VOCI LONTANE, SEMPRE PRESENTI: ECHI DAL TFF

a cura di Luca Pacilio & Gianluca Pelleschi

 

8 Novembre
9 Novembre
10 Novembre
11 Novembre
12 Novembre
13 Novembre
14 Novembre
15 Novembre

 

 

 

Torino 8 Novembre 2002

LP - L'altro giorno parlavo con SS e gli chiedevo che senso avesse presentare ad un Festival, in apertura, un film come INSOMNIA che esce oggi in tutti i cinema, e lui mi ha detto: "Serve a vederlo in lingua originale". Ora posso appoggiare questa teoria a ragion veduta e udita. Per quanto Pacino sia uno degli attori meglio doppiati è escluso che la versione italiana possa anche minimamente restituire le sfumature rugginose della sua voce sulla quale il mattatore fa un lavoro sopraffino.

GP - Mah, col massimo rispetto per il sempre ottimo SS, mi pare davvero poco plausibile che la scelta di INSOMNIA sia stata guidata da intenti linguoriginalistici... Se è questo che voleva dire... O voleva dire che non lo sa ma intanto ci becchiamo un Pacino in megaspolvero con le sue inimitabili vette semiafone e raucedinose che fanno la loro porca figura? Io ti risponderei: "Non so perché hanno scelto INSOMNIA ma intanto ci becchiamo un Pacino in megaspolvero con le sue inimitabili vette semiafone e raucedinose che fanno la loro porca figura". Inimitabili. E ho detto tutto.

LP - Cosa pensi di questa nuova collocazione del Festival? La prima sensazione su questo manifestazione tutta indoor è stata un po' traumatica ma dopo un po' mi ero già abituato... Forse è il caso di attendere i prossimi giorni per vedere come verranno gestite le 11 sale, in apertura già sentivo malumori per alcune proiezioni in sale troppo piccole, ma credo che la cosa possa funzionare...

GP - Funzionerà. E te lo dice uno che in vita sua non ha mai partecipato a un festival prima di oggi. Scherzi a parte a me 'sto Lingotto non sembra malaccio, certo fa molto centro commerciale, molto global, ma in fondo chissenefrega? Ci vuole altro per indignare la nostra generazione cinica, (auto)ironica e ormai insensibile a grandi temi e massimi sistemi. Ben venga il megamultisala asettico e impersonale, che tutto sommato ha belle sale, begli schermi e buon audio. Resta fermo, in effetti, il problema capienze, ma credo basterà un po' di oculatezza organizzateva nella scelta di quel film in quell'orario in quella sala. Una sola proiezione prevista per De Palma però, diciamolo, è una cazzata.

LP - Sì, è decisamente una cazzata, si prospetta levataccia e megafila ma per Brian si fa questo ed altro... Faremo a pugni? Spero di sì, che il risultato finale sia catartico ad ogni livello... Comunque l'apertura con l'indefinibile PUMPKIN è stata un bel colpo... Tutti a dire: mah... Insomma... Però.... Ma in sala non si parlava d'altro: è un film che ha in sè tre dibattiti minimo, la classica pellicola che si tira la recepippa... Direi che non ce la faremo mancare... Comunque la Ricci produce e interpreta un prodotto trasversale in cui il confine tra parodia, cinismo e mero omaggio al sottogenere è labilissimo...

GP - Sì, PUMPKIN m'è parsa una gran cosa per aprire il festival, molto "dibattibile"... è il classico film che se incontri il tipo che non ha colto l'ironia e l'intento parodico e lo bolla come "il tipico film bla bla" lo puoi strapazzare ben bene e farlo sentire il neanderthal degli spettatori, se trovi quello che ha colto (almeno in parte) il senso dell'operazione e lo definisce "un film cattivo bla bla" lo puoi trattare con sufficienza e fargli capire che s'è fermato solo alla superficie della stratificazione e bla bla, se poi incontri quello che la pensa come te puoi sempre guardarlo dall'alto in basso e fargli capire che "sì. ecco. arrivi tu,  meno male me l'hai spiegato 'sto film... tze... quando io davo questo tipo di chiave interpretativa tu ancora ti masturbavi su full metal jacket. Coglione."

