BROTHERS
OF WAR - Sotto due bandiere
(Taegukgi
hwinalrimyeo)
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Trama |
Dopo il macabro ritrovamento di ossa umane compiuto, ai giorni nostri, da un gruppo di archeologi coreani, si sviluppa un lungo flashback che illustra il legame tra quelle ossa e una serie di tragici eventi. Ne furono protagonisti due fratelli, partiti per il fronte nelle fasi iniziali della sanguinosa Guerra di Corea. |
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Fratelli coltelli Ripescato da noi in bassa stagione, Tae Guk Gi è stato fino ad oggi il film di maggior successo commerciale mai realizzato in Corea del Sud, con circa 10 milioni di biglietti venduti. Nei cinema italiani arriva, al solito, con un po’ di ritardo, dopo esser stato presentato nel 2004 al Far East Film Festival, dove ha anche raggiunto la seconda piazza di un podio importante, quale è a nostro avviso il Premio del Pubblico tradizionalmente assegnato a Udine. Il film di Kang Je-gyu, distribuito nelle nostre sale col titolo internazionale Brothers of War, può in realtà risultare indigesto per più di un motivo. Pur collezionando momenti di sicura presa popolare, un kolossal bellico pretenzioso come questo, che poggia le sue dinamiche spettacolari su una sceneggiatura schematica e a tratti superficiale, non può che apparire gonfio di retorica. Irrita in primo luogo la faciloneria con cui viene rievocato il dr
amma della Guerra di Corea, sanguinoso e devastante conflitto civile in cui il susseguirsi degli eventi venne più volte orientato dalle decisioni di potenze straniere. Qui, invece, lo sfondo storico si assottiglia paurosamente, per dare spazio ai differenti destini di due fratelli che nel ’50 partono verso la linea del fronte, andando incontro a vicissitudini che rischieranno di trasformarli profondamente; fino a creare le premesse di contrasti insanabili, per i quali è facile prevedere un esito tragico. Questo percorso iniziatico, purtroppo, è costellato da trappole emotive d’ogni tipo, associate a semplificazioni psicologiche, in base alle quali i personaggi scadono a pretesto per rappresentare le drammatiche conseguenze di comportamenti deviati e scatti d’orgoglio, di insopportabili crudeltà e sentimentalismi parimenti inopportuni. Stefano Coccia |
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Stefano Coccia 4½ |
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