LE
FORZE DEL DESTINO
(It's All about Love)
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Ipse Dixit
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REGIA: Thomas VINTERBERG PRODUZIONE: U.S.A. - 2003 - Thriller DURATA: 104' INTERPRETI: SCENEGGIATURA: T. Vinterberg - Mogens Rukov SCENOGRAFIA: Ben Van Os MONTAGGIO: Valdis Oskarsdottir COSTUMI: Ellen Lens MUSICHE: Zbigniew Preisner |
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Trama |
2021. John sbarca a New York per far firmare alla moglie Elena, celebre pattinatrice, i documenti per il divorzio ma, resosi conto che la sorte della donna è minacciata da un’oscura congiura, decide di rimanerle accanto. Rinasce l’amore ma… |
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The Day after Tomorrow (after Tomorrow) Il futuro è livido e freddo: la temperatura scende,
nevica di luglio. E non parliamo solo di New York: il fulmineo bollettino
da Parigi, Venezia, Vancouver etc. ci informa che la situazione è uguale
dappertutto. Non basta: si muore senza apparente ragione, cadaveri
riempiono le strade al punto che la gente passa accanto ai corpi esanimi
senza degnarli neanche di uno sguardo.
La popolazione ugandese non riesce a tenere i piedi per terra;
letteralmente: devono legarsi a una corda fissata al suolo per non volare
via. Il futuro non disdegna le sigarette, persino nell’ottuso salutismo
statunitense i fumatori riescono a riaprirsi una breccia, anche i
giovanotti in carriera tornano alle “bionde”, persino atlete celebrate in tutto il mondo sfumacchiano senza
problemi. Il futuro ha un rapporto conflittuale con la telefonia
portatile: puoi chiamarti Sean Penn e chiamare tranquillamente da un
aereo, passeggiando per il suo corridoio, tra i sorrisi accondiscendenti
degli astanti, oppure rispondere al nome di
Joachin Phoenix e, nonostante la solida posizione sociale, doverti
sbattere come un dannato per cercare un telefono pubblico. Nel futuro è
possibile clonare una danzatrice su ghiaccio per assicurare continuità a
una carriera che va verso un fisiologico declino; nel futuro risulta
chiaro che quella dei cloni è un’industria in liquidazione se è vero,
com’è vero, che a casa di cloni se ne portano tre alla volta, anche se
questo numero non risponde a nessuna evidente necessità. In questo gelido
futuro qualcosa non cambia: il quadruplo axel è ancora salto
pressoché chimerico. Nel futuro le cose non sono come sembrano e nessuno
sa cosa vi sia dietro (e che qualcosa dietro ci sia ce lo dice l’andazzo
strano assai). Nel futuro si sviene di continuo e per le ragioni più
disparate. Il futuro è un bel casino, parliamoci chiaro, e questo, come
si perita di riferirci il filosofo volante Penn, si collega a un non
meglio chiarito disordine del mondo nel quale l’amore latita ma della
cui vittoria finale non è dato dubitare. Il futuro, checché ne scriva
Cineforum, che aveva inserito Vinterberg tra i registi del nuovo millennio
(in forza del solo, abbondantemente sopravvalutato, FESTEN), non
appartiene al danese e questi, dunque, occupa l’anno 2021 in maniera del
tutto abusiva anche se cerca in ogni modo di esibire credenziali autoriali:
dalla volontà di fare un film antidogmatico all’estremo (il suo debutto
fu il primo film Dogma in assoluto), a quella di un esibito attore
feticcio (Thomas Bo Larsen, in apparizione pretestuosa a ricordare i
festini del tempo – dogmatico – che fu), da un tono surreale da Lynch
dei poveri (l’apparizione di Morrison, siparietto di imbarazzante mulhollandrivismo
di ritorno) alla riesibizione di una nuova soffocante cospirazione di una
nuova soffocante Famiglia. Luca Pacilio |
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| Ipse Dixit
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- Dopo l’isteria provocata da
FESTEN mi ritrovavo in una situazione problematica. Che cosa fare dopo un film
Dogma? Esattamente il contrario. Il Dogma esige che si giri in luoghi reali ,
mentre io ho posizionato la mdp su un dolly o un piedistallo, ho fatto
costruire dei décors, ho lavorato in
studio. Tutto questo è in contraddizione con il Dogma, ma allo stesso tempo
lo rispetta: perché il Dogma spinge a innovare continuamente il cinema. - L’intrigo propriamente detto
ricorda più un poema che una spy story tradizionale: una coppia sul
punto di divorziare si rende conto troppo tardi di non poter sopportare una
separazione. Ma non è questo l’elemento più importante: inizialmente avevo
girato scene che spiegassero chiaramente in cosa consisteva la minaccia
esterna alla coppia, ma in un secondo tempo ho deciso di eliminarle. Così il
film finisce senza che alcune domande abbiano trovato una risposta,
assomigliando a un sogno o a un racconto di fate. - Tra i tre personaggi non c’è bisogno di specificare che la mia preferenza va a quello interpretato da Sean Penn. |
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Luca Pacilio 2 |
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