LP - Ieri ci siamo anche dati al cinema di serie B con il protomortiviventi di THE PLAGUE OF ZOMBIES di Gilling... Che tenerezza. E oggi si pesca nel torbido: improvvisazione a manetta direi, come nella più classica tradizione torinese (io non lo voglio dire ma lo dico lo stesso: Steve Della Casa gongola, gongola gongola: questo mi pare rassicurante... O gongola perché è l'ultimo mandato e pensa tra sé e sé: come va va, tanto poi...).

GP - Sul film di Gilling, che dire: il villaggio, la casa nel bosco, le bamboline vodoo fatte col das, il cerone, il succo di pomodoro, gli "zòòmbiii" pronunciati così...

LP - Zòòmbiiiiiii...

 

Torino 9 Novembre

LP - Ieri dunque abbiamo fatto la conoscenza di questo Fessenden, autore dei più che interessanti NO TELLING e HABIT...

GP - Ben più che interessanti, direi. "Frankenstein" rurali e "Dracula" urbani di difficile catalogazione, horror con sprazzi quasi lirico-poetici (o lirismo poetico con spra/uzzi horror?), echi di lynchianesimo doc e del Ferrara di DRILLER KILLER (e non solo di quello). Più che interessante, 'sto Fessenden, mica un fessacchiotten qualunque (direttore, se vuoi taglia).

LP -  Ma il direttore non taglia mica... Lo sa che sennò rischia le dimissioni in blocco...  Cmq sì, al di là delle numerose defezioni in pieno NO TELLING da parte di signorini e signorine dallo stomaco delicato, questo regista è una rivelazione.... E manca all'appello quello che sulla carta sembra essere il suo film più interessante, WENDIGO, che beccheremo oggi...
Altro evento: la figuraccia con John Milius. Giunto a presiedere la proiezione del suo primo lungometraggio DILLINGER si è trovato di fronte ai titoli di SCHIZOID di Lucio Fulci... Pare che la United Artists abbia fatto un casino con le copie che riportavano tutte la indiscutibile targhetta col titolo miliusiano... A quel punto, pur di far qualcosa mi sarei beccato anche la Bolkan ma non sarebbe stato carino nei confronti del barbuto+panciuto regista... Invece nisba: abbandono della sala e vagamento-vagamente zòòmbiiii nello pseudo centro commerciale del Ling8...

GP - Figura di merda delle più imbarazzanti, quella con babbonatale Milius... in compenso, del Nostro abbiamo fatto in tempo a vedere il fondamentale MARCELLO, I'M SO BORED (classe 1966), quel corto (quasi interamente) d'animazione del quale al momento mi ricordo solo che sembrava una roba del 2002 confezionata per scimmiottare certi favolosi anni '60... inutile. Più o meno come quegli ignobili 5' di Visconti o quell'USHER che nemmeno ne " Il Pomeriggio di RAI2". O No?

LP - USHER è stato piuttosto deludente in effetti, poteva essere il classico film pennichella, ideale per affrontare con lucidità gli altri eventi filmici... Peccato che durasse solo 40 minuti, troppo poco anche per un sonnellino ristoratore... Certo che però il vero evento di ieri è stato DARK WATER, inquietudine+spavento di altissimo livello in ambiente condominiale... Ma del resto era un film di Nakata Hideo, il regista di RING, mica pizza e fichi...

GP - Su DARK WATER niente da dire: film de paura da paura.

LP - Ma adesso basta chiacchiere: tra poco si entra nel ritmo di DePalma....

 

Torino 10 Novembre

GP - Allora ci siamo beccati De Palma, finalmente, e ci sarebbero davvero da dire un mucchio di cose... il solito incanto, cmq: m'è parso un De Palma più "sfrenato" del solito, ancora meno legato alla coerenza narrativa e sciocchezzuole simili...

