THE
WEATHER MAN - L'Uomo delle Previsioni
(The Weather Man)
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La vita di David Spritz conosciuto come "L'uomo delle previsioni". |
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Hello America Girare un film sobrio e divertente ma allo stesso tempo originale non è un’operazione che molti registi riescono e realizzare, soprattutto se si cerca di trasmettere un messaggio che per quanto semplice sia risulta curioso ed esplicativo del malessere sotterraneo che è parte integrante di un certo strato agiato delle società americana. L’uomo delle previsioni David Spritz ha due figli ed è divorziato dalla moglie; insoddisfatto della sua esistenza, vive costantemente nel timore di tradire le aspettative che suo padre, il grande scrittore Robert Spritz, ripone in lui. L’incapacità di affrontare una vita da adulto, caratterizzata da scelta importanti e da responsabilità chiaramente maggiori e crescenti rispetto alla passata giovinezza, risulta un peso insopportabile per questo ragazzo che ancora non si sente un uomo e che deve trovare la sua dimensione all’interno di questa collettività, dove apparentemente è impossibile avere dei problemi, ma che in realtà rende insoddisfatti tutti per un verso o per l’altro, dove le gioie sono effimere ed i rapporti umani risultano caratterizzati da una superficialità ed un opportunismo disarmanti. Usando spesso la strategia del flashback, il regista Gore Verbinski fa luce sul passato di David (esilarante il racconto di tutto quello che i suoi “ammiratori” gli hanno tirato addosso, dal felafel alla Coca Cola) ed arriva in maniera delicata, non andando mai sopra le righe, a tessere una trama compatta e lineare che indubbiamente non ha nella fantasia o nel colpo di scena le sua armi migliori, ma che riesce con precisione a rappresentare i personaggi che la animano, rendendo la visione di questa produzione oltremodo gradevole, e stimolando nello spettatore una sorta di immedesimazione nel protagonista, che lotta giorno dopo giorno per conquistare il suo posto al sole, rendendosi perfettamente conto di quanto la sua vita si sia allontanata, previsione dopo previsione, da quello che lui sperava sarebbe stata. Non viene indicata in questa opera una strada precisa per affrontare l’esistenza, ma ci viene mostrato un modo per salvarsi, giusto o sbagliato che sia, che non produrrà la migliore delle esistenze possibili, ma che appare l’unico, simboleggiando un compromesso al quale bisogna scendere per sopravvivere. Nobilitano la resa finale della produzione le prestazioni del convincente Nicolas Cage e di un Michael Caine immenso e sempre perfettamente sul personaggio, contribuendo a rendere piacevole ed interessante la visione di questo scorcio d’America, che ogni giorno si sveglia sempre più tristemente uguale se stessa. Matteo Catoni L’uomo senza qualità Dave Spritz si può considerare un uomo arrivato: ha un lavoro come metereologo televisivo molto ben remunerato, un padre premio Pulitzer, una moglie da cui è separato e due figli. Eppure, nonostante gli agi di una vita in discesa, il bilancio di mezza età non è positivo e pende inesorabilmente verso l'infelicità. A ben guardare, infatti, dietro l'apparenza delle tappe sociali compiute al momento giusto, non c'è un solo aspetto della sua esistenza che gli procuri reale soddisfazione. Il lavoro è un "vuoto pneumatico" per cui non sono richiesti particolari talenti, se non telegenia e capacità di muoversi con destrezza davanti a un blue-screen. La ex-moglie lo odia ed è in procinto di risposarsi, la figlia è grassa e indolente, il figlio è in cura da più psicologi, non tutti affidabili, e il padre, dalla personalità schiacciante, si scopre malato di tumore. Per Dave Spritz è arrivato il momento di reagire, di tornare a sorridere, ma la risalita, dopo anni spesi colpevolmente a porsi le domande sbagliate, non sarà facile. Le fiacche premesse di un'ennesima variante al rodato copione della "seconda opportunità", vero e proprio chiodo fisso della cultura americana, si scontrano fortunatamente con una sceneggiatura in grado di evitare retorica e melassa. Steve Conrad imprime infatti alla narrazione un taglio tutt'altro che edificante, riuscendo anche ad evitare di crogiolarsi nella mestizia del perdente. Il protagonista vaga in un limbo di mediocrità che, pur con un filo di speranza dato dalla consapevolezza, resta tale anche dopo la parola fine. Nelle mani di Gore Verbinski, abile professionista della macchina da presa privo di un "tocco" riconoscibile, il brillante copione di Conrad si ammanta di tonalità plumbee e di una regia al servizio del racconto e degli interpreti. Determinante quindi il contributo del cast, in cui si distinguono un Michael Caine carismatico e silente e un Nicolas Cage in perfetta sintonia con l'interiorità del personaggio (basta vedere il contrasto tra lo sguardo di perenne afflizione e il gaudio simulato nelle apparizioni televisive). Efficace l'ambientazione in una Chicago invernale, idoneo contrappunto al gelo degli stati d'animo, valorizzata dalla fotografia livida di Phedon Papamichael, e perfetto il collante delle note reggae in salsa elettronica di Hans Zimmer. Per una volta la commedia ha il coraggio di essere adulta, di sporcarsi le mani toccando temi scabrosi e di cercare il sorriso, perlopiù amaro, senza sbracare nella gag fine a se stessa. Poi, alcuni passaggi sono fin troppo scoperti, come la metafora tra l'imponderabilità delle previsioni del tempo e il caos della vita; così come suona un po' didascalico l'utilizzo ripetuto di arco e frecce per rappresentare la volontà del protagonista di ritrovare un centro. Ma sono elementi perdonabili di quello che si caratterizza come uno dei più incisivi prodotti mainstream sull'altra faccia del sogno americano, quella fatta di grigiore, ordinarietà e frustrazione. A metà strada tra il geniale sarcasmo di "Election" e i luoghi comuni con stile di "American beauty". Luca Baroncini |
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Nicolas
Cage interpreta il ruolo di David Spritzel, nome d’arte in TV *Spritz*, un
conduttore televisivo *dal cognome rinfrescante* che introduce le
previsioni del tempo in un’emittente di Chicago, i cui facili successi
professionali non trovano riscontro nella vita privata costellata di
fallimenti e suscitano parallelamente le invidie dei comuni telespettatori,
che non perdono occasione per importunarlo. Annalisa Ghigo |
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Matteo Catoni 6½ |
Luca |
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