I
GUARDIANI DELLA NOTTE
(Nochnoj dozor)
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Trama |
La storia: L’eterna lotta tra l’esercito del bene e quello del male, in attesa che arrivi l’eletto a spostare gli equilibri e decidere quale fazione deve vincere. |
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Non è tutto oro quello che luccica Arriva dalla Russia il blockbuster “I Guardiani della Notte” prima parte di una trilogia tratta dai romanzi di fantascienza di Sergei Lukyanenko (che comprendono anche Day Watch e Dusk Watch). Diretto da Timur Bekmambetov, questa produzione desta curiosità ed attenzione, in quanto primo tentativo di proporre un cinema commerciale proveniente da una nazione, quella russa, decisamente avulsa a questo genere di produzione, che comunque, il pubblico di casa, ha gradito e non poco, visto che questo episodio uno ha incassato più di Spider Man 2. Purtroppo, ed è cosa giusta essere chiari sin dall’inizio, la visione di questa opera non giustifica neanche minimamente l’entusiasmo che l’ha spinta ad essere distribuita anche nelle nostre sale, visto e considerato che, nell’ambito del cinema di fantascienza degli ultimi anni, questo capitolo può tranquillamente essere archiviato come un tentativo fallito, come un progetto nato per stupire e che in realtà risulta sconclusionato ed inconcludente sin dalle prime battute. L’introduzione alla storia fa il verso in maniera clamorosa alle battute iniziali dei tre episodi della trilogia de “Il Signore degli Anelli”, con una voce off che narra le vetuste vicende che hanno portato all’attuale stato delle cose, ed alla stasi che si è creata tra le forze del bene e del male che attendono l’arrivo dell’eletto per capire chi vincerà; com’è evidente la trama non spicca per originalità, ma siamo convinti che una realizzazione che avesse puntato meno in alto, e con uno stile più sobrio, avrebbe reso il film godibile ed a suo modo divertente, invece di provocare sbadigli a profusione nel malcapitato fruitore, che ha come l’impressione di assistere ad uno spettacolo privo della propria colonna vertebrale, che non ha sostanza e solo un’indefinita forma. Purtroppo lo stile utilizzato dal Bekmambetov è un mix malriuscito di un videoclip con un lungometraggio, intervallato con delle inquadrature che vorrebbero sorprendere lo spettatore, ma che in realtà risultano essere solamente dei pacchiani esercizi di stile fini a se stessi e realmente fastidiosi per un occhio leggermente più esigente di quello di un teen ager alle prime armi con l’arte cinematografica. Gli spunti narrativi interessanti sono chirurgicamente eliminati sul nascere, e la trama va avanti a scatti, senza creare minimamente il pathos e la tensione che sono una prerogativa irrinunciabile per un prodotto del genere, ed alla fine delle visione molti punti rimangono oscuri, e dei passaggi narrativi appaiono incomprensibili, anche perché il regista pensa bene di usare la sua macchina da presa come se avesse un tic alla mano, propinandoci nei momenti cruciali e salienti delle inquadrature che durano in media un decimo di secondo, creando una sensazione di collage posticcio molto fastidiosa a dir poco. Certamente “I Guardiani della Notte” si può candidare senza nessun problema al premio di delusione dell’anno, e si spera che qualcuno, dotato di buon senso faccia ravvedere il regista dal terminare la trilogia, visto e considerato che altri due episodi potrebbero creare effetti letali nello sfortunato fruitore. Inutile ed a tratti dannoso. Matteo Catoni |
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Matteo Catoni 4 |
Alberto |
Niccolò |
Stefano Coccia 7 |
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