LP - Sì, d'accordo... Massimo divertimento... Un film con un un mucchio di spunti.... Vecchio e nuovo... E la trama sotto il tacco...

GP - Vogliamo parlare della mezza delusione e mezzo che è WENDIGO del nostro nient'affatto fessacchiotten Fessenden? A me è parso davvero debole nonché molto meno "personale" di HABIT e NO TELLING. Resta un Horror atipico e vagamente interessante ma ha troppe cadute e perfino qualche puntatina nel ridicolo involontario... certi scivoloni naif (vedi l'apparizione della "creatura"), o sei Lynch e allora ti puoi permettere tutto, o sei giapponese e allora te li passano, oppure...

LP - Non sarei così severo... A me è parso buono, soprattutto nella prima parte... La seconda è un po' più appiccicatina ma alla resa dei conti è un film che regge... Rimane una bella scoperta. E non parliamo di giapponesi per favore... Il delirio della trippa che è ICHI THE KILLER di Takashi è talmente continuo da diventare piatto... Insomma se nel bel mezzo dell'ennesimo sbudellamento ti vien voglia di farti mezz'ora di sonno è evidente che qualcosa non funziona... E non mi va di parlare nemmeno dell'apologia della Generazione Skate che è DOGTOWN AND Z-BOYS... Documentari (auto)prodotti per (auto)celebrazioni...

GP - ICHI THE KILLER poteva essere un corto divertente, diciamo una ventina di minuti di serrati ribrezzi... certo che il titolo che emerge dallo sperma è curioso... vabbè.

LP - Effettivamente, massimo rispetto per il titolo spermatico...

GP - Riguardo a DOGTOWN, direi che è quanto di più fastidioso, inutile, patetico, immorale... ecchecazzo... questa combriccola di 50enni rugosi e imbolsiti che tronfi si biascicano frasi tipo "eravamo veramente ribelli", "cazzo Joe era completamente fuori di testa", "non potevi essere dei nostri se non eri un vero duro". Eravate degli stronzi di skaters, ragazzi, guardate di volare basso.

LP - In effetti volavano nelle piscine, che sono scavate nel terreno... Massì... Questo Jay Adams che da ragazzino efebico diviene un detenuto tatuato e che fa della sua vita spericolata (ma dove? All'improvviso erano sponsorizzati dalla testa ai piedi) l'emblema dell'America anno '70 (la loro America degli anni '70, quella che conoscevano solo loro e quei quattro esaltati che si compravano riviste "storiche" - per chi?- come SKATEBOARDER)... La ribellione del teppista che ruba la parrucca della vecchietta sul pulmino della scuola.... diosantissimo....

GP - Piacevole sorpresa, invece, l'argentino UN DIA DE SUERTE di tale Sandra Gugliotta: benché la sinossi non promettesse davvero nulla di buono, il film è ben scritto, girato con uno stile documentaristico efficace e recitato benissimo (la protagonista Valentina Bassi, brava e con un bel paio di tette, ha fatto innamorare ST e non sarò certo io a biasimarlo). Questa Gugliotta è ragazzuola dotata e sensibile da non perdere di vista...

 

Torino 11 Novembre

GP - Giornata fiacchetta risollevata da uno strepitoso Frankenheimer in chiusura, no? Anche se i déjà-vu di HARDCORE e THE SEARCHERS erano stati tutto sommato cosa buona e giusta... HARDCORE in particolare non è che me lo ricordassi un granché: buon film, direi, ricco delle tipiche suggestioni teologico-religiose schraderiane (e ovviamente scorsesiane). Però: posso azzardare un'eresia? Il comprovato, consolidato fatto che H. sia proprio il (uno dei) "remake" di SENTIERI SELVAGGI non è che mi convinca tanto... parlerei più di "ispirazione" visto che le sostanziali differenze etico-morali, le implicazioni sono... "sostanziali". Voglio dire, i botta e risposta che si sentivano in giro - "che danno in sala 7?" "HARDCORE" "ah sì [con sufficienza], il remake di SENTIERI SELVAGGI..." - col senno della re-visione m'hanno quasi innervosito... bah, ma che mi dilungo a fare su una questione vecchia come il cucco sulla quale ho torto marcio?...

