più affascinante). Ora, appurato che SATIN ROUGE è un evidente
remake di HARDCORE e che HARDCORE è un evidente remake di SENTIERI
SELVAGGI... devo aggiungere altro? Non ho inventato io la proprietà
transitiva...
LP - Anche il corto svedese di oggi era un remake dell'Archetipo chiave:
due fratelli svedesi che lavorano in una segheria si recano in Africa a
riparare i macchinari dei lavoratori del luogo. L'origine dei loro
strumenti viene alfine rinvenuta in un mondo "altro" e... Vabbé,
basta.
Torino
15 Novembre GP - Allora, che ti sei perso? Ah sì,
il jappo delle 12&15 SHIRITSU TANTEI YOKOHAMA MIKE: NAMAE NO NAI MORI
(MIKE YOKOHAMA: A FOREST WITH NO NAME), sul quale ho già detto abbastanza
riportando il titolo per intero, credo... anche perché non saprei davvero
cosa dire: immagini sgranate, molta camera a mano, personaggi e storia ai
limiti dell'assurdo/inconcludente tipicamente japanese e la
sostanziale sospensione di giudizio che in molti casi il tipicamente japanese
"impone". Boh!
LP - Contento di essermelo perso allora... Stamattina imprevisti mi hanno
allontanato per un paio d'ore dal "Palais Rouge" del Ling8...
Sono tornato giusto in tempo per l'inglese in concorso: forse un po'
troppo lungo ma la tenuta c'era... Il concorso quest'anno era mediamente
migliore delle scorse edizioni. Sui corti non mi pronuncio me li pappo
domani in successione, come da tradizione fine festivaliera. Tu non ci
sarai e ti perderai la proclamazione del vincitore... Intanto ti sei
accomiatato da questo TFF col brasiliano O SEGREDO DA MUMIA di Cardoso...
Serie Z che si bea di qualunque assurdità, ben lontana dalla genialità
di un Russ Meyer... Io avevo un occhio socchiuso ma sentivo gli urletti di
LG alla mia sinistra...
GP - L'inglese in effetti non era malaccio, anche se ho sempre più
l'impressione che la camera a mano dogmatica (usata bene) sia diventata
una specie di "captatio benevolentiae" dello spettatore, del
tipo: "beccati 'sto fighissimo girato traballante e
"realistico" e non rompere troppo i coglioni quando il film
comincia a girare a vuoto, in fondo qualche idea buona c'è no?". Più
o meno. Comunque mi pare esattamente il caso di questo THIS IS NOT A LOVE
SONG.
LP - Sì, è indubbio com'è indubbio che il film avesse anche momenti
drammaturgicamente riusciti, che non delegasse tutto al suo
"dogmatismo"... I due protagonisti, per esempio, erano
personaggi compiuti, ben definiti... Peccato, piuttosto, per il finale che
amplifica quello che è un difetto di tutta l'opera: una certa
prevedibilità di sviluppo, una narrazione che procede in modo abbastanza
scontato. Non c'è nessuna scossa salutare, l'autore si rifugia nel
rassicurante stereotipo.
GP - Il mio addio al festival con O SEGREDO DA MUMIA, invece, non saprei
come giudicarlo. La prima domanda è: ma il simpatico Ivan Cardoso ci è o
ci fa? La cosa interessante è che non si riesce a capire esattamente
quanto la serie Z sia cercata e trovata e quanto sia semplicemente
trovata... in sostanza, comunque, la mia teoria è che Cardoso cerchi la Z
cool ma fallendo trovi una Z più "profonda" che sfugge
al suo controllo e che si stratifica ad libitum fino a sconfinare
nell'ontologicamente "brutto"...
LP - Io direi piuttosto che tutta questa esagerazione non è mai
spontanea, che si avverte il calcolo anche della sguaiatezza: alla fine è
tanta la leggerezza che si accumula che il film diviene paradossalmente
pesante e succede che non ridi nemmeno più...
GP - ... e cominci a sbadigliare, sbadigliare e sbadigliare... beh, si è
fatto tardi, il Festival per me è già un ricordo e domattina un costoso
Inter City mi riporterà alla grigia routine quotidiana, dopo 8 giorni di
un ling8 anche troppo pieno di film... una vera scorpacciata a rischio di
rigetto . Certo domani è venerdì... cosa esce di buono al cinema? |