SCHEGGE DI APRIL
(Pieces of April)

Scheda
Trama
Recensioni
Commenti
Spazio lettori
Voti

REGIA:    
Peter HEDGES

PRODUZIONE:  U.S.A.   -   2003   -   Commedia

DURATA:  80'

INTERPRETI:
Katie Holmes, Oliver Platt, Patricia Clarkson, Sean Hayes, Derek Luke, Susan Bruce, Alison Pill, John Gallagher Jr., Alice Drummond

SCENEGGIATURA: Peter Hedges

FOTOGRAFIA: Tami Reiker

SCENOGRAFIA: Rick Butler

MONTAGGIO: Mark Livolsi

COSTUMI: Laura Cunningham

MUSICHE: Stephin Merritt

Trama

April, ciambella senza buco della sua famiglia, invita quest’ultima a pranzo per il Giorno del Ringraziamento. Il forno guasto è solo il primo anello nella catena di inconvenienti.

Recensioni

 

 

 

Il volo del tacchino

La cinepresa è “lercia” come il ciarpame in casa di April, cibo e vita in scatola, incapace di rapportarsi con il parentado; se il confronto avverrà dinanzi ad un pingue tacchino, il film ne racconta i preparativi con minuzia e docile ironia. Della sua persona caotica, a tratti adorabile, afferriamo solo frammenti (in originale pieces), per induzione da gesti e occhiate quotidiane o semplicemente per sentito dire (il chiacchiericcio genitoriale). Montando parallelamente le vicende della ragazza ed il road movie dei familiari, afflitti da disparate disgrazie, l’esordio dello sceneggiatore Peter Hedges (ABOUT A BOY) è opera comica quanto un tumore: scegliendo la deriva dolceamara il film tratteggia alcuni brillanti passaggi esistenziali (la maldestra cucina di April) ma di fatto, esclusa la protagonista, non procede oltre il frusto album di caratteri. C’è tutto in APRIL ma (quasi) tutto è stereotipo: dal fidanzato e la vicina di casa nera sino agli orientali, passando per il maniaco vanesio – comunque il migliore alla meta – e, specularmente, le figure famigliari anch’esse incatenate alla macchietta. Se il film, con la sua sghangherata simpatia, riesce a traballare in piedi sono qualche passaggio esplicito (l’amore secondo Bobby) ed un finale volgarmente consolatorio, che annega il limone nello nello zucchero, a muovere il colpo mortale. Quando il cinema indipendente americano si accoda al mainstream: Hedges in virtù di un’idea esilissima dice cose già dette, lo stile sporco e sgranato non basta a renderle interessanti. Meglio la sola Katie Holmes, stavolta il tatuaggio sovrasta il talleur con autoironia.

Emanuele Di Nicola

Commenti

 

 

 

Spazio lettori

 

 

 


Emanuele
Di Nicola
5

Alberto
Zambenedetti

 

     
           
 

 

Homepage                         Prime visioni                         Archivio