LP -  Sì, è giusto parlare di ispirazione pura e semplice... Hai ragione. E comunque rimane il dubbio che la copia in visione al Festival fosse abbondantemente tagliata... Anche l'incontro con Milius è stato interessante: il regista sembra non atteggiarsi affatto ad autore controcorrente ed imprevedibile: semplicemente lo è... E mi ha trovato d'accordo sull'atteggiamento critico nei confronti di APOCALYPSE NOW REDUX ("le parti inedite non andavano inserite: è chiaro che Coppola era drogatissimo quando le ha realizzate" ha detto). Hai notato come alla domanda sul suo attuale rapporto con Schrader abbia elegantemente glissato?

GP - John "chisonoiobabbonatale?" Milius anche a me è sembrato un "gran" personaggio, dava risposte molto dirette, mai stupide e liquidava in tre parole le domandine più inutili. Fra parentesi, ha dato del drogato anche a Oliver Stone ("quando ha scritto la sceneggiatura di CONAN dovevi essersi strafatto di qualche acido, quello script non aveva alcun senso"), il che ci ha fatto ridacchiare come pargoli che sentono la maestra dire in classe una semiparolaccia "consentita", qualunque cosa significhi questo paragone...

LP - Di SENTIERI SELVAGGI si è visto in compenso una copia spettacolare... Il vecchio cult continua a mantenere tutta la sua suggestione.

GP - Perfettamente d'accordo. Rivedendolo non ho potuto non ripensare a quello che scrive Lethem di John Wayne in In difesa di Sentieri Selvaggi - scene da un'ossessione (da "A ovest dell'inferno"): "una grande star può essere esaminata come un coacervo di sintomi nevrotici, una malattia, l'incarnazione di una catastrofe, e al tempo stesso agire come creatura dotata di libero arbitrio e statura morale, come personaggio le cui scelte hanno un peso" per poi ri-chiedermi per l'ennesima volta: "bella frase, sono d'accordo, ma che cazzo vorrà dire di preciso?". Scherzo... ?

LP - Mi fa piacere che tu citi Lethem: credo che i saggetti su SENTIERI SELVAGGI e STAR WARS siano due cosette che ogni cinefilo o sedicente tale dovrebbe leggere... Pieni di amore. Di Frankenheimer si può dire che il suo televisivo PATHS OF WAR è un più che degno epitaffio. Due ore e 40 minuti senza un attimo di pausa: il racconto per immagini dei delicatissimi anni della presidenza Johnson rappresentano l'esito felice di un'operazione che Oliver Stone ha sempre cercato di fare senza mai riuscirci. E Michael Gambon è da urlo: monumentale. Esistesse qui a Torino un premio all'interpretazione, il grande attore inglese l'avrebbe già vinto...

GP - Niente da dire. Gambon semplicemente s-t-r-e-p-i-t-o-s-o e il film è una gran cazzo di figata, oh yeah... che dici, è tardi per darmi alla carriera di fottuto skateboarder?...

 

Torino 12 Novembre

LP - Ieri giornata campale senza un attimo di sosta dal mattino fino alla notte. Io non avevo mai visto CONAN IL BARBARO e, tutto sommato, stavo bene anche senza... Mi colpisce molto il culto che c'è intorno a Milius, questi appassionatissimi che conoscono tutti i suoi film a menadito, Roy Menarini con la monografia sotto il braccio (ma gli piacerà davvero?)... Ma CONAN non mi ha colpito. Da nessun punto di vista, mi pare una delaurentiisiata già datata... L'attrice che sembra Rita Rusic in Attila (o viceversa), con tanto di mascara ante litteram... Sarò riduttivo?

