NEVERLAND - UN SOGNO PER LA VITA
(Finding Neverland)

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REGIA:    
Marc FORSTER

PRODUZIONE:  U.S.A./GB   -   2004   -   Drammatico

DURATA:  106'

INTERPRETI:
Johnny Depp, Kate Winslet, Julie Christie, Radha Mitchell, Dustin Hoffman, Freddie Highmore, Joe Prospero, Nick Roud, Ian Hart

SCENEGGIATURA: 
David Magee
(dall'opera teatrale di Allan Knee)

FOTOGRAFIA: 
Roberto Schaefer

SCENOGRAFIA: 
Gemma Jackson

MONTAGGIO: 
Matt Chesse

COSTUMI: 
Alexandra Byrne - Mary Kelly

MUSICHE: 
Jan A. P. Kaczmarek

Trama

La storia romanzata dell’autore di Peter Pan e della sua relazione con la famiglia della vedova Llewelyn Davies.

Recensioni

 

 

 

Narrare la vita di J.M. “Peter Pan” Barries come una favola è tentativo affascinante a patto di mantenerne il tono sospeso e incantato: se invece, come è nel caso del film di Forster, emerge il calcolo, apparendo questo piattamente decifrabile, e la patina magica si riduce ad ammiccante involucro volto a rendere appetibile un prodotto edificante e dalla moralina facilmente commestibile, allora qualcosa non funziona. Se è vero, come si dice, che la commedia (play) è per l’appunto un gioco, allora diverrà imperativo non perdere in leggerezza nell’enunciazione fatidica del principio per il quale alla fantasia non andrebbe mai messo il morso della realtà: il regista lo fa invece con una seriosità petulante che suona come una nota stonata e, in più, ripetuta ad nauseam;  così, nel confronto impari tra Immaginario e Reale (il mondo fantasioso condiviso coi piccoli Llewelyn Davis vs la realtà di un legame matrimoniale che va invece in rovina) a segnare il punteggio in passivo è proprio il film, che si impernia sull’idea, in sé non disprezzabile, di rinvenire proprio nei rapporto giocoso dello scrittore con quei ragazzi gli elementi fantastici di cui impastò il suo capolavoro letterario.
Quanto agli attori se Depp è scelta ovvia fino al déjà vu e i begli occhioni della Winslet quasi un colpo basso, fa indubbiamente piacere rivedere la grande Julie Christie e un burbero Dustin Hoffman in apparizione speciale.
“I critici hanno reso tutto importante” si dice nel lacrimevole FINDING NEVERLAND: dopo aver letto le recensioni del film mi dico d’accordo.

Luca Pacilio


Le briglie della Fantasia

Potrebbe essere il bio-pic di Michael Jackson, invece e' la vita un po' romanzata di un altro bambino che non voleva crescere, lo scrittore e drammaturgo scozzese James M. Barrie, autore del celeberrimo "Peter Pan". Il film di Marc Forster ("Monster's ball" la sua opera piu' famosa, che ha valso l'Oscar a Halle Berry) segue lo stallo creativo precedente alla stesura del romanzo che gli ha dato la popolarita', la crisi del matrimonio, l'incontro con la bella vedova della famiglia Llewelyn Davies e i suoi quattro figli, e alcuni episodi salienti della sincera e disinteressata amicizia che si viene a creare, tradotti poi in letteratura. Tutto in perfetto equilibrio per non turbare, attraverso la celebrazione di temi forti come la coscienza di se' e il potere dell'immaginazione. Ovviamente le possibili ambiguita' (pedofilia in primis, riassunta in una battuta di dialogo) sono frettolosamente evitate, come non trova adeguato approfondimento il protagonista: strambo, genio, folle, o tutte e tre le cose insieme? Il film non ce lo dice e nemmeno si preoccupa di farcelo capire, limitandosi a suonare le corde del dramma edificante, tutto buoni propositi e inutili fraintendimenti sociali. Una visione cosi' parziale non puo' che suonare irrimediabilmente falsa, perche' sciorina risposte facili e ampiamente condivisibili prive di autentica problematicita'. La regia, pur inneggiando al potere salvifico dell'immaginazione, vero e proprio tormentone della pellicola, ne toglie mistero e magia allo spettatore, relegandola a bambocci e carnevalate. Se vediamo il protagonista nel parco che balla con un cane che nella sua fantasia e' un orso gigante, siamo costretti a sorbircelo mentre giravolta avvinghiato a un orso di cartapesta. Cosi' come "l'isola che non c'e'" diventa un baraccone di freaks tutt'altro che invitante. La produzione Miramax assembla un cast di tutto rispetto: Johnny Depp ben si adatta all'ennesimo borderline, Kate Winslet e' vittima di un personaggio senza spessore e si limita a ridere o piangere, Dustin Hoffman ha le battute migliori e Julie Christie ha ancora un grande carisma. Da tenere d'occhio Rhada Mitchell, sempre piu' in ascesa dopo il ruolo da protagonista double-face in "Melinda e Melinda" di Woody Allen.
Piacera' ai bambini in eta' scolare e a chi si ostina a pensare che la fantasia sia credere a cio' che non esiste e non spalancare gli occhi, con attenzione e sensibilita', su cio' che esiste.

Luca Baroncini

Commenti

 

 

 

Spazio lettori

 

 

Il lungometraggio di Marc Forster è basato sulla biografia di J.M. Barries, l’autore di Peter Pan. La favola viene proiettata sulla storia dei protagonisti, adulti cresciuti e induriti dall’esistenza e bambini che si rifiutano di crescere oppure diventano grandi troppo presto, perdendo l’innocenza del gioco e dell’immaginazione.
Ancora una volta Johnny Depp e Kate Winslet danno vita a una performance strepitosa, come pure Julie Christie e Dustin Hoffmann nei rispettivi camei, ma la storia è decisamente piatta e ripetitiva e a dispetto delle pur allettanti premesse non regala grandi emozioni.
Regista e sceneggiatore sono completamente estranei e lontani anni luce dalla fantasia e dall'inventiva del grande scrittore di cui raccontano la storia.
La dicotomia tra fantasia e realtà è martellante e ossessiva fino a diventare cliché scontato e prevedibile, come la maggior parte delle svolte narrative del film, che a più riprese scivola in una fastidiosa connotazione melodrammatica e volutamente strappalacrime. Si poteva fare di meglio.

Annalisa Ghigo


Luca
Pacilio
5

Luca
Baroncini
5

Manuel
Billi

Niccolò
Rangoni
   
           
 

 

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