GP - Il De Laurentiis touch è evidente e immediatamente riconoscibile... meriterebbe forse un approfondimento e magari qualche tesi di laurea: come fa a contaminare di tristezza e infinita sciatteria qualunque sua produzione? CONAN in effetti non va molto oltre i vari SHEENA o come cazzo si chiama di Italia1, quei Fantasy girati nelle pinetine sottocasa con qualche Swatch che spunta ai polsi dei guerrieri unti di vasellina e i guardiani dei templi in pvc che sfoggiano stefaneliani haski (si scrive così?) multicolore. CONAN è un po' così, soprattutto per quanto riguarda gli haski, ed è comunque invecchiatissimo. Dubbio: è mai stato giovane?

LP - Mi sa che il Distruttore sei tu e non Conan... Quanti ci odieranno per quanto stiamo dicendo? Di MARATHON di Naderi cosa dire? Le intenzioni erano ottime e il film ha alcuni spunti interessanti ma m'è parso anch'esso ampiamente imperfetto...

GP - MARATHON... boh, non saprei. Di certo so che non è il mio cinema, che mi sono fatto due palle tante, m'è sembrata la solita buona idea per un corto dilatata oltremisura in un lungo che pretende di non essere pretenzioso ma che in definitiva lo è. Restano le due palle tante. In compenso, si erano appena cominciate a sgonfiare (le palle, dico) che m'è arrivata la mazzata Fitoussi... oddio... l'uomo che esiste a giorni alterni poteva pure essere una buona idea, ma il film è un esilissimo esercizio di stile inesistente farcito di parafilosofia (per me) incomprensibile...

LP - Ma tu ieri eri decisamente negativo, non ti andava bene nulla, tra un po' mi stroncavi anche la splendente Rebecca Horn e la sua installazione luminosa al Monte dei Cappuccini che, dico, è assoluta... LES JOURS OU' JE N'EXISTE PAS ha anche dei buoni momenti non starei a farlo a pezzi con tutta la fetenzia che c'è in giro... Certo anche lì non tutto è all'altezza delle intenzioni... Ieri mi pare che l'unico a divertirsi sia stato LG che non poteva mancare alla presentazione del Castoro di Mann scritto da Bocchi. Su Wiseman, che l'anno scorso ci folgorò con PUBLIC HOUSING, cosa dire? Stilisticamente impeccabile ma un po' troppo lirico, no? Si sente che vuole essere toccante ma la letterarietà del recitato finisce col raffreddare tutto...

GP - In effetti ieri ero un po' acidognolo, e non posso neanche dare la colpa al ciclo mestruale... Chissà, mi sarò svegliato male, fatto sta che anche LA DERNIERE LETTRE non m'è piaciuto e mi sa che c'hai ragione tu sui motivi del sostanziale fallimento del film. In effetti m'è parso didascalico da qualunque punto di vista lo si guardi, assolutamente freddo, assolutamente piatto. Mio compagno di noia della giornata, a giudicare dai commenti "incrociati" nei corridoi del Pathé, m'è parso il collega LB che faceva la stessa smorfia di moderato disgusto dopo qualunque visione... L'abbiamo lasciato all'entrata di ICHI THE KILLER, chissà com'è andata... Mi sa che "il moderato disgusto" s'è fatto meno moderato...

 

Torino 13 Novembre

GP - Abbiamo iniziato benone no? THE RULES OF ATTRACTION di Avary, oltre a essere belloccio in generale, aveva delle cose davvero ottime... due su tutte: la sequenza dello split screen che si "de-splitta" e il fiocco di neve che diventa lacrima. In compenso la chiusura di giornata è stata una vera merda. Qui c'è un'evidente lacuna legislativa: a certi film non dovrebbe essere concessa la proiezione su nessuno schermo di pubblico accesso...

LP - Per TROA ammetto di aver avuto la stroncatura in canna, come sempre mi capita per film che sono tratti da miei romanzi culto. Invece mi sono trovato di fronte a un'opera davvero riuscita, una delle cose più carine viste a questo Festival... Su ALTAR della Azevedo Gomez che ha chiuso in bruttezza la nostra giornata non ho parole... Io volevo andare a vedere il documentario su John Woo... Ma ST, che quando si tratta di portoghesi va in pregiudiziale sollucchero, ci ha attratto nella maledetta sala con l'inganno... E alla fine era anche più schifato di noi. Gli avrei anche negato il passaggio in macchina, tanto per punirlo... Il commento migliore al film l'ha fatto LG alla fine della proiezione: un minuto di ininterrotte pernacchie sui titoli tra lo stupore e le risatine generali... Comunque al termine dell'ora e passa di tortura notavo un generale sollievo. E' un fatto: quando ti serve addormentarsi non c'è verso di prendere sonno!

GP - Le pernacchie erano sacrosante. E' in effetti un film incredibile che arriva tra parentesi in un momento chiave del mio percorso di formazione "critico" (percorso fermo all'abbecedario dal quale mai si staccherà). In buona sostanza, sto lentamente depennando alcuni termini dal mio già limitato vocabolario recensorio perché li ritengo in realtà scappatoie semplicistiche, viete nonché fruste. La nota triste della storia è che mi accorgo che non ho alcuna alternativa decente da dare in pasto ai nostri impagabili lettori, così sento la crisi depressiva che si riaffaccia dai meandri nella quale fingo di illudermi di averla momentaneamente relegata, e mi dico: "cazzo ma allora faccio davvero schifo! Dove trovo l'insolenza di sbatacchiare i polpastrelli su una tastiera?"... ho perso il filo... che stavo dicendo? Ah sì: ALTAR è un film decisamente pretenzioso...

LP - Non mi sembra il caso di consentire all'autrice portoghese, anche simpatica per giunta, di scatenare depressioni e crisi di coscienza... Io risolverò il dilemma non scrivendone affatto: rischierei di concludere il trattatello come fece AZ da Venezia quando parlò di KEN PARK: con un sonoro e squillante "Ma vaffanculo". In compenso i due film in concorso visti ieri mi sono parsi più che dignitosi. Non capisco l'accanirsi di tanti su BUNGALOW di Kohler: a me è parso dignitoso... C'è chi ha detto (sai chi): "LP quest'anno è meno spietato del solito...". Ma queste sono persone che a Venezia 2002 non c'erano e non hanno potuto toccare con mano la vera essenza dell'Infimo Cinematografico...

GP - Su BUNGALOW mi trovi d'accordo... guardavo e mi dicevo: - eppure dovrei annoiarmi! Perché non m'annoio? - Oh, non c'è stato verso, sveglio e vigile fino al bel finale. Idem con patate per il tunisino SATIN ROUGE, che m'è parso onestissimo film scritto e girato con delicata sensibilità. Ma prima avevo iniziato un discorso importante, mi stavo mettendo a nudo, stavo in effetti firmando la mia eutanasia recensoria nero su bianco... che volevo dire di preciso... boh... vogliamo intanto parlare del corto brasiliano che ha preceduto SATIN ROUGE? Voglio dire, con tutti i problemi economici che c'hanno in Brasile, coi bambini che muoiono di fame nelle favelas, vanno a tirar fuori soldi (complice Bressane, del quale a questo punto mi vanto di non aver visto niente) per darli a questo pischello di Bruno Safadi? Cazzo, 20' appena ma così pretenziosi...

LP - Ma tutti quei pestaggi casuali e non uno sacrosanto: quello del regista!

 

Torino 14 Novembre

GP - Giunse alfine il giorno di SPIDER. Sarebbero davvero tante le cose da dire ma tra tutte una si impone come necessaria e imprescindibile: mi riferisco ovviamente all'individuo che ci siamo beccati all'uscita del film. No, dico: l'hai sentito? Tronfio e già in semierezione indottrina la sua dolce, bionda metà - "vedi Cronenberg bla bla il corpo e le mutazioni bla bla i binari paralleli bla bla" - ok, mi dico, vuole farsi bello con la tipa: i pavoni fanno la ruota, i piccioni tubano e lui spara le solite 3-4 vaccate su Cronenberg che ormai sanno anche i celenterati, fin qui... ma poi continua - "guarda, questi caproni (fa un gesto semicircolare del braccio destro) non lo sanno, ma Cronenberg ha fatto anche film come M.BUTTERFLY che... (seguono altre risaputissime vaccate)" - Sangue alla testa. No, dico... avesse almeno citato FROM THE DRAIN, magari CRIMES OF THE FUTURE... questi caproni?... CAPRONI? Ancora un po' e con un pugno gli rompevo le lenti a contatto...

LP - Ma tu ti devi foderare le orecchie... Si rischia la rissa ogni minuto altrimenti... Ci voleva una situazione alla IO E ANNIE con Cronenberg che spuntava da dietro l'angolo e diceva: "Ho letto tutto quello che ha scritto su di me e non ha capito nulla: lei crede che ogni carne sia scarna etc...". In ogni caso all'uscita pensavo solo al caffè che avrei preso, alla fetta di torta surgelata che l'avrebbe accompagnato e alla sigaretta che di tutto mi avrebbe consolato... Comunque a me Cronenberg non è piaciuto affatto e in generale ieri poco ho visto che mi abbia davvero convinto: la commediola TOY LOVE di Sinclair strappava due sorrisi ma dopo venti minuti sei già lì che guardi l'orologio, BENT KELTOUM di Charef, con una protagonista che sembra Irene Pivetti new look, era la solita tirata sulla condizione femminile in Algeria. Ci sarà qualcuno che vedrà in questo film l'ennesimo remake di SENTIERI SELVAGGI (sto scherzando)?

GP - Certo che ci sarà, ci sono io, tanto per cominciare. La mia vita è ormai consacrata a dimostrare che una percentuale oscillante tra il 77 e l'82% dei film in circolazione sono remake di SENTIERI SELVAGGI. Lo faccio, sia detto per inciso, non per affermare la grandezza del film di Ford elevandolo a prototipo archetipico ed esemplare di sviluppo narrativo-filmico, ossia forma, dispositivo e modello reiterabile e applicabile a qualunque modus narrandi cinematografico, ma bensì per semplice, infantile reazione alla convinzione generale e comprovata che HARDCORE di Schrader sia evidentemente un remake di SENTIERI SELVAGGI. Dunque: BENT KELTOUM è evidentemente un remake di SS (aka SENTIERI SELVAGGI, non Stefano Selleri). Lo dico loud & clear e me ne assumo tutte le responsabilità.

LP - Sarei d'accordo: è evidente l'intento di rovesciare l'archetipo "zio cerca nipote in zone depresse" con "figlia cerca madre ma incontra zia in zona desertica"... E se poi si scopre, come si scopre, che la zia non è altro che la madre e la madre non è altro che la zia ecco che l'ansia derivativa di Charef si trasforma in intento confusivo e insufflativo del fatale dubbio: era dunque John Wayne il padre di Natalie Wood? E adesso ti voglio su SATIN ROUGE di ieri che, a questo punto diventa un altro tassello della nostra teoria: SENTIERI SELVAGGI è fonte di (quasi) ogni prodotto filmico.

GP - L'hai detto, amico. Pensa un attimo a SATIN ROUGE: madre dimessa tutta casa e moschea si avventura in un torbido mondo "altro" per ritrovare (metaforicamente) la figlia. E HARDCORE? Padre dimesso tutto casa e chiesa si avventura in un torbido mondo "altro" per ritrovare la figlia (dove lo "stacco" metaforico di SATIN ROUGE rispetto ad HARDCORE non fa che rendere l'evidente legame tra i due film ancor più affascinante). Ora, appurato che SATIN ROUGE è un evidente remake di HARDCORE e che HARDCORE è un evidente remake di SENTIERI SELVAGGI... devo aggiungere altro? Non ho inventato io la proprietà transitiva...  

LP - Anche il corto svedese di oggi era un remake dell'Archetipo chiave: due fratelli svedesi che lavorano in una segheria si recano in Africa a riparare i macchinari dei lavoratori del luogo. L'origine dei loro strumenti viene alfine rinvenuta in un mondo "altro" e... Vabbé, basta.

 

Torino 15 Novembre

GP - Allora, che ti sei perso? Ah sì, il jappo delle 12&15 SHIRITSU TANTEI YOKOHAMA MIKE: NAMAE NO NAI MORI (MIKE YOKOHAMA: A FOREST WITH NO NAME), sul quale ho già detto abbastanza riportando il titolo per intero, credo... anche perché non saprei davvero cosa dire: immagini sgranate, molta camera a mano, personaggi e storia ai limiti dell'assurdo/inconcludente tipicamente japanese e la sostanziale sospensione di giudizio che in molti casi il tipicamente japanese "impone". Boh!

LP - Contento di essermelo perso allora... Stamattina imprevisti mi hanno allontanato per un paio d'ore dal "Palais Rouge" del Ling8... Sono tornato giusto in tempo per l'inglese in concorso: forse un po' troppo lungo ma la tenuta c'era... Il concorso quest'anno era mediamente migliore delle scorse edizioni. Sui corti non mi pronuncio me li pappo domani in successione, come da tradizione fine festivaliera. Tu non ci sarai e ti perderai la proclamazione del vincitore... Intanto ti sei accomiatato da questo TFF col brasiliano O SEGREDO DA MUMIA di Cardoso... Serie Z che si bea di qualunque assurdità, ben lontana dalla genialità di un Russ Meyer... Io avevo un occhio socchiuso ma sentivo gli urletti di LG alla mia sinistra...

GP - L'inglese in effetti non era malaccio, anche se ho sempre più l'impressione che la camera a mano dogmatica (usata bene) sia diventata una specie di "captatio benevolentiae" dello spettatore, del tipo: "beccati 'sto fighissimo girato traballante e "realistico" e non rompere troppo i coglioni quando il film comincia a girare a vuoto, in fondo qualche idea buona c'è no?". Più o meno. Comunque mi pare esattamente il caso di questo THIS IS NOT A LOVE SONG.

LP - Sì, è indubbio com'è indubbio che il film avesse anche momenti drammaturgicamente riusciti, che non delegasse tutto al suo "dogmatismo"... I due protagonisti, per esempio, erano personaggi compiuti, ben definiti... Peccato, piuttosto, per il finale che amplifica quello che è un difetto di tutta l'opera: una certa prevedibilità di sviluppo, una narrazione che procede in modo abbastanza scontato. Non c'è nessuna scossa salutare, l'autore si rifugia nel rassicurante stereotipo.

GP - Il mio addio al festival con O SEGREDO DA MUMIA, invece, non saprei come giudicarlo. La prima domanda è: ma il simpatico Ivan Cardoso ci è o ci fa? La cosa interessante è che non si riesce a capire esattamente quanto la serie Z sia cercata e trovata e quanto sia semplicemente trovata... in sostanza, comunque, la mia teoria è che Cardoso cerchi la Z cool ma fallendo trovi una Z più "profonda" che sfugge al suo controllo e che si stratifica ad libitum fino a sconfinare nell'ontologicamente "brutto"...

LP - Io direi piuttosto che tutta questa esagerazione non è mai spontanea, che si avverte il calcolo anche della sguaiatezza: alla fine è tanta la leggerezza che si accumula che il film diviene paradossalmente pesante e succede che non ridi nemmeno più...

GP - ... e cominci a sbadigliare, sbadigliare e sbadigliare... beh, si è fatto tardi, il Festival per me è già un ricordo e domattina un costoso Inter City mi riporterà alla grigia routine quotidiana, dopo 8 giorni di un ling8 anche troppo pieno di film... una vera scorpacciata a rischio di rigetto . Certo domani è venerdì... cosa esce di buono al cinema?

 

 

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